23 dicembre 2002


sommario

 

CONGRESSO

Speciale Terza Assemblea congressuale della Cia

In occasione delle festività l'agenzia "Nuova Agricoltura" interrompe le pubblicazioni che riprenderanno all'inizio del nuovo anno. Ai lettori auguriamo buone feste


 

CONGRESSO

Terza Assemblea congressuale della Cia: Massimo Pacetti confermato presidente. Vicepresidenti Giuseppe Politi (vicario), Francesco Serra-Caracciolo e Mino Rizzioli

Elette la nuova Direzione nazionale e la nuova Giunta

 

Massimo Pacetti confermato presidente nazionale. I nuovi vicepresidenti sono Giuseppe Politi (vicario), Francesco Serra-Caracciolo e Mino Rizzioli. Così si è conclusa la terza Assemblea congressuale della Cia svoltasi a Roma dal 17 al 19 dicembre scorso presso l’Auditorium della Tecnica e che ha avuto per tema “Una più forte rappresentanza per un progetto riformatore dell’agricoltura italiana ed europea”.

L’Assemblea ha eletto la nuova Direzione nazionale e la nuova Giunta. 

La Direzione nazionale è così composta:

 

Ludovico Actis Perinetto (Piemonte)      

Giuseppe Alagia (Struttura centrale)

Giuseppe Aleo (Sicilia)

Massimo Bagnoli (Struttura centrale)

Antonio Barile (Puglia)

Nazario Battelli (Emilia Romagna)

Giampiero Bendia (Struttura centrale)

Ennio Benedetti (Friuli Venezia Giulia)

Gianna Benedetti (Liguria)

Massimo Benolli (Lombardia)

Roberto Berini (Emilia Romagna)

Alfredo Bernardini (Struttura centrale)

Stefano Berti (Toscana)

Roberto Bertolini (Toscana)

Massimo Biagetti (Lazio)

Mario Boldrin (Veneto)

Attilio Borroni (Piemonte)

Manuela Botteghi (Friuli Venezia Giulia)

Edi Bukavec (Friuli Venezia Giulia)

Gaspare Bullaro (Sicilia)

Francesco Calanna (Sicilia)

Vincenzo Califano (Campania)

Angelo Candita (Puglia)

Paolo Carbone (Basilicata)

Francesco Caruso (Puglia)

Francesco Catapano (Puglia)

Fabio Chessa (Sardegna)

Giuseppe Chiaromonte (Toscana)

Aldo Donato Cipriano (Lombardia)

Giambattista Cirignotta (Sicilia)

Michele Colangelo (Puglia)

Rosanna Contri (Struttura centrale)

Petronio Coretti (Lazio)

Giuseppe Cornacchia (Struttura centrale)

Giuseppe Corona (Campania)

Giuseppe Cristofano (Molise)

Gianluca Cristoni (Struttura centrale)

Claudio D’Ascanio (Veneto)

Stefano Dallago (Trentino Alto Adige)

Paolo De Carolis (Struttura centrale)

Giorgio De Fabritiis (Abruzzo)

Sandro De Toffol (Struttura centrale)

Alessandro Del Carlo (Toscana)

Giuseppe Di Falco (Sicilia)

Claudio Di Rollo (Struttura centrale)

Carla Donnini (Struttura centrale)

Antonio Dosi (Emilia Romagna)

Michele Drosi (Calabria)

Pina Eramo (Struttura centrale)

Roberto Ercole (Piemonte)

Marco Failoni (Toscana)

Domenico Falcone (Abruzzo)

A.Mammola Fanni (Sardegna)

Giulio Fantuzzi (Emilia Romagna)

Sandra Fattorel (Abruzzo)

Mauro Ferrari (Emilia Romagna)

Adolfo Maurizio Filippini (Emilia Romagna)

Franco Fiori (Marche)

Paolo Franceschetti (Veneto)

Italo Garrafa (Calabria)

Lidia Gasdia (Molise)

Marino Geri (Toscana)

Alessandro Ghiro (Veneto)

Alberto Giombetti (Struttura centrale)

Riccardo Giordano (Liguria)

Aurelio Grasso (Campania)

Giovanni Greco (Sicilia)

Carmelo Gurrieri (Sicilia)

Salvatore Inghilleri (Sicilia)

Giancarlo Innocenti (Toscana)

