|
ATTUALITA'
Siccità: migliaia
di imprese agricole in ginocchio.
Cereali, ortofrutta, mais, riso, uva, olive: produzioni dimezzate
I danni superano abbondantemente i 5 miliardi di euro. Dpef e finanziaria
2004 devono tener conto dei gravi problemi degli agricoltori
Cali della produzione di cereali (25 per cento), di frutta (40 per
cento), di ortaggi (35 per cento), di riso (25 per cento), di mais
(30 per cento), di barbabietola da zucchero (25 per cento), di uva
(10-20 per cento), di olive (30-40 per cento), di latte (10-20 per
cento). Questo il desolante quadro della nostra agricoltura devastata
dalla siccità. A delinearlo è la Cia-Confederazione
italiana agricoltori che, attraverso una task-force organizzata
per tenere sotto monitoraggio la situazione in tutto il territorio
nazionale, ha quantificato danni per 3,6 miliardi di euro al Nord,
900 milioni di euro al Centro e circa 650 milioni euro al Sud e nelle
Isole. Dunque, una ferita per il settore agricolo che
fino ad ora è pari a 5 miliardi e 150 milioni di euro.
Le recenti piogge e temporali che si sono abbattuti su alcune aree
delle regioni settentrionali -segnala la Cia- hanno avuto un effetto
praticamente irrisorio. La terra è ancora arsa e le coltivazioni
continuano ad essere devastate. Per questo motivo sono necessari immediati
interventi per fronteggiare i gravi problemi che hanno messo praticamente
in ginocchio migliaia di imprese agricole al Nord, ma anche nel Centro-Sud,
dove proprio in questi ultimi giorni si stanno avendo pesanti conseguenze
dalla carenza idrica e dallondata di siccità.
E una situazione difficilissima e la Cia evidenzia la necessità
che sia il Dpef che la finanziaria del 2004 tengano conto delle difficoltà
degli imprenditori agricoli che per il terzo anno consecutivo si trovano
alle prese con unannata agraria negativa. Solo nel 2002 si registrò,
proprio a causa delle avverse condizioni atmosferiche, un taglio alla
produzione di oltre 4 miliardi di euro.
Davanti ad uno scenario del genere, che rischia di divenire ancora
più drammatico, gli imprenditori agricoli -sottolinea la Cia-
hanno visto così ridurre ulteriormente i loro redditi e a ciò
si devono aggiungere i maggiori costi sostenuti per lirrigazione
artificiale, per il reimpianto di coltivazioni distrutte dalla siccità,
per nuove lavorazioni dei terreni. Ma non basta. Gli agricoltori che
hanno anticipato le spese colturali e non avuto il guadagno in quanto
il prodotto è andato perso, sono stati costretti a ricorrere
al credito ordinario, con pesanti oneri.
Siccità: sarà
un autunno caldo sul fronte prezzi.
S'annunciano rincari per molti prodotti agro-alimentari
La minor produzione agricola nazionale (cereali, riso, ortofrutta,
barbabietole, uva e olive) e il conseguente aumento delle importazioni
determinerà tensioni. Possibili incrementi tra il 5 e il 25
per cento
Gli effetti della siccità si faranno sentire inevitabilmente
in autunno. Londa lunga degli aumenti dei prezzi dei prodotti
agricoli e agro-alimentari, dopo le impennate di queste settimane,
rischia di alleggerire ulteriormente le tasche degli italiani, che
già negli ultimi tre mesi hanno sborsato a testa 90 euro in
più. Così cè il fondato rischio, subito
dopo la pausa estiva, di trovarsi di fronte a rincari per il pane,
la farina, la pasta, il vino, il riso, lolio doliva, lo
zucchero, il latte, i formaggi, la frutta autunnale (mele, pere, agrumi).
Incrementi che, secondo le prime proiezioni della Confederazione
italiana agricoltori, potranno variare da un minimo del 5 per cento
ad un massimo del 25 per cento.
Questi aumenti sono dovuti a due fattori: la minore produzione agricola
nazionale, che dovrebbe far registrare un calo in termini quantitativi
tra il 10 e il 15 cento), e linevitabile incremento delle importazioni
dallestero. Fattori che avranno, quindi, riflessi sulla formazione
dei prezzi sia per i prodotti trasformati che su quelli freschi.
