23 novembre 2001


sommario

IN EUROPA •    Consiglio agricoltura del 20 novembre.
•    La Commissione propone delle disposizioni per eliminare progressivamente gli aiuti al tabacco. 
•    La Commissione propone la proroga di un anno per gli aiuti a favore della frutta in guscio.
APPUNTAMENTI

•    Pace e sicurezza alimentare: la voce delle donne rurali.
•    Assemblea regionale della Cia della Calabria.
•    Presentazione dell’Anno internazionale delle montagne 2002. 

DOCUMENTI

•    Lotte per la riforma dei patti agrari e il superamento della mezzadria: due interessanti pubblicazioni. .......  


 

IN EUROPA

Consiglio agricoltura del 20 novembre


Omc carne ovicaprina

Il Consiglio, sulla base di un compromesso della Presidenza ha cercato, senza riuscirvi, di raggiungere un accordo politico sull’adozione del nuovo regolamento riguardante l’Ocm carne ovicaprina. Il regime attuale scade il 31 dicembre 2001.

La Cia, come si ricorderà, ha ribadito la necessità che l’Italia si batta per un rapido aggiornamento della discussione del Consiglio che porti ad una conclusione positiva per i nostri allevatori.

La proposta della Commissione, che dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio 2002, propone la sostituzione del premio dato in funzione dei prezzi di mercato con un premio forfetario di 21 euro a capo e completato da un premio di 7 euro per le zone svantaggiate.

Il disaccordo tra gli Stati membri è nato proprio sui premi, al momento del primo compromesso della presidenza del Consiglio, la Commissione, mantenendo i 21 euro a capo, aveva aggiunto 50 milioni di euro per integrare con flessibilità i premi. Nel secondo compromesso la dotazione dei 50 milioni di euro è stata portata a 70 milioni di euro. La Danimarca e la Svezia in sede al Consiglio agricoltura hanno considerato la dotazione troppo alta, mentre la Spagna, l’Austria, il Portogallo e l’Irlanda l’hanno accettata.

La mancata intesa sulla questione finanziaria ha reso impossibile il raggiungimento della maggioranza qualificata.

Il commissario Franz Fischler, deluso dell’adozione mancata, ha affermato che tale fallimento potrebbe ritorcersi contro gli Stati membri se i ministri non riusciranno a trovare un  accordo entro dicembre. In effetti, il sistema attuale verrebbe mantenuto e di conseguenza i premi sarebbero inferiori della metà rispetto a quelli della riforma in ragione dell’andamento positivo dei mercati, l’anno 2001 verrebbe preso in conto nel calcolo del premio medio proposto, azione che potrebbe far diminuire per il prossimo anno i premi.

 

Carne bovina

Il commissario Franz Fischler ha fatto il punto sulla situazione del mercato constatando un riequilibrio continuo ma lento del mercato, una riduzione del 10 per cento del consumo nel 2001 ed una certa stabilità dei prezzi, più soddisfacente per i giovani bovini maschi che per le vacche.

In occasione del Consiglio alcuni Stati, tra cui la Francia, hanno richiesto la proroga del regime speciale di acquisto della carne bovina per la distruzione o lo stoccaggio, la cui scadenza è prevista per la fine dell’anno.

La Commissione non ha escluso il mantenimento del regime nel corso dei primi mesi del 2002.

La Commissione ha, inoltre, lasciato intendere di voler proporre delle disposizioni (nel 2002) meno rigide sul ritiro della colonna vertebrale dei bovini, proporrebbe, poi, un innalzamento dell’età dei bovini, dai 12 ai 30 mesi, da sottoporre al ritiro della colonna vertebrale e metterebbe fine alla pratica che autorizza il ritiro della stessa da parte dei macellai.

In questo modo la bistecca con l’osso ritornerebbe sul mercato ed i mattatoi diventerebbero gli unici operatori ad essere abilitati ad effettuare il ritiro della colonna vertebrale che necessita di controlli molto severi.

 

Sotto prodotti animali non destinati al consumo umano

Il Consiglio ha adottato la posizione comune in vista dell’adozione del regolamento che fissa le regole sanitarie applicabili ai sotto prodotti animali non destinati al consumo umano e della direttiva che modifica quelle 90/425 e 92/118 sulle condizioni sanitarie applicabili ai sotto prodotti animali.

