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ATTUALITA' Collaborazione
più stretta in campo agricolo Nel
corso dell’incontro, franco e costruttivo, è stata compiuta
un’ampia analisi dei problemi agricoli, anche in vista della
prossima adesione della Slovenia all’Unione europea. La
Confederazione italiana agricoltori -la cui delegazione era composta
anche dal membro della Presidenza nazionale Giuseppe Politi, dal
presidente della Cia del Friuli Dante Savorgnan, dal presidente della
Cia di Triste Luigi De Bellis e dal segretario Edoardo Bukavec- ha
sottolineato l’importanza di intensificare i rapporti con i
responsabili agricoli sloveni. Il presidente Pacetti ha messo in
risalto l’esigenza di una più stretta cooperazione e ribadito
l’impegno della confederazione per un confronto serio e fattivo in
modo da instaurare uno scambio continuo di informazioni di carattere
tecnico-economico. Il
presidente della Repubblica slovena ha espresso compiacimento per la
disponibilità mostrata dalla Cia e ha affermato che il suo paese si
impegnerà affinché la collaborazione si faccia ancora più stretta
ed incisiva, auspicando che con la Confederazione italiana agricoltori
si apra una fase di concrete consultazioni in modo da affrontare con
organicità i vari problemi oggi sul tappeto. La
delegazione della Cia si trova in questi giorni a Lubiana per una
serie di incontri con i rappresentanti delle istituzioni, delle camere
di commercio, del mondo agricolo e cooperativo della Slovenia. La
posizione della Cia sulla proposta Tale
posizione, concordata con il Coams (Associazione moltiplicatori
sementieri) e con le altre organizzazioni professionali, si articola
nei seguenti punti: - avere
oltre alla Qmg (Quota massima garantita) a livello europeo, anche una
Qng (Quota nazionale garantita) per ogni singolo stato membro; - la Qng
dovrebbe essere determinata sulla base della media di produzione
realizzata nell’ultimo triennio, per tenere in maggiore
considerazione la domanda espressa dal mercato attuale; - la
gestione della Qng deve essere di competenza di ogni
Stato membro, sulla base di un programma di produzione annuale
definito e concordato tra associazioni agricole, industriali e Mipaf; - al
fine di ottimizzare la gestione della riforma, l’applicazione
integrale dei nuovi provvedimenti dovrebbe essere prevista a partire
dal biennio successivo all’approvazione degli stessi, allo scopo di
adeguare le norme nazionali ai regolamenti comunitari e consentire
l’esaurimento dei contratti sottoscritti fra le parti. A tale
proposito, si ricorda che il 3 dicembre scorso la Commissione
agricoltura del Parlamento europeo ha approvato alcuni emendamenti
francesi al testo del nuovo regolamento proposto dalla Commissione.
Uno degli emendamenti prevedeva, tra l’altro, proprio
l’eliminazione della ripartizione della Qmg in plafonds nazionali
(proposta a suo tempo non
solo dall’Italia, ma anche da Inghilterra e Germania). La fissazione
di quote di produzione per ogni singolo Paese è, invece, secondo la
Cia, un principio fondamentale di equità che consente ad ogni Paese
di poter contare su una quantità certa di produzione assegnata e di
non dover pagare penalità relative a splafonamenti della quota
comunitaria dovuti soprattutto alla produzione di altri paesi. E’
stata richiesta, dunque, una nuova urgente riunione al Mipaf entro il
19 dicembre prossimo per poter esprimere le preoccupazioni dei
moltiplicatori sementieri italiani e chiedere un nuovo impegno del
governo a livello comunitario nel far passare l’originario testo del
regolamento. (Politiche delle produzioni e di mercato. Ufficio
sementi) Chiesta
la proroga degli interventi In
particolare, come già rappresentato al commissario straordinario di
Governo per la Bse in uno specifico incontro tenutosi lo scorso 3
dicembre, vi è l’assoluta necessità di estendere le misure di
sostegno assunte con la Legge n. 49/2001, per assicurare, da un lato,
la continuità delle attività delle filiere rappresentate, altrimenti
destinate ad un inevitabile arresto, e dall’altro, il sostegno al
reddito e all’attività dei produttori agricoli che ancora oggi
risentono pesantemente degli effetti della crisi Bse, come di seguito
