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ATTUALITA'
Pensioni: necessari maggiori approfondimenti.
Occorre tenere conto delle esigenze del settore agricolo
La scelta di mettere mano alla riforma della
previdenza deve perseguire lobiettivo di coniugare lequilibrio
sociale e la sostenibilità del sistema. In questa logica, il
documento presentato alle parti sociali, seppure condivisibile, specie
nella scelta di non toccare le pensioni danzianità e
di innalzare letà contributiva dal 2008, ha bisogno di
approfondimenti mirati e di maggiore coraggio su alcuni interventi.
E quanto sottolineato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori
al termine dellincontro con il governo svoltosi oggi a Palazzo
Chigi.
La Cia evidenzia, inoltre, che gli incentivi proposti per favorire
la permanenza al lavoro risultano insufficienti per raggiungere lobiettivo,
poiché non prevedono misure di defiscalizzazione (totale o
parziale).
La Cia ribadisce anche lesigenza di maggiore coraggio sulla
previdenza complementare, che deve decollare da subito tenendo conto
dei problemi legati alla perdita del TFR per le aziende. Allo stesso
tempo la confederazione sostiene limportanza di aprire in maniera
chiara il discorso sulla previdenza complementare per i lavoratori
autonomi.
Infine, la Cia rileva che eventuali interventi di riduzione della
pressione contributiva sui neo-assunti debbano tenere conto anche
dei rapporti a tempo determinato, che sono prevalenti nel settore
agricolo.
Black out: pesanti danni anche per lagricoltura
Le aziende agricole, secondo la Cia-Confederazione
italiana agricoltori, hanno subito notevolissimi disagi dallimprovvisa
assenza di energia elettrica in molte aree del Paese. Da una prima
stima provvisoria della Cia, il danno potrebbe raggiungere qualche
milione di euro. Gravi problemi si sono avuti soprattutto nelle operazioni
di mungitura del latte, praticamente azzerate a causa del black out.
La Cia in tal senso rileva come tali operazioni siano oggi esclusivamente
meccanizzate.
Inoltre, la Cia sottolinea che il danno ha riguardato in alcune zone
anche la vendemmia che in molti casi è stata rinviata.
Da registrare, infine, i costi aggiuntivi sostenuti dai produttori
agricoli, i quali sono stati costretti ad attivare gruppi elettrogeni
di emergenza per completare alcune operazioni colturali.
A Taormina la VI festa dellAssociazione
Nazionale Pensionati
100 assemblee di mobilitazione dellAnp-Cia
per affermare Parità dei diritti. Unassemblea per ogni
provincia per avviare un processo di valorizzazione dell'anziano nella
società moderna e per realizzare un nuovo stato sociale nelle
nostre campagne. L'intervento del presidente Anp Mario Pretolani
Nellambito della seconda festa dellagricoltura
organizzata dalla Confederazione Italiana Agricoltori che si è
tenuta dal 19 al 23 settembre a Taormina, si è svolta la VI
festa dellAssociazione Nazionale Pensionati.
Sabato 20, presso il parco della splendida Villa Comunale, si è
svolto un bellissimo spettacolo folcloristico siciliano che ha visto
la partecipazione di molte delegazioni di pensionati da tutte le regioni
italiane. Domenica 21 presso lHotel Ramada a Giardini Naxos,
si è svolta la manifestazione conclusiva della festa dellAnp,
alla presenza di oltre 1300 pensionati provenienti da tutte le regioni
italiane. La manifestazione, dopo un breve saluto di Carmelo Gurrieri
Presidente della Cia Siciliana, si è articolata in due iniziative.
In primo luogo si è svolta la presentazione del progetto La
sicurezza alimentare degli anziani" predisposto dalla Cia
in collaborazione con la Federazione Italiana Medici di Famiglia alla
quale hanno partecipato il Dr. Mario Falcone Segretario Nazionale
Fimmg; Massimo Pacetti Presidente della Cia; Mario Pretolani Presidente
Anp-Cia; Biagio di Bella Vice Presidente Anp-Cia;Dr. Walter Marrocco
resp. Simef-Fimmg; Dr. Antonella Covatta responsabile ufficio sicurezza
Cia nazionale.
