Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori


Anno 45 - n. 136

 

24 luglio 2003

 

ATTUALITA'

   Coesistenza Ogm: problema nevralgico e tuttora irrisolto

   Bilancio di cento giorni di siccità: un disastro per l’agricoltura e per le tasche degli italiani

   Interprofessione ortofrutta: incontro con il sottosegretario Dozzo

   Riunione sulle tematiche relative ai rapporti con le Camere di Commercio

DAL TERRITORIO

•    Riunione di lavoro in Puglia sul settore ortofrutta

   Il vicepresidente vicario Politi alla Direzione della Cia di Venezia

•   Antimafia: la Cia della Puglia esprime gratitudine al procuratore generale Vigna per l'istituzione del “Servizio criminalità organizzata nel settore agricolo”

•  Cia di Reggio Emilia: per gli eventi provocati dalla siccità servono strumenti normativi eccezionali

•   Cia Marche: un progetto di formazione

APPUNTAMENTI

•   Cia Abruzzo: mostra-mercato dei prodotti tipici


 

ATTUALITA'


Coesistenza Ogm: problema nevralgico e tuttora irrisolto

Garantire la coesistenza è il vero punto nevralgico dell’introduzione di Ogm nelle colture e nella catena alimentare. E’ quanto afferma la Confederazione italiana agricoltori sottolineando come le stesse linee guida dell’Unione europea non aiutino concretamente a risolvere il delicato problema, in quanto rappresentano delle semplici raccomandazioni, molto lontane da un concreto impianto normativo.
La stessa Commissione Ue -rileva la Cia- si appella alla sussidiarietà degli Stati membri, dato che le condizioni del lavoro agricolo, il tipo di imprese e di colture, i sistemi di produzione sono enormemente diversi tra i Quindici. Di conseguenza, queste linee guida sono dei principi generali che non entrano nel merito delle misure, del tipo di controllo, delle modalità di coordinamento nelle varie aree e degli accordi o contratti tra gli agricoltori per assicurare la minor contaminazione possibile.
La Cia sottolinea che ancora si è molto lontani da soluzioni efficaci che ognuno dovrà ricercare per il proprio contesto nazionale. Purtroppo, anche gli studi scientifici in questo campo non danno ancora certezze sull’entità delle soglie di contaminazione né sulla proporzione ottimale tra aree Ogm e convenzionali.
Le stesse buone pratiche agricole, considerate indispensabili dalla Commissione Ue, porteranno probabilmente -sostiene la Cia- ad onerosi contratti di buon vicinato ed a numerose e ripetute certificazioni che si tradurranno in evidenti oneri per gli agricoltori. Su questo problema e sulla eventuale responsabilità civile nel caso di contaminazione superiore alle soglie prefissate, il dibattito, è soltanto agli inizi e non si concluderà -rileva la Cia- demandando ad ogni singolo Stato una propria risoluzione.


Bilancio di cento giorni di siccità: un disastro per l’agricoltura e per le tasche degli italiani

Danni per 5,6 miliardi di euro e al Paese il gran caldo è costato quasi 6 miliardi di euro in più. Oltre un milione di ettari non ha garantito produzioni: frutta (meno 40 per cento), cereali (meno 30 per cento), riso (meno 25 per cento), ortaggi (meno 35 per cento), mais (meno 30 per cento), latte (meno 20 per cento), olive (meno 40 per cento), uva (meno 10-15 per cento). Gravi conseguenze per 200 mila aziende agricole. I redditi degli agricoltori sono calati del 10 per cento. Stato di calamità in tutte le regioni colpite. E ora incombe l’incubo delle grandinate e delle alluvioni. I prodotti ortofrutticoli hanno subito in media rincari tra il 15 e il 20 per cento.

