Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori



Anno 45 - n. 168

 

6 Ottobre 2003

 

ATTUALITA'

    La Cia esprime solidarietà al ministro Alemanno

    Il vicepresidente vicario nazionale della Cia, Giuseppe Politi, alla presentazione del libro: “Dieci anni di cooperazione con i contadini senza terra”

DAL TERRITORIO

•    Convegno in Basilicata su alimentazione e salute

•  Ogm: la Cia del Piemonte disponibile ad un serio confronto

•   Presentate a Formigoni le proposte della Cia Lombardia. Dai presidi del latte una forte richiesta di futuro



 

ATTUALITA'


La Cia esprime solidarietà al ministro Alemanno


Una dichiarazione del presidente Massimo Pacetti

Piena solidarietà al ministro Gianni Alemanno è stata espressa da Massimo Pacetti, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori.
“E’ un gesto gravissimo -ha commentato Pacetti- quello di cui è stato fatto oggetto il ministro. si è trattato dell’azione di pochi facinorosi che nulla hanno a che vedere con gli agricoltori italiani, che hanno sempre rispettato le istituzioni e le regole nazionali e comunitarie. Davanti ad un episodio del genere la Cia esprime la più dura condanna”.

 

Il vicepresidente vicario nazionale della Cia, Giuseppe Politi, alla presentazione del libro: “Dieci anni di cooperazione con i contadini senza terra”

Il vicepresidente vicario nazionale della Cia, nonché neo presidente dell’Associazione solidarietà e sviluppo, è intervenuto il 2 ottobre scorso, a Mestre, alla presentazione del libro di Norberto Bellini, “Dieci anni di cooperazione con i contadini senza terra e le famiglie senza casa in Paraguay”.
Politi, nel dimostrare la sua sincera soddisfazione per il lavoro ereditato da Norberto Bellini, ha posto l’accento sugli aspetti umani che contraddistinguono le opere di Ases.
“Al di là degli importantissimi aspetti tecnici e strutturali –ha detto- che rappresentano il raggiungimento di tutti gli obiettivi progettuali eseguiti, è sorprendente constatare nelle molte persone, direttamente od indirettamente coinvolte dagli interventi di Ases, un rapporto d’affetto, fiducia e fratellanza che va oltre il normale riconoscimento.
Politi ha colto l’occasione per ricordare la storia dell’agricoltura Italiana del dopoguerra: “La Confederazione Italiana Agricoltori - ha proseguito- è sempre intervenuta a sostegno dell’agricoltura nelle situazioni di maggiore difficoltà. Lo ha fatto nella sua veste di Alleanza contadini di allora, aiutando i contadini in Italia ad uscire da una situazione di povertà diffusa e contribuendo così allo sviluppo dell’Italia, e lo fa anche oggi laddove persistono situazioni di povertà, anche con le attività di Ases”.
Per Politi, questi interventi aiutano a risolvere condizioni di sottoalimentazione e di sicurezza alimentare e a dare energia ai lenti processi di miglioramento delle condizioni di vita nei paesi dove la potenzialità del lavoro agricolo ristagna sotto il dominio delle potenze economiche mondiali.
L’autore del libro, ha brevemente ripercorso i dieci anni di vita dell’Associazione ed i progetti più significativi sia in Africa: Mozambico, Ruanda e Repubblica del Congo, dove attualmente realizza un grosso progetto di sicurezza alimentare, sia in America Latina: Perù e Paraguay.
“Il libro –ha detto Bellini” è semplicemente una memoria storica che serve ai beneficiari dei progetti nei paesi in via di sviluppo per rivivere il processo di lotta per la conquista di una maggiore dignità umana, sociale ed economica.
Alla presentazione è intervenuto, tra gli altri, il prosindaco di Mestre, Gianfranco Bettin, il quale
ha espresso la sua ammirazione per gli interventi eseguiti da Ases in Paraguay, di cui ha potuto constatarne personalmente gli sviluppi in una visita in quel paese. Un paese che pur vivendo una situazione di grande difficoltà economica possiede straordinarie potenzialità di sviluppo che rimangono tuttora sommerse.
“Gli interventi di Ases –ha detto Bettin- hanno aiutato nel loro piccolo a valorizzare le risorse locali e a sollevare le sorti di molte famiglie migliorandone la qualità della vita. Il libro, che ripercorre i primi dieci anni d’impegno dell’Associazione nel paese sudamericano, è una testimonianza importante. Un libro rigoroso nella dimostrazione dei fatti che mette bene in luce l’operosità di dell’Associazione in quel paese. La città di Venezia continuerà, per quanto le sarà possibile, a sostenere e condividere azioni di solidarietà e sviluppo in Paraguay con l’Associazione promossa dalla Confederazione Italiana Agricoltori.

