|
ATTUALITA'
Alimentare:
vini, formaggi e insaccati italiani, il pericolo contraffazioni
verrà dall Est asiatico
La Confederazione italiana agricoltori plaude
alla tutela dei prodotti, che verrà discusso nel Wto, ma avverte:
la lista dei prodotti inseriti dovrà essere, in seguito,
integrata. Oltre allAmerica preoccupa il fenomeno che
potrebbe svilupparsi in Cina e Giappone. La ricotta e molti altre
produzioni potrebbero essere interessate da imitazioni illecite. Più
di 500 milioni di euro il fatturato annuo di alcuni prodotti, per
il momento fuori lista.
La lista dei prodotti
agroalimentari italiani, inseriti tra quelli europei, che cercheranno
la tutela mondiale nella prossima trattativa Wto di Cancun dovrà
essere, una volta varato il registro multilaterale, integrata. Esistono
oggi -sostiene la Cia- aziende americane (con nomi di fantasia esempio:
Belgioioso) che, esibendo la bandiera italiana sulle confezioni
dei prodotti, commercializzano gli improbabili parveggiano, parmesan
e romano cheese.
Altro pericolo concreto però è quello che arriva dai
nuovi mercati dellEst Asiatico, Cina e Giappone, dove qualcuno,
nei prossimi dieci anni, potrebbe buttare locchio su prodotti
italiani come la ricotta, il caciocavallo, il provolone ed il vino
lambrusco. A rischio imitazioni -rileva la Cia- anche laceto
balsamico tradizionale, il vino barbera, il salame di Cremona e il
radicchio veneto, solo per fare alcuni esempi.
Prodotti questi di rilevante valore economico, muovono, infatti, fatturati
annui di oltre 500 milioni di euro.
Alcuni prodotti per esempio la ricotta, non godono ancora dei benefici
di tutela a livello europeo, e rischiano di rimanere fuori da ogni
registro di garanzia mondiale. Quindi, le ricotte come i provoloni,
potrebbero essere appetibili oggetto di azioni di agropirateria.
Moltissime altre produzioni in grande ascesa, sui mercati interni
ed internazionali, come il vino primitivo del salento
o il ciauscolo marchigiano, potrebbero godere di attenzioni
particolari dei pirati.
Per arginare questo fenomeno -conclude la Cia- sarà importante
per lItalia, in primis, vincere sul fronte della trattativa
del Wto (regole del commercio mondiale) ovvero ottenere il registro
multilaterale dei prodotti a marchio tutelato. E garantirsi, contestualmente,
la possibilità, in un futuro prossimo, di integrare la lista
che oggi include solamente 14 prodotti tipicamente italiani.
Sottoscritto
accordo nazionale in tema fondiario
La
Confederazione Italiana Agricoltori con la Confagricoltura, la Coldiretti
e la Proprietà Fondiaria ha sottoscritto il 23 luglio lAccordo
Nazionale sugli effetti della sentenza della Corte Costituzionale
che ha cancellato il calcolo dellequo canone per gli affitti
dei fondi rustici.
In tale intesa si conviene di prevenire ogni controversia giudiziaria
in merito alla definizione dellequo canone, al presente priva
di riferimento normativo , utilizzando la contrattazione in deroga
nellattualità dei valori di mercato.
LAccordo ha una forte valenza politica e professionale : esso
è stato sottoscritto da tutte le organizzazioni maggiormente
rappresentative a livello nazionale , superando le defezioni del passato
; in esso vi è anche e soprattutto limpegno di aprire
un tavolo di lavoro per la stesura di un nuovo Accordo Collettivo
Nazionale sullaffitto, nella contestualità della riforma
comunitaria , con particolare riferimento ai destinatari del regime
unico di pagamento in luogo degli aiuti alle produzioni .
LAccordo di cui pubblichiamo il testo integrale, favorisce la
mobilità fondiaria nello spirito di unautoregolamentazione
intersindacale della contrattazione in deroga.
