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della Confederazione italiana agricoltor
i

16 luglio 2003

Anno 45 - n. 130

 

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ATTUALITA'   "Prezzi. Produzione, mercato, consumo": oggi Roma il convegno della Cia

  Tre mesi di siccità e caldo costati 90 euro in più a ogni italiano. La Cia lancia l’“Operazione prezzi chiari” contro le speculazioni

  Pacetti: tracciabilità dei prezzi per lo sviluppo delle filiere agro-alimentari e per garantire i consumatori

  Rizzioli: sui prezzi aprire una fase moderna coinvolgendo tutti i protagonisti della filiera

  Dpef: “ignorato il patto per l’Italia”
DAL TERRITORIO •    Siccità: in Puglia la Cia incontra l'Assessore regionale

•    Puglia: riunione della Cia a Barletta sull'uva da tavola

 

APPUNTAMENTI

•   “Il sistema lattiero caseario tra nuove regole e mercato”. Forum dell’Osservatorio economico della Cia a Mantova

•  Fondi integrativi e pensione complementare: convegno Inac a Treviso

 

ATTUALITA'


"Prezzi. Produzione, mercato, consumo": oggi a Roma il convegno della Cia


Si è svolto oggi a Roma il convegno promosso dalla Cia sul tema: "Prezzi: produzione, mercato, consumo". I lavori sono stati introdotti da Mino Rizzioli, vicepresidente nazionale della Cia. E' seguita una comunicazione di Paolo Surace, responsabile Osservatorio della Cia (l'intervento integrale sarà pubblicato nell'agenzia di domani). Al dibbattito son intervenuti: Mauro Bussoni, segretario nazionale della Confesercenti, Roberto Fiammenghi, direttore acquisti alimentari Coop Italia, Paolo Landi, presidente Adiconsum, Arturo Semerari, presidente Ismea, Roberto Pasca di Magliano, direttore generale del ministero delle Attività produttive, Demetrio Corno, consigliere delegato per il mercato della Federalimentare. I lavori sono stati conclusi dal presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti.
Nel corso del dibattito, ampio e articolato sono stati evidenziati particolari aspetti sui quali si sono trovati tutti d'accordo: stabilità dei prezzi, più trasparenza e informazione per i consumatori, rapporti più stretti e maggiore collaborazione nell'intera filiera agro-alimentare.

 

Tre mesi di siccità e caldo costati 90 euro in più a ogni italiano.
La Cia lancia l’“Operazione prezzi chiari” contro le speculazioni

Rincari degli ortofrutticoli, consumi “super” per acque minerali, bevande e di energia elettrica per il maggior uso di condizionatori, di refrigeratori: queste alcune “voci” che hanno pesato di più sulla spesa delle famiglie. Più collaborazione nella filiera agro-alimentare per un “percorso di garanzia” dei prezzi a tutela dei consumatori.

