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ATTUALITA'
Lagricoltura del Sud terrorizzata
dalla criminalità organizzata. Furti, estorsioni, minacce,
devastazioni di campi, imposizione dei prezzi dei prodotti, controllo
del mercato fondiario e della manodopera.
La denuncia in un dossier della Confederazione italiana
agricoltori e della Fondazione Cesar. Campania, Puglia, Calabria e
Sicilia le regioni colpite dal preoccupante fenomeno malavitoso. Il
responsabile della Direzione nazionale antimafia Vigna istituisce
un servizio contro la criminalità organizzata nel settore agricolo.
Lagricoltura del Sud terrorizzata della criminalità organizzata.
Migliaia di produttori agricoli sono nelle mani della mafia, della
camorra. E sono soggetti a pressioni, minacce e a ogni forma di sopruso.
Lallarme della Cia è stato subito raccolto dal procuratore
nazionale antimafia Pierluigi Vigna il quale ha immediatamente istituito
nellambito della Direzione nazionale antimafia, un nuovo Servizio
che avrà il compito di combattere la criminalità organizzata
nel settore agricolo.
In un dossier elaborato dalla Cia insieme con la Fondazione Cesar,
si rileva che la criminalità organizzata ricorre alle più
svariate forme di azioni malavitose per estorcere denaro e beni agli
agricoltori del Mezzogiorno. E così le imprese agricole sono
soffocate da estorsioni, ricatti, furti e da una nuova forma di latifondo
che vede i piccoli produttori espropriati dei propri possedimenti
e costretti a fare da prestanome a boss e criminali.
La criminalità, secondo il dossier Cia e come risulta anche
da unanalisi compiuta dalla Dia (Direzione investigativa antimafia),
impone i prezzi per i prodotti agricoli, pesature dei prodotti inferiori
a quelle reali, fa estorsioni attuate mediante previo furto di mezzi
destinati alla coltivazione, esercita il controllo del mercato fondiario,
compie furti di animali (in particolare, in Campania, di bufale) e
di grano, con devastazione dei campi coltivati, commerci illegali
di tabacco e intromissioni nellacquisto dei prodotti.
I reati riguardano soprattutto la Campania, ma le stesse cose accadono
anche in Puglia, Calabria e Sicilia. Tuttavia, la situazione più
grave appare essere quella di Caserta, definita una sorta di piazza
affari del crimine organizzato ai danni dellagricoltura.
Qui gli agricoltori -si sostiene nel dossier- sono vittime di incendi,
furti, vandalismi e minacce. Sono costretti a pagare riscatti per
riavere i propri beni. Nel Casertano viene, inoltre, segnalata la
presenza di criminalità straniera (nigeriani, marocchini e
albanesi) che controlla la manodopera in nero in agricoltura, specie
per la raccolta del pomodoro.
Anche nel Napoletano e nel Salernitano i produttori sono soggetti
a furti e intimidazioni e la criminalità finisce per avere
il controllo dellintero mercato fondiario. Mentre i coltivatori
di Avellino e Benevento resistono meglio alle intimidazioni criminali,
forse perché non colpiti dalle grandi organizzazioni malavitose,
ma da singoli boss locali.
In Puglia è interessato tutto il territorio regionale, con
zone dove la criminalità si manifesta in modo particolarmente
odioso, colpendo non solo i beni degli agricoltori, ma la loro stessa
incolumità. Infatti, sono numerose le aggressioni in campagna
subite dagli imprenditori e dai lavoratori agricoli.
I furti di mezzi agricoli (16 per cento), l'abigeato (12 per cento),
i furti di prodotti agricoli (11 per cento), il racket (9 per cento),
sono i principali reati che colpiscono l'attività agricola
in Puglia.
Stesso discorso per la Calabria e la Sicilia, dove la ndrangheta
e la mafia controllano in larghissima misura il commercio agricolo
e il mercato fondiario. Ma anche in queste regioni gli agricoltori
finiscono per subire ogni tipo di angheria che in molti casi -come
rileva la stessa Direzione nazionale antimafia- generano omertà.