 

 

La Commissione propone delle disposizioni 
per eliminare progressivamente gli aiuti 
al tabacco

Il 16 maggio scorso, la Commissione ha adottato la Comunicazione «Sviluppo sostenibile in Europa per un mondo migliore: strategia dell’Unione europea per lo sviluppo sostenibile» (Com(2001) 264).

Nel quadro delle misure comunitarie intese a limitare i rischi per la salute pubblica, tale comunicazione propone di “Riorientare il sostegno garantito dalla politica agricola comune a favore di prodotti e pratiche salutari e di alta qualità piuttosto che a favore della quantità; subito dopo la valutazione del regime del tabacco del 2002, adeguare tale regime per consentire la graduale abolizione dei sussidi, ponendo contemporaneamente in essere misure per creare fonti di reddito e attività economiche alternative per i lavoratori e i coltivatori di tabacco”.

La Commissione ha approvato in questi giorni una proposta di modifica dei premi e delle soglie di garanzia per il settore del tabacco.

Proposta sulla quale, come si ricorderà, la Cia ha espresso un giudizio critico.

Questa proposta prevede:

- per il 2002, 2003 ed il 2004 una proroga dei premi per il tabacco a foglia (verrebbe ridotto del 10 per cento il premio per quelle varietà con una debole domanda -gruppo V- al fine di incoraggiare i produttori ad orientarsi verso altre varietà o ad abbandonare totalmente la coltura del tabacco grazie ad un programma di riacquisto delle quote);

- un aumento sostanziale, per gli altri gruppi varietali, delle trattenute sui premi (2 per cento nella campagna 2002, il 3 per cento nel 2003 ed il 5 per cento nel 2004) per finanziare il Fondo comunitario del tabacco;

- una revisione delle soglie di garanzia in vigore.

La proposta copre il periodo triennale necessario a completare lo studio di valutazione in corso, ad adottare i nuovi orientamenti in vista della riforma del settore e ad attuare il dispositivo di riconversione del medesimo.

 

 

La Commissione propone la proroga 
di un anno per gli aiuti a favore 
della frutta in guscio

La Commissione europea ha approvato una proposta -condivisa, come pubblichiamo di seguito, dalla Cia- destinata a prorogare il finanziamento dei piani di miglioramento della qualità e della commercializzazione di alcuni frutti in guscio e delle carrube e ad istituire un aiuto specifico per le nocciole.

Tutti i piani decennali di miglioramento della qualità e della commercializzazione destinati a scadere nel 2001 (compresi quelli già scaduti nel 2000) avranno diritto a beneficiare di questa proposta. Un massimo di 241,5 euro per ettaro, cofinanziato al 75 per cento dall’Unione europea (Ue) e al 25 per cento degli Stati membri, sarà messo a disposizione delle organizzazioni di produttori (Op) che hanno presentato una domanda d'aiuto durante l’ultimo anno dei rispettivi piani. Con la proroga il finanziamento continuerà non oltre il 15/6/2002. È’ stato inoltre incluso un aiuto forfettario specifico per le nocciole, pari a 15 euro per quintale, allo scopo di rilanciare il regime istituito per il periodo 1997-2000. Il contributo finanziario dell’Unione europea per le misure proposte è pari complessivamente a 54,3 milioni di euro.

Commentando la proposta Franz Fischler, commissario dell'Agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca, ha dichiarato: “Questa proroga dimostra l’importanza attribuita dalla Commissione al settore della frutta a guscio, che svolge un ruolo rilevante in Europa sotto il profilo ambientale, sociale e rurale. La Commissione analizza attualmente tutti gli aspetti del settore al fine di trovare una soluzione a lungo termine per i produttori”.

Sugli 800.000 ettari di aree produttive coltivate a frutta a guscio nell’Unione europea, una percentuale stimata al 75 per cento è attualmente oggetto di piani di miglioramento. Riconoscendo le difficoltà incontrate da questo settore, nel 1989 la Commissione aveva istituito misure specifiche a sostegno della produzione e commercializzazione a norma del regolamento del Consiglio del 1972 sull’organizzazione comune del mercato ortofrutticolo. Tali misure erano destinate ad essere temporanee con durata decennale e sono state cofinanziate al 55 per cento con aiuti pubblici e al 45 per cento dalle organizzazioni di produttori. Degli aiuti pubblici, l’82 per cento era rappresentato da fondi comunitari e il restante 18 per cento proveniva dagli Stati membri.

