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ATTUALITA' Pubblicata
la legge che proroga Rimane ferma la richiesta della Cia di rendere strutturale l’esenzione dell’accisa per le utilizzazioni del gasolio sotto serra inserendo a tal fine la norma del testo della finanziaria per l’anno 2002. In
via di definizione l’iter costitutivo Con questo importante atto -ha dichiarato il vicepresidente della Cia Alfonso Pascale- entra in dirittura finale l’iter amministrativo che porterà la Confederazione a dotarsi di uno strumento essenziale per l’attuazione della propria strategia mirata ai servizi verso l’impresa agricola, secondo i principi della sussidiarietà orizzontale fra Pubblica Amministrazione e mondo produttivo associato. Il
Caa nazionale, oltre a costituire l’interfaccia operativa con
l’Organismo pagatore nazionale Agea, lavorerà in stretta
collaborazione ed a supporto dei Caa regionali che saranno costituiti
nelle regioni con propri Organismi pagatori, anche per l’attuazione
di specifiche politiche regionali. Primi
commenti della Cia Lo studio esamina approfonditamente le varie evoluzioni della Pac, in particolare dalla riforma “Mac Sharry” del 1992 quando, a seguito del Panel Gatt presentato dagli Stati Uniti contro la politica comunitaria dei semi oleosi, venne abolito il meccanismo dei prezzi indicativi e d’intervento introducendo l’aiuto diretto ad ettaro ai produttori agricoli, fino alla campagna 1999/2000 anno di approvazione della riforma Agenda 2000. I principali argomenti analizzati dallo studio per i suddetti periodi riguardano in particolare: - le condizioni di approvvigionamento e competitività delle industrie trituratrici di semi oleosi; - il reddito dei produttori di semi oleosi, nonché la redditività di tali colture; - l’incidenza del piano di regionalizzazione per la determinazione dell’aiuto; - l’efficienza della politica comunitaria dei semi oleosi. Le conclusioni cui arriva lo studio Ade mettono in evidenza l’aspetto radicale della riforma Mac Sharry con la sostituzione del sostegno ai prezzi con il sistema di aiuti diretti che, però, non avrebbe influito negativamente sul settore perché sarebbero stati ottenuti i seguenti effetti positivi: la salvaguardia della redditività delle colture oleaginose, l’aumento della produzione nonostante i vincoli della superficie massima garantita, l’approvvigionamento soddisfacente delle industrie di trasformazione, la stabilità del reddito dei produttori agricoli, la diminuzione dell’incidenza finanziaria. Secondo lo studio Ade con la riforma di Agenda 2000 verrebbero mantenuti gli elementi essenziali acquisiti con la riforma Mac Sharry in particolare per quanto riguarda l’allineamento dei prezzi comunitari di semi oleosi a quelli internazionali e consentiranno di eliminare i vincoli della Smg, pur mettendo in evidenza alcuni aspetti negativi di questa seconda riforma radicale per il settore e precisamente: - l’adeguamento del valore dell’aiuto per i semi oleosi a quello dei cereali che potrebbe determinare una sostanziale involuzione degli approvvigionamenti dell’Europa, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare, qualora si confermi la diffusione delle colture Ogm dei principali fornitori extraeuropei e l’opposizione dei consumatori europei a tali coltivazioni; - le notevoli differenze istituzionali tra i regimi di aiuto ai semi oleosi e ai cereali, nettamente sbilanciate a favore di quest’ultimi; - l’obbligo di applicare la resa cerealicola invece delle rese specifiche per il calcolo dell’aiuto che potrebbe penalizzare le regioni dove la resa specifica dei semi oleosi è più favorevole; - l’eliminazione del meccanismo di adeguamento dell’aiuto ai semi oleosi inversamente proporzionale all’andamento dei prezzi, che ha contribuito a stabilizzare il reddito dei produttori e a rendere più efficienti