Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori



Anno 45 - n. 179

 

21 Ottobre 2003

 

ATTUALITA'

    Nocciole, noci e mandorle: produzione italiana dimezzata, dolci più cari. Siccità e import dalla Turchia mettono in ginocchio i nostri produttori

DAL TERRITORIO

•    Le Cia di Piemonte, Lombardia e Liguria hanno discusso delle tematiche fiscali

APPUNTAMENTI

•   Ocm tabacco: manifestazione nazionale a Città di Castello

•   Toscana. Mobilitazione dell’Associazione pensionati della Cia: “Parità dei diritti per un nuovo stato sociale”


 

ATTUALITA'


Nocciole, noci e mandorle: produzione italiana dimezzata, dolci più cari. Siccità e import dalla Turchia mettono in ginocchio i nostri produttori

Natale con poche noci, nocciole e mandorle italiane, ma con dolci più cari. Le gelate della scorsa primavera e la siccità dell’estate hanno praticamente ridotto del 30 per cento la produzione di frutta secca. Secondo i dati elaborati dalla Cia, le nostre tavole rischiano, soprattutto in occasione delle prossime festività di fine anno, di essere invase da produzioni straniere, soprattutto dalla Turchia, le cui importazioni massicce (180.000 tonnellate l’anno in tutti i paesi Ue) da anni creano grandi difficoltà ai produttori italiani, e dagli Stati Uniti.
Nel 2002 la produzione di mandorle si è attestata attorno a 119.000 tonnellate, mentre quella di nocciole ha toccato i 120.000 tonnellate e i 12.000 tonnellate quella di noci. Il tutto per una superficie coltivata di oltre 160.000 ettari e per una produzione lorda vendibile pari a 200 milioni di euro l’anno. Produzioni che mettono in moto un giro d’affari (in particolare di dolciumi) che supera i 2,5 miliardi di euro ogni anno.
Un settore di grande importanza che, proprio a causa delle avversità atmosferiche, quest’anno è costretto a subire una pesante battuta d’arresto, con gravi danni per i produttori, già alle prese con una situazione di mercato di per sé alquanto complessa e resa sempre più difficile dall’invasione di prodotti (soprattutto nocciole) provenienti dalla Turchia. Import che nel 2002 è cresciuto del 25 per cento e che quest’anno potrebbe far registrare un aumento del 30 per cento proprio a causa della minore produzione nazionale. A questo si deve aggiungere che il prezzo del prodotto turco ha avuto una diminuzione di oltre il 26 per cento. E ciò sta praticamente paralizzano non solo la produzione italiana, ma anche quella dell’intera Unione europea.
Da tempo sono state sollecitate ai responsabili comunitari misure che permettano di dare slancio all’intero comparto della frutta in guscio. Tra i provvedimenti viene chiesta l’instaurazione di una clausola di salvaguardia che limiti in particolar modo le importazioni di nocciole dalla Turchia, che ormai affluiscono a ritmo settimanale con quantitativi sempre più elevati.

La produzione di frutta in guscio in Italia
(campagna 2001-2002)

  ettari coltivati tonnellate prodotte
Nocciole 68.125 119.077
Mandorle 89.532 119.375
Noci 4.000 12.000
Pistacchi 3.602 1.087


