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ATTUALITA'
Coesistenza Ogm: problema
nevralgico e tuttora irrisolto
Garantire la coesistenza è il vero punto
nevralgico dellintroduzione di Ogm nelle colture e nella catena
alimentare. E quanto afferma la Confederazione italiana agricoltori
sottolineando come le stesse linee guida dellUnione europea
non aiutino concretamente a risolvere il delicato problema, in quanto
rappresentano delle semplici raccomandazioni, molto lontane da un
concreto impianto normativo.
La stessa Commissione Ue -rileva la Cia- si appella alla sussidiarietà
degli Stati membri, dato che le condizioni del lavoro agricolo, il
tipo di imprese e di colture, i sistemi di produzione sono enormemente
diversi tra i Quindici. Di conseguenza, queste linee guida sono dei
principi generali che non entrano nel merito delle misure, del tipo
di controllo, delle modalità di coordinamento nelle varie aree
e degli accordi o contratti tra gli agricoltori per assicurare la
minor contaminazione possibile.
La Cia sottolinea che ancora si è molto lontani da soluzioni
efficaci che ognuno dovrà ricercare per il proprio contesto
nazionale. Purtroppo, anche gli studi scientifici in questo campo
non danno ancora certezze sullentità delle soglie di
contaminazione né sulla proporzione ottimale tra aree Ogm e
convenzionali.
Le stesse buone pratiche agricole, considerate indispensabili dalla
Commissione Ue, porteranno probabilmente -sostiene la Cia- ad onerosi
contratti di buon vicinato ed a numerose e ripetute certificazioni
che si tradurranno in evidenti oneri per gli agricoltori. Su questo
problema e sulla eventuale responsabilità civile nel caso di
contaminazione superiore alle soglie prefissate, il dibattito, è
soltanto agli inizi e non si concluderà -rileva la Cia- demandando
ad ogni singolo Stato una propria risoluzione.
Bilancio di cento giorni di siccità:
un disastro per lagricoltura e per le tasche degli italiani
Danni per 5,6 miliardi di euro e al Paese
il gran caldo è costato quasi 6 miliardi di euro in più.
Oltre un milione di ettari non ha garantito produzioni: frutta (meno
40 per cento), cereali (meno 30 per cento), riso (meno 25 per cento),
ortaggi (meno 35 per cento), mais (meno 30 per cento), latte (meno
20 per cento), olive (meno 40 per cento), uva (meno 10-15 per cento).
Gravi conseguenze per 200 mila aziende agricole. I redditi degli agricoltori
sono calati del 10 per cento. Stato di calamità in tutte le
regioni colpite. E ora incombe lincubo delle grandinate e delle
alluvioni. I prodotti ortofrutticoli hanno subito in media rincari
tra il 15 e il 20 per cento.
Cento giorni di siccità, cento giorni di disastro per lagricoltura
e per le tasche degli italiani. Il settore ha subìto danni
per 5,6 miliardi di euro, mentre il Paese ha dovuto sopportare un
costo aggiuntivo di oltre 6 miliardi di euro. E quanto sottolinea
la Confederazione italiana agricoltori che ha tracciato un primo bilancio
sulle conseguenze prodotte dal gran caldo e dalla persistente carenza
idrica. Bilancio che ha visto 200 mila aziende agricole perdere raccolti
e compromesse molte coltivazioni autunnali. In pratica, più
di un milione di ettari non ha garantito produzioni.
Secondo i calcoli effettuati dalla Cia, si è prodotto un 40
per cento in meno di frutta (in testa pesche, albicocche, pere, mele),
un 30 per cento i meno di cereali (soprattutto grano), un 35 per cento
in meno di ortaggi (lattuga, pomodori, zucchine, melanzane, radicchio),
un 30 per cento in meno di mais, un 25 per cento in meno per il riso,
un 20 per cento in meno di latte (in special modo nella Pianura Padana)
e questo avrà riflessi negativi su tutto il settore lattiero-caseario.
