Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori



Anno 45 - n. 186

 

31 Ottobre 2003

 

ATTUALITA'

    Finanziaria: la fiducia interrompe il necessario confronto parlamentare e il dialogo con le forze sociali e produttive del Paese

    Aree protette: la Cia partecipa all'audizione parlamentare in merito all’indagine conoscitiva sull’attuazione della legge quadro

DAL TERRITORIO


•    A Melissa convegno su: “La lotta contro il latifondo, leva decisiva per la riforma agraria e lo sviluppo equilibrato del paese”

•    Benevento: al via il Master Biqua

•    E' attivo il nuovo sito internet della Cia di Lucca: un nuovo strumento al servizio degli associati

APPUNTAMENTI

•   Reggio Calabria: seminario Cia e Agia sull'insediamento dei giovani in agricoltura 

•   A Roma il Congresso Copagri


 

ATTUALITA'


Finanziaria: la fiducia interrompe il necessario confronto parlamentare e il dialogo con le forze sociali e produttive del Paese

In questo modo s’interrompe un percorso virtuoso di un costruttivo confronto parlamentare e di dialogo con le forze sociali e produttive del nostro Paese su un tema di grande importanza come la manovra economica. E’ quanto ha sottolineato la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alla decisione della maggioranza di governo di porre la fiducia sul ddl che accompagna la legge Finanziaria per il 2004.
Pur non entrando nel merito dei motivi che hanno spinto il governo a prendere una decisione del genere, la Cia ha evidenziato la necessità che su questioni strategiche che investono l’economica e gli aspetti sociali nostro Paese, come la legge di Bilancio, occorre mantenere continuità tra la fase preparatoria dei provvedimenti e i lavori parlamentari. Questo per assicurare, anche attraverso il contributo delle organizzazioni economiche, una discussione approfondita e di ampio respiro in grado di individuare tutti quegli aspetti indispensabili per predisporre misure adeguate e realmente mirate alla crescita e allo sviluppo.

Aree protette: la Cia partecipa all'audizione parlamentare in merito all’indagine conoscitiva sull’attuazione della legge quadro

La Cia ha partecipato ad una audizione parlamentare alla 13a Commissione “Ambiente, Territorio, Beni Ambientali” del Senato in merito all’indagine conoscitiva sull’attuazione della legge quadro sulle aree protette.
Pubblichiamo di seguito la nota rilasciata al termine dell’audizione.

“La reazione, spesso conflittuale, suscitata negli agricoltori per la istituzione di nuovi parchi, va progressivamente attenuandosi, fino a manifestare recentemente casi di generalizzato interesse e largo assenso. Questa importante modifica di interesse è senz’altro dovuta al fatto che la legge 394/91, essendo definitivamente entrata a regime, ha prodotto in numerosi parchi occasioni interessanti di sviluppo socio-economico sostenibile.
Per questo la Cia innanzitutto riconferma il suo giudizio sostanzialmente positivo sulla legge 394/91, che tra l’altro ha portato a coprire con aree protette circa il 10% del territorio nazionale.
La Cia non condivide la considerazione da cui sembra partire l’indagine conoscitiva in oggetto e la valutazione finale dell’altra indagine sulla gestione amministrativa degli Enti parco nazionali condotta dalla Camera dei Deputati, secondo la quale il problema dei parchi è la 'difficoltà piuttosto generalizzata nell’utilizzare tempestivamente le risorse disponibili'.
Infatti il problema di un efficiente autofinanziamento dei parchi è il sintomo non la cura della salute dei parchi.
Per la Cia l’esperienza conferma che il parco funziona là dove viene attivata una partecipazione e condivisione della programmazione degli interventi innazitutto con la comunità locale.
Le aree protette devono diventare luoghi di eccellenza dove sperimentare nuove e più avanzate forme di politica agro-ambieltale con particolare riguardo alla diminuzione degli input, alla tipicizzazione dei prodotti ed alla stessa conservazione del paesaggio, nonché per garantire la permanenza e l’ammodernamento strutturale delle aziende agricole. Soprattutto nelle aree protette collocate in zone di montagna e/o svantaggiate l’attività agricola, condotta con metodi tradizionali, rappresenta un elemento indispensabile per mantenere vivo il tessuto sociale, economico e storico-culturale delle stesse comunità umane insediate.
Per questa ragione la Cia si sente autorizzata a richiedere ufficialmente che nella legge nazionale sia modificato l’articolo relativo alla composizione dei Consigli Direttivi dei parchi nazionali inserendo una rappresentanza delle OO.PP.AA. maggiormente rappresentative.
Questa d’altronde è una richiesta che è stata formalizzata in un documento comune che sta per essere sottoscritto dalle Organizzazioni Professionali Agricole, Legambiente, il WWF, Italia Nostra e la Federparchi.
Non si tratta quindi di una richiesta corporativa; si tratta di costruire un sistema di gestione che rappresenti in prima istanza le necessità, le richieste e le realtà della comunità locale.
La Cia dunque si batte pechè gli Enti Parco diventino sempre più Agenzie di sviluppo, nel senso che riescano ad innescare occasioni favorevoli a promuovere iniziative e progetti per uno sviluppo economico sostenibile diffuso.
Per questo se è importante aumentare i finanziamenti pubblici previsti dalla legge quadro (a fronte dell’aumento della superficie delle aree protette i finanziamenti restano bloccati se non ridotti) è ancora più importante che gli Enti Parco, gli Enti locali e gli imprenditori riescano a presentare progetti concreti da inserire nei Programmi di sviluppo regionali o nei Programmi dell’Unione Europea (Leader+, Life Natura, etc….)".

