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ATTUALITA'
Quanto ci costa mangiare: ogni famiglia spende
77 euro in più al mese. In 22 mesi alimentari salati:
dalle nostre tasche usciti 1.694 euro
Indagine della Cia: dallentrata
in vigore delleuro la spesa alimentare è cresciuta in
termini monetari, mentre i consumi per alcuni prodotti (frutta e verdura)
sono crollati. Ogni italiano ha pagato 594 euro in più. Troppi
rincari, anche ingiustificati. Urgente una riforma del sistema. Più
dialogo nella filiera agro-alimentare e maggiore informazione per
i consumatori. Le conseguenze del maltempo e della lunga siccità.
Euro, siccità, gelate, alluvioni, tagli della produzione
agricola nazionale, speculazioni, rincari nella stragrande maggioranza
delle volte ingiustificati dei prezzi dei prodotti agro-alimentari,
sono costati salati agli italiani. In ventidue mesi, da quando è
entrata in vigore la moneta unica, ogni famiglia ha speso in più
1.694 euro per la spesa alimentare, in pratica 77 euro in più
al mese rispetto a quanto si spendeva fino al 2001. Quindi, ogni italiano
ha speso in più 594 euro, in pratica 27 euro al mese. Un aumento
medio che, però, si è andato accentuando negli ultimi
sei mesi, con vere e proprie impennate dei prezzi. La Cia-Confederazione
italiana agricoltori ha condotto a questo proposito uno studio relativo,
in particolare, agli acquisti degli alimentari.
Gli incrementi si riscontrano in tutta la filiera agro-alimentare.
Ma essi non sono equamente distribuiti tra i vari soggetti della catena
alimentare. Allorigine troviamo, infatti, aumenti, dovuti soprattutto
agli effetti causati dalle avverse condizioni metereologiche (specialmente
la persistente siccità dellestate scorsa che ha provocato
danni ingenti alle coltivazioni), che si sono mantenuti in linea con
il tasso dinflazione programmato, eccezion fatta per alcune
produzioni ortofrutticole. Aumenti che, tuttavia, si sono moltiplicati
negli altri passaggi (anche sei-sette) sino al consumo finale.
Nel 2002 la spesa alimentare in Italia è stata pari a 116 miliardi
di euro, 468 euro per ogni famiglia al mese e 168 euro per ogni cittadino
al mese. Cifre che sono destinate a crescere proprio per effetto dei
rincari registrati soprattutto nellultimo semestre del 2003.
La spinta maggiore è venuta dai prodotti ortofrutticoli, i
cui acquisti incidono per il 18,1 per cento nella spesa alimentare
degli italiani. I rincari sono stati abbastanza articolati e hanno
contraddistinto un po tutte le coltivazioni. I consumatori si
sono trovati davanti aumenti medi del 15 per cento, con punte per
alcuni prodotti che hanno superato abbondantemente il 50 per cento
(è il caso delle zucchine, dei fagiolini, dei pomodori, del
radicchio,delle albicocche, delle pesche).
Sta di fatto che, anche a causa di questi incrementi, gli italiani
hanno diminuito i consumi di frutta e verdura (tra il 10 e il 12 per
cento nei primi dieci mesi del 2003). Nonostante ciò, la spesa
quotidiana ha subito un aumento in termini monetari. Secondo i dati
della Cia elaborati su indagini Istat, ogni cittadino consuma allanno
218,5 kg di ortaggi, 140,8 kg di frutta e 43,2 di patate.
E risultata analoga, ma con spinte diverse e certamente meno
accentuate, la tendenza registrata per tutti gli altri prodotti agro-alimentare.
Nel settore della carne gli aumenti sono stati poco al di sopra del
tasso dinflazione, mentre per pane, pasta, latte e formaggi
gli incrementi hanno oscillato dal 5 all8 per cento. Lievi rincari
si sono avuti anche per lolio extravergine doliva (che
nelle prossime settimane dovrebbe ancora aumentare a causa di un calo
produttivo delle olive vicino al 30 per cento) e per il vino.
I consumi di questi prodotti sono cresciuti nel corso del 2002 e del
2003. Un aumento del 2,6 per cento si è avuto per il pane e
per tutti i prodotti derivati dai cereali, dell1,7 per cento
per latte e formaggi, dell1,2 per cento per le uova. Un leggerissimo
incremento (0,3 per cento) si è registrato per la carne bovina
che, comunque, ha mostrato segni di ripresa dopo il tracollo degli
acquisti causato dalla vicenda della mucca pazza.
