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Vino
di pregio e qualità: l’Italia La
Cia presente al Salone del Vino al Lingotto di Torino Il vino mette d’accordo italiani e stranieri: tutti vogliono e comprano la qualità. Nel nostro Paese cambia la cultura d’acquisto: non più compere domestiche di vino sfuso in quantità, ma ricerca oculata di bottiglie di pregio in enoteche e nei reparti riservati dalla grande distribuzione, con una spiccata propensione alla degustazione delle varie tipologie vinicole. Una tendenza che si rafforza anche all’estero. Un dato su tutti: dei 16 milioni di ettolitri esportati nei primi sei mesi del 2002, la stragrande maggioranza sono vini e spumanti di alto profilo. Questa l’immagine complessiva delineata dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione del Salone del Vino di Torino, aperto oggi al Lingotto e dedicato agli operatori del settore. Secondo un’analisi della Cia, che è presente al Salone torinese con un proprio stand, i giovani italiani, dopo il boom della birra degli anni, hanno scoperto il piacere di bere vini e spumanti di qualità che è, al contempo, motivo di aggregazione sociale e stimolo per una più approfondita conoscenza delle tradizioni e delle origini di un prodotto tipico delle nostre terre. Questa nuova tendenza ha determinato una crescita (6,6 per cento) del valore monetario del vino nella prima parte di quest’anno. Il che significa che il mercato premia sempre di più la qualità e di conseguenza l’impegno dei vitivinicoltori italiani nel realizzare un prodotto con determinate e peculiari caratteristiche. L’analisi della Cia evidenzia anche che è in aumento il dato relativo al consumo di vino, sempre di qualità, da parte delle donne e non soltanto quelle italiane. In cima alle presenze è il vino rosso, particolarmente richiesto dalle donne americane e giapponesi. Infatti, sempre secondo la Cia, l’Italia ha conquistato la leadership di esportatore sui mercati Usa e nell’Estremo Oriente. Il 35 per cento del vino importato negli Stati Uniti è italiano, che supera abbondantemente i francesi, il cui export arriva al 22 per cento. Nonostante la magra vendemmia del 2002 (tra i 42 e 43 milioni di ettolitri di vino prodotti), che la Cia ricorda essere la peggiore dal dopoguerra ad oggi, compensazioni di reddito per i produttori saranno possibili soltanto perché le nostre imprese si muovono nella direzione di una sempre maggiore qualità. La scelta della qualità emerge dal dato delle esportazione di vino italiano in Europa, l’80 per cento del vino che esce dai confini d’Italia finisce nei calici dei consumatori di Germania, Regno Unito, Svizzera e Francia. Un’ultima
annotazione della Cia. In Italia l’artigianato del vetro segnala una
forte e crescente richiesta dei “decantatori” da vino: oltre un
milione e mezzo di esemplari venduti nell’ultimo anno. E’ questa
un’altra tangibile dimostrazione che l’orientamento è rivolto
essenzialmente alla qualità e al pregio del prodotto. Convertito
il decreto legge Il Parlamento ha convertito il decreto legge 200/2002 relativo a “Interventi urgenti a favore del comparto agricolo colpito da eccezionali eventi atmosferici” e il 15 novembre scorso la legge 256 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. L’iter di approvazione del provvedimento è stato laborioso e le osservazioni presentate dalla Confederazione italiana agricoltori hanno contribuito a migliorarne parzialmente il testo. Il provvedimento si concretizza, in sintesi, nel progressivo passaggio da interventi compensativi (ex-post) ad interventi assicurativi (ex-ante); in una modifica della legge 185/92 sul Fondo di solidarietà nazionale per renderla più efficace e rispondente alle reali esigenze degli agricoltori colpiti dalle avversità atmosferiche; in uno stanziamento per compensare i danni alle aziende agricole colpite dagli eventi climatici avversi dei mesi di luglio, agosto e settembre 2002 e da altre avversità dello stesso anno. In particolare, per quanto concerne il sistema risarcitorio sono state migliorate alcune condizioni. Nella fase di transizione, cioè fino alla fine del 2003, è stata mantenuta una forma di compensazione, anche se in misura gradualmente ridotta per chi ancora non si sia avvalso della polizza assicurativa. Le modifiche alla legge 185/92, che entreranno in vigore per le future calamità, hanno una certa rilevanza: come ad esempio la percentuale dei contributi in conto capitale che salgono dal 50 all’80 per cento. Sulla copertura dei danni provocati delle calamità di quest’anno, la cifra è stata portata ad oltre 16 milioni di euro, cifra consistente, ma ancora inadeguata a coprire i danni totali subiti delle aziende agricole. L’Aiso
esprime preoccupazione per i dati Il ministero delle Politiche agricole ha diffuso ieri i dati relativi alle superfici investite a seminativi per la campagna 2002-2003. I dati evidenziano una riduzione delle superfici destinate alle colture oleaginose del 48,0 per cento per i semi di soia, del 53,2 per cento per i semi di girasole, del 92,8 per cento per i semi di colza. Si confermano così, in termini ancora più drammatici, le previsioni sugli effetti che l’abrogazione dell’aiuto specifico per i semi oleosi avrebbe comportato per il nostro paese. L’Associazione interprofessionale per i semi oleosi (Aiso) a fronte di tale situazione richiama responsabilmente l’attenzione delle autorità centrali e regionali sulle drammatiche conseguenze che deriveranno dalla notevolissima riduzione delle colture oleaginose per tutti i settori della filiera e, più in generale, per il sistema-Paese. I produttori