Gravi perdite si preannunciato anche per luva (10-15 per cento)
e il comparto olivicolo (40 per cento). Il che significa che avremo
una vendemmia sicuramente anticipata e ai livelli più bassi
degli ultimi trentanni. Unica consolazione: ottima qualità
dei vini. Discorso più complesso per le olive. Il crollo produttivo,
oltre a comportare unannata nettamente inferiore alle previsioni
per lolio di oliva, si ripercuoterà sui prezzi degli
extravergini che potranno arrivare a costare più di 5,5 euro
a litro. Ovviamente, anche in questo caso, la qualità è
assicurata. Per questo motivo bisognerà diffidare di prodotti
che vengono venduti a prezzi stracciati, in quanto possono essere
scadenti o confezionati con olive di indubbia provenienza.
Insomma, per la nostra agricoltura -ricorda la Cia- si prospetta,
in termini di danni produttivi causati dalle intemperie, uno degli
anni peggiori dal Dopoguerra. E stato, infatti, un susseguirsi
di eventi calamitosi che dallinizio del 2003 hanno avuti riflessi
fortemente negativi sulle coltivazioni. Prima le gelate, che hanno
assestato un colpo tremendo soprattutto alla frutticoltura e allorticoltura,
e dopo la siccità che gli esperti hanno definito la più
grave dellultimo secolo, si sono abbattute sullagricoltura
in maniera devastante. Tutte le regioni colpite hanno chiesto lo stato
di calamità.
E ora sui campi incombe lincubo delle grandinate, che già
si sono registrate in molte zone del Nord e hanno causato i primi
danni alle colture (in particolare vigneti e frutteti) risparmiate
dalla carenza idrica, e dalle tanto paventate alluvioni.
Un quadro desolante che -sostiene la Cia- richiede immediati interventi
da parte del Governo. La prossima manovra economica dovrà necessariamente
contenere quelle misure indispensabili per fronteggiare le gravi difficoltà
che hanno colpito migliaia di imprenditori agricoli che , proprio
negli ultimi cento giorni, hanno visto ridurre i loro redditi del
10 per cento.
Non basta. La siccità ha avuto, purtroppo, effetti deleteri
anche per le tasche degli italiani che sino trovati a fare i conti
con aumenti al consumo in media tra il 15 e il 20 per cento di frutta
e verdura. Rincari confermati ieri dalle stesse rilevazioni sui prezzi
effettuate nelle grandi città. Sono incrementi -avverte la
Cia- il più delle volte dovuti a manovre speculative e artificiose.
Sta di fatto che nellultimo mese gli stessi consumi di ortofrutta
sono scesi del 13 per cento. E in alcuni casi gli stessi produttori,
per sfuggire ad una logica speculativa in sede di contrattazioni,
hanno distrutto le produzioni nei loro campi.
Ma gli aumenti maggiori sul fronte dei prezzi dei prodotti alimentari
(pane, pasta, frutta, latte, ortaggi, zucchero) -conclude la Cia-
potrebbero verificarsi alla ripresa dopo la pausa estiva. Si preannuncia
così un autunno caldo. Sono possibili incrementi
che, secondo le prime proiezioni della Cia, potranno variare da un
minimo del 5 per cento ad un massimo del 25 per cento.
Interprofessione ortofrutta: incontro con il
sottosegretario Dozzo
Il vicepresidente della Cia, Mino Rizzioli, e
Giuliana Roncolini, in qualità di vicepresidente dellOrganismo
interprofessionale ortofrutticolo, hanno incontrato ieri il sottosegretario
Dozzo per discutere sulla futura attività dellInterprofessione,
dopo lauspicato riconoscimento.
E stata sottolineata limportanza di stabilire le regole
che dovranno disciplinare i diversi comparti del settore ortofrutticolo
per la valorizzazione dei prodotti in base alle nuove esigenze dei mercati.