La Cia rimarca, inoltre, che la spesa per la carne da parte degli
italiani incide del 21,9 per cento negli acquisti alimentari, per
il pane e i trasformati di cerali del 17,0 per cento, per i prodotti
lattiero-caseari e per le uova del 13,6 per cento, per oli e grassi
vegetali del 4,7 per cento e per il vino e le bevande alcoliche del
4,6 per cento.
Un quadro del genere mette in evidenza la necessità di affrontare
Il problema dei prezzi dei prodotti alimentari, in particolare quelli
dellortofrutta in maniera chiara e definitiva. E indispensabile
sviluppare il confronto che si è aperto tra governo e parti
sociali in modo da poter discutere la questione in tutti suoi aspetti.
Ma non basta. Per contrastare i rincari occorre anche un concreto
dialogo tra tutta la filiera agro-alimentare per arrivare da una completa
trasparenza e garantire, così, i consumatori che troppe volte
si trovano frastornati sia dagli aumenti che da una informazione confusa
e parziale. Per la Cia, dunque, lattuale sistema non va e deve
essere riformato.
Spesa alimentare in Italia nel 2002
Gli italiani spendono 116 miliardi di euro lanno
Ogni famiglia spende 468 euro al mese
Ogni italiano spende 167 euro al mese
I consumi alimentari in Italia nel 2002
(kg pro-capite)
| Cereali e derivati |
122,6 |
| Riso |
5,5 |
| Patate |
43,2 |
| Ortaggi |
218,5 |
| Frutta fresca e agrumi |
140,8 |
| Carni bovine |
22,7 |
| Carni suine |
37,9 |
| Latte |
59,6 |
| Formaggi |
19,7 |
| Vino |
48,5 |
| Oli e grassi vegetali |
25,9 |
| Zucchero (equivalente di zucchero bianco) |
24,2 |
Elaborazioni Cia-Confederazione italiana
agricoltori su dati Istat
Così gli italiani nel 2002 hanno ripartito la spesa alimentare
| Carne |
21,9% |
| Pane e trasformati di cereali |
17,0% |
| Lattiero-caseari e uova |
13,6% |
| Ortaggi e patate |
11,5% |
| Pesce |
7,1% |
| Zucchero e dolci |
6,2% |
| Frutta |
6,6% |
| Acqua minerale e bevande |
5,1% |
| Oli e grassi vegetali |
4,7% |
| Vino e bevande alcoliche |
4,6% |
| Caffè, tè e cacao |
1,4% |
| Altri alimentari (spezie, prodotti per
linfanzia, ecc.) |
0,3% |
Elaborazioni Cia-Confederazione italiana
agricoltori su dati Istat
Presentata la manifestazione dela filiera
italiana del tabacco contro la proposta della Commissione Europea
Si è tenuta, presso la Sala Multimedia-Palazzo
Cesaroni (sede del Consiglio Regionale) la conferenza stampa organizzata
dal Comitato per la difesa del Tabacco.
Walter Trivellizzi, presidente regionale della Cia, Gianpiero Bocci,
assessore regionale allagricoltura dellUmbria, il Sindaco
di Città di Castello Fernanda Cecchini, Alfredo Monacelli direttore
regionale di Confagricoltura, Graziano Pedetti, presidente regionale
Anca-Lega Coop, Oriano Gioglio, direttore Unitab e Luciano Campani
in rappresentanza di Flai Cgil Fai Cisl Uila Uil, hanno
presentato il programma della manifestazione che si terrà lunedì
27 ottobre a Città di Castello, organizzata dai sindacati di
settore Cgil, Cisl e Uil.
La manifestazione ha come obiettivo quello di combattere la
proposta di riforma Ocm presentata dalla Commissione Europea nel settembre
scorso, una proposta del tutto inaccettabile perché sposa il
principio del disaccoppiamento totale che comporterebbe la fine della
tabacchicoltura europea e causerebbe 135.000 nuovi disoccupati, oltre
9.000 solo in Umbria. Queste le parole di Walter Trivellizzi
che continua illustrando il programma della manifestazione La
manifestazione inizierà, lunedì 27 ottobre alle ore
9.30 con ritrovo allo Stadio Comunale di Città di Castello,
percorrerà via Diaz e Piazza Garibaldi, giungerà a piazza
Matteotti dove sono previsti gli interventi di Massimo Pacetti (presidente
nazionale Cia), Augusto Bocchini (presidente nazionale Confagricoltori),
Fernanda Cecchini (Sindaco Città di Castello), Giampiero Bocci
che interverrà in rappresentanza delle regioni tabacchicole,
Maurizio Ronconi per il Comitato nazionale in difesa del tabacco,
Chidichimo presidente nazionale APTI (industrie di trasformazione
del tabacco), Di Bucchianico (presidente nazionale Unitab), Maria
Rita Lorenzetti (presidente della regione Umbria) che concluderà
la manifestazione. Sono previsti circa 20.000 partecipanti. Inoltre
il Ministro Alemanno è riuscito ad ottenere lapertura
di un tavolo di confronto che si terrà il 10 novembre a Bruxelles,
un tavolo di confronto tra Commissione e Governi degli stati tabacchicoli,
in quella sede andremo forti del risultato sicuramente positivo della
manifestazione del 27. Ogni scelta rispetto a questa riforma sarà
poi definita il 19 novembre nel corso del consiglio dei Ministri.
