25 settembre 2002


sommario

 

ATTUALITA'

•    Da domani l’Elba diventa l’ “Isola dei sapori”. Grande kermesse sull’alimentazione, l’agricoltura e le tradizioni
•    Senza extracomunitari gravi rischi per l’agricoltura. Cresce il disagio e il malcontento tra gli imprenditori
•    La Cia sulle multe latte: “nulla di nuovo, ora è urgente superare il sistema delle quote”
•      Censimento 2000: l’affitto cresce

 

DAL TERRITORIO •    Anp-Cia di Catania: la prima Festa provinciale dei pensionati
•    Convegno della Cia della Basilicata sulle imprese multifunzionali, lo sviluppo rurale e i distretti in agricoltura

•    Seminario a Bari sulle politiche della famiglia

 

APPUNTAMENTI

•    Cia Emilia Romagna: convegno sulle novità nella revisione intermedia della Pac


 

ATTUALITA'

Da domani l’Elba diventa l’ “Isola dei sapori”. Grande kermesse sull’alimentazione, 
l’agricoltura e le tradizioni


La Cia organizza una quattro giorni di buon mangiare, di cultura e di divertimenti

L’”Isola dei sapori” apre domani i battenti all’Elba. Degustazioni, incontri, convegni, gare gastronomiche, spettacoli per grandi e bambini, mostre mercato faranno da cornice alla grande kermesse organizzata in occasione del secondo Food Festival della cucina italiana dalla Confederazione italiana agricoltori, dal comune di Marina di Campo (dove si svolgerà l’intera manifestazione) e da “La Madia Travelfood”.

Quattro giorni (l’iniziativa si concluderà domenica prossima 29 settembre) di buon mangiare, di cultura e di divertimenti che la Cia propone come momento di grande socialità, di incontro tra l’agricoltura e i consumatori, ma anche come rinascita dell’Elba, dopo le alluvioni e gli smottamenti della passata settimana che hanno provocato danni ingenti all’isola.

Tra le decine di iniziative spiccano la mostra mercato l’ “Isola dei sapori” promossa dalla Cia (un vero viaggio tra i prodotti tipici delle nostre regioni per scoprire la cultura e la tradizione italiana), il concorso “Chef dell’ortofrutta”, la gara “Pizza tipica delle regioni”, lo spettacolo “Vivere la fattoria tra cibo e natura” per far conoscere ai bambini la realtà agricola.

Non mancheranno gli incontri e i confronti sui temi dell’agricoltura, dell’alimentazione, dell’economia e del sociale, tra cui il convegno di Turismo verde e Cia sull’agriturismo e la quinta Festa nazionale dei pensionati organizzata dall’Anp-Cia sul tema “Universalità dei diritti nel nuovo ordinamento federale”.

 

 

Senza extracomunitari gravi rischi per l’agricoltura. Cresce il disagio
e il malcontento tra gli imprenditori

Il vicepresidente della Cia Paolo De Carolis: il decreto sulla regolarizzazione 
non tiene conto delle esigenze del settore agricolo e lo penalizza pesantemente


“Senza disponibilità di manodopera non si programma e non si investe in agricoltura”. Paolo De Carolis, vicepresidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, ribadisce con forza l’esigenza di una modifica dei recenti provvedimenti sui lavoratori extracomunitari che penalizzano pesantemente il settore agricolo. Lo ha fatto durante un incontro con i produttori agricoli del Casertano che hanno manifestato il loro disagio e la loro rabbia per l’attuale situazione.

“La regolarizzazione, così come concepita dal decreto 195/02, esclude di fatto -ha detto De Carolis- tutto il lavoro prestato dagli extracomunitari in agricoltura, perché consente di mettere in regola solo chi ha contratti a tempo indeterminato o a tempo determinato della durata di almeno un anno”.

“Bisogna -ha aggiunto- che tutte le forze politiche si rendano conto della gravità del problema, del fatto che l'agricoltura ha bisogno di questi lavoratori, della necessità di apportare correttivi al decreto che tengano nel giusto conto il lavoro stagionale. Se non prevarrà il buon senso, il settore agricolo rimarrà l’unico settore irregolare”.

Non basta. Per l’agricoltura al danno si aggiunge la beffa: escluso dalla possibilità di regolarizzare i lavoratori, rischia di essere colpito duramente dai controlli e dalle sanzioni che scatteranno dopo la sanatoria.

Altrettanto grave è la situazione sul fronte dei decreti flussi. “I quattro decreti di quest’anno -ha detto De Carolis- sono la dimostrazione della totale incapacità previsionale, oltre che frutto di una preoccupante e superficiale sottovalutazione del problema. E l’immediato futuro non si prospetta certo roseo, visto che la ‘Bossi-Fini’ ha reso meno certa l’emanazione annuale del decreto flussi”.

