|
ATTUALITA'
Prezzi: opportuna liniziativa del
governo.
Urgente unintesa per bloccare speculazioni e rincari
Il vicepresidente della Cia Mino Rizzioli
interviene allincontro a Palazzo Chigi con il governo. Le Camere
di Commercio sono la sede ideale di confronto fra le categorie per
unazione di contenimento dei prezzi. Più trasparenza
e informazione per i consumatori
Opportuna e interessante.
Cosi il vicepresidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori
Mino Rizzioli, intervenendo oggi allincontro a Palazzo Chigi,
ha definito lannunciata iniziativa del governo relativa ad unintesa
tra le associazioni di categoria, una sorta di moratoria, per congelare
i prezzi.
Come Cia -ha aggiunto il vicepresidente- abbiamo da sempre sostenuto
lesigenza di favorire maggiore concorrenza e sviluppo, ma soprattutto
informazione e trasparenza. Daltra parte, il fatto che tale
proposta sia stata inserita nella Finanziaria 2004 coglie limportanza
del problema, che deve trovare al più presto una valida soluzione.
Sarebbe, comunque, opportuno che si intervenisse anche sul fronte
delle tariffe e dei costi dei servizi per impedire un loro rialzo.
Da tempo la Cia -ha evidenziato il vicepresidente- sta denunciando
una situazione difficile e conflittuale sul versante dei prezzi. I
pesanti aumenti registrati negli ultimi mesi hanno provocato il giusto
risentimento dei consumatori che sono rimasti disorientati da unescalation
dei prezzi che in molti casi non aveva una reale e valida motivazione.
Gli stessi aumenti nellortofrutta, pur in parte determinati
dalle avversità atmosferiche, hanno conosciuto momenti di forte
tensione e di qualche manovra speculativa. Ecco, pertanto, limportanza
di attivare strumenti che blocchino sul nascere speculazioni e chi
vuole fare il furbo.
Al momento -ha aggiunto Rizzioli- non ci sono elementi che possano
favorire incrementi allorigine dei prodotti agricoli. Anzi,
in alcuni casi si registrano evidenti ribassi, specie nel settore
ortofrutticolo. E i produttori agricoli sono impegnati per porre un
freno agli aumenti. Daltronde, proprio essi sono colpiti doppiamente
dai rincari . Prima come imprenditori per gli alti costi produttivi
e per la quasi totale assenza di strumenti interprofessionali che
permettano valide forme di concertazione allinterno delle filiere.
Poi come cittadini per la crescita dellinflazione, per i rincari
ingiustificati, per la scarsa modernizzazione del Paese che alla fine
influiscono pesantemente sulla capacità dacquisto.
Per questo motivo -ha concluso il vicepresidente della Cia-
è importante creare strumenti che, oltre a consentire una vera
tracciabilità del prezzo lungo tutta la filiera, attraverso
un percorso di garanzia, possano operare con il contributo
di tutti i soggetti della filiera agro-alimentare. Insomma, un impegno
serio e concreto per rimettere ordine in un sistema, appunto, quello
dei prezzi, che oggi si presenta confuso, caotico e a volte impenetrabile.
Tenendo conto delle nuove competenze delle Regioni e del ruolo
delle Camere di Commercio e del loro rapporto con le categorie (dallagricoltura,
ai servizi, allindustria, al dettaglio) e i consumatori, questultime
-ha concluso Rizzioli- potrebbero rappresentare la sede ideale di
confronto dove poter arrivare ad un accordo che permetta un controllo
dei prezzi e, quindi, un loro contenimento), di contrastare tensioni
artificiose e rincari indiscriminati e ingiustificati.
Il Cipat nazionale prosegue nella creazione
di una rete territoriale
Il Cipat nazionale, rinnovato nella forma
e nella sostanza, prosegue nel suo percorso volto a conferire concretezza
al concetto di sistema Cia ed alla dimensione di rete
territoriale.
Agire la dimensione di rete sottende al comunicare inteso
nel senso etimologico e cioè mettere in comune,
nel caso, progetti, idee, professionalità, esperienze, materiali
didattici e soprattutto la ferma convinzione della necessità
di percorrere insieme le tappe del cambiamento.