Sebbene il regolamento del 1972 sia stato abrogato nel 1996, alle Op è stato concesso il diritto di mantenere in applicazione fino all’esaurimento i loro piani.

Malgrado il sostegno ricevuto, la produzione di frutti a guscio non è riuscita a conseguire un livello globale al quale potersi considerare competitiva sul piano mondiale. Parallelamente all’analisi approfondita di tutti gli aspetti connessi a questo settore attuata dalla Commissione, con particolare attenzione agli aspetti ambientali e rurali, la proroga dell’attuale regime di aiuti potrà fungere da supporto complementare.

I primi piani decennali, che hanno rappresentato il 41 per cento circa della superficie complessivamente registrata, sono venuti a scadenza nel 2000 e sono già stati oggetto di una proroga di un anno durata sino al 15/6/2001. Un altro 24 per cento verrà a scadenza nel corso del 2001. Tutti questi piani saranno ammissibili agli aiuti nel quadro della nuova proroga. Le Op non saranno tenute a presentare nuovi piani per il periodo di proroga e il finanziamento si applicherà alle aree che erano già risultate ammissibili nel quadro del regime iniziale.

Per fronteggiare la difficile situazione economica del settore delle nocciole, è stato messo a disposizione per un anno un aiuto supplementare per questo prodotto a favore delle Op non ammissibili alla suddetta proroga dei piani di miglioramento. 

 

Il commento della Cia

La Cia condivide la proroga al finanziamento dei piani di miglioramento sulla qualità e la commercializzazione di alcuni frutti in guscio, adottata dalla Commissione europea.

Di tale proroga, che non andrà oltre il giugno 2002, non potranno, peraltro, giovarsi migliaia di produttori che si sono associati in organizzazioni le cui dimensioni non ne hanno consentito il riconoscimento.

La Cia accoglie, inoltre, con favore, la proposta della Commissione di un aiuto forfettario specifico per le nocciole di 29.400 lire al quintale.

Questa misura, infatti, pur non risolvendo i gravissimi problemi di mercato del settore causati dalle importazioni dalla Turchia, la cui produzione record (640.000 tonnellate), sommandosi agli urgenti stock (250.000 tonnellate) ha ulteriormente compromesso il comparto nell’Ue, può configurarsi come un primo passo nella direzione di un aiuto diretto all’ettaro a tutela di una produzione di importante valore, non solo economico, ma anche ambientale e sociale.

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APPUNTAMENTI

Pace e sicurezza alimentare:
la voce delle donne rurali

Il prossimo 27 novembre, a Roma, presso l’Hotel St. Regis Grand (ex Grand Hotel), l’Osservatorio nazionale per l’imprenditoria ed il lavoro femminile in agricoltura (Onilfa) celebrerà la Giornata mondiale della donna rurale con un ricco ed articolato programma, che verrà illustrato dal nuovo presidente la dottoressa Veronica Navarra.

Nell’arco della giornata, prenderanno la parola Vincenzo Pilo, direttore generale per le politiche strutturali e lo sviluppo rurale del Mipaf, Rosa Pruna, presidente della Commissione femminile del Copa e Bianca Pomaranzi, della Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri. Inoltre, saranno presenti rappresentanti della Fao, dell’Ifad e delle Ambasciate dell’India e del Marocco. Porteranno il loro saluto Laura Allegrini, presidente della Commissione agricoltura della Regione Lazio e Mariella Gramaglia, assessore alle Pari opportunità del Comune di Roma.

Nel primo pomeriggio, dopo un buffet a base di piatti etnici e tipici, il ministro delle Politiche agricole e forestali, Giovanni Alemanno, interverrà e premierà la vincitrici del primo Premio “De@ Terra”, rivolto alle donne che si siano distinte per impegno e passione in attività inerenti allo sviluppo dell’agricoltura e delle aree rurali.

 

 

Assemblea regionale
della Cia della Calabria

Si svolgerà il prossimo 28 novembre alle ore 9.30 presso la Camera di commercio di Cosenza, l’Assemblea regionale della Confederazione italiana agricoltori della Calabria, sul tema “L’agricoltura calabrese nei nuovi scenari internazionali”.

I lavori, aperti da Italo Garrafa, presidente della Cia di Cosenza e presieduti da Michele Drosi, presidente aggiunto della Cia della Calabria, saranno introdotti dalla relazione di Giuseppe Mangone, presidente regionale.