Dal tavolo del 10 novembre dipenderà la nostra mobilitazione
per leventuale manifestazione europea del 19 novembre a Bruxelles.
Lassessore allAgricoltura Giampiero Bocci invita allunità
per la lotta contro la proposta della Comunità Europea che
colpisce direttamente al cuore della filiera Occorre riunire
le energie delle istituzioni, regioni, Governo nazionale, nel rispetto
dei ruoli competenti. Ci aspettiamo molto dal Governo, una mobilitazione
concreta per la difesa di un settore in cui soprattutto lUmbria
ha investito sia in termini economici che di posti di lavoro.
Città di Castello è pronta ad accogliere la manifestazione,
nelle parole del Sindaco Cecchini cè grande aspettativa:
Oltre alla nostra regione si sono attivati anche i sindaci di tutti
i territori interessati dal problema della riforma del tabacco. Aspettiamo
molte autorità politiche e chi è direttamente o indirettamente
toccato dal problema. Dobbiamo difendere un settore che ha investito
molto.
Conclude la conferenza Alfredo Monacelli, direttore regionale Confagricoltura:
Con questa riforma, nel giro di 3 anni scomparirà lagricoltura
del tabacco. La nuova proposta che dovrà scaturire dal tavolo
del 10 novembre dovrà puntare ad una durata nel tempo del sistema
tabacco almeno fino al 2012. Ai coltivatori va data una certezza pari
a quella delle altre colture, dovrà esserci una parità
di trattamento tra categorie e compatibilità della proposta
con le strutturazioni della filiera del tabacco della nostra regione.
E inoltre previsto per il 23 ottobre alle ore 20,30 a Marsciano
presso la Sala Capitini (P.zza degli Uffici) un incontro dal titolo
Tabacco, riforma dellO.c.m. Prospettive e proposte
organizzato dalla Cia regionale e che vedrà la presenza del
suo presidente regionale, Walter Trivellizzi.
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DAL
TERRITORIO
Piemonte: in vendita il patrimonio fondiario
dell'Ordine Mauriziano
La Regione convoca il prossimo 28 ottobre
una riunione con le Organizzazioni professionali e l'Ismea
Limmenso patrimonio fondiario dellOrdine
Mauriziano in Piemonte è in vendita per sanare il pauroso deficit.
Lo ha deciso il Commissario Straordinario, per chiudere un buco nel
bilancio che a gennaio di questanno ammontava a 376 milioni
di euro..
La Cia del Piemonte nutre molti dubbi sul fatto che loperazione
di vendita possa dare i frutti sperati se condotta in modo rapido
ed approssimativo.
Gli agricoltori, affittuari dei terreni, sono comunque molto preoccupati
e per questo hanno chiesto lintervento dellIsmea, lEnte
statale erede della Cassa per la proprietà contadina, che ha
tra i suoi compiti istituzionali quello di acquisire i terreni per
poi cederli agli agricoltori.
La Regione si è fatta interprete delle preoccupazioni degli
agricoltori ed ha convocato un riunione per martedì 28 ottobre,
convocando Organizzazioni professionali ed Ismea.
Verranno messi in vendita dallOrdine Mauriziano, tutti insieme
ed in poco tempo, 6.400 ettari di terreno.
E prevedibile uno sconvolgimento del mercato fondiario agricolo
in Piemonte, che non ha mai visto operazioni di vendita così
massicce. Basti pensare che la metà della superficie agraria
del Comune di Centallo, una dei Comuni più agricoli del Cuneese,
verrà ceduta.
Gli agricoltori, affittuari dellOrdine Mauriziano, temono che
grandi gruppi privati possano inserirsi nelle vendite ed acquistare
gran parte del patrimonio fondiario, sottraendo loro dei terreni che
sono parte essenziale delle loro aziende.
Anche se gli affittuari potranno esercitare teoricamente il diritto
di prelazione, non sempre sarà loro possibile in mancanza dei
mezzi finanziari necessari.