Cento giorni di siccità, cento giorni di disastro per l’agricoltura e per le tasche degli italiani. Il settore ha subìto danni per 5,6 miliardi di euro, mentre il Paese ha dovuto sopportare un costo aggiuntivo di oltre 6 miliardi di euro. E’ quanto sottolinea la Confederazione italiana agricoltori che ha tracciato un primo bilancio sulle conseguenze prodotte dal gran caldo e dalla persistente carenza idrica. Bilancio che ha visto 200 mila aziende agricole perdere raccolti e compromesse molte coltivazioni autunnali. In pratica, più di un milione di ettari non ha garantito produzioni.
Secondo i calcoli effettuati dalla Cia, si è prodotto un 40 per cento in meno di frutta (in testa pesche, albicocche, pere, mele), un 30 per cento i meno di cereali (soprattutto grano), un 35 per cento in meno di ortaggi (lattuga, pomodori, zucchine, melanzane, radicchio), un 30 per cento in meno di mais, un 25 per cento in meno per il riso, un 20 per cento in meno di latte (in special modo nella Pianura Padana) e questo avrà riflessi negativi su tutto il settore lattiero-caseario.
Gravi perdite si preannunciato anche per l’uva (10-15 per cento) e il comparto olivicolo (40 per cento). Il che significa che avremo una vendemmia sicuramente anticipata e ai livelli più bassi degli ultimi trent’anni. Unica consolazione: ottima qualità dei vini. Discorso più complesso per le olive. Il crollo produttivo, oltre a comportare un’annata nettamente inferiore alle previsioni per l’olio di oliva, si ripercuoterà sui prezzi degli extravergini che potranno arrivare a costare più di 5,5 euro a litro. Ovviamente, anche in questo caso, la qualità è assicurata. Per questo motivo bisognerà diffidare di prodotti che vengono venduti a prezzi stracciati, in quanto possono essere scadenti o confezionati con olive di indubbia provenienza.
Insomma, per la nostra agricoltura -ricorda la Cia- si prospetta, in termini di danni produttivi causati dalle intemperie, uno degli anni peggiori dal Dopoguerra. E’ stato, infatti, un susseguirsi di eventi calamitosi che dall’inizio del 2003 hanno avuti riflessi fortemente negativi sulle coltivazioni. Prima le gelate, che hanno assestato un colpo tremendo soprattutto alla frutticoltura e all’orticoltura, e dopo la siccità che gli esperti hanno definito la più grave dell’ultimo secolo, si sono abbattute sull’agricoltura in maniera devastante. Tutte le regioni colpite hanno chiesto lo stato di calamità.
E ora sui campi incombe l’incubo delle grandinate, che già si sono registrate in molte zone del Nord e hanno causato i primi danni alle colture (in particolare vigneti e frutteti) risparmiate dalla carenza idrica, e dalle tanto paventate alluvioni.
Un quadro desolante che -sostiene la Cia- richiede immediati interventi da parte del Governo. La prossima manovra economica dovrà necessariamente contenere quelle misure indispensabili per fronteggiare le gravi difficoltà che hanno colpito migliaia di imprenditori agricoli che , proprio negli ultimi cento giorni, hanno visto ridurre i loro redditi del 10 per cento.
Non basta. La siccità ha avuto, purtroppo, effetti deleteri anche per le tasche degli italiani che sino trovati a fare i conti con aumenti al consumo in media tra il 15 e il 20 per cento di frutta e verdura. Rincari confermati ieri dalle stesse rilevazioni sui prezzi effettuate nelle grandi città. Sono incrementi -avverte la Cia- il più delle volte dovuti a manovre speculative e artificiose. Sta di fatto che nell’ultimo mese gli stessi consumi di ortofrutta sono scesi del 13 per cento. E in alcuni casi gli stessi produttori, per sfuggire ad una logica speculativa in sede di contrattazioni, hanno distrutto le produzioni nei loro campi.
Ma gli aumenti maggiori sul fronte dei prezzi dei prodotti alimentari (pane, pasta, frutta, latte, ortaggi, zucchero) -conclude la Cia- potrebbero verificarsi alla ripresa dopo la pausa estiva. Si preannuncia così un autunno “caldo”. Sono possibili incrementi che, secondo le prime proiezioni della Cia, potranno variare da un minimo del 5 per cento ad un massimo del 25 per cento.