Le conclusioni saranno svolte da Massimo Pacetti, presidente nazionale della Confederazione.

 

 

Presentazione dell’Anno
internazionale delle montagne 2002

Sarà presentato il prossimo primo dicembre a Saint Vincent, in provincia di Aosta, presso Palais Saint Vincent, l’Anno internazionale delle montagne per la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile delle regioni di montagna e per il benessere delle comunità montane e delle popolazioni delle pianure.

Nel corso dell’iniziativa, alla quale parteciperanno gli “Ambasciatori” del Comitato italiano, i soci onorari, i fondatori, esponenti dello sport, del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo che hanno deciso di portare i colori e condividere i valori che le Nazioni Unite hanno voluto destinare all’Anno internazionale delle montagne, saranno illustrati i più importanti progetti per il 2002, High summit 2002, Sos montagne, Stand up, Sport in montagna, Montagne del mediterraneo, Montagne per la scuola, Overland, Editori amici.

Ai lavori, per la Confederazione italiana agricoltori, parteciperà Andrea Negri, vicepresidente di Euromontana e presidente di Turismo verde della Cia.

 

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DOCUMENTI

Lotte per la riforma dei patti agrari
e il superamento della mezzadria:
due interessanti pubblicazioni

In questi ultimi tempi si infittiscono gli studi, le ricerche e i racconti dei protagonisti relativi alle vicende delle lotte per la riforma dei patti agrari e il superamento della mezzadria.

Attualmente, vedono la luce due pubblicazioni relative alla Toscana e alle Marche. Si tratta dei due volumi di Elvio Collu, “Mezzadria, cronache di lotte contadine in provincia di Livorno”; e di Guido Maggiori, “Al contadino non far sapere. Le lotte contadine ad Osimo. Testimonianza raccolta da Piergiorgio M. Mariotti”.

Si tratta di due lavori che ricordano le battaglie decennali condotte nelle zone di mezzadria classica per il superamento di questo contratto, che fin dalla Conferenza agraria del 1961 veniva considerato arretrato perché “in due sulla terra non ci si può stare”.

Pubblichiamo, qui di seguito, la “postfazione” al libro di Elvio Collu “Mezzadria”, scritta da Stefano Poleschi, presidente della Cia provinciale di Livorno. Successivamente, pubblicheremo la “prefazione” alla testimonianza di Guido Maggiori di Osimo, scritta dall’on. Giuseppe Avolio, attualmente presidente del Comitato Mediterraneo della Fipa, che è stato uno dei protagonisti della lotta per la riforma dei contratti agrari e il superamento della colonia e mezzadria.

Il libro di Collu sarà presentato a Castagneto Carducci il 6 dicembre con una iniziativa alla quale parteciperanno, tra gli altri, il presidente della Cia Massimo Pacetti e il presidente del Comitato Mediterraneo della Fipa, Giuseppe Avolio.

Il libro di Guido Maggiori sarà, invece, presentato ad Ancona il 14 dicembre con una iniziativa alla quale parteciperanno Paolo De Carolis, vicepresidente della Cia, e Giuseppe Avolio, presidente del Comitato Mediterraneo della Fipa.

 

La postfazione di Stefano Poleschi al libro di Elvio Collu
“Mezzadria, cronache di lotte contadine in provincia di Livorno”

Dobbiamo essere grati ad Elvio Collu per il suo lavoro che consegna alla attenzione del lettore un significativo spaccato delle lotte contadine e della trasformazione dell’agricoltura, dall’immediato dopoguerra fino ai primi anni ‘80 nella provincia di Livorno.

Lavoro importante in quanto non solo rappresenta l’unica ricostruzione organica delle lotte mezzadrili nel territorio livornese, lungo un arco temporale di circa 40 anni, ma anche un contributo per un approfondimento storico di vicende che hanno costituito un grande patrimonio civile, culturale e politico.

Nel libro traspare l’orgoglio di aver partecipato da protagonista a tali lotte, la consapevolezza di aver vissuto in prima persona un’epoca di grandi cambiamenti che hanno riguardato non solo l’agricoltura ma l’intera società, peraltro senza venir meno la valutazione critica su alcuni aspetti delle stesse lotte.

Oggi la situazione dell’agricoltura è profondamente cambiata, rispetto a quella descritta da Collu.

Il sistema agricolo è divenuto moderno e sempre più specializzato, come confermato dai primi dati del 5° Censimento generale dell’Agricoltura, ma nello stesso tempo anche complesso.