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DAL TERRITORIO


Convegno in Basilicata su alimentazione e salute


“Produzioni agroalimentari tipiche: strategie nutrizionali di prevenzione e miglioramentodella qualità della vita” è stato il titolo del convegno che si è svolto nel Castello di Federico II a Lagopesole (in provincia di Potenza) lo scorso 3 ottobre. L’incontro, organizzato dall’Associazione Prodotti Tipici di Fattoria, rientra nelle attività che la Regione Basilicata ha inserito nel programma della terza edizione di “Naturalmente Lucano”.
Un’intera giornata è stata dedicata all’approfondimento scientifico di tematiche relative ai fenomeni biologico-ossidativi, all’individuazione della biodisponibiità dei fattori che pongono in relazione i consumi alimentari e lo stato di salute.
Al convegno, al quale ha partecipato il Premio Nobel Usa per la Chimica Kary B. Mullis, sono intervenuti prestigiosi esponenti del mondo scientifico nazionale ed internazionale, il presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori, Massimo Pacetti, rappresentanti del mondo accademico e istituzionale.
Dopo i saluti del Sindaco di Avigliano, Domenico Tripaldi, del Rettore dell’Università della Basilicata, Francesco Lelj Garolla di Bard e del Presidente della Camera di Commercio, Pasquale Lamorte, i lavori saranno aperti dall’Assessore regionale all’Agricoltura, Donato Salvatore. Le conclusioni sono state svolte dal presidente Pacetti.
Il rapporto tra nutrizione e salute -è stato rilevato nel convegno- assume valenza fondamentale nell’attività di promozione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari tipiche legate all’identità territoriale costituisce un aspetto prioritario dell’iniziativa che l’Associazione Prodotti di Fattoria svolge da tempo, avendo, tra l’altro, in fase di attuazione un progetto finanziato dal ministero della Salute proprio sull’argomento ed in relazione alle produzioni tipiche di Basilicata. I primi risultati sono stati illustrati dal presidente dell’Associazione e presidente della Cia della Basilicata, Nicola Manfredelli, dal direttore dello Scottish Agricultural College di Edimburgo, Nick Sparks e dal mutrizionista Massimo Cocchi.
Una regione che gode di uno scenario unico in grado di costituire un ecosistema dove la naturale predisposizione della terra, dell’ambiente e dell’uomo verso produzioni “naturalmente biologiche” consente di poter disporre di una produzione agroalimentare di altissima qualificazione rispetto alla cultura alimentare ed al valore nutrizionale.
Si tratta di caratteristiche di fondamentale importanza, che la moderna ricerca scientifica oggi, riconosce come strumenti nella prevenzione e nella protezione della salute umana.
La Basilicata, pertanto, si presta ampiamente per realizzare un moderno progetto e un modello da studiare e da far conoscere per valorizzare l’enorme “giacimento di salute” costituito dalle proprie produzioni agroalimentari tipiche.
Nelle sue conclusioni, il presidente Pacetti ha messo in risalto l’impegno della Cia per la qualità e la sicurezza alimentare a tutela dei consumatori. A tal proposito ha ricordato l’ accordo tra la confederazione e i medici di famiglia tesi ad un’alimentazione sana e corretta indispensabile anche per prevenire malattie.
La qualità dei prodotti, la loro tipicità, la sicurezza alimentare -ha sottolineato il presidente Pacetti- hanno sempre rappresentato per la Cia un elemento cardine della sua strategia a tutela della salute pubblica, dei consumatori. La Cia vuole, così, promuovere la salute e far conoscere e rilanciare la tipicità dei prodotti italiani, da tutti riconosciuti come elementi importanti per una dieta ideale. Azioni tese, quindi, a prevenire e a ridurre i rischi di una cattiva alimentazione.
D’altra parte, la ricchezza delle nostre tradizioni agricolo-alimentari garantisce -ha concluso Il presidente della Cia- una risposta più che sufficiente non solo per tutti i gusti, ma anche per tutte le necessità dietologiche, siano esse per il mantenimento di uno stato di benessere che per i fini più squisitamente terapeutici.

