20 novembre 2001


sommario

ATTUALITA'

•    Deleghe del Governo in materia di lavoro: la posizione della Cia
•    La manovra finanziaria 2002 passa all’esame della Camera. Permane il giudizio critico della Cia  

 

DAL TERRITORIO

•    Emilia Romagna: l’abbattimento selettivo dei bovini non può essere solo una facoltà teorica

   

APPUNTAMENTI

•    Cia di Grosseto: convegni sul lavoro in agricoltura e le nuove Doc in Toscana
•    Seminario a Palermo sulle opportunità turistiche per lo sviluppo rurale del Mezzogiorno  


 

ATTUALITA'

Deleghe del Governo in materia
di lavoro: la posizione della Cia

La Confederazione italiana agricoltori giudica positivi i provvedimenti di delega varati dal Consiglio dei ministri in materia di lavoro nella parte in cui si dispone l’estensione all’agricoltura di tutti gli strumenti di flessibilità previsti finora per gli altri settori. Sono state così accolte le richieste avanzate da tempo dalla Cia e rinnovate in occasione del confronto con il Governo.

La Cia resta, invece, scettica sul metodo della delega scelto dal Governo per modernizzare il mercato del lavoro che, specie su materie complesse e delicate, come la riforma della giustizia del lavoro e la sospensione dell’articolo 18 dello Statuto dei diritti (sia pure per quattro anni in via sperimentale), rischia di irrigidire i rapporti tra le parti sociali, soprattutto in agricoltura, dove, per la carenza di manodopera qualificata, non risultano casi di licenziamenti, anzi al contrario si tende a conservare la propria manodopera.

E’ più utile, a parere della Cia, il metodo della concertazione e dell’accordo tra le parti.

 

 

La manovra finanziaria 2002 passa all’esame della Camera. Permane il giudizio critico della Cia

Nel corso della discussione della manovra finanziaria per il 2002, numerosi emendamenti, presentati da varie forze politiche, che riguardavano gli aspetti fiscali del settore agricolo, la cartolarizzazione dei crediti, interventi per la “Blue tongue” sono stati bocciati. Di conseguenza permane il giudizio, da parte della Cia, di inadeguatezza della manovra rispetto ai problemi ed alle richieste di modifica tese a sostenere le imprese agricole nella competitività.

Il Senato della Repubblica ha approvato, in prima lettura, i disegni di legge relativi alla manovra finanziaria per l’anno 2002.

I testi passeranno, ora, all’esame della Camera dei Deputati.

La manovra, nel frattempo, si è arricchita con una parte degli annunciati disegni di legge ordinamentali sul lavoro e la semplificazione amministrativa, in attesa dell’ultimo disegno di legge ordinamentale riguardante il fisco. Sia nei decreti in materia di lavoro che in quello sulla pubblica amministrazione vi sono elementi che attengono al settore agricolo.

In quello sul mercato del lavoro è contenuta la previsione di estendere al settore agricolo il lavoro a tempo parziale, il lavoro temporaneo tramite agenzia, con conseguente applicabilità degli oneri contributivi del settore ed una più generale previsione dell’estensione delle forme flessibili ed elastiche anche ai contratti e tempo parziale a tempo determinato.   

In quello amministrativo vi è la richiesta di una nuova delega al Governo per completare il processo di modernizzazione del settore agricolo, sia ritoccando alcune norme del Decreto legislativo 228/2001 in materia di orientamento in agricoltura, sia intervenendo su alcune parti contenute nella delega di cui alla legge 57/2001, non attuata. Gli argomenti per i quali viene chiesta la nuova delega sono: gli accordi interprofessionali; la razionalizzazione delle norme tributarie e previdenziali rispetto alle novità introdotte dal decreto legislativo 228/2001; i nuovi strumenti finanziari, assicurativi e di garanzia del credito; la ridefinizione del sistema della programmazione negoziata in agricoltura; lo sviluppo occupazionale; la promozione; il sostegno alla tracciabilità volontaria e obbligatoria; le forme societarie e la revisione delle norme sulle associazioni di prodotto contenute all’articolo 27, comma 1 del decreto legislativo 228/2001.   

