Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori



Anno 45 - n. 152

 

12 Settembre 2003

 

ATTUALITA'

    Wto: dall’agropirateria danni incalcolabili per il made in Italy. Obiettivo prioritario resta la difesa della legalità sui mercati

    Il vicepresidente vicario della Cia, Giuseppe Politi, conclude i lavori del consiglio direttivo del Cipat

DAL TERRITORIO

•    Riunione congiunta di Presidenza e Direzione della Cia dell’Emilia Romagna

•   Reggio Emilia. Grave la situazione dell'approvvigionamento idrico

•   Siccità: i danni all'agricoltura veneziana ammontano a 80 milioni di euro

 

APPUNTAMENTI

•   Nubifragio a Taranto. Conferenza stampa per illustrare le richieste della Cia

   Il ruolo degli anziani nella società: a Perugia assemblea congressuale dell'Anp

 


 

ATTUALITA'


Wto: dall’agropirateria danni incalcolabili per il made in Italy. Obiettivo prioritario resta la difesa della legalità sui mercati


Il presidente della Cia Massimo Pacetti, che partecipa ai lavori della Conferenza di Cancun, sottolinea come l’illegalità affossi i paesi più poveri. Occorrono, quindi, regole che permettano un maggior equilibrio su mercati.


“La nostra deve essere una battaglia per la difesa della legalità, per regole chiare che impediscano e contrastino efficacemente quell’agropirateria che non crea solo danni incalcolabili di carattere economico ai prodotti made in Italy, ma colpisce anche aspetti sociali e culturali. Occorre, quindi, che l’Unione europea non ceda di fronte alle pressioni di alcuni paesi a forte sviluppo e s’impegni, invece, con la massima determinazione affinché vengano salvaguardate qualità, sicurezza alimentare e tipicità”. E’ quanto ha affermato il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti che si trova a Cancun per partecipare ai lavori della Conferenza della Wto.
“Non si tratta di difendere solo le Dop e le Igp, ma di stabilire norme e comportamenti che -ha aggiunto Pacetti- mettano ordine sui mercati e garantiscano le condizioni effettive per una vera legalità. E legalità significa anche evitare che i paesi più poveri vengano affossati da atteggiamenti non corretti e fuori da ogni regola di mercato”.
“D’altronde, proprio l’agropirateria -ha sottolineato il presidente della Cia- è purtroppo sinonimo di illegalità e questo non si può più tollerare. Non dobbiamo cedere al continuo ripetersi di vendite di prodotti contraffatti provenienti da economie avanzate e collocati nei mercati ricchi e forti. Anche perché l’agropirateria non proviene dai paesi meno avanzati e spesso non riguarda i loro mercati”.
“Comunque -ha evidenziato Pacetti- ci preoccupa l’alleanza ufficializzata a Cancun tra paesi fortemente esportatori di prodotti agricoli che sembra abbiano come obiettivo di contrastare le agricolture europee e statunitensi e non quello di dettare regole che avvantaggino i paesi in via di sviluppo”.
“Regole e norme -ha concluso il presidente della Cia- che impediscano di continuare a praticare atteggiamenti illegali, tesi a conquistare spazi di mercato, che finiscono per essere gravemente penalizzanti per le agricolture dei paesi meno progrediti”.

 

Il vicepresidente vicario della Cia, Giuseppe Politi, conclude i lavori del consiglio direttivo del Cipat