Si è svolta poi la manifestazione di lancio della campagna
di mobilitazione dellAnp-Cia, che si svolgerà nei mesi
di ottobre e novembre e si concluderà il 25 novembre con una
grande manifestazione nazionale a Roma, per affermare la Valorizzazione
dell'anziano nella società moderna e realizzare la Parità
dei diritti dei coltivatori per un nuovo stato sociale.
All'iniziativa hanno partecipato Gaspare Bulgaro Vice Presidente Anp
che ha coordinato la manifestazione; Mario Pretolani Presidente Anp
che ha svolto la relazione; Giovanna Gazzetta, della presidenza nazionale
dellAnp e Presidente regionale dellAnp del Veneto; Spatafora
Presidente regionale Anp siciliana e Massimo Pacetti Presidente Cia
che ha svolto le conclusioni.
Pubblichiamo di seguito la relazione presentata
dal Presidente dellAnp Mario Pretolani:
In questi ultimi tempi si è intensificato
in tutta Europa il dibattito sul Welfare ed in particolare sui sistemi
pensionistici.
La globalizzazione mette in competizione i sistemi economici, sistemi
paese.
Le economie più liberiste, che non hanno mai avuto, o lo hanno
avuto molto ridotto, un sistema di welfare che tutelasse i più
deboli, sono oggi più competitive nella corsa economica internazionale.
Nellambito europeo ci sono governi come quello francese o tedesco,
che tradizionalmente sono paesi con un welfare molto valido ed efficiente,
che hanno deciso di intervenire per renderlo maggiormente sopportabile
al loro sistema economico.
LUnione Europea tende a fissare livelli comuni di sopportabilità
del sistema sociale, per evitare uno squilibrio economico, che si
rifletterebbe negativamente sugli equilibri che reggono la moneta
unica, e parallelamente lavora per mantenere competitivo il sistema
Europa fissando i principi di adeguatezza e sostenibilità.
Non credo nella possibilità di realizzare un sistema pensionistico
europeo unico, perché i punti di partenza sono troppo diversi,
ma credo che la fissazione di regole, tetti di spesa, o meccanismi
di omogeneizzazione, siano necessari per rafforzare il ruolo dellEuropa
nellazione internazionale che affermi la universalità
dei diritti ed inserisca correttivi sociali nellazione di affermazione
di un troppo spinto liberismo in atto nel mondo industrializzato.
LEuropa parla di coordinamento aperto.
Laumento della longevità raggiunta nel ventesimo secolo
derivata dal miglioramento delle condizioni generali di vita, dallevoluzione
della ricerca scientifica, dalla maggiore tutela sociale, dalle migliori
condizioni di lavoro evidenzia una problematica nuova, sia di carattere
economico che sociale, ed implica anche profondi mutamenti nei rapporti
familiari, interpersonali, culturali della gestione della questione
anziani. Anche la forte diminuzione delle nascite contribuisce ad
accellerare questa tendenza.
Tutta la società è interessata al fenomeno e tutte le
sue articolazioni sono chiamate ad interagire con tale importante
evoluzione, a riorganizzarsi sia per rispondere alle nuove esigenze
che emergono sia per approfittare delle opportunità e promuovere
strutture organizzative e di lavoro che intercettino i bisogni e le
correlate opportunità che ne derivano.
Lo scenario che abbiamo di fronte già oggi si evolverà
sempre di più in tale tendenza, ciò comporta una legislazione
diversa in molti settori dellorganizzazione sociale e soprattutto
nella predisposizione di investimenti che devono concretizzare lattuazione
di modelli e momenti funzionali, finalizzati alle aspettative di un
numero crescente di anziani, con tipologie differenziate, rispondendo
ad un mondo non più omogeneo e tipicizzato come in passato.
Assistiamo ad un radicale mutamento nei rapporti tra durata della
vita e tempo di lavoro, tra modalità e ritmi della produzione
di reddito, tra capacità lavorativa e dimensione familiare,
che si riflettono sulla condizione socio-economica di singoli individui
e nuclei familiari, sugli stili di vita e sui modelli di comportamento
come sulla struttura stessa delle relazioni interpersonali.