Rispetto al testo presentato dal Governo, il testo della finanziaria per il 2002, contiene alcune novità introdotte dall’Aula del Senato e prima ancora proposte dalla Commissione Bilancio.

Già all’articolo 2 sono state modificate le norme per le maggiori detrazioni dei figli a carico graduandole a seconda del numero dei figli e del reddito complessivo dei contribuenti.

Viene confermata all’articolo 6 la soppressione dell’imposta comunale sull’incremento di valore immobiliare (Invim) a decorrere dal primo gennaio 2002.

Viene prorogata sino al 30 giugno 2002 la normativa relativa agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie.

L’articolo 11 prevede la soppressione di tutti gli organismi collegiali della pubblica amministrazione (esclusi quelli delle regioni, province, comuni e comunità montane) che non possano prevedere la funzionalità con personale dipendente.

All’articolo 18, comma 8 bis) è stata prevista la proroga sino al 31/12/2002 del termine ultimo per le variazioni delle iscrizioni in catasto dei fabbricati già rurali.

All’articolo 25 viene confermata la somma di 1.144,98 milioni di Euro attribuita alla gestione per i coltivatori diretti, coloni e mezzadri a completamento dell’assunzione, da parte dello Stato, dell’onere relativo ai trattamenti pensionistici liquidati anteriormente al 1° gennaio 1989.

Per quanto riguarda, invece, l’adeguamento delle pensioni al minimo, previsto dall’articolo 26, la determinazione delle categorie alle quali applicare l’incremento è rinviata a successivo decreto del ministero del lavoro da emanarsi entro 60 giorni a partire dal primo gennaio 2002.

All’articolo 29, viene confermato il concorso dello Stato al finanziamento della gestione agricoltura dell’Inail.

L’articolo 30 conferma lo sgravio contributivo totale dei costi Inps per i datori di lavoro delle regioni Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, per i nuovi assunti nell’anno 2002, ad incremento delle unità in essere al 31/12/2001, per un periodo di tre anni e per singolo lavoratore.

L’articolo in cui si sono concentrate le maggiori modifiche è il 35 (Interventi vari).

E’ stato aggiunto il comma 7 che prevede per le somme dovute a titolo di prelievo per la campagna di produzione lattiera 1998/1999, la possibilità di versamento da parte degli acquirenti con le medesime modalità della legge 118/99 (rateizzazione a richiesta del produttore).

Il comma 8 è sempre riferito al problema delle quote latte. E’ previsto che il Mipaf, sentita la Commissione Europea, d’intesa con la Conferenza Stato-regioni, possa eccezionalmente consentire, per periodi di produzione lattiera nei quali si siano verificati eventi di particolare gravità, che il versamento del prelievo avvenga con le modalità previste dalla legge 118/99.

E’ stata, infine, operata una modifica alla legge 97/94 sulla montagna. Con l’introduzione del comma 10 quinquies, viene abrogato l’articolo 5 della legge per la montagna (che regolava le procedure per l’acquisto della proprietà dei coeredi) e viene modificato integralmente l’articolo 4 (che trattava della conservazione dell’integrità dell’azienda agricola). L’emendamento, al comma 1, prevede che il trasferimento a qualsiasi titolo di terreni agricoli a agricoltori a titolo principale che s’impegnino a costituire un compendio unico e a condurlo per almeno 10 anni è esente da imposta di registro, ipotecaria, catastale, di bollo e di ogni altro genere.

Viene introdotta una nuova figura, l’imprenditore a titolo principale, non nota nell’ordinamento giuridico. Forse era intenzione dei proponenti l’emendamento riferirsi all’imprenditore agricolo a titolo principale o più semplicemente all’imprenditore agricolo.

