Agenzia di informazione
della Confederazione italiana agricoltor
i

18 luglio 2003

Anno 45 - n. 132

 

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini
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ATTUALITA'    L’Antimafia crea un servizio contro la criminalità organizzata in agricoltura

   Tabacco: positiva per la Cia l’acquisizione dell’Eti da parte dell’inglese Bat  
     

   Decreto sulla Commissione Pari Opportunità: giudizio negativo dell’Associazione Donne in Campo
DAL TERRITORIO •    La Direzione regionale della Cia delle Marche

•    “Il sistema lattiero caseario tra nuove regole e mercato”. Forum dell’Osservatorio economico della Cia a Mantova

•    Cia Cuneo: il problema cinghiali e l'attività venatoria

APPUNTAMENTI •    Siccità: conferenza stampa della Cia di Venezia

 

ATTUALITA'


L’Antimafia crea un servizio contro la criminalità organizzata in agricoltura

Il procuratore nazionale Vigna accoglie la richiesta della Confederazione italiana agricoltori. Il presidente della Cia Campania Troiano: una decisione molto importante che accogliamo con grande soddisfazione.

Contro la criminalità organizzata in agricoltura scende in campo la Direzione nazionale Antimafia. Accogliendo una vibrante richiesta venuta dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori della Campania, che ha denunciato in un “dossier” gli atti criminosi che purtroppo si registrano nella regione e in molte zone del Sud nei confronti dei produttori agricoli, il procuratore nazionale Piero Luigi Vigna ha istituito uno specifico Servizio per combattere la criminalità nel settore agricolo.
“E’ una decisione -ha commentato il presidente della Cia della Campania Aniello Troiano- molto importante e che accogliamo con grande soddisfazione. La nostra denuncia ha colto nel segno. Il procuratore nazionale Vigna, che ha partecipato nei giorni scorsi ad una nostra iniziativa a Ercolano durante la quale abbiamo presentato l’indagine sulla criminalità in agricoltura, si è dimostrato sensibile alla richiesta che gli abbiamo formulato”.
“Aver istituito un Servizio criminalità organizzata nel settore agricolo nell’ambito della Direzione nazionale Antimafia -ha aggiunto Troiano- è di vitale importanza per l’attività imprenditoriale agricola che in Campania, ma anche in altre regioni meridionali, si trova costretta ad operare – come risulta dal “dossier” che abbiamo elaborato insieme alla Fondazione Cesar – tra innumerevoli difficoltà, perché è sempre più soggetta ad atti criminali che in questi ultimi tempi hanno assunto dimensioni preoccupanti”.
“Ringranziamo, quindi, il procuratore nazionale Vigna per la sua tempestiva decisione e siamo pronti -ha concluso il presidente della Cia della Campania- a collaborare perché il nuovo Servizio dell’Antimafia possa conseguire al più presto risultati positivi contro quella criminalità organizzata che sta praticamente affossando le energie e lo spirito imprenditoriale degli agricoltori campani e meridionali”.

 

Tabacco: positiva per la Cia l’acquisizione dell’Eti da parte dell’inglese Bat

La Confederazione italiana agricoltori accoglie favorevolmente la conclusione della vicenda legata alla privatizzazione dell’Ente tabacchi italiani (Eti) con l’aggiudicazione alla cordata britannica British american tabacco (Bat); una vicenda che ha coinvolto direttamente la filiera nazionale del tabacco, in particolare i tabacchicoltori.
Infatti, gli acquisti dei tabacchi sul mercato nazionale da parte dell’Eti rappresentano una quota del 30/40 per cento del suo fabbisogno e la varietà principalmente coinvolta è il Kentucky, di cui se ne producono circa 6.500 tonnellate, utilizzato per la fabbricazione del sigaro toscano, un prodotto di qualità tipico italiano che è coltivato su .
La Cia, pertanto, auspica che la Bat, una volta completata formalmente l’operazione di privatizzazione, stabilisca regole precise, ponendo fine al clima d’incertezza legato alla fase di privatizzazione dell’ente, volte a salvaguardare la tabacchicoltura nazionale e l’intera filiera, anche per gli importanti risvolti occupazionali che il settore riveste.
In particolare, la Cia sollecita che sia data preferenza all’acquisto di tabacco nazionale e comunitario, a parità di prezzo e di qualità, e che siano mantenute le attuali miscele con l’impiego di almeno il 30 per cento di prodotto italiano lavorato sia direttamente sia per conto terzi.


