| Data: | 05/10/2011 |
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| Titolo: | Trapani: per l'olivicoltura della Valle del Belice un'annata in negativo |
| Ora: | 15:08 |
| Regione: | Sicilia |
Per l’agricoltura della Valle del Belice l’annata agraria che và a concludersi con la raccolta delle olive è ancora segnata in negativo malgrado una ripresa dei prezzi all’origine e dei semilavorati. Riguardo alla olivicoltura del Belice in particolare su oltre 12.000 ettari olivetati si prevede una riduzione della produzione di circa il 50 per cento rispetto alla produzione media degli ultimi anni.
La produzione stimata è, pertanto, di circa 150-200 mila quintali di olive di cui 60-70 mila
andranno lavorate quali olive da mensa e la rimanente parte quale olive da olio.
La diminuzione in parte è certamente dovuta alle sfavorevoli condizioni atmosferiche (non piove dal mese di maggio), ma in buona parte anche alla disaffezione degli agricoltori non in grado di effettuare con regolarità le abituali necessarie coltivazioni per motivi di carattere economico legati alla grave crisi che attanaglia l’agricoltura ormai da diversi anni e alle difficoltà di accesso al credito agevolato.
Basta girare per le campagne e ci si accorge subito che gli oliveti in larga parte sono mal coltivati ed addirittura molti appezzamenti abbandonati ormai da tempo.
L’andamento al ribasso dei prezzi negli ultimi anni ha fatto si che molti agricoltori hanno
abbandonato gli investimenti e ciò ha naturalmente un impatto negativo sulla occupazione e sulla ricchezza del territorio.
La globalizzazione dei mercati ha certamente fatto la sua parte ma una parte decisiva di questa situazione negativa è dovuta alla speculazione cha ha potuto operare indisturbata grazie allo scarso impegno delle Istituzioni deputate ai controlli e alla difesa del comparto, in primo luogo il ministero e l’assessorato regionale delle Politiche agricole.
A ciò si aggiunge l’atavica incapacità degli agricoltori del Belice ad organizzarsi nelle strutture associative robuste e durevoli.
Le cordate speculative continuano ad avere il sopravvento sugli agricoltori facendo il bello e cattivo tempo, imponendo i propri prezzi, molto spesso in contrasto con gli andamenti di mercato certificati dagli Istituti di rilevamento.
Secondo i dati forniti recentemente da Ismea circa l’andamento del mercato delle olive da mensa nel 2010 e fino ad agosto 2011, si rileva una crescita considerevole dei prezzi del semilavorato riguardo alla Nocellara del Belice nelle due versioni tipo Castelvetrano e Schiacciata al naturale:
- media 2010, tipo Castelvetrano euro 0,83 e tipo Schiacciata al naturale 0,92 al kg;
- media 2011( fino ad agosto ) tipo Castelvetrano euro 1,38 e tipo Schiacciata al naturale
euro 1,20 sempre al kg.
Per la precisione l’ultima rilevazione di agosto è stata di euro 1,70 per la tipo Castelvetrano ed euro 1,30 per la Schiacciata naturale.
A giudizio della Cia sono, pertanto, giustificate le richieste degli agricoltori che si riconoscono nella Associazione dei produttori olivicoli nocellara del Belice che hanno già tenuto quest’anno due assemblee a Campobello di Mazara e che si possono sintetizzare nelle due diverse consuetudini di vendita :
- a “scinniperi” ad euro 1,30 al kg
- a crivello partendo da euro 2,10 al kg per la mammut (> 24 mm di diametro) , euro 1,90
S/colossal( < 24 mm), 1,60 Kolossal ( 22/23 mm), 1,20 Giants euro 1,20 ( 21/22 mm) e così via fino ad arrivare alle misure inferiori.
L’opinione della Cia di Castelvetrano è che, comunque, si dovrebbe evitare la vendita a “scinniperi” ed adottare quella a crivello sicuramente più giusta e trasparente.
La Camera di Commercio di Trapani deve per tempo convocare le parti ed elaborare una schema tipo di contratto di vendita da utilizzare obbligatoriamente in tutte le transazioni.
La Regione dovrebbe stimolare e favorire, anche con provvedimenti legislativi appositi, il
regolamento dei mercati e delle contrattazioni agevolando quelle imprese di trasformazione e/o commerciali che aderiscono agli accordi di filiera stipulati su base provinciale, attribuendo nei bandi del settore agro alimentare un maggiore punteggio alle aziende che aderiscono ed applicano gli accordi interprofessionali.
Inoltre alle Istituzioni Deputate si chiedono maggiori controlli riguardo alla qualità dei prodotti, alla loro provenienza ed una decisa lotta al mercato nero che sfugge ad ogni controllo.
Gli Enti locali possono incidere ritornando a sostenere iniziative per la promozione dei prodotti agricoli, favorendo in particolare quelle che si realizzano nel territorio e che richiamano persone da altre parti della Sicilia e del Paese, in sinergia con gli operatori del comparto turistico e commerciale.
Occorre riflettere seriamente -afferma la Cia di Castelvetrano- sulle politiche olivicole degli ultimi decenni, anche in sede locale, prendendo atto che l’aver ottenuto le Dop olive da mensa ed olio da sole non bastano a rilanciare il comparto, occorre ridurre i costi di gestione favorendo la creazione di aziende più forti e competitive, incoraggiare i giovani che vogliono intraprendere l’attività di imprenditori agricoli, potenziare i servizi allo sviluppo, riorganizzare la filiera commerciale rivalutare l’associazionismo dei produttori, semplificare le norme di carattere fiscale, sanitario e per l’accesso alle provvidenze di legge.
Solo con una grande unità di azione di tutti gli attori coinvolti si potrà ridare alla agricoltura il ruolo che le compete nella crescita complessiva della nostra economia e della nostra società.