dal Territorio
Caporalato: Cia Capitanata, aiutare le imprese a rispettare le regole
11 Luglio 2019

Le aziende scontano lacune sistemiche da risolvere

Le imprese agricole foggiane, prima delle grandi campagne estive di raccolta, hanno chiesto che dal decreto flussi per i lavoratori extracomunitari arrivassero 1000 persone: ad oggi, non hanno ricevuto alcuna risposta. E’ uno dei dati emersi durante l’incontro di ieri sera, nel Palazzo del Governo, tra il Prefetto di Foggia e le organizzazioni agricole. Per Cia-Agricoltori Italiani Capitanata erano presenti il presidente provinciale Michele Ferrandino, il direttore provinciale Nicola Cantatore e i componenti della giunta provinciale Leonardo Santucci, Angelo Miano e Francesco D’Angelo.

“Abbiamo trovato grande disponibilità da parte del Prefetto al quale abbiamo chiesto di svolgere la mediazione negoziata tra tutte le parti coinvolte”, ha dichiarato Michele Ferrandino. “Alla luce degli ultimi provvedimenti per il contrasto al caporalato, abbiamo ribadito che le imprese agricole, in molti casi, si trovano ad affrontare problemi e lacune di sistema che vanno al di là della loro volontà di seguire le regole”, ha aggiunto Ferrandino. “Lo sfruttamento dei lavoratori è inaccettabile”, ha detto Nicola Cantatore, “per questo le imprese agricole che vogliono rispettare la legge, e stiamo parlando della stragrande maggioranza, vanno messe nelle condizioni migliori per poter lavorare, creare reddito e occupazione”. Col Prefetto, oltre che della richiesta delle aziende agricole di poter assumere un numero maggiore di lavoratori extracomunitari, si è discusso anche delle regole e delle misure che riguardano il trasporto e l’accoglienza dei braccianti stranieri. “Sui moduli abitativi”, ha continuato Cantatore, “abbiamo chiesto al Prefetto un’azione chiaritrice: ad oggi, e a fronte di impegni presi nelle scorse settimane dai livelli istituzionali, non sappiamo chi debba farsi carico di questo aspetto tra Ente Provincia e Regione Puglia”. “Per ciò che attiene al trasporto”, ha aggiunto Ferrandino, “abbiamo indicato e concordato percorsi e modalità da oltre un mese, per cui ci aspettiamo che le difficoltà contingenti possano essere presto superate”. A preoccupare imprese agricole e organizzazioni di riferimento, come la Cia-Agricoltori Italiani, è l’imminente apertura della campagna per il pomodoro. “Si fa un gran parlare di caporalato, un fenomeno odioso che va combattuto, e per farlo occorre che le aziende del comparto primario non vengano criminalizzate e vessate, maltrattate da una burocrazia che rende tutto più astruso e complicato, da lacune sistemiche nella gestione concreta dei flussi di lavoratori stranieri che in nessun modo sono dovute alle imprese”, ha dichiarato il presidente di Cia-Capitanata Michele Ferrandino. “Alle imprese agricole spetta il compito di produrre bene, secondo le regole e rispettando i diritti e la sicurezza dei lavoratori; le istituzioni, dal canto loro, devono mettere le aziende nelle migliori condizioni di produrre, creare reddito, occupazione e sviluppo, favorendo chi intende soltanto fare il proprio mestiere. Va trovato un punto di equilibrio, uscendo dalla criminalizzazione che offre titoli a caratteri cubitali ma non favorisce la risoluzione concreta dei problemi, a vantaggio di tutte le componenti: imprenditori, lavoratori e consumatori”, ha aggiunto Ferrandino. “Apprezziamo l’impegno e la disponibilità del Prefetto, che ci ha annunciato la volontà di istituire dei tavoli tematici con tutte le componenti interessate per affrontare e risolvere i problemi”, ha concluso il direttore provinciale di Cia Capitanata Nicola Cantatore.


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