Certezza, tempestività, congruità delle quote, semplificazione delle procedure, sono queste, secondo il vicepresidente della Cia, le sacrosante garanzie che da anni chiedono i produttori agricoli. “Continuarle a trascurare -ha concluso- significa alimentare sul territorio uno stato di profondo malcontento e di tensione sociale, significa aumentare quel senso di insicurezza collettiva, su cui tanto ha fatto presa una legge come la ‘Bossi-Fini’, ma che, in definitiva, non giova a niente e a nessuno”.

 

 

La Cia sulle multe latte: “nulla di nuovo, ora è urgente superare il sistema delle quote”

La notizia dello splafonamento  produttivo di latte, da parte dell’Italia, non coglie certo di sorpresa la Cia. Infatti, per l’ennesima volta si è prodotto più di quanto prevede la quota stabilita a livello comunitario. Quindi, si deve capire che il dato è strutturale.

Tale situazione , secondo la Cia, andrebbe affrontata sul piano nazionale con una attenta riforma dell’attuale legislazione, tenendo conto del pregresso e gestendo in maniera equilibrata il pagamento delle multe.

A livello europeo -sostiene la Cia- è urgente porre mano, nel contesto della revisione di medio termine della Politica agricola comune, ad un sistema che si è rivelato inadeguato e prevedendo una modificazione sostanziale che tenda al superamento graduale del regime delle quote produttive.

 

 

Censimento 2000 : l’affitto cresce

“Dai dati Istat l’affitto si conferma un istituto sano, una leva economica per ottenere una disponibilità di terra e rafforzare l’azienda sopportando il solo costo del possesso”. Lo rileva l’Associazione nazionale coltivatori a contratto agrario della Cia.

Dal censimento dell’agricoltura del 2000 si evidenzia, infatti, una  crescita dei terreni condotti in affitto  la cui  superficie media aziendale si attesta al 26,94 per cento contro il 3,77  per cento di quelle condotte solo in proprietà: nello specifico gli ettari in produzione passano da 4.596.660  del 1990 ai recenti 4.860.251 .

Tale dato è particolarmente positivo nella considerazione della  riduzione del numero delle aziende ed in particolare di quelle condotte tutte in proprietà  con  una contrazione di 2.096.837 ettari sempre  rispetto al 1990.

I dati Istat evidenziano la vitalità dell’affitto quale titolo di possesso dei terreni: la vigente legge 203 dell'82 sui contratti agrari ha consentito e consente uno sviluppo del mercato fondiario favorendo l'incontro tra domanda ed offerta.

Il trend dell'affitto è in continua ascesa: i rapporti sono  regolamentati essenzialmente dai patti in deroga con l'assistenza attiva delle organizzazioni di categoria ai sensi dell’art.45, articolo architrave dell'intera normativa.

La situazione fondiaria emerge in positivo , forte di una normativa valida ed attuale nei suoi contenuti ,da difendere da  qualunque modifica possa  svilire i suoi connotati di salvaguardia dell'imprenditorialità della parte concessionaria e della negozialità della parte concedente.

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DAL TERRITORIO

Anp-Cia di Catania: La prima 
Festa provinciale dei pensionati

Nell’incantevole cornice del Castello di Nelson a Bronte, alle falde dell’Etna, si è conclusa la I Festa provinciale dei Pensionati promossa dall’Associazione nazionale pensionati della Confederazione italiana igricoltori di Catania. Alla manifestazione ha partecipato il presidente della Cia Massimo Pacetti.

Alla presenza di 1500 pensionati si è svolta un’assemblea, evento centrale della Festa, nella quale Ruggiero Pardo, della presidenza della Cia provinciale, nella relazione introduttiva, ha ripercorso l’impegno dell’Anp-Cia a partire dalla raccolta di un milione di firme con la petizione popolare, dalla richiesta di aumentare ad un milione delle vecchie lire le pensione integrate al minimo dei coltivatori diretti sottolineando anche i criteri, l’estensione ai pensionati coltivatori diretti dell’assegno al nucleo familiare uguale a quello dei pensionati del lavoro dipendente, l’esclusione dall’aumento a 516 euro dei pensionati coltivatori diretti in quanto possessori di un appezzamento di terreno e quindi superano il limite del reddito.

Pardo ha, inoltre, ricordato che l’Associazione chiede alla Regione Sicilia il recepimento della Legge quadro 328/00 di riforma dell’assistenza dei servizi sociali alle persone e alle famiglie.

L’assemblea è stata presieduta da Angelo Barone, presidente provinciale della Cia di Catania, il quale ha sottolineato l’impegno della Confederazione a favore dei pensionati.

