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Sui
prezzi siamo ormai alla schizofrenia. Pacetti:
la Cia condivide le preoccupazioni dei consumatori, ma evidenzia che
l’agricoltura non ha determinato rincari e paga le conseguenze di un
mercato senza regole. Il settore in ginocchio per gli effetti del
maltempo. “Gli imprenditori agricoli -ha sottolineato- sono allarmati per un’inflazione che purtroppo a ripreso a galoppare. D’altra parte, per gli agricoltori è un doppio danno, prima come produttori di beni e poi come cittadini-consumatori. Infatti, gli aumenti gravano pesantemente anche sulle imprese. Carburanti, fertilizzanti, elettricità, gas, telefono, macchinari, tecnologie diverse hanno subito, negli ultimi mesi, tangibili rincari, incidendo sensibilmente sui costi di gestione”. Di contro, come emerge da un’indagine effettuata dalla Cia, molte produzione agricole (fagiolini, pomodori, lattuga, peperoni, zucchine, mele, pesche) hanno fatto registrare all’origine flessioni che vanno da un minimo del 7 per cento ad un massimo che supera addirittura il 40 per cento. Solo poche produzioni, soprattutto a causa delle avversità atmosferiche, hanno subito aumenti, peraltro assai contenuti. Mentre per altri prodotti la situazione è rimasta pressoché stazionaria rispetto a quella prima dell’estate. “Purtroppo -ha affermato Pacetti- i complessi meccanismi commerciali hanno determinato prezzi al consumo che non hanno una reale corrispondenza con quelli che vengono pagati alla produzione. Quindi, l’attuale fronte dei prezzi disorienta sia i consumatori sia chi produce. E’ necessario individuare al più presto strumenti e regole che permettano di vigilare e di bloccare subito rincari ingiustificati ed eventuali spinte speculative. E’ auspicabile in questo senso un’Authority permanente sui prezzi che non si limiti al solo settore dell’ortofrutta o dell’agro-alimentare, ma più in generale all’intero arco delle merci e dei prodotti di largo consumo”. Il
presidente della Cia, dopo aver rilevato la grave situazione in cui si trova
l’agricoltura italiana, fortemente falcidiata quest’anno dalle gelate,
dalla siccità, dalle piogge alluvionali, dalla grandine e dalle trombe
d’aria, ha evidenziato “l’assoluta necessità di bloccare al più
presto la spirale inflattiva che, altrimenti, rischia di portare al collasso
il sistema economico e le stesse imprese”. ANDAMENTO MERCATO SETTEMBRE (prezzi euro/kg) Origine Dettaglio Fagiolini 0,98 2,60 Pomodori 0,52 1,89 Zucchine 1,03 1,82 Peperoni 0,67 1,63 Mele 0,62 1,75 Pesche
0,52
1,23 Vendemmia
2002: la peggiore Per la vitivinicoltura italiana il 2002 è un anno da dimenticare. Prima la siccità e poi le violente piogge, le grandinate, gli smottamenti hanno praticamente distrutto moltissimi vigneti, soprattutto nelle regioni del nord. Secondo i dati elaborati dalla Confederazione italiana agricoltori, la vendemmia farà registrare un pesantissimo calo. La produzione di vino dovrebbe superare di poco i 45 milioni di ettolitri contro gli oltre 52 milioni di ettolitri del 2001. Il dato più basso dal dopoguerra ad oggi. Un’indagine effettuata dalla Cia mette in evidenza un quadro drammatico in tutte le realtà produttive vitivinicole del Paese, con danni rilevanti per alcune zone tipiche e di qualità come il Barolo, il Bardolino, il Valpolicella, il Franciacorta e l’Asti. Comunque,
nonostante la grave flessione produttiva, la qualità del prodotto
vitivinicolo si può considerare buona, pur non toccando i livelli di
eccellenza raggiunti in altre annate. Ovviamente, visto che continua a
persistere l’ondata di maltempo, le operazioni di vendemmia potrebbero
