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ATTUALITA'
Conferenza Wto: lavorare
perché Cancun sia una svolta positiva
Arrivare ad una disciplina multilaterale e globale degli scambi
Secondo la Cia, la riforma della Pac è
una base irrinunciabile di discussione. Arrivare ad una posizione
daccordo su biotecnologie, Ogm e brevetti.Tutelare gli interessi
dei paesi in via di sviluppo.
La prossima Conferenza ministeriale della Wto
costituisce unincognita che desta non poche preoccupazioni,
ma nello stesso tempo propone speranze e opportunità. Molti
fattori negativi pesano sugli esiti dellincontro: la crescente
tensione politica internazionale, le difficoltà del ciclo economico
ancora in fase di stagnazione, le questioni legate alla definizione
degli interessi dei paesi in via di sviluppo. E quanto sottolinea
la Cia-Confederazione italiana in vista della riunione che si terrà
a Cancun, in Messico, la settimana entrante.
Nel ribadire la necessità di un concreto impegno per cercare
di sciogliere i nodi su alcuni capitoli negoziali, non solo agricoli,
la Cia evidenzia che occorre centrare un obiettivo fondamentale relativo
alla definizione di un quadro di disciplina multilaterale e globale
degli scambi, perché ciò si possa tradurre in un equilibrato
sviluppo e in un benessere collettivo.
Relativamente allagricoltura, la Cia ritiene che lUnione
Europea abbia ben messo in evidenza la propria disponibilità
al dialogo. Il compromesso raggiunto a Lussemburgo sulla riforma della
politica agricola comune costituisce la base di discussione dalla
quale non è possibile far derivare ulteriori concessioni.
Secondo la Cia, lUnione europea si è mossa secondo le
linee direttrici indicate dallAgenda di Doha: riduzione dei
sussidi interni che hanno effetti deleteri sui commerci, disaccoppiamento
degli aiuti alla produzione, riduzione progressiva delle sovvenzioni
delle esportazioni.
La Cia ribadisce la necessità che tutti i paesi che aderiscono
alla Wto riducano i sussidi alle esportazioni, comprendendo in essi
anche i crediti allexport, i programmi di assicurazione e riassicurazione
del credito allexport e le garanzie di credito, nonché
lutilizzo sleale degli aiuti alimentari anche attraverso imprese
commerciali statali.
Per quanto riguarda le biotecnologie e lutilizzo di Ogm, la
Cia sottolinea lesigenza di affrontare i problemi con spirito
propositivo teso alla ricerca di accordi, in particolare con i paesi
in via di sviluppo. La posizione negoziale dovrà farsi forte
delle recenti decisioni europee in tema di etichettatura e soglie
di tolleranza negli alimenti, ma non dimenticare il determinante aspetto
legato ai brevetti ed al loro utilizzo nelle agricolture dei paesi
più poveri.
Per la Cia, infine, lItalia, a capo della delegazione Ue nella
conferenza di Cancun, avrà un ruolo primario nella ricerca
di un compromesso generale, senza tralasciare la necessità
di premere perché vengano accettati alcuni punti chiave rilevanti
per lagricoltura italiana, la cui competitività commerciale
si traduce in difesa e promozione del made in Italy, fondato sulla
qualità e sullorigine geografica. La tutela di Dop e
Igp e il divieto di imitazione, allargando anche ai prodotti agricoli
la legislazione che regola la proprietà intellettuale (Trips).
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DAL
TERRITORIO
Ravenna: stato di calamità per l'annata
2003
Si è riunito nei giorni scorsi il Tavolo verde
della provincia di Ravenna, al quale hanno partecipato la Confederazione
italiana agricoltori, la Coldiretti, la Copagri. l'Unione provinciale
agricoltori, l'Associazione generale cooperative italiane, la Confcooperative
e Legacoop. Nel corso della riunione si è discusso dellandamento
climatico che da diversi mesi si riscontra in Provincia di Ravenna,
caratterizzato oltre che per lassenza di precipitazioni anche
da temperature molto elevate, hanno penalizzato fortemente le produzioni
agricole dellintero territorio provinciale e le ultime, accompagnate
da grandine e dal forte vento, hanno spesso peggiorato la situazione
complessiva.
Gli ultimi eventi meteorologici hanno prodotto ulteriori danni da
grandine ma soprattutto per effetto del forte vento che ha spazzato
la provincia, fra sabato 30 e domenica 31 agosto, con perdite per
caduta di prodotto (pere, mele, susine e uva).
Si rilevano nel complesso danni sia come riduzione delle rese sia,
in qualche caso, come decadimento qualitativo, nella maggior parte
delle coltivazioni erbacee ed arboree che solo parzialmente, ove possibile,
sono stati contenuti dal ricorso allirrigazione.
Con riferimento alle principali colture della Provincia di Ravenna,
le Associazioni di categoria hanno già riportato una valutazione
degli effetti negativi imputabili alle condizioni climatiche sfavorevoli
che, data lintensità, sono inequivocabilmente una calamità
naturale, valutata complessivamente attorno al 40 per cento della
Plv provinciale.
A seguito della riunione del 7 agosto scorso, presente lassessore
provinciale allAgricoltura e le organizzazioni professionali
e cooperative agricole, è scaturito limpegno assunto
da parte della Provincia di redigere la relazione per la richiesta
dello stato di calamità su tutto il territorio provinciale
a seguito della siccità.
