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ATTUALITA'
Agricoltura: mancano allappello 4
mila lavoratori extracomunitari. A rischio la vendemmia e la raccolta
di frutta, olive e nocciole
Dopo siccità , grandinate e piogge al Nord, il settore va
incontro ad unaltra grave emergenza. Grandi difficoltà
per le imprese.
Non bastava la siccità e poi la grandinate e le violente piogge
nel Nord Italia. Le coltivazioni che si sono salvate dalle avversità
atmosferiche rischiano di andare perdute perché mancano i lavoratori
extracomunitari per la raccolta. Ad oggi servirebbero più di
4 mila stagionali oltre alla quota finora assegnata.
Il decreto che ha autorizzato 19.500 nuovi ingressi di lavoratori
extracomunitari (di cui 8.500 stagionali, di cui poco meno della metà
allagricoltura) al momento non è, infatti,sufficiente
a soddisfare le richieste delle aziende agricole alla vigilia di importanti
campagne di raccolta, come quelle dei pomodori, della frutta, della
vendemmia, delle olive e delle nocciole. La situazione sul fronte
dellimmigrazione e del lavoro in agricoltura, resta, quindi,
difficile e preoccupante.
La Cia sottolinea, inoltre, che il ritardo di un anno nellemanazione
del decreto attuativo della Bossi-Fini e, pertanto, delle nuove procedure,
provoca sul territorio uno stato di confusione generale, aggravato
dal ritardo e dalla difformità di comportamenti con cui gli
uffici competenti stanno procedendo alla regolarizzazione, vanificando
in tutto o in parte lo sforzo, anche economico, degli imprenditori
agricoli che si sono impegnati nella regolarizzazione.
Le aziende agricole -afferma ancora la Cia- vivono, ormai da anni,
uno stato di profonda incertezza cui va posto definitivamente rimedio.
Ciò va fatto sulla base di valutazioni realistiche e responsabili,
che tengano conto dellassoluta necessità di governare
al meglio, e non di reprimere, il fenomeno dellimmigrazione
regolare.
La Cia, per questa ragione, chiede che venga predisposto, al più
presto, il documento triennale di programmazione, a tuttoggi
assente, allo scopo di conoscere in maniera chiara la linea che il
governo intende seguire sulla materia, mentre sul fronte tecnico sollecita
un confronto serio sul meccanismo dei flussi, che per il lavoro stagionale
si è rivelato farraginoso e inapplicabile.
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DAL
TERRITORIO
Ogm: anche la Regione Emilia-Romagna decide
la distruzione dei campi di mais. Per la Cia è assolutamente
necessario rivedere il limite di tolleranza dello zero assoluto e
difendere il reddito degli agricoltori
La Confederazione Italiana Agricoltori ha sempre guardato con attenzione
alle nuove tecnologie genetiche in agricoltura, cercando un approccio
laico ed equilibrato, senza riserve pregiudiziali, ma allo stesso
tempo con un atteggiamento di forte cautela richiamandosi al cosiddetto
principio di precauzione e con la convinzione che la ricerca e la
successiva sperimentazione debbano avere una forte connotazione pubblica
orientata nelle linee progettuali dal mondo della produzione.
La complessa materia delle biotecnologie e, in questo contesto, degli
Organismi Geneticamente Modificati non si riconduce solo ai possibili
rischi per lambiente e per la salute umana, ma presenta elementi
dirompenti per i sistemi produttivi, per le logiche di mercato attuali
e, soprattutto, per i rapporti internazionali anche in vista della
prossima sessione della Organizzazione Mondiale del Commercio -WTO-
di settembre, che vede la Comunità Europea in difficoltà
soprattutto con gli Stati Uniti, per la precedente scelta di moratoria
sulle produzioni OGM.
I produttori chiedono alle istituzioni chiarezza sulle scelte generali
in materia di OGM e su come intendono gestire la coesistenza conseguente
alla introduzione degli OGM in agricoltura. Ad oggi la Comunità
Europea si è limitata a raccomandazioni pilatesche che delegano
limpianto normativo agli Stati membri prefigurando una vera
babele giuridica nella quale risolvere le contraddizioni sulle buone
pratiche agricole, sui contratti di buon vicinato, sulle numerose
e ripetute certificazioni, sulla responsabilità civile, con
ripercussioni impressionanti sui costi.