Altro filone fondamentale su cui la struttura dovrà impegnarsi
riguarda la promozione generale del settore, elemento strategico per
un riequilibrio dei consumi, che sono fortemente diminuiti nellultimo
anno. Anche sullanalisi dei prezzi, sia allorigine che al
consumo, lOrganismo potrà collaborare con lOsservatorio
istituito presso lIsmea e, infine, potrà essere incentivato
lavvio di progetti-pilota sulla tracciabilità con lobiettivo
di promuovere processi di certificazione nelle realtà in cui
le imprese agricole e gli operatori commerciali riterranno opportuno
investire.
Il Sottosegretario ha assicurato linteresse e la collaborazione
concreta del ministero a supportare, se necessario, lattività
di promozione dellOrganismo e gli Accordi interprofessionali che
verranno stipulati sia per il fresco che per il trasformato.
Riunione sulle tematiche relative ai rapporti
con le Camere di Commercio
Per favorire il dialogo, la collaborazione ed una crescita del valore
della rappresentanza agricola in seno alle Camere di Commercio, il 23
luglio scorso presso la sede della Cia si è svolta una riunione
dalle quale sono scaturite le seguenti indicazioni:
- avvio di una fase di confronto a livello nazionale con lUnioncamere,
- sviluppo delle proposte della Confederazione nel contesto territoriale,
- creazione di un sistema a rete per favorire gli scambi di conoscenze
ed esperienze nei rapporti con il sistema camerale,
- sviluppo di una rete di relazioni che favoriscano la presenza della
Confederazione nellambito della rappresentanza camerale,
Alla riunione hanno partecipato rappresentanti della organizzazione
territoriali impegnati nel sistema camerale ed alcuni rappresentanti
della Cia nazionale. Dopo un ampio dibattito al fine di favorire lo
sviluppo dellazione confederale, si è deciso la creazione
di un gruppo di lavoro cosi composto:
- Alessandro Salvatori - Cia Lazio
- Carmine Masoni - Cia Nazionale
- Claudio DAscanio - Cia Veneto
- Domenico Mastrogiovanni - Cia Nazionale
- Giuseppe Cornacchia - Cia Nazionale
- Massimo Bagnoli - Cia Imprese
- Nicola Manfredelli - Cia Basilicata
- Rosanna Contri - Cia Nazionale
Il gruppo si riunirà nei primi di giorni di settembre, coordinato
dal vicepresidente Mino Rizzioli.
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DAL
TERRITORIO
Riunione di lavoro
in Puglia sul settore ortofrutta
Si è svolta a Bari il 22 luglio, presso
la sede regionale della Cia, una riunione di lavoro che ha affrontato
le questioni inerenti il comparto ortofrutticolo. Alla riunione hanno
partecipato il vicepresidente nazionale della Cia Mino Rizzioli e
Giuliana Roncolini responsabile nazionale per il settore ortofrutta.
Il vicepresidente regionale vicario della Cia, Donato Petruzzi, nella
sua relazione introduttiva ha posto in evidenza, come in Puglia, il
settore dell'ortofrutta rappresenta ben il 50 per cento della Plv
agricola della regione; è evidente, quindi, che il settore
va tenuto in grande considerazione e vanno fatti tutti gli sforzi
possibili affinché sia dia impulso anche alla costituzione
di associazioni di prodotto sia per recepire i finanziamenti comunitari
che per organizzare meglio la vendita e la commercializzazione della
produzione ortofrutticola pugliese che è tanta e di qualità.
Giuliana Roncolini ha illustrato quanto deciso dal comitato di gestione
lo scorso 3 luglio in merito ai nuovi regolamenti sulla semplificazione
dellOcm ortofrutta, dove ci sono importanti modifiche alle disposizioni
previste sia per la costituzione che per il funzionamento delle Op
e per la gestione dei programmi operativi. Molto importante
-ha affermato Roncolini- sono le novità in merito alle possibilità
di finanziamento per la promozione della denominazione e dei marchi
delle Op.
Il presidente regionale della Confederazione Antonio Barile nel suo
intervento ha proposto che nelle cinque province pugliesi si svolgano
riunioni analoghi di settore coinvolgendo tutti gli interessati, e
di mettere in calendario nellagenda di lavoro della Cia pugliese
la possibilità di una iniziativa regionale sullortofrutta
da tenersi nellautunno prossimo.
