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Caporalato: bene la legge, servono incentivi ad imprese per far decollare Rete del Lavoro Agricolo
18 Ottobre 2017

Al Mipaaf a un anno dall'entrata in vigore, il vicepresidente Cia Mastrocinque propone di assegnare un punteggio maggiore nei PSR alle aziende che si iscrivono alla Rete. La proposta confederale subito accolta dal ministro Martina.

Creare un sistema più semplificato e introdurre incentivi alle aziende agricole per far decollare la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, come ad esempio un punteggio maggiore nei PSR per chi si iscrive alla Rete. Questa la proposta avanzata dalla Cia-Agricoltori Italiani e subito recepita dal ministro Maurizio Martina, oggi alla riunione al Mipaaf a un anno dall'entrata in vigore della legge sul caporalato. Un incontro a cui ha partecipato il vicepresidente nazionale Cia Alessandro Mastrocinque, alla presenza anche dei ministri Giuliano Poletti, Marco Minniti e Andrea Orlando.

Dopo aver ribadito che il caporalato è un fenomeno odioso che la nuova legge sta contribuendo a combattere con risultati positivi, Mastrocinque ha evidenziato che bisogna fare di più e meglio sul fronte della prevenzione. Ad oggi, infatti, lo strumento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità non ha raggiunto i risultati sperati (circa 3.000 aziende iscritte). Sarebbe quindi necessario introdurre agevolazioni alle imprese agricole come un punteggio più alto nei PSR per chi è iscritto alla Rete.

La proposta avanzata dalla Cia è stata subito accolta dal ministro Martina, il quale ha promesso di sensibilizzare le Regioni affinché prevedano nei Piani di Sviluppo Rurale un numero maggiore di punti per le aziende che si registrano alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità.


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