le spese di bilancio comunitario. Da un primo esame la Cia accoglie favorevolmente lo studio Ade, perché mette chiaramente in evidenza le gravi conseguenze che deriveranno dalla completa applicazione delle misure previste da Agenda 2000 per i semi oleosi a partire dal 2002, nonostante l’apparente conclusione cui arriva lo studio di conservazione degli elementi essenziali della riforma Mac Sharry. La Cia ribadisce la propria posizione di cogliere il momento di revisione a medio termine di Agenda 2000, previsto per metà 2002, per correggere le evidenti storture e le motivazioni sono: 1) l’Europa è deficitaria di proteine vegetali, infatti, dipende dalle importazioni da Paesi terzi per almeno il 70 per cento del suo fabbisogno; 2) i semi e le farine importati, in particolare di soia, provengono per lo più dagli Usa, Brasile e Argentina dove le coltivazioni da Ogm sono permesse e pertanto sono in contrasto con la posizione adottata dall’Europa sulla presenza di questi organismi negli alimenti (principio di precauzione); 3) la salvaguardia della coltivazione dei semi di girasole, che per alcune regioni rappresenta una valida alternativa produttiva, rispettosa dell’ambiente; 4) l’esigenza dell’agricoltura comunitaria di sviluppare le colture alternative ai cereali, rivendicando il diritto di partecipare all’espansione del mercato degli oli e delle proteine vegetali sia all’interno della Comunità sia, soprattutto, sui mercati dei Paesi terzi. Pertanto, la Cia conferma le proprie proposte volte a mantenere la produzione di semi di soia e girasole in Europa ed in Italia e precisamente: - il mantenimento dell’aiuto specifico per i semi oleosi fino al 2006 onde garantire la competitività di queste colture rispetto ai cereali, attraverso l’applicazione, nel piano di regionalizzazione seminativi, della “resa derivata” (resa semi oleosi x per il coefficiente 1,95) moltiplicata con l’importo a tonnellata valido per la campagna 2001/2002 (72,37 Euro/tonnellate); - l’eventuale introduzione di una rete di sicurezza, attraverso l’applicazione di un meccanismo simile ai marketing loan americani, che sostenga i prezzi dei semi oleosi; - l’introduzione di una politica specifica per l’utilizzo non alimentare dei semi oleosi, volta ad incentivare tali produzioni che contribuirebbero tra l’altro a favorire un migliore approvvigionamento di proteine vegetali per l’alimentazione zootecnica. (Politiche delle produzioni e di mercato)
Le
organizzazioni agricole e l’Aia Per la Confederazione italiana agricoltori era presente Enzo Mastrobuoni, responsabile nazionale del settore zootecnico. Nel corso della riunione, la prima dopo l’insediamento del commissario, avvenuto prima dell’estate, sono stati affrontati alcuni temi generali relativi alle iniziative che l’Unire potrà svolgere a vantaggio del sistema allevatoriale. In particolare, è stato ribadito che la legge di riordino dell’Ente, che risale al 1999, definisce compiti e funzioni finalmente adeguati ad uno sviluppo complessivo dell’ippicoltura e che le risorse derivanti dalle competizioni sportive devono essere destinate all’intero sistema. Al mondo agricolo interessa, in questo quadro, la possibilità di definire un vero e proprio progetto d’intervento che punti a valorizzare il patrimonio italiano in termini di qualità del prodotto, delle aziende e del sistema. Allo stesso modo, anche i fondi, previsti dalla legge di riordino, da ripartire fra le Regioni, andrebbero finalmente spesi sulla base di linee d’indirizzo frutto di discussioni e concertazioni tra Unire e Regioni con la partecipazione del mondo agricolo organizzato. L’incontro si è concluso con l’impegno a rivedersi entro la fine del mese, sulla base di una nota di proposte delle organizzazioni agricole, per verificare nel concreto la possibilità di definire un percorso comune condiviso.
