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ATTUALITA'
Finanziaria: la fiducia interrompe il necessario
confronto parlamentare e il dialogo con le forze sociali e produttive
del Paese
In questo modo sinterrompe un percorso
virtuoso di un costruttivo confronto parlamentare e di dialogo con
le forze sociali e produttive del nostro Paese su un tema di grande
importanza come la manovra economica. E quanto ha sottolineato
la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alla decisione
della maggioranza di governo di porre la fiducia sul ddl che accompagna
la legge Finanziaria per il 2004.
Pur non entrando nel merito dei motivi che hanno spinto il governo
a prendere una decisione del genere, la Cia ha evidenziato la necessità
che su questioni strategiche che investono leconomica e gli
aspetti sociali nostro Paese, come la legge di Bilancio, occorre mantenere
continuità tra la fase preparatoria dei provvedimenti e i lavori
parlamentari. Questo per assicurare, anche attraverso il contributo
delle organizzazioni economiche, una discussione approfondita e di
ampio respiro in grado di individuare tutti quegli aspetti indispensabili
per predisporre misure adeguate e realmente mirate alla crescita e
allo sviluppo.
Aree protette: la Cia partecipa all'audizione
parlamentare in merito allindagine conoscitiva sullattuazione
della legge quadro
La Cia ha partecipato ad una audizione parlamentare
alla 13a Commissione Ambiente, Territorio, Beni Ambientali
del Senato in merito allindagine conoscitiva sullattuazione
della legge quadro sulle aree protette.
Pubblichiamo di seguito la nota rilasciata al termine dellaudizione.
La reazione, spesso conflittuale, suscitata negli agricoltori
per la istituzione di nuovi parchi, va progressivamente attenuandosi,
fino a manifestare recentemente casi di generalizzato interesse e
largo assenso. Questa importante modifica di interesse è senzaltro
dovuta al fatto che la legge 394/91, essendo definitivamente entrata
a regime, ha prodotto in numerosi parchi occasioni interessanti di
sviluppo socio-economico sostenibile.
Per questo la Cia innanzitutto riconferma il suo giudizio sostanzialmente
positivo sulla legge 394/91, che tra laltro ha portato a coprire
con aree protette circa il 10% del territorio nazionale.
La Cia non condivide la considerazione da cui sembra partire lindagine
conoscitiva in oggetto e la valutazione finale dellaltra indagine
sulla gestione amministrativa degli Enti parco nazionali condotta
dalla Camera dei Deputati, secondo la quale il problema dei parchi
è la 'difficoltà piuttosto generalizzata nellutilizzare
tempestivamente le risorse disponibili'.
Infatti il problema di un efficiente autofinanziamento dei parchi
è il sintomo non la cura della salute dei parchi.
Per la Cia lesperienza conferma che il parco funziona là
dove viene attivata una partecipazione e condivisione della programmazione
degli interventi innazitutto con la comunità locale.
Le aree protette devono diventare luoghi di eccellenza dove sperimentare
nuove e più avanzate forme di politica agro-ambieltale con
particolare riguardo alla diminuzione degli input, alla tipicizzazione
dei prodotti ed alla stessa conservazione del paesaggio, nonché
per garantire la permanenza e lammodernamento strutturale delle
aziende agricole. Soprattutto nelle aree protette collocate in zone
di montagna e/o svantaggiate lattività agricola, condotta
con metodi tradizionali, rappresenta un elemento indispensabile per
mantenere vivo il tessuto sociale, economico e storico-culturale delle
stesse comunità umane insediate.
Per questa ragione la Cia si sente autorizzata a richiedere ufficialmente
che nella legge nazionale sia modificato larticolo relativo
alla composizione dei Consigli Direttivi dei parchi nazionali inserendo
una rappresentanza delle OO.PP.AA. maggiormente rappresentative.
Questa daltronde è una richiesta che è stata formalizzata
in un documento comune che sta per essere sottoscritto dalle Organizzazioni
Professionali Agricole, Legambiente, il WWF, Italia Nostra e la Federparchi.
Non si tratta quindi di una richiesta corporativa; si tratta di costruire
un sistema di gestione che rappresenti in prima istanza le necessità,
le richieste e le realtà della comunità locale.
La Cia dunque si batte pechè gli Enti Parco diventino sempre
più Agenzie di sviluppo, nel senso che riescano ad innescare
occasioni favorevoli a promuovere iniziative e progetti per uno sviluppo
economico sostenibile diffuso.
