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Iniziate
le trattative per il rinnovo Per le parti datoriali erano presenti per la Confederazione italiana agricoltori il vicepresidente Paolo De Carolis e Angelo Del Gaizo, accompagnati dalla propria delegazione composta dai colleghi Claudia Merlino, Walter Brondolin, Corrado Fusai, Massimo Biagetti, Angela Sciortino. Tutte le parti presenti hanno espresso l’avviso di rinnovare uno tra i più importanti contratti collettivi di lavoro per gli operai agricoli, nel rispetto reciproco e nell’interesse congiunto delle aziende e dei loro dipendenti. Nel suo intervento, De Carolis ha sottolineato la centralità del tema del lavoro e la sua delicatezza in un momento cruciale come quello politico attuale, in cui si è in attesa di approfondire e verificare la congruità del programma di governo in merito al mercato del lavoro e alla previdenza, contenuto nel “Libro Bianco” e nella relazione Brambilla, in linea con le esigenze del mondo agricolo. Tra i punti che la Cia ritiene importanti, De Carolis ha messo in evidenza, fra l’altro, le esigenze di garantire competitività e flessibilità alle imprese, il rilancio delle relazioni sindacali e la formazione professionale. L’incontro, che è stato di profilo esclusivamente politico, è stato aggiornato all’8 novembre prossimo per la fase tecnica delle trattative stesse, anche per consentire a tutti, nel frattempo, di verificare gli esiti degli incontri con il governo sul “Libro Bianco” sul mercato del lavoro in Italia e sulla riforma previdenziale, annunciati dal ministro Maroni a partire dal 15 ottobre prossimo. Distillazione
facoltativa 2001-2002:
“Il primo -afferma Lo Monaco- deve essere approntato superando i gravi ritardi del governo nella predisposizione del piano di biodiesel per assicurare uno sbocco certo, utile e produttivo all’alcol da vino; il secondo nell’accelerare la riorganizzazione, la riconversione dei vigneti e la gestione della destinazione delle superfici vitate e la regolarizzazione dei vigneti, superando le difficoltà di gestione emerse nel Ministero e in varie regioni”. “Solo la crescita armonica del settore e della sua filiera -conclude Lo Monaco- nel quadro del miglioramento della qualità di tutti i vini italiani, può assicurare ulteriore competitività al nostro sistema vino nel mercato mondiale”. Campagna
2001/2002 per arance, mandarini, clementine e pompelmi Il Mipaf, facendo riferimento all’articolo 3, paragrafo 1 del regolamento Ce n. 1092/2001, recante modalità di applicazione del regolamento Ce n. 2202/96, ricorda che può essere in vigore un solo contratto di campagna e/o un solo contratto pluriennale alla volta tra una Op ed una industria. Poiché la precedente regolamentazione non indicava chiaramente tale limite, negli anni scorsi era valsa la consuetudine di stipulare più contratti, in particolare, per i quantitativi di materia prima forniti da produttori terzi non soci della Op, che venivano contrattati a parte. Sulla base delle disposizioni del citato regolamento (Ce) n. 1092/2001 non risulta possibile stipulare più di due contratti con la medesima industria, pena la non ammissibilità all’aiuto dell’eventuale contratto supplementare. Inoltre, al fine di fornire elementi di chiarimento circa l’applicazione dell’articolo 5, comma 6, del Dm 10 agosto 2001, relativamente alle norme transitorie di cui all’articolo 20, comma 1 b), per la corrente campagna 2001/2002, si precisa che per i contratti pluriennali in essere, stipulati nel corso delle precedenti campagne, la garanzia fideiussoria deve essere riferita ai quantitativi di materia prima da consegnare nel corso della corrente campagna 2001/2002, di cui all’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (Ce) n. 1092/2001.