Il comma 1 prevede, altresì, che le proprietà fondiarie costituite in compendio unico sono considerate indivisibili e non possono essere che assegnate ad un unico erede che può essere destinatario di donazione, acquisto o affitto. In caso di violazione, oltre alle imposte non pagate ed agli interessi, è prevista un’ammenda pari al 50% delle imposte non pagate.

Il comma 2 del nuovo articolo 4 della legge 97/94, prevede che all’imprenditore agricolo che acquisti i fondi di cui al primo comma, a qualsiasi titolo, possano essere concessi mutui decennali a tasso agevolato, con copertura degli interessi pari al 50 per cento a carico dello Stato. Il mutuo può concernere l’ammortamento del capitale aziendale e l’indennizzo da corrispondere ad eventuali coeredi. Il limite entro il quale sono possibili le agevolazioni è fissato in 2.320.000 (circa 4.600 miliardi di lire) Euro annui a carico del ministero dell’Economia.

Tutti gli oneri notarili relativi agli atti dell’articolo sono ridotti ad un quarto e le regioni e province autonome sono destinatarie della previsione di promuovere, con leggi, le aziende montane favorendone la costituzione e il mantenimento.

Si tratta di un emendamento che modifica gli strumenti attraverso i quali consentire la conservazione e impedire il frazionamento dell’unità agricola nei Comuni di montagna. Si passa  dall’obbligo alla libera contrattazione delle parti, utilizzando leve di carattere tributario. Inoltre, la modifica dell’articolo 4 e la soppressione dell’articolo 5 della legge 97/94, comporta implicazioni dirette avuto riguardo all’articolo 8 del decreto legislativo 228/2001 in materia di orientamento, laddove i contenuti degli articolo 4 e 5 della legge sulla montagna venivano estesi, nella loro efficacia, a tutto il territorio nazionale, a partire dal primo gennaio 2002. Se le novità dovessero essere confermate dalla Camera si imporrebbe, quindi, una riscrittura anche dell’articolo 8 del decreto legislativo 228/2001, non fosse altro per la copertura finanziaria che a questo punto sarebbe onerosissima per il settore, dato che le norme del decreto non possono comportare oneri aggiuntivi per lo Stato e che i minori introiti, è noto, sono stati coperti con riserve dai fondi del Mipaf.

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DAL TERRITORIO

Cia dell’Emilia Romagna: l’abbattimento selettivo dei bovini non può essere solo una facoltà teorica

“L’esito della riunione congiunta dei ministri della Sanità Sirchia e dell’Agricoltura Alemanno -ha affermato il presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori dell’Emilia Romagna e membro della Presidenza nazionale, Giulio Fantuzzi- dedicata alle norme per l’abbattimento selettivo della mandria, quando si verifica un caso di Bse, non è stato di gran conforto per gli allevatori”.

“E’ noto che, seguendo questo concetto -ha continuato- si devono abbattere mediamente, nell’allevamento interessato, dal 40 al 50 per cento dei capi presenti, senza poter contare al momento su disposizioni che evitino per i capi rimanenti sia la distruzione del latte che l’apposizione del marchio di animale a rischio Bse, misure che ne rendono impossibile ogni valorizzazione commerciale”.

Per questo, il presidente della Cia emiliano-romagnola ha rilevato come da parte dei due ministeri competenti sia mancata un’azione chiarificatoria verso l’Unione europea.

“Bisogna considerare che -ha proseguito Fantuzzi- ad ora, su ben 360 mila capi testati in Italia si sono trovati solo 38 casi di Bse e che, tutte le volte che si è ricorso all'abbattimento integrale, nessun altro capo infetto nella mandria interessata è mai stato individuato. Va poi ricordato che la sicurezza del consumatore resta garantita dall’obbligo del test su tutti i capi bovini, recentemente abbassato da 30 a 24 mesi di età, prima della loro immissione nella catena alimentare”.

