17 dicembre 2001


sommario

 

ATTUALITA'

•      Collaborazione più stretta in campo agricolo con la Slovenia. Una delegazione Cia ricevuta dal presidente della Repubblica Milan Kucan
•    La posizione della Cia sulla proposta di riforma dell’Ocm sementi
•    Chiesta la proroga degli interventi per fronteggiare l’emergenza della Bse
•    La partecipazione della Cia a “La selezione del sindaco”, prima rassegna internazionale dei vini di grande qualità 

 

IN EUROPA •    L’ordine del giorno del prossimo Consiglio agricoltura
•    Il programma di lavoro 2002 della Commissione europea
•    L’autorità europea per la sicurezza degli alimenti
•    Ue: presentati tre documenti alla Sessione speciale del Comitato per l’agricoltura dell’Omc
•    Il Parlamento europeo espone la situazione allarmante dell’apicoltura 

 

DAL TERRITORIO •    I prodotti tipici lucani alla manifestazione Telethon
•    La posizione della Cia Toscana sull’ultimo decreto in campo vitivinicolo
•    Nuovo sito web della Cia di Cuneo 

 

APPUNTAMENTI

•    Le Associazioni dei pensionati incontrano il sottosegretario al Lavoro
•      Assemblea regionale della Cia dell’Emilia Romagna
•    A Roma l’Assemblea generale dell’Aia
•      Convocata l’Assemblea ordinaria annuale della Cia di Imola
•    A Bologna l’Assemblea annuale della Cia provinciale 


 

ATTUALITA'

Collaborazione più stretta in campo agricolo 
con la Slovenia. Una delegazione Cia ricevuta 
dal presidente della Repubblica Milan Kucan


Piena collaborazione in campo agricolo ed economico, avvio di una fase di consultazione e di incontri bilaterali, scambi di informazioni, assistenza tecnica e formativa. Questi i positivi risultati scaturiti dall’incontro svoltosi oggi a Lubiana tra il presidente della Repubblica slovena Milan Kucan e una delegazione della Confederazione italiana agricoltori, guidata dal presidente Massimo Pacetti.

Nel corso dell’incontro, franco e costruttivo, è stata compiuta un’ampia analisi dei problemi agricoli, anche in vista della prossima adesione della Slovenia all’Unione europea. La Confederazione italiana agricoltori -la cui delegazione era composta anche dal membro della Presidenza nazionale Giuseppe Politi, dal presidente della Cia del Friuli Dante Savorgnan, dal presidente della Cia di Triste Luigi De Bellis e dal segretario Edoardo Bukavec- ha sottolineato l’importanza di intensificare i rapporti con i responsabili agricoli sloveni. Il presidente Pacetti ha messo in risalto l’esigenza di una più stretta cooperazione e ribadito l’impegno della confederazione per un confronto serio e fattivo in modo da instaurare uno scambio continuo di informazioni di carattere tecnico-economico.

Il presidente della Repubblica slovena ha espresso compiacimento per la disponibilità mostrata dalla Cia e ha affermato che il suo paese si impegnerà affinché la collaborazione si faccia ancora più stretta ed incisiva, auspicando che con la Confederazione italiana agricoltori si apra una fase di concrete consultazioni in modo da affrontare con organicità i vari problemi oggi sul tappeto.

La delegazione della Cia si trova in questi giorni a Lubiana per una serie di incontri con i rappresentanti delle istituzioni, delle camere di commercio, del mondo agricolo e cooperativo della Slovenia.

 

 

La posizione della Cia sulla proposta
di riforma dell’Ocm sementi


Nell’imminenza della discussione, in sede di Consiglio dei ministri dell’Agricoltura del 19 e 20 dicembre prossimi, della riforma dell’Ocm sementi, attraverso una sostanziale modifica del regolamento Ce 2358/71, la Confederazione italiana agricoltori riconferma la propria posizione, già espressa durante i lavori avviati sia in sede ministeriale che presso il Copa ed illustrata nell’ultima lettera al ministro Alemanno del 22 ottobre scorso.

