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ATTUALITA'
Documento della Confederazione Italiana
Agricoltori sulla Legge Finanziaria 2004
La Confederazione italiana agricoltori ha
partecipato oggi all'audizione delle Commissioni bilancio congiunte
di Camera e Senato sulla legge Finanziaria per il 2004.
Di seguito pubblichiamo il documento consegnato e che contiene le
osservazioni della Cia sulla manovra economica.
Considerazioni di carattere generale.
Per dare un giudizio compiuto e per obbligo di continuità analisi,
nellaffrontare il disegno di legge, predisposto dal Governo, in
materia di bilancio annuale e pluriennale dello Stato, La Confederazione
Italiana Agricoltori, non può non ripartire dalle considerazioni
svolte in occasione della discussione sul Documento di Programmazione
Economica e Finanziaria 2004/2007.
Da quella data le condizioni economiche generali delleconomia
del Paese, nel più vasto scenario europeo, non sono mutate, anzi,
per alcuni versi ( occupazione, crescita, inflazione) appaiono se non
peggiorate, certamente non migliorate.
Da ciò ne è derivata una proposta del Governo, per la
manovra di bilancio per lanno 2004, centrata ancora su azioni
una tantum di puro contenimento. Tale approccio non consente,
alla CIA, di dare un giudizio soddisfacente delle azioni e intenzioni
del Governo nel ridare slancio e spinta auto propulsiva alleconomia
nazionale. Pur comprendendo le difficoltà generali, la manovra
appare scarsamente concentrata allo sviluppo endogeno dei settori economici
del sistema produttivo nazionale.
Le note di variazione approvate recentemente confermano lo stato di
rallentamento, ulteriore rispetto alle previsioni, delleconomia
nazionale, sono chiaramente espresse nei numeri fondamentali della manovra
in termini di crescita e di rispetto dei parametri di Maastricht. Tuttavia,
va rilevato come situazione si rifletta negativamente nella capacità
di azione del sistema delle autonomie locali, in particolare nella parte
che riguarda lerogazione di servizi pubblici ad esse delegate,
avuto riguardo ai servizi sociali ed assistenziali in termini di minori
trasferimenti dallo Stato. Tale situazione appare ancor più penalizzante
laddove si deve constatare un ritardo nellattuazione piena del
cosiddetto federalismo di natura fiscale.
E in particolare, invece, nel settore delle opere pubbliche, peraltro
già indicate come strategiche che la manovra per
lanno 2004, non appare incisiva. Ulteriori ritardi, nella fase
di adeguamento alle esigenze del sistema produttivo nazionale, della
rete logistica, di distribuzione dellenergia, di trasporto e mobilità
e, per quanto riguarda il settore agricolo, di reti irrigue e idriche
appaiono inopportune per due ordini di motivi. Da un lato si ritarda
un necessario adeguamento sempre più evidente, dallaltro
si impedisce una politica di investimenti che avrà ricadute positive
sulleconomia nazionale tanto nel breve che nel medio periodo.
Sulle reti irrigue, in particolare la CIA ritiene necessario aumentare
le dotazioni finanziarie anticipandole allanno 2004, di cui allarticolo
24 del disegno di legge, ( valutando positivamente la prevista priorità
del Programma nazionale nellambito delle infrastrutture strategiche)
soprattutto in direzione di una manutenzione straordinaria dei sistemi
di adduzione e distribuzione della risorsa acqua. La dispersione di
quasi la metà dellacqua, unitamente ad un scarso controllo
sugli allacci clandestini, ripropone drammaticamente il problema in
vaste aree del Paese, con evidenza lampante nel corso di questanno.
I nodi strutturali della ripresa debbono trovare logico completamento
nella riduzione della spesa di parte corrente. In tal senso la CIA si
è espressa nei Tavoli specifici in materia di sanità e
pensioni.
La ripresa, tuttavia, è difficile da concepire in presenza di
uninflazione alta, superiore a quella media europea, e che incide
fortemente sulla capacità di spesa delle famiglie, in particolare
nellacquisto di beni primari, quali quelli alimentari. Una riduzione
dei costi e delle tariffe appare più consona alla ripresa dei
consumi, come fattore strutturale, rispetto a paventate azioni sui consumi
per effetto di incentivi e agevolazioni a termine, che trovano maggiore
giustificazione nel campo degli acquisti di beni durevoli o di adeguamenti
di natura infrastrutturale o mobiliare.
