19 settembre 2002


sommario

 

ATTUALITA'

•    Riunite Giunta e Direzione della Cia: a dicembre la 3a Assemblea congressuale
•    La Giunta nazionale Cia incontra il presidente e il segretario generale della Fipa
•    Copa-Cogeca: gli agricoltori europei uniscono le forze
•      Seminativi, raccolto 2002: non è stata superata l’area di base nazionale
•    Caccia: la Cia esprime cauto ottimismo per lo stralcio degli articoli relativi all’apertura dell’attività venatoria  nei Parchi

 

DAL TERRITORIO •    Cia di Crotone: è allarmante lo stato in cui versa il servizio veterinario della provincia

 

APPUNTAMENTI

•    Convegno della Cia della Basilicata su imprese multifunzionali, sviluppo rurale e distretti in agricoltura


 

ATTUALITA'

Riunite Giunta e Direzione della Cia: a dicembre 
la 3
a Assemblea congressuale


L’intervento del presidente Massimo Pacetti

Si svolgerà il prossimo mese di dicembre la Terza Assemblea congressuale della Confederazione italiana agricoltori. Lo ha deciso la Direzione nazionale che si è riunita a Roma il 17 settembre scorso, preceduta dalla riunione (16 settembre) della Giunta nazionale. Sono state nominate due commissioni di lavoro: una si occuperà della risoluzione per il congresso, mentre l’altra affronterà i temi organizzativi e di riforma dello statuto.

I lavori -presieduti dal vicepresidente Paolo De Carolis- sono stati introdotti da un’ampia e articolata relazione del presidente Massimo Pacetti. Erano presenti il vicepresidente Alfonso Pascale e i membri di presidenza Giulio Fantuzzi e Giuseppe Politi.

Il presidente Pacetti ha affrontato tutti i principali argomenti oggi sul tappeto. Particolare attenzione è stata dedicata al Patto per l’Italia, alla proposta dell’Ue per la revisione di medio termine della Politica agricola comune e alle decisioni del governo federale Usa sul nuovo Farm Bill. Pacetti si è soffermato anche sui gravi danni causati dal maltempo che hanno reso ancora più difficile una situazione già abbastanza critica. Praticamente, a causa delle avversità atmosferiche (siccità, gelate, piogge torrenziali, trombe d’aria, grandinate, smottamenti) dall’inizio dell’anno i danni superano i 3,5 miliardi di euro, circa un decimo della produzione lorda vendibile italiana.

Il presidente della Cia, in proposito, ha rilevato che il governo nelle sue ultime decisioni, sia per quanto riguarda la siccità con il decreto Omnibus, sia per quello che concerne il maltempo di luglio e agosto ha sottovalutato le conseguenze negative economiche, sociali e produttive per l’intero settore agricolo.

Affrontando i problemi economici e finanziari, Pacetti ha sottolineato che il quadro non è dei più confortanti. “Ormai -ha detto il presidente- siamo ad un punto cruciale. Il governo deve rispettare gli impegni assunti con la firma del Patto per l’Italia e avviare quelle iniziative (fisco, lavoro, sanità, previdenza, investimenti, innovazioni, federalismo fiscale) indispensabili per dare una svolta al sistema produttivo e sociale. Non è più tempo di tergiversare anche perché la situazione economica nazionale e mondiale evidenzia gravi segnali involutivi e con un’inflazione che ha ripreso a galoppare”.

“Dal governo -ha aggiunto- esigiamo un atteggiamento coerente con le scelte fatte. E’ giunto il momento di dare sostanza alle strategie e alle azioni concordate nei mesi scorsi. Per questo motivo nella finanziaria 2003 sarà necessario individuare delle chiare priorità sulle quali agire per cominciare a dare risposte alle attese dei cittadini, dei settori economici e produttivi. deve essere, insomma, una finanziaria strategica”.

Affrontando i temi relativi all’agricoltura, il presidente della Cia ha ribadito che la prossima legge finanziaria “deve porre l’attenzione su questioni vitali, quali l’acqua, il sostegno alle imprese e alla loro competitività, il lavoro, le politiche a favore della qualità, il fisco, le politiche sociali, il rinnovamento della legislazione sulle calamità e la politica comunitaria. Sono temi sui quali la Cia intende confrontarsi anche con l’opposizione chiamata, in questa particolare fase, ad un rinnovato e forte sforzo politico che si ancori a quel riformismo che guarda ai diritti sociali, allo sviluppo dell'economia e delle imprese e della loro competitività sul mercato e sul quale la Cia è impegnata con tutte le sue strutture”.