Le politiche sociali, unitamente alle politiche del lavoro e per loccupazione,
sono chiamate a svolgere un ruolo cruciale per tenere unita la società
intorno ai suoi valori fondanti, collegati alla vita democratica ed
al diritto di tutti al benessere. Non è solo un problema di
quantità di risorse economiche da destinare al settore, ma
la delicata situazione economica del Paese, e le modifiche ordinamentali
del titolo V della Costituzione, alle politiche sociali, assegnano
un ruolo inedito, che implica mutamenti nellimpostazione generale
e nelle capacità di implementazione delle misure.
Il modello tradizionale di Welfare State ha prodotto in
Europa sviluppo economico e coesione sociale allinterno di mercati
aperti caratterizzati però da forte controllo nazionale. Modello
in crisi soprattutto a causa della forte spesa sociale, che esso comporta,
e della sempre più spinta mondializzazione dei mercati. In
Europa queste spinte sono accentuate dal fatto che è cresciuta
si lintegrazione negativa dei mercati, abbattimento barriere
doganali e libertà di concorrenza, ma non è cresciuta
in eguale misura lintegrazione positiva, cioè la regolazione
comunitaria delleconomia e della politica sociale. Una situazione
che richiede una profonda innovazione del welfare, non uno smantellamento.
Per queste ragioni vanno considerate della massima importanza le politiche
sociali nellambito dellUnione Europea e va sostenuto limpegno
della CIA affinché presso il COPA venga costituito un organismo
sulle politiche degli anziani nelle aree rurali.
Nel nuovo Ordinamento federale dello Stato è assegnato alle
Regioni ed agli Enti Locali un nuovo e diverso ruolo, al Comune sono
trasferite tutte le funzioni amministrative che interessano la popolazione
ed il territorio nei settori dei servizi alla persona ed alla comunità,
anche in attuazione della Legge quadro sullassistenza ed i servizi
sociali. Alle Regioni le funzioni di programmazione delle politiche
sociali.
Nella nuova articolazione territoriale il tema del federalismo finanziario
e fiscale costituisce motivo di grande interesse anche rispetto al
ruolo dei piccoli Comuni ubicati in montagna e nelle zone svantaggiate.
Per questo l associazionismo tra piccoli Comuni
in grado di garantire una migliore organizzazione amministrativa e
programmatrice rappresenta una importante risposta. Vanno quindi assicurate
adeguate risorse finanziarie con lobiettivo di promuovere e
realizzare leffettiva e duratura coesione sociale, garantendo
la programmazione e lerogazione dei servizi.
La riforma del sistema pensionistico realizzata a metà degli
anni novanta, la cosi detta riforma Dini, se da un lato ha realizzato
un percorso che ha portato in equilibrio il sistema, dallaltro
ha reintrodotto meccanismi di discriminazione del sistema pensionistico
dei lavoratori autonomi rispetto ai lavoratori dipendenti.
Infatti la riforma del sistema pensionistico del lavoro autonomo realizzata
nel 1990 con la legge n. 233, aveva impostato la parificazione dei
meccanismi ed introdotto un percorso che portava al superamento delle
discriminazioni presenti fino a quel momento.
Anche la discussione in atto in questa fase allinterno della
maggioranza di Governo, per quello che si conosce, sembra reintrodurre
elementi che non affrontano i nodi veri del sistema che rischiano
di determinare condizioni di precarietà per mantenere in atto
un sistema previdenziale significativo per un paese fortemente industrializzato
come il nostro.
La riforma del 1995 ha portato in equilibrio il sistema, i dati degli
ultimi anni evidenziano che, con una situazione economica stagnante,
laumento dei costi previdenziali attorno al 2% produce un appesantimento
sul PIL che può diventare insostenibile. Ulteriore squilibrio
si viene a creare nel breve periodo se leconomia non riparte,
e se non ci saranno correttivi.
La discussione sulla sopportabilità del sistema paese di un
costo previdenziale agli attuali livelli e che qualcuno vorrebbe rivedere
per liberare risorse da trasferire a politiche maggiormente produttive,
inserendo un percorso di crescita della previdenza integrativa, non
trova nellattuale situazione possibilità di sviluppo
soprattutto perché è venuta meno la possibilità
di costruire tale politica facendo perno sui mercati finanziari.
Quindi il disegno pensionistico del nostro paese va riformato inserendo
alcuni correttivi strutturali ed eliminando una serie di privilegi
costruitisi negli anni.