Fare attività agricola, in ogni caso, non può prescindere
da un uso razionale del fattore terra. Pertanto le disposizioni relative
al condono edilizio, contenute nel Decreto legge collegato alla manovra
di bilancio, unitamente alla necessaria azione di realizzazione delle
infrastrutture, necessitano di unattenzione particolare verso
il non depauperamento del territorio agricolo. Così come la norma
che concede una diminuzione del 30% dal prezzo di mercato per lalienazione
dei terreni agricoli demaniali, a favore dei conduttori, non appare
congrua ed andrebbe centrata alle figure professionali agricole.
Per quanto riguarda le Tabelle, infine, si sottolinea come, finalmente,
si sia fatta pulizia, delle cosiddette multe per le quote latte.
La CIA, tuttavia, rimarca come vada sostenuta linnovazione e lincremento
delle professionalità umane, in grado di fornire le basi di una
concorrenza competitiva, non più basata esclusivamente sul fattore
dei costi, ma tramite azioni di formazione e aggiornamento continuo
che, per il settore agricolo, si traducono in innovazioni verso la qualità,
luso ragionato della risorsa idrica, tecniche compatibili con
la conservazione dellambiente e delle risorse irriproducibili.
La CIA lamenta la scarsa dotazione finanziaria per la parte relativa
al Fondo di Solidarietà nazionale, in particolare per quanto
riguarda gli interventi tesi a promuovere forme di assicurazione preventiva
alle produzioni, sia in termini di quantità che di qualità
del prodotto danneggiato. In tal maniera non si incentivano adeguatamente
le moderne ed innovative forme di assicurazione.
Avuto riguardo, invece, al decreto legge 269/2003 e al relativo disegno
di legge di conversione in legge, la CIA esprime contrarietà
rispetto alle disposizioni contenute allarticolo 44, comma 7.
Pur apprezzando e condividendo le finalità di pervenire ad una
piena regolarizzazione dei rapporti di lavoro, la norma difficilmente
potrà raggiungere i risultati prefissati. Si tratterebbe di un
ennesimo adempimento burocratico a carico delle imprese, le quali già
provvedono a trasmettere, in altre occasioni, i dati richiesti per i
lavoratori assunti. Le norme di riferimento, inoltre, risalenti al 1968,
non colgono appieno le modifiche intervenute nei sistemi di lavoro e
di relazioni tra imprese e pubblica amministrazione.
Lo specifico agricolo.
Il fisco
Le disposizioni contenute allarticolo 2, rappresentano la naturale
e necessaria conclusione del processo di modernizzazione del settore
agricolo, avviato con il Decreto legislativo 228/2001, nella parte
riservata alla disciplina delle attività connesse svolte dallimprenditore
agricolo.
Lindividuazione di una disciplina fiscale legata allo svolgimento
di dette attività consentirà alle imprese agricole di
porsi nelle condizioni di poter esercitare le proprie attività
forti di certezze, sinora non riconosciute. Inoltre, dette attività,
spesso, sono svolte in aree marginali del Paese, dove la valenza dellimpresa,
oltre a quella di produzione di beni primari, assume anche la connotazione
di presidio sociale, ambientale e di tutela del territorio.
La CIA esprime, invece, un giudizio critico circa la mancata messa
a sistema del regime speciale IVA per i produttori agricoli e, di
pari passo, a proposito dellIRAP, per la quale invoca il recepimento
dello spirito contenuto nella legge delega n. 80/2003, che ne prevede
la sua graduale soppressione.
La CIA rimarca come sia necessario emendare il testo con la disposizione
che consente la regolarizzazione, sia di natura catastale che fiscale,
dei fabbricati che hanno perso i requisiti di ruralità, consentendo
di sanare, con un ulteriore opportuna proroga, situazioni a vantaggio
sia dei contribuenti, quanto di gettito e di mappatura del patrimonio
edilizio del nostro Paese.
