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ATTUALITA'
Il 12 novembre riunione a Roma della
Direzione nazionale Cia
Si terrà a Roma il prossimo 12 novembre
alle ore 10.00, presso l’hotel “Leonardo da Vinci” (via dei Gracchi
234) la Direzione nazionale della Confederazione italiana agricoltori.
I lavori si articoleranno sul seguente ordine del giorno: politiche
e proposte della Cia per lo sviluppo dell’agricoltura in Italia
dopo la riforma della Pac e l’esito del negoziato Wto; convocazione
dell’Assemblea nazionale; varie. La Direzione nazionale sarà
introdotta dal presidente della Cia Massimo Pacetti.
Si chiude l’annata agraria 2003: un vero
tracollo
Pesanti i danni, mentre calano produzione e redditi
La Cia traccia un primo bilancio. Soprattutto
l’eccezionale e persistente siccità ha provocato una “ferita”
che sfiora i 6 miliardi di euro. Produzione segna una diminuzione
intorno al 10 per cento.
Il 2003 passerà alla storia dell’agricoltura
italiana come uno degli anni più “neri”. La “ferita” che
le avversità atmosferiche, soprattutto la siccità
che ci ha accompagnato per tutta l’estate, è stata drammatica:
circa 6 miliardi di euro. C’è stato un calo in termini produttivi
intorno al 10 per cento, mentre in valore la flessione è
stata del 4 per cento determinata da un lieve aumento dei prezzi
e da una diminuzione dei costi sostenuti dagli agricoltori.
Questo il pesante scenario delineato dalla Cia-Confederazione italiana
agricoltori a conclusione dell’annata agraria che coincide con la
festa di San Martino dell’11 novembre. Scenario con tante ombre
e pochissime luci che fa registrare un vero tracollo per la nostre
campagne, martoriate prima dalle gelate, poi le alluvioni, infine
dalla siccità che ha provocato danni che non si ricordavano
da anni. Quindi, conseguenze devastanti per i campi non solo del
nostro Paese, ma anche dell’intera Europa dove la persistente e
grave ondata di caldo ha provocato un disastro: circa 14 miliardi
di euro di danni.
Secondo i dati, ancora provvisori, elaborati dalla Cia, l’agricoltura
italiana è stata la più colpita. Un raccolto su tre
è andato distrutto a causa del gran caldo e della carenza
di acqua. Danneggiate, in particolare, sono state le produzioni
ortofrutticole (una diminuzione tra il 25 e il 35 per cento), di
mais (meno 27 per cento), di barbabietola da zucchero (meno 25 per
cento), di foraggio (meno 40 per cento), di olio (meno 30 per cento),
di vino (meno 18 per cento), di grano tenero e duro (meno 8 per
cento).
Danni che nel nostro Paese diventano ancora più consistenti
-evidenzia la Cia- se si aggiungono gli onerosi costi per il ripristino
dei terreni agricoli e le perdite di mercato. Vanno conteggiate,
inoltre, le somme necessarie per la ricostruzione delle strutture
(serre, stalle), il reimpianto delle coltivazioni danneggiate, la
ricostituzione delle scorte e il riacquisto dei macchinari.
Effetti pesanti, proprio a causa della siccità, si sono registrati
anche in tutto il comparto della zootecnia. Nel nostro Paese i principali
terreni da pascolo sono stati colpiti e compromessi dalla mancanza
di umidità.
La carenza di foraggio verde (una diminuzione del 40 per cento)
ha avuto un impatto negativo nei settori bovino e lattiero-caseario.
In particolare, in questo ultimo comparto le conseguenze della siccità
sono state nefaste. Ma quello più grave è che l’effetto
negativo continuerà per tutto l’inverno e fino alla ricostruzione
naturale delle scorte di foraggio nella primavera del prossimo anno.
Il bilancio dell’annata agraria rischia di appesantirsi ulteriormente
quando saranno a disposizione i dati definitivi relativi alle colture
autunnali (olivo, frutta) e alle produzioni zootecniche.