In questo contesto complessivo la scelta italiana della tolleranza
zero risulta poco utile rispetto alla buona fede con la quale gli
agricoltori hanno acquistato le sementi, in quanto costringe le Regioni
a provvedimenti di distruzione della produzione, nonostante sia acclarato
a tutti i livelli che le percentuali di presenza accidentale di OGM
riscontrate anche dalle analisi in campo effettuate dalla Regione
Emilia-Romagna (tutte ampiamente entro la soglia dello 0,1%) sono
allinterno del limite di affidabilità del metodo di analisi
stesso e della effettiva tolleranza tecnicamente ad oggi inevitabile.
Queste contraddizioni possono inficiare la rivalsa verso le ditte
sementiere (focus della posizione della Regione Emilia Romagna),
per cui avremmo preferito una loro responsabilizzazione prima della
distruzione del prodotto.
La tolleranza zero, inoltre, risulta oggi non coerente con le recenti
norme approvate dal Parlamento Europeo (salutate con entusiasmo perfino
dalle associazioni ambientaliste) che prevedono una soglia di tolleranza
dello 0,9% per i prodotti destinati allalimentazione e lindicazione
obbligatoria in etichetta della presenza o meno di OGM.
Nonostante tutto il dibattere di queste settimane non siamo che allinizio
di una lunga discussione che, partendo dalla normativa sulle sementi
fino alle regole di salvaguardia per le filiere del tipico e del biologico,
vedrà la nostra Organizzazione impegnata per dare un fattivo
contributo alle Istituzioni e al mondo agricolo affinché si
confezionino proposte e alleanze a livello comunitario utili al reddito
e alla sopravvivenza delle nostre imprese.
Prezzo del latte in Lombardia: indisponibilità
della parte industriale all'accordo
La posizione della Cia Lombardia illustrata al
presidente Formigoni
La Lombardia è ancora senza un accordo per il prezzo del latte
alla stalla: anche nell'ultimo incontro si è registrata l'indisponibilità
della parte industriale ad un rapporto interprofessionale nella logica
di filiera.
L'unico riferimento delle industrie acquirenti -secondo la Confederazione
italiana agricoltori della Lombardia- è la possibilità
contingente di incorporare totalmente il segno "più"del
mercato e il segno "meno" del prezzo pagato agli allevatori.
Mario Lanzi, presidente della Cia Lombardia, ha evidenziato che "per
gli allevatori occorre già ora riflettere con quale rapporto
verso l'attuale sistema delle imprese trasformatrici si può costruire
un futuro nella nuova Europa. Alla Regione Lombardia rimane di fatto
la constatazione che gli sforzi fatti negli ultimi mesi per costruire
un 'sistema agro-alimentare lombardo', capace di competere nel mercato
globale, con la fiducia dei consumatori, non meritano questo risultato".
La Cia Lombardia ha sottolineato nei giorni scorsi al presidente delle
Regione Lombardia Formigoni come l'impegno condivisibile della Regione
per il comparto lattiero caseario si scontra con la rigidità
della parte industriale, di cui le vicende del prezzo del latte ne sono
la prova tangibile.
La Confederazione italiana agricoltori della Lombardia ritiene maturi
i tempi per una nuova stagione contrattuale, per il superamento dell'attuale
blocco e per impedire il ripetersi di tali situazioni.
In tale ottica è consona la disdetta anticipata dei contratti
per il 2004 e la costruzione di una posizione interprofessionale che
tenga conto delle diverse destinazioni produttive del latte e delle
diverse sensibilità industriali.
Secondo la Cia Lombardia, va perseguito tra l'altro un protocollo d'intesa
con le Centrali Cooperative per soddisfare le rispettive aspettative
per condizioni più remunerative e professionalmente più
gratificanti e di soddisfazione degli equilibri produttivi degli impianti
cooperativi di lavorazione.
Questione idrica a Reggio Emilia:
discutere senza pregiudiziali
Occorre partire da un bilancio idrico serio, che consideri i
bisogni della popolazione, dellagricoltura e delleconomia
reggiane. Da evitare invece pregiudiziali, veti ed esorcismi verbali.
E il pensiero della Cia reggiana, in merito al dibattito apertosi
sulla questione idrica nella nostra provincia, espresso
dal presidente Ivan Bertolini.