Per questo se è importante aumentare i finanziamenti pubblici
previsti dalla legge quadro (a fronte dellaumento della superficie
delle aree protette i finanziamenti restano bloccati se non ridotti)
è ancora più importante che gli Enti Parco, gli Enti
locali e gli imprenditori riescano a presentare progetti concreti
da inserire nei Programmi di sviluppo regionali o nei Programmi dellUnione
Europea (Leader+, Life Natura, etc
.)".
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DAL
TERRITORIO
A Melissa convegno su: La lotta contro
il latifondo, leva decisiva per la riforma agraria e lo sviluppo equilibrato
del paese
Il vicepresidente vicario, Giuseppe Politi: I contadini hanno
scritto con il loro sangue una cruenta pagina di storia
La lotta contro il latifondo, leva decisiva
per la riforma agraria e lo sviluppo equilibrato del paese.
E stato questo il titolo di un interessante convegno, che si
è svolto a Melissa il 30 ottobre scorso, promosso dalla Cia
di Crotone e dalla Fondazione per il progresso dellagricoltura,
Abc e con il patrocinio del comune di Melissa e dellassessorato
allagricoltura della Provincia.
I lavori sono stati aperti dal presidente della Cia di Crotone, Francesco
Barretta e sono proseguiti con i saluti del presidente della Provincia,
Carmine Talarico, del sindaco di Melissa, Giuseppe Bonessi, del presidente
della Comunità montana, Carlo Rizzo.
Alla relazione, svolta dal presidente della Cia regionale, Giuseppe
Mangone, è seguito poi un proficuo ed appassionato dibattito
al quale hanno preso parte, tra gli altri, il segretario della Cgil
di Crotone, Pasquale Aprigliano, il vicepresidente della Lega delle
Cooperative della Calabria, Claudio Liotti, lassessore provinciale
allagricoltura, Francesco Samà. I lavori del convegno
sono stati presieduti dal presidente della Fondazione Abc per il progresso
dellagricoltura, Giuseppe Avolio, le conclusioni affidate a
Giuseppe Politi, vicepresidente vicario nazionale della Cia.
Di seguito pubblichiamo il testo dellintervento del vicepresidente
vicario, Giuseppe Politi; nei prossimi giorni proseguiremo con gli
interventi del presidente della Fondazione Abc Giuseppe Avolio e del
presidente regionale della Confederazione, Giuseppe Mangone.
I mali del nostro meridione hanno radici lontane, riconducibili
alla scarsa presenza di una classe culturalmente autonoma dalla nobiltà
terriera e dal clero, così come era avvenuto in alcune realtà
del nord dove la classe media era riuscita ad imporre la riforma dello
Stato in senso democratico.
Così ha esordito il vicepresidente vicario nazionale della
Cia, Giuseppe Politi, intervenendo il 30 ottobre scorso al convegno
di Melissa su: La lotta contro il latifondo, leva decisiva per
la riforma agraria e lo sviluppo equilibrato del Paese.
Nel concludere i lavori del convegno, Politi ha tracciato un itinerario
storico entro il quale maturarono la lotta al latifondo ed il conseguente
eccidio di Melissa.
Leccidio di Melissa ha continuato Politi- va inquadrato
nel tentativo mistificatorio di conferire un abito liberale al disegno
unitario. Di questo male che il liberalismo portava con sé
si era avuta già una palese manifestazione a proposito della
concessione in enfiteusi dei fondi rustici ecclesiastici. In quella
occasione, quasi tutti i lotti di terreno, in cui erano stati divisi
i fondi del clero, andarono ad ingrossare, contrariamente allo spirito
della legge e con contratti falsi, le proprietà già
abbastanza corpose dei ricchi gabelloti. La prepotenza individuale
che prima era stata esercitata nelle zone del latifondo con la compiacenza
dei governi, ora si avvaleva dellordinamento liberale per accrescere
ancora di più la sfera di potere dellaristocrazia agraria.
Per tutta risposta lamministrazione del nuovo regno, attuando
nel meridione una politica di scontro con quasi tutti i partiti ritenuti
responsabili di fomentare ideologie rivendicative, chiese ed ottenne
i favori di quelle frange sociali reazionarie che fino a quel momento
erano state la vera negazione dellordine pubblico. E siccome
la sicurezza pubblica era pressoché assente venne, di fatto,
esercitata dalla borghesia terriera che, in tal modo, aveva la possibilità
di garantirsi le proprietà dagli attacchi del movimento contadino.
