11 settembre 2002


sommario

 

ATTUALITA'

•    Sui prezzi siamo ormai alla schizofrenia. Urgente un’Authority permanente di controllo
•      Vendemmia 2002: la peggiore dal dopoguerra ad oggi
•    Giovani agricoltori: incontro Ceja in preparazione della Conferenza europea
•    Molte domande per partecipare ai corsi di formazione per l’imprenditorialità giovanile in agricoltura

 

DAL TERRITORIO •    La Cia di Reggio Emilia contraria all’accise sul vino

 

APPUNTAMENTI

•    Inac-Svizzera: promossa una giornata informativa per gli invalidi


 

ATTUALITA'

Sui prezzi siamo ormai alla schizofrenia.
Urgente un’Authority permanente di controllo

Pacetti: la Cia condivide le preoccupazioni dei consumatori, ma evidenzia che l’agricoltura non ha determinato rincari e paga le conseguenze di un mercato senza regole. Il settore in ginocchio per gli effetti del maltempo.

“Condividiamo le grandi preoccupazioni dei consumatori davanti ad un andamento dei prezzi che è sempre più schizofrenico”. E’ quanto ha rilevato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti in merito alla giornata di protesta indetta per domani dalle varie associazioni dei consumatori.

“Gli imprenditori agricoli -ha sottolineato- sono allarmati per un’inflazione che purtroppo a ripreso a galoppare. D’altra parte, per gli agricoltori è un doppio danno, prima come produttori di beni e poi come cittadini-consumatori. Infatti, gli aumenti gravano pesantemente anche sulle imprese. Carburanti, fertilizzanti, elettricità, gas, telefono, macchinari, tecnologie diverse hanno subito, negli ultimi mesi, tangibili rincari, incidendo sensibilmente sui costi di gestione”.

Di contro, come emerge da un’indagine effettuata dalla Cia, molte produzione agricole (fagiolini, pomodori, lattuga, peperoni, zucchine, mele, pesche) hanno fatto registrare all’origine flessioni che vanno da un minimo del 7 per cento ad un massimo che supera addirittura il 40 per cento. Solo poche produzioni, soprattutto a causa delle avversità atmosferiche, hanno subito aumenti, peraltro assai contenuti. Mentre per altri prodotti la situazione è rimasta pressoché stazionaria rispetto a quella prima dell’estate.

“Purtroppo -ha affermato Pacetti- i complessi meccanismi commerciali hanno determinato  prezzi al consumo che non hanno una reale corrispondenza con quelli che vengono pagati alla produzione. Quindi, l’attuale fronte dei prezzi disorienta sia i consumatori sia chi produce. E’ necessario individuare al più presto strumenti e regole che permettano di vigilare e di bloccare subito rincari ingiustificati ed eventuali spinte speculative. E’ auspicabile in questo senso un’Authority  permanente sui prezzi che non si limiti al solo settore dell’ortofrutta o dell’agro-alimentare, ma più in generale all’intero arco delle merci e dei prodotti di largo consumo”.

Il presidente della Cia, dopo aver rilevato la grave situazione in cui si trova l’agricoltura italiana, fortemente falcidiata quest’anno dalle gelate, dalla siccità, dalle piogge alluvionali, dalla grandine e dalle trombe d’aria, ha evidenziato “l’assoluta necessità di bloccare al più presto la spirale inflattiva che, altrimenti, rischia di portare al collasso il sistema economico e le stesse imprese”.