indicate: a) in
un’ulteriore proroga di sei mesi delle misure previste per lo
smaltimento del materiale specifico a rischio e ad alto rischio e dei
prodotti trasformati, ottenuti o derivati (articolo 1, comma 6) nonché
per l’ammasso pubblico per le proteine animali a basso rischio
(articolo 2, comma 1); b) nella
concessione degli indennizzi in favore degli allevatori che hanno
detenuto in azienda i bovini per almeno cinque mesi, anche per gli
animali macellati nei mesi di aprile, maggio e giugno 2001 [articolo
7-bis, comma 2, lettera b)]; c) nella
possibilità di estendere l’indennizzo di lire 240.000 per ogni capo
morto in stalla a tutto l’anno 2001 [(articolo 7-bis, lettera e)]. Altro
aspetto di estrema rilevanza per i settori interessati riguarda la
scadenza al 31 dicembre prossimo delle disposizioni di cui
all’articolo 1 dell’Ordinanza 30 marzo 2001 in merito
all’applicazione della normativa ambientale ai sottoprodotti di
origine animale. Il differimento di tale applicazione dovrebbe essere
rinviato al 31 dicembre 2002 o subordinato, quanto meno, all’entrata
in vigore della disciplina comunitaria in materia di sottoprodotti di
origine animale, in fase di avanzata predisposizione. Inoltre,
le scriventi organizzazioni si permettono di richiamare l’attenzione
delle Ssll sui tempi di adozione delle misure in oggetto in quanto in
assenza di un loro immediato prolungamento, specie per ciò che
concerne gli articoli 1 e 2 della richiamata legge 49/2001, ci si
troverebbe nell’impossibilità di assicurare lo smaltimento dei
materiali ad alto e basso rischio, nonché dei Materiali Specifici a
Rischio, già nei primi giorni del prossimo anno ed i relativi
elevatissimi costi connessi a tali operazioni finirebbero per
provocare il blocco delle attività zootecniche. Al
fine di scongiurare la forzata interruzione delle attività
produttive, si segnala pertanto l’assoluta necessità
dell’adozione di provvedimenti d’urgenza in occasione della prima
riunione del Consiglio dei ministri e, comunque, entro l’anno in
corso. La
partecipazione della Cia a “La selezione del sindaco”, prima
rassegna internazionale dei vini di grande qualità Alla
vigilia della rassegna, l’Associazione nazionale Città del vino,
facendo seguito ad una serie di intese informali con l’ufficio
vitivinicolo della Confederazione, ha scritto al presidente nazionale
della Cia, Massimo Pacetti, chiedendo una collaborazione per una più
capillare diffusione del concorso. La
rassegna internazionale “La selezione del sindaco”, per la prima
volta vedrà aziende e Comuni delle città del vino impegnati in una
promozione congiunta dei propri territori. Il concorso, infatti, vuole
lanciare sul mercato nazionale e internazionale partite di vino delle
Città del vino che, pur eccellenti da un punto di vista qualitativo,
per via delle limitate dimensioni dei produttori, non riescono a
raggiungere l’affermazione che pure meriterebbero. In tal
senso, l’Associazione promotrice conta sulla rete di relazioni e di
servizi sviluppata dalla Cia a livello periferico anche nei confronti
di aziende vitivinicole localizzate nelle Città del vino, una
collaborazione che preveda la presenza del logo “La selezione del
sindaco” sul sito della Confederazione, nonché, la pubblicazione su
mezzi di informazione dell’organizzazione di articoli per illustrare
e motivare le finalità e i contenuti del concorso. Il
presidente Pacetti, accogliendo l’invito, ha inviato alle sedi
regionali della Cia una lettera di presentazione ritenendo che si
tratta di una iniziativa lodevole che può riscuotere
l’apprezzamento dei produttori vitivinicoli. “Perciò,
oltre al supporto che potrà essere assicurato dalla sede nazionale
-scrive Pacetti- vi invito ad adoperarvi per una adeguata diffusione
sul territorio dell’iniziativa che gli organizzatori vi proporranno
direttamente con l’invio di materiale promozionale”. La rassegna si terrà a Siena presso la sede dell’Enoteca italiana , Fortezza medicea, dal 10 al 12 maggio 2002. Le aziende vitivinicole che intendano parteciparvi, devono far pervenire ai Comuni di appartenenza quanto previsto per l’adesione entro il 15 marzo 2002.