"E certamente necessario che riprenda una discussione su
questa materia aggiunge ma va sgombrato il terreno da
tutti gli a priori che invece stanno saltando fuori. E
uno sforzo che va fatto da tutte le parti, se si vuole fare un lavoro
serio che porti a risultati seri. Noi apprezziamo il lavoro che si
sta impostando con la Provincia per il bilancio idrico, abbozzando
anche soluzioni che garantiscano lacqua per tutti ed in ogni
momento dellanno.
"Al segretario Ds Marchi, al consigliere regionale Rivi ed anche
al Sindaco di Castellarano, diciamo che i no non bastano, che vanno
motivati, e che in ogni caso chi rappresenta partiti che governano
nella nostra realtà e chi ricopre ruoli di amministratore pubblico
si deve assumere anche lonere, eventuale, di proposte alternative.
Se la Provincia ha impostato un percorso, questo va rispettato,
ma non ci possono essere pregiudiziali, veti e riserve mentali. Noi
non pretendiamo di decidere al posto delle istituzioni, ma pretendiamo
che le istituzioni decidano, al termine del percorso fissato ed in
tempi ragionevoli. Se così non fosse, dato che partecipiamo
ad un tavolo tecnico con nostri tecnici, ma non siamo tecnici
bensì rappresentanti politico sindacali di una categoria imprenditoriale,
ci riprenderemmo tutta la nostra libertà diniziativa,
anche sul piano rivendicativo.
Da parte nostra conclude Bertolini restiamo a favore
dei progetti Diga di Vetto (senza sconti!) e Muraglione, dato che
altri non ne esistono e non possiamo quindi valutare, approvare o
rifiutare quello che non cè.
"Uva si nasce, vino si diventa":
convegno Cia in provincia di Chieti
Il futuro dei vini abruzzesi nel contesto nazionale ed internazionale
è stato il tema al centro del Convegno promosso dalla Cia della
provincia di Chieti in collaborazione con la Confederazione regionale.
Oltre 150 addetti al settore, nonostante i quasi 40 gradi di temperatura,
hanno partecipato, con attenzione e interesse, ai lavori aperti da
un'articolata relazione di Mariano Nozzi Presidente provinciale della
CIA di Chieti, ricca di analisi e riflessioni accompagnate da suggerimenti
e spunti interessanti per contribuire, con spirito di collaborazione,
al processo di ulteriore miglioramento qualitativo del vino nelle
fasi della produzione, trasformazione, promozione e commercializzazione.
Su questa traccia si sono ispirati i diversi contributi del Prof.
Leonardo Seghetti, ricercatore e tecnico conoscitore della realtà
vitivinicola abruzzese, partendo dai positivi risultati raggiunti
ha illustrato interessanti suggerimenti migliorativi, alcuni dei quali
già in sperimentazione, sia nel vigneto che in cantina.
Stefano Campatelli, Direttore del Consorzio di Tutela "Vini di
Montalcino, in parallelo con la storia, l'esperienza e le iniziative
del Consorzio, ha offerto un interessante ventaglio di prospettive
per la già consolidata vitivinicoltura abruzzese.
Dal presidente del neocostituito Consorzio di tutela dei vini d'Abruzzo,
Alberto Tiberio, l'esposizione del programma e delle iniziative con
l'impegno a lavorare per recuperare efficacemente il ritardo con il
quale l'Abruzzo si è dotato di questo importante strumento.
Ezio Rivella, Presidente dell'Unione Italiana Vini, partendo dall'attuale
situazione del mercato enologico ha evidenziato sia i rischi che le
grandi opportunità per il vino italiano ed abruzzese sottolineando
che le seconde non possono prescindere dalle tendenze e dalle richieste
del consumatore.
Molto stimolante la riflessione del responsabile vitivinicolo della
Cia nazionale, Pietro Palumbo che ha collocato la vitivinicoltura
abruzzese nel contesto nazionale ed internazionale, ne ha evidenziato
l'attuale positiva posizione ed avanzato proposte per il suo consolidamento.
Tito Cieri, in rappresentanza dell'Assessorato regionale all'Agricoltura,
ha esposto gli interventi già adottati e quelli in essere evidenziando
il peso della vitivinicoltura all'interno del comparto agricolo regionale.