Matilde Iungano (Basilicata)

Tonino Laganà (Calabria)

Rossano Landi (Marche)

Mario Lanzi (Lombardia)

Nevio Lavagnoli (Marche)

Flores Lelli (Struttura centrale)

Renato Lilliu (Sardegna)

Mimina Longo (Puglia)

Mario Mancini (Lazio)

Nicola Manfredelli (Basilicata)

Antonio Mango (Campania)

Giuseppe Mangone (Calabria)

Lino Martone (Campania)

Valentina Masante (Piemonte)

Carmine Masoni (Struttura centrale)

Enzo Mastrobuoni (Struttura centrale)

Claudia Merlino (Struttura centrale)

Ivano Moscamora (Liguria)

Giancarlo Muzio (Liguria)

Giuseppe Natale (Umbria)

Andrea Negri (Struttura centrale)

Chiara Nicolosi (Lombardia)

Mariano Nozzi (Abruzzo)

Paola Ortensi (Struttura centrale)

Massimo Pacetti (Struttura centrale)

Pietro Palumbo (Struttura centrale)

Alfonso Pascale (Struttura centrale)

Giordano Pascucci (Emilia Romagna)

Piero Peri (Emilia Romagna)

Daniele Petrone (Campania)

Donato Petruzzi (Puglia)

Flavio Pezzi (Trentino Alto Adige)

Sandro Piccini (Toscana)

Enzo Pierangioli (Toscana)

Giuseppe Politi (Struttura centrale)

Giambattista Polo (Veneto)

Giandomenico Portinari (Veneto)

Mario Pretolani (Struttura centrale)

Mario Quaresimin (Veneto)

Idanna Raspadori (Emilia Romagna)

Roberta Rivi (Emilia Romagna)

Guglielmo Rizzioli (Struttura centrale)

Giuliana Roncolini (Struttura centrale)

Ilenia Rosi (Emilia Romagna)

Alessandro Salvadori (Lazio)

Gianfranco Santi (Marche)

Daniela Sarnari (Umbria)

Domenico Scali (Lombardia)

Dino Scanavino (Piemonte)

Angela Sciortino (Sicilia)

Francesco Serra-Caracciolo (Struttura centrale)

Giachino Silvestro (Struttura centrale)

Angelo Siveri (Struttura centrale)

Lucio Staniscia (Abruzzo)

Nicola Stolfi (Struttura centrale)

Paolo Surace (Struttura centrale)

Paolo Tamburini (Toscana)

Luca Targa (Lazio)

Dante Teodori (Marche)

Daniele Toniolo (Veneto)

Carmelo Travaglia (Sicilia)

Walter Trivellizzi (Umbria)

Aniello Troiano (Campania)

Enrico Vacirca (Struttura centrale)

Valentino Vannelli (Toscana)

Rossana Zambelli (Struttura centrale)

 

Revisori dei conti

Sebastiano Mancini (Presidente)

Francesco Barbarossa (Cosenza-componente effettivo)

Luigi Ferrante (Friuli-componente effettivo)

Mauro Cantiani (Marche-componente supplente)

Cinthia Fangio (Chieti-componente supplente)

 

Collegio dei garanti

Mauro Zaccheo (Puglia)

Paolo Paolino (Campania)

Giuseppe Bordigoni (Toscana)

Dario Olivero (Lombardia)

Wiliam Signani (Emilia Romagna)

Paola Santeramo (Lombardia)

Patrizio Mei (Lazio-supplente)

Luigi Occhionero (Molise-supplente)

Vincenzo Brocco (Abruzzo-supplente)

Giuseppe Giordano (Sicilia-supplente)

 

 

Sintesi della relazione
del presidente Massimo Pacetti

“Una nuova forte mobilitazione sul territorio per rimettere al centro delle scelte economiche e sociali l’agricoltura. Iniziative e azioni per sollecitare l’attenzione, oggi scarsa, nei confronti dei problemi delle imprese agricole”. Lo ha rimarcato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti nella relazione che ha aperto a Roma la terza Assemblea congressuale dell’organizzazione sul tema “Una più forte rappresentanza per un progetto riformatore dell’agricoltura italiana ed europea”.

