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ATTUALITA'
Nocciole, noci e mandorle: produzione italiana
dimezzata, dolci più cari. Siccità e import dalla Turchia
mettono in ginocchio i nostri produttori
Natale con poche noci, nocciole e mandorle
italiane, ma con dolci più cari. Le gelate della scorsa primavera
e la siccità dellestate hanno praticamente ridotto del
30 per cento la produzione di frutta secca. Secondo i dati elaborati
dalla Cia, le nostre tavole rischiano, soprattutto in occasione delle
prossime festività di fine anno, di essere invase da produzioni
straniere, soprattutto dalla Turchia, le cui importazioni massicce
(180.000 tonnellate lanno in tutti i paesi Ue) da anni creano
grandi difficoltà ai produttori italiani, e dagli Stati Uniti.
Nel 2002 la produzione di mandorle si è attestata attorno a
119.000 tonnellate, mentre quella di nocciole ha toccato i 120.000
tonnellate e i 12.000 tonnellate quella di noci. Il tutto per una
superficie coltivata di oltre 160.000 ettari e per una produzione
lorda vendibile pari a 200 milioni di euro lanno. Produzioni
che mettono in moto un giro daffari (in particolare di dolciumi)
che supera i 2,5 miliardi di euro ogni anno.
Un settore di grande importanza che, proprio a causa delle avversità
atmosferiche, questanno è costretto a subire una pesante
battuta darresto, con gravi danni per i produttori, già
alle prese con una situazione di mercato di per sé alquanto
complessa e resa sempre più difficile dallinvasione di
prodotti (soprattutto nocciole) provenienti dalla Turchia. Import
che nel 2002 è cresciuto del 25 per cento e che questanno
potrebbe far registrare un aumento del 30 per cento proprio a causa
della minore produzione nazionale. A questo si deve aggiungere che
il prezzo del prodotto turco ha avuto una diminuzione di oltre il
26 per cento. E ciò sta praticamente paralizzano non solo la
produzione italiana, ma anche quella dellintera Unione europea.
Da tempo sono state sollecitate ai responsabili comunitari misure
che permettano di dare slancio allintero comparto della frutta
in guscio. Tra i provvedimenti viene chiesta linstaurazione
di una clausola di salvaguardia che limiti in particolar modo le importazioni
di nocciole dalla Turchia, che ormai affluiscono a ritmo settimanale
con quantitativi sempre più elevati.
La produzione di frutta in guscio in
Italia
(campagna 2001-2002)
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ettari coltivati |
tonnellate prodotte |
| Nocciole |
68.125 |
119.077 |
| Mandorle |
89.532 |
119.375 |
| Noci |
4.000 |
12.000 |
| Pistacchi |
3.602 |
1.087 |
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DAL
TERRITORIO
Le Cia di Piemonte, Lombardia e Liguria
hanno discusso delle tematiche fiscali
Il 17 ottobre ad Alessandria si è svolto
un incontro degli Uffici Politiche Fiscali delle Cia del Piemonte,
Lombardia e Liguria. Al centro della giornata di lavoro i temi della
Finanziaria 2004, della manovra economica, della delega agricola e
della riforma societaria.
Numerosa e qualificata la presenza non sono dei responsabili e degli
addetti fiscali dei regionali e delle province lombarde, piemontesi
e liguri ma anche di dirigenti dellorganizzazione sempre più
attenti a queste tematiche.
Hanno aperto la riunione il Vice Presidente regionale del Piemonte,
Lodovico Actis Perinetto, e il coordinatore del dipartimento Ufficio
Politiche Sociali, Previdenziali Fiscali e del Lavoro piemontese,
Francesco Amatuzzo. Quindi Fabrizio Capra, coordinatore regionale
dellUfficio Politiche Fiscali della Cia del Piemonte, ha introdotto
i lavori illustrando brevemente le principali novità delle
varie manovre fiscali.
Inoltre Capra ha sollecitato un impegno maggiore affinché queste
riunioni interregionali siano sempre più frequenti al fine
di migliorare professionalmente e di avviare un processo di confronto
utile per lintera organizzazione.
Alla riunione era presente Massimo Bagnoli, responsabile dellUfficio
Politiche Fiscali della Cia nazionale che ha approfondito gli argomenti
in discussione ed ha risposto ai numerosi quesiti posti
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APPUNTAMENTI
Ocm tabacco: manifestazione
nazionale a Città di Castello
Si svolgerà il 27 ottobre a Città
di Castello, alle ore 10, una manifestazione nazionale, indetta dal
Comitato per la difesa del tabacco e da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila
Uil, per protestare contro la proposta della Commissione europea di
riforma dell'Ocm tabacco. La manifestazione sarà presentata
in conferenza stampa mercoledì 22 ottobre, alle ore 11, presso
sede del Consiglio regionale, in Piazza Italia a Perugia. Alla manifestazione
nazionale parteciperà il presidente nazionale della Cia Massimo
Pacetti.
Toscana. Mobilitazione dellAssociazione pensionati
della Cia: Parità dei diritti per un nuovo stato sociale
In queste settimane il tema previdenza è
di attualità. Ma se ne parla solo a senso unico ecco perché
lAssociazione pensionati della Cia ripropone con decisione la
questione dei minimi e della parità dei diritti, come lassegno
al nucleo familiare e la valorizzazione del lavoro, e chiede che vengano
rivalutati i contributi versati per consentire anche agli ex lavoratori
autonomi -come i coltivatori- di avere una pensione più dignitosa.
E quanto afferma Enio Niccolini Presidente regionale dellAssociazione
pensionati della Cia Toscana alla vigilia dellassemblea che
si terrà a Siena Mercoledì 22 Ottobre, alle 10 presso,
la Camera di Commercio, alla quale parteciperà assieme al Vicepresidente
della Cia Toscana Giordano Pascucci, e allOnorevole Rosy Bindi.
Iniziativa questa che apre la campagna di mobilitazione in Toscana,
su una piattaforma messa a punto dallAssociazione, che avrà
il culmine in una manifestazione pubblica a Roma il 25 Novembre e
che toccherà tutte le province nelle prossime settimane.
Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare la pubblica
opinione e le autorità locali, ma, soprattutto, vogliamo incontrarci
con i parlamentari eletti in Toscana per presentare le nostre ragioni
prosegue Enio Niccolini per discutere di cose che riguardano
la vita quotidiana di milioni di persone. Ad esempio non si può
stabilire che la soglia di povertà è di 488,73 euro
e poi costringere tutti i pensionati al minimo ad una pensione di
402,12 euro, è una contraddizione. Comè inconcepibile
la logica secondo cui chi non ha pagato contributi oggi percepisce
aumenti fino ad oltre 500 euro al mese mentre chi, invece, ha regolarmente
pagato i contributi per unintera vita lavorativa non ha nessun
aumento.
Infine Niccolini sottolinea una richiesta molto precisa che lAssociazione
avanza: con la legge 544 del 1988 il Parlamento introdusse una
rivalutazione dei contributi per i lavoratori dipendenti che superavano
i 15 anni di contribuzione perché, pur in presenza di un congruo
numero di contributi la pensione rimaneva sempre integrata al minimo.
Per lo stesso meccanismo i coltivatori che continuano a lavorare anche
dopo i 40 anni di contributi, la prima fascia, non avrà mai
la possibilità di aumentare il minimo pur continuando a versare
i contributi. Chiediamo che vi sia anche per questi un intervento
del Parlamento.
Alle assemblee provinciali parteciperanno i dirigenti regionali e
nazionali sia dellAssociazione pensionati che della Confederazione.
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