dal Territorio
Cia Toscana: sostegno e solidarietà degli agricoltori alla popolazione ucraina
08 Marzo 2022

L'appello dell'Organizzazione in occasione dell'ottava Assemblea elettiva

“Sentimenti di profonda angoscia e di estrema preoccupazione per la guerra in atto in Ucraina, vittima di un’aggressione ingiustificata da parte della Russia”.

Si è aperto così, con il conflitto in Ucraina, l’ordine del giorno di Cia-Agricoltori Italiani della Toscana, in occasione dell’ottava Assemblea elettiva regionale, in svolgimento oggi a Firenze (Auditorium del Duomo). L’assemblea ha quindi lanciato “un accorato appello affinché tacciano le armi e si ritrovi la via del dialogo. Invitando tutte le proprie strutture ed i propri associati a promuovere concreti atti di solidarietà e sostegno della popolazione ucraina, così duramente colpita dalla guerra. Pieno sostegno a tutte le iniziative in atto da parte delle istituzioni regionali, nazionali ed internazionali, finalizzate al contrasto della inaccettabile logica del sopruso, dell’uso della forza e della guerra contro uno Stato sovrano”.

L’agricoltura e gli agricoltori della Cia -sottolinea Cia Toscana- si propongono come protagonisti delle sfide future, puntando sull’aggregazione, sulla competitività e sull’innovazione, per affrontare temi fondamentali per il futuro dell’umanità, come il contrasto ai cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare, la qualità delle produzioni agricole, la valorizzazione ed il rilancio delle aree rurali. Ma contemporaneamente riaffermano con forza che tale protagonismo si fonda sulla conquista di un reddito equo per le imprese e di più avanzati diritti di cittadinanza di chi opera e vive nelle aree rurali.

Fra le emergenze da affrontare la difesa del reddito degli agricoltori, minacciato in particolare dall’aumento del prezzo delle materie prime e dei costi di produzione, non compensate da una giusta remunerazione dei prodotti agricoli. Occorre una decisa azione di contrasto all’aumento dei costi di produzione, spesso oggetto di spinte speculative che vanno ben oltre i fattori oggettivamente inflattivi; vanno previsti specifici investimenti finalizzati all’abbattimento dei costi di produzione. É necessario, promuovere politiche di sviluppo in grado di sostenere l’attività imprenditoriale agricola, partendo dal riconoscimento della diversità delle agricolture territoriali della nostra regione e da interventi mirati alla valorizzazione delle diverse aree e dei diversi comparti, tutti caratterizzati da uno stato di preoccupante crisi.

Come per la grave situazione del comparto del latte bovino. Il mancato rispetto degli accordi sottoscritti da gran parte della filiera, determina una condizione di difficoltà estrema; le scelte commerciali della Gdo, che tendono al contenimento dei prezzi al consumo, sono incompatibili con il rincaro delle materie prime, dei mangimi, del costo energetico, che gravano sui produttori. Per questo si è evidenziata l’esigenza di una rapida ed approfondita ricognizione della situazione relativa alle diverse filiere produttive, impegnando pertanto gli organismi confederali regionali e territoriali ad elaborare nell’arco dei prossimi tre mesi specifici dossier per comparto produttivo, a partire dai quali formulare puntuali proposte da sottoporre alle Istituzioni.

Promozione delle filiere e dell’aggregazione tra i produttori - La strategia dell’aggregazione in filiera rappresenta un percorso essenziale per aumentare la competitività del sistema delle imprese. Incentivare l’ingresso nelle filiere degli agricoltori dev’essere un obiettivo prioritario delle politiche agricole. Come Cia bisogna lavorare per rafforzare percorsi e progetti integrati di filiera, promuovere lo sviluppo della filiera corta, anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali, stimolare e supportare tutte le nuove forma di aggregazione messe in atto dagli agricoltori in questi anni.

Equilibrata gestione della fauna attraverso un impegno continuo e costante per il raggiungimento dell’obiettivo di riequilibrare la presenza faunistica ed abbassare drasticamente la pressione della fauna sulle aziende agricole; promovendo un’azione determinata per il profondo cambiamento della Legge 157/92, ed al tempo stesso pretendendo dalle Istituzioni regionali e locali il massimo impegno per contrastare la proliferazione di ungulati e predatori.

Peste suina africana (PSA) - Tra le emergenze legate ai gravi squilibri faunistici presenti in Toscana, va segnalata quella relativa alla peste suina, che ha coinvolto il nostro paese anticipando le previsioni, e innescando criticità per le quali non sono state messe a punto le necessarie contromisure. La rapidità di contagio e l’imprevedibilità della diffusione del virus richiede interventi tempestivi e straordinari per evitare l’allargamento della zona rossa. Occorre agire sia nel contenimento degli ungulati – principali vettori nella trasmissione – che per l’installazione di adeguate misure di biosicurezza, per le quali sono necessarie specifiche risorse. Sarà importante lavorare per ripristinare gli equilibri di mercato, intervenendo a livello normativo per salvaguardare gli allevamenti indenni, garantendone la continuità delle produzioni.

Gestione della risorsa idrica - Non è più rinviabile la realizzazione di una seria programmazione della risorsa idrica per l’agricoltura, fattore della produzione reso sempre più necessario dai cambiamenti climatici in atto. La nostra azione sarà finalizzata ad incentivare e spingere le istituzioni, con un’azione capillare dai comuni fino alla regione, a mettere in pista tutte le risorse possibili per strutturare un sistema irriguo adeguato ai fabbisogni delle imprese. Senza acqua non c’è vita, senza acqua non c’è agricoltura. I processi di cambiamento climatico rendono inoltre necessario rafforzare l’impegno per la messa in sicurezza del territorio, attraverso gli interventi di difesa del suolo, di regimazione idrica, di gestione delle foreste.

Fra le altre problematiche quello dell’abbattimento dei costi rappresentati dalla burocrazia; il miglioramento della vita nelle aree rurali attraverso il rafforzamento delle infrastrutture e servizi, dalla banda larga ai servizi socio-sanitari. E poi il contrasto all’abbandono delle aree rurali ed un rilancio dell’innovazione come motore dello sviluppo.


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