Per questo è auspicato un intervento dellIsmea, la quale
però non dispone attualmente dei capitali necessari per poterlo
fare.
La Cia del Piemonte chiederà quindi al Governo ed in
particolare al Sottosegretario allagricoltura Delfino
di dotare di risorse straordinarie lIsmea in modo che lalienazione
del patrimonio fondiario dellOrdine Mauriziano sia condotta
in modo da non recare un grave danno agli attuali affittuari.
Siena: pensioni, servizi sociali e aree
rurali al centro dellassemblea pubblica della Cia e dellAssociazione
Pensionati Toscana
Potenziare i servizi alla persona per
evitare di andare incontro ad uneutanasia sociale: questa
frase dellex ministro della Sanità Rosy Bindi sintetizza
bene la campagna di mobilitazione lanciata dallAssociazione
pensionati della Confederazione italiana agricoltori, che per la Toscana
è partita ieri da Siena, che si snoderà attraverso cento
assemblee che porteranno poi alla manifestazione in programma a Roma
il prossimo 25 novembre. Un incontro, quello organizzato alla Camera
di Commercio di Siena in una sala piena di pensionati e non, volto
a rendere pubbliche le proposte dellassociazione pensionati
e dellorganizzazione di rappresentanza del mondo agricolo, per
continuare quella battaglia di democrazia e di civiltà
che necessariamente passa attraverso una revisione di alcuni punti
delle attuali politiche previdenziali. Non è possibile
che una pensionata, che ha versato oltre quarantanni di contributi,
non abbia avuto diritto ad alcun aumento -ha spiegato il presidente
provinciale dellAnp-Cia Antonio Mugnaini- questo è purtroppo
ciò che sta succedendo nel nostro Paese. Così come non
è possibile che una persona possa vivere con appena 402 euro
al mese. Noi non chiediamo la luna, vogliamo soltanto una maggiore
giustizia sociale.
Parità dei diritti e un nuovo Stato sociale per le campagne:
erano questi i due temi al centro delliniziativa senese che
ha visto la partecipazione anche dellonorevole Rosy Bindi: Il
ministro Tremonti ci dice che noi siamo tutti malati di welfarismo
Noi pensiamo invece che il rispetto dei diritti della persona, la
coesione sociale siano fondamento dello Stato sociale che sappia guardare
ai bisogni e alle esigenze dei singoli. Se i servizi sono pubblici
il benessere generale aumenta. Oggi assistiamo invece ad un preoccupante
impoverimento perché manca la volontà di investire sul
sociale.
Siamo di fronte a delle false riforme commenta Enio Niccolini,
presidente regionale dellAssociazione pensionati Cia Le
promesse si sono rivelate un inganno per milioni di persone. La situazione
attuale rischia di ampliare ancora di più la fascia di povertà
nella popolazione anziana. Per questo abbiamo deciso di dare vita
a questa mobilitazione, per ottenere delle pensioni più dignitose,
riportando al centro dellattenzione pubblica i concetti di persona,
lavoro e solidarietà.
Giordano Pascucci, vicepresidente regionale Cia, ha puntato lattenzione
non solo sulle necessità attuali degli anziani ma anche su
coloro che pensionati diventeranno domani. Il sistema attuale
è penalizzante, cè un profondo squilibrio tra
addetti e pensionati. In questi anni abbiamo assistito ad un aumento
dei contributi previdenziali che è oscillato su cifre incredibili,
tra il 100 ed il 500%, a fronte di un aumento delle pensioni davvero
modesto. Passando poi ai servizi è forte la preoccupazione
per i tagli prospettati alle finanze degli enti locali. Per questo
motivo ribadiamo la necessità di attuare la Conferenza regionale
sui servizi nelle aree rurali, per guardare alloggi ma soprattutto
progettare quello che sarà il domani.
Roberto Bartolini, presidente provinciale della Confederazione Italiana
Agricoltori di Siena, ha ribadito la necessità di arrivare
ad un patto per il territorio, affinché di concerto con
le istituzioni, leconomia ed il sociale, si possa giungere a
disporre di uno strumento di programmazione delle strategie, per far
fronte alle emergenze attuali e quindi risolvere i problemi del comparto
agricolo (basti pensare al nodo delle risorse idriche) e pianificare
gli interventi dellagricoltura del futuro. A conclusione
è stato votato un Ordine del giorno che sarà inviato
al Governo e al Parlamento.
