Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori


Anno 45 - n. 141

 

31 luglio 2003

 

ATTUALITA'

   La Cia rilancia: soltanto con l’“Operazione prezzi chiari” si sconfiggono rincari e speculazioni e si difendono i consumatori

   Ogm: non distruggere i campi e destinare il raccolto ad usi “no food”

   Welfare: le proposte della Cia sul Piano di Azione contro la povertà e per l’inclusione sociale

DAL TERRITORIO

•    Il vicepresidente vicario Politi interviene alla riunione di Giunta e della Direzione regionale della Cia della Calabria

•    Lazio: la Cia chiede alla Regione 50 milioni di euro per gli allevatori di bovini e bufalini danneggiati della lingua blu

•   Toscana: Cia e Legambiente danno vita al "tavolo permanente dell'agricoltura sostenibile"

 


 

ATTUALITA'


La Cia rilancia: soltanto con l’“Operazione prezzi chiari” si sconfiggono rincari e speculazioni e si difendono i consumatori


Occorre dare vita ad un vero e proprio “percorso di garanzia” che permetta una effettiva tracciabilità lungo tutta la filiera agro-alimentare.Un maggior coinvolgimento dei consumatori.

I forti rincari di frutta e verdura, che hanno contraddistinto quest’ultimo mese, si possono sconfiggere solo con l’”Operazione prezzi chiari” finalizzata alla trasparenza nell’intera filiera agro-alimentare (produzione, trasformazione e distribuzione). Quella trasparenza che finora è stata una preoccupante “zona d’ombra”. Questo sia per garantire, informandolo, il consumatore sia tutte le varie componenti del mercato attraverso le quali si arriva alla formazione del prezzo finale. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che rilancia la sua iniziativa di riportare equilibrio sul fronte dei prezzi infiammati da speculazioni e aumenti artificiosi sull’onda della siccità che ha colpito grandi aree del Paese.
Secondo la Cia, è indispensabile la “tracciabililtà” lungo tutta la filiera del prezzo. Una “tracciabilità” per prodotto, per tipologia di consumo, per tipologia di vendita, per provenienza , per aree di produzione e consumo. Insomma, si tratta di un “percorso di garanzia” che deve trovare l’impegno di tutte le forze interessate.
“Per questo motivo -afferma il presidente della Cia Massimo Pacetti- siamo stati i primi a chiedere il contributo dei vari soggetti della filiera agro-alimentare. Comunque, non è nostra intenzione costruire uno strumento operativo, ma solo un impegno serio e concreto per rimettere ordine in un sistema, appunto quello dei prezzi, che oggi si presenta confuso, caotico e molte volt impenetrabile. Un sistema che causa distorsioni al mercato, accresce la spesa quotidiana degli italiani e alimenta l’inflazione”.
In questo contesto i vari Osservatori (ministero delle politiche agricole-Ismea, ministero delle Attività produttive, Unioncamere) dovrebbero rappresentare strumenti per un progetto di trasparenza e informazione e non semplici progetti fini a se stessi.
La Cia, d’altra parte, è stata la prima organizzazione ha lanciare l’allarme sui rincari dei prezzi, in particolare di frutta e verdura, e sul conseguente crollo dei consumi, dovuto proprio agli aumento vertiginosi che hanno registrato alcuni prodotti. Aumenti -denuncia la Cia- che non hanno alcuna giustificazione e che sono stati sospinti da manovre puramente speculative nate in seguito all’emergenza della siccità.
Da qui l’esigenza di una stretta collaborazione nella filiera e di un maggior coinvolgimento del consumatore il quale deve essere informato in maniera chiara e trasparente dei vari passaggi che contribuiscono alla formazione del prezzo finale del prodotto.

 

Ogm: non distruggere i campi e destinare il raccolto ad usi “no food”

In seguito all’estendersi, in varie regioni italiane, di casi in cui campi di mais vengono sequestrati per sospetta contaminazione da Ogm, la Cia rileva come è diventata sempre più convinzione generale che la cosiddetta “soglia di tolleranza zero” per le sementi sia irrealistica ed impraticabile. Concetto sottolineato, tra l’altro, anche nelle linee-guida del Comitato scientifico dell’Unione europea.
Dalle ditte sementiere interessate, inoltre, è giunta chiaramente una dichiarazione di impegno nel voler contribuire alla soluzione dei problemi aperti, venendo così incontro alle esigenze degli agricoltori.
La Cia riconferma il suo netto dissenso rispetto a soluzioni drastiche e traumatiche, come la distruzione dei campi, dato che l’emergenza verificatasi per ora in alcune regioni del Nord può essere affrontata con maggiore senso di responsabilità e senza inutili dogmatismi, seguendo in prima istanza un monitoraggio sperimentale delle colture, che dovrebbe passare per nuove analisi sulla foglia, procedendo poi all’isolamento dei raccolti e delle operazioni di stoccaggio, per arrivare, infine, a nuove analisi sulla granella.
Se i margini, probabilmente esigui, di contaminazione fossero confermati, la destinazione non alimentare dei prodotti potrebbe in questo caso essere un’idonea soluzione.
La Cia concorda, quindi, con gli orientamenti di massima, espressi dalle Regioni Lombardia e Friuli, che vanno verso questa direzione ed esorta gli agricoltori emiliani interessati a perseverare nella richiesta di una procedura analoga all’Ente regionale di competenza.