Si è riunito, il 10 settembre scorso, il Consiglio direttivo del Cipat per mettere a punto il piano di lavoro e per individuare possibili strategie operative al servizio dello sviluppo formativo e della crescita complessiva dell’agricoltura italiana.
Ai lavori è intervenuto il vicepresidente vicario nazionale, Giuseppe Politi, il quale ha elogiato il lavoro svolto dal Cipat ed ha esortato gli operatori ed il gruppo dirigente a proseguire sulla strada del rinnovamento tecnico e professionale.
“Abbiamo avviato già da tempo –ha detto Politi- una discussione interna per mettere in cantiere un’ipotesi di ammodernamento e di sviluppo dei nostri servizi e della nostra capacità di rapportarci con il mondo esterno.
“Una società in rapida evoluzione –ha detto ancora il vicepresidente vicario- necessita di un mutato quadro di comportamenti e di progettualità volto alla crescita qualitativa dell’offerta formativa e indirizzato all’esclusivo interesse dei nostri associati, nella duplice veste di produttori e cittadini".
“Siamo più che convinti –ha concluso Politi- della ineluttabilità del processo formativo in quanto strumento potente di elevazione culturale e manageriale se non vogliamo restare penalizzati dalle grandi sfide che si affacciano nel panorama economico e sociale e che la nostra organizzazione dovrà cogliere ed affrontare con spirito rinnovato e propositivo”.
Il Presidente del Cipat, Enrico Vacirca, si è soffermato sul ruolo che la formazione tecnica e professionale può assolvere oggi in un contesto fortemente tecnologicizzato, computerizzato e globalizzato.
“Noi ci poniamo l’obiettivo –ha detto- di estendere e migliorare la nostra proposta formativa per mettere i giovani imprenditori agricoli nelle condizioni di saper affrontare e risolvere la complessità dei problemi.
“Per fare ciò –ha detto ancora Vacirca- abbiamo bisogno di lavorare tutti nel rispetto della collegialità per riportare a sintesi i nostri programmi operativi e per non disperdere il patrimonio di idee e di esperienze fin qui accumulato”.
Il direttore, Luciano Felicetti, ha poi presentato con accurata analisi i vari progetti di formazione e ha dato informazione dell’avvenuta costruzione del Webpage del Cipat.
Ai lavori del consiglio hanno preso la parola Pino Cornacchia, Antonio Sposicchi, Marco Failoni, Giuseppe Alagia, Matteo Ansanelli, Lucio Staniscia e Donato Di Stefano.

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DAL TERRITORIO



Riunione congiunta di Presidenza e Direzione della Cia dell’Emilia Romagna

L’intervento del vicepresidente vicario nazionale, Giuseppe Politi

“L’adesione alla nostra struttura organizzata esula da quelle motivazioni ideologiche che un tempo avevano un carattere peculiare. Oggi l’adesione si richiama ad un progetto politico ben delineato verso il quale indirizzare ogni sforzo possibile di idee, di esperienze e di intelligenze. Aggregare consensi, vuol dire oggi sapere interpretare i mutamenti, orientarli nella giusta direzione e nel rispetto dell’interesse generale. Vuol dire stare al passo con i tempi rinnovando e adattando la macchina organizzativa per dare più spessore e credibilità alla nostra azione. Solo così possiamo dire di avere adempiuto la nostra missione che è quella di stare al fianco degli agricoltori che hanno riposto in noi la loro fiducia e contribuire nel contempo alla crescita complessiva della società”.
E’ quanto ha affermato il vicepresidente vicario nazionale della Cia, Giuseppe Politi, concludendo il 10 settembre scorso i lavori congiunti della Presidenza e della Direzione regionale della Cia dell’Emilia Romagna.
Politi si è soffermato a lungo nella illustrazione del nuovo impianto organizzativo delineatosi dopo l’approvazione del nuovo statuto, del regolamento e del codice etico del sistema confederale.
“Abbiamo così- ha continuato il vicepresidente vicario- prodotto un radicale cambiamento nella vita interna della nostra Confederazione, definendo nuove regole che pongono in essere diritti e doveri dei nostri associati, dei dirigenti e di quanti, quotidianamente, svolgono la loro attività professionale e di lavoro al servizio della Confederazione.
“In tal modo –ha detto ancora Politi- possiamo perseguire l’obiettivo di dare maggiore valore all’appartenenza e sviluppare al meglio la rappresentanza. Il nuovo progetto organizzativo, infatti, mira ad esaltare al massimo il nostro patrimonio per rispondere meglio alle sfide che ci attendono.
La scelta politico-organizzativa –ha concluso Politi- di valorizzare ed aumentare le risorse disponibili pone al centro del nostro sistema l’agricoltore quale soggetto privilegiato che risponde alla molteplice veste di associato, di produttore e di cittadino. E’ una scelta che ci pone di fronte alla urgenza di migliorare ed incrementare la nostra capacità propositiva se vogliamo stare al passo con i mutamenti e determinare, da protagonisti, le condizioni di una svolta nel processo di sviluppo della nostra economia e del nostro paese”.
I lavori sono stati introdotti dal presidente regionale della Cia, Giulio Fantuzzi, il quale si è soffermato sulla validità della nuova fisionomia organizzativa che pone la Cia nelle condizioni di aggredire meglio i problemi sul tappeto che sono tanti e complessi.
“Siamo di fronte –ha detto Fantuzzi- a profondi mutamenti e perciò obbligati a delle decisioni che peseranno negli anni avvenire sull’impianto economico e sociale del nostro paese.
“La riforma della Pac, i negoziati Wto, l’assetto futuro dell’Europa, sono questioni che pongono sul tappeto una rivisitazione delle politiche tradizionali e del nostro modo stesso di operare”.
Sulla base di queste premesse Fantuzzi ha presentato un nutrito piano di lavoro che impegnerà la Cia regionale nell’immediato futuro.

