Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori



Anno 45 - n. 165

 

1 Ottobre 2003

 

ATTUALITA' •    Finanziaria poco orientata allo sviluppo. Per l’agricoltura qualche segnale positivo

•    Mobilitazione dell’Associazione nazionale pensionati della Cia
DAL TERRITORIO

•    Cia Sardegna: Serafino Mura nuovo presidente

APPUNTAMENTI

•    Missione Tellus: viaggio tra i bambini alla scoperta dell’agricoltura trevigiana

•   
Ancca: convocato per il 9 ottobre il Direttivo nazionale


 

ATTUALITA'


Finanziaria poco orientata allo sviluppo
Per l’agricoltura qualche segnale positivo


Una dichiarazione del presidente della Cia Massimo Pacetti

“Si tratta di una manovra che è frutto di una difficile situazione congiunturale e di una scarsa capacità di risorse per ridare slancio all’economia. Non si può certo parlare di una Finanziaria di sviluppo, colma com’è, nei suoi elementi essenziali, di condoni e di altre misure una tantum”. Lo ha sottolineato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti.
Soffermandosi sugli aspetti agricoli della Finanziaria 2004, Pacetti ha evidenziato che “è importante avere avuto nel testo le norme fiscali (proroga del regime Iva, Irap, imposta di registro e carburanti agevolati ad accisa zero per le serre), così come la parte relativa alle attività connesse. Ciò significa non dover lottare per ottenerle in corso di discussione, ma partire da punti fermi”.
Il presidente della Cia, nel riaffermare che un giudizio più completo verrà espresso quando si conosceranno i particolari della manovra, ha aggiunto che “possono andare in direzione di un complessivo disegno di sviluppo del settore sia la decisione di riportare le attività della Ribs da Sviluppo Italia al ministero delle Politiche agricole, sia quella, se confermata, di far riassegnare, allo stesso ministero, le risorse non impegnate nella programmazione negoziata di settore, unitamente al rifinanziamento delle azioni per il credito d’imposta e i contratti di filiera”.
“La soluzione adottata per il problema della cartolarizzazione dei crediti Inps -ha sottolineato Pacetti- risolve solo in parte un problema di impatto economico e sociale, che rischia di essere dirompente in numerose regioni italiane e del Sud in particolare”.
Il presidente della Cia ha affermato, inoltre, che “anche l’agricoltura, così come tutta l’economia nazionale, ha bisogno di attivare azioni endogene per il suo sviluppo. La competitività, ormai, non si gioca solo più sui costi, ma soprattutto sulle risorse umane, la ricerca, la logistica e in un’ottica europea. Ci auguriamo, pertanto, che nel corso del dibattito si possano trovare le necessarie convergenze per un ulteriore miglioramento della manovra in tal senso, così come particolare attenzione dovremo avere per la parte che riguarda il sociale e il trasferimento delle risorse agli enti locali”
Pacetti ha concluso sostendo che “l’agricoltura è territorio e, in una combinazione degli elementi, può trovarsi la chiave sia per uno sviluppo armonico che per salvaguardare l’ambiente. Per questa ragione si dovrà porre attenzione a quel complesso di norme che inciderà sul territorio agricolo e rurale: espropri per la realizzazione delle grandi opere, alienazione di beni demaniali, condono edilizio”.