 

Welfare: le proposte della Cia sul Piano di Azione contro la povertà e per l’inclusione sociale

E’ stato presentato a Roma dal sottosegretario al ministero del lavoro e politiche sociali Sestini, nell’ambito della discussione sul Libro bianco sul Welfare, il Piano di Azione contro la povertà e per l’inclusione sociale.
La Cia commentando il "Libro bianco", ha messo in evidenza il fatto che non esiste rapporto tra obiettivi e priorità individuate e allocazioni delle risorse finanziarie non essendoci collegamento con il Dpef con le politiche finanziarie.
La Cia ha inoltre sottolineato che nella lotta contro la povertà le aree rurali hanno una loro specificità in quanto sia la Commissione europea che una recente indagine Eurispes hanno evidenziato che 3/4 dei poveri vivono in aree rurali. Si è proposto di inserire nel Piano, che sarà approvato oggi dal Consiglio dei ministri, e trasmesso il primo agosto a Bruxelles, un capitolo che faccia riferimento alla povertà e alla esclusione sociale nelle aree rurali con particolare riguardo anche alle problematiche previdenziali soprattutto per i lavoratori autonomi che per effetto del passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo percepiranno in futuro pensioni al disotto del livello di povertà.
Il sottosegretario Sestini -secondo la Cia- ha riconosciuto la validità delle direzioni e ha proposto l’inserimento di un progetto specifico per l’inclusione sociale nelle aree rurali, d’accordo con le Organizzazioni professionali agricole e con il ministero delle Risorse agricole.
Sugli altri temi del Libro bianco sul Welfare e sulle priorità individuate la discussione è stata molto accesa.
In quattro priorità (livelli essenziali delle prestazioni sociali; problemi dell’autosufficienza-istituzione del fondo; reddito minimo garantito o di ultima istanza; monitoraggio delle risorse disponibili nell’ambito della assistenza) il Governo è in grave ritardo. Nessuna delle priorità individuate è stata inserita nel Dpef con la possibilità di non far partire nessuna delle iniziative. E’ stata proposta una tassa di scopo con un prelievo sui salari di 5,00 euro al mese per garantire un fondo per l’autosufficienza.

 

torna al sommario

 

 

DAL TERRITORIO


 

Il vicepresidente vicario Politi interviene alla riunione di Giunta e della Direzione regionale della Cia della Calabria


Si è riunita il 29 luglio scorso la Giunta regionale della Cia della Calabria cui ha fatto seguito, nel pomeriggio, la riunione della Direzione che ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2002 e il preventivo 2003. Ai lavori ha partecipato il vicepresidente vicario nazionale della Cia, Giuseppe Politi il quale nel suo intervento conclusivo si è soffermato sulla riforma della Pac; sui rapporti con il governo e con il ministro dell’agricoltura; sul riassetto organizzativo della Confederazione.
“Grazie alla nostra azione –ha detto Politi- sono state apportate delle modifiche di rilievo rispetto all’impianto iniziale della riforma della Pac. Sicuramente non mancano spazi per ulteriori ritocchi, ma è da qui comunque che si può partire per fare decollare una politica comunitaria rispondente alle esigenze di una agricoltura di qualità, volta ad esaltare in modo specifico la tipicità delle nostre produzioni”.
Riferendosi poi al nuovo ordinamento interno che può contare su un nuovo regolamento e sul codice etico del sistema confederale, il vicepresidente vicario ha così continuato: “Nel redigere e portare a compimento il nuovo ordinamento interno della nostra organizzazione non abbiamo dovuto fare delle rivoluzioni, abbiamo soprattutto ripreso quelli che sono i nostri connotati e i valori di riferimento, così come si sono evoluti nel corso della nostra lunga esperienza organizzativa e che rappresentano la nostra fondamentale identità storico-culturale”.
Politi, infine ha calcato la mano sul governo e in modo particolare sul ministro dell’agricoltura Alemanno al quale ha rivolto l’invito ad una maggiore coerenza tra le enunciazioni e i fatti concreti.
“Non si possono aprire –ha ammonito il vicepresidente vicario- dei tavoli di confronto, accettare solo a parole le nostre proposte se poi non seguono le dovute e coerenti risposte. Dobbiamo purtroppo constatare che nelle decisioni più importanti il governo compie scelte del tutto incompatibili con gli impegni pubblici che il ministro assume. Il ministro, peraltro, non può continuare a scaricare sul governo le promesse non mantenute, per cui se non riesce a dirimere il contenzioso con i suoi colleghi è opportuno che tragga le dovute conclusioni”.
I dati amministrativi sono stati illustrati dalla responsabile regionale, Rosa Critelli, dalla cui relazione è emersa una situazione che denota un’importante crescita dell’organizzazione dal punto di vista politico economico e organizzativo. Per esaminare ancora più approfonditamente questi aspetti, Critelli ha proposto un seminario sul modello unico di bilancio e le conferenze regionali sull’organizzazione e sui servizi.
Il presidente regionale della Cia, Giuseppe Mangone, aprendo i lavori, si è soffermato sulla situazione politica regionale esprimendo un giudizio fortemente critico verso il governo, soprattutto per i gravi ritardi che si registrano nella spesa dei fondi previsti dal Por Calabria.
Tra i risultati ottenuti, Mangone ha indicato l’approvazione della legge di riforma dei Consorzi di Bonifica, del piano faunistico venatorio regionale e della legge regionale sui Consorzi fido in agricoltura.
Molto vasto, inoltre, è il programma di lavoro della Cia Calabria per i prossimi mesi: si terranno dei seminari di approfondimento per tutti i settori man mano che la Commissione Ue emanerà le proposte di riforma delle relative Ocm, nonché un seminario sulla legge d’orientamento e un convegno scientifico sull’allevamento della vacca podolica.
La Cia calabra terrà, inoltre, entro la primavera prossima le conferenze di settore per l’ortofrutta, l’olivicoltura e l’agrumicoltura e, se la situazione regionale non cambierà, a settembre una grande manifestazione regionale.
Mangone si è, infine soffermato sulla partecipazione alla festa nazionale dell’agricoltura che si terrà a Taormina dal 19 al 23 settembre.