Interprofessione ortofrutta: incontro con il sottosegretario Dozzo

Il vicepresidente della Cia, Mino Rizzioli, e Giuliana Roncolini, in qualità di vicepresidente dell’Organismo interprofessionale ortofrutticolo, hanno incontrato ieri il sottosegretario Dozzo per discutere sulla futura attività dell’Interprofessione, dopo l’auspicato riconoscimento.
E’ stata sottolineata l’importanza di stabilire le regole che dovranno disciplinare i diversi comparti del settore ortofrutticolo per la valorizzazione dei prodotti in base alle nuove esigenze dei mercati.
Altro filone fondamentale su cui la struttura dovrà impegnarsi riguarda la promozione generale del settore, elemento strategico per un riequilibrio dei consumi, che sono fortemente diminuiti nell’ultimo anno. Anche sull’analisi dei prezzi, sia all’origine che al consumo, l’Organismo potrà collaborare con l’Osservatorio istituito presso l’Ismea e, infine, potrà essere incentivato l’avvio di progetti-pilota sulla tracciabilità con l’obiettivo di promuovere processi di certificazione nelle realtà in cui le imprese agricole e gli operatori commerciali riterranno opportuno investire.
Il Sottosegretario ha assicurato l’interesse e la collaborazione concreta del ministero a supportare, se necessario, l’attività di promozione dell’Organismo e gli Accordi interprofessionali che verranno stipulati sia per il fresco che per il trasformato.


Riunione sulle tematiche relative ai rapporti con le Camere di Commercio

Per favorire il dialogo, la collaborazione ed una crescita del valore della rappresentanza agricola in seno alle Camere di Commercio, il 23 luglio scorso presso la sede della Cia si è svolta una riunione dalle quale sono scaturite le seguenti indicazioni:
- avvio di una fase di confronto a livello nazionale con l’Unioncamere,
- sviluppo delle proposte della Confederazione nel contesto territoriale,
- creazione di un sistema a rete per favorire gli scambi di conoscenze ed esperienze nei rapporti con il sistema camerale,
- sviluppo di una rete di relazioni che favoriscano la presenza della Confederazione nell’ambito della rappresentanza camerale,
Alla riunione hanno partecipato rappresentanti della organizzazione territoriali impegnati nel sistema camerale ed alcuni rappresentanti della Cia nazionale. Dopo un ampio dibattito al fine di favorire lo sviluppo dell’azione confederale, si è deciso la creazione di un gruppo di lavoro cosi composto:
- Alessandro Salvatori - Cia Lazio
- Carmine Masoni - Cia Nazionale
- Claudio D’Ascanio - Cia Veneto
- Domenico Mastrogiovanni - Cia Nazionale
- Giuseppe Cornacchia - Cia Nazionale
- Massimo Bagnoli - Cia Imprese
- Nicola Manfredelli - Cia Basilicata
- Rosanna Contri - Cia Nazionale
Il gruppo si riunirà nei primi di giorni di settembre, coordinato dal vicepresidente Mino Rizzioli.