Tre mesi di caldo e di siccità sono costati finora ad ogni italiano 90 euro in più. Aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari e di quelli ortofrutticoli in particolare, vertiginosa crescita negli acquisti di acque minerali e bevande, incrementi nei consumi dell’elettricità per il maggior uso di condizionatori e refrigeratori: sono queste alcune delle “voci” che hanno “pesato” in queste settimane di gran calura e di carenza d’acqua sulla spesa quotidiana delle famiglie. Sono i dati forniti oggi a Roma durante il convegno sui prezzi promosso dalla Cia. Un’occasione durante la quale è stata lanciata l’”Operazione prezzi chiari” finalizzata per fare trasparenza nell’intera filiera agro-alimentare (produzione, trasformazione e distribuzione). Quella trasparenza che finora è stata una vera a propria “zona d’ombra”. Questo per garantire, informandolo, sia il consumatore sia tutte le varie componenti del mercato attraverso le quali si arriva alla formazione del prezzo finale.
“Bisogna evitare -è stato affermato dal presidente della Cia Massimo Pacetti- che emergenze come quella attuale della siccità portino ad alimentare tensioni artificiose e speculazioni che alla fine alterano l’intero sistema e accrescono le spese degli italiani già alle prese con una non facile situazione congiunturale”.
Sta di fatto che proprio la grave siccità di questi giorni ha contribuito ad alleggerire le tasche degli italiani, oltre che a prosciugare fiumi e laghi e a distruggere gran parte delle produzioni agricole.
Le ultime rilevazioni dimostrano, infatti, che soprattutto i prezzi ortofrutticoli, , sono in continua crescita. Gli ortaggi sono aumentati in un mese del 23 per cento, la frutta del 19 per cento. Numerosi altri prodotti agro-alimentari, in un anno, sono aumentati di oltre il 25 per cento. Unica eccezione sono quelli zootecnici, scesi addirittura del 2,3 per cento in quattro settimane.
“Le improvvise e vistose variazioni di prezzi, specie quando si tratta di prodotti alimentari, danneggiano -ha sostenuto il vicepresidente della Cia Mino Rizzioli- gli agricoltori e i consumatori. Gli agricoltori sono colpiti nel loro reddito e per un’attività a rischio crescente. I consumatori sono invece colpiti nella loro capacità di acquisto e disorientati di fronte a scelte che appaiono sempre meno tranquille”.
Di qui l’esigenza di trasparenza e informazione. Insomma, una vera “tracciabilità” lungo tutta la filiera del prezzo. Si tratta di un “percorso di garanzia” che la Cia con l’”Operazione prezzi chiari” vuole al massimo valorizzare.
“Una tracciabilità dei prezzi –ha rilevato Pacetti-, per prodotto, per tipologia di consumo, per tipologia di vendita, per provenienza, per aree di produzione e di consumo”.
In questo contesto i vari Osservatori prezzi (ministero delle Politiche agricole-Ismea, ministero delle Attività produttive, Unioncamere) dovrebbero rappresentare strumenti per un progetto di trasparenza e informazione e non semplici progetti fini a se stessi.
La Cia, quindi, ha lanciato questa “operazione” chiedendo il contributo di tutti i soggetti della filiera agro-alimentare. Non si vuole uno strumento operativo, ma un impegno serio e concreto per rimettere ordine in un sistema, appunto, quello dei prezzi, che oggi si presenta confuso, caotico e impenetrabile.
Un sistema che causa distorsioni al mercato, accresce la spesa quotidiana degli italiani e alimenta l’inflazione.

Quanto ci costano tre mesi di caldo e siccità

90 euro in più per ogni italiano (rincari dei prodotti ortofrutticoli, maggiori acquisti di acque minerali e bevande, incremento nei consumi di energia elettrica per l’uso dei condizionatori)
Aumenti nei prezzi di frutta e verdure
tra il 5 e il 40 per cento
Prodotti Luglio 2003 rispetto a luglio 2002 - variazione percentuale
Pesche + 30
Albicocche + 22
Prugne + 42
Susine + 30
Pere +12,5
Mele + 5
Fragole + 15
Angurie + 28
Ciliegie + 5
Fagiolini + 30
Lattuga + 27
Peperoni + 15
Melanzane + 13
Pomodori + 15
Patate + 25






 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



5 miliardi di danni per l’agricoltura

Cali della produzione di:
- cereali (25 per cento)
- frutta (40 per cento)
- ortaggi (35 per cento)
- riso (25 per cento)
- mais (30 per cento)
- barbabietola da zucchero (25 per cento)
- uva (10-20 per cento)
- olive (30-40 per cento)
- latte (10-20 per cento)

In autunno possibili rincari nell’ordine del 10-20 per cento per molti prodotti agro-alimentari (pasta, pane, riso, formaggi, vino, olio, arance, mandarini, limoni)



Pacetti: tracciabilità dei prezzi per lo sviluppo delle filiere agro-alimentari e per garantire i consumatori

“Una tracciabilità nei prezzi, per prodotto, per tipologia di consumo, per tipologia di vendita, per provenienza dei prodotti, per aree di produzione e di consumo. E’ questo l’obiettivo che si pone la Confederazione italiana agricoltori con l’”Operazione prezzi chiari” per fronteggiare speculazioni e tensioni artificiose specialmente nei momenti di grandi emergenze come quello attuale della siccità”. E’ quanto ha affermato il presidente dell’Organizzazione Massimo Pacettti a conclusione del convegno promosso a Roma sul tema dei prezzi.
“Una tracciabilità -ha aggiunto Pacetti- che tenga sempre e comunque conto del rapporto stretto che deve esserci tra prezzo e competizione del sistema che non affossi i consumi. Questo senza richiami a alleanze astratte, ma sulla base di analisi economiche e comportamentali si potrà garantire la sicurezza alimentare e la tutela dei consumatori e il reddito degli operatori della filiera”.
“La siccità di questi ultimi giorni -ha rilevato il presidente della Cia- non ci deve far perdere di lucidità nella ricerca di soluzioni praticabili e che coinvolgano tutte le parti delle filiere agro-alimentari. A tutto questo non sono certo indifferenti i ritardi nella predisposizione di interventi strutturali di ammodernamento e costruzioni di reti irrigue; di una politica della gestione della risorsa idrica. Tema su cui torneremo a discutere nel prossimo futuro inquadrando il discorso in un più vasto ambito che non può che essere quello Mediterraneo”.
“Gli stessi Osservatori sui prezzi -ha detto il presidente della Cia- non si debbono limitare a registrare l’accaduto. Compito di questi organismi ministeriali è quello di prevedere le dinamiche, di porre elementi di chiarezza, attivando tutti gli strumenti consentiti in una economia di mercato. Invochiamo una operazione trasparenza nei prezzi. Auspichiamo la chiarezza nei comportamenti degli operatori. Vogliamo che sia chiaro quello che è prodotto in Italia e quello che sconta i maggiori costi delle importazioni”.
“Ecco perché oggi -ha concluso Pacetti- abbiamo voluto un confronto a più voci. Il riposizionamento dei prezzi non può lasciare sul campo morti e feriti. Non può determinare posizioni di vantaggio costruite sull’emergenza e non sulla leale e aperta competizione di mercato”.