I
presidenti del Copa/Cogeca incontrano I due presidenti sono favorevoli allo sviluppo di un sistema commerciale mondiale basato sulle regole, sostengono in pieno le decisioni della Commissione europea e rifiutano l’utilizzo di azioni illegali, come quelle americane per la promozione di particolari esigenze. I commissari all’Agricoltura ed al Commercio dovranno vegliare affinché i prossimi negoziati dell’Omc non inneschino una nuova riforma della Pac superando le decisioni di Agenda 2000. L’Ue, con la sua Pac, ha ridotto il sostegno all’agricoltura ben oltre gli impegni previsti dall’accordo di Marrakech, ha contribuito alla stabilizzazione dei mercati agricoli mondiali con programmi di limitazione della produzione ed ha aperto i suoi mercati alle importazioni dei Pvs. Gli agricoltori europei sono sottoposti a due pressioni opposte: 1) l’apertura dei mercati europei alla libera circolazione con la conseguente riduzione dei prezzi; 2) le esigenze legittime dell’Unione europea di migliorare la sicurezza alimentare, la preservazione dell’ambiente ed il benessere animale che comportano un aumento dei costi. L’unico
sistema per permettere agli agricoltori di convivere con queste due
pressioni è di creare delle regole internazionali che coprano le
considerazioni commerciali e non-commerciali. Occorre trovare, in seno
all’Omc ed alle politiche europee, un equilibrio tra gli obiettivi
economici e le preoccupazioni ecologiche ed alimentari. L’Unione
europea ha già dato un contributo notevole Gli agricoltori dell’Ue chiedono pertanto che i negoziatori garantiscano: - in primo luogo, che tutte le riduzioni Ue siano pienamente riconosciute all’agricoltura europea e che, in nessuna circostanza, i negoziati Omc vadano al di là delle decisioni prese a Berlino; - in secondo luogo, che tutti gli altri membri dell’Omc adempiano i loro attuali obblighi di riduzione del sostegno e della protezione, tenendo conto del trattamento diverso e particolare che deve essere riservato ai Paesi meno sviluppati; -
in terzo luogo, che si tenga conto, in uguale misura, del ruolo molto
importante e particolare ricoperto dagli aspetti non commerciali nel
caso dell’agricoltura. Tuttavia, conformarsi a degli standard sempre più elevati in materia di qualità, di rispetto dell’ambiente e di benessere degli animali, porta quasi inevitabilmente ad una riduzione della crescita produttiva e a un aumento dei costi. Ora, nell’ultimo decennio, la politica commerciale dell’Unione europea ha determinato continui tagli al sostegno dei prezzi agricoli, insieme ad un aumento delle restrizioni nel bilancio agricolo. Di conseguenza, gli agricoltori si trovano schiacciati tra costi sempre più alti da un lato e prezzi in calo dall’altro. La politica commerciale seguita in passato ha, infatti, minato la capacità degli agricoltori di rispondere alle aspettative della società europea. Gli
agricoltori desiderano rispondere alle aspettative della società
circa la qualità e i metodi di produzione ma la politica commerciale
e le altre politiche, così come le condizioni di mercato, devono far
sì che questo sia possibile. Il
settore agroalimentare non può in nessun modo - gli agricoltori lavorano a diretto contatto con l’ambiente, la loro produzione dipende dal clima, dal suolo, dall’acqua e dalla luce del sole. È impossibile trattare questi mezzi di produzione, o trattare gli animali e le piante, come se fossero componenti industriali; - il cibo è una necessità vitale. Tutti i governi devono essere in grado di garantire alle loro popolazioni un approvvigionamento sicuro e stabile di cibo sano. La posta in gioco è troppo alta per lasciar fare solo alle forze di mercato, i prodotti agricoli di base sono soggetti a fluttuazioni importanti nella disponibilità e nei prezzi a causa delle variazioni climatiche ed economiche oltre che in funzione di considerazioni internazionali di natura strategica. In un mercato sempre più globalizzato, queste fluttuazioni stanno diventando sempre più importanti. Un’efficace politica agricola è pertanto essenziale; - gli agricoltori e le loro cooperative forniscono alla società dei servizi che rappresentano