Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori



Anno 45 - n. 175

 

15 Ottobre 2003

 

ATTUALITA'

•    La Cia dell'Umbria mobilita i produttori in difesa della coltura del tabacco

•    Ristrutturazione stalle vitelli: le organizzazioni del settore scrivono al ministero della Salute

DAL TERRITORIO

•    I lavori della Giunta regionale della Cia Puglia

•    Comitati direttivi della Cia e dell'Ap di Livorno su pensioni, caroprezzi e calamità agricole

•    Torino: accordo interprofessionale per contenimento incremento prezzi beni e servizi


 

ATTUALITA'


La Cia dell'Umbria mobilita i produttori in difesa della coltura del tabacco

Assemblea a Città di Castello con la partecipazione del presidente Massimo Pacetti

Si è svolta ieri l’assemblea dei tabacchicoltori dell’Alta Valle del Tevere convocata dalla Cia dell’Umbria per affrontare il tema della riforma, proposta dalla Commissione europea, dell’Organizzazione comune di mercato per il comparto che, se attuata, rischierebbe di smantellare l'intero settore, con gravi conseguenze per l'economia dell’Alta Valle del Tevere.
All’incontro di Città di Castello hanno partecipato, oltre al presidente regionale Walter Trivellizzi che ha tenuto la relazione introduttiva, anche rappresentanti delle Istituzioni locali, tra cui il sindaco della città Fernanda Cecchini, l’amministratore unico dell’Arusia Adolfo Orsini ed il presidente della Comunità montana Bucci.
All'assemblea é intervenuto il presidente nazionale Massimo Pacetti che, concludendo l'incontro ha affermato che "la Confederazione sta profondendo il massimo impegno ad ogni livello per scongiurare che tale scenario si verifichi; per questo ha esortato tutte le componenti della filiera, le Istituzioni e le forze politiche ad una pressione massiccia in difesa della coltivazione giacchè una smobilitazione del settore non comporterebbe di certo una diminuzione del numero di consumatori di tabacco ma, al contrario, un aumento del tasso di disoccupazione ed un generale impoverimento della società “.
Soltanto in Umbria si calcola una perdita di posti per oltre 10.000 unità lavorative che a vario titolo operano all’interno della filiera.
Per questo la Cia, ha organizzato per il 27 ottobre una grande manifestazione nazionale dell’intero comparto a Città di Castello, per ribadire l’esigenza di una radicale modifica dell’attuale proposta di riforma dell'Ocm, che garantisca il mantenimento da parte dell’Unione europea degli attuali livelli di sostegno e che preveda una ristrutturazione graduale del settore con particolare attenzione rivolta al miglioramento della qualità del prodotto.
Le iniziative tenutesi negli ultimi giorni, alle quali la Cia ha dato il proprio imprescindibile contributo, hanno prodotto come primo risultato quello della riattivazione del tavolo negoziale in sede comunitaria che rappresenta una ulteriore occasione per ridiscutere e modificare le proposte di riforma per la nuova Ocm.



Ristrutturazione stalle vitelli: le organizzazioni del settore scrivono al ministero della Salute

La Cia, Anca Lega Coop, Assalzoo, Assocarni, Coldiretti, Confagricoltura, Federagroalimentare ed Uniceb, hanno inviato una lettera al sen. Cesare Cursi, sottosegretario del ministero della Salute, in cui, in rappresentanza della filiera bovina italiana, evidenziano che il processo di ristrutturazione delle stalle dei vitelli per assicurarne la conformità ai requisiti stabiliti dal decreto legislativo 533/92 e 331/98, seppur ampiamente avviato, non potrà essere completato nelle diverse regioni d'Italia entro il termine ultimo del 31-12-03 fissato dalla sopraccitata normativa. Nella lettera si afferma che "la principale causa di tale ritardo é da ricercarsi nella grave crisi legata alla Bse che ha colpito negli scorsi anni il settore provocando effetti drammatici dal punto di vista economico ed occupazionale, tali da scoraggiare e rendere impossibile ogni forma di investimento.
Oggi, grazie ai notevoli sforzi fatti dai produttori italiani e dallo stesso ministero della Salute, la fiducia del consumatore italiano nei confronti del prodotto carneo ottenuto nel nostro Paese é stata completamente ristabilita e ciò' ha agito da stimolo per l'avvio di nuovi investimenti. Purtroppo se non verrà concesso un congruo periodo di tempo per completare il processo di ristrutturazione già avviato, la produzione di carne di vitello, di cui il nostro Paese é già fortemente deficitario, subirà in Italia una drastica riduzione valutabile intorno al 30-35 per cento, prontamente compensata dall'aumento delle importazioni da parte di Paesi concorrenti come l'Olanda (che già oggi esporta annualmente in Italia circa 70.000 t, pari a circa un terzo dei nostro consumo).
Tale abbandono della produzione avrebbe effetti molto gravi anche su un altro settore molto delicato che é quello degli allevamenti da latte. La grande maggioranza dei vitelli introdotti negli allevamenti italiani sono infatti rappresentati dai maschi delle bovine da latte nazionali che, non avendo altra possibilità di sbocco, dovrebbero essere abbattuti alla nascita con gravi implicazioni sia etiche che di smaltimento. Trasformare anche questa minima fonte di reddito in un costo avrebbe pesanti ripercussioni su un settore quale quello delle vacche da latte oggi già fortemente penalizzato dall’annosa questione delle quote latte.
Altra grave conseguenza della mancata concessione di un adeguato periodo di tempo per il completamente della ristrutturazione degli allevamenti oltre il 31-12-03 sarebbe legata al destino degli animali attualmente presenti in tali stalle il cui ciclo di allevamento finirà solo nel 2004. Un’applicazione rigida di tale termine porrebbe il problema di dove collocare tali animali dopo il 31-12-03 e, considerata l'assenza di alternative concrete, imporrebbe la loro distruzione, anche qui con conseguenze etiche ed economiche gravissime. Al fine di evitare le pesanti conseguenze sopra richiamate, si rende necessaria l'emanazione da parte del ministero della Salute di una circolare esplicativa, da formalizzare nelle forme ritenute più opportune, che abbia anche funzione di indirizzo per le autorità di controllo e per le numerose amministrazioni regionali già sensibilizzate sull’argomento, in cui viene precisato quanto segue:
- l'attività di allevamento all'interno di strutture non conformi alle disposizioni sopra richiamate potrà continuare oltre il 31-12-03 soltanto se il responsabile dell'allevamento comunicherà alla propria Asl entro tale data, mediante autocertificazione l'impegno a procedere alla ristrutturazione delle proprie stalle. Tale autocertificazione dovrà essere seguita entro un termine previsto dalla presentazione della necessaria documentazione integrativa (es. Contratto di fornitura dei box);
- in ogni caso, indipendentemente dalla conclusione dei lavori, ogni attività di allevamento in strutture non conformi dovrà essere interrotta entro il 31-12-2004".


