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ATTUALITA'
La Cia dell'Umbria
mobilita i produttori in difesa della coltura del tabacco
Assemblea a Città di Castello
con la partecipazione del presidente Massimo Pacetti
Si è svolta ieri lassemblea dei
tabacchicoltori dellAlta Valle del Tevere convocata dalla Cia
dellUmbria per affrontare il tema della riforma, proposta dalla
Commissione europea, dellOrganizzazione comune di mercato per
il comparto che, se attuata, rischierebbe di smantellare l'intero
settore, con gravi conseguenze per l'economia dellAlta Valle
del Tevere.
Allincontro di Città di Castello hanno partecipato, oltre
al presidente regionale Walter Trivellizzi che ha tenuto la relazione
introduttiva, anche rappresentanti delle Istituzioni locali, tra cui
il sindaco della città Fernanda Cecchini, lamministratore
unico dellArusia Adolfo Orsini ed il presidente della Comunità
montana Bucci.
All'assemblea é intervenuto il presidente nazionale Massimo
Pacetti che, concludendo l'incontro ha affermato che "la Confederazione
sta profondendo il massimo impegno ad ogni livello per scongiurare
che tale scenario si verifichi; per questo ha esortato tutte le componenti
della filiera, le Istituzioni e le forze politiche ad una pressione
massiccia in difesa della coltivazione giacchè una smobilitazione
del settore non comporterebbe di certo una diminuzione del numero
di consumatori di tabacco ma, al contrario, un aumento del tasso di
disoccupazione ed un generale impoverimento della società .
Soltanto in Umbria si calcola una perdita di posti per oltre 10.000
unità lavorative che a vario titolo operano allinterno
della filiera.
Per questo la Cia, ha organizzato per il 27 ottobre una grande manifestazione
nazionale dellintero comparto a Città di Castello, per
ribadire lesigenza di una radicale modifica dellattuale
proposta di riforma dell'Ocm, che garantisca il mantenimento da parte
dellUnione europea degli attuali livelli di sostegno e che preveda
una ristrutturazione graduale del settore con particolare attenzione
rivolta al miglioramento della qualità del prodotto.
Le iniziative tenutesi negli ultimi giorni, alle quali la Cia ha dato
il proprio imprescindibile contributo, hanno prodotto come primo risultato
quello della riattivazione del tavolo negoziale in sede comunitaria
che rappresenta una ulteriore occasione per ridiscutere e modificare
le proposte di riforma per la nuova Ocm.
Ristrutturazione stalle vitelli: le
organizzazioni del settore scrivono al ministero della Salute
La Cia, Anca Lega Coop, Assalzoo, Assocarni, Coldiretti, Confagricoltura,
Federagroalimentare ed Uniceb, hanno inviato una lettera al sen. Cesare
Cursi, sottosegretario del ministero della Salute, in cui, in rappresentanza
della filiera bovina italiana, evidenziano che il processo di ristrutturazione
delle stalle dei vitelli per assicurarne la conformità ai requisiti
stabiliti dal decreto legislativo 533/92 e 331/98, seppur ampiamente
avviato, non potrà essere completato nelle diverse regioni
d'Italia entro il termine ultimo del 31-12-03 fissato dalla sopraccitata
normativa. Nella lettera si afferma che "la principale causa
di tale ritardo é da ricercarsi nella grave crisi legata alla
Bse che ha colpito negli scorsi anni il settore provocando effetti
drammatici dal punto di vista economico ed occupazionale, tali da
scoraggiare e rendere impossibile ogni forma di investimento.
Oggi, grazie ai notevoli sforzi fatti dai produttori italiani e dallo
stesso ministero della Salute, la fiducia del consumatore italiano
nei confronti del prodotto carneo ottenuto nel nostro Paese é
stata completamente ristabilita e ciò' ha agito da stimolo
per l'avvio di nuovi investimenti. Purtroppo se non verrà concesso
un congruo periodo di tempo per completare il processo di ristrutturazione
già avviato, la produzione di carne di vitello, di cui il nostro
Paese é già fortemente deficitario, subirà in
Italia una drastica riduzione valutabile intorno al 30-35 per cento,
prontamente compensata dall'aumento delle importazioni da parte di
Paesi concorrenti come l'Olanda (che già oggi esporta annualmente
in Italia circa 70.000 t, pari a circa un terzo dei nostro consumo).
Tale abbandono della produzione avrebbe effetti molto gravi anche
su un altro settore molto delicato che é quello degli allevamenti
da latte. La grande maggioranza dei vitelli introdotti negli allevamenti
italiani sono infatti rappresentati dai maschi delle bovine da latte
nazionali che, non avendo altra possibilità di sbocco, dovrebbero
essere abbattuti alla nascita con gravi implicazioni sia etiche che
di smaltimento. Trasformare anche questa minima fonte di reddito in
un costo avrebbe pesanti ripercussioni su un settore quale quello
delle vacche da latte oggi già fortemente penalizzato dallannosa
questione delle quote latte.
