| Data: | 06/10/2004 |
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| Titolo: | Cinghiali: un flagello per lagricoltura piemontese |
| Ora: | 13:54 |
| Regione: | Piemonte |
La proliferazione della popolazione di cinghiali in Piemonte in questi anni è stata inarrestabile. I cinghiali sono diventati un vero flagello ed una delle maggiori cause di danni alle coltivazioni agricole. Gli agricoltori protestano, con piena ragione, sia per i danni procurati dai cinghiali, sia per gli indennizzi che non arrivano e cercano invano di trovare delle soluzioni efficaci al problema. Quest’anno ci stanno provando con le gabbie in mezzo ai poderi.
La crescita della popolazione di cinghiali in Piemonte, assolutamente anomala, ha anche incrinato i rapporti tra cacciatori ed agricoltori, nonostante la caccia sia necessaria per contenere la proliferazione dei cinghiali. Gli agricoltori -afferma una nota della Cia del Piemonte- rimproverano ai cacciatori di aver effettuato delle immissioni abusive di cinghiali e sono sempre meno favorevoli a concedere la fruizione dei fondi per l’attività venatoria.
Nel 2002 -prosegue la Cia regionale- il 73 per cento dei danni all’agricoltura , ma anche il 65 per cento di tutti i sinistri stradali, causati da fauna selvatica sono stati procurati dai cinghiali.Il totale dei danni procurati dai cinghiali ammonta, nel solo Piemonte, ormai a circa un milione e mezzo di euro all’anno.
Gli indennizzi alle imprese danneggiate, per carenza di risorse, fino ad ora sono sempre stati molto parziali e per giunta erogati con molto ritardo.
Quanti -si chiede la Ci regionale- sono i cinghiali che vivono sul territorio piemontese ? Non si sa, ma certamente molte migliaia, tenendo conto di quanti ne sono già stati eliminati. Nel periodo tra il 1996 ed il 2003 sono stati abbattuti, durante le stagioni venatorie, quasi 35.000 cinghiali, di cui 27.000 nelle sole province di Cuneo e Torino. Il numero degli abbattimenti è stato di 3.162 nel 1996 ed è poi progressivamente salito a 5.278 capi nel 2002. Nel 2003 è stato prossimo ai 6.000, ma non è stato sufficiente a contenere in modo adeguato la popolazione dei cinghiali che continua a crescere.
L’obiettivo, secondo la Cia del Piemonte, dovrebbe essere quello dell’ eradicazione totale della popolazione di cinghiali e nelle zone di pianura, dove causa i maggiori problemi di danni alle colture agricole ed il contenimento entro limiti ragionevoli nelle zone subalpine ed alpine. L’obiettivo non sembra però raggiungibile, anche aumentando da due a tre le giornate per settimana di caccia al cinghiale, come si è fatto quest’anno. Ormai -conclude la Cia regionale- nelle zone che si trovano ai margini o all’interno di zone protette, parchi ed aree naturali non ci sono più soltanto le coltivazioni in pericolo, ma anche l’incolumità fisica degli stessi agricoltori.