torna al sommario

 

 

DAL TERRITORIO


I lavori della Giunta regionale della Cia Puglia

Le conclusioni del vicepresidente vicario Giuseppe Politi

“Ritengo fondamentale per la vita e lo sviluppo della Confederazione che la nuova impostazione organizzativa decisa dall’ultimo congresso, con l’approvazione del nuovo regolamento, il codice etico e il modello unico di bilancio, venga recepita ai vari livelli. Il nuovo assetto organizzativo dovrà ridare linfa ed impulso al patrimonio di intelligenze e di esperienze presente nella nostra Confederazione e consolidare il senso di appartenenza inteso come adesione piena e totale ad una progetto e ad una missione”. Così il vicepresidente vicario nazionale della Cia, Giuseppe Politi, ha concluso i lavori della Giunta regionale della Confederazione pugliese, convocata per discutere su “L’attuazione del progetto politico, organizzativo e finanziario della Cia”.
Ai lavori sono intervenuti, tra gli altri, il responsabile dell'organizzazione e sviluppo del sistema dei servizi Giuseppe Cornacchia, il presidente regionale Antonio Barile e numerosi dirigenti provinciali.
"Abbiamo compiuto -ha continuato Politi- un ulteriore passo in avanti nella concreta valorizzazione dei principi di fondo della nostra Confederazione che si ispirano all’autonomia, alla trasparenza, alla centralità del ruolo dei nostri associati nelle scelte confederali, alla qualificazione dei nostri servizi e alla capacità di dare risposte concrete ad esigenze ed interessi sempre più complessi".
“Tutta la politica agricola, dalla qualità alla multifunzionalità, dalla riforma della Pac, all’ampliamento dell’Ue –ha ribadito il vicepresidente vicario- accresce tale complessità e ci pone di fronte alla necessità di garantire il lavoro e i redditi dei nostri coltivatori".
“Per fare ciò necessitano dunque -ha proseguito- impegni mirati che non possono prescindere da una visione oculata e razionale delle scelte finanziarie e di bilancio e da una corretta ed incisiva utilizzazione di tutte le risorse umane e professionali".
"Il nostro obiettivo finale -ha concluso Politi- è quello di lavorare non soltanto per una agricoltura moderna, che sappia far fronte alle nuove sfide, ma anche quello di accrescere il numero delle adesioni attorno al nostro progetto e rafforzare, quindi, sempre più il peso politico e contrattuale della nostra organizzazione”.
Giuseppe Cornacchia, nel suo intervento ha sottolineato che “un'organizzazione come la Cia che si è costituita per sviluppare le imprese agricole e valorizzare l’agricoltura nella società è obbligata a costruire futuro, anche a dispetto di chi ritiene che la storia sia finita e che il futuro sia solo la difesa di privilegi acquisiti”.
Cornacchia ha poi passato in rassegna il nuovo impianto organizzativo “attraverso il quale -ha continuato- ci siamo dati un assetto federale, indispensabile per lo sviluppo del sistema agricolo e territoriale; ma abbiamo anche definitivamente abbandonato 'la forma partito' che, quasi per tutte le associazioni di rappresentanza, ha rappresentato l’assetto organizzativo di riferimento".
“La Cia -ha rilevato Cornacchia- è una libera associazione con propri scopi sociali e valori autonomamente definiti. L’autonomia dai governi, partiti e sindacati è stato un punto di forza della nostra storia. Oggi il problema si pone in altri termini: la Cia è un’associazione indipendente che, proprio perché indipendente, si relaziona liberamente con il sistema politico ed istituzionale perseguendo la propria missione e l’interesse degli agricoltori e dei propri associati”.
In apertura dei lavori, il presidente regionale, Antonio Barile, ha illustrato il progetto organizzativo con il quale la Cia della Puglia intende caratterizzare il suo impegno a favore dello sviluppo del territorio.
“La riunione di Giunta odierna -ha detto Barile- intende porsi come un momento di continuazione dell’incontro dei quadri dirigenti svoltosi a Taormina nel quale la discussione è risultata per alcuni versi monca".
“Le nuove regole -ha continuato- ci assegnano dei diritti sui quali poter contare per poter lavorare serenamente, ma ci pongono anche di fronte a precise responsabilità che sono quelli di non perdere mai di vista il senso dell’appartenenza e i valori che ispirano la nostra Confederazione, improntati su una politica che affida ai nostri associati e agli agricoltori un ruolo preminente nelle scelte e negli indirizzi programmatici”.