Molti i temi affrontati da Pacetti: dalla qualità alla competitività delle imprese, dalla finanziaria 2003 alla politica nazionale per l’agricoltura, dall’allargamento Ue al Wto, dalla Politica agricola comune alla tracciabilità dei prodotti, dalla concertazione con il governo al confronto con gli enti locali, dalla devolution alla rappresentanza, ai rapporti con le organizzazioni professionali agricole e con le altre forze sociali ed economiche.

Una relazione di ampio respiro che ha messo in risalto l’esigenza di una più efficiente politica a sostegno delle imprese agricole. “Siamo stanchi -ha affermato il presidente della Cia- di essere emarginati dalle strategie che investono il Paese nel suo complesso. L’agricoltura merita più interesse. Occorre una nuova politica che permetta alle imprese di competere validamente sui mercati e di orientarsi sempre più verso la qualità. Vogliamo che il settore agricolo riconquisti la centralità che gli compete”.

“Sappiamo -ha detto Pacetti- che la qualità costa per chi la persegue nella produzione e per chi l’acquista. Questo è forse un concetto non sempre chiaro. Per valorizzare le produzioni di qualità non basta decantarne le lodi. E’ necessaria un’azione forte, di innovazione continua nelle tecnologie, nelle sperimentazioni. Quindi, è indispensabile investire risorse per competere”.

“Non abbiamo bisogno di rivoluzioni, né di stravolgimenti. La nostra agricoltura -ha rilevato il presidente della Cia- è forte, non è malata e non ha bisogno di cure o terapie d’urto. I nostri agricoltori hanno dato ampie dimostrazioni di saper lavorare e produrre non solo in quantità, ma anche e soprattutto in qualità, come, del resto, emerge in maniera palese dall’ultimo Censimento dell’agricoltura. Oggi, grazie all’impegno dei nostri agricoltori, siamo una delle prime agricolture a livello internazionale. Le nostre produzioni diversificate, tipiche e di qualità sono apprezzate in tutto il mondo. E’ sulla diversificazione che la sfida può divenire vincente. Nella diversificazione si afferma il territorio, la qualità, la tipicità. L’Italia dei mille prodotti, delle idee, della fantasia, delle nuove imprese dei giovani e delle donne”.

“Non dobbiamo, dunque, costruire il “tutto nuovo” perché tutto è vecchio. No. Affatto. Dobbiamo, viceversa, individuare -ha rilevato Pacetti- alcune precise e salde direttrici sulle quali costruire e sviluppare un progetto riformatore capace di aprire nuove prospettive e di guidare gli agricoltori e le imprese nella difficile sfida posta dalla globalizzazione dei mercati, dai mutati orientamenti nella Politica agricola comune, dall’allargamento dell’Unione europea, dai futuri accordi euromediterranei”.

“Un progetto articolato sul territorio e credibile nei contenuti. Un progetto -ha detto il presidente della Cia- che posiziona la nostra Confederazione su idee chiare, leggibili, su temi prioritari e critici: l’Europa e le competenze tra le sue Istituzioni; la dignità “dei lavori”; la centralità dell’impresa agricola nelle scelte di politica agraria; i diritti delle persone e del cittadino; la difesa e la conservazione dell’ambiente; la scelta del modello di sviluppo che non depauperi le risorse primarie; il rapporto con la scienza; la ripartizione delle competenze tra lo Stato e gli enti locali; la forma di federalismo solidale e cooperativo; la politica agraria nazionale e i contenuti delle politiche regionali”.

“La nostra proposta -ha aggiunto- oltre che un progetto è ‘un’ ‘idea’. Vogliamo che sia ‘una grande idea’ di progresso, di vita e di impegno politico e culturale che diventa patrimonio della gente che vuole vivere bene e in maniera sana”.

“Non siamo soddisfatti -ha evidenziato Pacetti- dell’attuale Pac. Abbiamo sempre detto che essa è squilibrata sui prodotti, sulle imprese, sui territori. Che non assegna eguale attenzione all’agricoltura mediterranea rispetto, invece, a quanto non ne dia a quella continentale. E’ chiaramente lampante al riguardo il rapporto tra le spese della sezione garanzia del Feoga e la percentuale sulla produzione europea in alcuni settori. Quello ortofrutticolo rappresenta il 17,3 per cento della produzione complessiva europea e riceve appena il 4,3 per cento degli aiuti europei alle produzioni. Il settore bovino da carne, che rappresenta il 10,2 per cento, riceve il 16,7 per cento”.  