L’agricoltura
nel 2003
| Produzioni |
Variazioni
rispetto al 2002 |
| Grano |
- 8 % |
| Mais |
- 27 % |
| Foraggio |
- 40 % |
| Girasole |
- 30 % |
| Zucchero |
- 25 % |
| Patate |
- 30 % |
| Mele |
- 10 % |
| Pere |
- 10 % |
| Pesche |
- 30 % |
| Agrumi |
- 20 % |
| Frutta in guscio |
- 25 % |
| Vino |
- 18 % |
| Olio |
- 30 % |
| Prodotti orticoli |
- 30 % |
| Tabacco |
- 3 % |
Ocm tabacco: soddisfazione della Cia
per la proposta unitaria delle organizzazioni agricole italiane
Una dichiarazione del presidente Cia Massimo
Pacetti che parteciperà lunedì 10 novembre a Bruxelles
all’incontro tra il commissario Ue Fischler e le parti sociali.
“E’ positivo che si sia raggiunto un’intesa
su una proposta concreta e unitaria per la riforma dell’Ocm tabacco.
Una proposta condivisa da tutte le parti agricole della filiera
che consente di presentarci al confronto europeo con una maggiore
forza contrattuale”. E’ quanto ha affermato il presidente della
Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti alla vigilia
della riunione di lunedì prossimo 10 novembre a Bruxelles
tra il commissario Ue all’Agricoltura Franz Fischler e le parti
sociali e in vista del Consiglio agricolo del 17 novembre chiamato
a decidere sulla riforma Ocm tabacco.
“Il documento unitario, trasmesso al ministro delle Politiche agricole
Alemanno, sicuramente rafforzerà -ha sottolineato il presidente
della Cia- la posizione negoziale dell’Italia a difesa della tabacchicoltura,
importante fonte di reddito e di occupazione per le economie locali
di diverse regioni italiane, dove la coltivazione del tabacco è
fortemente concentrata. Quindi un documento che ci permette di negoziare
la proposta della Commissione Ue penalizzante per l’intero settore
del tabacco italiano”.
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DAL
TERRITORIO
Ad Altamura Assemblea provinciale dei pensionati
Con la partecipazione del presidente nazionale
della Anp Mario Pretolani, si è tenuta ad Altamura in provincia
di Bari l'assemblea provinciale dei pensionati baresi aderenti all'Anp-Cia.
Nel saluto di apertura il presidente provinciale della Cia di Bari,
Francesco Caruso, ha ringraziato i parlamentari, consiglieri regionali,
consiglieri provinciali e rappresentanti dei partiti e delle istituzioni
presenti in sala insieme a coloro – soprattutto numerosi sindaci
– che hanno aderito all'iniziativa pur non potendo essere presenti.
La relazione introduttiva del presidente provinciale dell'Associazione,
Giuseppe Di Pace, ha illustrato le motivazioni della assemblea,
tenuta in forma pubblica: "alle ben 35 assemblee comunali che
hanno preceduto questa assemblea provinciale hanno partecipato centinaia
e centinaia di pensionati ma non solo, anche giovani e cittadini
che hanno apprezzato le valutazioni e le proposte che la nostra
associazione sta presentando per un equo stato sociale che riconosca
pari diritti agli agricoltori. Agli anziani va riconosciuto il grande
merito di essere stati i protagonisti di uno sviluppo straordinario
del nostro paese e agli anziani agricoltori in particolare va dato
atto delle grandi trasformazioni operate in agricoltura, asse portante
dell'economia del paese fino alla metà del secolo scorso.
Molti di questi uomini e donne" ha continuato Di Pace "oggi
non godono del diritto ad una pensione dignitosa, sono addirittura
al di sotto della soglia di povertà e sopportano un costo
della vita sempre più crescente".
L'intervento del presidente regionale della Cia Puglia, Antonio
Barile, ha esaltato la forte tradizione di impegno da sempre espressa
dalla comunità altamurana verso i temi della sicurezza sociale
e l'azione della Cia che fin dal 1999 ha rivendicato per gli anziani
pensionati, raccogliendo oltre un milione di firme, la pensione
minima del famoso milione di lire al mese.