ANDAMENTO MERCATO SETTEMBRE

(prezzi euro/kg)

 

                             Origine                           Dettaglio

Fagiolini                   0,98                             2,60

Pomodori                 0,52                             1,89

Zucchine                  1,03                             1,82

Peperoni                   0,67                             1,63

Mele                         0,62                             1,75

Pesche                      0,52                             1,23

Elaborazioni Cia su fonte Ismea e Mercato ortofrutticolo di Fondi

 

 

Vendemmia 2002: la peggiore
dal dopoguerra ad oggi


Siccità, piogge, grandine e smottamenti hanno praticamente distrutto intere aree vocate a vigneti. Secondo le prime stime, la produzione di vino dovrebbe superare di poco i 45 milioni di ettolitri. Ma il maltempo potrebbe fare altri danni

Per la vitivinicoltura italiana il 2002 è un anno da dimenticare. Prima la siccità e poi le violente piogge, le grandinate, gli smottamenti hanno praticamente distrutto moltissimi vigneti, soprattutto nelle regioni del nord. Secondo i dati elaborati dalla Confederazione italiana agricoltori, la vendemmia farà registrare un pesantissimo calo. La produzione di vino dovrebbe superare di poco i 45 milioni di ettolitri contro gli oltre 52 milioni di ettolitri del 2001. Il dato più basso dal dopoguerra ad oggi.

Un’indagine effettuata dalla Cia mette in evidenza un quadro drammatico in tutte le realtà produttive vitivinicole del Paese, con danni rilevanti per alcune zone tipiche e di qualità come il Barolo, il Bardolino, il Valpolicella, il Franciacorta e l’Asti.

Comunque, nonostante la grave flessione produttiva, la qualità del prodotto vitivinicolo si può considerare buona, pur non toccando i livelli di eccellenza raggiunti in altre annate. Ovviamente, visto che continua a persistere l’ondata di maltempo, le operazioni di vendemmia potrebbero subire ulteriori effetti negatiVI

Il quadro di alcune regionIEmilia Romagna: la vendemmia si prevede difficoltosa. La produzione di uva sfiorerà i 9/9,5 milioni di quintali, quindi, una riduzione rispetto alla passata campagna di circa il 15 per cento. Da un punto di vista qualitativo è ragionevole pensare che, se gli sbalzi termici registrati in questi giorni tra il mattino e la notte continueranno, si potrà ottenere un’elevata qualità delle uve bianche. Per le uve rosse è evidente una situazione di grappoli discretamente nutriti lì ove le avversità atmosferiche non hanno creato danni.  Si dovrebbe ottenere un prodotto discreto. 

Piemonte: si dovrebbe registrare un calo tra il 10 e il 15 per cento. In difficoltà le zone di Alessandria, Asti e Cuneo specie dopo le ultime violente piogge. Le uve rosse sono state gravemente compromesse incidendo negativamente sulla produzione dei rinomati Dolcetto, Barbera, Barolo e Nebbiolo.

Lombardia: anche in questa regione la flessione produttiva si dovrebbe attestare intorno al 10 per cento. Franciacorta, Grada, Lucana, Botticino, Valcalepio, Oltrepò Pavese, Valtellina non potranno rispettare le medie produttive degli anni passati.

Veneto: è la regione più segnata dagli eventi calamitosi con una riduzione produttiva di oltre il 20 per cento. Interi vigneti spazzati via. Le disastrose grandinate hanno colpito le zone di produzione del Bardolino, del Valpolicella, del Pinot grigio, del Savignon e del Chardonnay.

Lazio: il calo è di circa il 5 per cento. Gravi danni soprattutto per i vini dei Castelli Romani.

Puglia: in questa regione vi è stato un vero e proprio crollo di circa il 20 per cento. Siccità e piogge hanno mandato perso vigneti di pregio.

Sicilia: lo scirocco e la siccità hanno caratterizzato tutto il ciclo vegetativo delle viti. Le conseguenze si sono tradotte in un calo produttivo tra il 15 e il 20 per cento.

 

 

 

Giovani agricoltori: incontro Ceja in preparazione della Conferenza europea

Il 5 e 6 settembre scorsi si è svolta a Bruxelles la riunione del Ceja per una prima discussione sugli aspetti organizzativi e sulle proposte da avanzare alla Conferenza europea sul futuro dei giovani agricoltori, che si terrà a Roma nel mese di febbraio 2003.

