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ATTUALITA'
LAntimafia crea un servizio contro
la criminalità organizzata in agricoltura
Il procuratore nazionale Vigna accoglie la richiesta della Confederazione
italiana agricoltori. Il presidente della Cia Campania Troiano: una
decisione molto importante che accogliamo con grande soddisfazione.
Contro la criminalità
organizzata in agricoltura scende in campo la Direzione nazionale
Antimafia. Accogliendo una vibrante richiesta venuta dalla Cia-Confederazione
italiana agricoltori della Campania, che ha denunciato in un dossier
gli atti criminosi che purtroppo si registrano nella regione e in
molte zone del Sud nei confronti dei produttori agricoli, il procuratore
nazionale Piero Luigi Vigna ha istituito uno specifico Servizio per
combattere la criminalità nel settore agricolo.
E una decisione -ha commentato il presidente della Cia
della Campania Aniello Troiano- molto importante e che accogliamo
con grande soddisfazione. La nostra denuncia ha colto nel segno. Il
procuratore nazionale Vigna, che ha partecipato nei giorni scorsi
ad una nostra iniziativa a Ercolano durante la quale abbiamo presentato
lindagine sulla criminalità in agricoltura, si è
dimostrato sensibile alla richiesta che gli abbiamo formulato.
Aver istituito un Servizio criminalità organizzata nel
settore agricolo nellambito della Direzione nazionale Antimafia
-ha aggiunto Troiano- è di vitale importanza per lattività
imprenditoriale agricola che in Campania, ma anche in altre regioni
meridionali, si trova costretta ad operare come risulta dal
dossier che abbiamo elaborato insieme alla Fondazione
Cesar tra innumerevoli difficoltà, perché è
sempre più soggetta ad atti criminali che in questi ultimi
tempi hanno assunto dimensioni preoccupanti.
Ringranziamo, quindi, il procuratore nazionale Vigna per la
sua tempestiva decisione e siamo pronti -ha concluso il presidente
della Cia della Campania- a collaborare perché il nuovo Servizio
dellAntimafia possa conseguire al più presto risultati
positivi contro quella criminalità organizzata che sta praticamente
affossando le energie e lo spirito imprenditoriale degli agricoltori
campani e meridionali.
Tabacco: positiva per la Cia lacquisizione
dellEti da parte dellinglese Bat
La Confederazione italiana agricoltori accoglie favorevolmente
la conclusione della vicenda legata alla privatizzazione dellEnte
tabacchi italiani (Eti) con laggiudicazione alla cordata britannica
British american tabacco (Bat); una vicenda che ha coinvolto direttamente
la filiera nazionale del tabacco, in particolare i tabacchicoltori.
Infatti, gli acquisti dei tabacchi sul mercato nazionale da parte
dellEti rappresentano una quota del 30/40 per cento del suo
fabbisogno e la varietà principalmente coinvolta è il
Kentucky, di cui se ne producono circa 6.500 tonnellate, utilizzato
per la fabbricazione del sigaro toscano, un prodotto di qualità
tipico italiano che è coltivato su .
La Cia, pertanto, auspica che la Bat, una volta completata formalmente
loperazione di privatizzazione, stabilisca regole precise, ponendo
fine al clima dincertezza legato alla fase di privatizzazione
dellente, volte a salvaguardare la tabacchicoltura nazionale
e lintera filiera, anche per gli importanti risvolti occupazionali
che il settore riveste.
In particolare, la Cia sollecita che sia data preferenza allacquisto
di tabacco nazionale e comunitario, a parità di prezzo e di
qualità, e che siano mantenute le attuali miscele con limpiego
di almeno il 30 per cento di prodotto italiano lavorato sia direttamente
sia per conto terzi.
Decreto sulla Commissione Pari Opportunità:
giudizio negativo dellAssociazione Donne in Campo
La Presidente dellAssociazione Donne in Campo Cia Paola Ortensi,
intervenendo allincontro con la stampa a Palazzo Chigi promosso
dalla Commissione pari Opportunità sul decreto del governo
del 3 luglio per la trasformazione-cancellazione della Commissione
Nazionale Parità, ha affermato, così come molte altre
intervenute, che costituisce un errore ed un danno per il mondo femminile
il ridimensionamento, di fatto totale, che la Commissione subisce,
perdendo la sua autonomia e divenendo di fatto solo uno strumento
consultivo del ministro delle Pari Opportunità.
La delega per il riordino delle disposizioni in tema di parità
e pari opportunità -ha precisato Paola Ortensi- che doveva
essere fatta in base alla legge 6 luglio 2002 n 137 da parte del Ministro,
parlava appunto di riordino e non prevedeva lindebolimento degli
strumenti a disposizione delle donne, indebolimento che
si spera non continui con il procedere del riordino.
La Commissione poteva senza dubbio essere rivista e modificata anche
alla luce dei grandi cambiamenti istituzionali, organizzativi e sociali,
avvenuti nel mondo femminile dall'anno della sua costituzione, il
1990, ma non annullando di fatto la sua funzione.