Tale posizione, concordata con il Coams (Associazione moltiplicatori sementieri) e con le altre organizzazioni professionali, si articola nei seguenti punti:

- avere oltre alla Qmg (Quota massima garantita) a livello europeo, anche una Qng (Quota nazionale garantita) per ogni singolo stato membro;

- la Qng dovrebbe essere determinata sulla base della media di produzione realizzata nell’ultimo triennio, per tenere in maggiore considerazione la domanda espressa dal mercato attuale;

- la gestione della Qng deve essere di competenza di ogni  Stato membro, sulla base di un programma di produzione annuale definito e concordato tra associazioni agricole, industriali e Mipaf;

- al fine di ottimizzare la gestione della riforma, l’applicazione integrale dei nuovi provvedimenti dovrebbe essere prevista a partire dal biennio successivo all’approvazione degli stessi, allo scopo di adeguare le norme nazionali ai regolamenti comunitari e consentire l’esaurimento dei contratti sottoscritti fra le parti.

A tale proposito, si ricorda che il 3 dicembre scorso la Commissione agricoltura del Parlamento europeo ha approvato alcuni emendamenti francesi al testo del nuovo regolamento proposto dalla Commissione. Uno degli emendamenti prevedeva, tra l’altro, proprio l’eliminazione della ripartizione della Qmg in plafonds nazionali (proposta  a suo tempo non solo dall’Italia, ma anche da Inghilterra e Germania). La fissazione di quote di produzione per ogni singolo Paese è, invece, secondo la Cia, un principio fondamentale di equità che consente ad ogni Paese di poter contare su una quantità certa di produzione assegnata e di non dover pagare penalità relative a splafonamenti della quota comunitaria dovuti soprattutto alla produzione di altri paesi.

E’ stata richiesta, dunque, una nuova urgente riunione al Mipaf entro il 19 dicembre prossimo per poter esprimere le preoccupazioni dei moltiplicatori sementieri italiani e chiedere un nuovo impegno del governo a livello comunitario nel far passare l’originario testo del regolamento. (Politiche delle produzioni e di mercato. Ufficio sementi)

 

 

Chiesta la proroga degli interventi
per fronteggiare l’emergenza della Bse

Nei giorni scorsi le organizzazioni agricole Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura, Coldiretti, Ancalega coop, Assica, Assocarni, Assograssi, Assalzoo, Cim, Federcarni, Una e Uniceb, hanno inviato una lettera, che di seguito riportiamo, relativa alla proroga degli interventi per fronteggiare l’emergenza della Bse, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno, al ministro delle Finanze Giulio Tremonti, al ministro della Salute Girolamo Sirchia, al ministro per l’Ambiente Altero Matteoli, al ministro per le Attività produttive Antonio Marzano e al commissario straordinario per la Bse Giuseppe Ambrosio.

Le scriventi organizzazioni, in rappresentanza delle filiere zootecniche italiane, nel far seguito alla precedente richiesta del 19 ottobre scorso, desiderano richiamare la Vostra attenzione sulle emergenze ancora in atto per le quali risulta estremamente urgente un ulteriore intervento del Governo.

In particolare, come già rappresentato al commissario straordinario di Governo per la Bse in uno specifico incontro tenutosi lo scorso 3 dicembre, vi è l’assoluta necessità di estendere le misure di sostegno assunte con la Legge n. 49/2001, per assicurare, da un lato, la continuità delle attività delle filiere rappresentate, altrimenti destinate ad un inevitabile arresto, e dall’altro, il sostegno al reddito e all’attività dei produttori agricoli che ancora oggi risentono pesantemente degli effetti della crisi Bse, come di seguito indicate:

a) in un’ulteriore proroga di sei mesi delle misure previste per lo smaltimento del materiale specifico a rischio e ad alto rischio e dei prodotti trasformati, ottenuti o derivati (articolo 1, comma 6) nonché per l’ammasso pubblico per le proteine animali a basso rischio (articolo 2, comma 1);

b) nella concessione degli indennizzi in favore degli allevatori che hanno detenuto in azienda i bovini per almeno cinque mesi, anche per gli animali macellati nei mesi di aprile, maggio e giugno 2001 [articolo 7-bis, comma 2, lettera b)];

c) nella possibilità di estendere l’indennizzo di lire 240.000 per ogni capo morto in stalla a tutto l’anno 2001 [(articolo 7-bis, lettera e)].

Altro aspetto di estrema rilevanza per i settori interessati riguarda la scadenza al 31 dicembre prossimo delle disposizioni di cui all’articolo 1 dell’Ordinanza 30 marzo 2001 in merito all’applicazione della normativa ambientale ai sottoprodotti di origine animale. Il differimento di tale applicazione dovrebbe essere rinviato al 31 dicembre 2002 o subordinato, quanto meno, all’entrata in vigore della disciplina comunitaria in materia di sottoprodotti di origine animale, in fase di avanzata predisposizione.