Con riferimento al Decreto legge 269, la CIA pone lattenzione
sulla disciplina relativa alle attività dei Consorzi di garanzia
collettiva dei fidi ( articolo 13) , per rimarcarne limportanza
ed il ruolo che ad essi viene attribuito dal nuovo scenario in particolare
relativamente al cosiddetto accordo di Basilea II. La CIA ritiene
che in questottica il sistema dei Confidi debbano rappresentare
un supporto a garanzia delle imprese agricole e la nostra perplessità
deriva non tanto dai requisiti minimi per la loro patrimonializzazione,
quanto sulla con testualità rispetto alla loro costituzione
e adeguamento alla normativa. Tale contemporaneità, a parer
della CIA, risulta ostacolo ad un rafforzamento del sistema Confidi.
Pertanto la CIA chiede che la norma sia emendata in maniera tale da
prevedere un tempo maggiore, quattro anni, per raggiungere il minimo
di patrimonializzazione richiesto.
Gli interventi in materia previdenziale e sociale
Le politiche a favore della famiglia vedono lItalia tra gli
ultimi posti, in ambito europeo, in termini di incidenza sul PIL.
Le attuali misure economiche a sostegno, quali gli assegni familiari
e quelli per i tre minori, le detrazioni fiscali, gli assegni alla
nascita e le altre forme di reddito garantito appaiono insufficienti
e con risorse inadeguate. Si impongono strumenti nuovi e la necessità
di migliorare quelli esistenti. Lintroduzione del reddito di
ultima istanza ( articolo 16 ), che ripropone la logica del cessato
reddito minimo di reinserimento, non è accompagnata da una
specificazione ne della sua entità di concorso dello
Stato alle regioni, ne delle modalità di sua attuazione.
Forme di sostegno alla famiglia, per il settore agricolo, appaiono
vieppiù necessarie per la particolarità dei contesti
territoriali e sociali nei quali esse operano e vivono. In tal senso
appare incoraggiante laumento del Fondo nazionale per le politiche
sociali, per 232 milioni di euro, per lanno 2004, previsto allarticolo
21 del Decreto legge di accompagnamento.
Gli interventi a sostegno del settore
Le disposizioni contenute allarticolo 22, pur non prefigurando
aumenti di dotazioni finanziaria, gettano le basi per fare allinterno
del MIPAF un punto di regia e di unicità di spesa negli interventi
di natura finanziaria per il settore, unitamente a quelli previsti
dallarticolo 26. Sarà, tuttavia, necessaria una stretta
relazione tanto con le regioni per quanto riguarda la programmazione
negoziata, quanto con i sistemi economici e organizzati della produzione
agricola per quanto attiene al credito dimposta e ai contratti
di filiera. Tali norme assumono, a parere della CIA, in particolare
per quanto riguardo il ritorno al MIPAF delle attività ex RIBS
dalla Società Sviluppo Italia, rilevanza particolare vista
la necessità di orientare al massimo in direzione delle innovazioni
di processo e di razionalizzazione delle relazioni di filiera, lintervento
pubblico in materia.
Relativamente al tema della cartolarizzazione dei crediti in
agricoltura, la CIA non ritiene sufficiente lazione proposta
ai commi 5 e seguenti dellarticolo 22. Lesposizione delle
imprese è notevole, i rischi per la tenuta dei sistemi produttivi
e imprenditoriali di vaste aree del Paese sono enormi. E necessario
un intervento più risolutivo che prevede labbattimento
di ogni sanzione e la rateizzazione della parte capitale.
Andrebbe meglio specificata la norma contenuta allarticolo 25
sia in termini di modalità che di nomina degli amministratori
da parte degli azionisti. Se lobiettivo è quello di azzerare
la partecipazione capitaria del MIPAF in seno alla Società
BUONITALIA, questa non può essere fatta con le risorse agricole,
così come pare evincersi dal testo.
La protezione del Made in Italy
Le azioni appaiono condivisibili anche se vanno maggiormente mirate.
Ad esempio, allarticolo 27, va fatto esplicito riferimento allarticolo
517/bis del Codice penale, che è specifico per le produzioni
agricole protette da denominazioni dorigine tutelate. Ancora
la prevista Centrale operativa doganale e la conseguente banca dati
( articoli 28, 29 e 30) può andare nella direzione di contrastare
i fenomeni fraudolenti anche se, a parere della CIA, si ritiene necessario
prevedere listituzione di un Comando interforze dei corpi di
polizia già impegnati nel comparto agroalimentare. Infine,
la definizione di merce che viola un diritto di proprietà intellettuale
(articolo 36) deve essere integrata con i riferimenti al Regolamento
CE 2082/92 ( STG) e al Regolamento CE 2092/92 ( biologico), così
come andrebbe previsto listituzione di un marchio per garantire
le proprietà intellettuali dei prodotti tradizionali ( articolo
8, decreto legislativo 173/98).
