15 Maggio 2026

Biogas e biometano: Cia Piemonte e VdA, modelli flessibili per salvare la redditività agricola

#agroenergie #agricoltura
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"Il biogas e il biometano rappresentano una straordinaria opportunità per l’agricoltura italiana, ma occorre evitare che i tempi di riconversione degli impianti si allunghino troppo, scongiurando un effetto domino simile a quello già visto con il superbonus. Al tempo stesso, queste opportunità devono essere accessibili non soltanto alle aree agricole più forti e strutturate, ma anche alle aree interne e montane: bisogna mettere tutti gli agricoltori nelle condizioni di essere sostenibili".

Così Stefano Rossotto, vicepresidente e capodelegazione di Cia-Agricoltori italiani di Piemonte e Valle d’Aosta, intervenendo oggi al convegno “AgriBiogas 2026”, organizzato dal Consorzio Monviso Agroenergia e ospitato al Lago dei Salici di Caramagna Piemonte.

Rossotto ha sottolineato come il modello del biogas agricolo rappresenti un ciclo virtuoso di economia circolare, nel quale l’azienda agricola produce la materia prima, la trasforma e ne utilizza l’energia generata, valorizzando reflui zootecnici, residui organici e colture dedicate: "Questa è la mission dell’azienda agricola multifunzionale -ha osservato Rossotto-; oggi la diversificazione è indispensabile per garantire redditività alle imprese agricole e lo Stato non può cambiare le regole a partita in corso, come accaduto in passato sul fronte degli incentivi per gli impianti di biogas".

Il vicepresidente di Cia Piemonte e Valle d’Aosta ha evidenziato la necessità di valutare con attenzione anche la produzione di energia elettrica da biogas, accanto alla prospettiva del biometano: "La possibilità di produrre energia elettrica può rappresentare, in molti casi, una soluzione più accessibile per le aziende agricole di dimensioni medio-piccole, soprattutto nelle aree interne e montane -ha detto Rossotto-. È importante non immaginare un modello unico valido per tutti, ma costruire strumenti e opportunità compatibili con le caratteristiche dei diversi territori agricoli".

Nel suo intervento, Rossotto ha infine richiamato l’attenzione sulle esperienze virtuose sviluppate nelle aree montane, citando il caso dell’Alta Valle Isarco, richiamato nelle relazioni del convegno, dove vengono recuperati e valorizzati scarti forestali, residui della lavorazione casearia e sfalci, a dimostrazione che la transizione energetica può rappresentare una leva concreta di sviluppo sostenibile anche per i territori più fragili.

Oltre a Rossotto, per Cia-Agricoltori italiani di Piemonte e Valle d’Aosta erano presenti al convegno il direttore regionale Giovanni Cardone, il direttore provinciale di Cia delle Alpi Luigi Andreis, il direttore provinciale di Cia Cuneo Igor Varrone, il presidente provinciale di Cia Cuneo Marco Bozzolo e il responsabile della sede fossanese di Cia Cuneo Corrado Bertello.

L’appuntamento “AgriBiogas 2026” si è confermato un momento di confronto di primo piano per la filiera agricola del biogas e del biometano, con particolare attenzione alle prospettive normative, agli sviluppi tecnologici e agli scenari di mercato legati alla transizione energetica.

Nel corso della giornata sono stati affrontati temi strategici per il comparto, dal nuovo decreto biometano post PNRR ai meccanismi tariffari e agli incentivi, fino alla sostenibilità ambientale, alle connessioni alla rete gas, alla gestione dei digestati e alle prospettive per gli impianti agricoli oltre il 2030.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle questioni operative che interessano le aziende agricole, tra procedure autorizzative, scadenze legate ai vincoli sulle emissioni climalteranti, accesso ai prezzi minimi garantiti e possibilità di riconversione degli impianti esistenti.

Nel dibattito è emersa con forza la necessità di garantire un quadro normativo stabile e chiaro, capace di accompagnare gli investimenti delle imprese agricole in una fase delicata per il settore energetico nazionale. Il biogas agricolo, con circa 1.800 impianti attivi in Italia, continua infatti a rappresentare una componente importante della sicurezza energetica del Paese, oltre a svolgere un ruolo centrale nella gestione sostenibile degli effluenti zootecnici e nella valorizzazione delle biomasse agricole.