Nel suo intervento conclusivo il vicepresidente nazionale della Cia
Mino Rizzioli ha rilevato come la Puglia è una regione che
ha grandi prospettive nel settore, ma che deve attrezzarsi meglio
per difendere il reddito dei suoi ortofrutticoltori. Molto importante
è lo sviluppo e la costituzione delle Organizzazioni professionali
le quali, però, non devono limitarsi solo a recepire finanziamenti
ma anche a sviluppare le capacità imprenditoriali del socio
e promuovere informazione e formazione. Sviluppare linterprofessione
perché per dialogare tra i soggetti della filiera, programmare,
coordinare, monitorare il mercato e promuovere la tipicità
e qualità. Affrontare inoltre il problema delle infrastrutture
e dei trasporti con forza in quanto in una regione come la Puglia
il trasporto è una grossa componente dei costi che crea oggi
grandi difficoltà per competere con le altre regioni più
vicine nell'ambito dei mercati internazionali ed europei.
Il vicepresidente vicario Politi alla Direzione
della Cia di Venezia
Si è svolta la Direzione provinciale della Cia di Venezia per
fare il punto della situazione nelle campagne e per sottoporre allapprovazione
i bilanci consuntivo e preventivo.
Ai lavori ha partecipato il vicepresidente vicario nazionale, Giuseppe
Politi, il quale nel suo intervento conclusivo, si è soffermato
sullemergenza siccità che anche a Venezia sta provocando
ingenti ed irreparabili danni.
Malgrado accenni di pioggia, soprattutto nelle aree del nord
-ha detto- le campagne restano ancora in una sorta di arsura che ha
già danneggiato le produzioni e compromesso i redditi degli
agricoltori.
Appare, dunque, indilazionabile la necessità -ha proseguito
Politi- di procedere ad immediati interventi per fronteggiare i gravi
problemi che hanno messo praticamente in ginocchio migliaia di imprese
agricole del nord, mentre nel centro-sud si registrano pesanti conseguenze
anche per lendemica carenza idrica. E una situazione che
rasenta la drammaticità e per la quale occorre che, sia il
Dpef che la finanziaria del 2004, ne tengano opportunamente conto.
Sul documento di programmazione economico-finanziario, presentato
nei giorni scorsi dal governo, la valutazione del vicepresidente vicario
non è stata poi affatto tenera. Nel ribadire le impressioni
rilasciate a caldo dopo lincontro, Politi ha così affermato:
E palese la discontinuità del governo rispetto
al patto per lItalia sottoscritto nel luglio del 2002. Ad oggi
sono state ignorate tutte le indicazioni in esso contenute.
Lagricoltura italiana -ha concluso Politi- necessita nellimmediato
di una tempestiva azione di governo che possa arginare lemorragia
patita dal settore a causa delle calamità.
Ad aprire i lavori della Direzione è stato il presidente provinciale
Mario Quaresimin il quale, dopo essersi soffermato a lungo sui bilanci
dellorganizzazione che rilevano una crescita continua
nella erogazione dei servizi e nella presenza capillare sul territorio,
ha voluto porre laccento sullo stato di calamità naturale
per lagricoltura veneta.
Purtroppo -ha detto- questo è il momento più delicato
per le nostre coltivazioni. Anche se dovesse piovere adesso il raccolto
sarebbe comunque già compromesso.
In tutti i settori -ha continuato Queresimin- il calo della
produzione va oltre il trentacinque per cento, in parole povere salta
il ricavo dellagricoltore ed un anno di sacrifici.
Il presidente provinciale della Cia ha concluso illustrando le gravi
perdite che si sono verificate anche nel settore zootecnico: minore
produzione di latte e carne, una forte moria di animali e bassa fertilità
nel settore cunicolo.