Gli investimenti nelle aree sottoutilizzate
La Cia valuta positivamente la disposizione che prevede, allarticolo
47, comma 3, linserimento tra i settori prioritari, quelli dellacqua
e dei rischi idrogeologici, nellambito delle azioni da realizzare
negli Accordi di Programma quadro.
In definitiva, sul disegno di legge di bilancio, si può dare
un giudizio di moderata soddisfazione, più che altro dovuto
alle norme specifiche per il settore agricolo, che differisce tuttavia
dalla insoddisfazione per limpostazione generale della manovra,
ivi compreso il decreto-legge collegato e dalla non esaltante dotazione
finanziaria a disposizione del settore.
Mediterraneo, crocevia del mondo:
ieri a Roma il convegno Cia
Si è svolta ieri a Roma, a Palazzo
San Macuto, la Tavola rotonda della Cia su: Mediterraneo, crocevia
del mondo. Agricoltura, acqua e immigrazione per la pace e lo sviluppo.
Nel Comitato d'onore della Tavola rotonda -che si è svolta
sotto lAlto Patrocinio del Presidente della Repubblica e della
Fao- Franco Frattini, ministro degli Esteri, Giovanni Alemanno, ministro
delle Politiche agricole e forestali, Rocco Buttiglione, ministro
delle Politiche comunitarie, Walter Veltroni, sindaco di Roma, Mahmud
Abu Zeid, ministro egiziano delle Risorse idriche e Paolo De Castro,
presidente Nomisma. Il Comitato Organizzatore era composto da Massimo
Pacetti, presidente nazionale della Cia, da Giuseppe Politi, vicepresidente
vicario e da Guglielmo Rizzioli e Francesco Serra Caracciolo vicepresidenti.
La Tavola rotonda, è stata presentata da Francesco Serra Caracciolo,
Vicepresidente Nazionale Cia, e moderata da Roberto Iotti, giornalista
de Il Sole 24 Ore.
Hanno partecipato il Ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno;
il Presidente della Camera dellAgricoltura Algerina e del Comitato
Mediterraneo della Fipa, Mohamed Bouhadjar, il cui intervento è
stato letto dall'addetto commerciale dell'ambasciata algerina a Roma;
la Responsabile Welfare Segreteria Ds, Livia Turco; il Direttore generale
Cooperazione allo Sviluppo - Ministero degli Esteri, Giuseppe Deodato
e Giovanni Munoz, del Servizio Risorse Acqua della Fao; Antonio Massarutto,
dellUniversità di Udine e Iefe Bocconi; il Prof. Vincenzo
Fersino e Massimo Pacetti, presidente nazionale della Cia.
"Il 2010 -ha affermato Caracciolo nella sua presentazione- anno
in cui dovrà realizzarsi un mercato unico mediterraneo sembra
lontano ma, in realtà, è una data dietro langolo.
La Conferenza su agricoltura e pesca mediterranee che si terrà
sotto la Presidenza italiana dellUe nel prossimo novembre a
Venezia dovrà essere, per la Cia, unoccasione da non
perdere per dare nuovo impulso ad una politica che eviti un ulteriore
spostamento Nord-Orientale del baricentro dellUnione Europea,
ricercando un nuovo equilibrio mediterraneo. Lagricoltura -ha
continuato Caracciolo- deve e può diventare un elemento forte
di questo necessario riequilibrio. La diversificazione e la specializzazione
produttive, il governo dei contingenti, la disciplina dei calendari
sono la base su cui costruire una collaborazione fra Sud e Nord del
Bacino eliminando gli elementi ancora persistenti di conflittualità".
Il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno riferendosi
all'immigrazione, tema rilevante nel Bacino Mediterraneo e
di stretta attualità, ha detto un chiaro ''No all'immigrazione
clandestina e selvaggia, sì ad una immigrazione regolare che
è un fattore di ricchezza per il nostro paese''. "E' necessario
-ha continuato Alemanno- lottare contro l'immigrazione clandestina
e permettere i flussi di lavoratori immigrati stabili e trasparenti
di cui l'economia italiana ha bisogno in tutti i settori''.