Il consistente calo della produzione di grano determinerà un
rincaro su pane, farine e pasta che, al momento, può essere
quantificato nellordine del 5 per cento. Analogamente anche
il riso, che ha visto finora un taglio produttivo nellordine
del 25 per cento, potrebbe far registrare un incremento del 5-10 per
cento nel prezzo finale.
Stesso discorso per lo zucchero. Dato che la produzione nazionale
di barbabietole è destinata a scendere del 20-30 per cento,
si farà un maggior ricorso allimport e tutto ciò
potrebbe innescare una spinta al rialzo del prodotto. Difficile quantificare
fin da adesso laumento, ma,secondo le prime proiezioni della
Cia, potrebbe essere superiore al 5 per cento.
Anche per tutta la frutta autunnale sannunciano rialzi. Le coltivazioni
di mele, pere e agrumi in queste ultime settimane, proprio a causa
della siccità e della conseguente carenza idrica, hanno subito
pesanti danni. Sta di fatto che si preannuncia una flessione media
del 25 per cento della produzione di tali colture. E ciò non
può che avere riflessi sul fronte dei prezzi.
Molto più consistenti -avverte la Cia- si preannunciano i rincari
per vino e olio. In particolare, per questultimo prodotto gli
aumenti, proprio per il taglio (30-40 per cento) che si dovrebbe avere
a livello di produzione nazionale, potrebbero oscillare tra il 25
e il 40 per cento. Pertanto, comprare un litro dolio extravergine
sotto i 5 euro, vuol dire acquistare un prodotto non di qualità
e soprattutto non realizzato con olive italiane.
Anche per quanto riguarda i prodotti lattiero-caseari sono in vista
aumenti autunnali. La produzione di latte nazionale in questultimo
mese è scesa del 15 per cento a causa del gran caldo che ha
stressato i nostri allevamenti. E, se queste condizioni climatiche
dovessero protrarsi ancora a lungo e anche in presenza di una riduzione
dei foraggi per il bestiame, rincari per i formaggi sarebbero fisiologici.
Comunque, fin da ora si registrano aumenti per mozzarelle, ricotte,
fiordilatte.
Altri 50 ettari di
mais transgenico sequestrati in provincia di Cuneo
La Cia Piemonte ribadisce che tutto il
mais seminato nella regione, in Italia e in Europa è nelle
stesse condizioni di quello distrutto o sequestrato
"Il mais seminato in Piemonte in Italia
e in Europa -afferma Attilio Borroni presidente della Cia regionale-
è da anni nelle stesse condizioni di quello distrutto o sequestrato".
"Più controlli si faranno -afferma Borroni- e più
si verificherà quanto la Cia del Piemonte va affermando da
tempo: le contaminazioni riguardano la gran parte delle sementi in
circolazione. E' quanto afferma, d'altra parte, lo stesso titolare
della sanità pubblica del Piemonte Mario Valpreda, in un'intervista
al Manifesto del 15 luglio".
"Tutto ciò -prosegue Borroni- è potuto accadere
per responsabilità di Istituzioni imbelli, incapaci di controllare
le sementi alle dogane o comunque prima della loro immissione in commercio
e che ora si accaniscono su degli agricoltori, che comunque non avevano
strumenti per potersi difendere.
Le multinazionali -ha concluso Borroni- hanno le loro responsabilità,
ma le Istituzioni ne hanno altrettante e forse più gravi, per
cui chiediamo a loro di risarcire i danni interamente e per tempo
agli agricoltori. Non ci accontentiamo certo dei prestiti di conduzione".
torna al sommario
DAL
TERRITORIO
Reggio Emilia: la
Cia a sostegno della richiesta per la dichiarazione dello Stato di
emergenza in seguito alla siccità
La Confederazione Italiana Agricoltori di Reggio Emilia sostiene con
forza la richiesta della Regione Emilia-Romagna e della Provincia
di Reggio Emilia, per la dichiarazione dello Stato di emergenza,
in relazione alla situazione determinata dallattuale siccità;
richiesta che peraltro era partita (per la nostra provincia) proprio
dal tavolo tecnico costituito per seguire in particolare la situazione
del settore agricolo.
E infatti questo lo strumento che può consentire interventi
di carattere immediato ed urgente che si rendessero necessari, in
primo luogo per distribuire lacqua e preservarla e per costituire
riserve in aree delicate, quali lalta pianura e la collina reggiane.