Il decreto- ha continuato Ortensi- che non è stato frutto di
confronto fra il Ministero delle Pari Opportunità e il mondo
organizzato delle donne e non ha coinvolto in alcun modo il mondo
dellimprenditoria femminile, è stato secretato (non è
richiedibile da nessuno al di là del governo), con grave danno
per la corretta dialettica democratica. Ora sta attualmente percorrendo
il suo iter burocratico per lapprovazione ed è in circolazione
solo grazie allimpegno sollecito di alcune deputate.
Secondo Paola Ortensi la notizia che dalla costituzione della commissione
usciranno le donne rappresentanti dei partiti politici è un
fatto negativo da più punti di vista e la conferma di come
venga soppressa la funzione della Commissione, svolta per due decenni.
E' da valutare negativamente anche il fatto che nel nuovo decreto
sia rimasto invariato il numero delle rappresentanti delle organizzazioni
datoriali (4 su 25) mentre cresce il numero delle rappresentanti di
associazioni femminili (11 su 25).
Il Cif (Comitato Italiano femminile), insieme alle rappresentanti
femminili di molte organizzazioni sindacali e datoriali tra cui l'Associazione
Donne in Campo Cia, ha chiesto di ottenere un riesame del testo
prima che questo sia sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica.
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DAL
TERRITORIO
La Direzione regionale
della Cia delle Marche
Lintervento del vicepresidente vicario nazionale, Giuseppe Politi
Si è svolta ieri, ad Ancona, la Direzione
regionale della Cia delle Marche per fare il punto della situazione
politica a livello comunitario, nazionale e regionale e per approvare
il rendiconto economico-finanziario 2002, nonché la proposta
di preventivo per il 2003.
Ai lavori, ha partecipato il vicepresidente vicario nazionale della
Confederazione, Giuseppe Politi, il quale nelle sue conclusioni si
è soffermato a lungo sulla riforma della Pac.
Grazie alla nostra azione ha detto Politi- sono state
apportate delle modifiche di rilievo rispetto alla precedente proposta
di riforma della Pac. Certo, esistono ancora spazi per un ulteriore
miglioramento, ma è da qui che bisogna partire per fare decollare
una politica comunitaria rispondente alla esigenza di una agricoltura
di qualità che guardi in modo specifico alle produzioni mediterranee.
Sul piano interno, il vicepresidente vicario ha auspicato che nel
Dpef vengano assicurate adeguate coperture finanziarie per sopperire
allormai endemico problema dellacqua, per migliorare le
infrastrutture e rilanciare le aree rurali più depresse ed
emarginate.
La siccità che tiene da tempo il nostro paese sotto una
morsa infernale ha continuato Politi- ha fatto saltare non solo
il reddito delle imprese agricole e distrutto le produzioni, per un
danno quantificabile in cinque miliardi di euro, ma ha provocato un
eccessivo rincaro dei prezzi che penalizza principalmente le fasce
sociali più deboli.
Se a tutto ciò ha concluso Politi- si aggiunge
una disastrosa gestione delle risorse idriche e i continui black out
che hanno interessato anche la regione Marche, si ha un quadro completo
e desolante della grave crisi che sta attraversando la nostra agricoltura.
Il presidente regionale, Franco Fiori, nella sua relazione introduttiva,
ha elencato i traguardi positivi della Cia delle Marche, sottolineando
nel contempo i ritardi e gli obiettivi ancora da perseguire.
Oggi ha detto- ci troviamo in una situazione di stallo
nella programmazione regionale. A tal proposito vanno snellite le
procedure della macchina pubblica della Regione Marche e vanno intensificati
i rapporti tra essa e le organizzazioni professionali. Occorre insomma
stipulare un nuovo patto sociale e pretendere in ambito regionale
che ci siano decisioni chiare, rispondenti alle esigenze del tessuto
economico e sociale del nostro territorio.
Soffermandosi poi sullingiustificato aumento dei prezzi dei
prodotti agricoli, Fiori ha rilanciato una proposta fatta a più
riprese dalla Cia.
Occorre pervenire ha concluso- alla istituzione di un
osservatorio permanente per monitorare landamento dei prezzi,
con il concorso degli agricoltori e dei consumatori, e mettere definitivamente
ordine allannoso problema.
Alla riunione sono intervenuti i componenti della direzione regionale
nonché numerosi invitati ed agricoltori che hanno stimolato
il dibattito e sollecitato azioni in difesa del reddito e delle produzioni
locali.
La Direzione ha infine approvato allunanimità i bilanci,
consuntivo e preventivo, i quali fotografano la realtà di una
organizzazione sana e in continua crescita.
Il sistema lattiero caseario tra nuove regole
e mercato. Forum dellOsservatorio economico della Cia
a Mantova
Lintervento del vicepresidente
nazionale, Mino Rizzioli
Si è svolto ieri a Mantova il forum organizzato
dallOsservatorio economico interregionale di Mantova della Cia
sul tema Il settore lattiero caseario tra nuove regole e mercato.