subire ulteriori effetti negatiVI Piemonte: si dovrebbe registrare un calo tra il 10 e il 15 per cento. In difficoltà le zone di Alessandria, Asti e Cuneo specie dopo le ultime violente piogge. Le uve rosse sono state gravemente compromesse incidendo negativamente sulla produzione dei rinomati Dolcetto, Barbera, Barolo e Nebbiolo. Lombardia: anche in questa regione la flessione produttiva si dovrebbe attestare intorno al 10 per cento. Franciacorta, Grada, Lucana, Botticino, Valcalepio, Oltrepò Pavese, Valtellina non potranno rispettare le medie produttive degli anni passati. Veneto: è la regione più segnata dagli eventi calamitosi con una riduzione produttiva di oltre il 20 per cento. Interi vigneti spazzati via. Le disastrose grandinate hanno colpito le zone di produzione del Bardolino, del Valpolicella, del Pinot grigio, del Savignon e del Chardonnay. Lazio: il calo è di circa il 5 per cento. Gravi danni soprattutto per i vini dei Castelli Romani. Puglia: in questa regione vi è stato un vero e proprio crollo di circa il 20 per cento. Siccità e piogge hanno mandato perso vigneti di pregio. Sicilia: lo scirocco e la siccità hanno caratterizzato tutto il ciclo vegetativo delle viti. Le conseguenze si sono tradotte in un calo produttivo tra il 15 e il 20 per cento. Giovani
agricoltori: All’incontro
ha partecipato Gianluca Cristoni, presidente nazionale dell’Agia, che ha
informato i membri del Ceja sui lavori svolti, in questi mesi,
dall’Osservatorio per l’imprenditoria giovanile in agricoltura in
preparazione del documento che, oltre ad analizzare la situazione dei
giovani agricoltori a livello europeo, conterrà proposte innovative di
modifica degli attuali strumenti normativi e finanziari. Tale documento, che
sarà approvato dall’Oiga il prossimo 24 settembre, tradotto, rappresenterà
un utile strumento di confronto e di approfondimento nell’ambito del Ceja. Molte
domande per partecipare ai corsi I
corsi, sul tema “Innovazione,
gestione e sviluppo dell’Azienda agricola” organizzati
dal Cipa-at sotto il patrocinio del ministero delle Politiche
agricole e forestali e l’Osservatorio per l’imprenditoria giovanile in
agricoltura ed in collaborazione con Agia, l’Associazione giovani
imprenditori agricoli della Cia, si svolgeranno in provincia di Teramo e di
Reggio Calabria. Visto un così alto numero di aspiranti il prossimo 24 settembre, alle ore 15 presso la sede della Cia nazionale a Roma in via M.Fortuny 20, si svolgeranno i colloqui per la selezione di coloro che parteciperanno ai corsi.
contraria all’accise sul vino Ritorna l’ipotesi, su scala europea, di un’accisa sul vino da imporre in tutti i Paesi dell’Unione. Se ne dovrebbe parlare nei prossimi giorni dopo il completamento di uno studio in materia da parte della Commissione europea. Tale problema è stato evidenziato dal presidente della Cia di Reggio Emilia, Ivan Bertolini, nel corso dell’incontro del tavolo verde provinciale con il ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno. La
Cia provinciale conferma netta contrarietà all’introduzione di un sistema
di accise sul vino. Un’eventualità del genere, infatti, provocherebbe
effetti fortemente negativi per i consumatori italiani e per i
vitivinicoltori. I primi si troverebbero di fronte ad un inevitabile aumento
dei prezzi, i secondi sarebbero fortemente penalizzati sul mercato. Il tutto si tradurrebbe, secondo la Cia di Reggio Emilia, in un aggravio di oltre 500 milioni di euro l’anno per la spesa delle famiglie italiane. Rispetto alla produzione reggiana, che nel 2001 è stata di 1.422.000 ettolitri, prevista in calo con la vendemmia appena iniziata, secondo le ipotesi circolanti, (0,13 euro al litro iniziale, 0,15 euro dal 2007) si verificherebbe un esborso aggiuntivo di 18.486.000 euro (quasi 35 miliardi e 800 milioni, in lire), che passerebbe a 21.330.000 euro (41 miliardi e 300 milioni di lire).
informativa per gli invalidi L’Inac-Svizzera, con sede a Lugano, ha promosso per il prossimo 14 settembre una giornata straordinaria di informazione per gli invalidi che risiedono in territorio elvetico. I lavori, ai quali parteciperà il vicepresidente nazionale del Patronato Inac, Pietro Palumbo, si svolgeranno per l’intera giornata e vedranno il responsabile dell’ufficio luganese, Mario Dalla Corte, ed il collaboratore Dante Pinelli, illustrare ai nostri connazionali emigrati in Svizzera, e a tutti i cittadini interessati, le modalità e le condizioni per accedere ai benefici previsti dalla nuova normativa elvetica a favore degli invalidi. | |
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