un bene pubblico che va ben oltre la produzione di prodotti di base. Essi contribuiscono allo sviluppo economico e alla crescita dell’occupazione nelle regioni rurali e alla manutenzione e valorizzazione del territorio. L’agricoltura è in grado di dare un contributo significativo anche alla riduzione dell’inquinamento, mediante la produzione di materie prime biodegradabili per l’industria e di biocarburante e tramite la creazione di riserve di carbonio. È essenziale che l’Unione europea segua una politica commerciale negli attuali negoziati Omc che tenga conto del ruolo più ampio dell’agricoltura, rispetto a quello di altri settori e garantisca che le aspettative che la società nutre nei confronti dell’agricoltura siano soddisfatte. Questo non riguarda solo l’Unione europea. Sono sempre meno le società, sia nel mondo industrializzato sia nei Paesi in via di sviluppo, disposte ad optare per la liberalizzazione commerciale senza prendere in considerazione l’impatto che questa scelta potrebbe avere su altre questioni di uguale se non maggiore rilievo. Questo aspetto è stato messo in risalto, in maniera molto eloquente, a Seattle ed attualmente rappresenta la sfida più importante che dovranno raccogliere i membri dell’Omc. I prossimi negoziati dovranno raggiungere un equilibrio tra gli aspetti commerciali e quelli non commerciali, altrimenti il sostegno offerto all’Omc verrà presto a mancare. Gli agricoltori e le loro cooperative sono pronti a studiare il sistema per soddisfare le preoccupazioni non commerciali della società nel modo meno distorsivo a livello commerciale, sia sotto forma di sostegno, sia mediante il potenziamento di norme e standard armonizzati che disciplinino i traffici commerciali in seno all’Omc o ad altri organismi internazionali pertinenti. Il risultato globale degli attuali negoziati deve permettere al multifunzionale comparto agricolo europeo di: - mantenere la sua posizione sul mercato interno attraverso un approvvigionamento sicuro e stabile di prodotti alimentari sani e di qualità e prodotti ad uso non alimentare, realizzati con metodi di produzione sostenibili, nonché adottare una politica di esportazione dinamica che assicuri la posizione competitiva degli agricoltori e delle cooperative dell’Unione europea sul mercato mondiale; - contribuire alla redditività economica e all’occupazione nelle regioni rurali, oltre a salvaguardare e valorizzare l’ambiente; - promuovere la coesione sociale ed economica tra l’agricoltura ed il resto della società, come pure in seno all’agricoltura stessa nel quadro di una strategia globale che garantisca l’equilibrio tra i produttori, i settori e le regioni.
Specifici
aspetti commerciali II) Bisogna tener conto della situazione specifica, delle caratteristiche e delle esigenze proprie di ogni settore produttivo, mediante la possibilità di un trattamento differenziato settore per settore. III) In vista del considerevole aumento del sostegno concesso negli Stati Uniti, occorre realizzare un nuovo esame del sostegno interno per verificare in che misura viene rispettato l’accordo Gatt e valutare l’effetto degli aiuti sui prezzi di mercato e la posizione competitiva dei prodotti di base. Gli aiuti che variano in funzione dei prezzi di mercato e che sono versati per prodotti destinati all’esportazione provocano grandi distorsioni commerciali e dovrebbero essere trattati in base ad una normativa quanto meno equivalente a quella che si applica ai sussidi per l’esportazione. IV) Bisogna assicurare che qualunque cambiamento all’insieme di misure Ue di sostegno fissate in Uruguay per l’anno 2000 non vada al di sotto delle decisioni prese dal Consiglio europeo di Berlino e che sia possibile solo a certe condizioni: che il concetto e il contenuto della scatola blu siano mantenuti in modo che, insieme alla scatola verde, essa contenga le misure atte a permettere agli agricoltori europei di svolgere il loro ruolo multifunzionale. I programmi interni che contribuiscono alla stabilità nel modo meno distorsivo possibile dovrebbero essere considerati positivamente nel quadro delle norme Omc. I pagamenti diretti che sono legati a programmi