Cia Alessandria-Asti: cani da guardiania. L’Italia fa scuola in Australia
Al via al viaggio di Dario Capogrosso, pastore transumante di Sarezzano
Da Sarezzano all’Australia per esportare il modello italiano di protezione delle greggi: Dario Capogrosso, zoonomo, allevatore e tecnico specializzato nei cani da guardiania, socio Cia Alessandria-Asti, è in partenza verso l’altra parte del mondo per trasferire e internazionalizzare un modello di lavoro e aiutare i pastori australiani nella difesa dal dingo, simbolo della fauna selvatica australiana.
Il viaggio durerà circa 25 giorni e sarà incentrato su un calendario di conferenze e visite aziendali. Il tour, a cui si sta lavorando da circa un anno, è reso possibile attraverso l’invito di alcuni funzionari ministeriali dell’Agricoltura australiani e di Paul Gibb, funzionario di Biosicurezza del governo australiano, e grazie all’impegno e alle relazioni dell’allevatrice marchigiana, Silvia Bonomi, che ha creato un ponte tra le due nazioni.
In Australia gli allevamenti sono sotto attacco del dingo, un cane selvatico che preda individualmente o in branco anche pecore, conigli, canguri e piccoli animali, al punto che è stata realizzata la “Dingo Fence”, la recinzione continua più lunga del mondo (oltre 5.600 km) per proteggere le aree rurali che vivono di pastorizia, che taglia in due il continente e va da Jimbour (nel Queensland) fino alle scogliere della Piana di Nullarbor, dove si trovano i pascoli fertili del sud-est. Ma questa misura non è sufficiente, tanto che ultimamente sono state liberalizzate le azioni di contenimento per la difesa dalle specie allevate.
Dario Capogrosso, titolare de “Il Pastore Transumante”, allevamento cardine in Europa per cani da guardiania (in particolare Pastori Abruzzesi Maremmani), e del Bioparco Cinofilo del Piemonte Orientale, incontrerà allevatori e autorità, per spiegare le dinamiche adottate in Italia a protezione della fauna selvatica e il suo lavoro di allevamento, addestramento e inserimento dei cani da lavoro in contesti naturali, adattando competenze italiane maturate nella selezione, formazione, inserimento e gestione dei cani da guardiania a realtà aziendali profondamente diverse da quelle europee.
Spiega Capogrosso: «Da allevamento siamo diventati qualcosa di più complesso: una realtà nella quale selezione, allevamento, lavoro, studio del comportamento, inserimento sul campo e rapporto con differenti specie animali convivono quotidianamente. Non andremo in Australia con la presunzione di possedere una ricetta universale, ma porteremo i nostri vent'anni di esperienza con i cani da guardiania, parte importante di un sistema di lavoro. Preparo e consegno cani in tutto il mondo, in Paesi che hanno normative e territori diversi, aziende e predatori diversi; un cane che lavora sulle Alpi non affronta la stessa realtà di un cane inserito nei Paesi Bassi, la Scandinavia non è l’Italia e l’America non è l’Europa. L’Australia non sarà nessuna delle cose che abbiamo già visto, ma abbiamo testimonianze valide da raccontare e occhi e orecchie aperti per imparare».
Il viaggio inizierà il 10 settembre e il rientro è previsto il 4 ottobre; Cia Alessandria-Asti renderà notizia delle tappe principali della missione.