 

Reggio Emilia. Grave la situazione dell'approvvigionamento idrico

Nei giorni scorsi l’acqua serviva per arare, e per tentare di arrivare al quinto taglio d’erba. Lo rileva la Cia reggiana, che sta seguendo con attenzione l’andamento produttivo nelle campagne della provincia: “Un’annata molto, molto difficile –secondo il presidente Ivan Bertolini– a causa del tempo, e che costerà probabilmente molto cara agli agricoltori, in termini di minori introiti e maggiori spese”.
Si sta chiudendo proprio in questi giorni una stagione irrigua intensa come non mai. Adesso le bonifiche iniziano a vuotare i canali, dopo oltre 110 giorni continui di pescaggio d’acqua nel Po. Ci sono stati momenti in cui si è rischiato seriamente che l’acqua venisse a mancare, pregiudicando le colture. Per fortuna ciò non è successo, ma per far funzionare la “presa” d’acqua di Boretto sono stati necessari 8 milioni di kw di energia, il doppio di un’annata normale.
Prima delle piogge d’inizio settimana, nell’ultimo periodo, nonostante il procedere delle raccolte, la richiesta d’acqua è rimasta sostenuta: molti agricoltori l’hanno dovuta usare per ammorbidire il terreno, per poter arare. Inoltre si è continuato ad irrigare i prati, nel tentativo di arrivare a realizzare un quinto taglio d’erba. Un modo per chi ha le stalle di cercare di rimediare al “deficit” di fieno dei tagli precedenti, mentre per colore che hanno ancora i prati ma non più le stalle, c’è l’incentivo dei guadagni elevati che si possono realizzare in questo periodo vendendo il fieno.
“Così rimedieremo, anche se solo in parte, a questo deficit e potremmo riuscire a calmierare il mercato del fieno, ora a livelli che rischiano di mettere in grave difficoltà la nostra zootecnia da latte, - afferma Bertolini – uno degli assi portanti del nostro settore agricolo-alimentare”.

 

Siccità: i danni all'agricoltura veneziana ammontano a 80 milioni di euro


La Cia di Venezia ha elaborato in questi giorni il conteggio dei danni subiti dalle aziende agricole della provincia di Venezia a seguito dei tre mesi di disastrosa siccità e temperature elevate.
Questi in sintesi i dati medi provinciali, con l’avvertenza che tutta la Provincia è stata duramente colpita, anche se in misura leggermente inferiore nell’area del Sandonatese:

coltura Ettari coltivati perdita in % PLV media per ettaro PLV perduta per ettaro
(euro)
Perdita PLV totale
(euro)
MAIS 54.000 -50% 1.500 750 40.500.000
GRANO-ORZO 7.000 -20% 900 180 1.260.000
SOIA 26.000 -70% 840 588 15.290.000
BIETOLE 12.000 -35% 2.000 700 8.400.000
Totale 65.450.000


