Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori



Anno 45 - n. 191

 

7 Novembre 2003

 

ATTUALITA'

• Il 12 novembre riunione a Roma della Direzione nazionale Cia
• Si chiude l’annata agraria 2003: un vero tracollo
Pesanti i danni, mentre calano produzione e redditi
• Ocm tabacco: soddisfazione della Cia
per la proposta unitaria delle organizzazioni agricole italiane

DAL TERRITORIO

• Ad Altamura Assemblea provinciale dei pensionati
• La mobilitazione dei pensionati liguri per uno stato sociale adeguato ai bisogni
dei cittadini e per un recupero del potere d’acquisto delle pensioni
• Non ci sono aflatossine nel mais piemontese
• Scuola in Fattoria: iniziativa della Cia di Ascoli

APPUNTAMENTI

A Benevento prima tappa della campagna
di informazione e promozione dei prodotti lattiero-caseari
Convegno su riforma Pac e Ocm riso


 

ATTUALITA'


Il 12 novembre riunione a Roma della Direzione nazionale Cia

Si terrà a Roma il prossimo 12 novembre alle ore 10.00, presso l’hotel “Leonardo da Vinci” (via dei Gracchi 234) la Direzione nazionale della Confederazione italiana agricoltori. I lavori si articoleranno sul seguente ordine del giorno: politiche e proposte della Cia per lo sviluppo dell’agricoltura in Italia dopo la riforma della Pac e l’esito del negoziato Wto; convocazione dell’Assemblea nazionale; varie. La Direzione nazionale sarà introdotta dal presidente della Cia Massimo Pacetti.


Si chiude l’annata agraria 2003: un vero tracollo
Pesanti i danni, mentre calano produzione e redditi

La Cia traccia un primo bilancio. Soprattutto l’eccezionale e persistente siccità ha provocato una “ferita” che sfiora i 6 miliardi di euro. Produzione segna una diminuzione intorno al 10 per cento.

Il 2003 passerà alla storia dell’agricoltura italiana come uno degli anni più “neri”. La “ferita” che le avversità atmosferiche, soprattutto la siccità che ci ha accompagnato per tutta l’estate, è stata drammatica: circa 6 miliardi di euro. C’è stato un calo in termini produttivi intorno al 10 per cento, mentre in valore la flessione è stata del 4 per cento determinata da un lieve aumento dei prezzi e da una diminuzione dei costi sostenuti dagli agricoltori.
Questo il pesante scenario delineato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori a conclusione dell’annata agraria che coincide con la festa di San Martino dell’11 novembre. Scenario con tante ombre e pochissime luci che fa registrare un vero tracollo per la nostre campagne, martoriate prima dalle gelate, poi le alluvioni, infine dalla siccità che ha provocato danni che non si ricordavano da anni. Quindi, conseguenze devastanti per i campi non solo del nostro Paese, ma anche dell’intera Europa dove la persistente e grave ondata di caldo ha provocato un disastro: circa 14 miliardi di euro di danni.
Secondo i dati, ancora provvisori, elaborati dalla Cia, l’agricoltura italiana è stata la più colpita. Un raccolto su tre è andato distrutto a causa del gran caldo e della carenza di acqua. Danneggiate, in particolare, sono state le produzioni ortofrutticole (una diminuzione tra il 25 e il 35 per cento), di mais (meno 27 per cento), di barbabietola da zucchero (meno 25 per cento), di foraggio (meno 40 per cento), di olio (meno 30 per cento), di vino (meno 18 per cento), di grano tenero e duro (meno 8 per cento).
Danni che nel nostro Paese diventano ancora più consistenti -evidenzia la Cia- se si aggiungono gli onerosi costi per il ripristino dei terreni agricoli e le perdite di mercato. Vanno conteggiate, inoltre, le somme necessarie per la ricostruzione delle strutture (serre, stalle), il reimpianto delle coltivazioni danneggiate, la ricostituzione delle scorte e il riacquisto dei macchinari.
Effetti pesanti, proprio a causa della siccità, si sono registrati anche in tutto il comparto della zootecnia. Nel nostro Paese i principali terreni da pascolo sono stati colpiti e compromessi dalla mancanza di umidità.
La carenza di foraggio verde (una diminuzione del 40 per cento) ha avuto un impatto negativo nei settori bovino e lattiero-caseario. In particolare, in questo ultimo comparto le conseguenze della siccità sono state nefaste. Ma quello più grave è che l’effetto negativo continuerà per tutto l’inverno e fino alla ricostruzione naturale delle scorte di foraggio nella primavera del prossimo anno.
Il bilancio dell’annata agraria rischia di appesantirsi ulteriormente quando saranno a disposizione i dati definitivi relativi alle colture autunnali (olivo, frutta) e alle produzioni zootecniche.