Decreto sulla Commissione Pari Opportunità: giudizio negativo dell’Associazione Donne in Campo


La Presidente dell’Associazione Donne in Campo Cia Paola Ortensi, intervenendo all’incontro con la stampa a Palazzo Chigi promosso dalla Commissione pari Opportunità sul decreto del governo del 3 luglio per la trasformazione-cancellazione della Commissione Nazionale Parità, ha affermato, così come molte altre intervenute, che costituisce un errore ed un danno per il mondo femminile il ridimensionamento, di fatto totale, che la Commissione subisce, perdendo la sua autonomia e divenendo di fatto solo uno strumento consultivo del ministro delle Pari Opportunità.
La delega per il riordino delle disposizioni in tema di parità e pari opportunità -ha precisato Paola Ortensi- che doveva essere fatta in base alla legge 6 luglio 2002 n 137 da parte del Ministro, parlava appunto di riordino e non prevedeva l’indebolimento degli “strumenti “ a disposizione delle donne, indebolimento che si spera non continui con il procedere del riordino.
La Commissione poteva senza dubbio essere rivista e modificata anche alla luce dei grandi cambiamenti istituzionali, organizzativi e sociali, avvenuti nel mondo femminile dall'anno della sua costituzione, il 1990, ma non annullando di fatto la sua funzione.
Il decreto- ha continuato Ortensi- che non è stato frutto di confronto fra il Ministero delle Pari Opportunità e il mondo organizzato delle donne e non ha coinvolto in alcun modo il mondo dell’imprenditoria femminile, è stato secretato (non è richiedibile da nessuno al di là del governo), con grave danno per la corretta dialettica democratica. Ora sta attualmente percorrendo il suo iter burocratico per l’approvazione ed è in circolazione solo grazie all’impegno sollecito di alcune deputate.
Secondo Paola Ortensi la notizia che dalla costituzione della commissione usciranno le donne rappresentanti dei partiti politici è un fatto negativo da più punti di vista e la conferma di come venga soppressa la funzione della Commissione, svolta per due decenni.
E' da valutare negativamente anche il fatto che nel nuovo decreto sia rimasto invariato il numero delle rappresentanti delle organizzazioni datoriali (4 su 25) mentre cresce il numero delle rappresentanti di associazioni femminili (11 su 25).
Il Cif (Comitato Italiano femminile), insieme alle rappresentanti femminili di molte organizzazioni sindacali e datoriali tra cui l'Associazione Donne in Campo Cia, ha chiesto di ottenere un riesame del testo prima che questo sia sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica.

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DAL TERRITORIO

 

La Direzione regionale della Cia delle Marche

L’intervento del vicepresidente vicario nazionale, Giuseppe Politi

Si è svolta ieri, ad Ancona, la Direzione regionale della Cia delle Marche per fare il punto della situazione politica a livello comunitario, nazionale e regionale e per approvare il rendiconto economico-finanziario 2002, nonché la proposta di preventivo per il 2003.
Ai lavori, ha partecipato il vicepresidente vicario nazionale della Confederazione, Giuseppe Politi, il quale nelle sue conclusioni si è soffermato a lungo sulla riforma della Pac.
“Grazie alla nostra azione –ha detto Politi- sono state apportate delle modifiche di rilievo rispetto alla precedente proposta di riforma della Pac. Certo, esistono ancora spazi per un ulteriore miglioramento, ma è da qui che bisogna partire per fare decollare una politica comunitaria rispondente alla esigenza di una agricoltura di qualità che guardi in modo specifico alle produzioni mediterranee.
Sul piano interno, il vicepresidente vicario ha auspicato che nel Dpef vengano assicurate adeguate coperture finanziarie per sopperire all’ormai endemico problema dell’acqua, per migliorare le infrastrutture e rilanciare le aree rurali più depresse ed emarginate.
“La siccità che tiene da tempo il nostro paese sotto una morsa infernale –ha continuato Politi- ha fatto saltare non solo il reddito delle imprese agricole e distrutto le produzioni, per un danno quantificabile in cinque miliardi di euro, ma ha provocato un eccessivo rincaro dei prezzi che penalizza principalmente le fasce sociali più deboli.
“Se a tutto ciò –ha concluso Politi- si aggiunge una disastrosa gestione delle risorse idriche e i continui black out che hanno interessato anche la regione Marche, si ha un quadro completo e desolante della grave crisi che sta attraversando la nostra agricoltura”.
Il presidente regionale, Franco Fiori, nella sua relazione introduttiva, ha elencato i traguardi positivi della Cia delle Marche, sottolineando nel contempo i ritardi e gli obiettivi ancora da perseguire.
“Oggi –ha detto- ci troviamo in una situazione di stallo nella programmazione regionale. A tal proposito vanno snellite le procedure della macchina pubblica della Regione Marche e vanno intensificati i rapporti tra essa e le organizzazioni professionali. Occorre insomma stipulare un nuovo patto sociale e pretendere in ambito regionale che ci siano decisioni chiare, rispondenti alle esigenze del tessuto economico e sociale del nostro territorio.
Soffermandosi poi sull’ingiustificato aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, Fiori ha rilanciato una proposta fatta a più riprese dalla Cia.
“Occorre pervenire –ha concluso- alla istituzione di un osservatorio permanente per monitorare l’andamento dei prezzi, con il concorso degli agricoltori e dei consumatori, e mettere definitivamente ordine all’annoso problema”.
Alla riunione sono intervenuti i componenti della direzione regionale nonché numerosi invitati ed agricoltori che hanno stimolato il dibattito e sollecitato azioni in difesa del reddito e delle produzioni locali.
La Direzione ha infine approvato all’unanimità i bilanci, consuntivo e preventivo, i quali fotografano la realtà di una organizzazione sana e in continua crescita.


