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ATTUALITA'
Il vicepresidente
vicario Politi interviene al convegno suIl nuovo mercato del
lavoro: flessibilità e opportunità nel settore agricolo
Lesigenza di intervenire con una nuova
filosofia nella disciplina degli strumenti di gestione del mercato
del lavoro agricolo non è frutto di un capriccio o di una moda,
ma nasce dalla riflessione di quanto profondi e radicali siano i mutamenti
che si sono verificati nel corso di questi ultimi anni nel campo della
produzione agricola e del relativo mercato del lavoro e dalla constatazione
di come si siano modificate le relazioni sindacali. Così
ha esordito il vicepresidente vicario nazionale della Cia, Giuseppe
Politi, intervenendo ieri a Roma al convegno su: Il nuovo mercato
del lavoro, flessibilità e opportunità nel settore agricolo,
promosso da Adecco (Società leader nella gestione delle risorse
umane). Al convegno, che ha avuto lo scopo di individuare e valutare,
attraverso il dibattito e il confronto tra imprese, parti sociali
e Istituzioni, luci ed ombre presenti nella riforma del mercato del
lavoro, è intervenuto, tra gli altri, il ministro per le politiche
agricole, Giovanni Alemanno.
"Il settore-ha proseguito Politi- ha visto non solo decrescere
in maniera vorticosa il numero di addetti, ma vive al suo interno
altre trasformazioni epocali, quali il progressivo invecchiamento
della manodopera specializzata e qualificata, ormai in progressiva
estinzione, il ricorso sempre più esteso a manodopera straniera,
lutilizzo considerevole del lavoro occasionale delle cosiddette
forze marginali del mercato del lavoro quali studenti, casalinghe,
pensionati".
La velocità di questi cambiamenti è stata tale
che limpianto della normativa sul lavoro non è riuscito
a tenerne il passo, con il risultato che lagricoltura sconta
oggi, in maniera molto pesante, il frutto di politiche del lavoro
del tutto inadeguate, che hanno confinato il settore in un sistema
di regole proprie. Spesso oscure, spesso vincolistiche, certamente
estranee alla realtà che, di fatto, si stava affermando ed
evolvendo velocemente".
Rispetto a questa situazione -ha detto ancora il vicepresidente
vicario- il maxidecreto di attuazione della legge n° 30, che poi
è il tema del nostro dibattito, ha principalmente tre meriti:
equiparare il settore agricolo alla generalità dei settori,
per quanto riguarda il ricorso agli strumenti di flessibilità
in entrata; mettere in campo azioni per favorire lincontro tra
domanda ed offerta; privilegiare la via della bilateralità".
Tali misure -ha ricordato Politi- fortemente volute dalle organizzazioni
professionali, non potranno che avere ricadute positive sulloccupazione
in agricoltura, rimediando alla stortura per la quale proprio il settore
a più alta esigenza di flessibilità era inspiegabilmente
escluso dalla possibilità di ricorrere a strumenti contrattuali
flessibili. Importante in questo contesto è lattività,
finalmente riconosciuta come prestazione che esula dal mercato del
lavoro, prestata dai parenti ed affini fino al terzo, confermando
con ciò, in via definitiva, quanto già disposto, in
via sperimentale, a partire dalla finanziaria 2001".
Ma il giudizio sostanzialmente positivo fin qui espresso sullimpianto
della legge n° 30 ha puntualizzato Politi- non può
farci dimenticare i tasselli ancora mancanti per una vera e complessiva
riforma del mercato del lavoro e sui quali è necessario un
confronto approfondito tra le parti sociali e il governo. Occorre
affrontare, una volta per tutte, il problema delle cosiddette figure
miste, cioè di tutti quei soggetti operanti nel settore
agricolo che hanno svolto attività di tipo misto, di lavoro
dipendente ed autonomo e che di conseguenza non hanno una posizione
previdenziale ben definita. Nellottica di incidere sui costi
previdenziali che frenano la competitività del settore, occorre
poi trovare una soluzione allannoso problema della cartolarizzazione
dei crediti contributivi Inps e alla situazione deficitaria della
gestione agricola dellInail, senza trascurare il problema del
costo del lavoro che si risolve intervenendo sullincidenza degli
oneri previdenziali, soprattutto per quanto riguarda il lavoro stagionale,
largamente diffuso nel settore agricolo e in particolare nel Meridione".
