dal Territorio
Anp Venezia: primo incontro su sicurezza e pensioni
15 Marzo 2019

Cinque appuntamenti in tutto il territorio

La sicurezza, in casa e fuori, i servizi sanitari, le pensioni: sono questi i temi trattati durante l’incontro che si è tenuto alla Fondazione Santa Cecilia di Portogruaro, organizzato da Anp, l’associazione dei pensionati di Cia Venezia.

Si è trattato del primo appuntamento di una serie -che toccherà anche Jesolo, Cavarzere, Dolo e Santa Maria di Sala- che focalizza l’attenzione su come evitare truffe e raggiri (con la distribuzione di un opuscolo sulla sicurezza).

Nel 2018 quella di Venezia è stata la 14esima provincia d’Italia per numero di reati denunciati. La variazione tra il 2017 e il 2018 è del 5,4% in più di reati denunciati. Infatti nel l’anno precedente Venezia era solo in 19° posizione, con 38.351 denunce. I casi più frequenti sono i furti con destrezza (6.700), seguiti dai furti in casa (4.000) e dalle truffe (2.000).

"Abbiamo predisposto -ha spiegato il presidente di Anp Venezia, Giuseppe Scaboro- un volantino che contiene una serie di raccomandazioni sui casi che si possono verificare con più frequenza. Ci sono consigli sull’utilizzo di Internet, dove è facile cadere vittime di truffe e raggiri, su sedicenti maghi e cartomanti, su vendite (porta a porta, telefoniche o televisive). Un accento importante è posto sulle questioni legate alla sicurezza, con raccomandazioni sui casi che possono capitare in luoghi pubblici e affollati o quelli, sempre più frequenti, che possono capitare a domicilio, nei quali i malintenzionati approfittano della buonafede degli anziani soli in casa. La prima regola comunque è quella di rivolgersi alle forze dell’ordine".

Altro tema centrale dell’incontro quello delle pensioni. Anp-Cia Venezia è tornata a ribadire la sua richiesta di adeguamento, nell’arco di tre anni, delle pensioni minime a 650 euro (oggi 513) come previsto dalla Carta Sociale Europea. Del resto, in agricoltura sono circa 700 mila i pensionati interessati che, pur avendo superato i 70 anni, continuano a lavorare nei campi per avere un reddito dignitoso.

"Le novità introdotte con la cosiddetta pensione di cittadinanza non portano nessun beneficio ai pensionati ex agricoltori -ha aggiunto Scaboro-. Questa garantirebbe, a persone che non hanno versato un solo euro di contributi, assegni di importi superiore a quelli destinati agli agricoltori. Quindi, chi ha lavorato una vita in agricoltura, versando i regolari contributi, rimarrà con una pensione al di sotto della soglia di povertà".


Tags: #anziani #pensioni #salute #sicurezza

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