L’agricoltura nel 2003

Produzioni Variazioni
rispetto al 2002
Grano - 8 %
Mais - 27 %
Foraggio - 40 %
Girasole - 30 %
Zucchero - 25 %
Patate - 30 %
Mele - 10 %
Pere - 10 %
Pesche - 30 %
Agrumi - 20 %
Frutta in guscio - 25 %
Vino - 18 %
Olio - 30 %
Prodotti orticoli - 30 %
Tabacco - 3 %

 

Ocm tabacco: soddisfazione della Cia
per la proposta unitaria delle organizzazioni agricole italiane

Una dichiarazione del presidente Cia Massimo Pacetti che parteciperà lunedì 10 novembre a Bruxelles all’incontro tra il commissario Ue Fischler e le parti sociali.

“E’ positivo che si sia raggiunto un’intesa su una proposta concreta e unitaria per la riforma dell’Ocm tabacco. Una proposta condivisa da tutte le parti agricole della filiera che consente di presentarci al confronto europeo con una maggiore forza contrattuale”. E’ quanto ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti alla vigilia della riunione di lunedì prossimo 10 novembre a Bruxelles tra il commissario Ue all’Agricoltura Franz Fischler e le parti sociali e in vista del Consiglio agricolo del 17 novembre chiamato a decidere sulla riforma Ocm tabacco.
“Il documento unitario, trasmesso al ministro delle Politiche agricole Alemanno, sicuramente rafforzerà -ha sottolineato il presidente della Cia- la posizione negoziale dell’Italia a difesa della tabacchicoltura, importante fonte di reddito e di occupazione per le economie locali di diverse regioni italiane, dove la coltivazione del tabacco è fortemente concentrata. Quindi un documento che ci permette di negoziare la proposta della Commissione Ue penalizzante per l’intero settore del tabacco italiano”.

 