Noi ha concluso Politi- riteniamo che la negoziazione
sia la via per evitare che la flessibilità senza regole produca
anomalie e distorsioni. Per questo ci stiamo impegnando affinché
anche in agricoltura si costituiscano enti bilaterali per la gestione
di materie prioritarie sia per le aziende che per i lavoratori, quali
la formazione interprofessionale continua e la previdenza complementare.
Auspichiamo che lo stesso spirito propositivo e operativo animi tutte
le parti sociali agricole, perché non si perda ulteriore tempo
prezioso.
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DAL
TERRITORIO
Cia Lazio: preoccupazione per la forte
siccità
La Cia del Lazio esprime
forte preoccupazione per lo stato delle colture a seguito della perdurante
siccità. "Lo stato di emergenza forse non si è
ancora raggiunto ufficialmente -ha detto il Presidente della Cia Lazio
Alessandro Salvadori- ma la situazione per migliaia di agricoltori
è
veramente critica". Infatti, lo stato di siccità unito
al grande caldo ha compromesso quasi tutti i raccolti: per le barbabietole
la campagna di raccolta è già finita con una perdita
netta del 40%; l'olivicoltura ha perso in alcune zone già il
50% del prossimo raccolto, visto che per lo stato di siccità
si verifica una cascola generalizzata e le coltivazioni a forte fabbisogno
idrico, come
le foraggere e il mais, non crescono e sembrano bruciare nei campi.
Abbiamo chiesto, quindi, all'Assessore Iannarilli un incontro per
lo stato di grave calamità incombente e per esplorare le possibilità
di recuperrare almeno in parte questi gravissimi danni.
Area del Perugino: crisi idrica e forte siccità. Preoccupazione
per il Trasimeno
Un anno, il 2003, in cui la produzione
agricola rischia di essere seriamente compromessa a causa del clima
caratterizzato da estati sempre più lunghe e che assumono caratteristiche
quasi tropicali. Forti preoccupazioni per le conseguenze che
le attuali condizioni climatiche avranno sullagricoltura, vengono
espresse da Massimo Felici, Segretario di area del perugino della
Confederazione Italiana Agricoltori.
Si stanno registrando -afferma Felici- periodi sempre più
lunghi di siccità, interrotti da brevi forti piovosità
che molto spesso, a causa dellintensità con cui avvengono,
causano gravi danni ambientali.
Oltre questo, nella nostra regione sono sempre frequenti gelate tardive
che non fanno altro che aggravare una situazione già difficile.
Diventa quindi sempre più difficile per gli agricoltori svolgere
il loro lavoro, cercando nello stesso tempo di raggiungere lobiettivo
che ogni imprenditore si deve porre e che è quello di assicurarsi
un reddito decoroso. Visto landamento climatico degli ultimi
ann -ha detto Felici- per lagricoltura la siccità sta
diventando sempre di più un fenomeno con il quale fare i conti.
"Gli agricoltori del Trasimeno, ad esempio, da troppo tempo si
trovano a gestire le loro aziende in condizioni di emergenza. Anche
questanno infatti la produzione nella zona sarà fortemente
penalizzata: la produzione di cereali si è praticamente dimezzata;
la produzione di olive, anche a causa della gelata primaverile, è
fortemente compromessa; problemi si presentono anche per la zootecnia;
inoltre il perdurare di questa situazione creerà difficoltà
anche alle viti. Il Trasimeno -ha concluso Felici- ha bisogno di risposte
qualificate, finalizzate ad aumentare le risorse idriche per non essere
più costretti a rincorrere le emergenze ma soprattutto attende
interventi di carattere strutturale".