All’incontro ha partecipato Gianluca Cristoni, presidente nazionale dell’Agia, che ha informato i membri del Ceja sui lavori svolti, in questi mesi, dall’Osservatorio per l’imprenditoria giovanile in agricoltura in preparazione del documento che, oltre ad analizzare la situazione dei giovani agricoltori a livello europeo, conterrà proposte innovative di modifica degli attuali strumenti normativi e finanziari. Tale documento, che sarà approvato dall’Oiga il prossimo 24 settembre, tradotto, rappresenterà un utile strumento di confronto e di approfondimento nell’ambito del Ceja.

 

 

Molte domande per partecipare ai corsi 
di formazione per l’imprenditorialità giovanile 
in agricoltura


Si è chiuso con grande soddisfazione per gli organizzatori il bando per la partecipazione a corsi di formazione per l’imprenditorialità giovanile in agricoltura. Le sessanta domande pervenute sono state, infatti, precisamente il doppio di quelle previste.

I corsi, sul  tema “Innovazione, gestione e sviluppo dell’Azienda agricola” organizzati  dal Cipa-at sotto il patrocinio del ministero delle Politiche agricole e forestali e l’Osservatorio per l’imprenditoria giovanile in agricoltura ed in collaborazione con Agia, l’Associazione giovani imprenditori agricoli della Cia, si svolgeranno in provincia di Teramo e di Reggio Calabria.

Visto un così alto numero di aspiranti il prossimo 24 settembre, alle ore 15 presso la sede della Cia nazionale a Roma in via M.Fortuny 20, si svolgeranno i colloqui per la selezione di coloro che parteciperanno  ai corsi.

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DAL TERRITORIO

La Cia di Reggio Emilia
contraria all’accise sul vino


Ritorna l’ipotesi, su scala europea, di un’accisa sul vino da imporre in tutti i Paesi dell’Unione. Se ne dovrebbe parlare nei prossimi giorni dopo il completamento di uno studio in materia da parte della Commissione europea. Tale problema è stato evidenziato dal presidente della Cia di Reggio Emilia, Ivan Bertolini, nel corso dell’incontro del tavolo verde provinciale con il ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno.

La Cia provinciale conferma netta contrarietà all’introduzione di un sistema di accise sul vino. Un’eventualità del genere, infatti, provocherebbe effetti fortemente negativi per i consumatori italiani e per i vitivinicoltori. I primi si troverebbero di fronte ad un inevitabile aumento dei prezzi, i secondi sarebbero fortemente penalizzati sul mercato.

Il tutto si tradurrebbe, secondo la Cia di Reggio Emilia, in un aggravio di oltre 500 milioni di euro l’anno per la spesa delle famiglie italiane. Rispetto alla produzione reggiana, che nel 2001 è stata di 1.422.000 ettolitri, prevista in calo con la vendemmia appena iniziata, secondo le ipotesi circolanti, (0,13 euro al litro iniziale, 0,15 euro dal 2007) si verificherebbe un esborso aggiuntivo di 18.486.000 euro (quasi 35 miliardi e 800 milioni, in lire), che passerebbe a 21.330.000 euro (41 miliardi e 300 milioni di lire).

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APPUNTAMENTI

Inac-Svizzera: promossa una giornata 
informativa per gli invalidi


L’Inac-Svizzera, con sede a Lugano, ha promosso per il prossimo 14 settembre una giornata straordinaria di informazione per gli invalidi che risiedono in territorio elvetico.

I lavori, ai quali parteciperà il vicepresidente nazionale del Patronato Inac, Pietro Palumbo, si svolgeranno per l’intera giornata e vedranno il responsabile dell’ufficio luganese, Mario Dalla Corte, ed il collaboratore Dante Pinelli, illustrare ai nostri connazionali emigrati in Svizzera, e a tutti i cittadini interessati, le modalità e le condizioni per accedere ai benefici previsti dalla nuova normativa elvetica a favore degli invalidi.

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