Parte del territorio ha già risposto allinvito a comunicare
espresso dal Cipat nazionale:
Gli incontri finalizzati a progetti specifici con Campania e Umbria
ed i direttivi svolti in Toscana, Sicilia e Marche sono certamente
un campione significativo che ci consente di esprimere proiezioni
ottimistiche per le restanti realtà con cui entrare in stretto
contatto.
Nel territorio ci sono staff professionalmente preparati, motivati
e snelli, azioni e progetti innovativi e di prospettiva e tanta voglia
di sentirsi pienamente dentro al sistema Cia come partner
affidabile e corretto sulla strada del cambiamento.
La nuova strategia operativa del Cipat nazionale è orientata
in due grandi direttrici:
- attività esterna, rivolta ad associati e cittadini, fornendo
un supporto alle attività del territorio e implementando azioni
di carattere nazionale e transnazionale non in competizione, ma bensì
in sinergia col territorio
- attività interna, tramite la realizzazione di un sistema
di autoapprendimento assistito per la formazione permanente dei quasi
3000 dipendenti Cia.
In tale strategia svolgerà un ruolo cardine il sito www.cipat.org
(attualmente in fase di allestimento) tramite la sua intranet, uno
spazio virtuale per conoscerci, confrontarci, mettere in comune progetti
idee, materiali e punti di eccellenza.
Tale strategia, accolta con entusiasmo dalle realtà contattate,
è dinamica, flessibile e con una forte propensione a cogliere
con umiltà e volontà gli input che provengono dal territorio.
Essere sistema infatti non può prescindere dalla quotidiana
disponibilità al confronto inter pares con tutti
gli elementi del sistema stesso.
torna
al sommario
DAL
TERRITORIO
Unicità di modello ed unicità
di sportello: presentata a Barolo (Cuneo) la petizione per la
semplificazione burocratica in campo vitivinicolo
La Cia del Piemonte ha presentato il 7 ottobre,
nella prestigiosa sede del Castello del Falletti di Barolo, la petizione
al Consiglio regionale intitolata Unicità di modello
ed unicità di sportello", con la quale vuole porre in
evidenza lesigenza di una decisa semplificazione burocratica
in campo vitivinicolo ed indica le strade per perseguirla.
La petizione, in calce alla quale la Cia del Piemonte si propone di
raccogliere 10.000 firme di viticoltori piemontesi, è stata
presentata dal Presidente regionale della Cia Attilio Borroni, dai
Presidenti provinciali delle Cia di Asti e di Cuneo, Dino Scanavino
e Valentina Masante, dal Direttore della Cia di Alessandria Giuseppe
Botto.
Le varie normative in campo vitivinicolo -quella europea, quella nazionale
e quella regionale costringono ormai i vitivinicoltori ad una
serie di gravosi adempimenti burocratici, da svolgere presso Amministrazioni
ed Enti diversi (Ministero, Regioni, Camere di Commercio), che talvolta
si rivelano inutili, non di rado sono ripetitivi e per la loro complessità
possono anche creare disguidi e di conseguenza essere la causa di
pesanti sanzioni per i produttori.
Le aziende vitivinicole sono inoltre soggette a controlli in loco
da parte di numerose Amministrazioni ed Enti, che non sempre agiscono
in collegamento tra di loro e talvolta procurano intralci alla normale
attività produttiva.
Il disagio nel mondo vitivinicolo sta crescendo enormemente.
E giunto il momento, secondo la Cia del Piemonte, di introdurre
elementi di semplificazione nelle pratiche burocratiche, che senza
trascurare le attese dei consumatori riguardo la serietà e
la rigidità dei controlli, si concilino meglio con le esigenze
operative dei produttori.
Tramite la petizione, la Cia del Piemonte intende rivolgere un pressante
invito al Consiglio regionale perché si faccia interprete del
disagio dei viticoltori e chiede, quale elemento più importante
di semplificazione degli adempimenti burocratici in campo vitivinicolo,
la costruzione di un solo modello da depositare presso un unico sportello
per la dichiarazione delle superfici vitate e per quelle sulle produzioni
vitivinicole che oggi sono disperse tra enti diversi e sono soggette
alluso di una modulistica diversificata.
La Cia del Piemonte chiede lunicità di modello
e lunicità di sportello, da realizzarsi favorendo
un percorso di collaborazione tra la rete territoriale e gli strumenti
informatici della Regione, delle Province, dellAgea e delle
Camere di Commercio.