Mobilitazione dell’Associazione nazionale pensionati della Cia

Con la Finanziaria 2004 l’importo delle pensioni minime deve superare la soglia di povertà, va riesaminato il sistema pensionistico dei coltivatori fortemente squilibrato, sono le proposte che l’Associazioni Nazionale Pensionati della CIA presenta al Governo intenzionato a realizzare la riforma delle pensioni.
Cento assemblee in tutte le province, una settimana di sit-in davanti al Parlamento nel mese di novembre, una grande manifestazione il 25 novembre prossimo è quanto ha programmato la riunione dei Presidenti regionali dell’Associazione Nazionale Pensionati della Cia riuniti a Roma per esaminare il piano di lavoro lanciato all’assemblea di Taormina e decidere l’azione di sostegno a queste proposte.
L’integrazione al trattamento minimo delle pensioni dei coltivatori modificando i meccanismi che impediscono di realizzare l’adeguamento a 516,46 euro, che oggi con le variazioni Istat arrivano a 525,00 euro.
La rivalutazione dei contributi versati. Con la legge 544 del 1988 si è introdotto una rivalutazione dei contributi per i lavoratori dipendenti che superano i 15 anni di contribuzione perché, pur in presenza di un congruo numero di contributi la pensione rimaneva sempre integrata al minimo. Per lo stesso meccanismo i coltivatori che continuano a lavorare anche dopo i 40 anni di contributi, la prima fascia, non vedrà mai la possibilità di aumentare il minimo pur continuando a versare i contributi, anche dopo 40 anni di versamenti.
L’adeguamento degli assegni al nucleo familiare. Con la legge n. 153 del 1988 è stato introdotto “l’assegno per il nucleo familiare”, come intervento di sostegno alla famiglia e non ha alcun legame con il reddito. Tale assegno per i lavoratori dipendenti è passato a 54,23 euro, per i lavoratori autonomi è ancora fermo a 10,21 euro. La famiglia deve essere sostenuta anche se è di coltivatori.
Il recupero dei contributi figurativi oltre le 104 giornate versate fino agli anni settanta che per valere ai fini pensionistici devono essere adeguate a 156. E’ necessario pertanto un provvedimento, anche oneroso per le stesse, al fine di rivalutare quegli anni contributivi.
Recuperare i periodi di maternità pregressa, riconosciuta per i lavoratori dipendenti ma non per gli autonomi.
Il disegno pensionistico del nostro paese va riformato inserendo alcuni correttivi strutturali ed eliminando una serie di privilegi costruitisi negli anni, compreso l’intervento sull’allungamento della vita lavorativa sembra essere necessario soprattutto legato all’aumento della vita ed alla forte diminuzione delle nascite.
Quello che manca nella discussione in atto è il quadro complessivo sul quale il Governo intende lavorare.
L’Associazione pensionati ritiene necessario impegnare il Governo ed i gruppi parlamentari a riesaminare nell’insieme il sistema previdenziale del fondo coltivatori e mezzadri all’interno dell’Inps in quanto anche il bilancio consuntivo 2002 ha evidenziato ancora una volta che la gestione del fondo necessita di interventi radicali onde evitare un pericoloso avvitamento.
Le ragioni di questa situazione vanno ricercate nella storia del paese, cioè il peso della trasformazione dell’economia da agricolo ad industriale e del conseguente invecchiamento della popolazione agricola.
Infatti, questo avviene nonostante che i coltivatori pagano i contributi più elevati di tutti i lavoratori autonomi, ed i livelli medi di pensione sono tra i più bassi. Il forte sbilanciamento tra contribuenti e pensionati rappresenta la ragione di tale situazione.
Nei lavoratori dipendenti per ogni pensionato vi è un contribuente, negli artigiani ogni 2 pensioni vi sono tre contribuenti, nei commercianti ogni pensionato vi sono 5 contribuenti.
Nei coltivatori per 100 pensionati ci sono 30 contribuenti.
Occorre inoltre evidenziare che sui 2 milioni delle aziende agricole censite nel 2000 dall’Istat, meno di 500.000 pagano i contributi.
Gli interventi necessari per sanare questa situazione sono di due ordini:
• un intervento dello Stato ad azzeramento del deficit della gestione agricola, come previsto dalla legge 233 del 1990, di riforma del sistema pensionistico dei lavoratori autonomi, avvenuto fino alla fine del 1998 e poi interrotto;
• un intervento di revisione della platea dei contribuenti, attraverso la definizione di un sistema misto, fiscale previdenziale, in grado di portare a contribuzione tutte le aziende agricole, comprese quelle i cui addetti svolgono altre attività, eliminando in questo modo una concorrenza sleale tra aziende che sopportano costi diversi.
Il settore non è in condizione di sostenere ulteriori aumenti contributivi, come sta avvenendo automaticamente in questi anni.

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DAL TERRITORIO


Cia Sardegna: Serafino Mura nuovo presidente


Il 29 settembre scorso si è riunita ad Oristano l’Assemblea regionale della Cia Sardegna alla presenza del presidente nazionale Massimo Pacetti e del vicepresidente vicario Giuseppe Politi. Serafino Mura, presidente provinciale della Cia Oristano, nella sua relazione introduttiva ha illustrato il percorso che la Cia della Sardegna deve intraprendere per il rilancio dell’Organizzazione nel territorio e per dare risposte immediate agli associati assillati da innumerevoli emergenze e problemi che colpiscono, ormai da tempo, l’agricoltura sarda (siccità, lingua blu, infrastrutture rurali, riforma del credito, indebitamento, energia, ecc.).
Dopo il dibattito, il presidente dell’Assemblea, Eugenio Maddalon, ha proposto Serafino Mura quale nuovo presidente regionale dell’Organizzazione, che è stato eletto all’unanimità.
Infine, Maddalon ha proposto un elenco di 19 nomi per la composizione della Direzione regionale che è stata anch’ essa eletta all’unanimità.


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APPUNTAMENTI


Missione Tellus: viaggio tra i bambini alla scoperta dell’agricoltura trevigiana


Missione Tellus è il progetti con cui la Cia e la Confagricoltura Giovani di Treviso portano l’agricoltura nelle scuole elementari, accompagnando i bambini in visita nelle aziende agricole della provincia. In quest’ambito, il prossimo 3 ottobre a Sant’Angelo sul Sile, presso i padiglioni della Festa dell’Uva, si svolgerà una giornata dimostrativa cui possono partecipare le scuole elementari trevigiane. Saranno allestiti stand espositivi, recinti con animali di fattoria in collaborazione con l’Associazione provinciale allevatori, la degustazione di frutta autunnale a cura della Mercati Spa e l’esposizione di scatole entomologiche. Inoltre, stanzierà nell’area adiacente Agribus, l’aula didattica mobile della Regione Veneto.
Si tratta di un’occasione unica per cominciare a parlare con i bambini, per poi iniziare il percorso didattico di Missione Tellus che li porterà a scoprire da vicino una vera azienda agricola, con la guida esperta di un agricoltore.

 

Ancca: convocato per il 9 ottobre il Direttivo nazionale

Il prossimo 9 ottobre, alle ore 9,30, presso la sede nazionale della Cia (saloncino V piano), presente il vicepresidente vicario Giuseppe Politi, è convocato il Direttivo dell’Associazione Nazionale Coltivatori a Contratto Agrario, con il seguente ordine del giorno:
a) rinnovi contrattuali con la prelazione nell’affitto ed in previsione della riforma Pac;
b) delibera dell’Ismea sul riordino fondiario , accolta dalla Commissione Europea e sul sostegno creditizio nell’esercizio della prelazione in caso d’acquisto;
c) il punto sul tesseramento Ancca - Cia 2003;
d) presentazione del progetto Cipa-at per la formazione base degli operatori Ancca;
e) proposta di punteggio alle imprenditrici agricole nella determinazione delle priorità nelle concessioni di terre pubbliche.

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Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

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