Altra grave conseguenza della mancata concessione di un adeguato periodo
di tempo per il completamente della ristrutturazione degli allevamenti
oltre il 31-12-03 sarebbe legata al destino degli animali attualmente
presenti in tali stalle il cui ciclo di allevamento finirà
solo nel 2004. Unapplicazione rigida di tale termine porrebbe
il problema di dove collocare tali animali dopo il 31-12-03 e, considerata
l'assenza di alternative concrete, imporrebbe la loro distruzione,
anche qui con conseguenze etiche ed economiche gravissime. Al fine
di evitare le pesanti conseguenze sopra richiamate, si rende necessaria
l'emanazione da parte del ministero della Salute di una circolare
esplicativa, da formalizzare nelle forme ritenute più opportune,
che abbia anche funzione di indirizzo per le autorità di controllo
e per le numerose amministrazioni regionali già sensibilizzate
sullargomento, in cui viene precisato quanto segue:
- l'attività di allevamento all'interno di strutture non conformi
alle disposizioni sopra richiamate potrà continuare oltre il
31-12-03 soltanto se il responsabile dell'allevamento comunicherà
alla propria Asl entro tale data, mediante autocertificazione l'impegno
a procedere alla ristrutturazione delle proprie stalle. Tale autocertificazione
dovrà essere seguita entro un termine previsto dalla presentazione
della necessaria documentazione integrativa (es. Contratto di fornitura
dei box);
- in ogni caso, indipendentemente dalla conclusione dei lavori, ogni
attività di allevamento in strutture non conformi dovrà
essere interrotta entro il 31-12-2004".
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DAL
TERRITORIO
I lavori della Giunta regionale della Cia Puglia
Le conclusioni del vicepresidente vicario Giuseppe
Politi
Ritengo fondamentale per la vita e lo sviluppo della Confederazione
che la nuova impostazione organizzativa decisa dallultimo congresso,
con lapprovazione del nuovo regolamento, il codice etico e il
modello unico di bilancio, venga recepita ai vari livelli. Il nuovo
assetto organizzativo dovrà ridare linfa ed impulso al patrimonio
di intelligenze e di esperienze presente nella nostra Confederazione
e consolidare il senso di appartenenza inteso come adesione piena
e totale ad una progetto e ad una missione. Così il vicepresidente
vicario nazionale della Cia, Giuseppe Politi, ha concluso i lavori
della Giunta regionale della Confederazione pugliese, convocata per
discutere su Lattuazione del progetto politico, organizzativo
e finanziario della Cia.
Ai lavori sono intervenuti, tra gli altri, il responsabile dell'organizzazione
e sviluppo del sistema dei servizi Giuseppe Cornacchia, il presidente
regionale Antonio Barile e numerosi dirigenti provinciali.
"Abbiamo compiuto -ha continuato Politi- un ulteriore passo in
avanti nella concreta valorizzazione dei principi di fondo della nostra
Confederazione che si ispirano allautonomia, alla trasparenza,
alla centralità del ruolo dei nostri associati nelle scelte
confederali, alla qualificazione dei nostri servizi e alla capacità
di dare risposte concrete ad esigenze ed interessi sempre più
complessi".
Tutta la politica agricola, dalla qualità alla multifunzionalità,
dalla riforma della Pac, allampliamento dellUe ha
ribadito il vicepresidente vicario- accresce tale complessità
e ci pone di fronte alla necessità di garantire il lavoro e
i redditi dei nostri coltivatori".
Per fare ciò necessitano dunque -ha proseguito- impegni
mirati che non possono prescindere da una visione oculata e razionale
delle scelte finanziarie e di bilancio e da una corretta ed incisiva
utilizzazione di tutte le risorse umane e professionali".
"Il nostro obiettivo finale -ha concluso Politi- è quello
di lavorare non soltanto per una agricoltura moderna, che sappia far
fronte alle nuove sfide, ma anche quello di accrescere il numero delle
adesioni attorno al nostro progetto e rafforzare, quindi, sempre più
il peso politico e contrattuale della nostra organizzazione.
Giuseppe Cornacchia, nel suo intervento ha sottolineato che un'organizzazione
come la Cia che si è costituita per sviluppare le imprese agricole
e valorizzare lagricoltura nella società è obbligata
a costruire futuro, anche a dispetto di chi ritiene che la storia
sia finita e che il futuro sia solo la difesa di privilegi acquisiti.
Cornacchia ha poi passato in rassegna il nuovo impianto organizzativo
attraverso il quale -ha continuato- ci siamo dati un assetto
federale, indispensabile per lo sviluppo del sistema agricolo e territoriale;
ma abbiamo anche definitivamente abbandonato 'la forma partito' che,
quasi per tutte le associazioni di rappresentanza, ha rappresentato
lassetto organizzativo di riferimento".