Per questo motivo la Cia rivolge un vivo ringraziamento al procuratore
nazionale Vigna per la sua tempestiva decisione sperando che il nuovo
Servizio dellAntimafia, insieme alle forze dellordine
del nostro Paese da sempre impegnate nella lotta al crimine, possano
conseguire al più presto risultati positivi contro quella malavita
organizzata che sta praticamente affossando le energie e lo spirito
imprenditoriale degli agricoltori meridionali.
Riunione dell'Osservatorio per l'imprenditoria
femminile
Si è riunito nei giorni scorsi l'Osservatorio
nazionale per limprenditoria femminile presso il ministero dellagricoltura
(Onilfa) per discutere gli impegni dell'Osservatorio alla ripresa
dalla pausa estiva.
Per la Cia erano presenti Paola Ortensi e Carmina Avolio.
Riguardo al dibattito su imprenditrici e riforma della Pac, che ha
visto svolgersi a Roma nel mese di Giugno un incontro presso il ministero
della Commissione Femminile del Copa, l'Osservatorio ha chiesto un
incontro con il Ministro per discutere la sua proposta. Si è
poi discusso della possibilità di organizzare un workshop,
come proposto dalla Commissione Pari Opportunità del Veneto
e di far partire il nuovo bando del premio "Dea terra".
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DAL
TERRITORIO
Passante di Mestre:
la Cia chiede maggiore attenzione per le imprese agricole
Si è svolto nei giorni scorsi a Mirano,
un partecipato dibattito organizzato dalla Cia sul passante di Mestre.
L'incontro è stato dedicato alle osservazioni presentate dalla
Confederazione allo studio di impatto ambientale del Passante, quella
maxi arteria stradale che dovrebbe di fatto scaricare una parte di
traffico dalla tangenziale di Mestre direttamente sul circondario.
Gli agricoltori hanno espresso il loro disaccordo al progetto del
passante che non tiene nella minima considerazione le esigenze e i
problemi delle aziende agricole. I campi per periti e progettisti
sono semplicemente zona bianca dove far passare senza
alcun criterio apparente viadotti e svincoli.
Larea interessata dal passante spiega, grafici alla
mano, Pasquale Compagnin, vice presidente della Cia di Venezia
è una delle zone a più densa concentrazione di imprese
agricole del Veneto in questo modo la nuova bretella danneggerà
moltissime imprese agricole. Ettari di terreno sacrificati allasfalto
e aziende tagliate letteralmente in due. Per non parlare della perdita
di valore sia del terreno che dellimpresa stessa".
Unazienda non spostabile, quella agricola, in particolare
in queste aree dove le coltivazioni possono vantare un riconoscimento
Igp" spiega Andrea Ceccato, esperto in espropri. Allora ecco
venire introdotto un nuovo termine accanto alla parola esproprio:
la compensazione. Un concetto relativamente nuovo in questa complessa
ed ostica materia, che va a considerare nellindennizzo da versare
allespropriato anche i cosiddetti danni indiretti: una coltivazione
biologica a causa degli inquinanti prodotti dalla nuova strada, difficilmente
potrà ancora essere considerata tale. Se nellarea prossima
al passante ci dovesse essere unimpresa agrituristica, anche
questa verrebbe irrimediabilmente danneggiata.
Le fabbriche deviano le strade, le aziende agricole no!
dice Alessandro Ghiro, presidente della Cia del Veneto "e questo
deve cambiare".
Il presidente della Cia di Venezia Mario Quaresimin, concludendo,
ha ribadito la posizione aperta della Cia, favorevole alla discussione
ma altrettanto ferma sui punti irrinunciabili, emersi dalle relazioni
fatte nel corso della serata, vale a dire: una puntuale rilevazione
sulle entità agricole interessate dallipotesi di tracciato
preliminare; la scelta del tracciato meno impattante sulle aziende
agricole e la definizione di possibili alternative (per esempio maggiori
tratti interrati, ecc..); lattuazione di un accordo sulle metodologie
di esproprio e sul riconoscimento dei danni diretti ed indiretti e
sulle mitigazioni possibili;
la necessaria sottoscrizione degli impegni e delle risorse disponibili
a garanzie della difesa delle aziende agricole. Quaresimin ha inoltre
sottolineato che queste condizioni sono irrinunciabili, vista la delicatezza
dellarea interessata e del ruolo economico-sociale e ambientale
che lagricoltura svolge a beneficio di tutta la collettività.
