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Gestione
forestale: alla Cia Il Forest stewardship council opera nell’interesse della gestione durevole delle risorse forestali che in Italia si avvicinano ad interessare 30 per cento della superficie territoriale, su territorio condiviso da piccole comunità locali, per lo più montane, bisognose di competitività economica, ma anche di gestione e manutenzione ordinaria, nel rispetto delle norme di buona gestione delle risorse naturali. Il Forest stewardship council promuove principi di buona gestione forestale nel rispetto delle esigenze delle collettività locali e della conservazione e valorizzazione della biodiversità nella sua accezione più ampia. Una promozione di interessi socio-economici, condivisi dalla Confederazione italiana agricoltori che alimentano l’immagine ed il design del made in Italy ed in quanto tali partecipati e condivisi. Per maggiori informazione su Fsc-Italia, tra i siti consigliati dalla Cia troverete il www.fsc-italia.it Il marchio Fsc identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste correttamente gestite secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. La foresta di origine è stata controllata e valutata in maniera indipendente in conformità a questi standard, ovvero ai principi e criteri di buona gestione forestale stabiliti e approvati dal Forest stewardship council A.C. tramite la partecipazione e il consenso delle parti interessate. Agricoltura
biologica: riunito All’ordine del giorno, tra l’altro, il Piano di azione per l’agricoltura biologica voluto dalla Commissione, il regolamento sull’etichettatura dei mangimi, il progetto della Commissione relativo al regime delle sementi, i problemi attuali nell’ambito della contaminazione da Ogm e responsabilità, il logo europeo, le implicazioni derivanti al nostro regime di produzione dalle legislazioni in materia di agricoltura biologica di Giappone e Usa. Da prima analisi del settore al momento attuale è emerso come, nella maggior parte dei Paesi membri, si assista ad un continuo aumento del numero di aziende e delle superfici destinate all’agricoltura biologica. Sono stati anche evidenziati gli effetti sull’ambiente derivanti dall’adozione del metodo di produzione biologica: migliore qualità dell’acqua sia nelle falde che nei bacini idrici; riduzione fino al 57 per cento del fenomeno della lisciviazione dell’azoto; risparmio energetico in riferimento alle superfici e alle unità produttive; salvaguardia della biodiversità; riduzione dell’erosione dei terreni grazie all’aumento di sostanza organica e alle pratiche colturali adottate; salute e benessere degli animali; valorizzazione del paesaggio agrario. Infine, il valore riconosciuto all’agricoltura biologica sta anche nello sviluppo rurale, in quanto possibilità di occupazione diretta ed indiretta, contribuendo all’immagine positiva delle aree rurali. In merito ai problemi derivanti dalla contaminazione Ogm della filiera biologica, il gruppo di lavoro ha chiesto il mantenimento della moratoria europea. In merito all’adozione del logo europeo si è stabilito, invece, di avanzare alla Commissione la richiesta di modifica dello stesso, in quanto oggi non distinguibile dalle altre denominazioni protette e, quindi, di renderne obbligatoria l’adozione al fine di eliminare le confusioni derivanti dalle diverse definizioni di “biologico” all’interno degli Stati membri. Guardando all’allargamento dell’Unione si è potuto verificare che molti dei Paesi interessati hanno già definito norme di produzione e certificazione, ma la maggior parte di questi standard non sono ancora riconosciuti dalla stessa. Il gruppo ha, quindi, auspicato che, con un miglior utilizzo del programma Sapard, si possa estendere la conoscenza del metodo biologico e che con l’adozione di programmi quali Phare, Twinning, Taiex si aggiorni il funzionamento della Pubblica amministrazione e dei sistemi informatici, della formazione e dell’assistenza tecnica per gli agricoltori. Attraverso il riconoscimento degli standard da parte dell’Ue e dell’armonizzazione del sistema di controllo e certificazione esteso ai nuovi Paesi membri, le implicazioni legate all’allargamento potrebbero, infatti, risultare positive per il settore, in quanto i nuovi Paesi possono contribuire all’aumento dell’offerta di prodotti biologici e, attraverso un calmieramento dei prezzi, favorirne l’aumento dei consumi.