E' stata sollecitata pertanto lattivazione delle procedure atte
al riconoscimento di calamità atmosferica su tutto il territorio
provinciale nonché il rispetto degli impegni presi nel corso
dellincontro con il presidente della Provincia nel mese di luglio.
Si è fatto presente, inoltre, che i danni da siccità
si sommano, per molte aziende e in diverse zone del territorio provinciale,
a quelli prodotti dalle gelate primaverili, dalle grandinate e dal
vento che si sono verificate e non sono più recuperabili.
Siccità: la Cia di Reggio Emilia sollecita
stime dei danni e procedure per lo stato di calamità
Alcuni dati forniti nei giorni scorsi dal Consorzio
Parmigiano Reggiano confermano ed arricchiscono il quadro dei danni
causati all'agricoltura reggiana dall'eccezionale siccità di
quest'estate, situazione purtroppo non ancora superata dalle scarse
piogge dellultimo periodo. E' quanto si legge in una nota della
Cia provinciale di Reggio Emilia.
Il calo consistente della produzione dì latte (-20 per cento
in agosto) e di conseguenza dei Parmigiano Reggiano, la minore fertilità
dei bovini e la loro maggiore mortalità, si aggiungono alla
falcidia delle produzioni foraggiere (dimezzati gli ultimi tagli d'erba
e di mais) ed industriali (-30 per cento il pomodoro e la barbabietola),
Tutto questo dà ragione della sollecitazione che la Cia ha
avanzato al Servizio provinciale agricoltura per aggiornare la 'mappa'
dei danni.
I circa 60 milioni di euro, correttamente indicati dalla Provincia,
sono una stima che risale infatti ad oltre un mese fa e la situazione,
nel frattempo, è ancora peggiorata. Per un quadro completo
dei riflessi della siccità sulle aziende agricole c'è
poi da considerare l'aumento dei costi. Approvvigionarsi di fieno
sul mercato, ad esempio, costa oggi fino al doppio di tre mesi fa.
Non sì tratta, ovviamente, solo di stilare una statistica:
per la Cia reggiana è tempo di delimitare le zone più
colpite (in alta pianura, collina e montagna) e redigere quindi la
relazione per la richiesta dello stato di calamità, attuando
le procedure per il riconoscimento di calamità atmosferica
e consentendo perciò agli agricoltori di chiedere glì
aìuti del fondo di solidarietà.
Nello stesso tempo, dal governo devono venire misure adatte a rispondere
alle difficili situazioni di molte aziende: il fondo suddetto dispone
infatti di 180 milioni, peraltro destinati quasi tutti a risarcire
danni di anni precedenti, mentre i danni calcolati sul territorio
nazionale raggiungono i 5,5 miliardì.
Radicchio di Treviso: indicazione geografica
poco protetta
Man mano che un prodotto si afferma nei mercati
internazionali, man mano cresce limitazione dello stesso, la
cosiddetta agropirateria.
Oggetti di usurpazione del nome a livello mondiale sono -afferma la
Cia di Treviso- i migliori prodotti agroalimentari italiani: dal Parmigiano
Reggiano al Prosciutto di Parma, che in Canada viene imitato col marchio
Parma Ilani, con il quale si vende prosciutto canadese.
Il fatturato negli Stati Uniti dei prodotti falsi, solo
nei formaggi tipici, supera di ben 10 volte il valore dell'esportazione
italiana dei prodotti veri (2 miliardi di dollari contro 200 milioni
di dollari).
Come si può ben capire, sarà, secondo la Cia di Treviso,
un duro confronto quello che si aprirà a Cancun, in Messico,
dal 10 al 14 settembre, nelle trattative sul commercio mondiale. Il
commissario europeo ha dichiarato: Bloccarsi su posizioni esterne,
chiedere tutto e non offrire nulla non porterà lontano,
riferendosi alla posizione degli Stati Uniti e del Canada, che si
oppongono a riconoscere i prodotti Doc e le Indicazioni geografiche
tipiche. Non a caso insistono con gli Ogm, prodotti standardizzati
e di massa, uguali in tutto il mondo e anonimi. Cosa ben diversa dai
nostri prodotti tipici, carichi di storia e di identità dei
luoghi, con gusti e sapori unici ed irripetibili.
Tra questi, oltre al Prosecco, alla Casatella e a tanti altri, cè
senzaltro, rileva la Cia trevigiana, il Radicchio di Treviso,
unico vegetale in tutto il mondo che si forma in acqua corrente. E
proprio sul Radicchio di Treviso, in California crescono le imitazioni:
abbiamo accertato questo fenomeno comprando a Boston una cicoria chiamata
Treviso, per lesattezza "Cycore of Treviso.
Una erbaccia rosso-viola, che non è neanche lontana parente
del radicchio di Treviso, cresciuta e maturata in campo, quasi immangiabile.
E quindi, prima che sia tardi, vogliamo sottolineare l'urgenza che,
sottolinea la Cia, il Radicchio di Treviso sia inserito nella seconda
tranche dei prodotti italiani (oggi soltanto 14: 7 formaggi, 3 prosciutti,
1 mortadella, la grappa, il marsala e il Chianti) che saranno tutelati
dalle imitazioni in tutto il mondo, con l'istituzione del Registro
Multilaterale delle Indicazioni Geografiche. Il fiore dInverno,
il fiore che si mangia, ne ha ben diritto.
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