Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori


Anno 45 - n. 139

 

29 luglio 2003

 

ATTUALITA'

    L’agricoltura del Sud terrorizzata dalla criminalità organizzata. Furti, estorsioni, minacce, devastazioni di campi, imposizione dei prezzi dei prodotti, controllo del mercato fondiario e della manodopera

    Riunione dell'Osservatorio per l'imprenditoria femminile

DAL TERRITORIO


•   
Passante di Mestre: la Cia chiede maggiore attenzione per le imprese agricole

•    La Cia entra in Giunta della Camera di Commercio di Modena

•    Agia di Pisa: i giovani tra tradizione e innovazione

•    Francavilla a Mare: grande successo dell'iniziativa Cia sui prodotti tipici

•    Migliaia di Trevigiani partecipano alle serate del Palio

 


 

ATTUALITA'


L’agricoltura del Sud terrorizzata dalla criminalità organizzata. Furti, estorsioni, minacce, devastazioni di campi, imposizione dei prezzi dei prodotti, controllo del mercato fondiario e della manodopera.


La denuncia in un “dossier” della Confederazione italiana agricoltori e della Fondazione Cesar. Campania, Puglia, Calabria e Sicilia le regioni colpite dal preoccupante fenomeno malavitoso. Il responsabile della Direzione nazionale antimafia Vigna istituisce un servizio contro la criminalità organizzata nel settore agricolo.

L’agricoltura del Sud terrorizzata della criminalità organizzata. Migliaia di produttori agricoli sono nelle mani della mafia, della camorra. E sono soggetti a pressioni, minacce e a ogni forma di sopruso. L’allarme della Cia è stato subito raccolto dal procuratore nazionale antimafia Pierluigi Vigna il quale ha immediatamente istituito nell’ambito della Direzione nazionale antimafia, un nuovo Servizio che avrà il compito di combattere la criminalità organizzata nel settore agricolo.
In un dossier elaborato dalla Cia insieme con la Fondazione Cesar, si rileva che la criminalità organizzata ricorre alle più svariate forme di azioni malavitose per estorcere denaro e beni agli agricoltori del Mezzogiorno. E così le imprese agricole sono soffocate da estorsioni, ricatti, furti e da una nuova forma di “latifondo” che vede i piccoli produttori espropriati dei propri possedimenti e costretti a fare da prestanome a boss e criminali.
La criminalità, secondo il dossier Cia e come risulta anche da un’analisi compiuta dalla Dia (Direzione investigativa antimafia), impone i prezzi per i prodotti agricoli, pesature dei prodotti inferiori a quelle reali, fa estorsioni attuate mediante previo furto di mezzi destinati alla coltivazione, esercita il controllo del mercato fondiario, compie furti di animali (in particolare, in Campania, di bufale) e di grano, con devastazione dei campi coltivati, commerci illegali di tabacco e intromissioni nell’acquisto dei prodotti.
I reati riguardano soprattutto la Campania, ma le stesse cose accadono anche in Puglia, Calabria e Sicilia. Tuttavia, la situazione più grave appare essere quella di Caserta, definita una sorta di “piazza affari” del crimine organizzato ai danni dell’agricoltura. Qui gli agricoltori -si sostiene nel dossier- sono vittime di incendi, furti, vandalismi e minacce. Sono costretti a pagare riscatti per riavere i propri beni. Nel Casertano viene, inoltre, segnalata la presenza di criminalità straniera (nigeriani, marocchini e albanesi) che controlla la manodopera in nero in agricoltura, specie per la raccolta del pomodoro.
Anche nel Napoletano e nel Salernitano i produttori sono soggetti a furti e intimidazioni e la criminalità finisce per avere il controllo dell’intero mercato fondiario. Mentre i coltivatori di Avellino e Benevento resistono meglio alle intimidazioni criminali, forse perché non colpiti dalle grandi organizzazioni malavitose, ma da singoli boss locali.
In Puglia è interessato tutto il territorio regionale, con zone dove la criminalità si manifesta in modo particolarmente odioso, colpendo non solo i beni degli agricoltori, ma la loro stessa incolumità. Infatti, sono numerose le aggressioni in campagna subite dagli imprenditori e dai lavoratori agricoli.
I furti di mezzi agricoli (16 per cento), l'abigeato (12 per cento), i furti di prodotti agricoli (11 per cento), il racket (9 per cento), sono i principali reati che colpiscono l'attività agricola in Puglia.
Stesso discorso per la Calabria e la Sicilia, dove la ’ndrangheta” e la mafia controllano in larghissima misura il commercio agricolo e il mercato fondiario. Ma anche in queste regioni gli agricoltori finiscono per subire ogni tipo di angheria che in molti casi -come rileva la stessa Direzione nazionale antimafia- generano omertà.
Per questo motivo la Cia rivolge un vivo ringraziamento al procuratore nazionale Vigna per la sua tempestiva decisione sperando che il nuovo Servizio dell’Antimafia, insieme alle forze dell’ordine del nostro Paese da sempre impegnate nella lotta al crimine, possano conseguire al più presto risultati positivi contro quella malavita organizzata che sta praticamente affossando le energie e lo spirito imprenditoriale degli agricoltori meridionali.


