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ATTUALITA'
La Cia esprime solidarietà al ministro
Alemanno
Una dichiarazione del presidente Massimo Pacetti
Piena solidarietà al ministro Gianni Alemanno
è stata espressa da Massimo Pacetti, presidente della Cia-Confederazione
italiana agricoltori.
E un gesto gravissimo -ha commentato Pacetti- quello di
cui è stato fatto oggetto il ministro. si è trattato
dellazione di pochi facinorosi che nulla hanno a che vedere
con gli agricoltori italiani, che hanno sempre rispettato le istituzioni
e le regole nazionali e comunitarie. Davanti ad un episodio del genere
la Cia esprime la più dura condanna.
Il vicepresidente vicario nazionale della
Cia, Giuseppe Politi, alla presentazione del libro: Dieci anni
di cooperazione con i contadini senza terra
Il vicepresidente vicario nazionale della
Cia, nonché neo presidente dellAssociazione solidarietà
e sviluppo, è intervenuto il 2 ottobre scorso, a Mestre, alla
presentazione del libro di Norberto Bellini, Dieci anni di cooperazione
con i contadini senza terra e le famiglie senza casa in Paraguay.
Politi, nel dimostrare la sua sincera soddisfazione per il lavoro
ereditato da Norberto Bellini, ha posto laccento sugli aspetti
umani che contraddistinguono le opere di Ases.
Al di là degli importantissimi aspetti tecnici e strutturali
ha detto- che rappresentano il raggiungimento di tutti gli obiettivi
progettuali eseguiti, è sorprendente constatare nelle molte
persone, direttamente od indirettamente coinvolte dagli interventi
di Ases, un rapporto daffetto, fiducia e fratellanza che va
oltre il normale riconoscimento.
Politi ha colto loccasione per ricordare la storia dellagricoltura
Italiana del dopoguerra: La Confederazione Italiana Agricoltori
- ha proseguito- è sempre intervenuta a sostegno dellagricoltura
nelle situazioni di maggiore difficoltà. Lo ha fatto nella
sua veste di Alleanza contadini di allora, aiutando i contadini in
Italia ad uscire da una situazione di povertà diffusa e contribuendo
così allo sviluppo dellItalia, e lo fa anche oggi laddove
persistono situazioni di povertà, anche con le attività
di Ases.
Per Politi, questi interventi aiutano a risolvere condizioni di sottoalimentazione
e di sicurezza alimentare e a dare energia ai lenti processi di miglioramento
delle condizioni di vita nei paesi dove la potenzialità del
lavoro agricolo ristagna sotto il dominio delle potenze economiche
mondiali.
Lautore del libro, ha brevemente ripercorso i dieci anni di
vita dellAssociazione ed i progetti più significativi
sia in Africa: Mozambico, Ruanda e Repubblica del Congo, dove attualmente
realizza un grosso progetto di sicurezza alimentare, sia in America
Latina: Perù e Paraguay.
Il libro ha detto Bellini è semplicemente
una memoria storica che serve ai beneficiari dei progetti nei paesi
in via di sviluppo per rivivere il processo di lotta per la conquista
di una maggiore dignità umana, sociale ed economica.
Alla presentazione è intervenuto, tra gli altri, il prosindaco
di Mestre, Gianfranco Bettin, il quale
ha espresso la sua ammirazione per gli interventi eseguiti da Ases
in Paraguay, di cui ha potuto constatarne personalmente gli sviluppi
in una visita in quel paese. Un paese che pur vivendo una situazione
di grande difficoltà economica possiede straordinarie potenzialità
di sviluppo che rimangono tuttora sommerse.
Gli interventi di Ases ha detto Bettin- hanno aiutato
nel loro piccolo a valorizzare le risorse locali e a sollevare le
sorti di molte famiglie migliorandone la qualità della vita.
Il libro, che ripercorre i primi dieci anni dimpegno dellAssociazione
nel paese sudamericano, è una testimonianza importante. Un
libro rigoroso nella dimostrazione dei fatti che mette bene in luce
loperosità di dellAssociazione in quel paese. La
città di Venezia continuerà, per quanto le sarà
possibile, a sostenere e condividere azioni di solidarietà
e sviluppo in Paraguay con lAssociazione promossa dalla Confederazione
Italiana Agricoltori.