IN
EUROPA L’ordine
del giorno del prossimo 1) il
punto sulla Bse e sul mercato della carne bovina; 2) la
probabile adozione dell’accordo sulla riforma dell’Ocm carne
ovicaprina; 3) la
revisione del settore delle sementi (la Commissione propone di
mantenere l’aiuto al livello attuale per le due prossime campagne
2002/03 e 2003/04, di instaurare un meccanismo di stabilizzazione
simile a quello in vigore per le sementi del riso al fine di frenare
le spese); 4) il
dibattito sulla promozione (o meno) delle proteine vegetali
nell’Unione europea (il dibattito si baserà su due documenti: il
rapporto della Commissione ed un memorandum presentato dal Belgio,
dalla Spagna, dalla Francia, dall’Italia, dall’Austria e dal
Portogallo). Questi
Paesi sostengono che un piano di promozione per le proteine vegetali
permetterà di aumentare la diversità delle fonti di
approvvigionamento, di lasciare effetti benefici sull’ambiente vista
la specificità delle culture e di rispondere alle richieste dei
consumatori in materia di rintracciabilità dei prodotti, viste le
problematiche degli Ogm legate ai semi di soia importati. I sei
Paesi propongono: Proteaginose:
di aumentare l’aiuto, di coltivare le proteaginose sulla parte delle
terre messe a riposo estendendo l’autorizzazione anche alle
leguminose. Semi
oleosi:
mantenere l’aiuto al livello del 2001/02 (72,37 euro/tonnellate) in
attesa dell’analisi sulla situazione del settore prevista per luglio
2002. Leguminose:
integrare l’insieme di queste produzioni nel sistema delle grandi
colture in modo da aumentare la superficie garantita e da includere
delle nuove specie per salvaguardare la biodiversità della produzione
mediterranea e concedere alle leguminose l’aiuto incrementato per le
proteaginose. Foraggio
essiccato:
aumentare la quantità massima garantita per i foraggi essiccati
artificialmente e l’aiuto per quelli essiccati al sole. Rete
di sicurezza:
avviare degli studi per lanciare delle soluzioni a medio termine, in
modo da agire sul livello di rischio che prende il produttore di semi
oleosi (per es. un modello ispirato ai marketing loans americani,
un’assicurazione-raccolto o assicurazione-reddito contro i rischi
climatici, delle modalità d’intervento dei poteri pubblici diretto
al produttore che sottoscrive un contratto o agli assicuratori). 5) La
discussione su un memorandum tedesco sull’agricoltura biologica; 6) il
punto sui lavori condotti sulle proposte della Commissione in materia
di zoonosi e di igiene delle derrate alimentari; 7)
l’adozione, senza dibattito, di un regolamento che permette ai
diritti di nuovi impianti viticoli concessi nel quadro dei vecchi
piani di miglioramento del materiale viticolo così come ai giovani
agricoltori, siano temporaneamente eleggibili al regime di aiuti alla
ristrutturazione. Il
programma di lavoro 2002 1) La
Commissione promuoverà la sicurezza dei cittadini europei e
intensificherà l’azione di lotta contro il terrorismo e la
criminalità, prendendo tutte le misure del caso per migliorare il
livello di sicurezza dei trasporti, la protezione civile e la salute
pubblica. L’azione della Commissione avrà anche un forte elemento
esterno che comprenderà la cooperazione multilaterale e la risposta
alle crisi umanitarie. Inoltre, essa darà inizio allo sviluppo di un
sistema integrato di gestione delle frontiere per un controllo
efficace dei suoi confini esterni. 2) La
Commissione assicurerà il successo dell’introduzione dell’euro. Sulla
base dell’intenso lavoro di preparazione, la Commissione assicurerà
il successo dell’introduzione delle banconote e delle monete in euro
nel gennaio 2002 e adotterà misure complementari di riforma
strutturale a consolidamento dell’unione economica e monetaria. Valuterà
le conseguenze economiche del passaggio all’euro e presenterà una
proposta per un codice di condotta che esponga i principi alla base
della politica economica degli Stati membri compresi nell’area
dell’euro. Essa condurrà una revisione intermedia del piano
d’azione sui servizi finanziari e presenterà delle proposte
legislative sui servizi di investimento e sulle banche. Inoltre, la
Commissione darà inizio ad una strategia politica rivolta ai
consumatori per assicurare che essi traggano dall’euro la massima
utilità. 3) La
Commissione attuerà la strategia dell’Unione europea sullo sviluppo
sostenibile Questa
strategia tenta di conciliare le esigenze economiche, sociali ed
ambientali delle generazioni presenti e future dei cittadini dell’Ue.