di controllo della produzione (scatola blu) o ad altre limitazioni (quote, soglie garantite) non dovrebbero pertanto essere soggetti a tagli. V) La clausola di salvaguardia speciale deve essere prorogata e potenziata al fine di bilanciare gli effetti delle fluttuazioni monetarie. VI) Le norme relative all’accesso al mercato devono garantire che le esigenze dei consumatori europei siano soddisfatte e che ci sia una concorrenza leale tra i prodotti Ue e quelli importati. Questo implica l’applicazione di standard equivalenti e di regole uguali in materia di etichettatura. Devono essere previste disposizioni che assicurino un’effettiva tutela contro l’usurpazione di nomi di prodotti agricoli e alimentari e il diritto di usare indicazioni geografiche e denominazioni d’origine in modo che i consumatori abbiano delle garanzie di qualità. Tale questione è di vitale importanza per l’agricoltura e deve pertanto essere inserita nei negoziati agricoli ma in più deve essere trattata anche nel quadro dell’accordo Trips. VII) Ci deve essere una disciplina equivalente per tutti gli strumenti di sostegno delle esportazioni, compresi i crediti alle esportazioni, le esportazioni “single desk” e le altre forme di sostegno interno che permettano ai produttori di aumentare il loro volume di esportazioni e/o di ridurre il prezzo a cui esportano (p. es. marketing loans, loan deficiency payments). VIII) Al fine di evitare abusi nella fornitura di aiuti alimentari e per migliorare l’efficacia degli stessi, bisognerebbe creare un organismo preposto al coordinamento delle disposizioni di fornitura degli aiuti, onde garantire l’applicazione di un codice di condotta comune e assicurare che tali aiuti non danneggino la produzione alimentare locale e le capacità commerciali. IX) Gli agricoltori subiscono la sempre maggiore pressione di un’industria agroalimentare che si concentra a livello globale. Le conclusioni dell’Omc devono sostenere una politica della concorrenza che tuteli contro la concentrazione globale dell’offerta e del commercio e assicuri delle “regole del gioco” eque per le cooperative e il resto dell’industria agroalimentare in modo che le cooperative possano migliorare la loro posizione di mercato, a nome degli agricoltori.
Specifici
aspetti non commerciali - le norme in materia di sicurezza alimentare applicate alla produzione interna devono essere applicate alle importazioni. I paesi in via di sviluppo dovrebbero ricevere l’assistenza necessaria a garantire che ciò non costituisca un ostacolo ai loro traffici commerciali; - deve essere possibile applicare il principio di precauzione in presenza di preoccupazioni legittime circa la sicurezza alimentare e ambientale, qualora la valutazione scientifica sia incompleta o inconcludente. Dato che questo è attualmente possibile nel quadro dell’accordo Sps, l’attuazione del principio di precauzione dovrebbe essere chiarita per evitare che esso sia usato impropriamente come una misura di mercato protezionistica; - le misure volte a gestire i costi supplementari imposti dagli standard ambientali e di benessere animale non dovrebbero essere soggette alla disciplina. II) Il ruolo positivo svolto dagli agricoltori in termini di ambiente, sviluppo rurale, come pure conservazione delle campagne e del paesaggio, deve essere riconosciuto come un bene di proprietà pubblica, che può essere remunerato attraverso la disciplina dell’Omc, scatola verde. Allargamento Si
tratta di un evento di importanza mondiale ed è nell’interesse di
tutti i membri dell’Omc che il processo di allargamento sia portato
a termine con successo. Ciò richiederà una grande solidarietà non
solo tra i Paesi candidati e l’Unione europea e tra i vari settori
economici, ma anche tra l’Ue e i suoi partner commerciali. Questa
solidarietà tra partner commerciali deve trovare espressione nei
risultati degli attuali negoziati Omc. Ai
Paesi meno sviluppati deve essere riservato un trattamento speciale e
differenziato, in modo da dare efficacemente priorità al
potenziamento della loro comunità agricola e alla sicurezza
alimentare. Omc:
presentati due progetti preliminari 1) la dichiarazione ministeriale o ordine del giorno; 2) le questioni e le preoccupazioni dei Pvs per risolvere i problemi da loro incontrati nella messa in atto degli accordi Gatt dell’Uruguay round. Il primo progetto ha una struttura molto generale ed in certi punti è elaborata sotto forma di alternative. Il capitolo agricolo è composto unicamente da sette titoli (gli scambi di opinioni in corso al Comitato per l’agricoltura dell’Omc; l’obiettivo a lungo termine della riforma; gli obiettivi e gli orientamenti generali in materia di accessi ai mercati, della concorrenza alle esportazioni e del sostegno interno; il trattamento speciale e differenziato per i Pvs; le questioni non commerciali; il calendario; l’organo preposto per i negoziati). Questi sette titoli ricordano molto quelli di Seattle e permettono di supporre che una parte degli Stati membri dell’Omc insisterà affinché vengano prese innanzitutto delle decisioni di fondo e sulle date. I temi dell’ambiente, dell’etichettatura degli alimenti e delle denominazioni d’origine, come il capitolo sui servizi, sono anch’essi formulati in maniera molto generale. Per quanto riguarda il secondo progetto preliminare, questo è in attesa di una seconda stesura. Entrambi i documenti sono dal primo di ottobre oggetto di animate discussioni bilaterali e multilaterali, in seno a riunioni formali ed informali degli organi dell’Omc. E’ probabile che i testi da presentare ai ministri saranno pronti a fine ottobre. Mentre procedono i lavori per la Conferenza di Doha, alla riunione informale del 24-26 settembre scorsi, del Comitato per l’agricoltura sono state riscontrate delle divergenze su cinque temi: 1) sviluppo rurale: i Pvs reclamano delle deroghe per far fronte ai problemi legati alla sicurezza alimentare, alla povertà rurale, dei periodi transitori supplementari ed una scatola per lo sviluppo contenente delle misure che andrebbero ad aggiungersi a quelle della scatola verde. Il Gruppo di Cairns e gli Usa, per il momento, non si pronunciano su queste richieste ed insistono sulla necessità di orientarsi sui mercati e sulla soppressione delle distorsioni agli scambi ammettendo una certa flessibilità per lottare contro la povertà nelle zone rurali. Il Giappone, la Corea, l’Ue, la Svizzera e la Norvegia sostengono che un intervento sui prezzi o sulla produzione è necessario per agire contro i problemi della sviluppo rurale. 2) Indicazione geografiche: l’Ue e la Svizzera sono favorevoli all’estensione ad altri prodotti del sistema di protezione attualmente in vigore per i vini e gli alcolici. Il Gruppo di Cairns, gli Usa, il Salvador, il Perù ed il Venezuela affermano che questo argomento non deve essere trattato al Comitato per l’agricoltura, ma dal Consiglio dell’Omc incaricato delle questioni sulle proprietà intellettuali legate al commercio. 3) Sostegno interno e scatola verde: l’Unione europea propone la conferma della scatola verde e l’introduzione di altre disposizioni come i programmi per il rimborso dei costi provenienti dalla protezione del benessere animale e dal regime più flessibile per i Pvs sottoposti a dei problemi di sicurezza alimentare e di lotta contro la povertà. Al contrario, l’Argentina appoggia il Gruppo di Cairns che vuole limitare le spese pubbliche autorizzate dalla scatola verde. 4) Sostegno interno e scatola blu: il Gruppo di Cairns e gli Usa si augurano lo spostamento delle misure della scatola blu nella scatola arancione, in modo da arrivare entro breve alla loro eliminazione. L’Ue ed altri Stati, tra cui il Giappone e la Corea, reclamano la conferma della scatola Blu. 5) Clausole di salvaguardia speciale: il Giappone, sostenuto dalla Corea, propone di confermare il sistema attuale della clausola di salvaguardia e di crearne un’altra per i prodotti di stagione e quelli deperibili. Il Gruppo di Cairns rifiuta la clausola di salvaguardia tanto sostenuta invece dall’Unione europea e dai Paesi in transizione. Nella prossima riunione del Comitato per l’agricoltura, che si terrà dal 3 al 5 dicembre, verranno trattati i seguenti argomenti: ambiente, preferenze commerciali, aiuti alimentari, informazione dei consumatori ed etichettatura.