Inoltre, le scriventi organizzazioni si permettono di richiamare l’attenzione delle Ssll sui tempi di adozione delle misure in oggetto in quanto in assenza di un loro immediato prolungamento, specie per ciò che concerne gli articoli 1 e 2 della richiamata legge 49/2001, ci si troverebbe nell’impossibilità di assicurare lo smaltimento dei materiali ad alto e basso rischio, nonché dei Materiali Specifici a Rischio, già nei primi giorni del prossimo anno ed i relativi elevatissimi costi connessi a tali operazioni finirebbero per provocare il blocco delle attività zootecniche.

Al fine di scongiurare la forzata interruzione delle attività produttive, si segnala pertanto l’assoluta necessità dell’adozione di provvedimenti d’urgenza in occasione della prima riunione del Consiglio dei ministri e, comunque, entro l’anno in corso.

 

  

La partecipazione della Cia a “La selezione del sindaco”, prima rassegna internazionale dei vini di grande qualità


Parte la prima rassegna internazionale “La selezione del sindaco”, per vini di grande qualità prodotti in piccole quantità.

Alla vigilia della rassegna, l’Associazione nazionale Città del vino, facendo seguito ad una serie di intese informali con l’ufficio vitivinicolo della Confederazione, ha scritto al presidente nazionale della Cia, Massimo Pacetti, chiedendo una collaborazione per una più capillare diffusione del concorso.

La rassegna internazionale “La selezione del sindaco”, per la prima volta vedrà aziende e Comuni delle città del vino impegnati in una promozione congiunta dei propri territori. Il concorso, infatti, vuole lanciare sul mercato nazionale e internazionale partite di vino delle Città del vino che, pur eccellenti da un punto di vista qualitativo, per via delle limitate dimensioni dei produttori, non riescono a raggiungere l’affermazione che pure meriterebbero.

In tal senso, l’Associazione promotrice conta sulla rete di relazioni e di servizi sviluppata dalla Cia a livello periferico anche nei confronti di aziende vitivinicole localizzate nelle Città del vino, una collaborazione che preveda la presenza del logo “La selezione del sindaco” sul sito della Confederazione, nonché, la pubblicazione su mezzi di informazione dell’organizzazione di articoli per illustrare e motivare le finalità e i contenuti del concorso.

Il presidente Pacetti, accogliendo l’invito, ha inviato alle sedi regionali della Cia una lettera di presentazione ritenendo che si tratta di una iniziativa lodevole che può riscuotere l’apprezzamento dei produttori vitivinicoli.

“Perciò, oltre al supporto che potrà essere assicurato dalla sede nazionale -scrive Pacetti- vi invito ad adoperarvi per una adeguata diffusione sul territorio dell’iniziativa che gli organizzatori vi proporranno direttamente con l’invio di materiale promozionale”.

La rassegna si terrà a Siena presso la sede dell’Enoteca italiana , Fortezza medicea, dal 10 al 12 maggio 2002. Le aziende vitivinicole che intendano parteciparvi, devono far pervenire ai Comuni di appartenenza quanto previsto per l’adesione entro il 15 marzo 2002.

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IN EUROPA

L’ordine del giorno del prossimo 
Consiglio agricoltura


Nella prossima riunione del Consiglio agricoltura, che si svolgerà il prossimo 19 dicembre, sotto la Presidenza belga i Quindici ministri europei affronteranno le seguenti questioni:

1) il punto sulla Bse e sul mercato della carne bovina;

2) la probabile adozione dell’accordo sulla riforma dell’Ocm carne ovicaprina;

3) la revisione del settore delle sementi (la Commissione propone di mantenere l’aiuto al livello attuale per le due prossime campagne 2002/03 e 2003/04, di instaurare un meccanismo di stabilizzazione simile a quello in vigore per le sementi del riso al fine di frenare le spese);

4) il dibattito sulla promozione (o meno) delle proteine vegetali nell’Unione europea (il dibattito si baserà su due documenti: il rapporto della Commissione ed un memorandum presentato dal Belgio, dalla Spagna, dalla Francia, dall’Italia, dall’Austria e dal Portogallo).

Questi Paesi sostengono che un piano di promozione per le proteine vegetali permetterà di aumentare la diversità delle fonti di approvvigionamento, di lasciare effetti benefici sull’ambiente vista la specificità delle culture e di rispondere alle richieste dei consumatori in materia di rintracciabilità dei prodotti, viste le problematiche degli Ogm legate ai semi di soia importati.