La Commissione riesaminerà le principali politiche comunitarie per
orientarle verso lo sviluppo sostenibile. Essa svilupperà anche una
dimensione esterna della strategia in preparazione del vertice
mondiale sullo sviluppo sostenibile che si terrà nel settembre 2002. 4) La
Commissione promuoverà una nuova governance europea e la riforma
istituzionale Questa
azione assicurerà l’effettivo funzionamento dell’Unione allargata
a giovamento di tutti i cittadini. Nel 2001 ha presentato un Libro
bianco sulla governance che cerca di adattare le modalità operative
delle istituzioni nel quadro del trattato attualmente in vigore. Nel
2002 la Commissione studierà le risposte ricevute in seguito alla
consultazione pubblica sul Libro bianco ed attuerà le azioni del
caso. Essa darà, inoltre, il proprio contributo alla Convenzione che
preparerà il terreno per la Conferenza intergovernativa del 2004. 5) La
Commissione produrrà risultati concreti sui negoziati per
l’allargamento dell’Ue. Entro il
2004 l’Unione avrà fino a 25 Stati membri. La Commissione assisterà
l’Unione a raggiungere l’obiettivo massimo di completare i
negoziati con dieci Paesi candidati nel 2002 e di verificare se
soddisfano i criteri relativi all’adesione. Essa sosterrà il
consolidamento istituzionale dei Paesi candidati, assicurerà
l’effettiva erogazione degli strumenti finanziari di preadesione,
aprirà un maggior numero di programmi comunitari agli stessi e
continuerà nell’opera di preparazione amministrativa e linguistica
in vista dell’allargamento. 6) La
Commissione rafforzerà le relazioni fra l’Europa e i partner
mediterranei. I
recenti sviluppi politici hanno sottolineato l’importanza di
istituire uno stretto legame con i partner mediterranei dell’Ue.
Essa proporrà le modalità per migliorare il funzionamento di questo
partenariato e darà maggior spessore alla cooperazione
euro-mediterranea con azioni politiche di ampio spettro. 7) La
Commissione rafforzerà la propria politica di sviluppo. Perseguendo
l’obiettivo generale di riduzione della povertà, la Commissione
opererà per concentrare l’assistenza dell’Unione per la
cooperazione allo sviluppo su alcuni settori prioritari, compresi la
sanità e l’istruzione. Inoltre,
attuerà il programma d’azione che si propone di frenare la
diffusione delle malattie infettive e contribuirà al nuovo Fondo
mondiale per la lotta contro l’Hiv/Aids, la tubercolosi e la
malaria. Essa promuoverà la ratifica dell’accordo di Cotonou e
avvierà negoziati di partenariato economico con i paesi e le regioni
dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico. Effettuerà la riforma
della gestione dei programmi di assistenza esterna dell’Ue. Il
programma di lavoro della Commissione per il 2002 adotta un nuovo
stile di presentazione, che sostituisce il catalogo di proposte
legislative degli anni precedenti. Tale programma espone le azioni per
il 2002 per settori prioritari chiave offrendo così una esposizione
più chiara per il Parlamento e il Consiglio. Esso non rappresenta,
pertanto, la totalità dell’attività della Commissione. Lo
stesso fa parte della riforma della gestione della Commissione basata
sulle attività che mirano a facilitare per tempo il dialogo sulle
priorità strategiche fra la Commissione, il Parlamento e il
Consiglio. Nella prima strategia politica annuale, adottata nel
febbraio 2001, la Commissione aveva individuato sei priorità per il
2002: l’allargamento, l’euro, lo sviluppo sostenibile, la nuova
governance europea, il Mediterraneo e la cooperazione allo sviluppo.