“In ogni caso, ci appare -ha rilevato il presidente della Cia- assai arduo prescindere dal nuovo Farm Bill degli Usa nell’impostare la nuova politica comunitaria. Se è giusto non inseguire politiche altrui, è a nostro parere velleitario non guardare a novità come quelle della politica agraria statunitense che ritorna sui suoi passi, riaccoppia parte degli aiuti, destina risorse da capogiro all’agricoltura”.

 “C’è la necessità -ha sottolineato- di rivedere il Patto di stabilità e di crescita Ue, in quanto fu pensato quando l’economia mondiale tirava, quando un ottimismo diffuso spingeva l’Europa a pensare ad una fase di sviluppo senza limiti, quando l’aria era positiva. Oggi le cose sono profondamente mutate”.

“L’allargamento Ue è un fatto storico. Pur tuttavia, e lo diciamo con chiarezza e franchezza ai rappresentanti dei Governi e degli agricoltori dei Paesi che aderiranno: oggi stare in Europa -ha affermato Pacetti- non significa soltanto usufruire di un sistema di aiuti diretti e di finanziamenti a favore delle politiche strutturali. L’adesione comporta anche l’obbligo del rispetto delle norme e degli ‘acquis’ comunitari, in particolare sui temi della sicurezza alimentare, della trasparenza, del controllo amministrativo, delle regole della concorrenza e di quelle ambientali”.

“Sul fatto che la ricerca e la sperimentazione vadano sostenute, a parere della Cia, non sussistono -ha detto il presidente della Cia- dubbi. Le restrizioni alla ricerca e alla sperimentazione in presenza di un quadro normativo, in materia di attività di laboratorio e di biotecnologie, non si giustificano. Avrebbero il solo risultato di favorire la fuga di menti.  Nei giorni scorsi, comunque, il Parlamento Europeo prima e il Consiglio dei ministri dopo hanno adottato decisioni sui prodotti e le produzioni che contengono Ogm che, finalmente, mettono un pò d’ordine in questa materia. Gli orientamenti sull’utilizzo di sementi contenenti Ogm proposti dalla Commissione Ue ci appaiono una buona base di proposta e sono vicini alle posizioni da noi espresse con coerenza  da molto tempo.

Così come chiediamo una parola chiara e definitiva circa la costituzione dell’Autorità nazionale per la sicurezza alimentare che sia il reale strumento di relazione con l’analoga Autorità europea”.

“ La tracciabilità -ha evidenziato Pacetti- ci obbliga alla sicurezza alimentare. Quindi, tracciabilità come valore aggiunto. Percorso per le sfide di mercato. Dall’altro lato, una tracciabilità che non è però né l’origine, né la qualità in quanto tale. Questo l’abbiamo più volte ribadito. La qualità è altro. E’ molto di più. E’ soprattutto fatto volontario, è politica aziendale, è strategia verso il mercato. Non ci hanno, infatti, convinto alcune prese di posizione circa la volontà di imporre la qualità, spacciandola sotto mentite spoglie, in maniera obbligatoria”.

“ A Palazzo Chigi -ha aggiunto Pacetti- siamo in troppi a concertare con il Governo. Forse è ritornato il momento in cui i Tavoli di settore debbono ridiventare importanti per approfondire, sgomberare il campo da equivoci e incomprensioni, definire le questioni più rilevanti o quelle che, troppo settoriali, rischiano di essere poco trattate in Tavoli di più vasta partecipazione e di rimanere, pertanto, in ombra o di non essere discusse”.

“Il vero problema della effettiva difficoltà odierna a raggiungere se non l’unità, almeno la convergenza tra le Organizzazioni professionali agricole, è dettata -ha sostenuto Pacetti- dalla diversa impostazione sul futuro dell’agricoltura italiana. Dai diversi progetti che ciascuna sostiene e promuove, dai differenti punti di interesse che si vogliono privilegiare. Agli amici Bedoni, Bocchini e Aiuto chiedo solo di trovare, tra le tante occasioni, una che possa ridarci l’abitudine di lavorare per obiettivi comuni”.