Anche lintervento sullallungamento della vita lavorativa
sembra essere necessario soprattutto legato allaumento della
vita ed alla forte diminuzione delle nascite.
Quello che manca nella discussione in atto è il quadro complessivo
sul quale lavorare, prima si dice che occorre fare cassa sulle pensioni,
poi si lavora per realizzare incentivi a rimanere al lavoro, poi si
discute di disincentivi, poi di abolizione di finestre, poi di innalzamento
delletà. Non si capisce con quali finalità si
pensano tutte queste cose.
Se il tema riguarda i livelli di spesa complessiva che il paese non
è più in grado di sostenere allora si lavori per
definire strade che costruiscano un percorso che porta in tale direzione.
Per quanto riguarda i coltivatori pensionati i temi sui quali intervenire
riguardano:
- Lintegrazione al trattamento minimo delle pensioni dei coltivatori
modificando i meccanismi che impediscono di realizzare ladeguamento
al milione tanto sbandierato ma che ha raggiunto neanche il 10 per
cento dei coltivatori pensionati. Non si può stabilire che
la soglia di povertà è di 488,73 euro e si costringono
tutti i pensionati al minimo, che sono la gran parte, ad una pensione
di 402,12 euro. Poi ancora è politicamente aberrante incoraggiare
una logica che chi non ha pagato contributi raggiunge laumento
del minimo, chi ha regolarmente pagato i contributi non ha nessun
aumento. Infine è in atto un forte aumento del costo della
vita ed i livelli attuali delle pensioni minime sono assolutamente
insufficienti, perché sono stati erosi dallinflazione;
- Il secondo tema riguarda la rivalutazione dei contributi versati.
Con la legge 544 del 1988 si è introdotto una rivalutazione
dei contributi per i lavoratori dipendenti che superano i 15 anni
di contribuzione perché, pur in presenza di un congruo numero
di contributi la pensione rimaneva sempre integrata al minimo. Per
lo stesso meccanismo i coltivatori che continuano a lavorare anche
dopo i 40 anni di contributi, la prima fascia, non vedrà mai
la possibilità di aumentare il minimo pur continuando a versare
i contributi;
- Il terzo tema riguarda gli assegni al nucleo familiare. Con la legge
n. 153 del 1988 è stato introdotto lassegno per
il nucleo familiare, come intervento di sostegno alla famiglia
e non ha alcun legame con il reddito. Tale assegno per i lavoratori
dipendente è passato a 54,23 euro, per i lavoratori autonomi
è ancora fermo a 10,21 euro. La famiglia deve essere sostenuta
anche se è di coltivatori;
- Altro tema riguarda due questioni relative alle coltivatrici, una
prima è quella dei contributi figurativi delle 104 giornate
versate fino agli anni settanta, e la seconda riguarda il recupero
dei periodi di maternità pregressa, riconosciuta per i lavoratori
dipendenti ma non per gli autonomi, e su questo lanciamo una petizione
per estendere anche alle coltivatrici questo diritto.
Restando
sul problema pensioni vi è un tema che riguarda il fondo gestione
dei coltivatori. Il bilancio consuntivo 2002 ha evidenziato ancora
una volta che la gestione del fondo coltivatori necessita di interventi
radicali onde evitare un pericoloso avvitamento.
I conti relativi al 2002 riscontrano la seguente situazione: (in milioni)
- Entrate da contributi euro 1.184
- Uscite per prestazioni euro 4.203
- Disavanzo euro 3.019
- Deficit patrimoniale accumulato euro 30.289
- Oneri finanziari euro 1.145
Gli oneri finanziari eguagliano i contributi versati.
Le ragioni di questa situazione vanno ricercate nella storia del paese,
cioè il peso della trasformazione delleconomia da agricolo
ad industriale e del conseguente invecchiamento della popolazione
agricola.
Infatti questo avviene nonostante che i coltivatori pagano i contributi
più elevati di tutti i lavoratori autonomi, ed i livelli medi
di pensione sono tra i più bassi. Il forte sbilanciamento tra
contribuenti e pensionati rappresenta la ragione di tale situazione.
Nei lavoratori dipendenti per ogni pensionato vi è un contribuente,
negli artigiani ogni 2 pensioni vi sono tre contribuenti, nei commercianti
ogni pensionato vi sono 5 contribuenti.
