20 Marzo 2026

Anp-Cia Belluno: infrastrutture e cure ad hoc contro spopolamento aree interne

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L'allarme lanaciato dall'Associazione pensionati: "Subito un piano di rinascita per giovani, famiglie e anziani”

Nel 2046 la provincia di Belluno conterà fra i 180mila e i 185mila abitanti, 14mila in meno degli attuali (sono circa 200mila). La rielaborazione dell’Anp, Associazione nazionale pensionati, Cia Belluno su dati della Cgia di Mestre mostra un trend in continuo declino. Fra vent’anni, peraltro, gli over 64 saranno almeno 9.000 in più. E ancora: oggi soltanto il 10% dei bellunesi ha meno di 14 anni, a fronte di una media nazionale (già bassa di per se) del 12%.

“Serve subito un piano di rinascita -sottolinea il presidente di Anp Belluno, Doriano Canal-. Mancano i servizi, le aree più interne e vulnerabili si stanno spopolando”. “Alle Istituzioni non chiediamo mera assistenza -precisa lo stesso presidente- piuttosto una programmazione a lungo termine che riduca il divario fra la città e la montagna. A tal proposito devono essere garantite infrastrutture fisiche e digitali, oltre che presidi sanitari ad hoc; ovvero quelle misure strategiche per far rimanere le future generazioni nelle Terre Alte”. La montagna bellunese, è l’appello di Canal, “torni ad essere terra di vita e di lavoro, non si riduca ad un archivio di ricordi”.

Per quanto riguarda gli anziani, poi, vanno considerate ulteriori criticità. “In primo luogo, la solitudine. Mi riferisco, in particolare, alle donne rurali, rimaste da sole e coi figli lontani da casa per lavoro. Non hanno bisogno solo di farmaci, ma anche, e soprattutto, di socializzazione e di una rete che le supporti”. “La parola chiave è fornire servizi di prossimità -conclude Canal-. Altrimenti, la desertificazione sarà un fenomeno ineludibile”.