 

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DAL TERRITORIO


A Melissa convegno su: “La lotta contro il latifondo, leva decisiva per la riforma agraria e lo sviluppo equilibrato del paese”


Il vicepresidente vicario, Giuseppe Politi: “I contadini hanno scritto con il loro sangue una cruenta pagina di storia”

“La lotta contro il latifondo, leva decisiva per la riforma agraria e lo sviluppo equilibrato del paese”. E’ stato questo il titolo di un interessante convegno, che si è svolto a Melissa il 30 ottobre scorso, promosso dalla Cia di Crotone e dalla Fondazione per il progresso dell’agricoltura, Abc e con il patrocinio del comune di Melissa e dell’assessorato all’agricoltura della Provincia.
I lavori sono stati aperti dal presidente della Cia di Crotone, Francesco Barretta e sono proseguiti con i saluti del presidente della Provincia, Carmine Talarico, del sindaco di Melissa, Giuseppe Bonessi, del presidente della Comunità montana, Carlo Rizzo.
Alla relazione, svolta dal presidente della Cia regionale, Giuseppe Mangone, è seguito poi un proficuo ed appassionato dibattito al quale hanno preso parte, tra gli altri, il segretario della Cgil di Crotone, Pasquale Aprigliano, il vicepresidente della Lega delle Cooperative della Calabria, Claudio Liotti, l’assessore provinciale all’agricoltura, Francesco Samà. I lavori del convegno sono stati presieduti dal presidente della Fondazione Abc per il progresso dell’agricoltura, Giuseppe Avolio, le conclusioni affidate a Giuseppe Politi, vicepresidente vicario nazionale della Cia.
Di seguito pubblichiamo il testo dell’intervento del vicepresidente vicario, Giuseppe Politi; nei prossimi giorni proseguiremo con gli interventi del presidente della Fondazione Abc Giuseppe Avolio e del presidente regionale della Confederazione, Giuseppe Mangone.