I sei Paesi propongono:

Proteaginose: di aumentare l’aiuto, di coltivare le proteaginose sulla parte delle terre messe a riposo estendendo l’autorizzazione anche alle leguminose.

Semi oleosi: mantenere l’aiuto al livello del 2001/02 (72,37 euro/tonnellate) in attesa dell’analisi sulla situazione del settore prevista per luglio 2002.

Leguminose: integrare l’insieme di queste produzioni nel sistema delle grandi colture in modo da aumentare la superficie garantita e da includere delle nuove specie per salvaguardare la biodiversità della produzione mediterranea e concedere alle leguminose l’aiuto incrementato per le proteaginose.

Foraggio essiccato: aumentare la quantità massima garantita per i foraggi essiccati artificialmente e l’aiuto per quelli essiccati al sole.

Rete di sicurezza: avviare degli studi per lanciare delle soluzioni a medio termine, in modo da agire sul livello di rischio che prende il produttore di semi oleosi (per es. un modello ispirato ai marketing loans americani, un’assicurazione-raccolto o assicurazione-reddito contro i rischi climatici, delle modalità d’intervento dei poteri pubblici diretto al produttore che sottoscrive un contratto o agli assicuratori).

5) La discussione su un memorandum tedesco sull’agricoltura biologica;

6) il punto sui lavori condotti sulle proposte della Commissione in materia di zoonosi e di igiene delle derrate alimentari;

7) l’adozione, senza dibattito, di un regolamento che permette ai diritti di nuovi impianti viticoli concessi nel quadro dei vecchi piani di miglioramento del materiale viticolo così come ai giovani agricoltori, siano temporaneamente eleggibili al regime di aiuti alla ristrutturazione.

 

 

Il programma di lavoro 2002
della Commissione europea


Il presidente della Commissione europea Romano Prodi ha reso noti i progressi concreti compiuti nel 2001 dalla Commissione nella realizzazione dei suoi obiettivi strategici. Prodi ha delineato le principali sfide future e ha presentato le priorità della Commissione per il 2002. Il programma di lavoro della Commissione prevede azioni di grande rilievo in sette settori.

1) La Commissione promuoverà la sicurezza dei cittadini europei e intensificherà l’azione di lotta contro il terrorismo e la criminalità, prendendo tutte le misure del caso per migliorare il livello di sicurezza dei trasporti, la protezione civile e la salute pubblica. L’azione della Commissione avrà anche un forte elemento esterno che comprenderà la cooperazione multilaterale e la risposta alle crisi umanitarie. Inoltre, essa darà inizio allo sviluppo di un sistema integrato di gestione delle frontiere per un controllo efficace dei suoi confini esterni.

2) La Commissione assicurerà il successo dell’introduzione dell’euro.

Sulla base dell’intenso lavoro di preparazione, la Commissione assicurerà il successo dell’introduzione delle banconote e delle monete in euro nel gennaio 2002 e adotterà misure complementari di riforma strutturale a consolidamento dell’unione economica e monetaria.

Valuterà le conseguenze economiche del passaggio all’euro e presenterà una proposta per un codice di condotta che esponga i principi alla base della politica economica degli Stati membri compresi nell’area dell’euro. Essa condurrà una revisione intermedia del piano d’azione sui servizi finanziari e presenterà delle proposte legislative sui servizi di investimento e sulle banche. Inoltre, la Commissione darà inizio ad una strategia politica rivolta ai consumatori per assicurare che essi traggano dall’euro la massima utilità.

3) La Commissione attuerà la strategia dell’Unione europea sullo sviluppo sostenibile

Questa strategia tenta di conciliare le esigenze economiche, sociali ed ambientali delle generazioni presenti e future dei cittadini dell’Ue. La Commissione riesaminerà le principali politiche comunitarie per orientarle verso lo sviluppo sostenibile. Essa svilupperà anche una dimensione esterna della strategia in preparazione del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile che si terrà nel settembre 2002.

4) La Commissione promuoverà una nuova governance europea e la riforma istituzionale

Questa azione assicurerà l’effettivo funzionamento dell’Unione allargata a giovamento di tutti i cittadini. Nel 2001 ha presentato un Libro bianco sulla governance che cerca di adattare le modalità operative delle istituzioni nel quadro del trattato attualmente in vigore. Nel 2002 la Commissione studierà le risposte ricevute in seguito alla consultazione pubblica sul Libro bianco ed attuerà le azioni del caso. Essa darà, inoltre, il proprio contributo alla Convenzione che preparerà il terreno per la Conferenza intergovernativa del 2004.