 

Rizzioli: sui prezzi aprire una fase moderna coinvolgendo tutti i protagonisti della filiera

Nella sua introduzione, il vicepresidente della Cia Mino Rizzioli ha affermato che "la grave attuale emergenza della siccità e le analisi congiunturali hanno messo in evidenza il fronte dei prezzi che continua a mostrare evidenti tensioni e ad accrescere un certo malessere tra i consumatori, che si sono visti costretti a ridurre i consumi. Quello dei prezzi è, quindi, un problema assai complesso, la cui soluzione non è certo facile. L’intero sistema si presenta alquanto articolato e ad esso fanno capo più soggetti".
"Con il convegno odierno -ha detto- non si vuole individuare il colpevole degli aumenti che si sono determinati in particolare con l’introduzione dell’euro all’inizio del 2002. Si vuole, al contrario, affrontare la questione in tutti i suoi particolari aspetti e con il contributo dei vari rappresentanti della filiera, dalla produzione alla trasformazione, alla distribuzione, individuare quei punti critici che favoriscono quelle spirali artificiose dei rincari attraverso la partecipazione degli attori coinvolti nel ricorrente problema dell’aumento dei prezzi, siano essi all’origine (elettrico, dei carburanti,) per i produttori, sia per la variabilità dei prezzi alla vendita (frutta, ortaggi) sui banchi per i consumatori".
"Abbiamo voluto questa iniziativa sui prezzi -ha aggiunto Rizzioli- convinti che solo il dialogo e la capacità di reazione di un sistema organizzato e ben strutturato aumenta la fiducia nello stesso e costruisce solide garanzie per le parti chiamate in causa.
L’obiettivo, in sostanza, è essere quello di sgombrare il campo dalle inutili e dannose polemiche, dagli stucchevoli scaricabarili tra i soggetti interessati e riportare il discorso sui giusti binari, favorendo un dialogo costruttivo che permetta di aprire una fase nuova. Il tutto per rafforzare tre indispensabili direttrici: la stabilità dei prezzi, una maggiore trasparenza e informazione e rapporti più stretti di collaborazione lungo tutta la filiera: produzione, mercato e consumo".
Il vice presidente della Cia ha continuato affermando che "l’agricoltura italiana è sempre più orientata alla qualità e alla diversificazione della produzione. Vengono così immessi sul mercato prodotti che rispecchiano precise caratteristiche. Quello che però manca è un sistema organizzato che permetta un maggiore potere contrattuale e costi più ridotti. La concentrazione dell’offerta diventa, pertanto, uno snodo cruciale sia per rafforzare il ruolo, troppe volte marginale, dei produttori agricoli che per rendere più competitivi.
In tale contesto vanno comunque considerati alcuni elementi: la produzione con i suoi costi; la trasformazione con i suoi costi; la commercializzazione".
"Il mercato -ha proseguito- è il motore per lo sviluppo dell’agricoltura. Occorrono, però, regole, trasparenza, un’ organizzazione più efficiente e solida che si sviluppi nell’interprofessione e si saldi con la piccola e grande distribuzione in un stretto rapporti per favorire la massima chiarezza. Il tutto per rendere il mercato realmente in grado di rispondere sia alle esigenze economiche che a quelli dei consumatori.
Con l’”Operazione prezzi chiari” vogliamo contribuire ad aprire una pagina nuova e certamente moderna, senza per questo stravolgere le regole del mercato, ma coinvolgendo tutti in un’azione in grado di stemperare le tensioni, soprattutto in momenti di emergenza come l’attuale, di ridurre l’inflazione, di favorire un andamento equilibrato in tutta la filiera, di rispondere alle mutate esigenze dei consumatori".
A tal proposito Rizzioli ha concluso citando una dichiarazione del senatore Giuseppe Medici: “ Dove esiste un’economia di mercato, sia pure limitata dalle inevitabili formazioni di tipo più o meno monopolistico, ogni mattina moltitudini di persone domandano beni che, rispondendo alle loro esigenze specifiche di consumatori diretti o compratori di beni da trasformare, consentono la realizzazione di iniziative che nascono da esigenze di vita. Sul mercato, quindi, si manifestano ogni giorno centinaia di milioni di atti che sono la libera espressione di scelte dei cittadini, che in tal modo esercitano una delle loro fondamentali libertà”.



