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ATTUALITA'
Wto: dallagropirateria danni incalcolabili
per il made in Italy. Obiettivo prioritario resta la difesa della
legalità sui mercati
Il presidente della Cia Massimo Pacetti, che partecipa ai lavori
della Conferenza di Cancun, sottolinea come lillegalità
affossi i paesi più poveri. Occorrono, quindi, regole che permettano
un maggior equilibrio su mercati.
La nostra deve essere una battaglia per la difesa della legalità,
per regole chiare che impediscano e contrastino efficacemente quellagropirateria
che non crea solo danni incalcolabili di carattere economico ai prodotti
made in Italy, ma colpisce anche aspetti sociali e culturali. Occorre,
quindi, che lUnione europea non ceda di fronte alle pressioni
di alcuni paesi a forte sviluppo e simpegni, invece, con la
massima determinazione affinché vengano salvaguardate qualità,
sicurezza alimentare e tipicità. E quanto ha affermato
il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti
che si trova a Cancun per partecipare ai lavori della Conferenza della
Wto.
Non si tratta di difendere solo le Dop e le Igp, ma di stabilire
norme e comportamenti che -ha aggiunto Pacetti- mettano ordine sui
mercati e garantiscano le condizioni effettive per una vera legalità.
E legalità significa anche evitare che i paesi più poveri
vengano affossati da atteggiamenti non corretti e fuori da ogni regola
di mercato.
Daltronde, proprio lagropirateria -ha sottolineato
il presidente della Cia- è purtroppo sinonimo di illegalità
e questo non si può più tollerare. Non dobbiamo cedere
al continuo ripetersi di vendite di prodotti contraffatti provenienti
da economie avanzate e collocati nei mercati ricchi e forti. Anche
perché lagropirateria non proviene dai paesi meno avanzati
e spesso non riguarda i loro mercati.
Comunque -ha evidenziato Pacetti- ci preoccupa lalleanza
ufficializzata a Cancun tra paesi fortemente esportatori di prodotti
agricoli che sembra abbiano come obiettivo di contrastare le agricolture
europee e statunitensi e non quello di dettare regole che avvantaggino
i paesi in via di sviluppo.
Regole e norme -ha concluso il presidente della Cia- che impediscano
di continuare a praticare atteggiamenti illegali, tesi a conquistare
spazi di mercato, che finiscono per essere gravemente penalizzanti
per le agricolture dei paesi meno progrediti.
Il vicepresidente vicario
della Cia, Giuseppe Politi, conclude i lavori del consiglio direttivo
del Cipat
Si è riunito, il 10 settembre scorso, il Consiglio
direttivo del Cipat per mettere a punto il piano di lavoro e per individuare
possibili strategie operative al servizio dello sviluppo formativo
e della crescita complessiva dellagricoltura italiana.
Ai lavori è intervenuto il vicepresidente vicario nazionale,
Giuseppe Politi, il quale ha elogiato il lavoro svolto dal Cipat ed
ha esortato gli operatori ed il gruppo dirigente a proseguire sulla
strada del rinnovamento tecnico e professionale.
Abbiamo avviato già da tempo ha detto Politi- una
discussione interna per mettere in cantiere unipotesi di ammodernamento
e di sviluppo dei nostri servizi e della nostra capacità di
rapportarci con il mondo esterno.
Una società in rapida evoluzione ha detto ancora
il vicepresidente vicario- necessita di un mutato quadro di comportamenti
e di progettualità volto alla crescita qualitativa dellofferta
formativa e indirizzato allesclusivo interesse dei nostri associati,
nella duplice veste di produttori e cittadini".
Siamo più che convinti ha concluso Politi- della
ineluttabilità del processo formativo in quanto strumento potente
di elevazione culturale e manageriale se non vogliamo restare penalizzati
dalle grandi sfide che si affacciano nel panorama economico e sociale
e che la nostra organizzazione dovrà cogliere ed affrontare
con spirito rinnovato e propositivo.
Il Presidente del Cipat, Enrico Vacirca, si è soffermato sul
ruolo che la formazione tecnica e professionale può assolvere
oggi in un contesto fortemente tecnologicizzato, computerizzato e
globalizzato.
Noi ci poniamo lobiettivo ha detto- di estendere
e migliorare la nostra proposta formativa per mettere i giovani imprenditori
agricoli nelle condizioni di saper affrontare e risolvere la complessità
dei problemi.
Per fare ciò ha detto ancora Vacirca- abbiamo bisogno
di lavorare tutti nel rispetto della collegialità per riportare
a sintesi i nostri programmi operativi e per non disperdere il patrimonio
di idee e di esperienze fin qui accumulato.
Il direttore, Luciano Felicetti, ha poi presentato con accurata analisi
i vari progetti di formazione e ha dato informazione dellavvenuta
costruzione del Webpage del Cipat.
Ai lavori del consiglio hanno preso la parola Pino Cornacchia, Antonio
Sposicchi, Marco Failoni, Giuseppe Alagia, Matteo Ansanelli, Lucio
Staniscia e Donato Di Stefano.