Pacetti, parlando delle strategie e delle azioni della Cia, ha affermato che “nelle scelte della Confederazione si conferma una linea fortemente ancorata alla valorizzazione di un sistema diffuso di imprese e di aziende che, esprimendo valori territoriali, qualitativi e innovatori, hanno bisogno di risposte rapide, di trovare sensibilità politiche e istituzionali capaci di rappresentare interessi complessi, relazioni e rapporti che possono competere validamente nella dimensione europea e internazionale”.

Il presidente della Cia ha, infine, affrontato le questioni inerenti la fase congressuale. “Negli ultimi anni, la Confederazione -ha detto- è cresciuta ed ha reso ancora più efficienti i servizi ai soci e alle imprese. E’ una strada che occorre continuare a percorrere delineando un progetto di ampio respiro che ci conduca ad obiettivi ben precisi, primo fra tutti una rappresentanza concreta degli interessi del mondo agricolo non più ghettizzato, ma parte integrante della società e del sistema economico e produttivo”.

“Dobbiamo volare alto, mantenere solida e ferma la nostra progettualità politica, sindacale e organizzativa e porci l’obiettivo -ha concluso il presidente- di un ulteriore rafforzamento sul territorio”.

Sia nella Giunta che nella Direzione si è svolto un ampio e approfondito dibattito durante il quale non ci si è soffermati solo sugli aspetti interni dell’organizzazione, ma si è affrontato a largo raggio le questioni politiche, economiche e sociali che oggi investono il Paese.

 

 

La Giunta nazionale Cia incontra il presidente
e il segretario generale della Fipa


La Giunta nazionale della Confederazione italiana agricoltori si è incontrata a Roma con il presidente della Federazione internazionale produttori agricoli (Fipa) Jack Wilkinson e con il segretario generale David King.

E’ stato un incontro cordiale e costruttivo. Il presidente della Cia Massimo Pacetti, nel portare il saluto della Confederazione, ha ribadito l’impegno pluriennale dell’organizzazione nella Fipa, ricordando gli obiettivi prioritari per una crescita solida ed equilibrata dell’agricoltura a livello mondiale.

Il presidente Wilkinson ha sottolineato l’importanza dell’incontro con la dirigenza della Cia. “Si è trattato -ha affermato- di un costruttivo scambio di vedute sui temi più importanti che ha permesso di inquadrare in modo chiaro l’attuale situazione”.

Wilkinson ha, infine, ricordato i prossimi impegni e appuntamenti della Fipa, primo fra tutti il Comitato esecutivo che si terrà a novembre a Ginevra.

Da parte sua, il segretario generale David King ha avuto parole di apprezzamento per l’azione svolta dalla Cia e ha ringraziato per la fattiva collaborazione offerta dalla Confederazione.

 

 

Copa-Cogeca: gli agricoltori
europei uniscono le forze


Il presidium del Copa-Cogeca, tenutosi a Bruxelles, ha deciso di associare tutti i rappresentanti degli agricoltori dei Paesi in procinto di entrare a far parte dell’Unione europea. In questo modo le due organizzazioni rappresentano più di 14 milioni di agricoltori.

I protocolli di accordo attribuiscono ai rappresentanti delle organizzazioni agricole professionali e cooperative dei Paesi candidati il diritto di partecipare immediatamente alle riunioni del Copa e del Cogeca e di avere accesso ai loro servizi di informazione.

Il presidente del Copa, Gerd Sonnleitner, che ha firmato i protocolli di accordo a nome delle organizzazioni agricole professionali dei 15 Paesi membri dell’Ue, ha dichiarato che, in una Europa unificata, tutti gli agricoltori dovrebbero essere trattati equamente. Ha aggiunto che la preoccupazione comune degli agricoltori è legata all’evoluzione della Pac. E’ il motivo per il quale gli agricoltori di tutta l’Europa continuano a ripetere che, da un lato, l’allargamento dell’Ue non deve servire da scusa per mettere a repentaglio la Politica agricola comune e, dall’altro, che l’agricoltura non deve essere usata come pretesto per compromettere l’allargamento.