Nei coltivatori per 100 pensionati ci sono 30 contribuenti.
Occorre inoltre evidenziare che sui 2 milioni delle aziende agricole
censite nel censimento del 2000 dallISTAT, meno di 500.000 pagano
i contributi. Le altre non pagano per una infinità di ragioni.
Gli interventi necessari per sanare questa situazione sono di due
ordini:
- Un intervento dello Stato ad azzeramento del deficit della gestione
agricola, come previsto dalla legge 233 del 1990, di riforma del sistema
pensionistico dei lavoratori autonomi, avvenuto fino alla fine del
1998 e poi interrotto;
- Un intervento di revisione della platea dei contribuenti, attraverso
la definizione di un sistema misto, fiscale previdenziale, in grado
di portare a contribuzione tutte le aziende agricole, comprese quelle
i cui addetti svolgono altre attività, eliminando in questo
modo una concorrenza sleale tra aziende che sopportano costi diversi.
Il settore non è in condizione di sostenere ulteriori aumenti
contributivi, come sta avvenendo automaticamente in questi ultimi
anni.
La sanità.
Altro tema di notevole interesse per i pensionati coltivatori riguarda
il sistema sanitario.
La tutela della salute è un diritto costituzionale che lo Stato
deve garantire, rappresenta, la principale preoccupazione dei pensionati
e di tutti i cittadini.
Si assiste al susseguirsi di ogni sorta di allarmismo verso il servizio
sanitario pubblico in merito ai costi delle Regioni ritenuti eccessivi,
si registrano spesso casi di inefficienza che determinano lunghe liste
di attesa, molte regioni hanno ricominciato ad introdurre il sistema
dei ticket.
Sono sempre di più i pensionati che rinunciano alle terapie
perché troppo costose e non sono in grado di sostenerle.
Dobbiamo su questo essere vigili sia a livello nazionale per sostenere
il mantenimento di un livello di spesa che non costringa allo smantellamento
del sistema, ed a livello regionale e locale, affinché i livelli
di efficienza siano tali da garantire ai cittadini un livello di servizio
adeguato.
Soprattutto nel mondo rurale dobbiamo lavorare affinché la
lontananza delle aziende dai centri abitati non porti allazzeramento
dei servizi nelle campagne per ragioni di razionalizzazione della
spesa.
Questestate si è aperta una campagna mediatica del Ministro
della salute sullallarme anziani perché con il caldo
i decessi sono stati maggiori degli altri anni puntando il dito sulla
solitudine, sulle responsabilità degli enti locali, ma soprattutto
per avvalorare la sua tesi di creazione di una forma mutualistica
attraverso una nuova tassa di scopo.
Credo che anche il mondo agricolo abbia la necessità di affrontare
questo tema con una visione nuova.
Intanto va detto che in agricoltura è largamente diffusa limpresa
familiare e quindi la famiglia ha un ruolo importante, anche nella
solidarietà verso gli anziani, dove però non cè
la famiglia la solitudine è maggiore perché si somma
alla distanza delle aziende rispetto ai centri abitati.
Quindi anche il mondo agricolo è interessato ad una politica
in questa direzione, il sostegno alle famiglie e lassistenza
domiciliare possono essere importanti strumenti.
La legge 328/2000 sulla riforma dei servizi sociali prevede la definizione
dei piani zonali da parte dei comuni, la definizione dei programmi
regionali e la costruzione di un fondo nazionale per finanziare questa
attività.
Purtroppo anche questanno allatto della finanziaria è
stata necessaria una forte mobilitazione delle regioni, degli enti
locali e delle forze sociali affinché venissero mantenuti gli
impegni di spesa definiti.
Noi dobbiamo essere vigili verso lo Stato per i finanziamenti, verso
le Regioni affinché definiscano i loro programmi e verso gli
enti locali per la definizione dei piani di zona, e in questa sede
dobbiamo vigilare affinché nei piani zonali dei servizi il
mondo agricolo non sia penalizzato.
E già cominciata allinterno del Governo la schermaglia
dei tagli a tutti i Ministeri, sostenuta dalla voglia spasmodica di
diminuire la pressione fiscale, abbiamo bisogno di sapere quali sono
le politiche in questi settori, il vincolo costi è importante
ma va adeguato agli obiettivi.
