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Ocm tabacco: la proposta dell’Ue è inaccettabile
A rischio imprese agricole e 135 mila posti di lavoro

Il presidente della Cia Massimo Pacetti, all’indomani della grande manifestazione di Città di Castello, ribadisce: il 10 novembre a Bruxelles in difesa della tabacchicoltura italiana.

“E’ una proposta che non possiamo accettare così come è e va quindi cambiata. Se applicata, potrebbe avere riflessi fortemente negativi per l’intero settore del tabacco, sia in termini economici che sociali. Sono a rischio migliaia di imprese agricole e centotrentacinquemila posti di lavoro”. E’ quanto ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti all’indomani della grande manifestazione di Città di Castello dove sono scesi in piazza produttori, lavoratori, organizzazioni professionali agricole, sindacati confederali e rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali per protestare contro la proposta di riforma dell’Ocm del tabacco avanzata dalla Commissione Ue.

“Si è trattato di una manifestazione imponente e responsabile. Abbiamo sottolineato con forza -ha aggiunto Pacetti- l’esigenza di modificare la proposta comunitaria, in quanto è una riforma che non dà lavoro. Anzi crea disoccupazione e mette in ginocchio le imprese agricole che operano nel comparto. La riforma, al contrario, va fatta in un’ottica di equità, tenendo conto delle esigenze di tutta la filiera. E’ una questione nazionale che va posta con decisione a livello europeo”.

“In quest’ottica -ha sottolineato il presidente della Cia- assume una grande importanza il tavolo che si svolgerà il 10 novembre prossimo a Bruxelles. In quell’occasione evidenzieremo i problemi del settore, di migliaia di imprese che hanno investito, anche in maniera massiccia, e che con la proposta si troverebbero in una situazione drammatica. Le conseguenze sarebbero disastrose, sia per la produzione che per la trasformazione, in vaste aree agricole del nostro Paese, dove il settore del tabacco ha una grande rilevanza economica e sociale”.

“Come Cia -ha rilevato Pacetti- ribadiamo che il punto qualificante della trattativa dovrà essere l’invarianza di bilancio e l’equiparazione della validità della riforma fino al 2013. La proposta attuale non tiene assolutamente conto delle novità introdotte alla Politica agricola comune dal compromesso del giugno scorso, in particolare in materia di disaccoppiamento parziale e di flessibilità concessa agli stati membri”.