dal Territorio
Cia Lombardia: accordo Ue-Vietnam una follia a scapito nostra risicoltura
27 Giugno 2019

Bene la difesa dei 1800 produttori lombardi da parte dell'assessore regionale Rolfi

La dichiarazione dell’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Fabio Rolfi, sull'accordo di libero scambio Ue-Vietnam che verrà siglato ad Hanoi il 30 giugno prossimo, darà il via libera all'ingresso di 80 mila tonnellate di riso asiatico a dazio zero, trova il pieno apprezzamento di Cia-Agricoltori Italiani Lombardia.
Rolfi ha affermato che tale accordo per l’agricoltura lombarda è una follia che rischia di mettere in seria difficoltà i risicoltori della Regione. Dichiarazione con cui Cia Lombardia concorda spiegando che l'Unione europea attraverso l’intesa di libero scambio con il Vietnam consentirà l'ingresso a dazio zero di 80 mila tonnellate di riso lavorato, semilavorato e aromatico che è coltivato con sostanze vietate in Italia e inoltre, secondo quanto denuncia il dipartimento del lavoro statunitense, è ottenuto con il lavoro minorile.
 
Peraltro, come osservato dall’Assessore Rolfi, la politica dell’Ue su questo tema appare ambigua e contraddittoria, prosegue Cia Lombardia, se si considera che a gennaio sono stati reintrodotti i dazi sulle importazioni di riso da Cambogia e Birmania, anche sulla base di report che denunciavano la violazione dei diritti umani, e ora apre, ignorando situazioni analoghe, si apre a quello vietnamita”.
 
Cia Lombardia ringrazia dunque l’Assessore Fabio Rolfi per la chiara e ferma presa di posizione a difesa dei 1800 produttori di riso della Lombardia, che, producendo il 40% del riso della penisola, è la prima regione risicola d’Italia, a sua volta stato leader europeo nel comparto.

Difenderemo i nostri risicoltori, ha affermato Rolfi evidenziando che, da un lato Bruxelles impone politiche ambientali e a basso consumo energetico sempre più restrittive agli agricoltori italiani e allo stesso tempo dà il via libera al riso che viene dall'altra parte del mondo e che è pieno di pesticidi. Servono altri dazi, non aperture.
 
Altri rischi per i risicoltori e più in generale, per l’agricoltura della nostra penisola derivano anche dall’accordo tra Ue e paesi del Mercosur giunto alla stretta finale, conclude Cia Lombardia. Si tratta di un’intesa che include la possibilità di importare 45 mila tonnellate di riso a dazio zero e che desta interrogativi e preoccupazioni in merito a sostenibilità ambientale, standard in termini di sicurezza alimentare, pratiche commerciali sleali. Secondo uno studio del Centro comune di ricerca Ue, se dovesse essere firmato, l’Europa rurale subirebbe perdite superiori a 7 miliardi di euro.


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