Sarà poi cura dellEnte incaricato della raccolta del
modello mettere a disposizione di tutti gli altri Enti le informazioni,
raccolte presso lo sportello unico, per le verifiche, i controlli
e le attività di programmazione di loro competenza.
Nel corso della discussione, che è seguita alla Conferenza
stampa, sono intervenuti lAssessore allagricoltura della
provincia di Cuneo Emilio Lombardi, il Consigliere regionale Vincenzo
Tomatis, il dirigente regionale del settore vitivinicolo Ettore Ponzo,
il direttore della Associazione produttori Vignaioli piemontesi
Gianluigi Biestro, il quali hanno tutti dichiarato di essere daccordo
con i contenuti della petizione e sono anche entrati nel merito, dando
preziosi suggerimenti su come favorire la semplificazione delle pratiche
burocratiche.
Al termine della discussione, il Presidente regionale della Cia del
Piemonte ha sottolineato come sia necessario anche in questi momenti
-in cui la questione strategica di quale qualità e di quale
tipicità si vuole realizzare per i prodotti piemontesi sta
assumendo un ruolo di assoluta prevalenza, in relazione anche alla
vicenda degli Ogm- non dimenticare le incombenze quotidiane delle
imprese agricole ed adoperarsi per una loro soluzione positiva.
Cartelle pazze: la Cia siciliana scrive al ministro Alemanno e allassessore
Castiglione
perché blocchino le procedure della riscossione coatta
La morsa dei debiti verso lInps stritola
le aziende agricole siciliane che, a seguito della cartolarizzazione,
si vedono notificare da parte delle società di riscossione
minacciose raccomandate in cui si comunica il blocco dei beni o liscrizione
dellipoteca.
Il presidente della Cia siciliana, Carmelo Gurrieri, ha chiesto al
ministro Alemanno e allassessore regionale allagricoltura,
Castiglione, un intervento urgente per bloccare le procedure di recupero
dei crediti e le azioni di tutela e rivalsa messe in atto dagli istituti
di riscossione.
Le procedure di recupero del presunto credito vantato dallInps
nei confronti delle aziende agricole, malgrado i numerosi ricorsi
presentati dalle stesse e quasi mai presi in considerazione, vanno
quindi avanti e mettono in serio pericolo la stessa sopravvivenza
delle imprese.
"Temiamo pesanti ricadute su migliaia e migliaia di aziende agricole
con possibili ripercussioni anche di ordine pubblico dice preoccupato
Gurrieri.
ll blocco delliter previsto dalla cartolarizzazione è
necessario sostiene Gurrieri- se si considera la difficoltà
in cui versano le aziende agricole siciliane vessate dal ripetersi
delle calamità naturali e della discutibile legittimità
della operazione di cartolarizzazione che nella stragrande maggioranza
dei casi riteniamo basata su debiti non accertati, così come
dimostrano i tanti ricorsi presentati allInps e mai evasi dallo
stesso Istituto.
Al ministro Alemanno la Cia siciliana ha poi ribadito la inderogabile
necessità di un intervento legislativo che riporti chiarezza
e certezza sullintera problematica e che risolva il problema
delle cartelle pazze chiudendo definitivamente la decennale questione.
torna
al sommario
APPUNTAMENTI
Agricoltura e cambiamenti
climatici: un convegno della Cia Umbria
Il problema della siccità, ma anche
il continuo aumento delle temperature per lunghi periodi dell'anno,
con i relativi danni per l'ambiente e l'agricoltura sono alcune delle
tematiche che verranno trattate nell'incontro indetto dalla Cia dell'Umbria
per il 13 ottobre a Marsciano presso l'azienda agricola "Torre
Colombaia" di San Biagio della Valle, sul tema "L'agricoltura
umbra di fronte ai cambiamenti climatici", l'impresa agricola
alle prese con le profonde modificazioni climatiche in atto: gestirle
per non soccombere che sarà concluso dal presidente nazionale
della Cia Massimo Pacetti.
I lavori saranno introdotti dal presidente regionale Walter Trivellizzi.
Parteciperanno tra gli altri, Nicola Stolfi responsabile Ufficio Ambiente
della Cia nazionale e Domenico Brugno presidente della Cia di Perugia.
torna
al sommario
|