"La proposta di Fini è interessante e corregge di 360
gradi la sua politica -ha aggiunto intervenendo all'incontro la Responsabile
Welfare Segreteria Ds, Livia Turco- ma ora è necessario che
il vicepresidente del Consiglio faccia correggere la normativa che
prevede un assegno di natalità soltanto alle italiane''.
''Non vedo perchè le cittadine extracomunitarie non debbano
avere questo assegno'', ha concluso Livia Turco, invitando Fini a
dare ''parere favorevole all' unica proposta sul diritto di voto agli
immigrati, che è quella Ds''.
La proposta di Fini sugli immigrati è ''interessante'' e rispecchia
il pensiero generale del paese.
Così il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori,
Massimo Pacetti, ha affermato concludendo l'incontro. Pacetti
ha aggiunto: sono daccordo che chi è in regola
abbia i diritti e i doveri di tutti i cittadini. Quella del voto agli
immigrati è una proposta che va approfondita e sviluppata.
Oltre a dare una risposta ad un problema che nel Paese è stato
più volte sollevato, potrebbe costituire un contributo notevole
anche per la nostra economia. Soffermandosi sul rapporto agricoltura
e immigrati, Pacetti ha sostenuto che oggi nel settore servono
più lavoratori extracomunitari. Attualmente nelle nostre campagne
lavorano circa 20 mila immigrati regolari. Per la Cia ne occorrerebbero
più di 35 mila.
"Nonostante le difficoltà, lagricoltura -ha continuato-
si conferma settore primario anche nellaffrontare il complesso
problema dellintegrazione al lavoro perché ha compreso
che i lavoratori provenienti dai Paesi terzi rappresentano una risorsa
da valorizzare per contribuire allo sviluppo del settore. Questo è
vero sia in termini di lavoro dipendente, prevalentemente stagionale
ma non solo, sia in termini di lavoro autonomo. La tendenza, fino
ad ora marginale ma in ogni caso significativa, di alcuni lavoratori
extracomunitari a rilevare aziende in proprio può essere un
piccolo spiraglio per la situazione occupazionale del settore.
"Lagricoltura mediterranea, e più in generale il
modello agricolo mediterraneo -ha detto Pacetti- hanno caratteristiche
di qualità e di salubrità che vanno preservate e valorizzate
con una politica realmente incisiva. Tra i Paesi del Bacino Mediterraneo
cè lesigenza di trovare i necessari punti di incontro
per costruire unarea integrata che permetterebbe la salvaguardia
delle biodiversità e consentirebbe il mantenimento di unagricoltura
sana e con un forte ruolo multifunzionale (tutela dellambiente
e del territorio, salvaguardia delle culture e delle tradizioni)".
"Dunque, niente più guerre fra poveri, ma
una strategia comune che consenta allarea del Mediterraneo di
valorizzare un modello agricolo che può giocare un ruolo determinante
per lo sviluppo, per la democrazia e per la convivenza pacifica fra
i popoli".
"Nellaffrontare il tema dellacqua, Pacetti ha rilevato
che bisogna risolvere il problema non solo perché essa è
un fattore fondamentale per lo sviluppo e lammodernamento dellagricoltura,
ma anche perché è strumento di pace e di progresso.
Governare lacqua, quindi, significa potenziare lagricoltura
e il potenziamento dellagricoltura è la base fondamentale
per cercare di risolvere i problemi di crescita economica e sociale.
Senza lacqua, infatti, non si può programmare uno sviluppo
moderno del settore agricolo, fondato sulla diversificazione produttiva
e sulla qualità e tipicità dei prodotti. Elementi questi
che contribuiscono ad attenuare le concorrenze conflittuali esistenti
tra i paesi mediterranei".
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DAL
TERRITORIO
Vendita diretta olio: la Cia ligure lancia
una Petizione per la modifica del Regolamento Comunitario
Non si ferma la mobilitazione della Cia a tutela
della vendita diretta dellolio di oliva da parte del produttore,
messa in discussione dallentrata in vigore, il prossimo 1 novembre,
del Regolamento comunitario 1019/2002.