Il presidente del Cogeca, Marcus H. Borgstrom, ha sottolineato che l’allargamento porterà ad un rialzo del 25 per cento della popolazione, ad un incremento della superficie dei seminativi dell’ordine del 40 per cento e ad un aumento straordinario del 100 per cento della popolazione agricola. Solo una politica agricola comune forte sarà in grado di garantire al comparto agricolo e agli agricoltori un avvenire relativamente equilibrato e di prevenire una futura crisi nel mondo rurale dell’Europa.

La decisione presa dal Copa-Cogeca è molto importante in quanto, nonostante la diversità di vedute fra le varie organizzazioni, si è dato un segnale politico di grande portata che ha anticipato le stesse istituzioni.

Da rilevare che contemporaneamente al presidium del Copa-Cogeca si è svolto un seminario sull’agricoltura sostenibile e la riforma della Pac.

 

 

Seminativi, raccolto 2002: non è stata superata l’area di base nazionale

Il ministero delle Politiche agricole e forestali il 13 settembre scorso ha reso noto che sulla base delle superfici investite a seminativi, oggetto delle domande Pac-raccolto 2002, l’area di base nazionale per i seminativi, fissata per il nostro Paese dalla regolamentazione comunitaria in 5.801.200 ettari, non è stata superata.

Mentre per le singole produzioni del comparto seminativi si è constatato quanto segue:

-Mais: l’area di base specifica, pari a 400.800 ettari, risulta superata; infatti, secondo gli investimenti dichiarati nelle zone con resa specifica mais, la percentuale previsionale di splafonamento sarebbe del 3,3308 per cento che, una volta confermata dopo le verifiche oggettive ed amministrative definitive, sarà applicata in diminuzione delle superfici ammissibili ai pagamenti per superficie. Si ricorda che nelle zone di produzione con resa unica non sarà applicata alcuna riduzione della compensazione in quanto gli investimenti rientrano nella superficie di base nazionale.

-Semi oleosi: gli investimenti sono stati complessivamente di 250.147 ettari con una flessione del 54,8 per cento rispetto alla scorsa campagna. Anche queste colture rientrano, ormai, nella superficie di base nazionale avendo da quest’anno l’aiuto parificato ai cereali.

-Grano duro: la superficie massima garantita delle zone tradizionali (ha 1.646.000) è stata superata, in quanto le superfici dichiarate sono state pari a 1.852.781 ettari; in particolare le regioni che subiranno una notevole riduzione dell’aiuto supplementare sono: l’Umbria (-59,57 per cento), la Toscana (-31,05 per cento), il Lazio (-19,65 per cento), le Marche (-18,74 per cento). La Puglia subirà una riduzione minima, infatti l’aiuto spettante risulta di 327,23 euro/ha, mentre la Sicilia non avendo superato la superficie massima garantita riceverà l’importo pieno dell’ aiuto supplementare (344,50 euro/ha). Per quanto riguarda la superficie massima garantita delle zone non tradizionali, pari a complessivi 4.000 ettari, è stata largamente superata, essendo state presentate domande per complessivi 21.089 ettari; pertanto l’importo dell’aiuto specifico liquidabile è pari a 26,35 euro/ha (-81per cento).

Infine, il Mipaf ha precisato che anche la superficie massima garantita per il riso, fissata per l’Italia in 239.259 ettari, non risulta superata; mentre la superficie dichiarata a lenticchie e ceci è di 12.379 ettari e quella dichiarata a vecce è pari a 33.029 ettari. (Politiche delle produzioni e di mercato-Ufficio seminativi)

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Caccia: la Cia esprime cauto ottimismo 
per lo stralcio degli articoli relativi 
all’apertura dell’attività venatoria nei Parchi


Cauto ottimismo viene espresso dalla Confederazione italiana agricoltori per lo stralcio, dai provvedimenti in discussione in Parlamento, degli articoli relativi alla apertura dell’attività venatoria nei Parchi.

Per la Cia, infatti, non è affatto utile riaprire contrasti tra agricoltori, ambientalisti e cacciatori.Tanto più che l’approvazione da parte della Camera delle norme in materia di “deroghe venatorie” consente alle Regioni di inserire nell’elenco delle specie cacciabili anche quelle finora escluse (passeri, storni, corvidi ed altri) non più considerate in via d’estinzione.

Con l’approvazione delle nuove norme sulla caccia in deroga, che integrano cosi la legge sull’attività venatoria, saranno le Regioni, sulla base di autorevoli pareri scientifici, a decidere quali specie sarà possibile cacciare.