La Cia entra in Giunta
della Camera di Commercio di Modena
Maurizio Giovanardi, direttore della Cia modenese, è stato
eletto nei giorni scorsi nella Giunta camerale di Modena in rappresentanza
del settore agricolo.
Dopo la elezione del presidente della Camera di Commercio, Alberto
Mantovani, è stato designato inoltre il vice presidente Maurizio
Torreggiani della Cna e gli organi camerali sono stati così
rinnovati per i prossimi cinque anni.
Entrano inoltre a far parte della giunta camerale Francesco Casolari
(industria), Pietro Odorici (artigianato), Pietro Blondi (commercio),
Stefano Stagi (cooperazione), Giancarlo Mattei (credito), Massimo
Poggi (servizi), Luigi Verrini (servizi).
La Camera di commercio di Modena ha avviato da tempo iniziative di
valorizzazione in Italia ed allestero dei prodotti tipici agricoli
e quelli discendenti dalla fiorente e diffusa industria agroalimentare
-ha commentato Giovanardi- ed è attivamente impegnata nel sostegno
alla richiesta di nuovi marchi Dop e Igp per prodotti tipici di tradizione
e qualità riconosciuta.
Agia di Pisa: i giovani tra tradizione e innovazione
LAgia e la Cia di Pisa, hanno organizzato una iniziativa di
due giorni sulle colline della Val di Cecina. Il 25 luglio, presso
Azienda agrituristica il Catrino a Montecatini Val di
Cecina, si è tenuto un convegno dal titolo il progetto
qualit@giovane: i giovani incontrano i consumatori sul tema
della presentazione e valorizzazione dei prodotti agricoli. Sono intervenuti
al convegno, presieduto dal presidente dellAgia di Pisa Fabio
Panchetti, Matteo Ansanelli segretario generale dellAgia, Edoardo
Villani presidente della Cia di Pisa, Alessandra Alberti presidente
del Cipa.at s.r. Toscana e Roberto Scalacci presidente dellAgia
Toscana. Il giorno seguente, presso il Podere "il Santo"
a Pomarance, traendo spunto dalla ricorrenza della festa di SantAnna
o del Riposo della Fatica, che per tradizione rappresentava
il termine del periodo della trebbiatura dei cereali, è stata
fatta una ricostruzione della battitura del grano a fermo, proprio
come si faceva un tempo, con la costruzione del pagliaio alla usanza
toscana. La rappresentazione alla vecchia maniera, e la successiva
dimostrazione della mietitrebbiatura effettuata con metodi moderni,
hanno coinvolto un folto gruppo di agricoltori giovani, meno giovani
e massaie, rigorosamente in vestimenti dellepoca, che si sono
alternati nelle diverse fasi del lavoro.
Con queste iniziative, realizzate nellambito del Progetto Qualit@giovane,
i giovani della Cia si sono proposti lobiettivo di ripresentare
allattenzione del pubblico il sito web www.qualit@giovane.it
e di informare i consumatori sul significato delle diverse denominazioni
della qualità delle produzioni agricole (denominazioni di origine,
prodotti tradizionali, produzioni con metodo integrato o biologico,
marchi ecc.), il tutto stimolando la riscoperta e la conservazione
delle radici della vita contadina.
Allapertura della festa il segretario generale dellAgia,
Matteo Ansanelli, ha sottolineato il valore evocativo di tali manifestazioni
che facilitano sia lavvicinamento dei consumatori che quello
delle nuove generazioni ai valori dellagricoltura, agli antichi
sapori della campagna e rappresentano, nel contempo, un momento culturale
e una qualificata attività di marketing per i prodotti agricoli.