A conclusione del dibattito, la Direzione ha approvato i bilanci ed
ha confermato limpegno dellorganizzazione veneta a favore
degli agricoltori in difficoltà.
Antimafia: la Cia della
Puglia esprime gratitudine al procuratore generale Vigna per l'istituzione
del Servizio criminalità organizzata nel settore agricolo
Dichiarazione del presidente regionale Antonio
Barile
La Cia Puglia esprime viva gratitudine
al Procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna per aver istituito
il Servizio criminalità organizzata nel settore agricolo presso
la Dna. Esso rappresenta un atto di estrema importanza che risponde
a un bisogno fortissimo del mondo agricolo: sentire vicine le istituzioni
preposte alla tutela dellordine pubblico, sempre più
impegnate a garantire il sereno svolgimento della propria attività
imprenditoriale.
Come si ricorderà, un anno fa la Cia Puglia ha presentato alla
stampa e consegnato alla Commissione parlamentare Antimafia, ai Prefetti
e ai Questori pugliesi, i risultati della ricerca sulla criminalità
e i reati ai danni delle imprese agricole, realizzata per conto della
Confederazione dalla Fondazione Cesar.
I ricercatori della Fondazione Cesar, in collaborazione con i dirigenti
provinciali e comunali della Cia, girando le province pugliesi e monitorando
un campione di ben 30 realtà locali, hanno tratto indicazioni
importanti per valutare la reale situazione della criminalità
nelle campagne pugliesi. Dai dati della ricerca è emerso che
ci troviamo di fronte a un fenomeno che interessa migliaia di aziende
agricole e influenza, in modo determinante, la vivibilità e
la sicurezza nelle aree rurali. In Puglia è interessato tutto
il territorio regionale, con zone dove la criminalità si manifesta
in modo particolarmente odioso, colpendo non solo i beni degli agricoltori,
ma la loro stessa incolumità, infatti sono numerose le aggressioni
in campagna, subite dagli imprenditori e dai lavoratori agricoli.
I furti di mezzi agricoli (16 per cento), labigeato (12 per
cento), i furti di prodotti agricoli (11 per cento) il racket (9 per
cento), sono i principali reati che colpiscono lattività
agricola in Puglia.
La Cia con questa ricerca ha sottoposto uno spaccato della realtà
pugliese ai responsabili istituzionali dellordine pubblico,
al fine di collaborare con loro per definire una strategia di contrasto
specifica, più mirata a combattere la criminalità nelle
campagne, al presidio del territorio rurale e a ripristinare condizioni
di sicurezza e legalità accettabili.
La Confederazione, pur manifestando la grande soddisfazione per il
risultato conseguito con la decisione della Dna, ritiene necessario
un Piano per la sicurezza e la vivibilità nelle campagne che
preveda:
- listituzione di un servizio pubblico di vigilanza rurale;
- il superamento della attuale sistema dei Consorzi delle Guardie
Campestri;
- il monitoraggio del territorio con le tecnologie oggi disponibili;
- rafforzare il presidio del territorio attraverso lutilizzo
di reparti specializzati di polizia e carabinieri.
Cia di Reggio Emilia:
per gli eventi provocati dalla siccità servono strumenti normativi
eccezionali
Lincontro di oggi è un tassello
importante per cercare di prevenire il ripetersi di situazioni quali
quelle create dalla siccità di questanno. E
la valutazione della Cia di Reggio Emilia sulla riunione in Provincia,
che si è svolta ieri 23 luglio, per affrontare lemergenza
siccità.
Alla riunione ha partecipato il responsabile per lAmbiente,
Antonio Senza che ha rilanciato il problema dei danni alle produzioni
agricole.
Eventi eccezionali come lattuale siccità richiedono
strumenti normativi eccezionali -ha sostenuto- il governo deve perciò
dare risposta alle sollecitazioni rivoltegli per proclamare lo stato
demergenza. Solo questo può consentire di attuare interventi
straordinari, ma anche di sgravare i costi supplementari sostenuti
dalle bonifiche, che ricadranno sulle spalle di imprese e di cittadini
utenti.