Al dibattito hanno fatto seguito le conclusioni di Pretolani il
quale ha riaffermato l'analisi della Anp sulle modificazioni in
atto al cosiddetto stato sociale, indotte dall'aumentata longevità
e dai criteri di compatibilità economica imposti dalla globalizzazione
e dalla conseguente accentuata competizione tra i sistemi, ribadendo
che in questa fase "le politiche sociali, unitamente alle politiche
del lavoro e per l'occupazione, sono chiamate a svolgere un ruolo
cruciale per tenere unita la società intorno ai suoi valori
fondanti, collegati alla vita democratica ed al diritto di tutti
al benessere. Attualmente la categoria maggiormente penalizzata
è quella degli agricoltori che pagano contributi più
elevati della media dei loro colleghi lavoratori autonomi, pur percependo
pensioni di gran lunga inferiori. Le proposte dell'Anp tendono a
riequilibrare il sistema, riportando ad equità il rapporto
tra contributi versati e prestazioni, con indicazioni molto precise
di intervento sui trattamenti al minimo, sulla rivalutazione dei
contributi versati, l'adeguamento degli assegni al nucleo familiare,
insieme al recupero dei contributi figurativi e dei periodi di maternità
pregressa per le donne coltivatrici. Di rilevante importanza l'annoso
problema delle cosiddette 'figure-miste' alle quali deve essere
consentita la regolarizzazione senza retroattività. Su questo
tema è impegnata anche l'Anp".
Pretolani, in merito al riequilibrio del sistema pensionistico in
agricoltura, ha infine richiamato lo slogan "pagare meno pagare
tutti" per proporre la revisione della base contributiva agricola,
coinvolgendo in qualche misura le figure non professionali.
In chiusura, l'approvazione dell'ordine del giorno con le proposte
della Anp-Cia e l'impegno ad una grande partecipazione all'assemblea
nazionale del 25 novembre a Roma.
La mobilitazione dei pensionati liguri per uno stato sociale adeguato
ai bisogni
dei cittadini e per un recupero del potere d’acquisto delle pensioni
L’ormai innegabile aumento spropositato dei prezzi
ha divorato buona parte della capacità d’acquisto delle risorse
concesse a chi è a riposo permanente dal lavoro, in un contesto
generale dove il livello medio delle pensioni rimane basso.
Alla luce di questa situazione, il Cupla (Comitato unitario dei
pensionati del lavoro autonomo), che raccoglie otto sigle sindacali
dei settori commercio, artigianato e agricoltura, e ha la rappresentanza
di circa 90.000 pensionati in Liguria, ha più volte chiesto
di ottenere incontri e colloqui con i capigruppo del Consiglio Regionale,
con gli assessori regionali competenti per materia (assistenza sociale
e sanità) e con il presidente della Giunta Sandro Biasotti,
per affrontare le ripercussioni della situazione a livello locale.
Alle richieste non c’è stata risposta alcuna, se non da parte
di un solo gruppo consiliare appartenente all’opposizione.
Il Cupla –si legge in un comunicato- denuncia con forza questa indifferenza
sia verso i rappresentanti di una larga e significativa parte dei
pensionati della Liguria, sia verso problematiche sempre più
pressanti e pesanti, da affrontare in fretta in una regione popolata
in gran parte da anziani come la Liguria. In questo senso, il Comitato
intende portare le proprie proposte, ignorate dalle istituzioni
regionali, alla conoscenza dell’opinione pubblica.
Nel 1996 la Regione firmava con le forze sociali un protocollo d’intesa,
riconfermato un anno e mezzo fa circa, indirizzato al miglioramento
dei servizi socio-assistenziali. Alla luce della sostanziale non
attuazione del suddetto protocollo d’intesa, il Cupla chiede anzitutto
il suo recupero e la sua realizzazione concreta, dando seguito a
impegni condivisi e fondamentali.