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DAL
TERRITORIO
Riunione congiunta di Presidenza e Direzione della Cia dellEmilia
Romagna
Lintervento del vicepresidente vicario nazionale, Giuseppe
Politi
Ladesione alla nostra struttura
organizzata esula da quelle motivazioni ideologiche che un tempo avevano
un carattere peculiare. Oggi ladesione si richiama ad un progetto
politico ben delineato verso il quale indirizzare ogni sforzo possibile
di idee, di esperienze e di intelligenze. Aggregare consensi, vuol
dire oggi sapere interpretare i mutamenti, orientarli nella giusta
direzione e nel rispetto dellinteresse generale. Vuol dire stare
al passo con i tempi rinnovando e adattando la macchina organizzativa
per dare più spessore e credibilità alla nostra azione.
Solo così possiamo dire di avere adempiuto la nostra missione
che è quella di stare al fianco degli agricoltori che hanno
riposto in noi la loro fiducia e contribuire nel contempo alla crescita
complessiva della società.
E quanto ha affermato il vicepresidente vicario nazionale della
Cia, Giuseppe Politi, concludendo il 10 settembre scorso i lavori
congiunti della Presidenza e della Direzione regionale della Cia dellEmilia
Romagna.
Politi si è soffermato a lungo nella illustrazione del nuovo
impianto organizzativo delineatosi dopo lapprovazione del nuovo
statuto, del regolamento e del codice etico del sistema confederale.
Abbiamo così- ha continuato il vicepresidente vicario-
prodotto un radicale cambiamento nella vita interna della nostra Confederazione,
definendo nuove regole che pongono in essere diritti e doveri dei
nostri associati, dei dirigenti e di quanti, quotidianamente, svolgono
la loro attività professionale e di lavoro al servizio della
Confederazione.
In tal modo ha detto ancora Politi- possiamo perseguire
lobiettivo di dare maggiore valore allappartenenza e sviluppare
al meglio la rappresentanza. Il nuovo progetto organizzativo, infatti,
mira ad esaltare al massimo il nostro patrimonio per rispondere meglio
alle sfide che ci attendono.
La scelta politico-organizzativa ha concluso Politi- di valorizzare
ed aumentare le risorse disponibili pone al centro del nostro sistema
lagricoltore quale soggetto privilegiato che risponde alla molteplice
veste di associato, di produttore e di cittadino. E una scelta
che ci pone di fronte alla urgenza di migliorare ed incrementare la
nostra capacità propositiva se vogliamo stare al passo con
i mutamenti e determinare, da protagonisti, le condizioni di una svolta
nel processo di sviluppo della nostra economia e del nostro paese.
I lavori sono stati introdotti dal presidente regionale della Cia,
Giulio Fantuzzi, il quale si è soffermato sulla validità
della nuova fisionomia organizzativa che pone la Cia nelle condizioni
di aggredire meglio i problemi sul tappeto che sono tanti e complessi.
Siamo di fronte ha detto Fantuzzi- a profondi mutamenti
e perciò obbligati a delle decisioni che peseranno negli anni
avvenire sullimpianto economico e sociale del nostro paese.
La riforma della Pac, i negoziati Wto, lassetto futuro
dellEuropa, sono questioni che pongono sul tappeto una rivisitazione
delle politiche tradizionali e del nostro modo stesso di operare.
Sulla base di queste premesse Fantuzzi ha presentato un nutrito piano
di lavoro che impegnerà la Cia regionale nellimmediato
futuro.
Reggio Emilia. Grave la situazione dell'approvvigionamento
idrico
Nei giorni scorsi lacqua serviva per arare,
e per tentare di arrivare al quinto taglio derba. Lo rileva
la Cia reggiana, che sta seguendo con attenzione landamento
produttivo nelle campagne della provincia: Unannata molto,
molto difficile secondo il presidente Ivan Bertolini a
causa del tempo, e che costerà probabilmente molto cara agli
agricoltori, in termini di minori introiti e maggiori spese.
Si sta chiudendo proprio in questi giorni una stagione irrigua intensa
come non mai. Adesso le bonifiche iniziano a vuotare i canali, dopo
oltre 110 giorni continui di pescaggio dacqua nel Po. Ci sono
stati momenti in cui si è rischiato seriamente che lacqua
venisse a mancare, pregiudicando le colture. Per fortuna ciò
non è successo, ma per far funzionare la presa
dacqua di Boretto sono stati necessari 8 milioni di kw di energia,
il doppio di unannata normale.
Prima delle piogge dinizio settimana, nellultimo periodo,
nonostante il procedere delle raccolte, la richiesta dacqua
è rimasta sostenuta: molti agricoltori lhanno dovuta
usare per ammorbidire il terreno, per poter arare. Inoltre si è
continuato ad irrigare i prati, nel tentativo di arrivare a realizzare
un quinto taglio derba. Un modo per chi ha le stalle di cercare
di rimediare al deficit di fieno dei tagli precedenti,
mentre per colore che hanno ancora i prati ma non più le stalle,
cè lincentivo dei guadagni elevati che si possono
realizzare in questo periodo vendendo il fieno.