Gli incontri si sono conclusi con degustazioni di prodotti tipici
e di vini locali degli agricoltori della Agia-Cia di Pisa.Ma
lattività dei giovani intorno alla riscoperta delle antiche
tradizioni della campagna toscana non si ferma qui, ha dichiarato
Cecilia Giannoni segretario provinciale dellAgia di Pisa .Dopo
avere recuperato vecchi attrezzi e macchine depoca per realizzare
questa giornata, stiamo raccogliendo, insieme agli agricoltori anziani,
materiale fotografico per una pubblicazione che racconterà
la tecnica della costruzione del pagliaio e le feste in campagna che
si tenevano nel secolo scorso, in Toscana, alla fine della trebbiatura.
Per Roberto Scalacci, presidente dellAgia Toscana, questa manifestazione
ha messo in evidenza lattivismo della giovane associazione
pisana che, sviluppando con originalità la rappresentanza degli
interessi dei giovani agricoltori, si è dimostrata capace di
andare oltre, ricercando le proprie radici e attivando con entusiasmo
una forte collaborazione con i meno giovani allinsegna
dellamicizia e della solidarietà tra generazioni.
Francavilla a Mare: grande successo dell'iniziativa
Cia sui prodotti tipici
Migliaia di visitatori hanno potuto conoscere
ed apprezzare, nelle serate del 26 e 27 luglio, "I tesori della
nostra terra", la mostra-mercato dei prodotti tipici e di qualità
organizzato dalla Cia dell'Abruzzo, che si è svolta a Francavilla
a Mare.
Il rapporto diretto tra produttore e consumatore e la descrizione
delle fasi di produzione e trasformazione dei prodotti insieme ai
mini corsi di degustazione guidata hanno determinato, ad avviso degli
organizzatori, il grande successo dell'iniziativa. Un'occasione che
alla descrizione delle qualità e delle caratteristiche organolettiche
dei prodotti ha abbinato la conoscenza della loro storia e tradizione
e lo stretto collegamento con il territorio di provenienza, elementi
che ne caratterizzano la tipicità.
Il grande sforzo organizzativo è stato premiato dal successo
dell'iniziativa che ha registrato il consenso unanime e l'approvazione
dei partecipanti e la soddisfazione dei produttori presenti che, con
entusiasmo e professionalità, sono stati i vari protagonisti
delle serate.
Analoga soddisfazione viene espressa dalla Cia per l'ampia partecipazione
al convegno di Sabato 26 "Uva si nasce, vino si diventa"
con il quale, attraverso il confronto tra qualificati rappresentanti
del mondo vitivinicolo abruzzese ed extraregionale, la Cia ha offerto
il proprio contributo per l'ulteriore miglioramento qualitativo del
nostro vino ed il conseguente rafforzamento della sua immagine a livello
nazionale ed internazionale.
Migliaia di trevigiani partecipano alle
serate del Palio
Grande partecipazione di pubblico al Palio
dei Comuni, una manifestazione organizzata dalla Cia e da Nord Est
Ippodromi che anima lestate trevigiana.
Domenica 27 luglio, quarta serata della manifestazione, un folto pubblico
ha assistito fino a tardi agli spettacoli dei comuni di Altivole,
Castello di Godego, Fonte, Loria, Maser, Resana, Riese Pio X, S. Zenone
degli Ezzelini, confortato dalla degustazione dei prodotti tipici
trevigiani offerti dagli sponsor, in collaborazione con la Cia di
Treviso e lassociazione agrituristica Turismo Verde.
Il comune di Resana ha trionfato su tutti, conquistandosi il diritto
di partecipare alla finale del 6 settembre.
Protagonisti della degustazione della serata sono stati la delicata
"Casatella" offerta dal Consorzio di tutela della Casatella
trevigiana e i formaggi di malga, cui Aprolav ha voluto dedicare la
serata, accompagnati dai vini della Cantina sociale di Oderzo e della
Scuola enologica di Conegliano e ancora la freschezza della frutta
della Spa Mercati.
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