Riunione dell'Osservatorio per l'imprenditoria femminile

Si è riunito nei giorni scorsi l'Osservatorio nazionale per l’imprenditoria femminile presso il ministero dell’agricoltura (Onilfa) per discutere gli impegni dell'Osservatorio alla ripresa dalla pausa estiva.
Per la Cia erano presenti Paola Ortensi e Carmina Avolio.
Riguardo al dibattito su imprenditrici e riforma della Pac, che ha visto svolgersi a Roma nel mese di Giugno un incontro presso il ministero della Commissione Femminile del Copa, l'Osservatorio ha chiesto un incontro con il Ministro per discutere la sua proposta. Si è poi discusso della possibilità di organizzare un workshop, come proposto dalla Commissione Pari Opportunità del Veneto e di far partire il nuovo bando del premio "Dea terra".

 

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DAL TERRITORIO


Passante di Mestre: la Cia chiede maggiore attenzione per le imprese agricole

Si è svolto nei giorni scorsi a Mirano, un partecipato dibattito organizzato dalla Cia sul passante di Mestre. L'incontro è stato dedicato alle osservazioni presentate dalla Confederazione allo studio di impatto ambientale del Passante, quella maxi arteria stradale che dovrebbe di fatto scaricare una parte di traffico dalla tangenziale di Mestre direttamente sul circondario.
Gli agricoltori hanno espresso il loro disaccordo al progetto del passante che non tiene nella minima considerazione le esigenze e i problemi delle aziende agricole. I campi per periti e progettisti sono semplicemente “zona bianca” dove far passare senza alcun criterio apparente viadotti e svincoli.
“L’area interessata dal passante” spiega, grafici alla mano, Pasquale Compagnin, vice presidente della Cia di Venezia “ è una delle zone a più densa concentrazione di imprese agricole del Veneto in questo modo la nuova bretella danneggerà moltissime imprese agricole. Ettari di terreno sacrificati all’asfalto e aziende tagliate letteralmente in due. Per non parlare della perdita di valore sia del terreno che dell’impresa stessa".
“Un’azienda non spostabile, quella agricola, in particolare in queste aree dove le coltivazioni possono vantare un riconoscimento Igp" spiega Andrea Ceccato, esperto in espropri. Allora ecco venire introdotto un nuovo termine accanto alla parola esproprio: la compensazione. Un concetto relativamente nuovo in questa complessa ed ostica materia, che va a considerare nell’indennizzo da versare all’espropriato anche i cosiddetti danni indiretti: una coltivazione biologica a causa degli inquinanti prodotti dalla nuova strada, difficilmente potrà ancora essere considerata tale. Se nell’area prossima al passante ci dovesse essere un’impresa agrituristica, anche questa verrebbe irrimediabilmente danneggiata.
“Le fabbriche deviano le strade, le aziende agricole no!” dice Alessandro Ghiro, presidente della Cia del Veneto "e questo deve cambiare".
Il presidente della Cia di Venezia Mario Quaresimin, concludendo, ha ribadito la posizione aperta della Cia, favorevole alla discussione ma altrettanto ferma sui punti irrinunciabili, emersi dalle relazioni fatte nel corso della serata, vale a dire: una puntuale rilevazione sulle entità agricole interessate dall’ipotesi di tracciato preliminare; la scelta del tracciato meno impattante sulle aziende agricole e la definizione di possibili alternative (per esempio maggiori tratti interrati, ecc..); l’attuazione di un accordo sulle metodologie di esproprio e sul riconoscimento dei danni diretti ed indiretti e sulle mitigazioni possibili;
la necessaria sottoscrizione degli impegni e delle risorse disponibili a garanzie della difesa delle aziende agricole. Quaresimin ha inoltre sottolineato che queste condizioni sono irrinunciabili, vista la delicatezza dell’area interessata e del ruolo economico-sociale e ambientale che l’agricoltura svolge a beneficio di tutta la collettività.