5) La Commissione produrrà risultati concreti sui negoziati per l’allargamento dell’Ue.

Entro il 2004 l’Unione avrà fino a 25 Stati membri. La Commissione assisterà l’Unione a raggiungere l’obiettivo massimo di completare i negoziati con dieci Paesi candidati nel 2002 e di verificare se soddisfano i criteri relativi all’adesione. Essa sosterrà il consolidamento istituzionale dei Paesi candidati, assicurerà l’effettiva erogazione degli strumenti finanziari di preadesione, aprirà un maggior numero di programmi comunitari agli stessi e continuerà nell’opera di preparazione amministrativa e linguistica in vista dell’allargamento.

6) La Commissione rafforzerà le relazioni fra l’Europa e i partner mediterranei.

I recenti sviluppi politici hanno sottolineato l’importanza di istituire uno stretto legame con i partner mediterranei dell’Ue. Essa proporrà le modalità per migliorare il funzionamento di questo partenariato e darà maggior spessore alla cooperazione euro-mediterranea con azioni politiche di ampio spettro.

7) La Commissione rafforzerà la propria politica di sviluppo.

Perseguendo l’obiettivo generale di riduzione della povertà, la Commissione opererà per concentrare l’assistenza dell’Unione per la cooperazione allo sviluppo su alcuni settori prioritari, compresi la sanità e l’istruzione.

Inoltre, attuerà il programma d’azione che si propone di frenare la diffusione delle malattie infettive e contribuirà al nuovo Fondo mondiale per la lotta contro l’Hiv/Aids, la tubercolosi e la malaria. Essa promuoverà la ratifica dell’accordo di Cotonou e avvierà negoziati di partenariato economico con i paesi e le regioni dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico. Effettuerà la riforma della gestione dei programmi di assistenza esterna dell’Ue.

Il programma di lavoro della Commissione per il 2002 adotta un nuovo stile di presentazione, che sostituisce il catalogo di proposte legislative degli anni precedenti. Tale programma espone le azioni per il 2002 per settori prioritari chiave offrendo così una esposizione più chiara per il Parlamento e il Consiglio. Esso non rappresenta, pertanto, la totalità dell’attività della Commissione.

Lo stesso fa parte della riforma della gestione della Commissione basata sulle attività che mirano a facilitare per tempo il dialogo sulle priorità strategiche fra la Commissione, il Parlamento e il Consiglio. Nella prima strategia politica annuale, adottata nel febbraio 2001, la Commissione aveva individuato sei priorità per il 2002: l’allargamento, l’euro, lo sviluppo sostenibile, la nuova governance europea, il Mediterraneo e la cooperazione allo sviluppo. Ha aggiunto, poi, la sicurezza come settima priorità in risposta agli eventi dell’11 settembre.

Il programma di lavoro della Commissione è la presentazione operativa di queste priorità. La gestione basata sulle attività fa parte della “rivoluzione silenziosa” realizzata dalla Commissione Prodi.

 

 

L’Autorità europea per la sicurezza degli alimenti

Romano Prodi ed il commissario della Dg Sanco David Byrne hanno apprezzato la posizione del Pe sull’Autorità europea per la sicurezza degli alimenti (Aesa).

A questo punto l’accordo finale sul regolamento, che stabilisce i principi generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità e fissa le procedure in materia alimentare potrebbe essere imminente.

Pertanto l’Aesa potrebbe entrare in funzione entro la prima metà del 2002.

Dietro suggerimento del Parlamento, la Commissione ha accettato di cambiare la denominazione dell’Autorità in Autorità europea per la sicurezza degli alimenti (Aesa), sottolineando in tal modo la vocazione chiave in materia di sicurezza alimentare.

Il Parlamento non ha, d’altra parte, insistito per far accogliere i suoi precedenti emendamenti che avrebbero ristretto il campo delle attività dell’Autorità. È emerso, pertanto, un consenso intorno ad un ampio mandato per l’Aesa, comprendente una vasta gamma di compiti di supporto tecnico e scientifico per tutto quanto ha un impatto diretto o indiretto sulla sicurezza alimentare. La missione dell’Aesa comprende la formulazione di pareri scientifici su tutti gli aspetti in relazione con la salute e il benessere degli animali, la salute delle piante e gli organismi geneticamente modificati, fatte salve le competenze conferite all’Agenzia per la valutazione dei prodotti medicinali (Emea). L’Aesa svolgerà, inoltre, l’importante compito di informare il pubblico in merito alle proprie attività.

