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ATTUALITA'
La Cia rilancia: soltanto con lOperazione
prezzi chiari si sconfiggono rincari e speculazioni e si difendono
i consumatori
Occorre dare vita ad un vero e proprio percorso di garanzia
che permetta una effettiva tracciabilità lungo tutta la filiera
agro-alimentare.Un maggior coinvolgimento dei consumatori.
I forti rincari di frutta e verdura, che
hanno contraddistinto questultimo mese, si possono sconfiggere
solo con lOperazione prezzi chiari finalizzata alla
trasparenza nellintera filiera agro-alimentare (produzione,
trasformazione e distribuzione). Quella trasparenza che finora è
stata una preoccupante zona dombra. Questo sia per
garantire, informandolo, il consumatore sia tutte le varie componenti
del mercato attraverso le quali si arriva alla formazione del prezzo
finale. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori
che rilancia la sua iniziativa di riportare equilibrio sul fronte
dei prezzi infiammati da speculazioni e aumenti artificiosi sullonda
della siccità che ha colpito grandi aree del Paese.
Secondo la Cia, è indispensabile la tracciabililtà
lungo tutta la filiera del prezzo. Una tracciabilità
per prodotto, per tipologia di consumo, per tipologia di vendita,
per provenienza , per aree di produzione e consumo. Insomma, si tratta
di un percorso di garanzia che deve trovare limpegno
di tutte le forze interessate.
Per questo motivo -afferma il presidente della Cia Massimo Pacetti-
siamo stati i primi a chiedere il contributo dei vari soggetti della
filiera agro-alimentare. Comunque, non è nostra intenzione
costruire uno strumento operativo, ma solo un impegno serio e concreto
per rimettere ordine in un sistema, appunto quello dei prezzi, che
oggi si presenta confuso, caotico e molte volt impenetrabile. Un sistema
che causa distorsioni al mercato, accresce la spesa quotidiana degli
italiani e alimenta linflazione.
In questo contesto i vari Osservatori (ministero delle politiche agricole-Ismea,
ministero delle Attività produttive, Unioncamere) dovrebbero
rappresentare strumenti per un progetto di trasparenza e informazione
e non semplici progetti fini a se stessi.
La Cia, daltra parte, è stata la prima organizzazione
ha lanciare lallarme sui rincari dei prezzi, in particolare
di frutta e verdura, e sul conseguente crollo dei consumi, dovuto
proprio agli aumento vertiginosi che hanno registrato alcuni prodotti.
Aumenti -denuncia la Cia- che non hanno alcuna giustificazione e che
sono stati sospinti da manovre puramente speculative nate in seguito
allemergenza della siccità.
Da qui lesigenza di una stretta collaborazione nella filiera
e di un maggior coinvolgimento del consumatore il quale deve essere
informato in maniera chiara e trasparente dei vari passaggi che contribuiscono
alla formazione del prezzo finale del prodotto.
Ogm: non distruggere i campi e destinare
il raccolto ad usi no food
In seguito allestendersi, in varie regioni
italiane, di casi in cui campi di mais vengono sequestrati per sospetta
contaminazione da Ogm, la Cia rileva come è diventata sempre
più convinzione generale che la cosiddetta soglia di
tolleranza zero per le sementi sia irrealistica ed impraticabile.
Concetto sottolineato, tra laltro, anche nelle linee-guida del
Comitato scientifico dellUnione europea.
Dalle ditte sementiere interessate, inoltre, è giunta chiaramente
una dichiarazione di impegno nel voler contribuire alla soluzione
dei problemi aperti, venendo così incontro alle esigenze degli
agricoltori.
La Cia riconferma il suo netto dissenso rispetto a soluzioni drastiche
e traumatiche, come la distruzione dei campi, dato che lemergenza
verificatasi per ora in alcune regioni del Nord può essere
affrontata con maggiore senso di responsabilità e senza inutili
dogmatismi, seguendo in prima istanza un monitoraggio sperimentale
delle colture, che dovrebbe passare per nuove analisi sulla foglia,
procedendo poi allisolamento dei raccolti e delle operazioni
di stoccaggio, per arrivare, infine, a nuove analisi sulla granella.
Se i margini, probabilmente esigui, di contaminazione fossero confermati,
la destinazione non alimentare dei prodotti potrebbe in questo caso
essere unidonea soluzione.
La Cia concorda, quindi, con gli orientamenti di massima, espressi
dalle Regioni Lombardia e Friuli, che vanno verso questa direzione
ed esorta gli agricoltori emiliani interessati a perseverare nella
richiesta di una procedura analoga allEnte regionale di competenza.