agricoli perdono un’alternativa di fondamentale importanza ai fini delle rotazioni agrarie, con ritorno alla monocoltura a cereali con effetti estremamente negativi per l’ambiente, la qualità delle produzioni e conseguenze altrettanto negative sulla possibilità di ottenere redditi adeguati dalla propria attività. Le industrie di trasformazione situate nelle zone di produzione vedono ridursi notevolmente la possibilità di auto approvvigionamento con riduzione sensibile della loro competitività che ne mette a rischio la sopravvivenza. Il sistema paese vedrà aumentare ulteriormente la dipendenza dall’estero per far fronte al proprio fabbisogno di oli e di farine di estrazione e che già oggi supera il 50% per gli oli e circa il 20 per cento per le farine. Tali conseguenze sono in chiara contraddizione con gli obiettivi ai quali le proposte della Commissione fanno continuo riferimento e cioè quello della tutela dell’ambiente, della multifunzionalità della agricoltura, della qualità e sicurezza degli alimenti essendo impossibile applicare sistemi di tracciabilità affidabili ai prodotti importati da paesi terzi. In tale quadro l’Interprofessione esprime apprezzamento per l’iniziativa del Governo tendente a realizzare un piano per lo sviluppo delle sostanze proteiche che prevede interventi rivolti a incentivare la coltivazione di oleoproteaginose. L’Interprofessione, mentre auspica che l’accennata iniziativa possa trovare favorevole accoglienza a Bruxelles, fa appello alle forze politiche e di governo a livello nazionale e regionale perché vengano posti in essere tutti gli interventi tendenti a garantire il mantenimento di una produzione nazionale di oleaginose, in considerazione dell’importanza che, si ribadisce, tale coltura riveste, per garantire ai produttori una valida alternativa produttiva e consentire le necessarie rotazioni, per realizzare una effettiva politica a difesa dell’ambiente, per consentire la sopravvivenza stessa delle industrie di trasformazione che operano nel settore, nonché per garantire ai consumatori qualità e sicurezza alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di prodotti fondamentali per l’alimentazione umana e zootecnica quali sono gli olii e le farine.
La
Cia della Toscana partecipa E’
il fascino avvolgente di secoli di arte, storia e cultura che accompagna,
passo dopo passo, lungo i 42 chilometri e 195 metri della Firenze Marathon,
un appuntamento unico per migliaia di sportivi e appassionati di tutto il
mondo che tornerà, puntuale anche quest’anno, domenica prossima 24
novembre, per la sua XIX edizione. Nell’edizione di quest’anno, che ha già battuto tutti i record di presenze, la Cia della Toscana avrà un ruolo importante per l’organizzazione dell’evento. La Marathon Expò quest’anno si svolgerà presso il Palasport del Campo di Marte e la Cia sarà in prima fila per promuovere un’alimentazione sana e corretta, anche e soprattutto nell’ambito sportivo, valorizzando i prodotti tipici della regione. Nel Palasport, dunque, domani 23 novembre, ci saranno la Fiera enogastronomica, con la degustazione di numerosi prodotti tipici toscani, e la “Bruschettata” con l’olio “novo”, organizzate dalla Cia della Toscana. Queste ultime novità della Firenze Marathon consentiranno a tutti gli atleti e ai loro accompagnatori di immergersi in un’atmosfera di “toscanità”, che passa anche attraverso la scoperta delle specialità enogastronomiche di Firenze e della regione. Sempre nella giornata di sabato, a partire dalle ore 10.30, si svolgerà il convegno sul tema “Il cuore nello sport: l’uso del cardiofrequenzimetro”, mentre nel corso della mattina sarà riproposto il classico appuntamento con il Fitwalking, la camminata veloce sulla distanza di 8,5 chilometri. Parallelamente alla Fiera enogastronomica sarà attivato un “laboratorio sull’educazione alla salute”, con particolare attenzione al consumo consapevole e all’importanza dell’attività motoria, che coinvolgerà un campione dei ragazzi partecipanti alla Minirun, che vedrà impegnate la Firenze Marathon, la Cia regionale, la Asl di Firenze, la Lega italiana lotta contro i tumori di Firenze e il Provveditorato agli studi. Incontro
a Macerata Martedì prossimo 26 novembre alle ore 16, ad Abbadia di Fiastra, in provincia di Macerata, si svolgerà un incontro di approfondimento sul tema “Impresa agricola e riforma della pubblica amministrazione: problematiche e opportunità del decentramento amministrativo”, a cui parteciperà il vicepresidente della Cia, Alfonso Pascale. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione “Alessandro Bartola” in collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura della Regione Marche e l’Unioncamere, nell’ambito di una riflessione sulle prospettive a medio-lungo termine del sistema agricolo e alimentare marchigiano. La
Cia di Caiazzo celebra La Cia zonale di Caiazzo celebrerà, domenica 24 novembre, la tradizionale giornata del ringraziamento. Dal campo sportivo comunale le macchine agricole partiranno, alle ore 9, per attraversare le strade principali del paese e giungere alla nuova villa comunale, dove il Vicario della Diocesi celebrerà la Santa Messa. L’intera manifestazione sarà presieduta dal presidente provinciale della Cia di Caserta Lino Martone, in collaborazione con i responsabili di zona Angelo Santabarbara e Maria Del Santo e con Nunzia Aceto, membro della presidenza provinciale della Cia. Dopo la funzione religiosa la giornata proseguirà presso la sala del Consiglio Comunale, dove si terrà un incontro sul tema “Pane e olio in frantoio”. | |
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