Verso
la III Assemblea
L’Assemblea, nell’apprezzare il lavoro svolto dal presidente provinciale, ha riconfermato alla direzione della Confederazione Daniele Petrone, che in pochi mesi è riuscito a gettare le basi per un nuovo protagonismo dell’agricoltura ed ha annunciato un grande progetto riformatore ricco di nuove sfide per il progresso dell’agricoltura. Petrone,
nel suo intervento, ha sostenuto con forza la necessità di una svolta
radicale nella politica agricola italiana in favore di un progetto che
assicuri strumenti e risorse agli agricoltori e alle imprese, con una
particolare attenzione all’imprenditoria giovanile, annunciando,
inoltre, iniziative di formazione per i giovani imprenditori agricoli
perché diventino protagonisti di un’agricoltura moderna, specializzata,
proiettata nella continua valorizzazione della qualità e tipicità delle
produzioni. Secondo il presidente della Cia di Salerno occorrono nuove norme in materia, poiché la legge quadro 730/85 e la legge regionale in vigore appaiono ormai superate. Risulta, altresì, necessaria l’approvazione di una nuova legge in materia di bonifica integrale che adegui i Consorzi alla nuova gestione sull’uso e tutela delle acque e del territorio, intervenendo anche nel merito dei problemi finanziari ed operativi ad essi legati; una nuova legge tesa alla programmazione in agricoltura; l’approvazione della Legge di riforma dell’Ersac che deve diventare non solo agenzia per la valorizzazione dell’agricoltura in Campania, ma agile strumento di sviluppo; la redazione di una legge regionale a tutela dei suoli nel segno di una mirata politica agroambientale che possa vincere la sfida della qualità e dello sviluppo sostenibile che risulta imprescindibile dalla risorsa acqua. Petrone ha anche evidenziato l’importanza del “rischio di credito” da parte del sistema bancario anche rispetto alle recenti disposizioni del nuovo accordo di Basilea sul capitale, che entrerà in attuazione nel 2004. Tale accordo, come è prevedibile, comporterà ulteriori problemi per le aziende agricole nell’accesso al credito. Si sollecita, pertanto, l’attuazione della Legge n.13 del 25 luglio 2002, invitando la Regione ad individuare delle categorie di spese riconosciute per la predisposizione dei programmi che i Confidi debbono presentare e necessari alla emissione dei relativi provvedimenti di concessione, così come previsti dall’art.6 “norma transitoria”. Nel suo intervento ha, inoltre, messo in luce l’importanza per l’economia salernitana della zootecnia da latte ed il concreto intervento dell’assessore all’Agricoltura della Regione per riportare il pomodoro nella fiorente Piana del Sele, invitando la stessa Regione a fare una scelta nei confronti delle associazioni e creando quelle condizioni necessarie affinché le stesse possano assolvere a ruolo di soggetto programmatore delle produzioni, titolari di progetti sulla qualità, benessere degli animali e tracciabilità. Ai lavori del congresso provinciale della Cia sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore regionale all’Agricoltura Vincenzo Aita, l’assessore provinciale alle Risorse umane Giovanni Tarantino, il presidente regionale dell’Unione agricoltori Antonino Mellone, il presidente provinciale della Coldiretti Luigi Scorziello, il direttore dell’Istituto sperimentale per l’Orticoltura Vitangelo Magnifico, il presidente regionale della Cia della Campania Aniello Troiano. Le conclusioni sono state affidate ad Alberto Giombetti della Direzione nazionale della Confederazione. Cosenza L’Assemblea, conclusa da un intervento di Rossana Zambelli, della Direzione nazionale della Confederazione e segretario nazionale dell’Agia, ha approvato il nuovo Statuto e il documento posto a base del dibattito congressuale ed ha eletto gli organi dirigenti provinciali riconfermando nel ruolo di presidente Italo Garrafa e chiamando a membri della presidenza Francesco Barbarossa, nella