Sembra ora a portata di mano un compromesso fra le istituzioni quanto alla composizione e alle procedure di selezione del consiglio d’amministrazione dell’Aesa.

Il Parlamento europeo ha oggi adottato un emendamento che istituirebbe un consiglio d’amministrazione di quindici membri, compreso un rappresentante della Commissione. Quattro membri del consiglio d’amministrazione porteranno le esperienze dei consumatori e dell’industria. Questi sarebbero nominati dal Consiglio in consultazione con il Parlamento europeo. Quest’ultimo è, inoltre, d’accordo che il consiglio d’amministrazione designi un candidato al posto di direttore che dovrà pronunciarsi e rispondere alle domande del Parlamento europeo prima della nomina.

Poiché i capi di stato e di governo dovranno decidere prossimamente in merito alla sede, il Parlamento europeo non ha inserito nella legislazione requisiti che obbligano il Consiglio a decidere circa la sede dell’Autorità in consultazione con il Pe e la Commissione e conformemente a vari criteri specifici. Il Pe ha, invece, approvato una risoluzione in cui espone il proprio parere in merito ai criteri relativi ad una sede adeguata.

Il regolamento relativo all’istituzione di un’Autorità europea per la sicurezza degli alimenti contiene anche principi generali di legislazione alimentare. Verrà, fra l’altro, definito per la prima volta nella legislazione europea il concetto di prodotto alimentare. Vengono stabiliti principi generali di tracciabilità, come pure il principio di immettere sul mercato soltanto alimenti sicuri. Il Parlamento europeo ha oggi introdotto prescrizioni che rafforzano la trasparenza nella preparazione e revisione della legislazione alimentare, a complemento dei requisiti di trasparenza già fissati per la valutazione delle informazioni scientifiche sui prodotti alimentari. Sono stati, inoltre, introdotti emendamenti che chiarificano le responsabilità degli operatori industriali nel campo degli alimenti e dei mangimi, come pure le responsabilità dei loro dipendenti, per quanto riguarda la tutela della sanità pubblica.

Di particolare rilievo, nella posizione del Pe, è l’emendamento all’art. 1 par.  in cui, come sostenuto dalla Confederazione italiana agricoltori, si fa riferimento “alla diversità dell’offerta di alimenti compresi i prodotti tradizionali”.

 

Ue: presentati tre documenti
alla Sessione speciale del Comitato
per l’agricoltura dell’Omc


Aiuti alimentari, etichettatura obbligatoria per i prodotti agricoli e preferenze tariffarie per il Pvs sono i tre documenti presentati dall’Unione europea durante la prima sessione speciale del Comitato per l’agricoltura dell’Omc che si è svolto dal 3 al 5 dicembre scorsi, dopo la conferenza ministeriale di Doha.

Nel documento sugli aiuti alimentari l’Ue afferma l’importanza degli stessi solo nei casi di gravi emergenze alimentari e intende bloccarne gli abusi.

Ingenti quantità di aiuti alimentari, ad eccezione di alcune situazioni drammatiche, non garantiscono a lungo termine la sicurezza alimentare a differenza, invece, delle politiche per lo sviluppo e le misure di sviluppo rurale.

L’Omc deve definire regole precise in materia di aiuti alimentari e garantire un’ampia trasparenza in modo da evitare il raggiro degli impegni presi in materia di sovvenzioni alle esportazioni.

L’Ue propone che gli aiuti alimentari siano erogati in casi di emergenza, siano accompagnati da altri strumenti di sostegno, come quelli finanziari e di assistenza tecnica, siano fatti in forma di concessione in modo da non aumentare il debito dei paesi riceventi, rispettino le regole della Convenzione per gli aiuti alimentari, siano notificati al Comitato per l’agricoltura dell’Omc.

Il documento sull’etichettatura obbligatoria dei prodotti agricoli mette in luce l’importanza che l’Ue dà alla sicurezza alimentare e dei consumatori.

Un adeguato schema obbligatorio di etichettatura per gli alimenti ed i prodotti agricoli faciliterebbe il commercio e migliorerebbe l’accesso ai mercati, rafforzando la trasparenza e la fiducia dei consumatori ed aumentando il volume commerciale dei prodotti.

Lo schema obbligatorio rispetterebbe le regole dell’Omc in modo da non creare limiti alla liberalizzazione degli scambi.

Ai Pvs verrebbe fornita l’assistenza necessaria per poter sviluppare lo schema obbligatorio di etichettatura.