Allarme siccità in provincia di
Venezia: più di un terzo dei raccolti brucerà al sole
Alla Confederazione Italiana Agricoltori già da oltre un mese
si grida che è allarme, ma ora, che è troppo tardi qualcosa
inizia a muoversi: il ministro Alemanno ha annunciato la volontà
di concedere lo stato di calamità naturale per l'agricoltura
veneta, ma questo non significa automaticamente l'arrivo di un sostegno
concreto per la provincia di Venezia. "Purtroppo questo è
il periodo più delicato per il mais" spiega il presidente
della Cia di Venezia, Mario Quaresimin, "se manca l'acqua non
si può far nulla e se dovesse piovere adesso, comunque il raccolto
sarebbe compromesso". Le piccole pannocchie sono destinate quindi
a rimanere tali. "Queste" e mostra il mais" sono grandi
la metà di quello che dovrebbero essere", il raccolto
ormai è andato. E lo stesso vale per la soia, piante secche,
gialle e terra che sembra sabbia, e pure per le barbabietole sono
rimaste piccole, basse in questo periodo dell'anno le piantine dovrebbero
poter sfiorare il ginocchio di una persona" invece sfiorano la
caviglia. In tutti i settori il calo della produzione è oltre
il trentacinque per cento, in soldoni salta il ricavo dell'agricoltore
e anche qualcosa di più. Anche questo è emerso nell'incontro
tenutosi a Portogruaro, alla presenza dei maggiori rappresentanti
della Cia, dei sindaci della zona e del sottosegretario alle Politiche
Agricole Paolo Scarpa Bonazza Buora, del senatore Marcello Basso,
del senatore Luciano Falcier, dell'onorevole Andrea Martella e del
consigliere regionale Iginio Michieletto. Un incontro che si è
concluso nei campi, per prendere contatto effettivamente con il problema.
Il contrasto è forte, alcuni campi verdi, perchè fortunatamente
irrigati e accanto quelli gialli non altrettanto beati. "Ma anche
quelli irrigati" spiega la Cia "hanno problemi" e si
scopre che anche chi ha potuto dare acqua si trova con le piante metà
verdi e metà gialle. "Un disastro". Sui campi la
temperatura è torrida: 36 gradi a mezzogiorno. Il presidente
della Cia locale, Albano Furlan, ha completato il grave quadro illustrato,
ricordando che lo stress da calure ha portato anche a gravi perdite
nel settore zootecnico, minor produzione di latte e carne, una forte
moria di animali e bassa fertilità nel settore cunicolo.
Siccità: grave la situazione nell'agrigentino
La Cia provinciale di Agrigento, il 19 luglio,
nel corso della riunione della propria Giunta esecutiva presieduta
dal presidente Giovanni Greco, ha esaminato la situazione dell'agricoltura
agrigentina che a causa delle altissime temperature di queste settimane,
in alcune aree, specie nel settore ortofrutticolo sta subendo gravi
danni.
La Cia di Agrigento ha rilevato che l'attenzione puntuale dei mass
media è concentrata esclusivamente sui problemi della siccità
del Nord Italia, dimenticando che esiste un Sud ed una provincia di
Agrigento in cui la siccità è divenuta un fenomeno quasi
endernico.
Nella provincia, infatti, nonostante unannata particolarmente
piovosa e con gli invasi pressoché píeni, ancora una
volta, l'agricoltura è in ginocchio, sia per l'incapacità
degli Enti che gestiscono le acque a garantire il tempestivo inizio
della campagna irrigua, sia perchè molte aree a colture specializzate
come lortofrutta del Canicattinese e le serre del Licatese,
sono sprovviste di sistemi irrigui al servizio delle colture. Si prevede
quindi quest'anno in molte produzioni, come le pesche, glì
uliveti e i vigneti non irrigui, un calo produttivo del 35%.
A questa situazione, si aggiungono le diffìcoltà dei
produttori agricoli che ancora devono ricevere le provvidenze delle
precedenti calamità; infatti, lIspettorato Agrario non
è in condizioni di soddisfare tutte le richieste dei produttori
per mancanza di fondi.
In questo quadro, occorre che le Istituzioni, le forze politiche e
sindacali, tengano alta l'attenzione sulle difficoltà dell'agricoltura
agrigentina che rischia di essere ancora una volta abbandonata e sacrificata
sullaltare delle cosiddette emergenze del ricco Nord.
"Qualità Trapani": il progetto
Cia per l'agricoltura
Una conferenza stampa tenuta dalla Cia
in concomitanza con il battesimo del "Satiro Danzante",
ritrovato nei fondali del Mediterraneo di Mazara del Vallo, per fare
emergere la qualità dell'agricoltura provinciale
È stato denominato progetto "Qualità Trapani"
ed avrà come scopo principale quello di coinvolgere l'intera
filiera agro-alimentare per raggiungere obiettivi futuri pieni di
ricchezza e soddisfazioni per tutte le imprese agricole del trapanese
e per il suo indotto. Lo ha organizzato e "battezzato" così,
durante una conferenza stampa tenuta il 12 luglio a Mazara, la Confederazione
Italiana Agricoltori provinciale, in collaborazione con la Federvini
Sicilia.