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DAL
TERRITORIO
Convegno in Basilicata su alimentazione
e salute
Produzioni agroalimentari tipiche: strategie nutrizionali di
prevenzione e miglioramentodella qualità della vita è
stato il titolo del convegno che si è svolto nel Castello di
Federico II a Lagopesole (in provincia di Potenza) lo scorso 3 ottobre.
Lincontro, organizzato dallAssociazione Prodotti Tipici
di Fattoria, rientra nelle attività che la Regione Basilicata
ha inserito nel programma della terza edizione di Naturalmente
Lucano.
Unintera giornata è stata dedicata allapprofondimento
scientifico di tematiche relative ai fenomeni biologico-ossidativi,
allindividuazione della biodisponibiità dei fattori che
pongono in relazione i consumi alimentari e lo stato di salute.
Al convegno, al quale ha partecipato il Premio Nobel Usa per la Chimica
Kary B. Mullis, sono intervenuti prestigiosi esponenti del mondo scientifico
nazionale ed internazionale, il presidente nazionale della Confederazione
italiana agricoltori, Massimo Pacetti, rappresentanti del mondo accademico
e istituzionale.
Dopo i saluti del Sindaco di Avigliano, Domenico Tripaldi, del Rettore
dellUniversità della Basilicata, Francesco Lelj Garolla
di Bard e del Presidente della Camera di Commercio, Pasquale Lamorte,
i lavori saranno aperti dallAssessore regionale allAgricoltura,
Donato Salvatore. Le conclusioni sono state svolte dal presidente
Pacetti.
Il rapporto tra nutrizione e salute -è stato rilevato nel convegno-
assume valenza fondamentale nellattività di promozione
e valorizzazione delle produzioni agroalimentari tipiche legate allidentità
territoriale costituisce un aspetto prioritario delliniziativa
che lAssociazione Prodotti di Fattoria svolge da tempo, avendo,
tra laltro, in fase di attuazione un progetto finanziato dal
ministero della Salute proprio sullargomento ed in relazione
alle produzioni tipiche di Basilicata. I primi risultati sono stati
illustrati dal presidente dellAssociazione e presidente della
Cia della Basilicata, Nicola Manfredelli, dal direttore dello Scottish
Agricultural College di Edimburgo, Nick Sparks e dal mutrizionista
Massimo Cocchi.
Una regione che gode di uno scenario unico in grado di costituire
un ecosistema dove la naturale predisposizione della terra, dellambiente
e delluomo verso produzioni naturalmente biologiche
consente di poter disporre di una produzione agroalimentare di altissima
qualificazione rispetto alla cultura alimentare ed al valore nutrizionale.
Si tratta di caratteristiche di fondamentale importanza, che la moderna
ricerca scientifica oggi, riconosce come strumenti nella prevenzione
e nella protezione della salute umana.
La Basilicata, pertanto, si presta ampiamente per realizzare un moderno
progetto e un modello da studiare e da far conoscere per valorizzare
lenorme giacimento di salute costituito dalle proprie
produzioni agroalimentari tipiche.
Nelle sue conclusioni, il presidente Pacetti ha messo in risalto limpegno
della Cia per la qualità e la sicurezza alimentare a tutela
dei consumatori. A tal proposito ha ricordato l accordo tra
la confederazione e i medici di famiglia tesi ad unalimentazione
sana e corretta indispensabile anche per prevenire malattie.
La qualità dei prodotti, la loro tipicità, la sicurezza
alimentare -ha sottolineato il presidente Pacetti- hanno sempre rappresentato
per la Cia un elemento cardine della sua strategia a tutela della
salute pubblica, dei consumatori. La Cia vuole, così, promuovere
la salute e far conoscere e rilanciare la tipicità dei prodotti
italiani, da tutti riconosciuti come elementi importanti per una dieta
ideale. Azioni tese, quindi, a prevenire e a ridurre i rischi di una
cattiva alimentazione.
Daltra parte, la ricchezza delle nostre tradizioni agricolo-alimentari
garantisce -ha concluso Il presidente della Cia- una risposta più
che sufficiente non solo per tutti i gusti, ma anche per tutte le
necessità dietologiche, siano esse per il mantenimento di uno
stato di benessere che per i fini più squisitamente terapeutici.