“I mali del nostro meridione hanno radici lontane, riconducibili alla scarsa presenza di una classe culturalmente autonoma dalla nobiltà terriera e dal clero, così come era avvenuto in alcune realtà del nord dove la classe media era riuscita ad imporre la riforma dello Stato in senso democratico”.
Così ha esordito il vicepresidente vicario nazionale della Cia, Giuseppe Politi, intervenendo il 30 ottobre scorso al convegno di Melissa su: “La lotta contro il latifondo, leva decisiva per la riforma agraria e lo sviluppo equilibrato del Paese”.
Nel concludere i lavori del convegno, Politi ha tracciato un itinerario storico entro il quale maturarono la lotta al latifondo ed il conseguente eccidio di Melissa.
“L’eccidio di Melissa –ha continuato Politi- va inquadrato nel tentativo mistificatorio di conferire un abito liberale al disegno unitario. Di questo male che il liberalismo portava con sé si era avuta già una palese manifestazione a proposito della concessione in enfiteusi dei fondi rustici ecclesiastici. In quella occasione, quasi tutti i lotti di terreno, in cui erano stati divisi i fondi del clero, andarono ad ingrossare, contrariamente allo spirito della legge e con contratti falsi, le proprietà già abbastanza corpose dei ricchi gabelloti. La prepotenza individuale che prima era stata esercitata nelle zone del latifondo con la compiacenza dei governi, ora si avvaleva dell’ordinamento liberale per accrescere ancora di più la sfera di potere dell’aristocrazia agraria. Per tutta risposta l’amministrazione del nuovo regno, attuando nel meridione una politica di scontro con quasi tutti i partiti ritenuti responsabili di fomentare ideologie rivendicative, chiese ed ottenne i favori di quelle frange sociali reazionarie che fino a quel momento erano state la vera negazione dell’ordine pubblico. E siccome la sicurezza pubblica era pressoché assente venne, di fatto, esercitata dalla borghesia terriera che, in tal modo, aveva la possibilità di garantirsi le proprietà dagli attacchi del movimento contadino.
“Del resto –ha proseguito il vicepresidente vicario- non appena venivano fatti riposare i fucili e le manette, cominciavano a tuonare gli organi di stampa e gli industriali del nord, ad infondere nell’opinione pubblica nazionale la convinzione che i mali del Mezzogiorno erano da ricercarsi non nelle condizioni economiche e politiche obiettive, ma nella incapacità organica degli uomini e nella loro inferiorità biologica”.
Politi, dopo aver bocciato questa tesi come assurda e razzistica, ha sostenuto che da essa Gramsci trasse tutta la visione di un rapporto distorto tra nord e sud, come rapporto identico a quello tra città e campagna.
“Il complesso rapporto città-campagna –ha detto- può essere studiato attraverso i programmi politici generali che cercavano di affermarsi prima dell’avvento fascista al governo: il programma di Giolitti tendeva a creare nel nord un blocco urbano, industriali ed operai, che fosse la base di un sistema protezionistico e rafforzasse l’economia e l’egemonia settentrionale. Il Meridione doveva essere tenuto disciplinato attraverso due provvedimenti: misure poliziesche, di repressione spietata di ogni movimento di massa e misure politiche, con favori personali al ceto della cosiddetta “paglietta”, sotto forma di saccheggio impunito.
Il vicepresidente vicario, ha poi ricordato le prime occupazioni di terre, avvenute nel ’46 sotto la guida dell’Associazione dei combattenti, la rottura dell’unità antifascista, l’affermazione delle forze conservatrici che culminarono con l’eccidio di Melissa avvenuta il 29 ottobre del 1949.
“Bisogna scorrere –ha detto ancora Politi- le pagine dei giornali di quell’epoca per rivivere la vigilia di quell’evento tragico. Si rivivono gli stati d’animo, le passioni, l’impegno, l’iniziativa di un movimento che si organizzava e, assieme, l’arroganza, la prepotenza degli agrari, il loro rifiuto sistematico di rispettare i decreti emanati dal ministro Gullo in favore dei contadini, e ancora le connivenze e le complicità degli apparati pubblici: dei prefetti, dei commissari, delle forze dell’ordine. Così come emerge la realtà della Calabria, dove grande è la povertà, diffuso lo stato di abbandono e di arretratezza, con una economia agricola post-feudale, un esteso latifondo incolto e abbandonato, grandi masse di braccianti che chiedono pane e lavoro e masse di contadini, anch’essi poverissimi, sottoposti alle angherie e ai soprusi quotidiani dei signori feudali, capaci, questi ultimi, di esercitare il loro potere di condizionamento anche sui sindaci e sulle istituzioni.
Politi, si è poi soffermato su quella tragica data del 29 ottobre 1949, allorquando i contadini puntarono su Fragalà, nel feudo del barone Berlingeri, distante da Melissa dieci chilometri. Erano armati solo degli attrezzi della loro fatica e vi si recarono come ad una festa, ma la polizia sparò brutalmente sulla folla seminando morti e feriti.
“Ancora oggi –ha concluso Politi- quella strage è impunita, ma i morti di Melissa non sono caduti invano. Il processo di rinnovamento non si è arrestato, si è radicata anzi nelle coscienze la consapevolezza che indietro non si torna e che il vento dell’emancipazione e del progresso deve poter andare molto lontano. Oggi siamo qui non solo per rievocare ma per suggellare questo impegno, per far si che nell’attuale società i coltivatori siano protagonisti del loro destino”.