qualità di vicepresidente vicario, Franco Belmonte e Luigi Filicetti, quali vicepresidenti, nonché Giuseppe Ferraro, Francesco Mazzei e Davide Vena come componenti. Le rappresentanze dei giovani e delle donne, a loro volta, hanno anche proceduto alla costituzione dell’Agia provinciale, eleggendo come presidente Vincenzo Quercia e come segretario Franco Muto, e dell’Associazione provinciale “Donne in campo”, chiamando alla presidenza della stessa Maria Giuseppa Bonifati e a segretaria Rosalba Brunocilla. Il Congresso è stato aperto da una relazione di Italo Garrafa, che è stata seguita da un intenso dibattito, nel quale si sono intrecciati gli interventi degli ospiti, il sindaco di Cosenza Eva Catizone, numerosi parlamentari, consiglieri regionali, assessori e consiglieri provinciali, il presidente della Camera di Commercio, i rappresentanti delle associazioni di categoria e dell’Arssa. “Un messaggio di cultura e di fierezza di agricoltori-imprenditori preoccupati per l’incertezza che il settore sta vivendo, ma -come ha sottolineato Garrafa nella sua relazione- più che mai decisi a battersi per ottenere dalla rappresentanza politica, dalle istituzioni e dagli organi di governo, ad ogni livello, a cominciare dalla Giunta regionale, una svolta politico-culturale per una politica agricola a sostegno della qualità, della tipicità, della competitività dei prodotti in legame con il territorio e per una ricollocazione del settore come leva portante di un progetto di progresso generale della società e dell’economia”. Il presidente provinciale della Cia ha poi reclamato la necessità di un’efficiente organizzazione della Regione, che elimini quella parte di burocrazia che imbriglia ed esaspera il cittadino-imprenditore agricolo e sia capace di ridurre i costi per le imprese, come di assicurare un’efficace utilizzazione delle risorse nazionali e comunitarie, intanto quelle del Por Calabria 2000/2006 di cui, allo stato, tanta parte rischia di essere perduta per l’adeguamento ed il rinnovamento dell’agricoltura calabrese in termini di sviluppo, innovazione e capacità di fare sistema per competere nei mercati. “Grande è l’impegno della Cia per affrontare i cambiamenti dei prossimi anni -ha affermato Rossana Zambelli concludendo i lavori-che saranno legati ad eventi comunitari e nazionali, all’ampliamento dell’Ue, alla conclusione degli accordi relativi al Wto. Le numerose Assemblee congressuali testimoniano, attraverso l’ampia partecipazione, il consenso alla strategia confederale di una più forte rappresentanza per un progetto riformatore dell’agricoltura italiana ed europea”. “La costituzione dell’Associazione giovani imprenditori agricoli e dell’Associazione ‘Donne in campo’ -ha proseguito- è un suggello significativo della vitalità della Cia di Cosenza e della sua Assemblea congressuale. I giovani e le donne, infatti, con il loro entusiasmo sono portatori di innovazione e fautori del necessario rinnovamento dell’agricoltura”. L’Assemblea provinciale ha anche molto dibattuto sugli interventi in favore dell’impresa giovane, con una forte critica verso l’assessorato regionale all’Agricoltura che ha richiesto nei giorni scorsi la presentazione di una polizza fidejussoria a garanzia del premio comunitario di primo insediamento. Vasta eco nei lavori dell’Assemblea hanno, inoltre, avuto la concomitante azione unitaria di protesta della categoria nel comprensorio della Piana di Sibari e del Pollino contro gli incombenti insediamenti di impianti di selezione rifiuti e discariche, centrali termoelettriche e gassifici, in contrasto con la vocazione e del territorio, tra i più ubertosi d’Europa e comprensorio di eccellenza dell’intera Calabria, e l’iniziativa, annunciata da Garrafa nella sua relazione, di promuovere nell’area una raccolta di firme sotto una proposta di legge regionale di iniziativa popolare per il dovuto riconoscimento del distretto agroalimentare di qualità.