ACCORDO
NAZIONALE A SEGUITO DELLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N. 318/2002
IN MATERIA DI EQUO CANONE
Il
giorno ventitre del mese di luglio dellanno 2003,
TRA
- la Confederazione Nazionale Coldiretti con sede a Roma in Via XXIV
Maggio n. 43, in Persona del presidente Dott. Paolo Bedoni;
- la Confederazione Generale dellAgricoltura Italiana con sede
a Roma, Corso Vittorio Emanuele n. 101, in persona del Presidente
Dott. Augusto Bocchini;
- la Confederazione Italiana Agricoltori con sede a Roma in Via Mariano
Fortuny n. 20, in persona del Presidente Dott. Massimo Pacetti;
E
- la Federazione Nazionale della Proprietà
Fondiaria con sede a Milano in Via Santa Tecla n. 5, in persona del
Presidente Avv. Giuseppe Visconti;
PREMESSO CHE
lart. 45 della legge 203/82 prevede espressamente che le Organizzazioni
Professionali Agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale
possono stipulare accordi collettivi in materia di contratti agrari;
- la sentenza della Corte Costituzionale n. 318/2002 ha dichiarato
la illegittimità costituzionale degli artt. 9 e 62 della citata
legge 203/82 sui criteri di determinazione dellequo canone;
- le Organizzazioni, firmatarie del presente accordo, evidenziano
limportanza dellart. 45 della legge 203/82 che ha determinato
un proficuo rapporto tra proprietari e affittuari nei contratti
agrari. Gli accordi in deroga,, con la partecipazione effettiva delle
Organizzazioni Professionali Agricole, hanno riportato un rinnovato
clima di fiducia e di consenso intorno allistituto dellaffitto.
- Lautonoma determinazione contrattuale delle parti ha permesso
di cogliere le opportunità offerte dalla multifunzionalità
dellagricoltura e ha offerto la possibilità allimpresa
agricola di ampliare la maglia poderale aziendale al fine di potersi
collocare sul mercato in modo competitivo. Inoltre, la flessibilità
del rapporto di affitto consente un migliore utilizzo delle misure
previste dalla Politica Agricola Comune, con particolare riferimento
agli interventi sullo sviluppo rurale.
TUTTO CIO PREMESSO LE PARTI
CONCORDANO
1) Il presente accordo si applica esclusivamente alle controversie
originate dalla predetta sentenza della Corte Costituzionale n. 318/2002.
2) Le Organizzazioni si impegnano a favorire la stipula di accordi
in deroga ex art. 45 L. 203/82 fine di risolvere o di prevenire le
controversie di cui al precedente punto 1 relative alla determinazione
del canone di affitto.
3) Le Organizzazioni dichiarano la disponibilità a convocare
un tavolo finalizzato ai predisposizione di un nuovo Accordo Collettivo
Nazionale in materia di contratti agrari.
La
Cia sigla con spirito di responsabilità lintesa sugli
Ogm
La Confederazione italiana agricoltori ha siglato
con spirito di responsabilità, il 18 agosto, il protocollo
dintesa tra il ministero delle Politiche agricole, le Regioni
e le ditte sementiere sulla questione Ogm.
Lintesa va nella direzione indicata dalla Cia per ridare credibilità
al settore del mais compromessa da atteggiamenti e provvedimenti incauti.
Secondo la Cia, restano però da chiarire a livello generale
la compatibilità dellattuale moratoria in Italia con
la normativa europea vigente e in itinere e la destinazione anche
ad uso di alimentazione zootecnica per produzioni che dovessero essere
riscontrate come esenti da Ogm.
La Cia, infine, evidenzia come in ogni caso deve essere garantito
dallintesa il reddito degli agricoltori.
Agricoltura: allarme anziani nelle campagne
italiane
LAssociazione nazionale pensionati della
Cia chiede più attenzione del Governo verso il problema degli
anziani in particolare quelli che vivono nelle aree rurali. Occorrerebbero
8,5 miliardi di euro allanno per migliorare le loro condizioni
di vita. Una tragedia per gli anziani agricoltori questa estate straordinariamente
afosa.
Lanziano è una delle figure sociali più
deboli, in condizioni di disagio dei periodi di caldo afoso come nel
corso dellestate 2003, il loro disagio si può tramutare
in pericolo di vita. Per questo motivo sarebbero necessarie migliori
infrastrutture e servizi.
Limpresa agricola in Italia -sostiene lAnp della Cia-
continua a fondarsi prevalentemente sulla conduzione familiare, infatti,
il livello occupazionale della popolazione anziana in agricoltura,
anche in età fortemente avanzata, è molto alta.
Larticolo 15 della legge quadro sulle politiche sociali, la
238/2000, prevede -ricorda la Anp- la predisposizione di un piano
nazionale per interventi domiciliari a persone in difficoltà.