Quanto al settore agricolo -ha aggiunto Senza- non si può
pensare che il cosiddetto Fondo di solidarietà sia una risposta
adeguata: dispone infatti di 185 milioni di euro, quando i calcoli
della Cia stimano in 5 miliardi, su scala nazionale, i danni di questanno,
ed in 4 miliardi quelli dello scorso anno al Centro-Sud. Un rapporto
di 1 a 50, che non può rappresentare nessun sollievo per le
perdite produttive; vanno individuati quindi strumenti diversi per
aiutare le imprese a superare il momento critico.
Lesponente Cia ha anche affrontato i temi legati al bilancio
idrico ed alle future opere.
Noi preferiamo parlare adesso di interventi attuabili in tempi
brevi -ha affermato- e che interessino ampie porzioni di territorio.
Quanto alla Diga di Vetto, è giusto riprendere a parlarne.
La Cia è sempre stata favorevole alla realizzazione e ricorda
che il progetto è stato bocciato dai disaccordi politici, pur
avendo superato tutti gli esami tecnici. Nel bilancio idrico si potrà
valutare la sua attualità: la Diga, in sostanza, è un
progetto da riprendere, ma non può essere un argomento agitatorio;
va ripresa quindi se cè la concreta possibilità
di reperire i fondi e se cè laccordo politico per
realizzarla.
La Cia attua intanto un attento monitoraggio della situazione provinciale,
per una stima non approssimativa dei danni arrecati dalla siccità.
La produzione cerealicola, ad esempio, ha fatto segnare un netto calo
in provincia di Reggio. Correggendo valutazioni fatte in corso di
campagna, la Cia di Reggio Emilia stima (a fine raccolta) nel 30 euro
in meno la resa dei cereali a semina autunnale (grano tenero, grano
duro ed orzo).
Il dato, riferito da operatori e tecnici, si è appesantito
(dalla precedente stima del 20-25 euro) con la raccolta nelle aree
collinari e montane, che hanno fatto registrare, pur nellestrema
variabilità dei risultati, una perdita nellordine del
50 euro sulla norma.
Secondo i dati raccolti dalla Confederazione provinciale, questo significa
una mancata produzione nellordine dei 240 mila quintali, che
ai prezzi registrati nelle ultime settimane sui mercati locali, significa
un mancato reddito per gli agricoltori di circa 3 milioni e 300 mila
euro. E questo il primo dato sufficientemente verificato sugli
effetti della siccità nella provincia reggiana, ma purtroppo,
secondo la Cia, le perdite di reddito si riveleranno assai più
consistenti man mano che procedono le raccolte. Risultano invece buoni
mediamente - i parametri qualitativi, sia in termini di contenuto
proteico che di peso ettolitrico.
| Cereale |
ettari (Ha) |
resa x Ha (q) |
mancata produz. (q) |
mancato reddito (euro) |
| Frum. tenero |
10.400 |
40,9 |
188.000 |
2.550.000 |
| duro |
300 |
40,6 |
11.000 |
200.000 |
| Orzo |
3.900 |
37,5 |
41.000 |
520.000 |
| Totali |
14.600 |
/ |
240.000 |
3.270.000 |
Cia Marche: un progetto
di formazione
Spero sia linizio di una nuova e
più ampia collaborazione con Sviluppo Marche per la crescita
del settore agricolo. Così Nevio Lavagnoli, vicepresidente
della Cia Marche, è intervenuto alla presentazione di Agri-Train,
il nuovo progetto di formazione professionale rivolto a docenti/formatori
del settore agricolo, realizzato grazie alla partnership con la Confederazione
marchigiana.
Liniziativa, sviluppata nellambito del Programma dazione
Comunitario in materia di formazione professionale Leonardo
da Vinci II, mira a sviluppare competenze innovative in formatori
agricoli attraverso scambi transnazionali. I beneficiari del progetto
avranno, infatti, la possibilità di realizzare esperienze formativo-professionali
della durata di una settimana (periodo ottobre 2003aprile 2004),
presso organismi pubblici/privati specializzati, quali ad esempio
centri di formazione agricola, Camere di commercio agricole, Università
di scienze agrarie, ministeri dellAgricoltura. Numerosi i Paesi
che hanno aderito alliniziativa, oltre alla Francia, lUngheria,
la Repubblica Slovacca, la Romania e la Lituania.
