Agenzia di informazione
della Confederazione italiana agricoltor
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21 luglio 2003

Anno 45 - n. 133

 

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini
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ATTUALITA'    Siccità: migliaia di imprese agricole in ginocchio. Cereali, ortofrutta, mais, riso, uva, olive: produzioni dimezzate

     Siccità: sarà un “autunno caldo” sul fronte prezzi. S'annunciano rincari per molti prodotti agro-alimentari  
                                

   Altri 50 ettari di mais transgenico sequestrati in provincia di Cuneo
DAL TERRITORIO •   Reggio Emilia: la Cia a sostegno della richiesta per la dichiarazione dello Stato di emergenza in seguito alla siccità

•   Vertenza "Arneo": grande soddisfazione della Cia di Taranto

•   Il presidente della Cia provinciale di Crotone eletto vice presidente della Camera di Commercio

 

APPUNTAMENTI •   Asti: il presidente Pacetti alla Festicamp della Cia

 

ATTUALITA'

Siccità: migliaia di imprese agricole in ginocchio.
Cereali, ortofrutta, mais, riso, uva, olive: produzioni dimezzate


I danni superano abbondantemente i 5 miliardi di euro. Dpef e finanziaria 2004 devono tener conto dei gravi problemi degli agricoltori

Cali della produzione di cereali (25 per cento), di frutta (40 per cento), di ortaggi (35 per cento), di riso (25 per cento), di mais (30 per cento), di barbabietola da zucchero (25 per cento), di uva (10-20 per cento), di olive (30-40 per cento), di latte (10-20 per cento). Questo il desolante quadro della nostra agricoltura devastata dalla siccità. A delinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, attraverso una “task-force” organizzata per tenere sotto monitoraggio la situazione in tutto il territorio nazionale, ha quantificato danni per 3,6 miliardi di euro al Nord, 900 milioni di euro al Centro e circa 650 milioni euro al Sud e nelle Isole. Dunque, una “ferita” per il settore agricolo che fino ad ora è pari a 5 miliardi e 150 milioni di euro.
Le recenti piogge e temporali che si sono abbattuti su alcune aree delle regioni settentrionali -segnala la Cia- hanno avuto un effetto praticamente irrisorio. La terra è ancora arsa e le coltivazioni continuano ad essere devastate. Per questo motivo sono necessari immediati interventi per fronteggiare i gravi problemi che hanno messo praticamente in ginocchio migliaia di imprese agricole al Nord, ma anche nel Centro-Sud, dove proprio in questi ultimi giorni si stanno avendo pesanti conseguenze dalla carenza idrica e dall’ondata di siccità.
E’ una situazione difficilissima e la Cia evidenzia la necessità che sia il Dpef che la finanziaria del 2004 tengano conto delle difficoltà degli imprenditori agricoli che per il terzo anno consecutivo si trovano alle prese con un’annata agraria negativa. Solo nel 2002 si registrò, proprio a causa delle avverse condizioni atmosferiche, un taglio alla produzione di oltre 4 miliardi di euro.
Davanti ad uno scenario del genere, che rischia di divenire ancora più drammatico, gli imprenditori agricoli -sottolinea la Cia- hanno visto così ridurre ulteriormente i loro redditi e a ciò si devono aggiungere i maggiori costi sostenuti per l’irrigazione artificiale, per il reimpianto di coltivazioni distrutte dalla siccità, per nuove lavorazioni dei terreni. Ma non basta. Gli agricoltori che hanno anticipato le spese colturali e non avuto il guadagno in quanto il prodotto è andato perso, sono stati costretti a ricorrere al credito ordinario, con pesanti oneri.

 

Siccità: sarà un “autunno caldo” sul fronte prezzi.
S'annunciano rincari per molti prodotti agro-alimentari


La minor produzione agricola nazionale (cereali, riso, ortofrutta, barbabietole, uva e olive) e il conseguente aumento delle importazioni determinerà tensioni. Possibili incrementi tra il 5 e il 25 per cento