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DAL TERRITORIO



Ad Altamura Assemblea provinciale dei pensionati

Con la partecipazione del presidente nazionale della Anp Mario Pretolani, si è tenuta ad Altamura in provincia di Bari l'assemblea provinciale dei pensionati baresi aderenti all'Anp-Cia.
Nel saluto di apertura il presidente provinciale della Cia di Bari, Francesco Caruso, ha ringraziato i parlamentari, consiglieri regionali, consiglieri provinciali e rappresentanti dei partiti e delle istituzioni presenti in sala insieme a coloro – soprattutto numerosi sindaci – che hanno aderito all'iniziativa pur non potendo essere presenti.
La relazione introduttiva del presidente provinciale dell'Associazione, Giuseppe Di Pace, ha illustrato le motivazioni della assemblea, tenuta in forma pubblica: "alle ben 35 assemblee comunali che hanno preceduto questa assemblea provinciale hanno partecipato centinaia e centinaia di pensionati ma non solo, anche giovani e cittadini che hanno apprezzato le valutazioni e le proposte che la nostra associazione sta presentando per un equo stato sociale che riconosca pari diritti agli agricoltori. Agli anziani va riconosciuto il grande merito di essere stati i protagonisti di uno sviluppo straordinario del nostro paese e agli anziani agricoltori in particolare va dato atto delle grandi trasformazioni operate in agricoltura, asse portante dell'economia del paese fino alla metà del secolo scorso. Molti di questi uomini e donne" ha continuato Di Pace "oggi non godono del diritto ad una pensione dignitosa, sono addirittura al di sotto della soglia di povertà e sopportano un costo della vita sempre più crescente".
L'intervento del presidente regionale della Cia Puglia, Antonio Barile, ha esaltato la forte tradizione di impegno da sempre espressa dalla comunità altamurana verso i temi della sicurezza sociale e l'azione della Cia che fin dal 1999 ha rivendicato per gli anziani pensionati, raccogliendo oltre un milione di firme, la pensione minima del famoso milione di lire al mese.
Al dibattito hanno fatto seguito le conclusioni di Pretolani il quale ha riaffermato l'analisi della Anp sulle modificazioni in atto al cosiddetto stato sociale, indotte dall'aumentata longevità e dai criteri di compatibilità economica imposti dalla globalizzazione e dalla conseguente accentuata competizione tra i sistemi, ribadendo che in questa fase "le politiche sociali, unitamente alle politiche del lavoro e per l'occupazione, sono chiamate a svolgere un ruolo cruciale per tenere unita la società intorno ai suoi valori fondanti, collegati alla vita democratica ed al diritto di tutti al benessere. Attualmente la categoria maggiormente penalizzata è quella degli agricoltori che pagano contributi più elevati della media dei loro colleghi lavoratori autonomi, pur percependo pensioni di gran lunga inferiori. Le proposte dell'Anp tendono a riequilibrare il sistema, riportando ad equità il rapporto tra contributi versati e prestazioni, con indicazioni molto precise di intervento sui trattamenti al minimo, sulla rivalutazione dei contributi versati, l'adeguamento degli assegni al nucleo familiare, insieme al recupero dei contributi figurativi e dei periodi di maternità pregressa per le donne coltivatrici. Di rilevante importanza l'annoso problema delle cosiddette 'figure-miste' alle quali deve essere consentita la regolarizzazione senza retroattività. Su questo tema è impegnata anche l'Anp".
Pretolani, in merito al riequilibrio del sistema pensionistico in agricoltura, ha infine richiamato lo slogan "pagare meno pagare tutti" per proporre la revisione della base contributiva agricola, coinvolgendo in qualche misura le figure non professionali.
In chiusura, l'approvazione dell'ordine del giorno con le proposte della Anp-Cia e l'impegno ad una grande partecipazione all'assemblea nazionale del 25 novembre a Roma.

 


La mobilitazione dei pensionati liguri per uno stato sociale adeguato ai bisogni
dei cittadini e per un recupero del potere d’acquisto delle pensioni

L’ormai innegabile aumento spropositato dei prezzi ha divorato buona parte della capacità d’acquisto delle risorse concesse a chi è a riposo permanente dal lavoro, in un contesto generale dove il livello medio delle pensioni rimane basso.
Alla luce di questa situazione, il Cupla (Comitato unitario dei pensionati del lavoro autonomo), che raccoglie otto sigle sindacali dei settori commercio, artigianato e agricoltura, e ha la rappresentanza di circa 90.000 pensionati in Liguria, ha più volte chiesto di ottenere incontri e colloqui con i capigruppo del Consiglio Regionale, con gli assessori regionali competenti per materia (assistenza sociale e sanità) e con il presidente della Giunta Sandro Biasotti, per affrontare le ripercussioni della situazione a livello locale. Alle richieste non c’è stata risposta alcuna, se non da parte di un solo gruppo consiliare appartenente all’opposizione.
Il Cupla –si legge in un comunicato- denuncia con forza questa indifferenza sia verso i rappresentanti di una larga e significativa parte dei pensionati della Liguria, sia verso problematiche sempre più pressanti e pesanti, da affrontare in fretta in una regione popolata in gran parte da anziani come la Liguria. In questo senso, il Comitato intende portare le proprie proposte, ignorate dalle istituzioni regionali, alla conoscenza dell’opinione pubblica.
Nel 1996 la Regione firmava con le forze sociali un protocollo d’intesa, riconfermato un anno e mezzo fa circa, indirizzato al miglioramento dei servizi socio-assistenziali. Alla luce della sostanziale non attuazione del suddetto protocollo d’intesa, il Cupla chiede anzitutto il suo recupero e la sua realizzazione concreta, dando seguito a impegni condivisi e fondamentali.
In secondo luogo, il Comitato chiede alla Regione che venga aperto, a livello regionale, un “tavolo sociale permanente” dove discutere con le forze sociali, in via preliminare, ogni provvedimento che possa avere effetti nella sua applicazione sull’esistenza e sulla qualità della vita di pensionati e anziani in Liguria, ad esempio in campo sanitario (liste d’attesa, posti letto), socio-assistenziale, della sicurezza.
In terzo luogo, preso atto che il provvedimento dei ticket sui farmaci è stato strutturato in modo profondamente iniquo, andando a pesare sulle fasce più deboli (come ammesso da un documento di studio commissionato dalla stessa Regione Liguria), per di più con effetti dubbi sulle finanze regionali, il Cupla propone di strutturare il sistema delle esenzioni dal ticket sulla base del reddito, certificato tramite l’ormai diffusa procedura Isee (il cosiddetto “redditometro”) ideata dall’Inps. Questo sistema, già attuato in alcune regioni, garantirebbe una maggiore equità nella distribuzione degli oneri sanitari in una popolazione in gran parte di anziani, il più delle volte pensionati al minimo.
Se l’istituzione regionale non saprà o non vorrà ascoltare e prendere in considerazione questi temi e queste proposte, avanzate da una forza sociale rappresentante una larga fascia di persone in Liguria, il Cupla si riserverà nell’immediato futuro di intraprendere una serie di iniziative di protesta, fra cui una manifestazione presso il Consiglio Regionale.