Glinterventi, insomma, indicati dal Tavolo tecnico provinciale
come più immediatamente attuabili, sia a favore delle bonifiche
sia degli agricoltori. E positivo perciò, a giudizio
della Cia, il primo intervento di 500.000 ¤ deciso ieri dalla
Regione Emilia-Romagna, ma anche il governo deve muoversi nella stessa
direzione. Non può bastare, infatti, il coordinamento attuato
dalla protezione civile, che laltro giorno a Parma ha preso
decisioni necessarie ed utili, ma che in precedenza aveva innescato
pericolose confusioni, ipotizzando -lo aveva fatto il dr. Bertolaso-
interruzioni dacqua al settore agricolo, in contrasto con le
disposizioni legislative e senza preoccuparsi dei danni ad un settore
(quello agroalimentare) che rappresenta lunico in fase positiva
nellindustria nazionale, sia dal punto di vista della produzione
che dellexport!
Lagricoltura sta subendo danni reali, sia in termini di mancate
produzioni che di aumenti dei costi produttivi; una strategia daiuto
deve essere pensata ed attuata se si vuole evitare un tracollo di
molte aziende. Non ci si può affidare alleventuale Stato
di calamità per attivare la legge relativa: unarea
zootecnica come la nostra ben difficilmente potrebbe arrivare a beneficiarne,
ed in ogni caso ci sono regioni e province che stanno aspettando da
anni i rimborsi dei danni; la coda in materia, è
degna di un week end estivo sulle autostrade!
Vertenza "Arneo": grande soddisfazione della Cia di Taranto
Grande soddisfazione è stata espressa dalla Cia di Taranto
per gli esiti dellincontro tenutosi presso lAssessorato
Regionale allagricoltura, in merito alla controversa questione
del Consorzio di Bonifica dellArneo.
Allincontro con lassessore Marmo, hanno preso parte i
dirigenti Regionali Pugliesi della Cia insieme a quelli provinciali
di Taranto, Brindisi e Lecce e con la presenza di numerosi agricoltori
unitamente ad una delegazione di dipendenti del Consorzio, in stato
di agitazione da diverse settimane.
Limpegno assunto dallassessore Marmo, ha dichiarato il
Presidente Provinciale della CIA di Taranto Nicola Spagnuolo, di erogare
delle anticipazioni al Consorzio di bonifica dellArneo per far
fronte alla corrente campagna irrigua, va nella direzione giusta per
risolvere i molteplici problemi denunciati nei giorni scorsi, legati
alla impossibilità di irrigare in diverse zone del comprensorio
consortile a causa della sospensione della fornitura di energia elettrica,
nonché a causa dello stato di agitazione dei dipendenti perdurante
già da alcune settimane.
Alla luce delle decisioni adottate, infatti, la Cia per conto degli
agricoltori interessati ha deciso di cessare lo stato di agitazione
indetto nei giorni scorsi, così come hanno fatto analogamente
i dipendenti, ritenendo esaustive le decisioni adottate, fermo restando
il controllo che lorganizzazione manterrà nei prossimi
giorni per verificare che quanto deciso nellincontro odierno
trovi effettiva applicazione.
Ancora una volta, ha dichiarato Spagnuolo, le giuste rivendicazioni
del mondo agricolo esercitate con correttezza e serenità, nonostante
lo stato di estremo disagio vissuto dalla nostra categoria, hanno
prevalso, consentendo a tutte le parti in causa, di ottenere un risultato
soddisfacente e rispettoso della vocazione agricola di questo territorio.
Il presidente della
Cia provinciale di Crotone eletto vice presidente della Camera di
Commercio
Il 18 luglio è stato eletto vice
presidente della Camera di Commercio di Crotone il presidente della
Cia provinciale di Crotone, Francesco Barretta. La notizia è
stata accolta con entusiasmo dal mondo agricolo provinciale dal momento
che l'agricoltura rappresenta il settore più importante della
provincia di Crotone.
torna al sommario
APPUNTAMENTI
Asti: il presidente
Pacetti alla Festicamp della Cia
Si terrà l'Assemblea provinciale
della Confederazione ed un convegno sul futuro del Brachetto dAcqui
Si terrà il 26 luglio a Sessame,
terra di ottimi vini e robiole, con particolare riferimento al Brachetto
d'Acqui, la Fest
|