Welfare: le proposte della Cia sul Piano di Azione
contro la povertà e per linclusione sociale
E stato presentato a Roma dal sottosegretario
al ministero del lavoro e politiche sociali Sestini, nellambito
della discussione sul Libro bianco sul Welfare, il Piano di Azione
contro la povertà e per linclusione sociale.
La Cia commentando il "Libro bianco", ha messo in evidenza
il fatto che non esiste rapporto tra obiettivi e priorità individuate
e allocazioni delle risorse finanziarie non essendoci collegamento
con il Dpef con le politiche finanziarie.
La Cia ha inoltre sottolineato che nella lotta contro la povertà
le aree rurali hanno una loro specificità in quanto sia la
Commissione europea che una recente indagine Eurispes hanno evidenziato
che 3/4 dei poveri vivono in aree rurali. Si è proposto di
inserire nel Piano, che sarà approvato oggi dal Consiglio dei
ministri, e trasmesso il primo agosto a Bruxelles, un capitolo che
faccia riferimento alla povertà e alla esclusione sociale nelle
aree rurali con particolare riguardo anche alle problematiche previdenziali
soprattutto per i lavoratori autonomi che per effetto del passaggio
dal sistema retributivo a quello contributivo percepiranno in futuro
pensioni al disotto del livello di povertà.
Il sottosegretario Sestini -secondo la Cia- ha riconosciuto la validità
delle direzioni e ha proposto linserimento di un progetto specifico
per linclusione sociale nelle aree rurali, daccordo con
le Organizzazioni professionali agricole e con il ministero delle
Risorse agricole.
Sugli altri temi del Libro bianco sul Welfare e sulle priorità
individuate la discussione è stata molto accesa.
In quattro priorità (livelli essenziali delle prestazioni sociali;
problemi dellautosufficienza-istituzione del fondo; reddito
minimo garantito o di ultima istanza; monitoraggio delle risorse disponibili
nellambito della assistenza) il Governo è in grave ritardo.
Nessuna delle priorità individuate è stata inserita
nel Dpef con la possibilità di non far partire nessuna delle
iniziative. E stata proposta una tassa di scopo con un prelievo
sui salari di 5,00 euro al mese per garantire un fondo per lautosufficienza.
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DAL
TERRITORIO
Il vicepresidente vicario Politi interviene alla
riunione di Giunta e della Direzione regionale della Cia della Calabria
Si è riunita il 29 luglio scorso la Giunta
regionale della Cia della Calabria cui ha fatto seguito, nel pomeriggio,
la riunione della Direzione che ha approvato allunanimità
il bilancio consuntivo 2002 e il preventivo 2003. Ai lavori ha partecipato
il vicepresidente vicario nazionale della Cia, Giuseppe Politi il
quale nel suo intervento conclusivo si è soffermato sulla riforma
della Pac; sui rapporti con il governo e con il ministro dellagricoltura;
sul riassetto organizzativo della Confederazione.
Grazie alla nostra azione ha detto Politi- sono state
apportate delle modifiche di rilievo rispetto allimpianto iniziale
della riforma della Pac. Sicuramente non mancano spazi per ulteriori
ritocchi, ma è da qui comunque che si può partire per
fare decollare una politica comunitaria rispondente alle esigenze
di una agricoltura di qualità, volta ad esaltare in modo specifico
la tipicità delle nostre produzioni.
Riferendosi poi al nuovo ordinamento interno che può contare
su un nuovo regolamento e sul codice etico del sistema confederale,
il vicepresidente vicario ha così continuato: Nel redigere
e portare a compimento il nuovo ordinamento interno della nostra organizzazione
non abbiamo dovuto fare delle rivoluzioni, abbiamo soprattutto ripreso
quelli che sono i nostri connotati e i valori di riferimento, così
come si sono evoluti nel corso della nostra lunga esperienza organizzativa
e che rappresentano la nostra fondamentale identità storico-culturale.
Politi, infine ha calcato la mano sul governo e in modo particolare
sul ministro dellagricoltura Alemanno al quale ha rivolto linvito
ad una maggiore coerenza tra le enunciazioni e i fatti concreti.
Non si possono aprire ha ammonito il vicepresidente vicario-
dei tavoli di confronto, accettare solo a parole le nostre proposte
se poi non seguono le dovute e coerenti risposte. Dobbiamo purtroppo
constatare che nelle decisioni più importanti il governo compie
scelte del tutto incompatibili con gli impegni pubblici che il ministro
assume. Il ministro, peraltro, non può continuare a scaricare
sul governo le promesse non mantenute, per cui se non riesce a dirimere
il contenzioso con i suoi colleghi è opportuno che tragga le
dovute conclusioni.