Gli effetti della siccità si faranno sentire inevitabilmente in autunno. L’onda lunga degli aumenti dei prezzi dei prodotti agricoli e agro-alimentari, dopo le impennate di queste settimane, rischia di alleggerire ulteriormente le tasche degli italiani, che già negli ultimi tre mesi hanno sborsato a testa 90 euro in più. Così c’è il fondato rischio, subito dopo la pausa estiva, di trovarsi di fronte a rincari per il pane, la farina, la pasta, il vino, il riso, l’olio d’oliva, lo zucchero, il latte, i formaggi, la frutta autunnale (mele, pere, agrumi). Incrementi che, secondo le prime proiezioni della
Confederazione italiana agricoltori, potranno variare da un minimo del 5 per cento ad un massimo del 25 per cento.
Questi aumenti sono dovuti a due fattori: la minore produzione agricola nazionale, che dovrebbe far registrare un calo in termini quantitativi tra il 10 e il 15 cento), e l’inevitabile incremento delle importazioni dall’estero. Fattori che avranno, quindi, riflessi sulla formazione dei prezzi sia per i prodotti trasformati che su quelli freschi.
Il consistente calo della produzione di grano determinerà un rincaro su pane, farine e pasta che, al momento, può essere quantificato nell’ordine del 5 per cento. Analogamente anche il riso, che ha visto finora un taglio produttivo nell’ordine del 25 per cento, potrebbe far registrare un incremento del 5-10 per cento nel prezzo finale.
Stesso discorso per lo zucchero. Dato che la produzione nazionale di barbabietole è destinata a scendere del 20-30 per cento, si farà un maggior ricorso all’import e tutto ciò potrebbe innescare una spinta al rialzo del prodotto. Difficile quantificare fin da adesso l’aumento, ma,secondo le prime proiezioni della Cia, potrebbe essere superiore al 5 per cento.
Anche per tutta la frutta autunnale s’annunciano rialzi. Le coltivazioni di mele, pere e agrumi in queste ultime settimane, proprio a causa della siccità e della conseguente carenza idrica, hanno subito pesanti danni. Sta di fatto che si preannuncia una flessione media del 25 per cento della produzione di tali colture. E ciò non può che avere riflessi sul fronte dei prezzi.
Molto più consistenti -avverte la Cia- si preannunciano i rincari per vino e olio. In particolare, per quest’ultimo prodotto gli aumenti, proprio per il taglio (30-40 per cento) che si dovrebbe avere a livello di produzione nazionale, potrebbero oscillare tra il 25 e il 40 per cento. Pertanto, comprare un litro d’olio extravergine sotto i 5 euro, vuol dire acquistare un prodotto non di qualità e soprattutto non realizzato con olive italiane.
Anche per quanto riguarda i prodotti lattiero-caseari sono in vista aumenti autunnali. La produzione di latte nazionale in quest’ultimo mese è scesa del 15 per cento a causa del gran caldo che ha stressato i nostri allevamenti. E, se queste condizioni climatiche dovessero protrarsi ancora a lungo e anche in presenza di una riduzione dei foraggi per il bestiame, rincari per i formaggi sarebbero fisiologici. Comunque, fin da ora si registrano aumenti per mozzarelle, ricotte, fiordilatte.

 

Altri 50 ettari di mais transgenico sequestrati in provincia di Cuneo

La Cia Piemonte ribadisce che tutto il mais seminato nella regione, in Italia e in Europa è nelle stesse condizioni di quello distrutto o sequestrato

"Il mais seminato in Piemonte in Italia e in Europa -afferma Attilio Borroni presidente della Cia regionale- è da anni nelle stesse condizioni di quello distrutto o sequestrato".
"Più controlli si faranno -afferma Borroni- e più si verificherà quanto la Cia del Piemonte va affermando da tempo: le contaminazioni riguardano la gran parte delle sementi in circolazione. E' quanto afferma, d'altra parte, lo stesso titolare della sanità pubblica del Piemonte Mario Valpreda, in un'intervista al Manifesto del 15 luglio".
"Tutto ciò -prosegue Borroni- è potuto accadere per responsabilità di Istituzioni imbelli, incapaci di controllare le sementi alle dogane o comunque prima della loro immissione in commercio e che ora si accaniscono su degli agricoltori, che comunque non avevano strumenti per potersi difendere.
Le multinazionali -ha concluso Borroni- hanno le loro responsabilità, ma le Istituzioni ne hanno altrettante e forse più gravi, per cui chiediamo a loro di risarcire i danni interamente e per tempo agli agricoltori. Non ci accontentiamo certo dei prestiti di conduzione".