Il documento sulle preferenze tariffarie per i Pvs evidenzia la necessità di rendere questo sistema più stabile e prevedibile in modo da creare le condizioni opportune per ulteriori investimenti e per lo sviluppo del settore agricolo ed agroalimentare dei Pvs.

Occorre studiare attentamente la programmazione e l’applicazione dei sistemi delle preferenze generalizzate  per assicurarne una maggiore efficienza.

Nell’ottica della liberalizzazione degli scambi non bisogna dimenticare che la riduzione delle preferenze tariffarie dovrà essere progressiva in modo da non causare danni ai vantaggi comparati dei Pvs. 

 

 

Il Parlamento europeo espone
la situazione allarmante dell’apicoltura


n una relazione del Parlamento europeo, adottata con 96 voti a favore, si fa presente che i programmi per il settore dell’apicoltura, cofinanziati dall’Ue sino ad oggi,  sono stati insufficienti e non hanno aiutato gli apicoltori europei a frenare la situazione con la quale si devono confrontare. La diminuzione del numero degli apicoltori, l’importazione di miele di scarsa qualità dai Paesi terzi a costi produzione bassi, l’assenza di una preferenza comunitaria in questo settore e i gravi danni causati alle colonie di api a causa dei pesticidi hanno provocato una riduzione dell’auto-approvvigionamento dell’Ue.

Nella prospettiva della revisione di mezzo percorso di Agenda 2000 il Parlamento si augura che la Commissione europea proponga l’aumento progressivo della dotazione finanziaria, così come del finanziamento per la lotta contro le malattie delle api, la creazione di un premio alla impollinazione per alveare a favore di tutti gli apicoltori europei al fine di conservare un patrimonio di api sufficiente a preservare la loro funzione ambientale, l’introduzione di un premio annuale per la compensazione delle perdite di reddito.

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DAL TERRITORIO

I prodotti tipici lucani
alla manifestazione Telethon


L’Associazione prodotti tipici di fattoria della Basilicata, in collaborazione con la Bnl di Roma, ha offerto il proprio contributo di prodotti dell’agricoltura lucana da utilizzare nella raccolta di fondi per la lotta alla distrofia muscolare.

L’adesione dell’Associazione dei prodotti di fattoria alle iniziative artistiche, culturali, sportive e gastronomiche organizzate dalla Bnl, oltre ad offrire un piccolo aiuto all’impegno per la ricerca finalizzata alla lotta alle malattie genetiche, contribuisce a diffondere il messaggio dell’importanza dell’alimentazione ai fini della tutela della salute delle persone.

Telethon che, come è noto nacque negli Stati Uniti nel 1966 per volontà del famoso attore Jerry Lewis, ha rafforzato nel corso degli anni la sensibilità verso la patologia delle circa seimila malattie genetiche che affliggono l’umanità.

Ogni contributo offerto alla ricerca ed ogni aiuto rivolto alle persone affette da tali malattie rappresenta un tassello importante per raggiungere l’obiettivo di prevenire e sconfiggere questo flagello che annualmente si abbatte su numerosissime persone in tutti i Paesi del mondo.

Con la partecipazione attiva alle giornate Telethon la Basilicata ancora una volta testimonia la propria sensibilità verso chi soffre e il forte spirito di solidarietà che è proprio della gente abituata a far fronte alle vicende difficili della vita delle persone.

L’auspicio dell’Associazione prodotti di fattoria è che tale manifestazione abbia sempre maggior successo e che possa contribuire a superare definitivamente i problemi delle persone afflitte dalle malattie genetiche che, al pari di tutti gli altri esseri, devono poter guardare con serenità al proprio futuro ed a quello delle future generazioni.

 

 