La Cia entra in Giunta della Camera di Commercio di Modena


Maurizio Giovanardi, direttore della Cia modenese, è stato eletto nei giorni scorsi nella Giunta camerale di Modena in rappresentanza del settore agricolo.
Dopo la elezione del presidente della Camera di Commercio, Alberto Mantovani, è stato designato inoltre il vice presidente Maurizio Torreggiani della Cna e gli organi camerali sono stati così rinnovati per i prossimi cinque anni.
Entrano inoltre a far parte della giunta camerale Francesco Casolari (industria), Pietro Odorici (artigianato), Pietro Blondi (commercio), Stefano Stagi (cooperazione), Giancarlo Mattei (credito), Massimo Poggi (servizi), Luigi Verrini (servizi).
La Camera di commercio di Modena ha avviato da tempo iniziative di valorizzazione in Italia ed allestero dei prodotti tipici agricoli e quelli discendenti dalla fiorente e diffusa industria agroalimentare -ha commentato Giovanardi- ed è attivamente impegnata nel sostegno alla richiesta di nuovi marchi Dop e Igp per prodotti tipici di tradizione e qualità riconosciuta.

 

Agia di Pisa: i giovani tra tradizione e innovazione


L’Agia e la Cia di Pisa, hanno organizzato una iniziativa di due giorni sulle colline della Val di Cecina. Il 25 luglio, presso Azienda agrituristica il “Catrino” a Montecatini Val di Cecina, si è tenuto un convegno dal titolo “il progetto qualit@giovane: i giovani incontrano i consumatori” sul tema della presentazione e valorizzazione dei prodotti agricoli. Sono intervenuti al convegno, presieduto dal presidente dell’Agia di Pisa Fabio Panchetti, Matteo Ansanelli segretario generale dell’Agia, Edoardo Villani presidente della Cia di Pisa, Alessandra Alberti presidente del Cipa.at s.r. Toscana e Roberto Scalacci presidente dell’Agia Toscana. Il giorno seguente, presso il Podere "il Santo" a Pomarance, traendo spunto dalla ricorrenza della festa di Sant’Anna o “del Riposo della Fatica”, che per tradizione rappresentava il termine del periodo della trebbiatura dei cereali, è stata fatta una ricostruzione della battitura del grano a fermo, proprio come si faceva un tempo, con la costruzione del pagliaio alla usanza toscana. La rappresentazione alla vecchia maniera, e la successiva dimostrazione della mietitrebbiatura effettuata con metodi moderni, hanno coinvolto un folto gruppo di agricoltori giovani, meno giovani e massaie, rigorosamente in vestimenti dell’epoca, che si sono alternati nelle diverse fasi del lavoro.
Con queste iniziative, realizzate nell’ambito del Progetto Qualit@giovane, i giovani della Cia si sono proposti l’obiettivo di ripresentare all’attenzione del pubblico il sito web www.qualit@giovane.it e di informare i consumatori sul significato delle diverse denominazioni della qualità delle produzioni agricole (denominazioni di origine, prodotti tradizionali, produzioni con metodo integrato o biologico, marchi ecc.), il tutto stimolando la riscoperta e la conservazione delle radici della vita contadina.
All’apertura della festa il segretario generale dell’Agia, Matteo Ansanelli, ha sottolineato il valore evocativo di tali manifestazioni che facilitano sia l’avvicinamento dei consumatori che quello delle nuove generazioni ai valori dell’agricoltura, agli antichi sapori della campagna e rappresentano, nel contempo, un momento culturale e una qualificata attività di marketing per i prodotti agricoli.
Gli incontri si sono conclusi con degustazioni di prodotti tipici e di vini locali degli agricoltori della Agia-Cia di Pisa.“Ma l’attività dei giovani intorno alla riscoperta delle antiche tradizioni della campagna toscana non si ferma qui”, ha dichiarato Cecilia Giannoni segretario provinciale dell’Agia di Pisa .“Dopo avere recuperato vecchi attrezzi e macchine d’epoca per realizzare questa giornata, stiamo raccogliendo, insieme agli agricoltori anziani, materiale fotografico per una pubblicazione che racconterà la tecnica della costruzione del pagliaio e le feste in campagna che si tenevano nel secolo scorso, in Toscana, alla fine della trebbiatura”.
Per Roberto Scalacci, presidente dell’Agia Toscana, questa manifestazione ha messo in evidenza l’attivismo della “giovane” associazione pisana che, sviluppando con originalità la rappresentanza degli interessi dei giovani agricoltori, si è dimostrata capace di andare oltre, ricercando le proprie radici e attivando con entusiasmo una forte collaborazione con “i meno giovani” all’insegna dell’amicizia e della solidarietà tra generazioni.