“Il sistema lattiero caseario tra nuove regole e mercato”. Forum dell’Osservatorio economico della Cia a Mantova

L’intervento del vicepresidente nazionale, Mino Rizzioli

Si è svolto ieri a Mantova il forum organizzato dall’Osservatorio economico interregionale di Mantova della Cia sul tema “Il settore lattiero caseario tra nuove regole e mercato”.
Il vicepresidente Cia Mino Rizzioli, concludendo i lavori del convegno ha affermato che ''per ridare slancio all'economia servono le riforme che modernizzino il Paese. Solo cosi' anche le nostre produzioni potranno essere valorizzate".
''Come produttori -ha affermato Rizzioli- le difficoltà che troviamo ad affrontare il mercato derivano dalla crisi dello sviluppo. Se non ci sono incentivi, il lattiero-caseario ne risente. Ed ecco che servono le riforme per ridare slancio all'economia. Occorre, dunque, ridurre i costi di produzione, migliorare i trasporti e le infrastrutture, mettere in campo politiche che valorizzino le nostre produzioni. Tutti gli strumenti sono buoni, a partire dal Dpef''.
''Siamo preoccupati e delusi -ha detto Rizzioli- perchè per l'agricoltura sembra che non sia previsto nulla. Comunque, siamo solo all'inizio del confronto con il Governo e quindi aspettiamo prima di esprimere un giudizio''. Il vicepresidente Cia ha invitato i produttori a prendere atto che il latte microfiltrato è ormai una realtà, e che per questo sono necessari programmi per la valorizzare le nostre produzioni lattiero-casearie che solo così potranno recuperare il terreno perduto.
Rizzioli si e' inoltre soffermato sulla riforma della Politica agricola comunitaria che -ha sottolineato- darà stabilità al settore sino al 2013 ma che non ci ha concesso aumenti sul fronte delle quote latte. Tuttavia -ha concluso- la riforma sposterà risorse sulle politiche di sviluppo rurale e questo potrebbe tradursi in politiche di sostegno per un settore come quello lattiero-caseario che ha interesse a sviluppare, nella filiera, la qualità. La riforma della Pac potrebbe eliminare le eccedenze e far riprendere il mercato.
I lavori, aperti da Mario Lanzi, presidente della Cia Lombardia, hanno visto gli interventi tra gli altri, di Fabio Del Bravo dell’Ismea, Massimo Mangiavacchi di Unalat, Fausto Marri di Assolatte, Valerio Orlandini della Granarolo, Vito Orsatti del Consorzio latterie sociali mantovane “Virgilio” ed Enzo Mastrobuoni della Cia nazionale.

Cia Cuneo: il problema cinghiali e l'attività venatoria

Dopo un braccio di ferro durato quasi cinque mesi, la Cia provinciale di Cuneo ha provveduto a nominare i propri rappresentanti all’interno dei Comitati di Gestione dei cinque Ambiti Territoriali Caccia e dei sette Comprensori Alpini presenti sul proprio territorio. La mancata nomina dei rappresentanti dell’intera componente agricola, alla scadenza dei precedenti Comitati, era stata dettata dalla situazione venutasi a creare per la mancata collaborazione del mondo venatorio nell’abbattimento dei cinghiali, il cui numero –in particolare in alcune aree collinari– è divenuto tale da pregiudicare qualsivoglia coltivazione agricola.
In questi mesi la parte agricola, in maniera unitaria, ha chiesto alla Provincia di mediare con la parte venatoria per poter costituire i nuovi Comitati, con impegni precisi al fine di evitare che i vecchi problemi venissero riproposti: ne è scaturito un protocollo sottoscritto da associazioni agricole e venatorie, nonché rappresentanti di ambientalisti ed Enti Locali.
“Il protocollo d’intesa –sostiene la presidente provinciale Cia Valentina Masante– non affronta in maniera compiuta la complessa problematica relativa al contenimento della specie cinghiale, ma è un passaggio che, per ora, giudichiamo sufficiente per riprendere la nostra collaborazione attiva nella gestione delle problematiche relative alla caccia. Abbiamo già chiesto che il primo Atc in cui effettuare la rotazione delle squadre di cacciatori sia quello di Cortemilia (dove ogni anni si pagano 250.000 euro per i danni provocati dai cinghiali alle colture agricole!). Ma la sottoscrizione del protocollo e la nomina dei nostri rappresentanti non significa che abbiamo abbassato la guardia: monitoreremo l’opera dei vari Atc e Ca costantemente e non avremo alcuna esitazione ad uscire dai Comitati qualora riscontrassimo situazioni di scarsa attenzione ai problemi agricoli”.

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APPUNTAMENTI

Siccità: conferenza stampa della Cia di Venezia

La Cia provinciale di Venezia ha convocato una conferenza stampa per lunedì 21 luglio alle ore 10,00 presso la sede municipale di Portogruaro, per illustrare la situazione di grave emergenza delle campagne dove la siccità ha già compromesso buona parte dei raccolti agricoli con perdite sino al 100% nell'area del Portogruarese.

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