Assemblea
regionale
della Cia della Calabria I lavori, presieduti dal presidente regionale aggiunto della Confederazione Michele Drosi, sono stati aperti dal presidente provinciale della Cia di Cosenza Italo Garrafa, che si è soffermato su alcune delle emergenze con le quali si trovano alle prese gli agricoltori, come la siccità, i ritardi dell’Agea nazionale nella corresponsione dei contributi di integrazione alla zootecnia e alle altre produzioni, le difficoltà delle aziende zootecniche derivanti dall’impossibilità di movimentare il bestiame per il blocco delle vendite e l’emergenza della lingua blu. La relazione introduttiva è stata svolta dal presidente della Cia regionale, Giuseppe Mangone, il quale ha sottolineato la validità degli obiettivi che si propone il Por Calabria ed ha annunciato i temi sui quali la Cia intensificherà l’iniziativa, lo statuto regionale, le deleghe e la costituzione dell’Agea. “Altri traguardi che la Cia calabrese vuole vengano tagliati al più presto -ha detto Mangone- sono l’approvazione della legge di riordino dei Consorzi di bonifica, un testo di legge unico sui servizi di sviluppo agricolo e la convocazione di una conferenza agricola regionale dove definire le linee del piano agricolo”. Nel corso del dibattito, sono intervenuti, tra gli altri, Franco Mazzei, responsabile della Cia di Sibari, Franco Barretta, presidente della Cia di Crotone, Demetrio Costantino, presidente della Cia di Reggio Calabria, Nino Inuso, della Direzione nazionale dell’Agia, Ciccio Ritrovato, vicepresidente dell’Associazione olivicoli di Cosenza e Enzo Traversa, vicepresidente della Cia di Catanzaro. Le conclusioni sono state svolte dal presidente nazionale della Confederazione Massimo Pacetti, il quale ha sottolineato l’importanza di un nuovo accordo tra agricoltura e società, per rimettere al centro dell’attenzione il valore del mondo agricolo, sviluppare mirate strategie della qualità e della sicurezza alimentare, rafforzare il rapporto fra agricoltori e consumatori, avviare un sistema di relazioni a tutto campo tra i veri soggetti, istituzioni, imprese e associazioni che operano nell’intero sistema agroalimentare del nostro Paese. “A proposito della concertazione -ha sottolineato Pacetti- essa rappresenta lo strumento più idoneo ad un confronto tra istituzioni e forze sociali. Concertazione intesa come pratica e non come mezzo per evidenziare le rappresentanze del mondo della produzione. Una concertazione, però, ad ampio raggio, a tutto campo ed a tutti i livelli territoriali per tenere nel giusto conto l’attuale processo di decentramento”. Concludendo il presidente nazionale ha detto che occorre investire risorse in una politica della qualità per esaltare la nostra agricoltura diversificata e tipica, con una maggiore diffusione dei prodotti d’origine e tradizionali, adeguate organizzazioni di sistemi di controllo e certificazione, promozione dei prodotti di qualità garantita. L’Associazione
pensionati Alcuni incontri si sono già svolti nella provincia di Padova, precisamente con i Comuni di Padova, di Montagnana, di Casale di Scodosia, di Urbana, di Cartura, di Mestrino, di Battaglia Terme, di Cittadella, d’Este, di Villafranca Padovana, di Due Carrare, di Cervarese Santa Croce, di Piombino Dese, di Piazzola sul Brenta, di Carmignano di Brenta, di Boara Pisani, di Brugine, di Vigodarzere, di Piacenza d’Adige, di Selvazzano Dentro, di Massanzago, di Cinto Euganeo, di Galzignano Terme e di Vescovana. Il segretario provinciale dell’Anp, Dino Milanello, ha affermato che con molte amministrazioni si sono raggiunti accordi di collaborazione nei quali hanno dato tutti la disponibilità a pubblicare, nei notiziari comunali, notizie relative al sociale e alla previdenza, ad organizzare incontri culturali e ricreativi sulla programmazione sociale e i bilanci, inoltre, hanno chiesto la partecipazione dell’Associazione nelle commissioni anziani. “Si è concordato l’impegno comune -continua Milanello- di ritrovarci alla fine degli incontri con tutti i sindaci e gli assessori per un’analisi complessiva del nostro lavoro sui servizi offerti all’area anziani nei comuni padovani.” A questi importanti incontri vi partecipano con grande entusiasmo, oltre ai dirigenti provinciali, presidenti e pensionati dei direttivi zonali, i funzionari Inac e Cia. Finanziaria