Secondo la Cia, sarà così possibile ridurre i danni causati alle colture agricole, anche se sarà necessario vigilare affinché le Regioni evitino di anticipare l’apertura del calendario venatorio perché, altrimenti, gli agricoltori subirebbero un danno certo dall’attività dei cacciatori prima ancora che da quella dei selvatici.  

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DAL TERRITORIO

Cia di Crotone: e’ allarmante lo stato 
in cui versa il servizio veterinario della provincia


Il settore zootecnico crotonese si trova ormai ad un passo dal collasso e stavolta non per un morbo o per una crisi di mercato, ma per lo stato di confusione che vige all’interno degli uffici del Servizio veterinario dell’Asl 5 di Crotone, area A-sanità animale. E’ l’allarme lanciato dalla Cia di Crotone, che imputa tale drammatica situazione non solo alla carenza di medici veterinari dipendenti, ma anche ad una discutibile gestione dirigenziale.

Ad oggi, infatti, non è stata ancora rinnovata l’autorizzazione ai veterinari liberi professionisti per l’espletamento dei PIani obbligatori della profilassi di Stato nei confronti della brucellosi, della tubercolosi e della leucosi su tutto il territorio provinciale, generando così, secondo la Cia provinciale, un blocco totale dei controlli a cui seguono notevoli problemi di management, ciò perché al mantenimento della qualifica sanitaria di “Ufficialmente indenne” è legata la vendita del latte, la vendita o l’acquisto di animali da vita e i pagamenti relativi ai premi comunitari.

La mancanza di controlli, tra le altre cose, diventa anche un problema di pubblica sanità, se si considerano i quintali di latte che vengono trasformati e venduti sul mercato locale, perché trattasi di zoonosi, cioé malattie infettive e trasmissibili all’uomo.

Non è più possibile, ribadisce la Cia di Crotone, per gli allevatori continuare a restare in un settore dove a chi alleva si chiedono sacrifici economici e fisici, strutture adeguate alle normative vigenti, produrre un prodotto igienico e sano, mentre il servizio pubblico sanitario non è in grado di procedere ai controlli e alle verifiche necessari per alleggerire dai disagi il mondo allevatoriale e fornire ai consumatori le giuste garanzie.

La Cia registra, inoltre, una situazione un pò anomala degli ultimi anni, mentre da un lato sono le associazioni dei produttori a svolgere il ruolo di controllo, a vigilare sulla salute dei consumatori attraverso sistemi di etichettatura e tracciabilità delle carni, a correggere i tabulati sostituendosi al servizio veterinario affinché gli allevatori possano ricevere i pagamenti comunitari, dall’altro si assiste ad un servizio veterinario che riesce solo a svolgere azioni di polizia veterinaria, mettendo in atto provvedimenti restrittivi che impediscono la vendita del prodotto locale, cosicché sui banchi del mercato si vende quasi esclusivamente carne proveniente dall’estero e di qualità molto dubbia.

Ad una situazione del genere dove gli animali rimangono invenduti e dove permane l’incertezza di prendere i premi comunitari gli allevatori dicono basta. I produttori sono pronti ad assumersi tutte le responsabilità, per quanto loro compete, per assicurare la salute dei propri animali, garantire lo sviluppo delle produzioni zootecniche, la qualità dei prodotti e la salute dei consumatori, ma è necessario poter disporre di un servizio veterinario qualificato, professionale e adeguato ai tempi.

Pertanto, la Cia di Crotone chiede che tutti gli enti, le istituzioni e le autorità interessate adottino i provvedimenti idonei a risolvere questa situazione e, dal canto suo, si impegna a trasmettere al ministro della Salute, Girolamo Sirchia,  le sue dimostranze e lo stato attuale in cui versa il servizio veterinario provinciale.

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APPUNTAMENTI

Convegno della Cia della Basilicata
su imprese multifunzionali, sviluppo rurale 
e distretti in agricoltura


La Cia della Basilicata ha organizzato un convegno sul tema “Imprese multifunzionali, sviluppo rurale e distretti in agricoltura”, che si terrà il prossimo 21 settembre, alle ore 9.30, presso il dipartimento Ambiente della Regione.

I lavori, presieduti dal presidente della Cia regionale Nicola Manfredelli, saranno introdotti dal vicepresidente   della Cia Basilicata, Donato Distefano, e conclusi dal vicepresidente nazionale della Confederazione Alfonso Pascale.

Al convegno interverranno, inoltre, esponenti del mondo accademico, sindacale e delle istituzioni.

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