“Diventa doveroso chiedersi -ha concluso- se sia logico continuare con tanta cieca ostinazione su questa strada dello stamping out obbligatorio, così infausta sia per gli allevatori che per le casse dello Stato. Occorre fermare questa strage degli innocenti, con norme per l'abbattimento ben più selettive e ragionate di quelle proposte e sostenute da misure che, senza minimamente contravvenire all’imperativo della sicurezza per il consumatore, tengano conto dell’esperienza fin qui maturata”.

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APPUNTAMENTI

Cia di Grosseto: convegni sul lavoro in agricoltura e le nuove Doc in Toscana

La Confederazione italiana agricoltori di Grosseto ha organizzato due convegni per il 23 e il 24 novembre prossimi, rispettivamente sui temi “Le nuove Doc in Toscana. Il caso della Doc di Montecucco” e “Il lavoro nell’agricoltura Toscana tra sviluppo e integrazione sociale”, che si svolgeranno a Cinigiano, presso il Castel di Porrona.

I lavori della prima giornata, aperti da Giordano Pascucci, vicepresidente regionale della Cia della Toscana,  e ai quali parteciperà, tra gli altri, Marco Volpi, vicepresidente della Cia di Grosseto, saranno conclusi da Paolo De Carolis, vicepresidente nazionale.

Il convegno del 24 novembre sarà aperto da Enzo Pierangioli, presidente regionale della Cia della Toscana e introdotto da Valentino Vannelli, della Presidenza regionale.

Parteciperanno, tra gli altri, Claudio Martellini, presidente della Cia di Grosseto, Corrado Franci, direttore del Patronato Inac della Toscana e Marco Failoni, presidente del Cipa-at della Toscana.

Le conclusioni saranno svolte da Paolo De Carolis, vicepresidente nazionale della Confederazione.

 

 

Seminario a Palermo sulle opportunità turistiche per lo sviluppo rurale del Mezzogiorno

Si svolgerà il prossimo 29 novembre a Palermo, presso il centro congressi del Grand hotel Villa Igiea alle ore 15.30, un seminario nazionale sul tema “Quali opportunità turistiche per lo sviluppo rurale del Mezzogiorno?”, organizzato dal gruppo di lavoro che ha condotto l’indagine “Innovazione tecnica, gestionale e valorizzazione ambientale per l’agriturismo di qualità” nell’ambito dei progetti operativi nazionali della Ue.

A tale gruppo di lavoro, per la Confederazione italiana agricoltori hanno lavorato Giuseppe Cornacchia, responsabile nazionale dell’Ufficio per lo sviluppo dei servizi e formazione, Ugo Pace, vicepresidente nazionale di Turismo verde e Sossio Cristiano del Cipa-at nazionale, oltre all’Università “La Sapienza” di Roma, all’Università di Napoli, all’Università di Lecce, all’Università di Sassari, agli Uffici per i servizi di sviluppo agricolo delle regioni Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia e all’Istituto nazionale di economia agraria.

Nel corso dei lavori, inoltre, verranno presentati e distribuiti un volume ed un Cd che rappresentano il risultato dell’indagine condotta.

Alla conferenza di presentazione parteciperanno, per la Confederazione italiana agricoltori, Vito Lo Monaco, presidente regionale della Cia della Sicilia e membro della Presidenza nazionale e Mario Pretolani, presidente nazionale del Cipa-at.

 

 

Errata corrige

Nella notizia pubblicata ieri sull’Agenzia e relativa all’incontro del 24 novembre prossimo, organizzato dalla Cia di Ravenna, Massimo Bondi, Marco Marzari e Valentina Zaganelli sono stati indicati come componenti dell’Ufficio tecnico della Cia di Modena anziché della Cia di Ravenna.
Ce ne scusiamo con gli interessati e con i lettori.

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