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DAL TERRITORIO


Riunione di lavoro in Puglia sul settore ortofrutta

Si è svolta a Bari il 22 luglio, presso la sede regionale della Cia, una riunione di lavoro che ha affrontato le questioni inerenti il comparto ortofrutticolo. Alla riunione hanno partecipato il vicepresidente nazionale della Cia Mino Rizzioli e Giuliana Roncolini responsabile nazionale per il settore ortofrutta. Il vicepresidente regionale vicario della Cia, Donato Petruzzi, nella sua relazione introduttiva ha posto in evidenza, come in Puglia, il settore dell'ortofrutta rappresenta ben il 50 per cento della Plv agricola della regione; è evidente, quindi, che il settore va tenuto in grande considerazione e vanno fatti tutti gli sforzi possibili affinché sia dia impulso anche alla costituzione di associazioni di prodotto sia per recepire i finanziamenti comunitari che per organizzare meglio la vendita e la commercializzazione della produzione ortofrutticola pugliese che è tanta e di qualità. Giuliana Roncolini ha illustrato quanto deciso dal comitato di gestione lo scorso 3 luglio in merito ai nuovi regolamenti sulla semplificazione dell’Ocm ortofrutta, dove ci sono importanti modifiche alle disposizioni previste sia per la costituzione che per il funzionamento delle Op e per la gestione dei programmi operativi. “Molto importante -ha affermato Roncolini- sono le novità in merito alle possibilità di finanziamento per la promozione della denominazione e dei marchi delle Op”.
Il presidente regionale della Confederazione Antonio Barile nel suo intervento ha proposto che nelle cinque province pugliesi si svolgano riunioni analoghi di settore coinvolgendo tutti gli interessati, e di mettere in calendario nell’agenda di lavoro della Cia pugliese la possibilità di una iniziativa regionale sull’ortofrutta da tenersi nell’autunno prossimo.
Nel suo intervento conclusivo il vicepresidente nazionale della Cia Mino Rizzioli ha rilevato come la Puglia è una regione che ha grandi prospettive nel settore, ma che deve attrezzarsi meglio per difendere il reddito dei suoi ortofrutticoltori. Molto importante è lo sviluppo e la costituzione delle Organizzazioni professionali le quali, però, non devono limitarsi solo a recepire finanziamenti ma anche a sviluppare le capacità imprenditoriali del socio e promuovere informazione e formazione. Sviluppare l’interprofessione perché per dialogare tra i soggetti della filiera, programmare, coordinare, monitorare il mercato e promuovere la tipicità e qualità. Affrontare inoltre il problema delle infrastrutture e dei trasporti con forza in quanto in una regione come la Puglia il trasporto è una grossa componente dei costi che crea oggi grandi difficoltà per competere con le altre regioni più vicine nell'ambito dei mercati internazionali ed europei.



Il vicepresidente vicario Politi alla Direzione della Cia di Venezia

Si è svolta la Direzione provinciale della Cia di Venezia per fare il punto della situazione nelle campagne e per sottoporre all’approvazione i bilanci consuntivo e preventivo.
Ai lavori ha partecipato il vicepresidente vicario nazionale, Giuseppe Politi, il quale nel suo intervento conclusivo, si è soffermato sull’emergenza siccità che anche a Venezia sta provocando ingenti ed irreparabili danni.
“Malgrado accenni di pioggia, soprattutto nelle aree del nord -ha detto- le campagne restano ancora in una sorta di arsura che ha già danneggiato le produzioni e compromesso i redditi degli agricoltori”.
“Appare, dunque, indilazionabile la necessità -ha proseguito Politi- di procedere ad immediati interventi per fronteggiare i gravi problemi che hanno messo praticamente in ginocchio migliaia di imprese agricole del nord, mentre nel centro-sud si registrano pesanti conseguenze anche per l’endemica carenza idrica. E’ una situazione che rasenta la drammaticità e per la quale occorre che, sia il Dpef che la finanziaria del 2004, ne tengano opportunamente conto”.
Sul documento di programmazione economico-finanziario, presentato nei giorni scorsi dal governo, la valutazione del vicepresidente vicario non è stata poi affatto tenera. Nel ribadire le impressioni rilasciate a caldo dopo l’incontro, Politi ha così affermato: “E’ palese la discontinuità del governo rispetto al patto per l’Italia sottoscritto nel luglio del 2002. Ad oggi sono state ignorate tutte le indicazioni in esso contenute”.
“L’agricoltura italiana -ha concluso Politi- necessita nell’immediato di una tempestiva azione di governo che possa arginare l’emorragia patita dal settore a causa delle calamità”.
Ad aprire i lavori della Direzione è stato il presidente provinciale Mario Quaresimin il quale, dopo essersi soffermato a lungo sui bilanci dell’organizzazione che “rilevano una crescita continua nella erogazione dei servizi e nella presenza capillare sul territorio”, ha voluto porre l’accento sullo stato di calamità naturale per l’agricoltura veneta.
“Purtroppo -ha detto- questo è il momento più delicato per le nostre coltivazioni. Anche se dovesse piovere adesso il raccolto sarebbe comunque già compromesso.
“In tutti i settori -ha continuato Queresimin- il calo della produzione va oltre il trentacinque per cento, in parole povere salta il ricavo dell’agricoltore ed un anno di sacrifici”.
Il presidente provinciale della Cia ha concluso illustrando le gravi perdite che si sono verificate anche nel settore zootecnico: minore produzione di latte e carne, una forte moria di animali e bassa fertilità nel settore cunicolo.
A conclusione del dibattito, la Direzione ha approvato i bilanci ed ha confermato l’impegno dell’organizzazione veneta a favore degli agricoltori in difficoltà.