Concludendo il convegno, il Vice Presidente nazionale della Cia, Mino
Rizzioli, nell'esprimere apprezzamento per l'iniziativa e per l'alto
livello qualitativo dei diversi contributi, ha rimarcato il valore
della qualità e della tipicità nel mercato, l'esigenza
dell'ulteriore miglioramento qualitativo dei prodotti tipici espressione
del territorio di provenienza, la fondamentale importanza delle infrastrutture
"nodo da sciogliere per il rilancio dell'economia".
Rispondendo ad alcune sollecitazioni, Rizzioli ha ribadito l'impegno
della Cia per la necessaria sburocratizzazione, per la trasparenza
dei prezzi dei prodotti agricoli, oggi soggetti a speculazioni ed
isterismi, estranei al mondo della produzione e, infine, ha evidenziato
l'importanza per l'agricoltura della formazione, della ricerca e dell'innovazione
tecnologica insieme ad una necessaria organizzazione, con un ruolo
diverso delle Camere di Commercio, per una migliore presenza dei prodotti
agricoli all'interno della grande distribuzione.
Su queste problematiche Rizzioli ha auspicato un ruolo incisivo del
governo italiano nel semestre di Presidenza dell'Ue.
Il Presidente regionale della Cia d'Abruzzo Domenico Falcone, moderatore
dell'incontro, nel ringraziare i partecipanti per i qualificati contributi,
ha sottolineato il rigore, la competenza e la serietà con i
quali la Confederazione, animata dal desiderio di contribuire alla
crescita della vitivinicoltura nello sviluppo dell'agricoltura e della
società abruzzese, ha impostato e realizzato l'iniziativa.
"L'avvio di una nuova fase per l'ulteriore miglioramento qualitativo
del vino abruzzese e per il suo rafforzamento in Italia e nel mondo
potrà contare -ha concluso Falcone- sul concreto impegno della
Cia".
Cia e Legacoop Puglia sullo sviluppo dell'agricoltura
nella regione
Si sono riunite, il 28 luglio, le presidenze
regionali della Cia e della Legacoop della Puglia per un confronto
politico sulle iniziative delle rispettive associazioni in direzione
dello sviluppo dellagricoltura. Le associazioni -si legge in
un comunicato- giudicano insufficienti le politiche in essere della
Regione verso il settore agricolo alimentare che rimane strategico
e ricco di potenzialità per lo sviluppo economico dellintera
regione.
Una rilevante caduta hanno anche subito le azioni del sistema istituzionale
per lapprovvigionamento idrico e lirrigazione che mettono
in gravi difficoltà i processi produttivi del settore.
Assenza di iniziativa e scarsa capacità di utilizzare i finanziamenti
dellUnione Europea caratterizzano la politica della Regione
in queste materie con gravi ripercussioni per le imprese che operano
nel comparto, caratterizzato da una crisi acuta.
In questo quadro funzione strategica -affermano Cia e Legacoop della
Puglia- assume il rilancio dei processi associativi e cooperativi
per la concentrazione del prodotto, per la tracciabilità ed
il miglioramento della qualità che richiedono politiche più
coraggiose da parte delle istituzioni ed un rinnovato impegno delle
organizzazioni sottoscritte.
Sullassociazionismo e sulla cooperazione in agricoltura le organizzazioni
decidono di operare in maniera concordata, a tale scopo vi sarà
un patto di consultazione reciproca finalizzato alla promozione di
nuove iniziative ed alla verifica e consolidamento delle attività
imprenditoriali cooperative ed associative esistenti.
Limpegno per la valorizzazione delle produzioni attraverso la
trasformazione e commercializzazione dei prodotti sarà finalizzato
particolarmente a realizzare strutture in grado di entrare in relazione
con la distribuzione organizzata e la grande distribuzione, nellinteresse
reciproco di produttori e consumatori a garantire la tracciabilità
e la qualità delle produzioni pugliesi.
In questo quadro -concludono le organizzazioni- saranno concordate
azioni per la valorizzazione dei prodotti biologici, dellolio,
del vino, dellortofrutta e della forestazione. Saranno inoltre
organizzati incontri specifici seminariali e formativi per i dirigenti
della CIA e delle cooperative.
Allincontro hanno preso parte Antonio Barile, Donato Petruzzi,
Matteo Valentino, Vito Murrone, Michele Colangelo e Francesco Caruso
della presidenza della CIA e Luigi Sansò, Carmelo Rollo, Michele
DErrico della Legacoop Puglia.
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