Il progresso nell’agricoltura italiana è stato impetuoso, interessando tutti i settori, collocandola attualmente ai primi posti nell’Unione europea in molti comparti produttivi.

L’agricoltura, inoltre, in una economia moderna ed avanzata come quella italiana, si configura non solo come settore produttivo, come questione agroalimentare, ma anche presidio ambientale e territoriale che coinvolge gli interessi dei cittadini e dei consumatori.

Le esigenze delle società moderne in ordine alla cosiddetta “qualità della vita” trovano nell’agricoltura produttiva, coni suoi prodotti tipici, le bellezze naturali, il paesaggio agrario, le tradizioni locali, un settore decisivo per risposte adeguate.

Il quadro che schematicamente si può raffigurare dell’agricoltura livornese, è quello di un settore vivace, attivo e competitivo che pur nella ristrettezza della superficie agricola utilizzata, circa 39.000 ha, si pone al primo posto in Toscana per le produzioni ortofrutticole di pieno campo, ha conosciuto significative affermazioni per le proprie produzioni vitivinicole ed olivicole di qualità.

Il forte processo di deindustrializzazione che ha interessato la nostra provincia, in anni recenti, con l’espulsione di un elevato numero di soggetti dal settore, la crescita della presenza turistica sulla costa di cui l’ambiente rurale circostante è fattore non marginale, hanno fatto pensare all’agricoltura come ammortizzatore di una grave crisi e come fonte di occupazione.

L’agricoltura ai nostri giorni è al centro di una rinnovata attenzione, la ruralità guadagna spazi, acquisisce nuova forza, evoca aspetti positivi. Sotto questo aspetto la “campagna” livornese ha visto un crescente numero di soggetti provenienti dall’esterno del settore e da regioni diverse, che hanno contribuito al ricambio e si sono proposti per nuove occasioni di sviluppo.

Questo non significa che manchino segnali di sofferenza, ma allo stesso tempo sono presenti potenzialità di sviluppo e di successo.

Certo di acqua sotto i ponti ne è passata dall’agricoltura dell’immediato periodo post-bellico, caratterizzata prevalentemente dall’autoconsumo, dall’impiego di oltre il 40 per cento della forza-lavoro. L’internazionalizzazione crescente dei mercati, la competizione sempre più agguerrita, le innovazioni, le aspettative dei consumatori in ordine alla qualità dei prodotti ed alla salute, la compatibilità tra esigenze produttive e la tutela ambientale, prospettano scenari in continuo dinamismo.

L’Unione europea quale entità politica sovranazionale, e non solo più come area comune di mercato, è il punto di riferimento delle politiche agricole e dobbiamo sottostare a regole comunitarie che obbligano l’agricoltura ad un continuo processo di innovazione e modernizzazione.

Ma tutti questi elementi sono anche delle opportunità e non solo vincoli, come talvolta siamo portati a ritenere.

“L’agricoltura non finisce” come si sente ripetere da taluno.

O meglio è finita e finisce un certo tipo di agricoltura.

L’agricoltura è oggi, e lo sarà sempre di più domani, una attività economica uguale alle altre. Si sta sempre più diffondendo, e non può essere diversamente, una mentalità imprenditoriale, necessaria esigenza nel contesto di una economia evoluta come la nostra, per la conduzione di una qualsiasi tipo di attività.

L’agricoltura ha dimostrato di saper cambiare ed innovarsi, di saper sfruttare a proprio favore il nuovo che veniva avanti. In questa capacità c’è grande speranza per il futuro, ma c’è anche la necessità di sostenere il settore, come avviene per tutti gli altri.

La testimonianza che ci lascia Elvio Collu, consente di guardare al passato con orgoglio, in quanto dà risalto all’impegno ed ai risultati di una generazione che ha lasciato in dote un patrimonio, non solo immobiliare da tutti apprezzato -i paesaggi della Toscana collinare e mezzadrile che caratterizzano l’immagine della intera regione-, ma anche di ideali e di conquiste.

E conoscere il passato è indispensabile per capire il presente ed il futuro. Ma senza nostalgia in questo caso per un mondo e per situazioni oggi irripetibili, che fortunatamente non stanno più nella logica dei nostri tempi, che sono state superate e che comunque hanno il grande merito di aver contribuito al progresso dell’agricoltura.


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