I dati amministrativi sono stati illustrati dalla responsabile regionale,
Rosa Critelli, dalla cui relazione è emersa una situazione
che denota unimportante crescita dellorganizzazione dal
punto di vista politico economico e organizzativo. Per esaminare ancora
più approfonditamente questi aspetti, Critelli ha proposto
un seminario sul modello unico di bilancio e le conferenze regionali
sullorganizzazione e sui servizi.
Il presidente regionale della Cia, Giuseppe Mangone, aprendo i lavori,
si è soffermato sulla situazione politica regionale esprimendo
un giudizio fortemente critico verso il governo, soprattutto per i
gravi ritardi che si registrano nella spesa dei fondi previsti dal
Por Calabria.
Tra i risultati ottenuti, Mangone ha indicato lapprovazione
della legge di riforma dei Consorzi di Bonifica, del piano faunistico
venatorio regionale e della legge regionale sui Consorzi fido in agricoltura.
Molto vasto, inoltre, è il programma di lavoro della Cia Calabria
per i prossimi mesi: si terranno dei seminari di approfondimento per
tutti i settori man mano che la Commissione Ue emanerà le proposte
di riforma delle relative Ocm, nonché un seminario sulla legge
dorientamento e un convegno scientifico sullallevamento
della vacca podolica.
La Cia calabra terrà, inoltre, entro la primavera prossima
le conferenze di settore per lortofrutta, lolivicoltura
e lagrumicoltura e, se la situazione regionale non cambierà,
a settembre una grande manifestazione regionale.
Mangone si è, infine soffermato sulla partecipazione alla festa
nazionale dellagricoltura che si terrà a Taormina dal
19 al 23 settembre.
Lazio: la Cia chiede alla Regione 50 milioni di euro per gli allevatori
di bovini e bufalini danneggiati della lingua blu
Mentre gli allevatori della laziali hanno subìto e subiscono
i danni derivanti dalla "lingua blu" (blocco delle vendite,
diminuzione della produzione, aumento della mortalità, depauperamento
del patrimonio genetico, etc), la Regione Lazio resta immobile, paralizzata
da interpretazioni letterarie e burocratiche delle indicazioni comunitarie.
E' quanto afferma un comunicato della Cia del Lazio sugli effetti
della "blue tongue" sugli allevamenti di bovini e bufalini
nella regione.
E' spiacevole constatare -si legge nel comunicato- che la Regione
Lazio fino ad oggi si è trincerata dietro ipotetici dinieghi
della Comunità europea disinteressandosi di fatto del danno
subito dagli allevatori. E' vero invece che la Ue non si sarebbe opposta
a provvedimenti risarcitori intrapresi dalla Regione che avrebbero
attenuato i danni subiti dagli allevatori laziali. Ciò significa
che occorre maggiore iniziativa, incisività e qualche volta
anche fantasia da parte dell'amministrazione regionale.
Nei giorni scorsi -prosegue la nota della Cia regionale- l'Unione
europea ha riconosciuto il diritto degli allevatori sardi ad ottenere
il risarcimento di 15 milioni di euro opportunamente stanziati due
anni fa dalla Regione Sardegna. Chiediamo alla Regione Lazio di agire
in modo analogo stanziando immediatamente 50 milioni di euro per risarcire
gli allevatori di bovini e di bufalini per i danni diretti e indiretti
subiti a seguito delle vaccinazioni obbligatorie.
Chiediamo inoltre alla Regione e al Governo nazionale -conclude la
Cia Lazio- se due campagne di vaccinazione, obbligatorie solo in Italia
e dal risultato fallimentare, non bastino per combattere la "blue
tongue" con mezzi meno dannosi per gli allevatori.
Toscana: Cia e Legambiente danno vita al "tavolo
permanente dell'agricoltura sostenibile"
L'idea di dar vita al "tavolo permanente dell'agricoltura
sostenibile" è stata lanciata da Cia e Legambiente della
Toscana nel corso di un seminario organizzato dalle due associazioni
sul tema "Strategie per un'agricoltura sostenibile e di qualità".
II seminario, realizzato nel quadro delle azioni previste dal protocollo
di intesa tra le due associazioni toscane, ha riunito a Firenze esponenti
delle associazioni agricole, delle associazioni dell'agricoltura biologica
e del mondo ambientalista ed ha visto la partecipazione di Maria Grazia
Mammuccini, Amministratore dell'Arsia e di Andrea Martini e Concetta
Vazzana, docenti dell'Università di Firenze.
Il "tavolo permanente dell'agricoltura sostenibile", che
tutti i soggetti presenti all'incontro hanno valutato positivamente,
sarà coordinato dalle due associazioni e sarà aperto
a tutti i soggetti impregnati nella promozione di un'agricoltura di
qualità in armonia con l'ambiente.
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