 


Non ci sono aflatossine nel mais piemontese

“La voce, rilanciata da presunti ‘esperti’ e ripresa anche dagli organi di stampa, che la eventuale presenza di aflatossine sia dovuta al mais piemontese è del tutto infondata. Una interessante ricerca fatta in Piemonte sulla contaminazione da aflatossine nella granella di mais, coordinata dal prof. Amedeo Reyneri dell’Università di Torino e pubblicata sulla rivista “Quaderni della Regione Piemonte” n. 37 del settembre 2003, a cura della Regione Piemonte, ha messo in evidenza che anche in annate umide le cariossidi provenienti da colture di mais piemontesi sono colonizzate in larga parte da muffe che non producono aflatossine”. Lo ha evidenziato il presidente della Cia Piemonte Attilio Borroni.
Nel 2002, che fu un’annata caratterizzate da abbondanti piogge, la presenza di aflatossine in granella di mais piemontese ammuffito -ha aggiunto Borroni- è stata accertata solo nel 2,1% degli oltre 480 campioni analizzati. Nel 2000 la quota percentuale di aflatossine riscontrate nel mais piemontese è stata pari a zero.Le aflatossine arrivano dagli Usa meridionali, dove le condizioni climatiche favoriscono la crescita degli Aspergilli (che producono aflatossine) nel mais, che si moltiplicano ulteriormente nei viaggi in nave”.
“Un’umidità attorno al 90%, assieme ad un temperatura di 25/30 °C, frequenti negli Usa meridionali, costituiscono, infatti, l’ambiente adatto per favorire lo sviluppo delle muffe che –ha rilevato il presidente della Cia Piemonte- producono aflatossine, a differenza dei climi temperati, come quello piemontese, più adatti al fusarium. Le contaminazioni secondarie sono invece frequenti nelle fasi di trasporto e di manipolazione, quando è frequente la rottura dei semi, come accade sovente durante i viaggi per nave dagli Usa all’Europa della granella di mais.Le stive delle navi piene di mais ammuffite, provenienti dagli Stati Uniti, denunciate dal dott. Mario Valpreda, sono una realtà. Il mais viene poi bonificato dalle muffe, ma non dalle tossine”.
“Va rilevato che negli Stati Uniti -ha concluso Borroni- il livello di accettabilità della presenza di aflatossine nel latte e negli alimenti per legge è 10 volte superiore al nostro. Il campanello d’allarme è comunque suonato e sarebbe necessario che la Regione Piemonte preparasse un piano di monitoraggio per il controllo della presenza di aflatossina nei mangimi”.