Abbiamo proposto al congresso la convocazione di una conferenza nazionale
sui servizi sociali nelle aree rurali con lobiettivo di definire
una strategia in grado di rivedere lorganizzazione dei servizi
alla luce delle innovazioni introdotte dalla legge 328 o delle politiche
governative che in tale direzione vengono sviluppate.
Credo che su questo vada aperta una discussione con il Governo e con
la conferenza dei Presidenti regionali affinché possa essere
organizzata congiuntamente tenuto conto che questa è una materia
notevolmente delegata.
La nostra organizzazione, essendo non lucrativa, può in quella
sede avanzare una proposta di lavoro per le aree rurali, oltre allazione
necessaria di tutela dei diritti dei coltivatori pensionati. La proposta
è quella di accreditarsi verso i comuni affinché nellambito
dellassistenza domiciliare, nelle aree rurali, possiamo attivare
convenzioni e gestire direttamente questa rete di servizi di assistenza
domiciliare attraverso la mobilitazione del volontariato.
Rilanciare lANP.
E in corso un profondo mutamento del ruolo e dellassetto
dei poteri locali e dello Stato determinando, anche per lassociazione,
la necessità di una revisione del proprio ruolo ed attività.
Il trasferimento di determinate competenze nazionali al territorio
determina uno scenario inedito per le relazioni sindacali. Ma esse
non possono considerarsi esaurite con la costituzione delle consulte
degli anziani.
E quindi necessario che il Governo, le Regioni, e le Autonomie Locali,
queste ultime anche in forma associata, ognuno per le proprie competenze
e responsabilità, attivino i tavoli di concertazione
partecipata e di verifica delle politiche a favore degli anziani.
In questa ottica va realizzata una rete di intese e di convergenze
tra tutte le Organizzazioni dei pensionati, in modo da influenzare
le scelte economiche e sociali che interessano i pensionati e, in
merito, valorizza lattività svolta unitariamente con
le Organizzazioni dei pensionati delle Confederazioni professionali
dellagricoltura, dellartigianato e del commercio. A breve
è prevista unassemblea nazionale di tutti i CUPLA dove
affronteremo questi temi.
LAssociazione Nazionale Pensionati rappresenta una grande realtà
organizzativa, associa quasi 500.000 pensionati, è la prima
organizzazione dei lavoratori autonomi e realizza, attraverso ed in
stretto collegamento con le strutture della CIA, Patronato INAC in
particolare, ma anche il CAF, un importante lavoro per la tutela degli
interessi dei pensionati delle aree rurali.
Importante in questa logica il ruolo che può essere svolto
nel campo dei servizi, di tutela e patrocinio, ma anche attraverso
lo sviluppo del volontariato, realizzando accordi o convenzioni con
gli enti locali, per la gestione dei servizi agli anziani nelle aree
rurali.
Per questo lAssociazione deve realizzare, in stretto collegamento
con la CIA, la propria struttura organizzativa e costruire liniziativa
politico-sindacale nellambito delle politiche generali della
CIA.
Per assolvere ai propri compiti di tutela e di rappresentanza deve
disporre di autonomia funzionale e organizzativa.
Per questo occorre che una parte dei proventi delle deleghe siano
reinvestiti, da parte delle CIA, nella definizione e consolidamento
della struttura nelle singole province. Ciò è tanto
necessario non solo per rispondere alle molteplici esigenze degli
associati, ma, per confermare ed accrescere la presenza organizzativa
della CIA nelle aree rurali.
Vanno tenuti rapporti continui con gli iscritti alla Associazione
utilizzando strumenti e opportunità:
a) il tesseramento, quale principale momento di partecipazione alla
vita dellassociazione;
b) Carta Serena, che riorganizzeremo, per offrire una
rete di servizi e di convenienze agli associati ANP;
c) iniziative ricreative, culturali, quali feste, gite o attività
culturali varie, anche assieme ai giovani dellAGIA al fine di
costruire un percorso di continuità tra il grande patrimonio
di tradizioni contadine rappresentato dalla saggezza contadina riposta
negli anziani e lo spirito innovativo dei giovani che si apprestano
ad intraprendere lattività agricola.