Antimafia: la Cia della Puglia esprime gratitudine al procuratore generale Vigna per l'istituzione del “Servizio criminalità organizzata nel settore agricolo”

Dichiarazione del presidente regionale Antonio Barile

“La Cia Puglia esprime viva gratitudine al Procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna per aver istituito il Servizio criminalità organizzata nel settore agricolo presso la Dna. Esso rappresenta un atto di estrema importanza che risponde a un bisogno fortissimo del mondo agricolo: sentire vicine le istituzioni preposte alla tutela dell’ordine pubblico, sempre più impegnate a garantire il sereno svolgimento della propria attività imprenditoriale.
Come si ricorderà, un anno fa la Cia Puglia ha presentato alla stampa e consegnato alla Commissione parlamentare Antimafia, ai Prefetti e ai Questori pugliesi, i risultati della ricerca sulla criminalità e i reati ai danni delle imprese agricole, realizzata per conto della Confederazione dalla Fondazione Cesar.
I ricercatori della Fondazione Cesar, in collaborazione con i dirigenti provinciali e comunali della Cia, girando le province pugliesi e monitorando un campione di ben 30 realtà locali, hanno tratto indicazioni importanti per valutare la reale situazione della criminalità nelle campagne pugliesi. Dai dati della ricerca è emerso che ci troviamo di fronte a un fenomeno che interessa migliaia di aziende agricole e influenza, in modo determinante, la vivibilità e la sicurezza nelle aree rurali. In Puglia è interessato tutto il territorio regionale, con zone dove la criminalità si manifesta in modo particolarmente odioso, colpendo non solo i beni degli agricoltori, ma la loro stessa incolumità, infatti sono numerose le aggressioni in campagna, subite dagli imprenditori e dai lavoratori agricoli.
I furti di mezzi agricoli (16 per cento), l’abigeato (12 per cento), i furti di prodotti agricoli (11 per cento) il racket (9 per cento), sono i principali reati che colpiscono l’attività agricola in Puglia.
La Cia con questa ricerca ha sottoposto uno spaccato della realtà pugliese ai responsabili istituzionali dell’ordine pubblico, al fine di collaborare con loro per definire una strategia di contrasto specifica, più mirata a combattere la criminalità nelle campagne, al presidio del territorio rurale e a ripristinare condizioni di sicurezza e legalità accettabili.
La Confederazione, pur manifestando la grande soddisfazione per il risultato conseguito con la decisione della Dna, ritiene necessario un Piano per la sicurezza e la vivibilità nelle campagne che preveda:
- l’istituzione di un servizio pubblico di vigilanza rurale;
- il superamento della attuale sistema dei Consorzi delle Guardie Campestri;
- il monitoraggio del territorio con le tecnologie oggi disponibili;
- rafforzare il presidio del territorio attraverso l’utilizzo di reparti specializzati di polizia e carabinieri”.

