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Data: 10/09/2007
Titolo: Cia di Bari: continuano le manifestazioni di protesta contro l’assunzione preventiva in agricoltura
Ora: 15:13
Regione: Puglia

 

L’avvio della campagna di raccolta dell’uva in provincia di Bari ha riportato al centro dell’attenzione i problemi causati dall’improvvida introduzione anche per il settore agricolo della cosiddetta “assunzione preventiva”.

Già in occasione della campagna di raccolta delle ciliegie nel sud-est barese la Cia ebbe modo di evidenziare l’inopportunità della normativa introdotta con la finanziaria 2007 che, lungi dal recare giovamento alle azioni di prevenzione, contenimento e repressione del fenomeno del “lavoro nero”, produce nocumento allo svolgimento regolare dei processi produttivi agricoli, specialmente per quanto riguarda le importanti e massive fasi di raccolta dei prodotti, compromettendo gli stessi livelli occupazionali del settore e ponendo a serio rischio di illegalità operativa le aziende agricole che hanno sempre rispettato le norme, in particolare quelle sull’assunzione di manodopera.

Numerosi gli incontri promossi dalla Cia di Bari con le amministrazioni comunali (ultimo incontro il 24 agosto a Barletta) insieme ai dirigenti degli organi ed enti interessati (Ispettorato del Lavoro, Inps, Inail), al fine di affrontare ed eventualmente risolvere i problemi causati da una interpretazione rigida e restrittiva della norma, con la conseguente “caccia alla streghe” che già l’anno scorso ha incrinato fortemente il corretto rapporto tra cittadini, imprese, istituzioni.

 “Non si può fare di tutte le erbe un fascio” ha sostenuto il presidente provinciale Francesco Caruso in tutti gli incontri istituzionali e nelle assemblee degli agricoltori “trattando tutti gli operatori agricoli alla stessa stregua, come se ci fosse a tutti i costi l’esigenza di trovare capri espiatori rispetto agli intollerabili comportamenti di qualcuno che quasi sempre non appartiene alla categoria.

Le aziende agricole serie ed oneste, quelle che aspettano i momenti importanti come la raccolta dei prodotti per concludere l’annata produttiva e cogliere i risultati del lavoro e dell’attività imprenditoriale, con l’affanno di annate che da troppo tempo si susseguono deludenti, devono essere messe in condizioni di rispettare le regole nel pieno della normalità delle operazioni produttive e di raccolta.

L’assunzione preventiva in agricoltura è stata introdotta senza tenere nel giusto conto le peculiarità del settore e senza attrezzare adeguatamente la pubblica amministrazione per consentirne il rispetto.

Uffici territoriali non attrezzati per la ricezione telematica delle assunzioni, o addirittura privi dei comuni fax, non sono all’altezza dei tempi e rendono problematica l’applicabilità della norma.

Non tener conto che il normale mercato del lavoro in agricoltura ha sempre consentito l’integrazione delle squadre di lavoro per motivi vari che vanno dalla mancata presentazione sul posto di lavoro di unità lavorative preventivate sino alla imprevedibilità del tempo atmosferico locale, significa penalizzare le aziende e gli stessi livelli occupazionali proprio nei momenti di maggiore intensità di impiego della manodopera (grandi campagne di raccolta o di operazioni colturali).”

Secondo Caruso, poi, nel caso specifico di una particolare lavorazione dell’uva da tavola - il cosiddetto “acinino”- bisogna tenere in giusta considerazione la tradizione consolidata di impiegare manodopera non professionale (studenti, giovani disoccupati, ecc.), operazione che rinnova l’incontro tra agricoltura e città, in una comunanza di attività e sentimenti che vanno ben oltre i rapporti economici puri e semplici.

Allo scopo di reintrodurre certezze e tranquillità al settore, la Cia di Bari ha proposto e propone di:

-emendare la norma citata escludendo esplicitamente dall’ambito di applicazione della stessa l’instaurazione di rapporti di lavoro a tempo determinato nel settore agricolo;

- introdurre definitivamente la “comunicazione unica” (prevista dalla Legge Biagi) delle assunzioni da presentare, a carico del datore di lavoro agricolo, presso uno sportello unico, che potrebbe essere quello dell’Inps, entro la giornata di avvio effettivo del rapporto di lavoro, ferme restando le previsioni normative temporali in vigore per quanto riguarda la comunicazione di eventuali eventi modificativi del rapporto di lavoro stesso.

In subordine:

-urgente definizione ed emanazione del previsto decreto interministeriale (previsto dalla legge Biagi) per l’introduzione della comunicazione unica già citata;    nelle more introdurre la comunicazione unica presso l’Inps che può costituire e mantenere un’apposita banca-dati da mettere a disposizione degli altri uffici competenti;

-estensione della non sanzionabilità della ritardata dichiarazione preventiva -per il settore agricolo- nei casi di:

- sostituzione del soggetto a suo tempo indicato e resosi indisponibile;

- imprevedibili cause di forza maggiore che richiedono un incremento della manodopera per le operazioni di raccolta (ad esempio repentina variazione delle condizioni climatiche) o di ridistribuzione della stessa anche tra diverse aziende agricole per esigenze operative e/o organizzative (ad esempio sopravvenuta indisponibilità dei mezzi di trasporto dei prodotti in un campo e disponibilità in altro non inizialmente previsto, ecc.).

-urgente applicazione dei cosiddetti “ticket” per l’assunzione di manodopera occasionale così come previsti dalla legge Biagi ed attualmente ancora in fase di sperimentazione dei cui esiti non è data ad oggi conoscenza;

- semplificazione delle procedure e dei tempi per l’assunzione di manodopera extracomunitaria;

- estensione, per le sole attività di raccolta dei prodotti, dell’ambito delle prestazioni che esulano dal mercato del lavoro (art.74 Dlgvo 276/2003) ai raccoglitori non professionali (studenti, pensionati, ecc.) anche in caso di corresponsione di compenso, considerando lo stesso, ai fini fiscali, quale reddito da lavoro occasionale secondo la normativa vigente.