Un’iniziativa, quella della Cia provinciale, che raccoglie sedici aziende associate della Val di Sieve, che hanno deciso di coltivare e di commercializzare in cooperativa “piccoli frutti”, ovvero ribes, more e lamponi, nonché di raccogliere ed offrire fichi verdini e pere volpine, tutti prodotti molto richiesti da mercato locale. E’ anche questa una maniera -secondo la Cia- di far fronte ai travagli posti dai grandi cambiamenti produttivi e di difendere l’insostituibile presenza e ruolo della piccola e media impresa agricola, penalizzata da una burocrazia lenta e macchinosa ed ora, in alcuni casi, minacciata anche da politiche di vincoli ed imposizioni poste in essere da alcune amministrazioni che pretendono così di ingessare quel territorio che, invece, specialmente in collina e montagna, trova negli agricoltori un baluardo contro il degrado e l’abbandono. Molti altri ancora i temi affrontati dal presidente provinciale della Cia nella sua relazione. Dopo
aver sollecitato la costituzione di un Tavolo con i cacciatori e la
Provincia per il controllo dei selvatici che nuocciono ai raccolti e per
il risarcimento dei danni, Piccini ha affrontato le questioni relative
agli Ogm e all’obbligo europeo, i cui effetti slittano al 2003, di
vendere l’olio extravergine di oliva in recipienti fino a cinque litri.
“Un vero e proprio attentato -ha ribadito- agli usi, alle tradizioni ed
ai consumatori toscani, che, d’altronde, non garantisce quella
tracciabilità del prodotto a Puglia cui la Cia resta del tutto
favorevole”. Umbria Per l’area ternana l’incontro si terrà presso l’Hotel Garden, con l’intervento del vicepresidente regionale della Cia Giuseppe Natale; per Città di Castello, a Palazzo Vitelli (conclusioni di Antonio Sposicchi della Presidenza regionale della Cia) e ad Orvieto, nella Sala polivalente di Sferracavallo, con l’intervento del presidente regionale della Cia Walter Trivellizzi. Lunedì prossimo 9 dicembre si concluderanno i lavori con la Terza assemblea congressuale regionale della Cia dell’Umbria, all’Hotel Plaza di Perugia, con inizio dei lavori alle ore 9. All’incontro prenderà parte anche il Presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti. Puglia Ad aprire i lavori, alle ore 9, il presidente aggiunto Donato Petruzzi. Seguirà la relazione del presidente regionale Antonio Barile, il saluto degli invitati e l’elezione delle Commissioni. I lavori dell’Assemblea si chiuderanno, nel pomeriggio, con l’intervento del presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti. Alle ore 19.30, invece, saranno illustrate le proposte conclusive delle Commissioni congressuali e si provvederà all’elezione degli organismi dirigenti. Enna La relazione sarà svolta dal presidente provinciale della Cia Alessandro Costa, il dibattito sarà presieduto e coordinato dal vicepresidente della Cia di Enna Francesco Salamone. Parteciperanno, tra gli altri, il vicepresidente nazionale della Cia Alfonso Pascale, che svolgerà le conclusioni, e Carmelo Travaglia, della Presidenza della Cia regionale della Sicilia.
Le conclusioni saranno tratte dal vicepresidente nazionale della Confederazione Alfonso Pascale. Agrigento I lavori , ai quali parteciperanno, oltre alle delegazioni di agricoltori provenienti dai vari Comuni della provincia, rappresentanti delle istituzioni, del mondo politico e le rappresentanze delle altre forze sindacali, saranno aperti dalla relazione del presidente della Cia di Agrigento Giovanni Greco. Le conclusioni, dopo il dibattito e l’elezione degli organismi dirigenti, saranno affidate a Giuseppe Politi, componente della Presidenza nazionale della Confederazione. | |
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