 

Scuola in Fattoria: iniziativa della Cia di Ascoli

Scuola in Fattoria ha riaperto i battenti all’insegna dell’impegno, della scoperta, del lavoro e della buona tavola a salvaguardia della salute di tutti. Si è svolta infatti il 30 ottobre scorso la riapertura ufficiale del terzo anno del progetto “Scuola in Fattoria” della Confederazione italiana agricoltori.
La Cia ascolana ha dato appuntamento a diverse scolaresche di Spinetoli e di Offida all’Oasi la Valle di Pagliare, dove ad attenderli, oltre al presidente provinciale Cia Dante Teodori, c’erano il sindaco di Spinetoli Emidio Mandozzi, l’assessore provinciale Paola Armellini e due i relatori quali il professor Leonardo Seghetti dell’Itas ed il dott. Mauro Mario Mariani, sempre partecipi con grande spirito di collaborazione agli incontri della Cia di Ascoli Piceno.
Dopo i saluti del sindaco Mandozzi,del Presidente Teodori e dell’Assessore Armellini, i due relatori hanno catturato l’attenzione degli studenti con importanti nozioni sull’alimentazione, sui prodotti tipici, sulla salute, sull’agricoltura e le stagioni.
La mattinata è poi proseguita all’insegna dell’allegria e dell’impegno e gli studenti hanno potuto seminare in un vasetto, che poi si sono portati a casa, i cereali dietro le indicazioni di Sabrina Ferretti (ufficio valorizzazione Cia Ascoli) che ha spiegato a loro l’importanza del ciclo delle stagioni, del sole e soprattutto dell’acqua.
Tutti si sono lasciati affascinare dal lavoro manuale che prevedeva per l’appunto l’uso della terra, dei semi e dell’acqua e con grande diligenza sono riusciti a fare un ottimo lavoro.
Il premio per tutti i partecipanti, oltre alla grande soddisfazione di essere riusciti nella semina, è stata una golosissima colazione sull’aia, dove si è pasteggiato con formaggio pecorino, crostate e torte di mele, innaffiati da spremute di frutta per i piccoli e ottimo rosso piceno superiore per i grandi.
Per qualsiasi informazione sul progetto e per poter aderire,le scuole possono chiamare la Cia. allo 0736.42315 o scrivere una e-mail a ascolipiceno@cia.it

 

 

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APPUNTAMENTI



A Benevento prima tappa della campagna
di informazione e promozione dei prodotti lattiero-caseari


Si svolgerà l’11 novembre prossimo a Benevento la prima tappa della campagna di informazione e promozione dei prodotti lattiero-caseari promossa all’Aprolat . Si tratta di una campagna che prevede una serie di iniziative multimediali che coinvolgerà su tutto il territorio nazionale circa 4000 istituti scolastici con la collaborazione della federazione medici sportivi italiani.
All’iniziativa di Benevento interverranno l’on. Carmine Tardone, presidente della Provincia, Guglielmo Rizzioli, vicepresidente nazionale Cia e presidente dell’Unalat, Aurelio Grasso, presidente della Cia di Benevento.


Convegno su riforma Pac e Ocm riso

Si svolgerà sabato 15 novembre alla Sala Borsa merci di Mortasa (Pavia) il convegno, promosso dalla Cia e dal Cipat della Lombardia, sul tema “Revisione di medio termine della Politica agricola comune: regime unico di pagamento per gli agricoltori europei disaccoppiato dalla produzione; organizzazione comune del mercato del riso”.
I lavori saranno presentati da Roberto Bigi, presidente della Cia Pavia, e introdotti da Sergio Suardi, presidente della Cia Novara. Comunicazioni saranno svolte dal dott. Maria Sassi e dal prof. Carlo Bernini, entrambi dell’Università di Pavia, e dal dott. Piero Garrione, commissario straordinario dell’Ente nazionale risi. Le conclusione sono state affidate a Giuseppe Cornacchia, Organizzazione e sviluppo sistemi dei servizi della Cia nazionale.

 

 

 

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Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

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