 

Francavilla a Mare: grande successo dell'iniziativa Cia sui prodotti tipici

Migliaia di visitatori hanno potuto conoscere ed apprezzare, nelle serate del 26 e 27 luglio, "I tesori della nostra terra", la mostra-mercato dei prodotti tipici e di qualità organizzato dalla Cia dell'Abruzzo, che si è svolta a Francavilla a Mare.
Il rapporto diretto tra produttore e consumatore e la descrizione delle fasi di produzione e trasformazione dei prodotti insieme ai mini corsi di degustazione guidata hanno determinato, ad avviso degli organizzatori, il grande successo dell'iniziativa. Un'occasione che alla descrizione delle qualità e delle caratteristiche organolettiche dei prodotti ha abbinato la conoscenza della loro storia e tradizione e lo stretto collegamento con il territorio di provenienza, elementi che ne caratterizzano la tipicità.
Il grande sforzo organizzativo è stato premiato dal successo dell'iniziativa che ha registrato il consenso unanime e l'approvazione dei partecipanti e la soddisfazione dei produttori presenti che, con entusiasmo e professionalità, sono stati i vari protagonisti delle serate.
Analoga soddisfazione viene espressa dalla Cia per l'ampia partecipazione al convegno di Sabato 26 "Uva si nasce, vino si diventa" con il quale, attraverso il confronto tra qualificati rappresentanti del mondo vitivinicolo abruzzese ed extraregionale, la Cia ha offerto il proprio contributo per l'ulteriore miglioramento qualitativo del nostro vino ed il conseguente rafforzamento della sua immagine a livello nazionale ed internazionale.

 

Migliaia di trevigiani partecipano alle serate del Palio

Grande partecipazione di pubblico al Palio dei Comuni, una manifestazione organizzata dalla Cia e da Nord Est Ippodromi che anima l’estate trevigiana.
Domenica 27 luglio, quarta serata della manifestazione, un folto pubblico ha assistito fino a tardi agli spettacoli dei comuni di Altivole, Castello di Godego, Fonte, Loria, Maser, Resana, Riese Pio X, S. Zenone degli Ezzelini, confortato dalla degustazione dei prodotti tipici trevigiani offerti dagli sponsor, in collaborazione con la Cia di Treviso e l’associazione agrituristica Turismo Verde.
Il comune di Resana ha trionfato su tutti, conquistandosi il diritto di partecipare alla finale del 6 settembre.
Protagonisti della degustazione della serata sono stati la delicata "Casatella" offerta dal Consorzio di tutela della Casatella trevigiana e i formaggi di malga, cui Aprolav ha voluto dedicare la serata, accompagnati dai vini della Cantina sociale di Oderzo e della Scuola enologica di Conegliano e ancora la freschezza della frutta della Spa Mercati.


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Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

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