Quindi, anche una serie di interventi a sostegno delle famiglie, in
particolare concernenti i servizi sanitari.
Purtroppo -denuncia la Anp- il Governo stanzia solamente 6,5 miliardi
di euro allanno a fronte dei 15 miliardi di euro necessari per
garantire assistenza e servizi agli anziani.
LAssociazione nazionale pensionati Cia ritiene fondamentale
che le coperture finanziarie siano individuate, perché la salvaguardia
e il sostegno degli anziani favorisce la coesione sociale parallelamente
alloccupazione dei giovani e contribuisce ad accrescere la convivenza
civile del Paese.
E necessario -secondo lAnp- che in particolare nei comuni
rurali vengano attivate misure che coinvolgano medici, organizzazioni
sociali e volontariato per quegli anziani che abitano lontano dai
servizi ed hanno, tra laltro, oggettive difficoltà logistiche.
torna al sommario
DAL
TERRITORIO
La
Cia Puglia dice "no" alle scorie radioattive
Nei
giorni scorsi la Cia Puglia ha espresso la sua netta contrarietà
a ogni ipotesi di stoccaggio in Puglia delle scorie radioattive ed
ha dichiarato il suo impegno a contrastare ogni decisione che intenda
trasformare il territorio regionale in un ricettacolo di rifiuti pericolosi
per la salute e lambiente.
La Cia Puglia -si legge in un comunicato- considera estremamente preoccupante
per lagricoltura leventualità di creare nella regione
un deposito di rifiuti radioattivi che rappresenterebbe un colpo durissimo
al settore, impegnato in un difficile sforzo di valorizzazione e tutela
della tipicità e qualità dei prodotti agricoli-alimentari
e agrituristici, costituite soprattutto dal loro legame con il territorio.
Gli agricoltori della Cia Puglia -rileva la Cia regionale- sono mobilitati
unitamente a tutte le forze sociali, economiche e culturali che hanno
a cuore la salvaguardia dellambiente rurale, un valore prezioso
per le attività agricole e il benessere dei cittadini.
Aceti "balsamici"
di Modena: la Cia provinciale preoccupata per la situazione di debolezza
del settore
Serve lIgp (Indicazione geografica protetta) per lAceto
Balsamico di Modena ed il coinvolgimento di Enti e associazioni per
portare valore aggiunto allagricoltura
La Confederazione Italiana Agricoltori di Modena è seriamente
preoccupata per la situazione che si è determinata nel settore
produttivo degli aceti balsamici nella provincia.
I recenti sequestri effettuati dai Carabinieri dei Nas nelle acetaie
di 57 produttori soci del Consorzio Aceto Balsamico Tradizionale di
Modena (Abtm) presieduto da Claudio Biancardi e la notizia che dallaprile
2005 lAceto Balsamico di Modena (Abm) non potrà più
usare il proprio nome -si legge in una nota della Cia- mettono in
risalto una situazione di debolezza potenzialmente molto negativa
per il futuro di questo settore.
Se non vi saranno provvedimenti decisivi come ad esempio lattribuzione
della Indicazione Geografica Protetta (Igp) allAceto Balsamico
di Modena, secondo la Cia provinciale si potranno aprire le porte
di una crisi che porta al declino del settore e con esso di tutta
la filiera a partire dai vigneti fino alla fase industriale e commerciale.
Tenendo presente che dei 200 milioni di euro di fatturato dellAbm,
infatti oltre il 70% sono determinati dallexport.
Nellambito di una serie di incontri richiesti ai Consorzi del
settore per ricercare sinergie in grado di portare valore aggiunto
allagricoltura, Maurizio Filippini e Maurizio Giovanardi, rispettivamente
presidente e direttore della Cia modenese, hanno incontrato i produttori
ed il presidente del Consorzio Produzione Certificata dellAceto
Balsamico di Modena.
Dallincontro è scaturita lunanime preoccupazione
per il destino della filiera e si è deciso di avviare, a partire
da settembre, una forte iniziativa al fine di ottenere dalle autorità
dellUnione europea lIgp in tempi rapidi quale presupposto
per la valorizzazione dellAceto Balsamico di Modena.