Così rimedieremo, anche se solo in parte, a questo deficit
e potremmo riuscire a calmierare il mercato del fieno, ora a livelli
che rischiano di mettere in grave difficoltà la nostra zootecnia
da latte, - afferma Bertolini uno degli assi portanti del nostro
settore agricolo-alimentare.
Siccità: i danni all'agricoltura veneziana
ammontano a 80 milioni di euro
La Cia di Venezia ha elaborato in questi giorni
il conteggio dei danni subiti dalle aziende agricole della provincia
di Venezia a seguito dei tre mesi di disastrosa siccità e temperature
elevate.
Questi in sintesi i dati medi provinciali, con lavvertenza che
tutta la Provincia è stata duramente colpita, anche se in misura
leggermente inferiore nellarea del Sandonatese:
| coltura |
Ettari coltivati |
perdita in % |
PLV media per ettaro |
PLV perduta per ettaro
(euro) |
Perdita PLV totale
(euro) |
| MAIS |
54.000 |
-50% |
1.500 |
750 |
40.500.000 |
| GRANO-ORZO |
7.000 |
-20% |
900 |
180 |
1.260.000 |
| SOIA |
26.000 |
-70% |
840 |
588 |
15.290.000 |
| BIETOLE |
12.000 |
-35% |
2.000 |
700 |
8.400.000 |
| Totale |
|
|
|
|
65.450.000 |
Ai danni subiti dai seminativi vanno aggiunti i danni alle colture
florovivaistiche e frutticole ma soprattutto allorticoltura
per un totale di 5 milioni di euro.
La Cia ha inoltre verificato i danni subiti dalla zootecnia che nellambito
del bovino da carne sono consistiti in un aumento del 2% della mortalità,
nella diminuzione del 20% dellincremento ponderale dei capi
allevati e in un aumento del 20% dei costi di alimentazione. Per quanto
riguarda il latte cè una riduzione del 20% nella produzione
e una diminuzione della fecondità.
Lallevamento del coniglio da carne ha subito una perdita produttiva
del 40% a seguito di infertilità, mortalità e minori
rendimenti.
Il settore zootecnico sconta danni complessivi per almeno 10 milioni
di euro.
Complessivamente i danni ammontano quindi ad almeno 80 milioni di
euro.
Alla Regione Veneto chiediamo ora di provvedere rapidamente alla delimitazione
dellintera provincia di Venezia. Dalla raccolta dei prodotti,
giunta ormai alla fase di completamento, arriva la tanto temuta conferma:
i danni sono rilevanti, pari ad oltre il 35% della produzione lorda
vendibile a livello provinciale.
Vanno attivate perciò con procedure snelle ed efficienti le
misure previste dalla Legge 185 del 1992 sulle calamità naturali.
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APPUNTAMENTI
Nubifragio a Taranto. Conferenza stampa
per illustrare le richieste della Cia
Si terrà il 15 settembre, alle ore 10,30,
presso la sede della Cia Puglia, a Bari in Via Matarrese 4, una conferenza
stampa per illustrare le richieste della Cia al Governo nazionale e
alla Regione Puglia riguardo i danni del maltempo nella provincia di
Taranto.
Il nubifragio dei giorni scorsi nella provincia, che ha fatto due vittime,
ha infatti provocato danni gravissimi alle colture agricole, agli allevamenti
e alleconomia dellintera provincia, già duramente
colpita dalla violenta grandinata dello scorso 2 settembre e da altre
calamità naturali succedutesi nel 2002. La Cia ritiene, inoltre,
che gli effetti dellalluvione non solo si riversano sullannata
in corso, ma si ripercuoteranno pesantemente negli anni successivi.
Interverranno il Presidente regionale della Cia Puglia, Antonio Barile,
il Presidente provinciale della Cia di Taranto, Nicola Spagnuolo,
e lintero gruppo dirigente della Cia Puglia e di Taranto.
Il ruolo degli anziani nella società:
a Perugia assemblea congressuale dell'Anp
Martedì 16 settembre, dalle ore 9, presso
la sala conferenza E. Sereni presso la Cia
Regionale Umbria a Perugia, si svolgerà lassemblea congressuale
regionale dell Anp.
La Cia dellUmbria con la propria Associazione pensionati intende
procedere alla riorganizzazione, autonoma e funzionale, dei 12.000
pensionati iscritti, appartenenti al mondo agricolo e ad altre categorie.
Laumento delle pensioni minime agli agricoltori, lestensione
dei servizi di assistenza nelle aree rurali e la riaffermazione del
ruolo positivo degli anziani nella società saranno le priorità
di azione indicate dallAssemblea.
Liniziativa, che sarà conclusa da Massimo Pacetti, Presidente
nazionale della Cia, prevede il saluto di apertura del Presidente
regionale della Cia Walter Trivellizzi, la relazione introduttiva
di Palmiro Marini, membro della Direzione regionale Cia, lintervento
dellAssessore alla Sanità della Regione Umbria Maurizio
Rosi, gli interventi della direzione regionale e provinciale dellInps
e dei rappresentanti delle Associazioni pensionati aderenti al Cupla
(Comitato unitario pensionati lavoratori autonomi).
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