Il lavoro da fare è molto, le problematiche degli anziani sono
in forte aumento, crescono i pensionati, aumentano i problemi perché
il valore dacquisto delle pensioni cala in continuazione, il
potere pubblico tende ad alleggerire limpegno verso i più
deboli.
Dobbiamo intensificare lazione a tutela dei pensionati coltivatori
ed attrezzarci per fornire strumenti di valorizzazione del patrimonio
di esperienza rappresentato da questa categoria.
Gli agricoltori rappresentano la struttura di governo di gran parte
del territorio coltivato del nostro paese, siamo una grande organizzazione
allinterno della Confederazione.
Dobbiamo quindi diventare punto di riferimento indispensabile per
tutti i pensionati che abitano nelle zone rurali, per i comuni che
programmano i servizi nel territorio, per le unità sanitarie
locali che organizzano il sistema sanitario.
Dobbiamo realizzare un lavoro di maggiore collegamento con i problemi
dei pensionati, che ne affronta e si fa carico delle loro necessità,
è indispensabile per lo sviluppo dellassociazione pensionati.
Lassociazione di rappresentanza è tale se coagula attorno
ad essa le problematiche della categoria e si attiva per la loro risoluzione.
Per questo dobbiamo realizzare in ogni provincia dItalia, nei
mesi di ottobre e novembre, una forte mobilitazione, contattare i
parlamentari di entrambi gli schieramenti, gli enti locali e le regioni
in un grande lavoro di iniziativa per la valorizzazione dellanziano
nella società moderna.
Devono arrivare centinaia di ordini del giorno al Governo ed al Parlamento
con la nostra piattaforma.
Per poi concludere con una grande assemblea nazionale a Roma il 25
novembre prossimo, accompagnata da un lavoro di pressione sul Parlamento,
questa grande campagna di iniziativa.
Lobiettivo sarà: con la finanziaria 2004 portare
i minimi di pensione sopra la soglia di povertà.
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DAL
TERRITORIO
Trentino: la Cimlag pubblica una guida di supporto
alla formazione antinfortunistica per lavoratori agricoli stagionali
La Cimlag -Cassa Integrazione Malattia Lavoratori
Agricoli- promossa dalle organizzazioni professionali agricole (Cia
del Trentino, Unione Agricoltori, Unione Contadini) e dalle associazioni
sindacali dei lavoratori agricoli ( Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil)
ha da qualche giorno iniziato la distribuzione della nuova guida 2003
"La raccolta delle mele in Trentino" destinata a tutti coloro
che prestano la propria attività lavorativa nella raccolta
della frutta.
La pubblicazione, che verrà consegnata a tutti i datori di
lavoro agricolo e a tutti i lavoratori assunti, illustra con disegni
e testi (in italiano e inglese) i comportamenti da tenere durante
le operazioni di raccolta al fine di evitare i maggiori rischi di
infortunio.
Fornisce inoltre informazioni sulle procedure di assunzione, sui diritti
dei lavoratori stagionali e sulle prestazioni integrative erogate
dalla Cassa in caso di malattia, infortunio o prestazioni mediche
specialistiche.
I raccoglitori troveranno inoltre indirizzi e recapiti degli sportelli
dei Patronati cui rivolgersi per richiedere ulteriori informazioni,
chiarimenti, prestazioni erogate da Cimlag.
La pubblicazione edita dalla cassa è, per quanto ci è
dato sapere, l'unico strumento di supporto alla formazione antinfortunistica
per lavoratori agricoli stagionali, esistente in Italia.
Marche: grande successo di "Scuola in fattoria"
La scuola ha preso il via e in concomitanza
allavvio delle lezioni, ha preso il largo ancheil terzo anno
di Scuola in Fattoria il progetto della Confederazione
Italiana Agricoltori, che ad Ascoli ha visto la luce sotto una buonissima
stella e sembra debba proseguire con grande successo.
Il Presidente della Cia. ascolana Dante Teodori, quando con grande
determinazione ha fatto partire il progetto, convinto della grande
importanza che ha la scoperta del mondo agricolo per i giovani e di
quale interesse avrebbe suscitato in loro, aveva visto giusto. Moltissimi
studenti, dopo la lezione didattica con la scuola nelle aziende agricole,
hanno più volte fatto ritorno nelle stesse con la famiglia,
trascinando per un giorno anche i genitori nel bellissimo spaccato
di ruralità che offrono i nostri agricoltori.