Una manifestazione voluta in concomitanza con il cerimoniale dedicato
al «Satiro danzante» per evidenziare e coniugare i due
avvenimenti che, insieme, spiccano per le loro caratteristiche prettamente
di qualità. "Una qualità storica che riaffiora
dalle profondità del Mediterraneo" sottolinea il presidente
provinciale della Cia, Giuseppe Aleo "e una qualità di
antica tradizione agricola trapanese che ritrova la sua storia".
Due avvenimenti, quindi, voluti a Mazara per conferire alla città
un supplemento di riconoscimenti socio-economico-culturali e per riscattare,
ancor di più, l'intera economia provinciale. L'impresa agricola
trapanese -è stato evidenziato- nell'ultimo decennio ha investito
puntando sulle produzioni di qualità trasformate naturalmente,
senza l'apporto della chimica, ricevendo alti consensi e riconoscimenti
da ogni parte del mondo. Inoltre -è stato aggiunto- la provincia
di Trapani, che detiene la più alta densità vitivinicola,
non può regredire a scapito di interessi di qualche privato,
in quanto l'investimento sulla qualità deve portare un ritorno
economico a migliaia di famiglie trapanesi.
Il "Progetto Qualità" viene lanciato sullo sfondo
della «battaglia» che continua contro l'insediamento della
distilleria Bertolino nel territorio mazarese. «Non vogliamo
e non possiamo" ha ribadito Aleo "ributtare nel passato
l'impresa agricola sol perché si devono agevolare investimenti
privati che non porteranno alcun beneficio alla nostra economia. La
nostra Provincia ha già scelto un percorso, puntando sulla
qualità dei prodotti agricoli, promuovendoli in tutto il mondo
per ciò che concerne il turismo culturale ed eno-gastronomico.
Pertanto" ha concluso Aleo, riferendosi alla vicenda inerente
la ditta Bertolino" un insediamento di una distilleria nel nostro
territorio sarebbe davvero inopportuno".
"L'appello è stato rivolto al Governo perché effettui
dei controlli alle distillerie presenti nelle nostre zone per adeguarle
alle norme di sicurezza e perché finanzi le ristrutturazioni".
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APPUNTAMENTI
Riforma della Pac:
un convegno della Cia dell'Emilia Romagna
La Cia dell'Emilia-Romagna ha organizzato,
per venerdì 25 luglio, alle ore 9.30, presso la Sala riunioni
dell'Hotel Savoia (via San Donato, 161, Bologna), il convegno "Pac:
svolta storica o pura cosmesi? - Pregi e difetti della riforma, per
l'Europa e per l'Italia".
La complessa maratona agricola di Lussemburgo che ha portato recentemente
alla definizione della riforma della Politica agricola comunitaria,
si presta a impressioni contrastanti ed a varie letture.
Chi l'ha definita "svolta storica" (il Commissario europeo
Franz Fischler), chi "pura cosmesi" (un sudafricano esperto
in economia agraria). Resta il fatto, come dice la Cia, che si tratta
di un compromesso poco esaltante, che ha perso per strada l'impulso
riformatore che aveva caratterizzato concetti innovatori nel campo,
ad esempio, della modulazione, della qualità, della semplificazione
amministrativa.
Aprirà i lavori del convegno Giulio Fantuzzi, presidente della
Cia dell'Emilia-Romagna; introdurrà Enrico Bergami, responsabile
gestione Pac Caa-Cia Emilia-Romagna ed interverranno Salvatore Petroli,
direttore generale delle politiche agroalimentari del Mipaf e Guido
Tampieri, assessore all'Agricoltura e Ambiente della Regione Emilia-Romagna.
Criminalità in agricoltura: conferenza
stampa della Cia Puglia
Si svolgerà il 23 luglio alle ore
10.30 presso la sede della Cia Puglia (Bari, via Matarrese 4I), una
conferenza stampa della Cia regionale su il nuovo servizio che creerà
la Procura nazionale Antimafia contro la criminalità in agricoltura.
Il procuratore nazionale Pierluigi Vigna ha accolto le richieste della
Cia Puglia. Nel corso della conferenza stampa saranno illustrati i
dati della ricerca realizzata dalla Cia regionale in collaborazione
con la Fondazione Cesar, che hanno portato alla costituzione da parte
della Dia del Servizio Criminalità organizzata nel settore
agricolo
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