Direttivo
della Cia del Lazio I lavori sono stati aperti dal presidente della Cia regionale, Alessandro Salvadori, il quale ha ribadito la necessità di ridare slancio all’attività sindacale, partendo dai problemi che vive l’agricoltura laziale. Per questo la Cia del Lazio predisporrà, nei prossimi giorni, una piattaforma di rivendicazione e di proposta per una politica a favore dell’agricoltura locale che si dovrà concretizzare in una o più iniziative. Passando all’illustrazione delle caratteristiche generali della finanziaria 2002, il presidente Salvadori si è dichiarato insoddisfatto per la mancanza di un progetto per l’agricoltura che caratterizza questa manovra. Agricoltura che perde 450 miliardi, mentre i grandi temi del settore restano irrisolti. “Anche il governo regionale -ha proseguito- fino ad oggi caratterizzato da una politica dei grandi annunci, non ha dato risposte concrete ai problemi del settore. Non vengono ancora remunerati i premi per le calamità naturali del dicembre ’99 e ancora non sono stati pagati i premi per la Bse. La tanto decantata legge di orientamento è tutt’oggi una scatola vuota”. E’ poi seguito l’intervento del presidente della Cia di Roma, Massimo Biagetti, sulle linee di quello di Salvadori. Il presidente nazionale, Massimo Pacetti, concludendo i lavori, ha illustrato le ragioni per cui la Confederazione parteciperà alla marcia per la pace, che si svolgerà da Perugia ad Assisi il prossimo 14 ottobre. La fame nel mondo, la solidarietà, il problema globale dell’alimentazione e della qualità dei prodotti alimentari, il rispetto delle diverse etnie, sono tematiche che chiamano l’agricoltura in prima linea e, vista la situazione internazionale, è giusto che anche gli agricoltori organizzati partecipino a questa grande manifestazione di pace e per la pace. Il presidente Pacetti si è, quindi, soffermato sulla legge finanziaria 2002, presentata nei giorni scorsi alle forze sociali e produttive. Nella manovra economica -ha detto- l’agricoltura è sottovalutata e non vengono affrontati i grandi problemi del settore. Pacetti ha mostrato la sua insoddisfazione per il rinvio, a fasi successive, di questioni fondamentali come le tematiche fiscali legate al comparto agricolo. In conclusione, il Direttivo ha approvato i seguenti punti: 1) la partecipazione alla marcia per la pace Perugia – Assisi di domenica 14 ottobre; 2) la formulazione della ‘piattaforma di iniziativa sindacale della Cia del Lazio’ che dovrà rappresentare, nei prossimi mesi, la proposta per ‘una politica per l’agricoltura’ da sottoporre alla pubblica amministrazione ed in particolare alla Regione Lazio, anche attraverso una specifica iniziativa di carattere regionale; 3) la definizione di un progetto economico dell’organizzazione che, partendo dal prossimo bilancio di previsione, favorisca la valorizzazione delle risorse territoriali anche attraverso l’istituzione di un fondo regionale per lo sviluppo e gli investimenti; 4) il rilancio degli strumenti di informazione; 5) la rapida nomina di gruppi di lavoro per assicurare partecipazione e collegialità in tutte le attività dell’organizzazione; 6) la scelta di collocare al centro della propria attività e delle prossime iniziative il tesseramento per determinare nel 2002 la crescita dell’organizzazione, il rafforzamento dell’agricoltura e della rappresentanza della Cia regionale.
A
Massa
Carrara convegno della Cia Massa Carrara sarà al centro di una “due giorni” dedicata allo sviluppo rurale ed al turismo in fattoria. Due iniziative in programma. Un convegno che la Confederazione italiana agricoltori di Massa Carrara, con il patrocinio del Comune di Villafranca Lunigiana, ha organizzato per il prossimo 11 ottobre, alle ore 15 presso il Museo etnografico, il convegno sul tema “Dalla marginalità allo sviluppo rurale. Tipicità, qualità ed integrazione per la valorizzazione del territorio e delle microfiliere”. La seconda giornata, come è già stato pubblicato nell’Agenzia “Nuova agricoltura” di ieri, vedrà una visita guidata di studenti presso un’azienda agricola. Scopo del convegno di apertura di questa iniziativa è quello di qualificare e valorizzare le attività tradizionali legate al territorio, promuovendo le integrazioni tra settori e tra imprese attraverso anche specifiche politiche di sostegno per lo sviluppo territoriale e per l’affermazione delle microfiliere. I lavori, aperti da Giordano Pascucci, vicepresidente della Cia della Toscana, saranno introdotti da Giuseppe Bordigoni, presidente della Cia di Massa Carrara. Concluderà il convegno il presidente nazionale della Cia, MassimoPacetti. Convegno
ad Amandola Per la Confederazione italiana agricoltori, parteciperà Alfonso Pascale vicepresidente nazionale.
Cia
di Padova: presentazione L’Atlante è uno strumento aperto che mette a disposizione materiali e propone linee di lettura per gli operatori, gli addetti ai lavori e gli imprenditori. All’iniziativa sarà presente Massimo Pacetti, presidente nazionale della Confederazione. |
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