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Data: 22/02/2012
Titolo: Ifad: bene il premier Monti. Serve più agricoltura per sfamare il mondo
Ora: 15:45

 

La Cia commenta l’intervento del presidente del Consiglio alla riunione dei governatori del Fondo internazionale per lo Sviluppo agricolo. La sicurezza alimentare globale diventi una priorità: servono regole comuni per stabilizzare i prezzi del cibo e politiche per incrementare la produttività agricola nei Paesi più poveri.

 

Serve più agricoltura per sfamare il mondo. Fa bene il premier Monti a sottolineare nel suo intervento all’Ifad l’importanza fondamentale del settore primario. Per combattere la povertà ed evitare nuove crisi alimentari globali è indispensabile muoversi in due direzioni precise: adottare regole comuni per stabilizzare i prezzi del cibo e sviluppare politiche che permettano di aumentare la produttività agricola nei paesi del Sud del mondo. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, esprimendo vivo apprezzamento per le parole pronunciate dal capo del governo al 35° Consiglio dei governatori del Fondo internazionale per lo Sviluppo agricolo, apertosi oggi a Roma.

Dice bene Monti: un mondo affamato è un mondo ingiusto e anche instabile. Per questo motivo bisogna fare in modo che la sicurezza alimentare diventi davvero una priorità politica per tutti i Paesi. Anche perché -osserva la Cia- se si somma l’eccessiva volatilità dei prezzi delle commodity agli effetti dell’incremento demografico, all’aumento della domanda di cibo nei Paesi emergenti e ai disastri provocati dai cambiamenti climatici, il rischio di non riuscire a garantire l’approvvigionamento alimentare globale diventa reale, soprattutto in vista del 2050, quando la popolazione sarà di 9 miliardi di persone.

Da qui l’esigenza -sottolinea la Cia- di individuare una strategia comune per limitare il drammatico impatto delle crisi alimentari, di regole certe per riequilibrare i mercati, di adattare l’agricoltura ai mutamenti climatici, ma soprattutto di favorire politiche per lo sviluppo della produttività agricola nei Paesi in via di sviluppo. E’ necessario promuovere investimenti in progetti irrigui e infrastrutturali e garantire l’accesso dei piccoli produttori al mercato dei fattori, a partire dalla terra e dal credito. Solo così si può vincere la sfida della nutrizione globale.