“Dobbiamo da subito puntare -ha affermato il presidente della Cia- su obiettivi precisi:

- mantenere la barra dritta in sede Wto e, nel contempo, lavorare nelle istituzioni internazionali sui temi della povertà, della fame e della difesa dell’ambiente;

- sostenere le azioni di Governo per migliorare la Politica agricola comune a vantaggio dell’agricoltura e delle imprese agricole italiane e favorire un approccio non traumatico dell’allargamento dell’Ue ;

- svolgere un’iniziativa per valutare quali conseguenze deriveranno, per l’agricoltura, dalle ipotesi di nuovo assetto delle istituzioni europee. Non fermiamoci però alle preoccupazioni. Cerchiamo di svolgere un’azione dinamica. Spostiamo in avanti l’asse strategico delle nostre proposte in materia comunitaria, altrimenti saremo poco credibili e perdenti;

- occorre ancora lavorare per favorire moderne forme di interprofessione e aggregazioni di filiera legate alla qualità;

- ricercare sedi di confronto stabile con le regioni e gli enti locali per contribuire alla definizione delle politiche agricole regionali”.  

 

Tre giorni di intenso dibattito

I lavori della terza Assemblea congressuale, presieduta da Paolo De Carolis, sono stati contraddistinti da un intenso dibattito. Sono stati settantotto gli interventi tra invitati e delegati. Numerose anche le presenze di esponenti del mondo della politica, dell’economia e delle forze sociali. Tra questi ricordiamo i ministri delle Politiche agricole Giovanni Alemanno e delle Politiche comunitarie Rocco Buttiglione, il segretario dei Ds Piero Fassino, il capogruppo dei Ds alla Camera Luciano Violante, il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, il capogruppo dei Verdi alla commissione Agricoltura del Senato Loredana De Petris, il responsabile agricolo della Margherita Luca Marcora, il responsabile agricolo di Rifondazione comunista Giorgio Malentacchi, il parlamentare europeo Vincenzo Lavarra, il presidente della Fipa Jack Wilkinson, il segretario generale del Copa Risto Volanen, i presidenti della Confagricoltura Augusto Bocchini e della Coldiretti Paolo Bedoni, il presidente dell’Anbi Arcangelo Lobianco, il presidente dell’Anca-Lega Sergio Nasi, il presidente della Commissione femminile del Copa Matilde Casa, il presidente di Nomisma Paolo De Castro.

Il 17 mattina al dibattito, dopo l’intervento di apertura di Guido Rapetti, dell’Agia di Alessandria, sono intervenuti i seguenti delegati e invitati: Paolo De Carolis, presidente del Congresso, Massimo Pacetti, presidente della Cia, Rocco Buttiglione, ministro delle Politiche comunitarie, Augusto Bocchini, presidente della Confagricoltura, Piero Fassino, segretario dei Ds, Luca Marcora, responsabile agricolo de “La Margherita”, Giorgio Malentacchi, responsabile agricolo di Rifondazione comunista, Sergio Nasi, presidente dell’Anca-Legacoop, Serafin Wladyslaw, presidente del sindacato agricoltori e cerealicoltori della Polonia, Matilde Casa, presidente della commissione femminile del Copa.

Il 17 pomeriggio (i lavori coordinati da Alfonso Pascale) sono intervenuti: Nazario Battelli (Cia Forlì), Giordano Pascucci (Cia Toscana), Vincenzo Nicosanti (Cia Roma), Giuseppe Cristofano (Cia Molise), Loredana De Petris, gruppo Verdi della commissione Agricoltura del Senato, Loui Naudi, presidente di Malta agricolture lobby, Clelia Piccirilli (Cia nazionale), Christophe Hemar, segretario generale della Cea, Roberto Conti, della Coop-Italia, Stefano Balleri (Cia Toscana), Massimo Cocchi, vicepresidente della Federcaccia, Giorgio Vitali (Cia Bologna), Paola Ortensi (Cia nazionale), Sofia Trentini (Cia Emilia Romagna).

Il 18 mattina (i lavori coordinati da Francesco Serra-Caracciolo) sono intervenuti: Pietro Tiberti (Cia Parma), Rossano Landi (Cia Ancona), Carlo Prudente (Cia Emilia Romagna), Oronzo Mugno (Cia Puglia), Marco Ciarafoni, segretario generale dell’Associazione venatoria italiana, Andrea Negri (Cia nazionale), AlbertoAsioli (Cia Ravenna), Risto Volanen, segretario generale del Copa, Jack Wilkinson, presidente della Fipa, Daniele Rossi, direttore generale della Federalimentare, Giulio Fantuzzi (Cia Emilia Romagna), Maria Pia Bonifanti (Cia Cosenza), Nicola Stolfi (Cia nazionale), Mario Lanzi (Cia Lombardia), Carmelo Gurrieri (Cia Sicilia), Aniello Troiano (Cia Campania), Giorgio Feston (Cia Treviso).