Due giorni di festa a Pisa per le "Donne in
campo" toscane
Presentata la Terza Festa Regionale dellAssociazione
Donne in Campo della Toscana, che si tiene a Pisa sabato 25 e domenica
26 ottobre. In programma una Mostra Mercato dei prodotti delle aziende
agricole femminili, conferenze con donne della cultura, dellinformazione
e dellagricoltura, e la presentazione dei primi dati di unindagine
conoscitiva sulle imprenditrici agricole toscane
LAssociazione Donne in Campo Toscana,
rappresentativa di oltre 320 aziende agricole della regione a conduzione
femminile, si dà appuntamento a Pisa, sabato 25 e domenica
26 ottobre per la terza edizione della festa regionale.
La manifestazione è stata presentata oggi in Comune, assieme
ai primi risultati di unindagine conoscitiva sulla categoria,
condotta nellambito del progetto di sviluppo rurale Indagine
Tematica e Territoriale ruralità toscana: Imprenditrici
agricole e rurali, reti professionali e solidali, promosso nel
2003 dallAssociazione con il supporto dellArsia (Agenzia
Regionale per lo Sviluppo e lInnovazione agro-forestale). Il
progetto, che coinvolge gruppi di imprenditrici in tutte le province
della Toscana, rappresenta la prosecuzione di un lavoro avviato da
tempo dallAssociazione e si propone di individuare, sperimentare
e monitorare azioni innovative per lo sviluppo rurale e avviare una
rete di scambio professionale e solidale di informazioni e di
esperienze tra imprenditrici agricole e rurali.
Lindagine conoscitiva, che si concluderà a dicembre,
si basa su un campione di duecento imprenditrici agricole, ed è
mirata a individuare soprattutto i loro fabbisogni nella comunicazione,
intesa come strumento di sviluppo economico e di crescita personale.
Dai primi dati dellindagine - relativi alle risposte di un centinaio
di imprenditrici agricole presenti su tutto il territorio regionale
- emerge un quadro positivo dellimprenditoria femminile in agricoltura
che si rivela dinamica e professionalmente motivata. anche se bisognosa
di interventi specifici e innovativi.
La maggioranza delle agricoltrici fa questo mestiere per scelta, se
ne sente realizzata e non intende cambiarlo. Molte gestiscono unimpresa
ereditata dalla famiglia. Larco di età delle intervistate
va dai 20 ai 60 anni ma il 75% è compreso nella fascia dai
30 a 50 anni. La maggioranza ha almeno un diploma e circa il 10% è
laureata.
Lindagine conferma che le imprese al femminile sono presenti
in tutti i settori delle produzioni tipiche toscane: dallolio,
al vino, allallevamento. La loro aspirazione più forte
è di poter ottenere il prodotto finito allinterno dellazienda,
realizzando autonomamente i processi di trasformazione.
Tutte ritengono indispensabile incrementare la comunicazione a sostegno
della promozione aziendale anche attraverso luso di internet
(oltre il 50% ha un computer in azienda). Ma condividono la convinzione
che sia più efficace lavorare in rete fra donne
per attivare scambi di formazione e informazione e promuovere assieme
aziende, prodotti e territorio.
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APPUNTAMENTI
Premiare la qualità per vincere
sul mercato: assemblea degli olivicoltori baresi
Venerdì 24 ottobre, alle ore 18.00
a Bari presso l'Hotel Ambasciatori (via Omodeo 51), si terrà
un'assemblea degli olivicoltori baresi organizzata dalla Cia provinciale
con la partecipazione di Massimo Pacetti, Presidente nazionale della
Cia, sul tema: "Premiare la qualità per vincere sul mercato".
L'impegno della Cia per una riforma dell'aiuto comunitario a sostegno
dell'olivicoltura produttiva.
All'assemblea parteciperanno Francesco Caruso, presidente provinciale,
Antonio Barile, presidente regionale e Gennaro Sicolo, presidente
dell'Associazione olivicola. E' previsto inoltre un intervento dell'on.
Enzo Lavarra, parlamentare europeo vicepresidente della Commissione
Agricoltura e direttamente impegnato nella discussione per la riforma
dell'Organizzazione Comune di Mercato per l'olio di oliva.
E' prevista in mattinata una conferenza stampa nel corso della quale
saranno illustrati i temi dell'iniziativa e saranno forniti i dati
relativi alla corrente annata olivicola.
Agrumicoltura della Piana di Gioia Tauro:
seminario della Cia di Reggio Calabria
Si terrà il 28 ottobre prossimo un
seminario organizzato dalla Cia di Reggio Calabria sui problemi degli
agrumicoltori della Piana di Gioia Tauro.
Svolgerà la relazione introduttiva Giuliana Roncolini responsabile
dell'Ufficio ortofrutta, sementi e biotecnologie della Cia nazionale.
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