dal Territorio
Florovivaismo: Cia Padova, territorio traina Italia
02 Ottobre 2019

I dati emersi al convegno organizzato nell’ambito di Flormart 2019

Diminuiscono le aziende venete attive nel florovivaismo, scese a 1.451 unità a fine 2018, pari ad un -2,4%, mentre cresce il valore dei prezzi di base di piante e fiori. Secondo l’Istat, si attesta a 57 milioni di euro, con un aumento del 2% rispetto al 2017.

La provincia di Padova, Con 445 aziende (-1,5%), la provincia di Padova si conferma comunque il punto di riferimento del florovivaismo, non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale. E’ qui, infatti, che si concentra il 30,7% delle aziende venete, ed è sempre qui che gli imprenditori agricoli si stanno confrontando sulla realizzazione concreta di un distretto, e di una dimensione di aggregazione che cambierebbe completamente la potenzialità competitiva del comparto.

Distinguendo tra i vari settori produttivi, in Veneto il più numeroso è quello del vivaismo ornamentale, con l’88,5% delle aziende impegnate, di fondamentale importanza nella riqualificazione delle città, dove la cementificazione non sembra fermarsi, e l’aspetto del verde urbano è sempre più centrale.

Altrettanto importanti sono il comparto orticolo, con il 34,8% delle aziende, e il frutticolo, con il 15,2% del totale veneto: queste aziende, infatti, oltre a garantire alla popolazione la possibilità di alimentarsi in modo sano, con la loro presenza contribuiscono alla salvaguardia dell’ambiente e alla manutenzione del paesaggio.

A questi temi la Cia-Agricoltori italiani di Padova, ha dedicato un convegno nell’ambito della seconda giornata del Flormart 2019, il salone del florovivaismo diventato una delle colonne portanti del programma annuale di PadovaFiere.

‘Il verde è vita in città’, questo lo slogan che ha caratterizzato l’evento, è stato l’occasione per mettere a fuoco temi cruciali per lo sviluppo futuro del comparto.

Dopo i saluti del Direttore di PadovaFiere, Luca Veronesi, e del Vicepresidente della Camera di Commercio, Franco Pasqualetti, il Presidente provinciale di Cia, Roberto Betto, ha introdotto i lavori. “La crescita di questo settore è una grande sfida per noi -ha dichiarato Betto nel corso del suo intervento-. Rientra a pieno titolo nell’ambito della salvaguardia ambientale, e nella tutela del paesaggio, aspetti che vedono gli agricoltori come protagonisti. Ma è necessario puntare sull’aggregazione tra imprese, e mettere in atto un cambiamento prima di tutto culturale”.

L’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, ha sottolineato l’intenzione della Giunta di investire nel florovivaismo: “E’ un comparto di nicchia, ma fondamentale, un fiore all’occhiello del nostro territorio, e abbiamo la piena volontà di individuare risorse concrete da destinare allo sviluppo futuro del comparto”.

Aldo Alberto, Presidente Associazione Florovivaisti Italiani, ha puntato l’attenzione sulla necessità di potenziare questo settore, anch’esso colpito dagli anni di crisi economica, ma oggi pronto a mettersi in gioco, anche sul mercato internazionale. Ha portato la propria testimonianza anche Gianluca Cristoni, imprenditore florovivaista, mentre Tiziano Tempesta, Docente di Economia all’Università di Padova, ha presentato i risultati di un’interessante ricerca, scoprendo come investire sul verde pubblico porti, in molti casi, a raggiungere obiettivi economici più alti rispetto a quanto avverrebbe se si puntasse sull’edificazione: “Da una recente ricerca fatta negli Stati Uniti, emerge un dato importante -ha spiegato Tempesta-. Il valore per ettaro di un parco urbano ricreativo è dell’ordine dei milioni euro. Investire nel verde pubblico porta ad un aumento del valore immobiliare delle abitazioni limitrofe, e lo stesso in studio, in Veneto, ha messo in luce come, nella maggior parte dei casi, il valore creativo di un parco urbano sia molto più elevato di quello edificabile”.

Nel corso del convegno è stato presentato il libro: “A Giovanni’, in ricordo di Giovanni Li Volti, storico dirigente della Cia e del Florovivaismo italiano, a cura di Daniele Toniolo.

 

 


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