Il 18 pomeriggio (i lavori coordinati prima da Carmelo Gurrieri, presidente della Cia della Sicilia, poi da Paolo De Carolis) sono intervenuti: Antonio Sposicchi (Cia Umbria), Gianluca Cristoni (Cia nazionale), Pippo Di Falco (Cia Sicilia), Antonio Mango (Cia Avellino), Giuseppe Mangone (Cia Calabria), Carmine Masoni (Cia nazionale), Mario Pretolani (Cia nazionale), Nevio Lavagnoli (Cia Marche), Rossana Zambelli (Cia nazionale), Walter Trivellizzi (Cia Umbria), Giuliana Roncolini (Cia nazionale), Ivan Bertolini (Cia Reggio Emilia), Gianna Benedetti (Cia Savona), Sergio Bambagiotti (Cia Umbria), Giuseppe Alagia (Cia nazionale), Guido Rapetti (Cia Alessandria), Antonio Longo (Cia Alessandria), Antonio Barile (Cia Puglia), Paolo Mazzoni (Cia Ravenna).

Il 19 mattina (i lavori coordinati da Paolo De Carolis) sono intervenuti: Giuseppe Di Pace (Cia Barletta), Alessandro Salvadori (Cia Lazio), Fabio Chessa (Cia Sassari),  Michele Pasca, direzione Sviluppo rurale Ue, Paolo De Castro, presidente Nomisma, Vincenzo Lavarra, parlamentare europeo, Guido Soldi (Cia Cremona), Francesco Catapano (Cia Puglia), Mino Rizzioli (Cia Veneto), Alfonso Pecoraro Scanio, presidente dei Verdi, Sandra Fattorel (Cia Abruzzo), Giovanni Alemanno, ministro delle Politiche agricole, Edi Bukavec (Cia Trieste), Alberto Giombetti (Cia nazionale),  Carlo Rienzi, presidente del Codacons, Claudio Perison (Cia Udine), Walter Manfredi (Cia Modena). Il dibattito è stato concluso dalla replica di Massimo Pacetti.

 

 

Gli interventi e i saluti degli invitati all’Assemblea

Il ministro delle Politiche comunitarie Rocco Buttiglione, nel suo intervento ha ribadito l’importanza del processo di allargamento dell’Unione Europea evidenziando l’atteggiamento positivo della Cia nei confronti di questa tappa. Dopo aver sottolineato che nel mondo di domani il cibo sarà una risorsa strategica più importante del petrolio, Buttiglione ha rilevato che la concertazione tra governo e forze sociali è uno strumento efficace che però non va usato come diritto di veto.

“Nella nuova Costituzione europea -ha affermato il ministro- sarà importante inserire un riferimento all’agricoltura che riguardi una ragionevole possibilità di conseguire l’autosufficienza alimentare, la tutela del territorio e la sicurezza alimentare”.

Il segretario dei Ds Piero Fassino, ha evidenziato l’esigenza di investire sempre più in innovazione e ricerca soprattutto in agricoltura. In particolare sul tema delle biotecnologie ha affermato che il principio di precauzione non deve bloccare la ricerca.

Fassino ha espresso un giudizio negativo sulle politiche del governo che penalizzano l’agricoltura e tutto il settore agroalimentare e ha rimarcato la necessità di investire sempre di più sulla qualità e sull’ambiente proprio per rafforzare la competitività delle imprese.

“Con la Cia -ha affermato il presidente di Confagricoltura Augusto Bocchini- ci accomuna un principio ispiratore che è quello della centralità dell’impresa. E’ questo il motivo per il quale le due organizzazioni hanno sperimentato una fase di sostanziale concordanza ed armonia, sia nella selezione degli obiettivi strategici, sia nella individuazione dei percorsi da compiere per ottenere risultati favorevoli a favore delle aziende che rappresentiamo”.