2002: manifestazione In questa fase di gran disagio dell’agricoltura pugliese, legato a molteplici problemi, in particolare, la siccità che crea gravi difficoltà in tutte le province, la finanziaria assume un’importanza fondamentale. Il recepimento degli emendamenti presentati dalla Cia, nazionale e regionale, darebbe un segnale forte di attenzione ai tanti produttori pugliesi e alle loro famiglie. L’assunzione d’impegni concreti, al pari degli altri settori produttivi, per sostenere adeguatamente le imprese agricole nel ridurre i costi di produzione e difendere le produzioni tipiche pugliesi. In tal senso, la Cia della Puglia ritiene necessario che la legge finanziaria 2002 in discussione risolva alcuni nodi fondamentali e importanti per l’agricoltura, quali l’aliquota Irap, la conferma del regime speciale Iva, le agevolazioni tributarie per la formazione della piccola proprietà contadina, la sospensione e la proroga della cartolarizzazione, un provvedimento una tantum che favorisca il processo di emersione di figure imprenditoriali del lavoro agricolo, l’abbattimento strutturale del prezzo dei carburanti agricoli, la riduzione al 10 per cento dell’aliquota per le forniture di energia elettrica e di gas, la sanatoria dei vigneti. Per questo motivo la Cia regionale ha organizzato, come dichiarato nel corso della conferenza stampa, una manifestazione degli agricoltori pugliesi in programma per il prossimo 12 dicembre a Roma sotto Palazzo Chigi. In questo contesto, il presidente regionale della Cia della Puglia, Antonio Barile ha espresso un giudizio critico sul testo della legge finanziaria 2002, ritenendolo assolutamente inadeguato rispetto alle esigenze dell’agricoltura italiana e pugliese. “Nessuna delle proposte di modifica da noi avanzate -ha affermato Barile- in materia di investimenti, fisco e previdenza è stata accolta al Senato. Per questa ragione la Cia ha fatto pervenire, nei giorni scorsi a tutti i deputati della Regione, una serie di emendamenti, affinché possano essere riproposti alla Camera. Il pacchetto degli emendamenti proposti, oltre ad affrontare tutte le problematiche relative alla finanziaria riguarda in primo luogo l’aumento delle risorse previste di appena 100 miliardi destinati agli investimenti per la qualità, che lo stesso ministro aveva invece stimato necessarie nella misura di 500 miliardi”. Intitolata
a Gianni Alberti
la biblioteca La cerimonia è stata aperta dal preside dell’Istituto Gianni Alberti, al quale sono seguiti gli interventi di Gianna Benedetti, presidente provinciale della Cia di Savona e Luciano Gallizia, presidente della Cooperativa olivicola di Arnasco.
APPUNTAMENTI E' iniziata oggi a Lecce e proseguirà nelle giornate del 7, 11 e 12 dicembre l’iniziativa sul tema “Essere donna e fare impresa nel Salento tra realtà e opportunità”, organizzata dal Comitato per la promozione dell’imprenditorialità femminile della Camera di commercio di Lecce in collaborazione, tra gli altri, con la Confederazione italiana agricoltori. Nel corso dell’iniziativa saranno trattati le questioni relative al settore del commercio, turismo e servizi, dell’agricoltura e dell’industria. Al
settore agricolo è dedicata la giornata del 7 dicembre, alla quale,
per la Cia, parteciperà Paola Ortensi, presidente nazionale
dell’Associazione “Donne in campo”. La
Cia di Ascoli alla riscoperta
dei suoi prodotti tipici Ai lavori, interverranno, fra gli altri, Dante Teodori, presidente provinciale della Cia, Carlo Carletti, della Cia delle Marche, Sigismondo Cesaroni e Sabrina Ferretti, della Cia di Ascoli. Per la seconda giornata, sabato 8 dicembre, che si svolgerà a Grottammare, è in programma l’analisi del progetto. L’iniziativa si concluderà domenica 9 dicembre a Porto Sant’Elpidio, con la partecipazione di esponenti delle amministrazioni locali. Sabato
8 dicembre inaugurazione L’inaugurazione si svolgerà, alle ore 10, in via Trevano, alla presenza del console generale della Repubblica italiana Giovanni Ceruti, il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti, il vicepresidente Paolo De Carolis e il presidente nazionale del Patronato Inac Alberto Giombetti.
Convegno
sulle denominazioni Per la Confederazione italiana agricoltori parteciperà il vicepresidente nazionale Alfonso Pascale. A
Modena convegno sulle Nel corso dei lavori si affronteranno le questioni relative al negoziato in seno al Wto, i soggetti in campo, le alleanze, i nodi del contendere. Dopo la sessione ministeriale di Doha, è tempo di cominciare a delineare gli scenari con cui dovranno fare i conti le imprese agricole ed il mondo rurale della regione. Dopo il saluto di Franco Manni, presidente della Cia di Modena, al convegno, presieduto da Giulio Fantuzzi, presidente regionale della Cia dell’Emilia Romagna e membro della Presidenza nazionale, interverrà Francesco Serra-Caracciolo, responsabile delle Relazioni internazionali e membro della Presidenza della Cia. Assemblea
annuale della Cia di Ferrara I lavori, aperti da Giuliano Farinelli, vicepresidente provinciale della Cia di Ferrara, vedranno la relazione di Mauro Ferrari, presidente provinciale e l’intervento di Carmine Masoni, della Direzione nazionale. Le conclusioni saranno svolte da Giulio Fantuzzi, presidente regionale della Cia dell’Emilia Romagna e membro della Presidenza nazionale. Nel corso dell’Assemblea interverrà, per quanto riguarda il rendiconto dell’anno 2000, il direttore provinciale della Cia, Daniele Vecchiattini. |
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