Ai danni subiti dai seminativi vanno aggiunti i danni alle colture florovivaistiche e frutticole ma soprattutto all’orticoltura per un totale di 5 milioni di euro.
La Cia ha inoltre verificato i danni subiti dalla zootecnia che nell’ambito del bovino da carne sono consistiti in un aumento del 2% della mortalità, nella diminuzione del 20% dell’incremento ponderale dei capi allevati e in un aumento del 20% dei costi di alimentazione. Per quanto riguarda il latte c’è una riduzione del 20% nella produzione e una diminuzione della fecondità.
L’allevamento del coniglio da carne ha subito una perdita produttiva del 40% a seguito di infertilità, mortalità e minori rendimenti.
Il settore zootecnico sconta danni complessivi per almeno 10 milioni di euro.
Complessivamente i danni ammontano quindi ad almeno 80 milioni di euro.
Alla Regione Veneto chiediamo ora di provvedere rapidamente alla delimitazione dell’intera provincia di Venezia. Dalla raccolta dei prodotti, giunta ormai alla fase di completamento, arriva la tanto temuta conferma: i danni sono rilevanti, pari ad oltre il 35% della produzione lorda vendibile a livello provinciale.
Vanno attivate perciò con procedure snelle ed efficienti le misure previste dalla Legge 185 del 1992 sulle calamità naturali.


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APPUNTAMENTI


Nubifragio a Taranto. Conferenza stampa per illustrare le richieste della Cia


Si terrà il 15 settembre, alle ore 10,30, presso la sede della Cia Puglia, a Bari in Via Matarrese 4, una conferenza stampa per illustrare le richieste della Cia al Governo nazionale e alla Regione Puglia riguardo i danni del maltempo nella provincia di Taranto.
Il nubifragio dei giorni scorsi nella provincia, che ha fatto due vittime, ha infatti provocato danni gravissimi alle colture agricole, agli allevamenti e all’economia dell’intera provincia, già duramente colpita dalla violenta grandinata dello scorso 2 settembre e da altre calamità naturali succedutesi nel 2002. La Cia ritiene, inoltre, che gli effetti dell’alluvione non solo si riversano sull’annata in corso, ma si ripercuoteranno pesantemente negli anni successivi.
Interverranno il Presidente regionale della Cia Puglia, Antonio Barile, il Presidente provinciale della Cia di Taranto, Nicola Spagnuolo, e l’intero gruppo dirigente della Cia Puglia e di Taranto.

 

Il ruolo degli anziani nella società: a Perugia assemblea congressuale dell'Anp


Martedì 16 settembre, dalle ore 9, presso la sala conferenza ‘’E. Sereni’’ presso la Cia Regionale Umbria a Perugia, si svolgerà l’assemblea congressuale regionale dell’ Anp.
La Cia dell’Umbria con la propria Associazione pensionati intende procedere alla riorganizzazione, autonoma e funzionale, dei 12.000 pensionati iscritti, appartenenti al mondo agricolo e ad altre categorie. L’aumento delle pensioni minime agli agricoltori, l’estensione dei servizi di assistenza nelle aree rurali e la riaffermazione del ruolo positivo degli anziani nella società saranno le priorità di azione indicate dall’Assemblea.
L’iniziativa, che sarà conclusa da Massimo Pacetti, Presidente nazionale della Cia, prevede il saluto di apertura del Presidente regionale della Cia Walter Trivellizzi, la relazione introduttiva di Palmiro Marini, membro della Direzione regionale Cia, l’intervento dell’Assessore alla Sanità della Regione Umbria Maurizio Rosi, gli interventi della direzione regionale e provinciale dell’Inps e dei rappresentanti delle Associazioni pensionati aderenti al Cupla (Comitato unitario pensionati lavoratori autonomi).


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Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

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