Promossa e coordinata da Sviluppo Marche S.p.A., Agri-train vanta
un notevole biglietto da visita: ha ottenuto ben 32 borse di mobilità
nellambito della selezione organizzata dallAgenzia nazionale
Leonardo da Vinci presso lIsfol.
Una partnership importante quella che ha patrocinato liniziativa.
Tra i soggetti promotori, oltre alla già citata Cia Marche,
la Regione Marche, le quattro province, i sindacati, oltre a diverse
Università Italiane e straniere. Segno che il settore sviluppo
e formazione è considerato decisivo anche in Agricoltura.
Mi piace sottolineare -ha concluso Lavagnoli- la convenzione
con lUniversità Politecnica delle Marche. Non a caso
il Magnifico Rettore Pacetti, che ha dimostrato come sempre grande
disponibilità, è anche vice Presidente della Svim.
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APPUNTAMENTI
Cia Abruzzo: mostra-mercato
dei prodotti tipici
Dopo il successo dell'edizione 2002, la Cia,
ripropone il tradizionale appuntamento estivo di promozione e valorizzazione
dei prodotti agroalimentari abruzzesi, sabato 26 e domenica 27 luglio
a Francavilla e sabato 2 e domenica 3 agosto sul Lungomare di Giulianova
(Te).
Il Presidente regionale della Cia d'Abruzzo, Domenico Falcone, sottolinea
che la mostra-mercato dei prodotti tipici e di qualità rappresenta
un'occasione d'incontro tra i produttori ed i consumatori ed una grande
opportunità per far conoscere ed apprezzare, agli abruzzesi
ed ai numerosi turisti, il ricco patrimonio enogastronomico regionale.
I prodotti esposti orgogliosamente definiti dalla Cia "I tesori
della nostra terra", hanno una propria storia, tradizione ed
uno stretto collegamento con la cultura ed il territorio di provenienza.
Su questi elementi la Confederazione fonda l'originalità dell'iniziativa
che, oltre alla descrizione del singolo prodotto, offre al consumatore
la possibilità di conoscerne i requisiti organolettici e qualitativi
attraverso mini corsi di degustazione guidata, olio, vino, formaggio,
affidata ad esperti professionisti.
Ad avviso del presidente della Cia d'Abruzzo le quattro serate rappresentano
un'occasione irripetibile per avere la conoscenza completa del prodotto
che, in quanto "tipico", ha caratteristiche uniche non riscontrabili
in prodotti simili di altre regioni e non riproducibili dall'industria
alimentare.
Il visitatore potrà, inoltre, assistere direttamente alla realizzazione
di alcuni prodotti, formaggio, zuppa di farro.
All'interno dell'iniziativa di Francavilla, nella mattinata di sabato
26 luglio, la Cia con il Convegno "Uva si nasce, vino si diventa"
vuole offrire, anche attraverso un confronto di idee e di esperienze,
il proprio contributo per l'ulteriore miglioramento qualitativo del
vino abruzzese in un percorso che, partendo dalla produzione, dovrà
interessare la trasformazione, la promozione e la commercializzazione.
Oltre ad esperti abruzzesi, interverranno, tra gli altri, Stefano
Campatelli, direttore del Consorzio di tutela vini di Montalcino,
Ezio Rivella, presidente dell'Unione italiana vini e Pietro Palumbo,
responsabile dell'Ufficio vitivinicolo della Cia nazionale.
Il Convegno, presieduto dal presidente regionale della Confederazione
Domenico Falcone, sarà aperto da un intervento del presidente
provinciale della Cia di Chieti Mariano Nozzi e concluso da Mino Rizzioli,
vicepresidente nazionale.
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