| Data: | 21/07/2009 |
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| Titolo: | Alcol: i divieti generalizzati rischiano di penalizzare il vino. Educare, invece, i giovani ad un uso consapevole e moderato |
| Ora: | 12:07 |
La Cia sottolinea che ordinanze come quelle del comune di Milano possono innescare ingiusti contraccolpi per la nostra produzione vitivinicola, sempre più orientata alla qualità. Sviluppare adeguate campagne informative sulla stregua del progetto europeo “Wine in moderation”. Sono i superalcolici e i cosiddetti “alcolpops” a provocare gli effetti più deleteri tra le nuove generazioni.
Meglio educare e prevenire che reprimere. Il rischio è che campagne e ordinanze di divieto possono penalizzare prodotti come il vino, che fa parte della nostra cultura, delle nostre tradizioni e della nostra storia. Con la demonizzazione non si ottiene nulla, se non colpire l’immagine della produzione vitivinicola italiana. Bisogna, invece, fra crescere, soprattutto tra i giovani, la logica di una degustazione consapevole, moderata. Ben diversa dall’uso sregolato di alcolici. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito all’ordinanza del sindaco di Milano sul divieto di vendita di alcol al di sotto dei 16 anni.
La generalizzazione dei divieti -afferma la Cia- fa soltanto danni. In questo caso a pagarne le spese maggiori sarebbe proprio il vino “made in Italy”. Sarebbe molto più efficace ed opportuno fare delle adeguate campagne d’informazione per educare ad un bere moderato e consapevole. Altrimenti, si corre il pericolo di innescare una spirale negativa che porti alla discriminazione dei vini, con conseguenze facilmente immaginabili per i nostri produttori vitivinicoli che, in questi anni, hanno tanto investito in qualità.
Oltretutto, è dimostrato dai dati che -rileva la Cia- non è assolutamente il vino la causa di tanti incidenti stradali, ma bevande, come i cocktail, i superalcolici e gli “alcolpops”, particolari bibite fatte spesso con vodka, rum, mescolati ad analcolici che favoriscono consumi all’eccesso. E così gli effetti, in particolare sui giovani diventano devastanti.
Per la Cia è, quindi, indispensabile sviluppare la prevenzione e l’educazione facendo conoscere il valore del vino ai giovani. E questo può realmente dare un apporto significativo ad evitare il bere eccessivo di alcol tra le nuove generazioni.
D’altra parte, proprio il vino -rimarca Cia- non può essere assolutamente catalogato tra le bevande alcoliche. Il vino è il “prodotto principe” delle nostre terre il suo uso moderato e consapevole non è motivo delle tante tragedie che purtroppo funestano le strade italiane.
Lungo questa direzione si muove e si articola il progetto europeo “Wine in moderation”, che ha come obiettivo prioritario quello di diffondere la cultura del buon bere senza esagerazioni. E’, dunque, importante -conclude la Cia- impedire l’adozione di abitudini potenzialmente dannose, attraverso la comunicazione, la promozione di stili di vita virtuosi che educhino il consumatore. E questo appare lo strumento più idoneo che, con l’utilizzo di informazioni precise e pertinenti, occorre sviluppare per ridurre con successo il consumo smodato di alcolici.