Ha aggiunto, poi, la sicurezza come settima priorità in risposta agli
eventi dell’11 settembre. Il
programma di lavoro della Commissione è la presentazione operativa di
queste priorità. La gestione basata sulle attività fa parte della
“rivoluzione silenziosa” realizzata dalla Commissione Prodi. L’Autorità
europea per la sicurezza degli alimenti A questo
punto l’accordo finale sul regolamento, che stabilisce i principi
generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità e
fissa le procedure in materia alimentare potrebbe essere imminente. Pertanto
l’Aesa potrebbe entrare in funzione entro la prima metà del 2002. Dietro
suggerimento del Parlamento, la Commissione ha accettato di cambiare
la denominazione dell’Autorità in Autorità europea per la
sicurezza degli alimenti (Aesa), sottolineando in tal modo la
vocazione chiave in materia di sicurezza alimentare. Il Parlamento non
ha, d’altra parte, insistito per far accogliere i suoi precedenti
emendamenti che avrebbero ristretto il campo delle attività
dell’Autorità. È emerso, pertanto, un consenso intorno ad un ampio
mandato per l’Aesa, comprendente una vasta gamma di compiti di
supporto tecnico e scientifico per tutto quanto ha un impatto diretto
o indiretto sulla sicurezza alimentare. La missione dell’Aesa
comprende la formulazione di pareri scientifici su tutti gli aspetti
in relazione con la salute e il benessere degli animali, la salute
delle piante e gli organismi geneticamente modificati, fatte salve le
competenze conferite all’Agenzia per la valutazione dei prodotti
medicinali (Emea). L’Aesa svolgerà, inoltre, l’importante compito
di informare il pubblico in merito alle proprie attività. Sembra
ora a portata di mano un compromesso fra le istituzioni quanto alla
composizione e alle procedure di selezione del consiglio
d’amministrazione dell’Aesa. Il
Parlamento europeo ha oggi adottato un emendamento che istituirebbe un
consiglio d’amministrazione di quindici membri, compreso un
rappresentante della Commissione. Quattro membri del consiglio
d’amministrazione porteranno le esperienze dei consumatori e
dell’industria. Questi sarebbero nominati dal Consiglio in
consultazione con il Parlamento europeo. Quest’ultimo è, inoltre,
d’accordo che il consiglio d’amministrazione designi un candidato
al posto di direttore che dovrà pronunciarsi e rispondere alle
domande del Parlamento europeo prima della nomina. Poiché
i capi di stato e di governo dovranno decidere prossimamente in merito
alla sede, il Parlamento europeo non ha inserito nella legislazione
requisiti che obbligano il Consiglio a decidere circa la sede
dell’Autorità in consultazione con il Pe e la Commissione e
conformemente a vari criteri specifici. Il Pe ha, invece, approvato
una risoluzione in cui espone il proprio parere in merito ai criteri
relativi ad una sede adeguata. Il
regolamento relativo all’istituzione di un’Autorità europea per
la sicurezza degli alimenti contiene anche principi generali di
legislazione alimentare. Verrà, fra l’altro, definito per la prima
volta nella legislazione europea il concetto di prodotto alimentare.
Vengono stabiliti principi generali di tracciabilità, come pure il
principio di immettere sul mercato soltanto alimenti sicuri. Il
Parlamento europeo ha oggi introdotto prescrizioni che rafforzano la
trasparenza nella preparazione e revisione della legislazione
alimentare, a complemento dei requisiti di trasparenza già fissati
per la valutazione delle informazioni scientifiche sui prodotti
alimentari. Sono stati, inoltre, introdotti emendamenti che
chiarificano le responsabilità degli operatori industriali nel campo
degli alimenti e dei mangimi, come pure le responsabilità dei loro
dipendenti, per quanto riguarda la tutela della sanità pubblica. Di particolare rilievo, nella posizione del Pe, è l’emendamento all’art. 1 par. in cui, come sostenuto dalla Confederazione italiana agricoltori, si fa riferimento “alla diversità dell’offerta di alimenti compresi i prodotti tradizionali”.
Ue:
presentati tre documenti Nel
documento sugli aiuti alimentari l’Ue afferma l’importanza degli
stessi solo nei casi di gravi emergenze alimentari e intende bloccarne
gli abusi. Ingenti
quantità di aiuti alimentari, ad eccezione di alcune situazioni
drammatiche, non garantiscono a lungo termine la sicurezza alimentare
a differenza, invece, delle politiche per lo sviluppo e le misure di
sviluppo rurale. L’Omc
deve definire regole precise in materia di aiuti alimentari e
garantire un’ampia trasparenza in modo da evitare il raggiro degli
impegni presi in materia di sovvenzioni alle esportazioni. L’Ue
propone che gli aiuti alimentari siano erogati in casi di emergenza,
siano accompagnati da altri strumenti di sostegno, come quelli
finanziari e di assistenza tecnica, siano fatti in forma di
concessione in modo da non aumentare il debito dei paesi riceventi,
rispettino le regole della Convenzione per gli aiuti alimentari, siano
notificati al Comitato per l’agricoltura dell’Omc. Il
documento sull’etichettatura obbligatoria dei prodotti agricoli
mette in luce l’importanza che l’Ue dà alla sicurezza alimentare
e dei consumatori. Un
adeguato schema obbligatorio di etichettatura per gli alimenti ed i
prodotti agricoli faciliterebbe il commercio e migliorerebbe
l’accesso ai mercati, rafforzando la trasparenza e la fiducia dei
consumatori ed aumentando il volume commerciale dei prodotti. Lo
schema obbligatorio rispetterebbe le regole dell’Omc in modo da non
creare limiti alla liberalizzazione degli scambi. Ai Pvs
verrebbe fornita l’assistenza necessaria per poter sviluppare lo
schema obbligatorio di etichettatura. Il
documento sulle preferenze tariffarie per i Pvs evidenzia la necessità
di rendere questo sistema più stabile e prevedibile in modo da creare
le condizioni opportune per ulteriori investimenti e per lo sviluppo
del settore agricolo ed agroalimentare dei Pvs. Occorre
studiare attentamente la programmazione e l’applicazione dei sistemi
delle preferenze generalizzate per
assicurarne una maggiore efficienza. Nell’ottica
della liberalizzazione degli scambi non bisogna dimenticare che la
riduzione delle preferenze tariffarie dovrà essere progressiva in
modo da non causare danni ai vantaggi comparati dei Pvs.