Sono seguiti gli interventi di Michele Spatafora, presidente regionale dell’Anp Sicilia, di Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia della Sicilia, e del presidente nazionale dell’Anp Sandro De Toffol, i quali hanno sviluppato i temi posti all’ordine del giorno in difesa dei diritti dei pensionati e degli impegni non rispettati da parte del Governo.

Le conclusioni sono state svolte da Massimo Pacetti, il quale ha ribadito come la Cia e l’Associazione siano mobilitate per modificare tale situazione. Con la Finanziaria 2003 non si possono attuare, secondo Pacetti, tagli allo stato sociale, poichè si metterebbero a rischio i più elementari diritti dei cittadini pensionati che sono la sanità, i servizi sociali alle persone e alle famiglie più disagiate.

Pacetti ha dichiarato che, nei prossimi giorni, chiederà al Governo di rispettare gli impegni assunti nello scorso mese di luglio nei confronti degli agricoltori.

“Non è da escludere, ha proseguito il presidente- che se le risposte del Governo nazionale non saranno positive nei confronti dell’agricoltura, la Confederazione si mobiliterà in tutte le sue strutture”.

 

 

Convegno della Cia della Basilicata 
sulle imprese multifunzionali, lo sviluppo rurale
e i distretti in agricoltura


Intervento del vicepresidente della Cia Alfonso Pascale

Si è svolto il 21 settembre scorso a Potenza il convegno organizzato dalla Cia della Basilicata sul tema “Imprese multifunzionali, sviluppo rurale e distretti in agricoltura”.

“I distretti in agricoltura -ha detto Nicola Manfredelli, presidente della Cia lucana- sono un modello concreto già esistente sul territorio e la Basilicata ha tutte le potenzialità per portarli a compimento”.

“La politica di sviluppo rurale -ha affermato Donato Di Stefano, vicepresidente della Cia della Basilicata nella sua relazione introduttiva- va rafforzata nel quadro della revisione di medio termine della Pac per favorire una riqualificazione del tessuto imprenditoriale agricolo ed un suo ruolo propulsivo nei processi di crescita e di innovazione dei contesti territoriali”.

Sono successivamente intervenuti Ferdinando Albisinni dell’Università degli studi della Tuscia, Pasquale Lamorte, presidente della Camera di commercio di Potenza, Michele Petruzzi, presidente dell’Uncem Basilicata, Gerardo Delfino, amministratore dell’Alsia, Ettore Bove dell’Università degli studi di Potenza.

Ha partecipato ai lavori anche Donato Salvatore, assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata, che ha garantito l’impegno delle istituzioni regionali perché “il territorio rurale da soggetto ricevente di norme emanate dall’alto si traduca in una comunità capace di autorganizzarsi attraverso forme innovative”.

Concludendo i lavori del convegno, il vicepresidente nazionale della Cia Alfonso Pascale ha sottolineato la specificità del distretto in agricoltura rispetto al distretto industriale. Si tratta di un reticolo di imprese di distinte fasi produttive e di servizi, in cui l’agricoltura funge da principio ordinatore con funzioni e missioni economiche, ambientali, sociali e territoriali.

“La multifunzionalità -ha precisato Pascale- non è un percorso alternativo a quello di centrare l’obiettivo della vitalità delle imprese, ma un nuovo modello imprenditoriale, che permette di conseguire differenti strategie di competitività”.

Il vicepresidente della Cia ha sollecitato le istituzioni e le altre organizzazioni sociali a non considerare i distretti agricoli e rurali come ulteriori livelli istituzionali che dispensano risorse pubbliche, ma aggregati già esistenti da consolidare e sviluppare mediante la strumentazione contrattualistica introdotta dalla legge di orientamento, la complementarietà degli interventi di programmazione, la concentrazione territoriale delle risorse finanziarie, il sostegno ad un sistema autorganizzato di servizi alle imprese in raccordo con l’Università e il mondo della ricerca.

Pascale ha denunciato le gravi inadempienze del Governo rispetto agli impegni sottoscritti con il Patto per l’Italia: l’estensione del credito d’imposta all’agricoltura si è rivelata una beffa; i provvedimenti per fronteggiare le calamità atmosferiche dei mesi scorsi sono del tutto insufficienti; l’avvio di un ammodernamento delle infrastrutture irrigue è ancora sulla carta.