In secondo luogo, il Comitato chiede alla Regione che venga aperto,
a livello regionale, un “tavolo sociale permanente” dove discutere
con le forze sociali, in via preliminare, ogni provvedimento che
possa avere effetti nella sua applicazione sull’esistenza e sulla
qualità della vita di pensionati e anziani in Liguria, ad
esempio in campo sanitario (liste d’attesa, posti letto), socio-assistenziale,
della sicurezza.
In terzo luogo, preso atto che il provvedimento dei ticket sui farmaci
è stato strutturato in modo profondamente iniquo, andando
a pesare sulle fasce più deboli (come ammesso da un documento
di studio commissionato dalla stessa Regione Liguria), per di più
con effetti dubbi sulle finanze regionali, il Cupla propone di strutturare
il sistema delle esenzioni dal ticket sulla base del reddito, certificato
tramite l’ormai diffusa procedura Isee (il cosiddetto “redditometro”)
ideata dall’Inps. Questo sistema, già attuato in alcune regioni,
garantirebbe una maggiore equità nella distribuzione degli
oneri sanitari in una popolazione in gran parte di anziani, il più
delle volte pensionati al minimo.
Se l’istituzione regionale non saprà o non vorrà ascoltare
e prendere in considerazione questi temi e queste proposte, avanzate
da una forza sociale rappresentante una larga fascia di persone
in Liguria, il Cupla si riserverà nell’immediato futuro di
intraprendere una serie di iniziative di protesta, fra cui una manifestazione
presso il Consiglio Regionale.
Non ci sono aflatossine nel mais piemontese
“La voce, rilanciata da presunti ‘esperti’ e ripresa
anche dagli organi di stampa, che la eventuale presenza di aflatossine
sia dovuta al mais piemontese è del tutto infondata. Una
interessante ricerca fatta in Piemonte sulla contaminazione da aflatossine
nella granella di mais, coordinata dal prof. Amedeo Reyneri dell’Università
di Torino e pubblicata sulla rivista “Quaderni della Regione Piemonte”
n. 37 del settembre 2003, a cura della Regione Piemonte, ha messo
in evidenza che anche in annate umide le cariossidi provenienti
da colture di mais piemontesi sono colonizzate in larga parte da
muffe che non producono aflatossine”. Lo ha evidenziato il presidente
della Cia Piemonte Attilio Borroni.
Nel 2002, che fu un’annata caratterizzate da abbondanti piogge,
la presenza di aflatossine in granella di mais piemontese ammuffito
-ha aggiunto Borroni- è stata accertata solo nel 2,1% degli
oltre 480 campioni analizzati. Nel 2000 la quota percentuale di
aflatossine riscontrate nel mais piemontese è stata pari
a zero.Le aflatossine arrivano dagli Usa meridionali, dove le condizioni
climatiche favoriscono la crescita degli Aspergilli (che producono
aflatossine) nel mais, che si moltiplicano ulteriormente nei viaggi
in nave”.
“Un’umidità attorno al 90%, assieme ad un temperatura di
25/30 °C, frequenti negli Usa meridionali, costituiscono, infatti,
l’ambiente adatto per favorire lo sviluppo delle muffe che –ha rilevato
il presidente della Cia Piemonte- producono aflatossine, a differenza
dei climi temperati, come quello piemontese, più adatti al
fusarium. Le contaminazioni secondarie sono invece frequenti nelle
fasi di trasporto e di manipolazione, quando è frequente
la rottura dei semi, come accade sovente durante i viaggi per nave
dagli Usa all’Europa della granella di mais.Le stive delle navi
piene di mais ammuffite, provenienti dagli Stati Uniti, denunciate
dal dott. Mario Valpreda, sono una realtà. Il mais viene
poi bonificato dalle muffe, ma non dalle tossine”.
“Va rilevato che negli Stati Uniti -ha concluso Borroni- il livello
di accettabilità della presenza di aflatossine nel latte
e negli alimenti per legge è 10 volte superiore al nostro.
Il campanello d’allarme è comunque suonato e sarebbe necessario
che la Regione Piemonte preparasse un piano di monitoraggio per
il controllo della presenza di aflatossina nei mangimi”.