 

Cia di Reggio Emilia: per gli eventi provocati dalla siccità servono strumenti normativi eccezionali

“L’incontro di oggi è un tassello importante per cercare di prevenire il ripetersi di situazioni quali quelle create dalla siccità di quest’anno”. E’ la valutazione della Cia di Reggio Emilia sulla riunione in Provincia, che si è svolta ieri 23 luglio, per affrontare l’emergenza siccità.
Alla riunione ha partecipato il responsabile per l’Ambiente, Antonio Senza che ha rilanciato il problema dei danni alle produzioni agricole.
“Eventi eccezionali come l’attuale siccità richiedono strumenti normativi eccezionali -ha sostenuto- il governo deve perciò dare risposta alle sollecitazioni rivoltegli per proclamare lo stato d’emergenza. Solo questo può consentire di attuare interventi straordinari, ma anche di sgravare i costi supplementari sostenuti dalle bonifiche, che ricadranno sulle spalle di imprese e di cittadini utenti”.
“Quanto al settore agricolo -ha aggiunto Senza- non si può pensare che il cosiddetto Fondo di solidarietà sia una risposta adeguata: dispone infatti di 185 milioni di euro, quando i calcoli della Cia stimano in 5 miliardi, su scala nazionale, i danni di quest’anno, ed in 4 miliardi quelli dello scorso anno al Centro-Sud. Un rapporto di 1 a 50, che non può rappresentare nessun sollievo per le perdite produttive; vanno individuati quindi strumenti diversi per aiutare le imprese a superare il momento critico”.
L’esponente Cia ha anche affrontato i temi legati al bilancio idrico ed alle future opere.
“Noi preferiamo parlare adesso di interventi attuabili in tempi brevi -ha affermato- e che interessino ampie porzioni di territorio. Quanto alla Diga di Vetto, è giusto riprendere a parlarne. La Cia è sempre stata favorevole alla realizzazione e ricorda che il progetto è stato bocciato dai disaccordi politici, pur avendo superato tutti gli esami tecnici. Nel bilancio idrico si potrà valutare la sua attualità: la Diga, in sostanza, è un progetto da riprendere, ma non può essere un argomento agitatorio; va ripresa quindi se c’è’ la concreta possibilità di reperire i fondi e se c’è l’accordo politico per realizzarla”.
La Cia attua intanto un attento monitoraggio della situazione provinciale, per una stima non approssimativa dei danni arrecati dalla siccità. La produzione cerealicola, ad esempio, ha fatto segnare un netto calo in provincia di Reggio. Correggendo valutazioni fatte in corso di campagna, la Cia di Reggio Emilia stima (a fine raccolta) nel 30 euro in meno la resa dei cereali a semina autunnale (grano tenero, grano duro ed orzo).
Il dato, riferito da operatori e tecnici, si è appesantito (dalla precedente stima del 20-25 euro) con la raccolta nelle aree collinari e montane, che hanno fatto registrare, pur nell’estrema variabilità dei risultati, una perdita nell’ordine del 50 euro sulla norma.
Secondo i dati raccolti dalla Confederazione provinciale, questo significa una mancata produzione nell’ordine dei 240 mila quintali, che ai prezzi registrati nelle ultime settimane sui mercati locali, significa un mancato reddito per gli agricoltori di circa 3 milioni e 300 mila euro. E’ questo il primo dato sufficientemente verificato sugli effetti della siccità nella provincia reggiana, ma purtroppo, secondo la Cia, le perdite di reddito si riveleranno assai più consistenti man mano che procedono le raccolte. Risultano invece buoni – mediamente - i parametri qualitativi, sia in termini di contenuto proteico che di peso ettolitrico.

Cereale ettari (Ha) resa x Ha (q) mancata produz. (q) mancato reddito (euro)
Frum. tenero 10.400 40,9 188.000 2.550.000
“ duro 300 40,6 11.000 200.000
Orzo 3.900 37,5 41.000 520.000
Totali 14.600 / 240.000 3.270.000




 

 

 