Il vicepresidente della Cia ha concluso il suo intervento con un appello perché il dibattito sulla Finanziaria 2003 diventi un’occasione di confronto e di iniziativa al fine di ottenere misure efficaci di rafforzamento della competitività delle imprese agricole -dal sostegno agli investimenti per la qualità al risarcimento effettivo dei danni subiti con la siccità e le alluvioni; dalla generalizzazione di un sistema assicurativo dei redditi agricoli all’uso razionale dell’acqua- come condizioni anche  per consolidare le esperienze distrettuali e i processi di sviluppo locale.

 

 

Inac: seminario a Bari
sulle politiche della famiglia


Si è tenuto a Bari, presso l’hotel Sheraton, il seminario dal titolo “Le politiche e gli strumenti per la famiglia”. Erano presenti Alberto Giombetti, presidente nazionale dell’Inac, Antonio Barile, presidente della Cia della Puglia, Franco Catapano, responsabile regionale dell’Inac, Laura Ravagnan, responsabile regionale dell’Inac del Veneto e Giorgio Campanili, docente di Sociologia della famiglia all’Università di Parma e autore del libro “Le politiche familiari oggi”.

I lavori si sono aperti con l’intervento di Barile, che ha ricordato l’importanza della ‘famiglia coltivatrice’ nel tessuto agricolo e la necessità di una rivisitazione del ruolo odierno della famiglia, correlandolo ai grandi cambiamenti avvenuti di carattere sociale, economico, culturale.

Anche Catapano, dopo essersi soffermato sui problemi del Welfare state, ha affrontato il tema del ruolo della famiglia alla luce della legge quadro 328/2000 e della riforma del titolo V della Costituzione.

Tramite i due provvedimenti, Catapano ha fatto osservare come sia ulteriormente valorizzata la sussidiarietà dei servizi sociali: la famiglia non è più l’oggetto verso cui rivolgere le politiche e i servizi sociali, ma diventa soggetto attivo nella progettazione del nuovo sistema dei servizi.

Ha concluso i lavori Alberto Giombetti. “La famiglia di stampo tradizionale -ha detto- rappresenta oggi il 97 per cento dei nuclei, mentre in altri Paesi (Danimarca, Usa, Inghilterra) si verifica una percentuale minore; proprio in Danimarca, ad esempio, il 48 per cento dei bambini nascono fuori dalla famiglia di tipo tradizionale. Anche in Italia è necessario attrezzarsi perché le politiche sociali possano soddisfare le complessità delle aggregazioni”.

“Alcune regioni (Lombardia e Lazio) hanno già iniziato a regolamentare le politiche familiari con l’attuazione di alcune disposizioni, che tendono a trattare le famiglie non tradizionali in modo discriminatorio, creando -ha concluso- disuguaglianze”.

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APPUNTAMENTI

Cia Emilia Romagna: convegno
sulle novità nella revisione intermedia della Pac

La Cia si riconosce non da oggi nell’esigenza di rafforzare, nell’ambito della Pac, le politiche che fanno capo al cosiddetto Secondo pilastro, comprendente le politiche strutturali e per lo sviluppo rurale. Con l’insieme delle proposte contenute nella Comunicazione del 10 luglio scorso sulla revisione intermedia della Pac, la Commissione europea intende dare molta importanza al consolidamento e al rafforzamento dello sviluppo rurale. Si vuole estendere la portata delle misure di accompagnamento, sostenendo direttamente lo sforzo degli agricoltori per rispondere alle nuove preoccupazioni dei consumatori in materia di qualità e sicurezza alimentare, per adeguarsi a norme più rigorose e per promuovere la salute e il benessere degli animali. Attraverso l’introduzione di un regime di modulazione dinamica si vogliono poi trasferire risorse dal primo pilastro (la politica di sostegno ai mercati) al secondo, che dovrebbe cominciare a riguadagnare così il peso e la consistenza che da troppo tempo gli vengono negati.

In quest’ottica, la Cia dell’Emilia Romagna ha organizzato un convegno sul tema “Secondo pilastro: sarà vera gloria, stavolta? Le novità per la politica delle strutture e dello sviluppo rurale nella revisione intermedia della Pac”, che si svolgerà a Bologna il prossimo 3 ottobre, alle ore 9,30 presso l’Hotel Amadeus.

Il convegno, presieduto da Giulio Fantuzzi, presidente della Cia regionale e membro della Presidenza nazionale, sarà introdotto da Michele Pasca-Raymondo, direttore programmi sviluppo rurale dellaCommissione europea DG agricoltura.

Interverranno Alfonso Pascale, vicepresidente nazionale della Confederazione, Giuseppe Serino, direttore per le politiche strutturali  e lo sviluppo rurale del Mipaf, Francesco Adornato, presidente dell’Inea, Dario Manghi, direttore assessorato Agricoltura Regione EmiliaRomagna, e Guido Tampieri, assessore Agricoltura e ambiente Regione Emilia Romagna.

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