Le iniziative evidenziate comunque ricercheranno prioritariamente
il coinvolgimento delle Associazioni degli agricoltori, dei Consorzi
dei produttori di Abm e di tutti i produttori anche non associati
a Consorzi, della Camera di Commercio, della Confindustria e delle
altre Associazioni imprenditoriali dei settori della produzione e
del Commercio, degli Assessori allAgricoltura della Provincia
di Modena, della Regione Emilia Romagna e dei Ministri dellAgricoltura
e del Commercio con lEstero.
Zootecnia da latte in emergenza: le richieste
della Cia di Mantova
Lagricoltura mantovana sta attraversando
uno dei momenti più difficili degli ultimi anni: lemergenza
idrica, la siccità e le alte temperature di questi giorni hanno
messo a repentaglio seriamente le produzioni vegetali e animali. Le
nostre aziende hanno fatto tutto il possibile per salvare i prodotti,
anche sostenendo costi elevatissimi, che non potranno risarcire il
lavoro svolto.
A fianco di questi problemi, comuni a tutto il mondo agricolo, sulla
zootecnia da latte gravano il mancato accordo sul prezzo del latte
industriale per il 2003, lonerosa applicazione dei regolamenti
sulle quote latte e il mancato riconoscimento dei diritti storici
di produzione.
La Confederazione italiana agricoltori di Mantova esprime una forte
preoccupazione per quanto riguarda la gestione dei regolamenti nazionali
e comunitari, sulle ripercussioni che essi avranno nelle aziende mantovane
che producono latte.
E necessaria una riflessione in particolare sui dati relativi
alla campagna lattiero casearia 2002/2003, i quali confermano che
il mancato aumento della quota nazionale e le colpevoli sottovalutazioni
del sistema di compensazione hanno reso per i produttori la situazione
ancora più difficile.
Oggi stanno sorgendo emergenze che devono essere affrontate e risolte
in tempi stretti.
Le comunicazioni relative al prelievo supplementare 2002/2003 consegnate
pochi giorni fa e con lobbligo di regolarizzare la propria situazione
entro il 31 agosto hanno messo in crisi gli allevatori che devono
trovare in così poco tempo le risorse economiche per saldare
le somme imputate.
Non va sottovalutato che questa volta i calcoli sulla compensazione
non hanno consentito di mantenere la quota B intera, che vogliamo
ricordare, corrisponde alla differenza del latte prodotto fra le annate
1988/1999 e 1991/1992, quota che ha consentito alle aziende agricole
e alle cooperative di reggere con fatica un mercato difficile comè
stato quello lattiero caseario negli ultimi periodi e di attenuare
le tensioni nella base sociale delle cooperative.
Pertanto chiediamo al Governo Italiano di intervenire per cogliere
le preoccupazioni dei produttori e di considerare le nostre richieste
che sintetizziamo in:
- riconsiderare i tempi di calcolo per le compensazioni attraverso
un monitoraggio continuo delle produzioni per evitare che i produttori
si trovino nelle difficoltà emerse nellultima annata
produttiva;
- snellire la fase burocratica per le aziende che intendono regolarizzare
attraverso la sanatoria la loro posizione per il periodo 1995-2002;
- intraprendere tutte le iniziative necessarie al consolidamento dei
livelli produttivi storici, fondamentali per consentire agli imprenditori
mantovani di avere le garanzie per operare scelte consapevoli per
il proprio futuro;
- riaprire le trattative per laumento della quota confacente
alla produzione nazionale e di rivedere i meccanismi di compensazione
che colpiscono le aziende collocate nelle zone più vocate del
nostro paese.
La zootecnia rappresenta una componente fondamentale per lagricoltura
e leconomia mantovana, una ricchezza per tutta la società.
Perdere valore e prospettive per il futuro delle aziende e delle famiglie
agricole sarebbe un grave danno per lintero sistema mantovano.
La Confederazione italiana agricoltori di Mantova, nel ribadire il
suo impegno e la mobilitazione per lo sviluppo del settore e il mantenimento
dei redditi degli agricoltori, invita tutte le Istituzioni e la comunità
mantovana a sostenere il mondo agricolo.
Città di Castello: la Cia festeggia
i cinquantanni di attività di un imprenditore agricolo
Cinquantanni di duro lavoro a drenare, zappare, coltivare quei
campi che oggi sono divenuti una delle aziende più floride di
Città di Castello. Questa la storia di Antonio Bambagiotti, associato
della Confederazione Italiana Agricoltori dal 1953, anno in cui, con
solo due ettari di terra, ha iniziato a lavorare in agricoltura.