Il vicepresidente Cia Mino Rizzioli, concludendo i lavori del convegno
ha affermato che ''per ridare slancio all'economia servono le riforme
che modernizzino il Paese. Solo cosi' anche le nostre produzioni potranno
essere valorizzate".
''Come produttori -ha affermato Rizzioli- le difficoltà che
troviamo ad affrontare il mercato derivano dalla crisi dello sviluppo.
Se non ci sono incentivi, il lattiero-caseario ne risente. Ed ecco
che servono le riforme per ridare slancio all'economia. Occorre, dunque,
ridurre i costi di produzione, migliorare i trasporti e le infrastrutture,
mettere in campo politiche che valorizzino le nostre produzioni. Tutti
gli strumenti sono buoni, a partire dal Dpef''.
''Siamo preoccupati e delusi -ha detto Rizzioli- perchè per
l'agricoltura sembra che non sia previsto nulla. Comunque, siamo solo
all'inizio del confronto con il Governo e quindi aspettiamo prima
di esprimere un giudizio''. Il vicepresidente Cia ha invitato i produttori
a prendere atto che il latte microfiltrato è ormai una realtà,
e che per questo sono necessari programmi per la valorizzare le nostre
produzioni lattiero-casearie che solo così potranno recuperare
il terreno perduto.
Rizzioli si e' inoltre soffermato sulla riforma della Politica agricola
comunitaria che -ha sottolineato- darà stabilità al
settore sino al 2013 ma che non ci ha concesso aumenti sul fronte
delle quote latte. Tuttavia -ha concluso- la riforma sposterà
risorse sulle politiche di sviluppo rurale e questo potrebbe tradursi
in politiche di sostegno per un settore come quello lattiero-caseario
che ha interesse a sviluppare, nella filiera, la qualità. La
riforma della Pac potrebbe eliminare le eccedenze e far riprendere
il mercato.
I lavori, aperti da Mario Lanzi, presidente della Cia Lombardia, hanno
visto gli interventi tra gli altri, di Fabio Del Bravo dellIsmea,
Massimo Mangiavacchi di Unalat, Fausto Marri di Assolatte, Valerio
Orlandini della Granarolo, Vito Orsatti del Consorzio latterie sociali
mantovane Virgilio ed Enzo Mastrobuoni della Cia nazionale.
Cia Cuneo: il problema cinghiali e l'attività
venatoria
Dopo un braccio di ferro durato quasi cinque mesi,
la Cia provinciale di Cuneo ha provveduto a nominare i propri rappresentanti
allinterno dei Comitati di Gestione dei cinque Ambiti Territoriali
Caccia e dei sette Comprensori Alpini presenti sul proprio territorio.
La mancata nomina dei rappresentanti dellintera componente agricola,
alla scadenza dei precedenti Comitati, era stata dettata dalla situazione
venutasi a creare per la mancata collaborazione del mondo venatorio
nellabbattimento dei cinghiali, il cui numero in particolare
in alcune aree collinari è divenuto tale da pregiudicare
qualsivoglia coltivazione agricola.
In questi mesi la parte agricola, in maniera unitaria, ha chiesto
alla Provincia di mediare con la parte venatoria per poter costituire
i nuovi Comitati, con impegni precisi al fine di evitare che i vecchi
problemi venissero riproposti: ne è scaturito un protocollo
sottoscritto da associazioni agricole e venatorie, nonché rappresentanti
di ambientalisti ed Enti Locali.
Il protocollo dintesa sostiene la presidente provinciale
Cia Valentina Masante non affronta in maniera compiuta la complessa
problematica relativa al contenimento della specie cinghiale, ma è
un passaggio che, per ora, giudichiamo sufficiente per riprendere
la nostra collaborazione attiva nella gestione delle problematiche
relative alla caccia. Abbiamo già chiesto che il primo Atc
in cui effettuare la rotazione delle squadre di cacciatori sia quello
di Cortemilia (dove ogni anni si pagano 250.000 euro per i danni provocati
dai cinghiali alle colture agricole!). Ma la sottoscrizione del protocollo
e la nomina dei nostri rappresentanti non significa che abbiamo abbassato
la guardia: monitoreremo lopera dei vari Atc e Ca costantemente
e non avremo alcuna esitazione ad uscire dai Comitati qualora riscontrassimo
situazioni di scarsa attenzione ai problemi agricoli.
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APPUNTAMENTI
Siccità: conferenza stampa della
Cia di Venezia
La Cia provinciale di Venezia ha
convocato una conferenza stampa per lunedì 21 luglio alle ore
10,00 presso la sede municipale di Portogruaro, per illustrare la
situazione di grave emergenza delle campagne dove la siccità
ha già compromesso buona parte dei raccolti agricoli con perdite
sino al 100% nell'area del Portogruarese.
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