Il
Parlamento europeo espone Nella prospettiva della revisione di mezzo percorso di Agenda 2000 il Parlamento si augura che la Commissione europea proponga l’aumento progressivo della dotazione finanziaria, così come del finanziamento per la lotta contro le malattie delle api, la creazione di un premio alla impollinazione per alveare a favore di tutti gli apicoltori europei al fine di conservare un patrimonio di api sufficiente a preservare la loro funzione ambientale, l’introduzione di un premio annuale per la compensazione delle perdite di reddito.
I
prodotti tipici lucani L’adesione
dell’Associazione dei prodotti di fattoria alle iniziative
artistiche, culturali, sportive e gastronomiche organizzate dalla Bnl,
oltre ad offrire un piccolo aiuto all’impegno per la ricerca
finalizzata alla lotta alle malattie genetiche, contribuisce a
diffondere il messaggio dell’importanza dell’alimentazione ai fini
della tutela della salute delle persone. Telethon
che, come è noto nacque negli Stati Uniti nel 1966 per volontà del
famoso attore Jerry Lewis, ha rafforzato nel corso degli anni la
sensibilità verso la patologia delle circa seimila malattie genetiche
che affliggono l’umanità. Ogni
contributo offerto alla ricerca ed ogni aiuto rivolto alle persone
affette da tali malattie rappresenta un tassello importante per
raggiungere l’obiettivo di prevenire e sconfiggere questo flagello
che annualmente si abbatte su numerosissime persone in tutti i Paesi
del mondo. Con la
partecipazione attiva alle giornate Telethon la Basilicata ancora una
volta testimonia la propria sensibilità verso chi soffre e il forte
spirito di solidarietà che è proprio della gente abituata a far
fronte alle vicende difficili della vita delle persone. L’auspicio
dell’Associazione prodotti di fattoria è che tale manifestazione
abbia sempre maggior successo e che possa contribuire a superare
definitivamente i problemi delle persone afflitte dalle malattie
genetiche che, al pari di tutti gli altri esseri, devono poter
guardare con serenità al proprio futuro ed a quello delle future
generazioni. La
posizione della Cia Toscana Nuovo
sito web della Cia di Cuneo
APPUNTAMENTI All’ordine
del giorno “I secondi cento giorni di Governo: dalle promesse...ai
fatti”, dove sarà presente l’assessore
regionale all’Agricoltura Guido Tampieri e la ratifica del bilancio
consultivo 2000 della Cia. A
Roma l’Assemblea generale dell’Aia Ai
lavori parteciperà, tra gli altri, il presidente nazionale della
Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti. Convocata
l’Assemblea ordinaria annuale I lavori
saranno presieduti da Bruno Bertuzzi, vicepresidente della Cia di
Imola e la relazione generale sarà tenuta dal presidente Massimo
Pirazzoli. Le conclusioni verranno svolte da Giulio Fantuzzi, presidente della Cia dell’Emilia Romagna e membro della Presidenza nazionale.
A
Bologna l’Assemblea annuale I
lavori, aperti da Gianluca Cristoni, vicepresidente provinciale,
proseguiranno con le relazioni del presidente della Cia di Bologna
Giorgio Vitali e di Francesco Mele, responsabile provinciale del
dipartimento economico. Dopo il
dibattito, avverrà la ratifica del bilancio 2000 ad opera di Piero
Peri, direttore della Cia di Bologna. Le conclusioni saranno svolte da Giulio Fantuzzi, presidente della Cia dell’Emilia Romagna e membro della Presidenza nazionale. |
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