La posizione della Cia Toscana 
sull’ultimo decreto in campo vitivinicolo


Il numero di dicembre di “Dimensione agricoltura”, il tabloid della Confederazione italiana agricoltori della Toscana, contiene ampi servizi sulle ultime iniziative dell’organizzazione nel suo “giro della Toscana rurale”, una pagina speciale dedicata alla prima edizione di Toscana Slow food e uno speciale sulla proposta di piano sanitario triennale della Regione. In terza pagina, in tema di pasticci burocratici, il responsabile del settore vitivinicolo della Cia della Toscana scrive, in polemica con il Mipaf, che il decreto che proroga al 31 dicembre la dichiarazione delle superfici vitate “introduce una nuova ed inutile autocertificazione. Dalla sera alla mattina le certezze di migliaia di vitivinicoltori, che pensavano di aver capito tutto (come compilare la Dichiarazione di produzione, come rivendicare le Do e le Igt) sono state rimesse in discussione. Infatti, la dichiarazione delle superfici vitate, richiamata dal decreto, era riferita alla situazione in essere al 1 settembre 2000 e non al 2001 e molti viticoltori hanno comunque effettuato le iscrizioni e gli aggiornamenti delle superfici riferendosi alle precedenti normative. Inoltre, la compilazione della dichiarazione non ammetteva le Do non inserite nei programmi Agea. Autocertificazione? di cosa? delle dichiarazioni delle superfici vitate. Lo sanno al ministero che molte sono ancora in corso di validazione? L’autocertificazione era la strada maestra all’inizio di queste vicende, come anche noi avevamo richiesto, ma non può arrivare quando ormai si è fatto scempio delle millenarie regole dell’agrimensura convalidate dalle più recenti tecnologie. Ormai, lo sappiamo, il vino e la vite non sono più materia agricola, è disciplina giuridica autonoma. La distanza del legislatore dalle esigenze reali è veramente incolmabile. Occorrerebbe che al ministero si tenti almeno di avvicinarsi alla realtà, magari toccando con mano gli effetti di certi provvedimenti, invece di lasciarsi tirare la giacca dai diversi esperti di turno.”

 

 

Nuovo sito web della Cia di Cuneo

La Confederazione italiana agricoltori di Cuneo si è dotata di un nuovo sito http://www.ciacuneo.org che sarà certamente di prezioso aiuto agli associati e veicolo di informazioni sulle iniziative dell’organizzazione, sui prodotti, sulle tecniche di produzione degli agricoltori e su quanto vorranno conoscere i consumatori che lo visiteranno.

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APPUNTAMENTI

Le Associazioni dei pensionati incontrano 
il sottosegretario al Lavoro


Domani 18 dicembre l’Associazione pensionati della Cia e le altre organizzazioni dei pensionati delle confederazioni dell’agricoltura, dell’artigianato e del commercio incontreranno il sottosegretario al Lavoro, prof. Alberto Brambilla.

 

  Assemblea regionale 
della Cia dell’Emilia Romagn
a

Si svolgerà domani 18 dicembre, alle ore 9.30 presso l’Hotel Savoia di Bologna, l’Assemblea regionale della Confederazione italiana agricoltori dell’Emilia Romagna.

All’ordine del giorno “I secondi cento giorni di Governo: dalle promesse...ai fatti”, dove sarà presente  l’assessore regionale all’Agricoltura Guido Tampieri e la ratifica del bilancio consultivo 2000 della Cia.

 

 

A Roma l’Assemblea generale dell’Aia

Si terrà il prossimo 19 dicembre a Roma, presso l’hotel Quirinale alle ore 9.30, l’Assemblea generale dell’Aia, aperta ai delegati ed alla partecipazione del mondo agricolo e zootecnico.

Ai lavori parteciperà, tra gli altri, il presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti.

 

 

Convocata l’Assemblea ordinaria annuale 
della Cia di Imola


E’ convocata per il prossimo 20 dicembre, alle ore 20.15 presso la sala della Cooperativa Aurora, l’Assemblea ordinaria annuale della Confederazione italiana agricoltori di Imola.

I lavori saranno presieduti da Bruno Bertuzzi, vicepresidente della Cia di Imola e la relazione generale sarà tenuta dal presidente Massimo Pirazzoli.

Le conclusioni verranno svolte da Giulio Fantuzzi, presidente della Cia dell’Emilia Romagna e membro della Presidenza nazionale.

 

A Bologna l’Assemblea annuale
della Cia provinciale


Considerazioni, valutazioni, proposte sull’agricoltura bolognese ed un’analisi approfondita dell’annata agraria 2001”. Questi i temi principali che verranno sviluppati nel corso dell’Assemblea provinciale annuale che la Confederazione italiana agricoltori di Bologna ha organizzato per il prossimo 21 dicembre, alle ore 9 presso la sala “M.Casoni” di Granarolo spa a Bologna.

I lavori, aperti da Gianluca Cristoni, vicepresidente provinciale, proseguiranno con le relazioni del presidente della Cia di Bologna Giorgio Vitali e di Francesco Mele, responsabile provinciale del dipartimento economico.

Dopo il dibattito, avverrà la ratifica del bilancio 2000 ad opera di Piero Peri, direttore della Cia di Bologna.

Le conclusioni saranno svolte da Giulio Fantuzzi, presidente della Cia dell’Emilia Romagna e membro della Presidenza nazionale.

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