09 Settembre 2026

Caldo: Cia Padova, perdite fino al 15% per le colture autunno-vernine

#clima #acqua #agricoltura #produzione
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Nel Montagnanese i danni maggiori, soprattutto negli appezzamenti non raggiunti dalla rete idrica. Bisarello: "Servono interventi per sostenere le aziende agricole"

L’onda lunga della siccità e del caldo anomalo colpisce anche le colture dell’autunno e dell’inverno. Secondo un report di Cia Padova, in alcune aree del territorio le piogge di queste ore non sono sufficienti a salvare le piantine di radicchio, broccolo e verze, con perdite che nel padovano raggiungono già il 10-15%. Una situazione che comporta anche un aumento dei costi di irrigazione per le imprese, in una fase economica già particolarmente complessa.

"Un decimo, e in alcuni casi anche di più, delle piantine non è riuscito a superare le diverse ondate di calore che si sono susseguite dai primi trapianti, effettuati tra luglio e agosto -sottolinea il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello-. Le perdite sono nell’ordine di migliaia di euro".

I danni interessano la provincia a macchia di leopardo, con le criticità più significative registrate finora nel Montagnanese, soprattutto negli appezzamenti agricoli non serviti regolarmente dalla rete idrica. "A causa delle alte temperature la pianta non è riuscita a svilupparsi ed è andata in stress -aggiunge Bisarello-. In alcuni casi l’irrigazione artificiale, nonostante l’importante lavoro svolto dai Consorzi di bonifica, ha prodotto un ulteriore problema: l’acqua ha creato un effetto lente che, sotto il sole cocente, ha finito per danneggiare le foglie".

Le colture autunno-vernine necessitano di terreni umidi e soffici almeno fino alla fine di ottobre. L’avvio della stagione, invece, è stato segnato da condizioni particolarmente difficili. Gli agricoltori sono costretti a irrigare con maggiore frequenza rispetto agli anni passati, con una conseguente impennata dei costi. In alcuni casi, inoltre, si è scelto di rinunciare al trapianto del radicchio perché non sussistevano le condizioni necessarie per procedere.

"Veniamo da un’estate nera, con perdite stimate attorno ai 50 milioni di euro in provincia di Padova. Prima la persistente siccità, poi le tempeste che si sono abbattute a fine agosto -ricorda Bisarello-. Non c’è pace per il mondo agricolo e le problematiche da affrontare sono numerose. Serve il sostegno delle Istituzioni affinché il comparto torni davvero in cima all’agenda politica".

"Sarà un autunno caldo, in tutti i sensi -conclude il presidente-. Non possiamo permetterci che chiuda nemmeno un’azienda agricola. Il padovano ha una forte vocazione agricola e continueremo a portare le istanze del settore primario nelle sedi opportune. Ne va del futuro dell’intera comunità".