Del resto ha proseguito il vicepresidente vicario- non
appena venivano fatti riposare i fucili e le manette, cominciavano
a tuonare gli organi di stampa e gli industriali del nord, ad infondere
nellopinione pubblica nazionale la convinzione che i mali del
Mezzogiorno erano da ricercarsi non nelle condizioni economiche e
politiche obiettive, ma nella incapacità organica degli uomini
e nella loro inferiorità biologica.
Politi, dopo aver bocciato questa tesi come assurda e razzistica,
ha sostenuto che da essa Gramsci trasse tutta la visione di un rapporto
distorto tra nord e sud, come rapporto identico a quello tra città
e campagna.
Il complesso rapporto città-campagna ha detto-
può essere studiato attraverso i programmi politici generali
che cercavano di affermarsi prima dellavvento fascista al governo:
il programma di Giolitti tendeva a creare nel nord un blocco urbano,
industriali ed operai, che fosse la base di un sistema protezionistico
e rafforzasse leconomia e legemonia settentrionale. Il
Meridione doveva essere tenuto disciplinato attraverso due provvedimenti:
misure poliziesche, di repressione spietata di ogni movimento di massa
e misure politiche, con favori personali al ceto della cosiddetta
paglietta, sotto forma di saccheggio impunito.
Il vicepresidente vicario, ha poi ricordato le prime occupazioni di
terre, avvenute nel 46 sotto la guida dellAssociazione
dei combattenti, la rottura dellunità antifascista, laffermazione
delle forze conservatrici che culminarono con leccidio di Melissa
avvenuta il 29 ottobre del 1949.
Bisogna scorrere ha detto ancora Politi- le pagine dei
giornali di quellepoca per rivivere la vigilia di quellevento
tragico. Si rivivono gli stati danimo, le passioni, limpegno,
liniziativa di un movimento che si organizzava e, assieme, larroganza,
la prepotenza degli agrari, il loro rifiuto sistematico di rispettare
i decreti emanati dal ministro Gullo in favore dei contadini, e ancora
le connivenze e le complicità degli apparati pubblici: dei
prefetti, dei commissari, delle forze dellordine. Così
come emerge la realtà della Calabria, dove grande è
la povertà, diffuso lo stato di abbandono e di arretratezza,
con una economia agricola post-feudale, un esteso latifondo incolto
e abbandonato, grandi masse di braccianti che chiedono pane e lavoro
e masse di contadini, anchessi poverissimi, sottoposti alle
angherie e ai soprusi quotidiani dei signori feudali, capaci, questi
ultimi, di esercitare il loro potere di condizionamento anche sui
sindaci e sulle istituzioni.
Politi, si è poi soffermato su quella tragica data del 29 ottobre
1949, allorquando i contadini puntarono su Fragalà, nel feudo
del barone Berlingeri, distante da Melissa dieci chilometri. Erano
armati solo degli attrezzi della loro fatica e vi si recarono come
ad una festa, ma la polizia sparò brutalmente sulla folla seminando
morti e feriti.
Ancora oggi ha concluso Politi- quella strage è
impunita, ma i morti di Melissa non sono caduti invano. Il processo
di rinnovamento non si è arrestato, si è radicata anzi
nelle coscienze la consapevolezza che indietro non si torna e che
il vento dellemancipazione e del progresso deve poter andare
molto lontano. Oggi siamo qui non solo per rievocare ma per suggellare
questo impegno, per far si che nellattuale società i
coltivatori siano protagonisti del loro destino.
Benevento: al via il Master Biqua
Il 27 ottobre scorso, presso la sede della
Confederazione Italiana degli Agricoltori Provinciale di Benevento,
ha avuto inizio lattività del Master Trasferimento
delle Innovazioni orientate alla Qualità alimentare ed al Benessere
nei sistemi Agroalimentari delle aree interne, (Biqua). Si tratta
di un Master inserito nel Programma Operativo Nazionale per le Regioni
Obiettivo 1, attinente Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico,
Alta Formazione 2000-2006, Formazione Superiore e Universitaria,
ed è stato promosso dalla Provincia di Benevento e sarà
attuato dal Cipat Centro Istruzione Professionale e Assistenza Tecnica
della Confederazione Italiana Agricoltori con le risorse tratte sul
Fondo Sociale Europeo. Partner di questo progetto sarà anche
lUniversità del Sannio. Biqua formerà esperti
nel settore strategico ed innovativo: quello cioè del benessere
alimentare e della salute del consumatore. Infatti, verranno formati
esperti in grado di studiare gli effetti dei prodotti della filiera
agro-alimentare sulla salute del consumatore, alla ricerca di quelli
che possono portare al suo benessere. Ha iniziato i lavori, Aurelio
Grasso, Presidente della Confederazione Italiana Agricoltori di Benevento,
ha proseguito Enrico Vacirca Presidente del soggetto attuatore Cipat,
quindi ci sono stati i saluti del Presidente della Provincia di Benevento
on.le Carmine Nardone.
