dal Territorio
Cia Reggio Emilia: torrente Enza in sofferenza, come gli agricoltori a valle
22 Agosto 2018

Riesaminare richiesta di deroga alla luce della situazione

La Regione, per l’esattezza gli assessori all’Ambiente Paola Gazzolo e all’Agricoltura Simona Caselli, hanno risposto alle richieste di deroga per il deflusso minimo vitale (DMV) del torrente Enza, presentata il 26 giugno scorso dal Consorzio di bonifica Emilia Centrale, richiesta preceduta da analoga domanda di Cia Reggio Emilia già il 21 maggio. La risposta è stata negativa, tuttavia secondo Cia il fatto stesso che la Regione abbia in qualche modo risposto costituisce un’occasione di apertura di dialogo che va colta.

La risorsa acqua riveste un ruolo fondamentale per le sorti dell’intero comparto agricolo, che nel pieno della stagione estiva si ragioni di deroga al DMV non costituisce quindi una forzatura, stante il fatto che -riconosce la lettera firmata dai due assessori- deroghe temporanee al mantenimento del deflusso ecologico sono ammesse quando si determinino gravi carenze di approvvigionamento irriguo, seppur con la condizione di porre in atto strategie di risparmio idrico e contenimento delle perdite e degli sprechi. Il territorio della val d’Enza è storicamente il più sofferente in ambito regionale in periodo estivo, causa un deficit d’acqua verificato e conclamato, tanto da porre la necessità di prevedere strutture di accumulo, come ancora pochi mesi fa ha sancito il Tavolo tecnico regionale che si è occupato dei problemi del torrente Enza.

Nel contempo questo territorio è sede di una filiera agroalimentare, quella del Parmigiano Reggiano, tra le più importanti a livello nazionale.

La risposta della Regione ritiene che non ricorrano quest’anno le condizioni per il rilascio della deroga, sia per le maggiori precipitazioni verificatesi nel primo semestre dell’anno, sia per il bilancio idro-climatico più favorevole rispetto al 2017.

“E’ evidente a tutti -sottolinea il presidente Cia Antenore Cervi- che non stiamo vivendo una situazione pari a quella drammatica del 2017, tuttavia ci sembra che la risposta non tenga conto del dato di partenza, ovvero che la valle dell’Enza nei mesi estivi entra in situazione di deficit di risorsa idrica, quindi la sofferenza per le colture esiste, peraltro dal momento della risposta da parte della Regione, dalla quale sono trascorsi altri 15 giorni, è accentuata dalla mancanza quasi assoluta di nuove precipitazioni”.

Pertanto, conclude il presidente Cia, “ci auguriamo per il futuro una disponibilità a rivedere in modo più flessibile la gestione del DMV, fino a quando alla valle dell’Enza non sia data la risposta strutturale che il mondo agricolo attende e sollecita”.

Cia Reggio Emilia sottolinea infine la necessità che tra gli Enti pubblici vi sia rispetto dei confini dei propri ruoli: Arpae ha sottolineato nei giorni scorsi di non aver mai ricevuto richieste di deroga per l’Enza, cosa del tutto logica perché sia la bonifica che le associazioni tale richiesta l’hanno fatta alla Regione come dovevano, ed era questa che doveva eventualmente dare disposizioni alla stessa Arpae.


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