Dpef: “ignorato il patto per l’Italia”


Il vicepresidente vicario della Cia, Giuseppe Politi, commenta il Dpef presentato dal governo alle parti sociali.

“E’ palese la discontinuità del governo rispetto al patto per l’Italia sottoscritto nel luglio del 2002, e come siano stati ignorate le indicazioni in esso contenute”.
Questo il primo commento espresso vicepresidente vicario della Cia, Giuseppe Politi dal al termine della presentazione, da parte del governo, del Documento di programmazione economico finanziario alle parti sociali, nel corso dell’incontro svoltosi questa mattina a Palazzo Chigi.
“E’ impossibile -ha detto Politi- dare un giudizio compiuto sul documento. Infatti non si conoscono assolutamente né i dettagli né gli interventi strutturali né tanto meno le annunciate materie di riforma.
“L’agricoltura italiana -ha affermato Politi- necessita nell’immediato di una tempestiva azione di governo che possa arginare l’emorragia patita dal settore a causa delle calamità”.
“Ora -ha concluso il vicepresidente vicario della Cia- è necessario individuare e ricostruire gli snodi intorno a cui far ripartire la crescita dell’economia nazionale, in particolare puntando sul sistema delle piccole e medie imprese”.

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DAL TERRITORIO

 

Puglia: riunione della Cia a Barletta sull'uva da tavola


Il vicepresidente vicario della Cia Puglia, Dino Petruzzi, ha partecipato ad un incontro a Barletta (Bari) organizzato dalla Cia provinciale con alcuni operatori del settore dell'uva da tavola. Alla riunione erano presenti, tra gli altri, il presidente provinciale della Cia Francesco Caruso, il presidente zonale e produttore di uva Giuseppe Di Pace, il presidente della cooperativa ortofrutticola "Progresso Agricolo" di Fasano, Nicola Pentassuglia, il responsabile delle vendite presso la Gdo dell'Associazione ortofrutticola Assodaunia, Piero Cupertino.
L'incontro è servito ad aprire un confronto sulle possibilità di commercializzazione del prodotto barlettano e sullo smaltimento delle uve di seconda scelta prodotte a causa di danni climatici. Le intemperie ed il peggioramento del clima inducono infatti la produzione di oltre 4 milioni di quintali di uva non adatta alla commercializzazione di qualità. Il problema è anche evitare che tale massa di prodotto possa intraprendere, con l'aiuto di complicità varie, la strada della vinificazione, danneggiando il mercato dell'uva da vino.
"Attrezzarsi associandosi" ha detto Petruzzi "è l'unico modo per garantire il reddito ai produttori. Gli ultimi eventi hanno causato preoccupazioni e paura di repentine cadute del mercato. Molti produttori, spaventati, hanno preferito svendere sul campo il proprio prodotto anziché rischiare danneggiamenti atmosferici o crisi di mercato, riuscendo a malapena a recuperare i costi di produzione. L'uva di Barletta, alla pari di quella del sud-est barese, può essere la fonte di reddito principale per i viticoltori di queste zone, a patto di organizzare al meglio la produzione con la specificazione di appositi disciplinari che permettano il raggiungimento degli standard richiesti dal mercato. La bravura dei produttori barlettani va solo incanalata verso una strutturazione dell'offerta confacente le richieste sempre più qualificate che provengono dai distributori. Le aziende produttrici devono sempre più stringere i loro rapporti per aggregare in maniera significativa l'offerta e per autoregolamentare la produzione".
L'ampia discussione ha fornito una prima messa a punto sui problemi territoriali del settore. Sia Pentassuglia che Cupertino hanno dato la loro massima disponibilità a contribuire su un piano più specifico e concreto, mettendo a disposizione la loro esperienza e la loro conoscenza del settore ortofrutticolo, in un rapporto sinergico che faccia da ponte tra le varie realtà ortofrutticole della provincia.
D'altro canto Di Pace e Caruso hanno manifestato la volontà della Cia ad organizzare i produttori, con l'impegno a cercare di superare le ambiguità che spesso si riscontrano nel rapporto con gli stessi commercianti-raccoglitori.
Appuntamento a breve con un incontro programmato dalla Cia Puglia per il 22 luglio con il vicepresidente nazionale Rizzioli e la responsabile nazionale del settore Roncolini.