L’on. Luca Marcora, responsabile agricolo del “La Margherita”, ha sottolineato la centralità dell’agricoltura anche come difesa del territorio, qualità ed enogastronomia. Centralità che viene però smentita dalle azioni di Governo come ad esempio la legge Finanziaria 2003.

“E’ necessaria -ha affermato Marcora- una rinnovata combattività delle organizzazioni professionali agricole, per rappresentare le esigenze del mondo agricolo e per chiedere attenzione per il settore”.

Giorgio Malentacchi, responsabile agricolo di Rifondazione comunista, nel suo intervento, ha condiviso la relazione svolta dal presidente Pacetti, criticando la finanziaria 2003, in particolare per quanto riguarda l’agricoltura. E’ una manovra penalizzante e non offre alcun sostegno al settore agricolo.

Sergio Nas, presidente dell’Anca-Legacoop, ha evidenziato l’esigenza di un rapporto più stretto tra il mondo della cooperazione e quello dell’agricoltura, in maniera di favorire un reale e propulsivo sviluppo.

Il segretario generale del Copa (Comitato delle organizzazioni professionali agricole Ue) Risto Volanen, intervenendo tra gli altri all’Assemblea della Cia, ha sottolineato la necessità di alleggerire il peso della burocrazia nel mondo rurale in tutta l’Unione Europea. Bisogna -ha affermato Volanen- avere un atteggiamento meno condizionato, riguardo i problemi di politica agricola, rispetto alle scelte degli Stati Uniti in questo settore: scelte incoerenti che passano da un preteso liberismo economico ad un accentuato protezionismo in campo agricolo.

“Oggi più di prima gli agricoltori del mondo - ha affermato Jack Wilkinson presidente della Fipa (Federazione internazionale produttori agricoli)- hanno molto in comune tra di loro: la qualità e la sicurezza alimentare, richieste dai consumatori, non sono ancora un valore aggiunto riconosciuto sul mercato ai prodotti”.

Christophe Hemar, presidente della Cea, ha sottolineato la necessità che l’agricoltura europea trovi una giusta considerazione, soprattutto in vista dell’ormai prossimo allargamento.

Il presidente di Nomisma, Paolo De Castro, si è soffermato sui problemi dell’agricoltura comunitaria, in particolare sulla revisione di medio termine della Politica agricola Ue e sull’allargamento ai Peco. Ha rilevato l’esigenza di una strategia equilibrata del settore, senza penalizzazioni e discriminazioni per l’agricoltura mediterranea.

Alfonso Pecoraro Scanio, presidente dei Verdi, ha ribadito la necessità di coinvolgere le parti più avanzate del mondo agricolo in iniziative comuni sul territorio per la sua salvaguardia. Riguardo il problema delle biotecnologie Pecoraro Scanio si è dichiarato favorevole alla ricerca scientifica, dichiarando che il veri problema è evitare che le multinazionali diventino le uniche proprietarie dei brevetti, rendendo ancora una volta subalterna l’agricoltura.

“Il sostegno all’agricoltura -ha affermato nel suo intervento il ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno-  è sottoposto a una dura critica, quasi che rappresenti un impedimento alle agricolture dei Paesi in via di sviluppo. Dobbiamo rifiutare questa impostazione. E’ necessario, infatti, il sostegno sia alle agricolture sviluppate che a quelle in via di sviluppo. Il valore multifunzionale dell’agricoltura e l’aggancio alla filiera agroalimentare aiuta a difendere il concetto di sostegno: non si può considerare la cultura enogastronomica italiana il nostro fiore all’occhiello senza considerare l’agricoltura italiana, una grande agricoltura”.

“la revisione della Pac -ha affermato ancora Alemanno- non deve penalizzare ulteriormente l’Europa meridionale e, in questo senso la strada scelta da Fischler per il disaccoppiamento non deve portare alla mummificazione dell’agricoltura”.

Alemanno ha indicato come sia necessario attuare una svolta sulle quote latte, nella lotta al latte in nero e sull’anagrafe bovina.

 

 

Il messaggio del Presidente della Repubblica 
Carlo Azeglio Ciampi       
                                                      

“L’agricoltura rappresenta un settore importante nella nostra economia per fatturato, occupati e indotto, che concorre oggi al rilancio dell’economia italiana in Europa e nel mondo”. E’ quanto afferma il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in un messaggio inviato al presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti in occasione della terza Assemblea congressuale.