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DAL TERRITORIO


Le Cia di Piemonte, Lombardia e Liguria hanno discusso delle tematiche fiscali


Il 17 ottobre ad Alessandria si è svolto un incontro degli Uffici Politiche Fiscali delle Cia del Piemonte, Lombardia e Liguria. Al centro della giornata di lavoro i temi della Finanziaria 2004, della manovra economica, della delega agricola e della riforma societaria.
Numerosa e qualificata la presenza non sono dei responsabili e degli addetti fiscali dei regionali e delle province lombarde, piemontesi e liguri ma anche di dirigenti dell’organizzazione sempre più attenti a queste tematiche.
Hanno aperto la riunione il Vice Presidente regionale del Piemonte, Lodovico Actis Perinetto, e il coordinatore del dipartimento Ufficio Politiche Sociali, Previdenziali Fiscali e del Lavoro piemontese, Francesco Amatuzzo. Quindi Fabrizio Capra, coordinatore regionale dell’Ufficio Politiche Fiscali della Cia del Piemonte, ha introdotto i lavori illustrando brevemente le principali novità delle varie manovre fiscali.
Inoltre Capra ha sollecitato un impegno maggiore affinché queste riunioni interregionali siano sempre più frequenti al fine di migliorare professionalmente e di avviare un processo di confronto utile per l’intera organizzazione.
Alla riunione era presente Massimo Bagnoli, responsabile dell’Ufficio Politiche Fiscali della Cia nazionale che ha approfondito gli argomenti in discussione ed ha risposto ai numerosi quesiti posti



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APPUNTAMENTI


 

Ocm tabacco: manifestazione nazionale a Città di Castello

Si svolgerà il 27 ottobre a Città di Castello, alle ore 10, una manifestazione nazionale, indetta dal Comitato per la difesa del tabacco e da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, per protestare contro la proposta della Commissione europea di riforma dell'Ocm tabacco. La manifestazione sarà presentata in conferenza stampa mercoledì 22 ottobre, alle ore 11, presso sede del Consiglio regionale, in Piazza Italia a Perugia. Alla manifestazione nazionale parteciperà il presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti.

 

Toscana. Mobilitazione dell’Associazione pensionati della Cia: “Parità dei diritti per un nuovo stato sociale”

“In queste settimane il tema previdenza è di attualità. Ma se ne parla solo a senso unico ecco perché l’Associazione pensionati della Cia ripropone con decisione la questione dei minimi e della parità dei diritti, come l’assegno al nucleo familiare e la valorizzazione del lavoro, e chiede che vengano rivalutati i contributi versati per consentire anche agli ex lavoratori autonomi -come i coltivatori- di avere una pensione più dignitosa.” E’ quanto afferma Enio Niccolini Presidente regionale dell’Associazione pensionati della Cia Toscana alla vigilia dell’assemblea che si terrà a Siena Mercoledì 22 Ottobre, alle 10 presso, la Camera di Commercio, alla quale parteciperà assieme al Vicepresidente della Cia Toscana Giordano Pascucci, e all’Onorevole Rosy Bindi.
Iniziativa questa che apre la campagna di mobilitazione in Toscana, su una piattaforma messa a punto dall’Associazione, che avrà il culmine in una manifestazione pubblica a Roma il 25 Novembre e che toccherà tutte le province nelle prossime settimane.
“Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare la pubblica opinione e le autorità locali, ma, soprattutto, vogliamo incontrarci con i parlamentari eletti in Toscana per presentare le nostre ragioni –prosegue Enio Niccolini– per discutere di cose che riguardano la vita quotidiana di milioni di persone. Ad esempio non si può stabilire che la soglia di povertà è di 488,73 euro e poi costringere tutti i pensionati al minimo ad una pensione di 402,12 euro, è una contraddizione. Com’è inconcepibile la logica secondo cui chi non ha pagato contributi oggi percepisce aumenti fino ad oltre 500 euro al mese mentre chi, invece, ha regolarmente pagato i contributi per un’intera vita lavorativa non ha nessun aumento”.
Infine Niccolini sottolinea una richiesta molto precisa che l’Associazione avanza: “con la legge 544 del 1988 il Parlamento introdusse una rivalutazione dei contributi per i lavoratori dipendenti che superavano i 15 anni di contribuzione perché, pur in presenza di un congruo numero di contributi la pensione rimaneva sempre integrata al minimo. Per lo stesso meccanismo i coltivatori che continuano a lavorare anche dopo i 40 anni di contributi, la prima fascia, non avrà mai la possibilità di aumentare il minimo pur continuando a versare i contributi. Chiediamo che vi sia anche per questi un intervento del Parlamento”.
Alle assemblee provinciali parteciperanno i dirigenti regionali e nazionali sia dell’Associazione pensionati che della Confederazione.


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