Lazio: la Cia chiede alla Regione 50 milioni di euro per gli allevatori di bovini e bufalini danneggiati della lingua blu


Mentre gli allevatori della laziali hanno subìto e subiscono i danni derivanti dalla "lingua blu" (blocco delle vendite, diminuzione della produzione, aumento della mortalità, depauperamento del patrimonio genetico, etc), la Regione Lazio resta immobile, paralizzata da interpretazioni letterarie e burocratiche delle indicazioni comunitarie. E' quanto afferma un comunicato della Cia del Lazio sugli effetti della "blue tongue" sugli allevamenti di bovini e bufalini nella regione.
E' spiacevole constatare -si legge nel comunicato- che la Regione Lazio fino ad oggi si è trincerata dietro ipotetici dinieghi della Comunità europea disinteressandosi di fatto del danno subito dagli allevatori. E' vero invece che la Ue non si sarebbe opposta a provvedimenti risarcitori intrapresi dalla Regione che avrebbero attenuato i danni subiti dagli allevatori laziali. Ciò significa che occorre maggiore iniziativa, incisività e qualche volta anche fantasia da parte dell'amministrazione regionale.
Nei giorni scorsi -prosegue la nota della Cia regionale- l'Unione europea ha riconosciuto il diritto degli allevatori sardi ad ottenere il risarcimento di 15 milioni di euro opportunamente stanziati due anni fa dalla Regione Sardegna. Chiediamo alla Regione Lazio di agire in modo analogo stanziando immediatamente 50 milioni di euro per risarcire gli allevatori di bovini e di bufalini per i danni diretti e indiretti subiti a seguito delle vaccinazioni obbligatorie.
Chiediamo inoltre alla Regione e al Governo nazionale -conclude la Cia Lazio- se due campagne di vaccinazione, obbligatorie solo in Italia e dal risultato fallimentare, non bastino per combattere la "blue tongue" con mezzi meno dannosi per gli allevatori.


Toscana: Cia e Legambiente danno vita al "tavolo permanente dell'agricoltura sostenibile"

L'idea di dar vita al "tavolo permanente dell'agricoltura sostenibile" è stata lanciata da Cia e Legambiente della Toscana nel corso di un seminario organizzato dalle due associazioni sul tema "Strategie per un'agricoltura sostenibile e di qualità".
II seminario, realizzato nel quadro delle azioni previste dal protocollo di intesa tra le due associazioni toscane, ha riunito a Firenze esponenti delle associazioni agricole, delle associazioni dell'agricoltura biologica e del mondo ambientalista ed ha visto la partecipazione di Maria Grazia Mammuccini, Amministratore dell'Arsia e di Andrea Martini e Concetta Vazzana, docenti dell'Università di Firenze.
Il "tavolo permanente dell'agricoltura sostenibile", che tutti i soggetti presenti all'incontro hanno valutato positivamente, sarà coordinato dalle due associazioni e sarà aperto a tutti i soggetti impregnati nella promozione di un'agricoltura di qualità in armonia con l'ambiente.

torna al sommario


Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Archivio