Contro questa norma inutile e dannosa per lolivicoltura ligure,
che penalizza i produttori senza determinare garanzie aggiuntive per
il consumatore, la Confederazione ha lanciato una raccolta di 10.000
firme in calce ad un documento da trasmettere al ministro dellAgricoltura,
attraverso il quale si richiede un impegno concreto alla modifica
del Regolamento comunitario. La Cia regionale sta inoltre portando
avanti una campagna di sensibilizzazione nei confronti degli Enti
locali, che in queste settimane stanno approvando nei propri consessi
ordini del giorno a sostegno di questa richiesta.
Lobbligo di confezionare in recipienti della portata massima
di 5 litri non rappresenta alcun elemento distintivo né in
termini di qualità né di tracciabilità, ma un
balzello aggiuntivo per gli olivicoltori, rendendo lofferta
meno ricca ed erodendo alla produzione una fascia di mercato estremamente
importante, mettendo in discussione una pratica che, oltre al suo
valore economico, è parte integrante della cultura e della
tradizione delle nostre aree olivicole.
Chi parla di tutela del consumatore dovrebbe ricordare che questo
regolamento, mentre introduce obblighi per la vendita diretta, continua
a non rendere obbligatoria lindicazione della provenienza dellolio
contenuto nelle bottiglie che si trovano la supermercato o che consente
di definire Italiano il contenuto della bottiglia purché almeno
il 75% dellolio sia di origine italiana dichiara Ivano
Moscamora Presidente regionale della Cia della Liguria.
Della produzione regionale annua di olio circa il 75% viene autoconsumato
dall'olivicoltore mentre il restante 25% è immesso sul mercato.
Di questo un 75-80% viene venduto direttamente dal produttore in azienda
o dal frantoio. Si tratta quindi di circa 900.000-1.200.000 chilogrammi
di olio venduti direttamente per un valore che vira fra i 7 ed i 9
milioni di Euro. Se questa produzione dovrà essere venduta
in contenitori, non riutilizzabili, delle dimensioni previste, si
renderanno necessari oltre 250.000 nuovi imballaggi anno con non pochi
problemi di smaltimento e con una crescita di costo stimata fra 0,7
e 1,2 Euro al chilogrammo.
Por Calabria: risultato importante nell'utilizzo
dei fondi
Aver speso e rendicontato al 30 settembre la somma di 175 milioni
di euro a fronte dellobbligo, previsto dal Por Calabria (Asse
IV parte Feoga), di spendere 159 milioni di euro entro il 30
dicembre 2003, consente di acquisire la premialità. Ciò
è, senza dubbio, un risultato importante e meritevole del più
ampio apprezzamento del lavoro svolto dallAssessorato regionale
allAgricoltura.
Lo sostiene, in una nota, Giuseppe Mangone, presidente regionale della
Confederazione italiana agricoltori di Calabria.
Questo risultato -aggiunge Mangone- inverte la rotta rispetto
a quanto sollevato dal valutatore indipendente che, nel rapporto di
valutazione intermedia del Por, anche per il Feoga, ha individuato
una serie di punti critici relativamente alla quantità e qualità
della spesa nonché al mancato avvio di 9 Misure su 15, alla
data del 30 luglio scorso. Ora, superato il problema della quantità
della spesa e fatti notevoli passi avanti anche rispetto alla qualità,
considerato che sono stati già finanziati 25 Progetti integrati
di filiera, resta la necessità e lurgenza di un ulteriore
sforzo per attivare tutte le Misure ancora ferme".
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APPUNTAMENTI
A Cosenza la prima assemblea della campagna
di mobilitazione Anp
Venerdì 10 ottobre presso il Palazzo
dei Bruzi a Cosenza si svolgerà la prima assemblea della campagna
di mobilitazione avviata dallAssociazione Nazionale Pensionati
alla festa nazionale di Taormina.
Alliniziativa parteciperanno oltre ai dirigenti locali e regionali
della Cia e Anp, Giuseppe Camo Senatore, Giacomo Mancini e Mario Oliveiro
deputati, il Sindaco di Cosenza Eva Catizone, gli Assessori regionali
Giovanni Dima e Pino Gentile, il Consigliere regionale Mario Pirillo.
Lintervento conclusivo sarà svolto dal Presidente Anp
Mario Pretolani.
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