 

Ogm: la Cia del Piemonte disponibile ad un serio confronto


Si è svolto venerdì 3 ottobre al Lingotto di Torino un interessante convegno sugli Ogm, in cui la questione è stata esaminata da varie angolatura, senza oltranzismi. Si è trattato del primo confronto serio dopo mesi di conflitti e di incomprensioni sulla questione degli OGM, con la partecipazione del governatore Ghigo, di Carlo Petrini di Slow Food, di Sergio Dompè, presidente dell’Associazione nazionale per le biotecnologie, di Lorenzo Silengo, presidente della Scuola delle biotecnologie di Torino e del prof. Jeremy Rifkin.
A tal ambito la Cia del Piemonte ribadisce di essere disponibile a discutere sulla proposta Ghigo per un Piemonte Ogm-free, purché vi sia il consenso della stragrande maggioranza dei produttori (essendo l’accordo con i produttori necessario per compiere qualsiasi scelta), a condizioni che si faccia opera di chiarezza sugli Ogm (che non devono essere agitato come uno spauracchio come se si trattasse di scorie nucleari), che si adottino soglie di tolleranza ragionevoli, in particolare per le sementi di mais (l’unica coltivazione transgenica che potrebbe interessare gli agricoltori piemontesi) quali quelle proposte dalla Commissione Ue e che non si applichi la tolleranza zero nei confronti dei mangimi per animali (altrimenti sparirebbero dal commercio), ma anche in questo caso si applichi la tolleranza proposta dalla Commissione Ue (lo 0,9 per cento).
La Cia del Piemonte chiede, inoltre, la rapida istituzione di sistemi di etichettatura e di tracciabilità efficaci per i prodotti piemontesi, al fine di eliminare ogni tipo di frode commerciale e di tutelare meglio le produzioni tipiche e di qualità regionali.

 

Presentate a Formigoni le proposte della Cia Lombardia. Dai presidi del latte una forte richiesta di futuro


Molti allevatori nei presidi in tutta la Lombardia. A Brescia incontro con l'assessore Beccalossi; le delegazioni dai prefetti, dai presidenti e assessori delle amministrazioni provinciali


Numerosi produttori di latte e decine di trattori in tutte le città lombarde si sono mobilitati, il 3 ottobre, a sostegno delle proposte della Confederazione italiana agricoltori della Lombardia per il sistema latte. Pieno successo quindi della giornata dei presidi, caratterizzata dagli incontri con i prefetti, i presidenti e gli assessori provinciali.
Le proposte della Cia Lombardia sono state presentate al presidente della Giunta regionale Formigoni che ha incontrato una delegazione di allevatori guidata dal presidente regionale della Confederazione Mario Lanzi.
Al termine dell'incontro la delegazione della Cia ha espresso apprezzamento per la sensibilità dimostrata dal presidente Formigoni sui temi della zootecnia da latte e soddisfazione per l'impegno assunto a sostegno della richiesta di maggiori quote latte per la Lombardia e di convocare a breve un incontro interprofessionale del settore lattiero-caseario.
Al presidente Formigoni, anche in considerazione del suo recente incarico di capo della delegazione italiana al consiglio dei ministri agricoli europei, la Cia Lombardia chiede di operare, nelle sedi comunitarie e nazionali, per conseguire gli obiettivi di difesa del latte lombardo e di remunerazione della produzione. "Le nostre tre proposte cardine -sottolinea Lanzi- si possono così riassumere: 1) la convocazione di un tavolo interprofessionale per la definizione del prezzo del latte per il 2003; 2) il conseguimento nel semestre di presidenza italiana dell'Unione europea dell'aumento della quota latte per recuperare in Lombardia spazi produttivi sia a favore delle aziende che hanno subito il taglio della quota B, sia per quelle che hanno investito nell'acquisto delle quote; 3) semplificare gli oneri burocratici nell'applicazione delle nuove normative, favorendo l'utilizzo dell'autocertificazione che costituisce anche il riconoscimento della dignità imprenditoriale".
Su queste proposte determinanti per il reddito delle imprese agricole la mobilitazione della Cia Lombardia proseguirà anche nelle prossime settimane.


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