Questanno e con grande anticipo dal riavvio del progetto, sono
state le stesse scuole a contattare lufficio di valorizzazione
della Cia ascolana, dove Sabrina Ferretti in stretta collaborazione
con Franca Ciabò ha creato circuiti didattici di sicuro interesse,
adatti alle scuole di ogni ordine e grado.
Come per le passate edizioni di questo interessantissimo
progetto, moltissime sono le aziende agricole che hanno dato la loro
disponibilità ad ospitare le scolaresche.
Ben disposti, come in passato, e tutti con grande preparazione e serietà,
gli agricoltori tengono una lezione tecnico-pratica dellattività
agricola, facendo diventare per un giorno tutti gli intervenuti, dei
veri e propri operatori del settore agricolo.
Le scuole che aderiscono al progetto, arrivano nelle aziende agricole
nella prima mattinata.
Vengono accolte solitamente sullaia dove viene data loro una
delucidazione generale sullattività agricola nel territorio
piceno. Successivamente si passa a visitare tutta lazienda agricola
e si tiene una lezione didattica sullattività specifica
che viene svolta.
Il momento più bello è quando si passa alle vie di fatto
tutti
diventano agricoltori e si cimentano a piantare, seminare, trasformare
e produrre a seconda del tipo di attività svolta in azienda,
con grande soddisfazione e gioia degli studenti, che poi, prima di
ripartire alla volta della loro scuola, deliziano il palato con i
prodotti sani e genuini che spesso hanno preparato anche da soli e
che lasceranno in bocca il sapore di buono e nel cuore il ricordo
di una giornata speciale di impegno, di studio, di scoperta e di tradizioni.
I numeri delle passate edizioni parlano chiaro: circa 2.000 nel primo
anno e circa 3.000 nel secondo, gli studenti che hanno partecipato
a Scuola in Fattoria grazie alla sensibilità e
allinteresse mostrato dagli insegnanti di molte scuola della
provincia, e per questanno laupiscio è che il numero
continui a salire, sinonimo di interesse verso uno dei più
importanti comparti delleconomia picena.
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APPUNTAMENTI
Treviso. "Missione Tellus": un viaggio
alla scoperta dell'agricoltura
Si svolgerà il 3 ottobre a S. Angelo
sul Sile in provincia di Treviso, nell'ambito della "Missione
Tellus" una giornata dimostrativa, rivolta agli alunni delle
scuole, denominata 'un viaggio alla scoperta dell'agricoltura' in
cui saranno esposti stand con prodotti tipici trevigiani, animali
della fattoria, un'aula didattica mobile della Regione Veneto e una
degustazione di frutta autunnale.
"La Fattoria nel Castello". In Lombardia
proposti al pubblico i prodotti delle aziende agricole gestite da
donne
Il 5 ottobre prossimo si terrà a San Colombano
al Lambro, (Mi) Castello Belgioioso, per il quarto anno consecutivo,
la manifestazione La Fattoria nel Castello dedicata alla
esposizione, degustazione e vendita dei prodotti di aziende agricole
lombarde gestite da donne.
La giornata, promossa unitariamente da tutte le Associazioni femminili
agricole in Lombardia -Associazione Donne in
Campo Cia Lombardia, Coordinamento Imprenditoria
Femminile Coldiretti e Imprenditrici
femminili Federlombarda-Confagricoltura- con il patrocinio
della Provincia di Milano, della Camera di Commercio di Milano e del
Comune di San Colombano al Lambro, sarà occasione di incontro
tra le imprenditrici e i consumatori sui temi che vedono impegnate
le donne nellagricoltura lombarda: qualità e tipicità
delle produzioni agricole, valorizzazione e promozione del paesaggio
agricolo, dellambiente e del territorio.
La manifestazione La Fattoria nel Castello, che prevede
anche degustazioni guidate da esperti e giochi a tema per bambini,
verrà presentata alla stampa, con particolare attenzione al
significato della presenza femminile in agricoltura e ai percorsi
professionali e personali delle partecipanti, mercoledì 1 ottobre
2003, ore 11,30 presso il Castello Belgioioso a San Colombano al Lambro
- Milano.
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