Per festeggiare lavvenimento il 1° agosto si è tenuto
un incontro conviviale presso lazienda agrituristica le Burnie
di Città di Castello. Con Antonio oltre ad amici, collaboratori
di vecchia data e parenti, anche una folta rappresentanza della Cia,
tra cui il Presidente Nazionale Massimo Pacetti, il Presidente ed il
Vice Presidente regionale Walter Trivellizzi e Giuseppe Natale, Daniela
Sarnari ed Alfio Casagrande della presidenza regionale; il Presidente
della Comunità Montana dellAlto Tevere Vincenzo Bucci,
il Segretario generale dellUnima (unione nazionale imprenditori
macchine agricole) Alberto Tellini e Laura Boni direttrice Aiapp (associazione
imprese agromeccaniche della provincia di Perugia).
Un traguardo questo ha detto Massimo Pacetti importante
per lagricoltura perché siamo abituati a ricordare i
cinquantanni delle industrie, di altre attività economiche,
ma raramente si festeggiano i cinquantanni di un agricoltore.
Invece lazienda di Antonio Bambagiotti deve essere presa come
modello perché anche questo settore, con limpegno ed
il duro lavoro, può dare grandi soddisfazioni. Antonio ha iniziato
a lavorare la terra nel 1953, era un contadino solo sopra un campo
con il suo trattore, oggi lazienda Bambagiotti conta 108 ettari
di terra che lavora sia in proprio che per conto terzi.
torna al sommario
APPUNTAMENTI
Pane nostrum: a Senigallia la Festa
internazionale del Pane
Dal 19 al 21 settembre 2003 nella splendida cornice
di Senigallia si terrà la terza edizione di Pane Nostrum,
festa internazionale del pane. Appuntamento con la qualità,
la tipicità ed i sapori delle tradizioni panificatorie delle
varie regioni dItalia e del mondo.
Senigallia torna ad aprire i suoi forni a cielo aperto, dove si potranno
gustare pani di ogni tipo, dai più conosciuti alle specialità
realizzate dai panificatori dellarea marchigiana, i panificatori
di una regione dItalia ogni anno diversa (questanno è
la volta della Liguria che proporrà la Focaccia Ligure), ed
i panificatori dEuropa (Chester - Inghilterra, Lorrach
Germania e Sens Francia), assaporandone le diverse fragranze
e sentendo in ogni angolo della città il profumo di pane appena
sfornato.
Ci saranno inoltre convegni ed iniziative culturali come il villaggio
storico, allestito nei giardini della Rocca Roveresca, che ripercorre
la storia della nascita del pane. Dopo la Mesopotamia e lAntico
Egitto, questanno sarà la volta dellAntica Grecia.
Una sezione particolare della manifestazione sarà dedicata
al Pane in Cucina. Con il pane raffermo si può
infatti realizzare un pasto completo: dallantipasto di crostini
al dolce (torte e soufflé), la nostra fantasia si può
sbizzarrire. Unarea di ristorazione specializzata con cuochi,
spuntini e ricette da copiare..
Pane Nostrum si svolgerà nella Piazza del Duca e nei giardini
della Rocca Roveresca.
Tra i temi fondamentali dellevento, quello intrapreso nel 2001
con il Filone Marchigiano di Filiera. Un pane realizzato secondo le
regole della tracciabilità.
Da visitare il percorso Cia della Strada delle Fattorie
con le eccellenze enogastronomiche della Marca di Ancona e lenoteca
dei vini marchigiani. Venerdì 19 alle ore 16,30 dopo linaugurazione
si svolgerà il primo convegno promosso dalla Cia dal titolo:
I nostri semi per un pane più buono.
Parteciperanno: Amministratori Locali, Provinciali e Regionali, esperti
del settore ed il Prof. Santilocchi della facoltà di Agraria
di Ancona. I lavori saranno presieduti dal Presidente Provinciale
della Cia di Ancona Marco Giardini, mentre al Presidente della Provincia
il compito di concludere.
Pane Nostrum è una manifestazione del Comune di Senigallia,
Cia, Assipan, Confcommercio, con la collaborazione della Provincia
di Ancona, della Camera di Commercio di Ancona e della Regione Marche.
torna al sommario
|