 

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DAL TERRITORIO

Reggio Emilia: la Cia a sostegno della richiesta per la dichiarazione dello Stato di emergenza in seguito alla siccità

La Confederazione Italiana Agricoltori di Reggio Emilia sostiene con forza la richiesta della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Reggio Emilia, per la dichiarazione dello “Stato di emergenza”, in relazione alla situazione determinata dall’attuale siccità; richiesta che peraltro era partita (per la nostra provincia) proprio dal tavolo tecnico costituito per seguire in particolare la situazione del settore agricolo.
E’ infatti questo lo strumento che può consentire interventi di carattere immediato ed urgente che si rendessero necessari, in primo luogo per distribuire l’acqua e preservarla e per costituire riserve in aree delicate, quali l’alta pianura e la collina reggiane. Gl’interventi, insomma, indicati dal Tavolo tecnico provinciale come più immediatamente attuabili, sia a favore delle bonifiche sia degli agricoltori. E’ positivo perciò, a giudizio della Cia, il primo intervento di 500.000 ¤ deciso ieri dalla Regione Emilia-Romagna, ma anche il governo deve muoversi nella stessa direzione. Non può bastare, infatti, il coordinamento attuato dalla protezione civile, che l’altro giorno a Parma ha preso decisioni necessarie ed utili, ma che in precedenza aveva innescato pericolose confusioni, ipotizzando -lo aveva fatto il dr. Bertolaso- interruzioni d’acqua al settore agricolo, in contrasto con le disposizioni legislative e senza preoccuparsi dei danni ad un settore (quello agroalimentare) che rappresenta l’unico in fase positiva nell’industria nazionale, sia dal punto di vista della produzione che dell’export!
L’agricoltura sta subendo danni reali, sia in termini di mancate produzioni che di aumenti dei costi produttivi; una strategia d’aiuto deve essere pensata ed attuata se si vuole evitare un tracollo di molte aziende. Non ci si può affidare all’eventuale “Stato di calamità” per attivare la legge relativa: un’area zootecnica come la nostra ben difficilmente potrebbe arrivare a beneficiarne, ed in ogni caso ci sono regioni e province che stanno aspettando da anni i rimborsi dei danni; la “coda” in materia, è degna di un week end estivo sulle autostrade!


Vertenza "Arneo": grande soddisfazione della Cia di Taranto


Grande soddisfazione è stata espressa dalla Cia di Taranto per gli esiti dell’incontro tenutosi presso l’Assessorato Regionale all’agricoltura, in merito alla controversa questione del Consorzio di Bonifica dell’Arneo.
All’incontro con l’assessore Marmo, hanno preso parte i dirigenti Regionali Pugliesi della Cia insieme a quelli provinciali di Taranto, Brindisi e Lecce e con la presenza di numerosi agricoltori unitamente ad una delegazione di dipendenti del Consorzio, in stato di agitazione da diverse settimane.
L’impegno assunto dall’assessore Marmo, ha dichiarato il Presidente Provinciale della CIA di Taranto Nicola Spagnuolo, di erogare delle anticipazioni al Consorzio di bonifica dell’Arneo per far fronte alla corrente campagna irrigua, va nella direzione giusta per risolvere i molteplici problemi denunciati nei giorni scorsi, legati alla impossibilità di irrigare in diverse zone del comprensorio consortile a causa della sospensione della fornitura di energia elettrica, nonché a causa dello stato di agitazione dei dipendenti perdurante già da alcune settimane.
Alla luce delle decisioni adottate, infatti, la Cia per conto degli agricoltori interessati ha deciso di cessare lo stato di agitazione indetto nei giorni scorsi, così come hanno fatto analogamente i dipendenti, ritenendo esaustive le decisioni adottate, fermo restando il controllo che l’organizzazione manterrà nei prossimi giorni per verificare che quanto deciso nell’incontro odierno trovi effettiva applicazione.
Ancora una volta, ha dichiarato Spagnuolo, le giuste rivendicazioni del mondo agricolo esercitate con correttezza e serenità, nonostante lo stato di estremo disagio vissuto dalla nostra categoria, hanno prevalso, consentendo a tutte le parti in causa, di ottenere un risultato soddisfacente e rispettoso della vocazione agricola di questo territorio.

Il presidente della Cia provinciale di Crotone eletto vice presidente della Camera di Commercio

Il 18 luglio è stato eletto vice presidente della Camera di Commercio di Crotone il presidente della Cia provinciale di Crotone, Francesco Barretta. La notizia è stata accolta con entusiasmo dal mondo agricolo provinciale dal momento che l'agricoltura rappresenta il settore più importante della provincia di Crotone.

 



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APPUNTAMENTI

Asti: il presidente Pacetti alla Festicamp della Cia

Si terrà l'Assemblea provinciale della Confederazione ed un convegno sul futuro del Brachetto d’Acqui

Si terrà il 26 luglio a Sessame, terra di ottimi vini e robiole, con particolare riferimento al Brachetto d'Acqui, la Fest