“Le imprese del settore agroalimentare -sottolinea Ciampi- sono un esempio di capacità e creatività italiana, secondo un modello che sa coniugare sapientemente rispetto dell’ambiente e metodi di antica tradizione con innovazioni tecnologiche avanzate, sicurezza dei prodotti, tutela dei consumatori”.

Nel rivolgere un saluto augurale a tutti i delegati, il presidente della Repubblica sostiene che dai lavori dell’Assemblea “potranno emergere utili proposte in un settore che racchiude grandi potenzialità e risorse”.

 

 

Il messaggio del Sindaco di Roma Walter Veltroni

“E’ con vero piacere che invio i miei saluti alla vostra Assemblea congressuale. Purtroppo la concomitanza con la Sessione plenaria del Parlamento europeo mi impedisce di essere con voi oggi. Voglio comunque manifestarvi il mio apprezzamento per il ruolo che, fin dalla sua costituzione, la vostra organizzazione svolge per l’affermazione di un moderno sistema agricolo e la difesa della dignità e dei diritti degli agricoltori. Come Sindaco vi ringrazio per il contributo che avete saputo dare per la valorizzazione del sistema delle aree agricole della città sia come grande risorsa ambientale sia come importante realtà produttiva. Una realtà che sarà tanto più forte quanto più saranno messe in campo strategie volte ad incrementare le produzioni biologiche ed ecocompatibili, lo sviluppo dell’agriturismo e, contemporaneamente, la tutela dei consumatori. Sono certo che da questa Assemblea congressuale verrà un importante contributo per consolidare il sistema delle attività agricole e degli aspetti socio-culturali ad esse connesse che fanno dell’agricoltura romana un caso unico in Europa.

 

 

Celebrati i 25 anni di fondazione della Cia

Al termine della terza Assemblea congressuale, sempre nella sede dell’Auditorium della Tecnica a Roma, si è svolta la cerimonia di celebrazione dei 25 anni di fondazione della Cia. Alla manifestazione è intervenuto il presidente dei Ds Massimo D’Alema.

Il presidente della Cia Massimo Pacetti, in un discorso celebrativo, ha ricordato le varie tappe che hanno contraddistinto l’attività della Confederazione nei suoi venticinque anni. “Sono stati anni importanti -ha evidenziato- durante i quali, prima come Cic e poi come Cia, si è sviluppato un impegno incisivo e un’azione propulsiva che hanno permesso al settore agricolo di crescere e di svilupparsi. Gli agricoltori, grazie a questa strategia, sono diventati protagonisti della vicenda politica, economica e sociale del Paese”.

“La Confederazione -ha continuato Pacetti- si è affermata con determinazione. In questo modo si sono ottenuti risultati importantissimi per l’intero settore agricolo. Fin dalla Costituente contadina del dicembre ‘77 è stata un’iniziativa incessante sia sul fronte nazionale che comunitario e mondiale. Un impegno ampiamente riconosciuto da tutti”.

Nel suo discorso, il presidente Pacetti ha evidenziato il ruolo importante di tutte quelle persone che in questi venticinque anni hanno ricoperto, ai vari livelli, ruoli all’interno della Confederazione che è cresciuta notevolmente diventando una struttura fondamentale nello scenario socio-economico del Paese.

Pacetti, affiancato sul palco dai nuovi tre vicepresidenti Giuseppe Politi, Francesco Serra-Caracciolo e Mino Rizzioli, ha poi consegnato attestati di riconoscimento ad alcuni fondatori della Confederazione: Giuseppe Avolio, Afro Rossi, Federico Genitoni, Angelo Compagnoni, Attilio Esposto, Adriano Candioli, Antonio Bellocchio, Vincenzo Brocco, Emo Canestrelli, Francesco Serra-Caracciolo, Anna Cavallini, Brunetto Chionne, Rossana Contri, Paolo De Carolis, Giovanni Livolti, Ignazio Mazzoli, Ugo Pace, Giancarlo Pasquali, Mauro Polidori, Attilio Poddighe. Due medaglie sono state poi consegnate ad Alfonso Pascale e Giulio Fantuzzi.

_____________

Nelle prossime settimane verrà realizzata una pubblicazione dedicata ai lavori della Terza Assemblea congressuale della Cia.

torna al sommario


Archivio