Cia Marche: un progetto di formazione

“Spero sia l’inizio di una nuova e più ampia collaborazione con Sviluppo Marche per la crescita del settore agricolo”. Così Nevio Lavagnoli, vicepresidente della Cia Marche, è intervenuto alla presentazione di Agri-Train, il nuovo progetto di formazione professionale rivolto a docenti/formatori del settore agricolo, realizzato grazie alla partnership con la Confederazione marchigiana.
L’iniziativa, sviluppata nell’ambito del Programma d’azione Comunitario in materia di formazione professionale “Leonardo da Vinci II”, mira a sviluppare competenze innovative in formatori agricoli attraverso scambi transnazionali. I beneficiari del progetto avranno, infatti, la possibilità di realizzare esperienze formativo-professionali della durata di una settimana (periodo ottobre 2003–aprile 2004), presso organismi pubblici/privati specializzati, quali ad esempio centri di formazione agricola, Camere di commercio agricole, Università di scienze agrarie, ministeri dell’Agricoltura. Numerosi i Paesi che hanno aderito all’iniziativa, oltre alla Francia, l’Ungheria, la Repubblica Slovacca, la Romania e la Lituania.
Promossa e coordinata da Sviluppo Marche S.p.A., Agri-train vanta un notevole biglietto da visita: ha ottenuto ben 32 borse di mobilità nell’ambito della selezione organizzata dall’Agenzia nazionale Leonardo da Vinci presso l’Isfol.
Una partnership importante quella che ha patrocinato l’iniziativa. Tra i soggetti promotori, oltre alla già citata Cia Marche, la Regione Marche, le quattro province, i sindacati, oltre a diverse Università Italiane e straniere. Segno che il settore “sviluppo e formazione” è considerato decisivo anche in Agricoltura.
“Mi piace sottolineare -ha concluso Lavagnoli- la convenzione con l’Università Politecnica delle Marche. Non a caso il Magnifico Rettore Pacetti, che ha dimostrato come sempre grande disponibilità, è anche vice Presidente della Svim”.

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APPUNTAMENTI


Cia Abruzzo: mostra-mercato dei prodotti tipici

Dopo il successo dell'edizione 2002, la Cia, ripropone il tradizionale appuntamento estivo di promozione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari abruzzesi, sabato 26 e domenica 27 luglio a Francavilla e sabato 2 e domenica 3 agosto sul Lungomare di Giulianova (Te).
Il Presidente regionale della Cia d'Abruzzo, Domenico Falcone, sottolinea che la mostra-mercato dei prodotti tipici e di qualità rappresenta un'occasione d'incontro tra i produttori ed i consumatori ed una grande opportunità per far conoscere ed apprezzare, agli abruzzesi ed ai numerosi turisti, il ricco patrimonio enogastronomico regionale.
I prodotti esposti orgogliosamente definiti dalla Cia "I tesori della nostra terra", hanno una propria storia, tradizione ed uno stretto collegamento con la cultura ed il territorio di provenienza. Su questi elementi la Confederazione fonda l'originalità dell'iniziativa che, oltre alla descrizione del singolo prodotto, offre al consumatore la possibilità di conoscerne i requisiti organolettici e qualitativi attraverso mini corsi di degustazione guidata, olio, vino, formaggio, affidata ad esperti professionisti.
Ad avviso del presidente della Cia d'Abruzzo le quattro serate rappresentano un'occasione irripetibile per avere la conoscenza completa del prodotto che, in quanto "tipico", ha caratteristiche uniche non riscontrabili in prodotti simili di altre regioni e non riproducibili dall'industria alimentare.
Il visitatore potrà, inoltre, assistere direttamente alla realizzazione di alcuni prodotti, formaggio, zuppa di farro.
All'interno dell'iniziativa di Francavilla, nella mattinata di sabato 26 luglio, la Cia con il Convegno "Uva si nasce, vino si diventa" vuole offrire, anche attraverso un confronto di idee e di esperienze, il proprio contributo per l'ulteriore miglioramento qualitativo del vino abruzzese in un percorso che, partendo dalla produzione, dovrà interessare la trasformazione, la promozione e la commercializzazione. Oltre ad esperti abruzzesi, interverranno, tra gli altri, Stefano Campatelli, direttore del Consorzio di tutela vini di Montalcino, Ezio Rivella, presidente dell'Unione italiana vini e Pietro Palumbo, responsabile dell'Ufficio vitivinicolo della Cia nazionale.
Il Convegno, presieduto dal presidente regionale della Confederazione Domenico Falcone, sarà aperto da un intervento del presidente provinciale della Cia di Chieti Mariano Nozzi e concluso da Mino Rizzioli, vicepresidente nazionale.

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Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it


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