La Cia -ha rilevato Cornacchia- è una libera associazione
con propri scopi sociali e valori autonomamente definiti. Lautonomia
dai governi, partiti e sindacati è stato un punto di forza
della nostra storia. Oggi il problema si pone in altri termini: la
Cia è unassociazione indipendente che, proprio perché
indipendente, si relaziona liberamente con il sistema politico ed
istituzionale perseguendo la propria missione e linteresse degli
agricoltori e dei propri associati.
In apertura dei lavori, il presidente regionale, Antonio Barile, ha
illustrato il progetto organizzativo con il quale la Cia della Puglia
intende caratterizzare il suo impegno a favore dello sviluppo del
territorio.
La riunione di Giunta odierna -ha detto Barile- intende porsi
come un momento di continuazione dellincontro dei quadri dirigenti
svoltosi a Taormina nel quale la discussione è risultata per
alcuni versi monca".
Le nuove regole -ha continuato- ci assegnano dei diritti sui
quali poter contare per poter lavorare serenamente, ma ci pongono
anche di fronte a precise responsabilità che sono quelli di
non perdere mai di vista il senso dellappartenenza e i valori
che ispirano la nostra Confederazione, improntati su una politica
che affida ai nostri associati e agli agricoltori un ruolo preminente
nelle scelte e negli indirizzi programmatici.
Comitati direttivi della Cia e dell'Ap di
Livorno su pensioni, caroprezzi e calamità agricole
"Non si capisce quale sia la filosofia
della riforma pensionistica proposta dal Governo: si propone di dare
il 32,7 per cento dei contributi ai dipendenti invece che all'Inps
se questi rimangono a lavorare. Benefici per l'imprenditore? nessuno,
perchè paga sempre tutto. In compenso però si mettono
in crisi le casse dell'INPS nel momento cruciale che bisogna sistemare
le ingiustizie del passato, e con la riforma del "contributivo"
porre le basi per la previdenza dei nostri figli".
Questo in sintesi il quesito principale emerso dalla riunione generale
dei Comitati direttivi della Cia di Livorno e dell'Associazione pensionati
dell'Isola d'Elba svoltasi ieri a Portoferraio. La relazione e le
conclusioni sono state svolte da Renzo Compagnoni della Presidenza
provinciale della Confederazione, che ha illustrato le iniziative
a sostegno delle richieste dei pensionati e degli agricoltori in materia
di previdenza, tra le quali un incontro con parlamentari ed Inps,
una della 100 assemblee provinciali da tenersi l'8 novembre a Donoratico
e la manifestazione nazionale dei pensionati a Roma il 25 novembre.
Tra le richieste della Cia ci sono quella di rivalutare la pensione
a coloro che hanno anche 35/40 anni di contributi e che ancora sono
confinati ad una pensione mensile al disotto del minimo di 402 euro
e quella di parificare gli assegni familiari da 10 euro a 46 come
peri lavoratori dipendenti: ogni agricoltore deve essere assicurato
e tutelato secondo le proprie capacità contributive come prevede
già in parte la finanziaria 2004.
Fra le richieste emerse dalla riunione dei Comitati direttivi, ci
sono state quella di far monitorare e controllare i prezzi e tariffe,
saliti del 7 e anche del 10 per cento, e di chiedere alla Regione
ed al Governo un intervento straordinario a sostegno delle aziende
agricole per i danni subiti per le calamità che hanno colpito
il settore.
Torino: accordo interprofessionale per contenimento
incremento prezzi beni e servizi
Sindacati confederali, organizzazioni agricole (tra
cui la Cia), commerciali e dei consumatori di Torino, preoccupate
per il livello di incremento dei prezzi e del costo dell vita, per
la perdita di potere d'acquisto delle famiglie e per le contrazioni
nei consumi che si stanno verificando nell'area torinese, hanno convenuto
di incontrarsi presso la Camera di commercio. Obiettivo é quello
di dar vita ad un accordo che, con il coinvolgimento e l'impegno di
tutte le componenti, consenta non soltanto il superamento dell'attuale
contingenza ma anche, in prospettiva, la definizione di progettualità
organiche per il rilancio e lo sviluppo del territorio metropolitano
e piemontese.
Le organizzazioni evidenziano l'importanza della trasparenza del mercato,
di iniziativa specifica per contenere i prezzi, di politiche tariffarie
adeguate, sottolineando, inoltre, che la salvaguardia del potere d'acquisto
delle famiglie é un obiettivo che va perseguito anche attraverso
una politica dei redditi che non sia penalizzante rispetto all'andamento
dell'inflazione.
Questo obiettivo, che va ragginunto principalmente con l'impegno diretto
delle parti sociali, per essere completamente realizzato necessita
di specifiche politiche di supporto e sostegno da parte del Governo,
della Regione e degli altri Enti locali.
Infine, viene demandato ad apposite Commissioni tecniche congiunte
l'individuazione, entro la metà di novembre, delle specifiche
progettualità ed iniziative, riservando a periodiche verifiche
collegiali tra le parti firmatarie l'attuazione degli obiettivi ed
impegni di cui al presente documento.
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