Verona
Cia Torino presenta studio su effetti cambiamenti climatici in viticoltura
09 Aprile 2019

Quali effetti stanno producendo i cambiamenti climatici sui vigneti? Quali opportunità e limitazioni sono fin d’ora prevedibili sulla produzione e sul mercato delle uve e dei vini? Quali azioni sono necessarie ai viticoltori per affrontare le variazioni dell’innalzamento della temperatura e i periodi di siccità sempre più prolungati?

Le linee guida dello studio di Cia-Agricoltori italiani di Torino e Camera di Commercio di Torino che dovranno dare una risposta a queste e a molte altre domande sulle mutazioni climatiche nel torinese, saranno illustrate martedì 9 aprile, dalle 16 alle 18, nell’area istituzionale del Piemonte (Padiglione 10 - stand g2) di Vinitaly, a Verona, con l’intervento del presidente di Cia-Agricoltori Italiani Piemonte Gabriele Carenini, del consulente agroforestale Antonello Petruzziello e del vicepresidente dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica del Piemonte Massimo Pinna.

Il progetto, unico nel suo genere in Piemonte, impegnerà i ricercatori per i prossimi tre anni, con il coinvolgimento di numerosi soggetti pubblici e privati, tra cui Arpa Piemonte, Enoteca Regionale e Università degli Studi di Torino.

"Gli agricoltori devono poter disporre di strumenti scientifici che li supportino efficacemente nelle scelte della programmazione aziendale -osserva il presidente di Cia-Agricoltori Italiani Piemonte, Gabriele Carenini-, soprattutto in un settore delicato come quello del vino, dove una differenza di temperatura di pochi gradi può determinare il successo o fallimento di un vigneto".

In questa prima fase, i tecnici incaricati stanno effettuando la mappatura dei dati storici (collocazione geografica, temperature, precipitazioni…) dei vigneti, monitorandone ogni variazione registrata negli ultimi decenni, con l’obiettivo di individuare la tendenza ai mutamenti futuri.

"La distribuzione dei vitigni sul territorio -spiega Antonello Petruzziello- potrà subire dei cambiamenti in rapporto alla differente adattabilità dei medesimi alle mutate condizioni climatiche. Sarà fondamentale individuare in quale fascia climatica si posizionano le diverse aree vocate per la viticoltura e quale sarà il surriscaldamento previsto in tali aree, tenendo anche conto della maggiore incidenza che potranno avere gli agenti patogeni legati alla vite. Senza dubbio l’aumento delle temperature potrà avere effetti negativi su alcune coltivazioni, anche pregiate, che rischieranno di finire al di fuori delle fasce ritenute ottimali dai disciplinari di produzione, così come potrebbero estendersi le aree vocate alla viticoltura".


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