Ai lavori hanno partecipato il Direttore del Cipat, Giulio Felicetti,
il Direttore del corso Angela Masone, che ha presentato il Progetto
nel suo complesso, il coordinatore Laura Callea, il tutor Attilio
Salierno, ed il referente amministrativo Cipat Enza Cataudo.
I docenti del Biqua saranno dellUniversità del Sannio
Facoltà di Scienze Economiche e sociali e della Facoltà
di Scienze Naturali; dellUniversità di Napoli; esperti
nazionali della Cia e del Cipat oltre che della Inea e della Regione
Campania.
I formandi sono 25 (di cui 5 uditori): Di questi, 6 sono del capoluogo
sannita; 16 provengono da altre province campane, 3 da fuori Regione
(per la precisione: 2 dalla Sicilia ed 1 dalla Puglia).
E' attivo il nuovo sito internet della
Cia di Lucca: un nuovo strumento al servizio degli associati
Attivo da pochi giorni il nuovo sito internet
della Cia di Lucca, www.cialucca.it,
è di fatto un nuovo servizio agli associati oltre che strumento
di promozione delle attività e dei servizi della confederazione.
Concepito per essere uno mezzo dinformazione continua, di dialogo
con gli associati e naturalmente di promozione del vasto panorama dei
servizi erogati dallorganizzazione, alle imprese e ai cittadini,
il sito offre tante opportunità di consultazione di documenti,
dialogo con lorganizzazione con i sui funzionari e dirigenti,
possibilità di trasmettere documentazione inerente ai servizi
ecc.
Il sito è organizzato in pagine Web per zone della provincia
e per istituti: per ogni zona sono indicati, gli uffici della confederazione
gli orari, gli organismi dirigenti, mentre si può comunicare
con gli uffici principali attraverso la posta elettronica.
Inoltre cè la parte delle notizie e dei comunicati stampa,
con un cospicuo archivio in modo da poter ricercare pronunciamenti e
posizioni della Cia sulle varie questioni affrontate. Particolarmente
interessante la possibilità di leggere il mensile dinformazione
'Dimensione Agricoltura' sia nella versione generale che solo nella
pagina della Cia di Lucca, così come il notiziario del patronato
Inac può essere consultato in ogni sua parte.
Naturalmente dal sito si può agevolmente passare a quello della
Cia Toscana e della Cia nazionale, nonché, attraverso un cospicuo
elenco di link consultare siti di tutte le maggiori istituzioni della
provincia, della regione per le previsioni del tempo, ai principali
siti dinteresse agricolo, oltre naturalmente ai collegamenti
con i siti delle aziende associate.
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APPUNTAMENTI
Reggio Calabria: seminario Cia e Agia sull'insediamento dei giovani
in agricoltura
Giovedì 6 novembre si terrà,
presso il Salone dell'amministrazione provinciale di Reggio Calabria,
un seminario, organizzato dall'Associazione giovani imprenditori agricoli-Cia
e dalla Cia della Calabria, sul tema: "Insediamento dei giovani
nell'azienda agricola: quali vere prospettive?"
Il seminario, presieduto dal presidente provinciale Cia Antonino Inuso,
sarà introdotto da Giuseppe Serra presidente provinciale Agia.
La relazione introduttiva sarà svolta dal presidente nazionale
Agia Gianluca Cristoni ed interverranno l'assessore regionale all'agricoltura
Giovanni Dima, il presidente dell'amministrazione provinciale Pietro
Fuda, il vicepresidente di Sviluppo Italia Lucio Dattola, l'assessore
provinciale all'agricoltura Antonio Franco, il presidente della Cia
Calabria Giuseppe Mangone e il segretario nazionale Agia Matteo Ansanelli.
A Roma il Congresso Copagri
Il 5 novembre si aprirà a Roma, al Summit Roma Hotel, il congresso
della Confederazione produttori agricoli-Copagri. Interverrà
ai lavori il presidente nazionale Cia Massimo Pacetti.
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