Scuola in Fattoria: iniziativa della Cia di Ascoli
Scuola in Fattoria ha riaperto i battenti
all’insegna dell’impegno, della scoperta, del lavoro e della buona
tavola a salvaguardia della salute di tutti. Si è svolta
infatti il 30 ottobre scorso la riapertura ufficiale del terzo anno
del progetto “Scuola in Fattoria” della Confederazione italiana
agricoltori.
La Cia ascolana ha dato appuntamento a diverse scolaresche di Spinetoli
e di Offida all’Oasi la Valle di Pagliare, dove ad attenderli, oltre
al presidente provinciale Cia Dante Teodori, c’erano il sindaco
di Spinetoli Emidio Mandozzi, l’assessore provinciale Paola Armellini
e due i relatori quali il professor Leonardo Seghetti dell’Itas
ed il dott. Mauro Mario Mariani, sempre partecipi con grande spirito
di collaborazione agli incontri della Cia di Ascoli Piceno.
Dopo i saluti del sindaco Mandozzi,del Presidente Teodori e dell’Assessore
Armellini, i due relatori hanno catturato l’attenzione degli studenti
con importanti nozioni sull’alimentazione, sui prodotti tipici,
sulla salute, sull’agricoltura e le stagioni.
La mattinata è poi proseguita all’insegna dell’allegria e
dell’impegno e gli studenti hanno potuto seminare in un vasetto,
che poi si sono portati a casa, i cereali dietro le indicazioni
di Sabrina Ferretti (ufficio valorizzazione Cia Ascoli) che ha spiegato
a loro l’importanza del ciclo delle stagioni, del sole e soprattutto
dell’acqua.
Tutti si sono lasciati affascinare dal lavoro manuale che prevedeva
per l’appunto l’uso della terra, dei semi e dell’acqua e con grande
diligenza sono riusciti a fare un ottimo lavoro.
Il premio per tutti i partecipanti, oltre alla grande soddisfazione
di essere riusciti nella semina, è stata una golosissima
colazione sull’aia, dove si è pasteggiato con formaggio pecorino,
crostate e torte di mele, innaffiati da spremute di frutta per i
piccoli e ottimo rosso piceno superiore per i grandi.
Per qualsiasi informazione sul progetto e per poter aderire,le scuole
possono chiamare la Cia. allo 0736.42315 o scrivere una e-mail a
ascolipiceno@cia.it
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APPUNTAMENTI
A Benevento prima tappa della campagna
di informazione e promozione dei prodotti lattiero-caseari
Si svolgerà l’11 novembre prossimo
a Benevento la prima tappa della campagna di informazione e promozione
dei prodotti lattiero-caseari promossa all’Aprolat . Si tratta di
una campagna che prevede una serie di iniziative multimediali che
coinvolgerà su tutto il territorio nazionale circa 4000 istituti
scolastici con la collaborazione della federazione medici sportivi
italiani.
All’iniziativa di Benevento interverranno l’on. Carmine Tardone,
presidente della Provincia, Guglielmo Rizzioli, vicepresidente nazionale
Cia e presidente dell’Unalat, Aurelio Grasso, presidente della Cia
di Benevento.
Convegno su riforma Pac e Ocm riso
Si svolgerà sabato 15 novembre alla
Sala Borsa merci di Mortasa (Pavia) il convegno, promosso dalla
Cia e dal Cipat della Lombardia, sul tema “Revisione di medio termine
della Politica agricola comune: regime unico di pagamento per gli
agricoltori europei disaccoppiato dalla produzione; organizzazione
comune del mercato del riso”.
I lavori saranno presentati da Roberto Bigi, presidente della Cia
Pavia, e introdotti da Sergio Suardi, presidente della Cia Novara.
Comunicazioni saranno svolte dal dott. Maria Sassi e dal prof. Carlo
Bernini, entrambi dell’Università di Pavia, e dal dott. Piero
Garrione, commissario straordinario dell’Ente nazionale risi. Le
conclusione sono state affidate a Giuseppe Cornacchia, Organizzazione
e sviluppo sistemi dei servizi della Cia nazionale.
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