 

Comitati direttivi della Cia e dell'Ap di Livorno su pensioni, caroprezzi e calamità agricole

"Non si capisce quale sia la filosofia della riforma pensionistica proposta dal Governo: si propone di dare il 32,7 per cento dei contributi ai dipendenti invece che all'Inps se questi rimangono a lavorare. Benefici per l'imprenditore? nessuno, perchè paga sempre tutto. In compenso però si mettono in crisi le casse dell'INPS nel momento cruciale che bisogna sistemare le ingiustizie del passato, e con la riforma del "contributivo" porre le basi per la previdenza dei nostri figli".
Questo in sintesi il quesito principale emerso dalla riunione generale dei Comitati direttivi della Cia di Livorno e dell'Associazione pensionati dell'Isola d'Elba svoltasi ieri a Portoferraio. La relazione e le conclusioni sono state svolte da Renzo Compagnoni della Presidenza provinciale della Confederazione, che ha illustrato le iniziative a sostegno delle richieste dei pensionati e degli agricoltori in materia di previdenza, tra le quali un incontro con parlamentari ed Inps, una della 100 assemblee provinciali da tenersi l'8 novembre a Donoratico e la manifestazione nazionale dei pensionati a Roma il 25 novembre.
Tra le richieste della Cia ci sono quella di rivalutare la pensione a coloro che hanno anche 35/40 anni di contributi e che ancora sono confinati ad una pensione mensile al disotto del minimo di 402 euro e quella di parificare gli assegni familiari da 10 euro a 46 come peri lavoratori dipendenti: ogni agricoltore deve essere assicurato e tutelato secondo le proprie capacità contributive come prevede già in parte la finanziaria 2004.
Fra le richieste emerse dalla riunione dei Comitati direttivi, ci sono state quella di far monitorare e controllare i prezzi e tariffe, saliti del 7 e anche del 10 per cento, e di chiedere alla Regione ed al Governo un intervento straordinario a sostegno delle aziende agricole per i danni subiti per le calamità che hanno colpito il settore.

 

Torino: accordo interprofessionale per contenimento incremento prezzi beni e servizi

Sindacati confederali, organizzazioni agricole (tra cui la Cia), commerciali e dei consumatori di Torino, preoccupate per il livello di incremento dei prezzi e del costo dell vita, per la perdita di potere d'acquisto delle famiglie e per le contrazioni nei consumi che si stanno verificando nell'area torinese, hanno convenuto di incontrarsi presso la Camera di commercio. Obiettivo é quello di dar vita ad un accordo che, con il coinvolgimento e l'impegno di tutte le componenti, consenta non soltanto il superamento dell'attuale contingenza ma anche, in prospettiva, la definizione di progettualità organiche per il rilancio e lo sviluppo del territorio metropolitano e piemontese.
Le organizzazioni evidenziano l'importanza della trasparenza del mercato, di iniziativa specifica per contenere i prezzi, di politiche tariffarie adeguate, sottolineando, inoltre, che la salvaguardia del potere d'acquisto delle famiglie é un obiettivo che va perseguito anche attraverso una politica dei redditi che non sia penalizzante rispetto all'andamento dell'inflazione.
Questo obiettivo, che va ragginunto principalmente con l'impegno diretto delle parti sociali, per essere completamente realizzato necessita di specifiche politiche di supporto e sostegno da parte del Governo, della Regione e degli altri Enti locali.
Infine, viene demandato ad apposite Commissioni tecniche congiunte l'individuazione, entro la metà di novembre, delle specifiche progettualità ed iniziative, riservando a periodiche verifiche collegiali tra le parti firmatarie l'attuazione degli obiettivi ed impegni di cui al presente documento.

torna al sommario


Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Archivio