Ogm: la Cia del Piemonte disponibile ad
un serio confronto
Si è svolto venerdì 3 ottobre al Lingotto di Torino
un interessante convegno sugli Ogm, in cui la questione è stata
esaminata da varie angolatura, senza oltranzismi. Si è trattato
del primo confronto serio dopo mesi di conflitti e di incomprensioni
sulla questione degli OGM, con la partecipazione del governatore Ghigo,
di Carlo Petrini di Slow Food, di Sergio Dompè, presidente
dellAssociazione nazionale per le biotecnologie, di Lorenzo
Silengo, presidente della Scuola delle biotecnologie di Torino e del
prof. Jeremy Rifkin.
A tal ambito la Cia del Piemonte ribadisce di essere disponibile a
discutere sulla proposta Ghigo per un Piemonte Ogm-free, purché
vi sia il consenso della stragrande maggioranza dei produttori (essendo
laccordo con i produttori necessario per compiere qualsiasi
scelta), a condizioni che si faccia opera di chiarezza sugli Ogm (che
non devono essere agitato come uno spauracchio come se si trattasse
di scorie nucleari), che si adottino soglie di tolleranza ragionevoli,
in particolare per le sementi di mais (lunica coltivazione transgenica
che potrebbe interessare gli agricoltori piemontesi) quali quelle
proposte dalla Commissione Ue e che non si applichi la tolleranza
zero nei confronti dei mangimi per animali (altrimenti sparirebbero
dal commercio), ma anche in questo caso si applichi la tolleranza
proposta dalla Commissione Ue (lo 0,9 per cento).
La Cia del Piemonte chiede, inoltre, la rapida istituzione di sistemi
di etichettatura e di tracciabilità efficaci per i prodotti
piemontesi, al fine di eliminare ogni tipo di frode commerciale e
di tutelare meglio le produzioni tipiche e di qualità regionali.
Presentate a Formigoni le proposte della
Cia Lombardia. Dai presidi del latte una forte richiesta di futuro
Molti allevatori nei presidi in tutta la
Lombardia. A Brescia incontro con l'assessore Beccalossi; le delegazioni
dai prefetti, dai presidenti e assessori delle amministrazioni provinciali
Numerosi produttori di latte e decine di trattori in tutte le città
lombarde si sono mobilitati, il 3 ottobre, a sostegno delle proposte
della Confederazione italiana agricoltori della Lombardia per il sistema
latte. Pieno successo quindi della giornata dei presidi, caratterizzata
dagli incontri con i prefetti, i presidenti e gli assessori provinciali.
Le proposte della Cia Lombardia sono state presentate al presidente
della Giunta regionale Formigoni che ha incontrato una delegazione
di allevatori guidata dal presidente regionale della Confederazione
Mario Lanzi.
Al termine dell'incontro la delegazione della Cia ha espresso apprezzamento
per la sensibilità dimostrata dal presidente Formigoni sui
temi della zootecnia da latte e soddisfazione per l'impegno assunto
a sostegno della richiesta di maggiori quote latte per la Lombardia
e di convocare a breve un incontro interprofessionale del settore
lattiero-caseario.
Al presidente Formigoni, anche in considerazione del suo recente incarico
di capo della delegazione italiana al consiglio dei ministri agricoli
europei, la Cia Lombardia chiede di operare, nelle sedi comunitarie
e nazionali, per conseguire gli obiettivi di difesa del latte lombardo
e di remunerazione della produzione. "Le nostre tre proposte
cardine -sottolinea Lanzi- si possono così riassumere: 1) la
convocazione di un tavolo interprofessionale per la definizione del
prezzo del latte per il 2003; 2) il conseguimento nel semestre di
presidenza italiana dell'Unione europea dell'aumento della quota latte
per recuperare in Lombardia spazi produttivi sia a favore delle aziende
che hanno subito il taglio della quota B, sia per quelle che hanno
investito nell'acquisto delle quote; 3) semplificare gli oneri burocratici
nell'applicazione delle nuove normative, favorendo l'utilizzo dell'autocertificazione
che costituisce anche il riconoscimento della dignità imprenditoriale".
Su queste proposte determinanti per il reddito delle imprese agricole
la mobilitazione della Cia Lombardia proseguirà anche nelle
prossime settimane.
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