Benevento: al via il Master Biqua

Il 27 ottobre scorso, presso la sede della Confederazione Italiana degli Agricoltori Provinciale di Benevento, ha avuto inizio l’attività del Master “Trasferimento delle Innovazioni orientate alla Qualità alimentare ed al Benessere nei sistemi Agroalimentari delle aree interne”, (Biqua). Si tratta di un Master inserito nel Programma Operativo Nazionale per le Regioni Obiettivo 1, attinente “Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico, Alta Formazione” 2000-2006, Formazione Superiore e Universitaria, ed è stato promosso dalla Provincia di Benevento e sarà attuato dal Cipat Centro Istruzione Professionale e Assistenza Tecnica della Confederazione Italiana Agricoltori con le risorse tratte sul Fondo Sociale Europeo. Partner di questo progetto sarà anche l’Università del Sannio. Biqua formerà esperti nel settore strategico ed innovativo: quello cioè del benessere alimentare e della salute del consumatore. Infatti, verranno formati esperti in grado di studiare gli effetti dei prodotti della filiera agro-alimentare sulla salute del consumatore, alla ricerca di quelli che possono portare al suo benessere. Ha iniziato i lavori, Aurelio Grasso, Presidente della Confederazione Italiana Agricoltori di Benevento, ha proseguito Enrico Vacirca Presidente del soggetto attuatore Cipat, quindi ci sono stati i saluti del Presidente della Provincia di Benevento on.le Carmine Nardone.
Ai lavori hanno partecipato il Direttore del Cipat, Giulio Felicetti, il Direttore del corso Angela Masone, che ha presentato il Progetto nel suo complesso, il coordinatore Laura Callea, il tutor Attilio Salierno, ed il referente amministrativo Cipat Enza Cataudo.
I docenti del Biqua saranno dell’Università del Sannio –Facoltà di Scienze Economiche e sociali e della Facoltà di Scienze Naturali; dell’Università di Napoli; esperti nazionali della Cia e del Cipat oltre che della Inea e della Regione Campania.
I formandi sono 25 (di cui 5 uditori): Di questi, 6 sono del capoluogo sannita; 16 provengono da altre province campane, 3 da fuori Regione (per la precisione: 2 dalla Sicilia ed 1 dalla Puglia).

 

E' attivo il nuovo sito internet della Cia di Lucca: un nuovo strumento al servizio degli associati


Attivo da pochi giorni il nuovo sito internet della Cia di Lucca, www.cialucca.it, è di fatto un nuovo servizio agli associati oltre che strumento di promozione delle attività e dei servizi della confederazione.
Concepito per essere uno mezzo d’informazione continua, di dialogo con gli associati e naturalmente di promozione del vasto panorama dei servizi erogati dall’organizzazione, alle imprese e ai cittadini, il sito offre tante opportunità di consultazione di documenti, dialogo con l’organizzazione con i sui funzionari e dirigenti, possibilità di trasmettere documentazione inerente ai servizi ecc.
Il sito è organizzato in pagine Web per zone della provincia e per istituti: per ogni zona sono indicati, gli uffici della confederazione gli orari, gli organismi dirigenti, mentre si può comunicare con gli uffici principali attraverso la posta elettronica.
Inoltre c’è la parte delle notizie e dei comunicati stampa, con un cospicuo archivio in modo da poter ricercare pronunciamenti e posizioni della Cia sulle varie questioni affrontate. Particolarmente interessante la possibilità di leggere il mensile d’informazione 'Dimensione Agricoltura' sia nella versione generale che solo nella pagina della Cia di Lucca, così come il notiziario del patronato Inac può essere consultato in ogni sua parte.
Naturalmente dal sito si può agevolmente passare a quello della Cia Toscana e della Cia nazionale, nonché, attraverso un cospicuo elenco di link consultare siti di tutte le maggiori istituzioni della provincia, della regione per le previsioni del tempo, ai principali siti d’interesse agricolo, oltre naturalmente ai collegamenti con i siti delle aziende associate.


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APPUNTAMENTI



Reggio Calabria: seminario Cia e Agia sull'insediamento dei giovani in agricoltura

Giovedì 6 novembre si terrà, presso il Salone dell'amministrazione provinciale di Reggio Calabria, un seminario, organizzato dall'Associazione giovani imprenditori agricoli-Cia e dalla Cia della Calabria, sul tema: "Insediamento dei giovani nell'azienda agricola: quali vere prospettive?"
Il seminario, presieduto dal presidente provinciale Cia Antonino Inuso, sarà introdotto da Giuseppe Serra presidente provinciale Agia. La relazione introduttiva sarà svolta dal presidente nazionale Agia Gianluca Cristoni ed interverranno l'assessore regionale all'agricoltura Giovanni Dima, il presidente dell'amministrazione provinciale Pietro Fuda, il vicepresidente di Sviluppo Italia Lucio Dattola, l'assessore provinciale all'agricoltura Antonio Franco, il presidente della Cia Calabria Giuseppe Mangone e il segretario nazionale Agia Matteo Ansanelli.

A Roma il Congresso Copagri


Il 5 novembre si aprirà a Roma, al Summit Roma Hotel, il congresso della Confederazione produttori agricoli-Copagri. Interverrà ai lavori il presidente nazionale Cia Massimo Pacetti.


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Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

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