Siccità: in Puglia la Cia incontra l'Assessore regionale

La Cia Puglia, insieme alla Cia di Taranto, di Brindisi e di Lecce, ha chiesto ed ottenuto, per Venerdì 18 Luglio 2003, un incontro urgente con l’Assessore Regionale all’Agricoltura Nino Marmo, per affrontare la grave situazione di disagio in cui versano le aziende ricadenti nel comprensorio del Consorzio di Bonifica dell’Arneo.
"E' necessario ed impellente -afferma il presidente provinciale della Cia di Taranto Nicola Spagnuolo- che la Regione Puglia adotti un intervento straordinario per garantire la campagna irrigua in corso. La situazione è drammatica e rischia di degenerare a causa del malcontento sempre più diffuso tra gli agricoltori che, pur avendo regolarmente prenotato e pagato l’acqua, si ritrovano con le bocchette asciutte poiché i pozzi sono stati privati della fornitura di energia elettrica. Il blocco dell’irrigazione pone a rischio migliaia di ettari di colture tipiche della zona e di conseguenza il reddito e la stessa sopravvivenza di molte aziende agricole, già duramente provate dalle avversità atmosferiche e dalla crisi di mercato. L’incontro di Venerdì diventa pertanto cruciale per le sorti di tante aziende agricole, il cui prodotto non è ancora andato totalmente perduto. Infatti in questa fase sia le colture olivicole che viticole, ma soprattutto quelle ortofrutticole non possono fare a meno dell’irrigazione, pena la perdita totale del prodotto".
"A tal proposito la Cia chiederà con forza interventi urgenti e straordinari per risolvere la questione nell’immediato, perché ritiene che non è il momento di tentennamenti o indecisioni.
Inoltre -conclude Spagnuolo- è auspicabile una soluzione definitiva, in tempi brevi, delle problematiche relative ai Consorzi di Bonifica".

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APPUNTAMENTI

 

“Il sistema lattiero caseario tra nuove regole e mercato”. Forum dell’Osservatorio economico della Cia a Mantova
Giovedì 17 luglio a Mantova economisti e operatori del settore a confronto sulle prospettive del latte italiano. Concluderà i lavori il vicepresidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori Mino Rizzioli


Oltre all’emergenza di questa estate torrida che ha fatto calare di quasi il 20% la produzione, il settore lattiero caseario è alle prese in questi mesi con le nuove regole per la gestione delle quote e con la recente decisione europea che, nell’ambito della revisione della Pac, proroga il sistema delle quote sino al 2015.
Nuove regole che arrivano in un contesto congiunturale complesso e segnato da una sempre maggiore concorrenza a livello comunitario e internazionale.
Su questi temi si confronteranno giovedì 17 luglio, presso la sede della Cciaa di Mantova (Via P.F. Calvi, 28), economisti e operatori del settore nell’ambito del forum “Il settore lattiero caseario tra nuove regole e mercato”, organizzato dall’Osservatorio economico di Mantova promosso dalla Confederazione italiana agricoltori.
Interverranno, tra gli altri, Fabio Del Bravo dell’Ismea, Massimo Mangiavacchi di Unalat, Fausto Marri di Assolatte, Valerio Orlandini della Granarolo e Vito Orsatti del Consorzio latterie sociali mantovane “Virgilio” insieme a Enzo Mastrobuoni della Cia nazionale.
“Sarà un’importante occasione -a giudizio di Mario Lanzi, presidente della Cia Lombardia, che aprirà i lavori del forum di giovedì- per un confronto tra tutti i soggetti della filiera latte sulle prospettive del latte italiano che sconta, tra le tante difficoltà, anche il mancato consolidamento di proficui rapporti interprofessionali, un fattore che rischia di compromettere il rilancio di un settore così importante per l’intera economia agro-alimentare italiana”.
Le conclusioni del forum saranno affidate a Mino Rizzioli, vicepresidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori.

 

Fondi integrativi e pensione complementare: convegno Inac a Treviso


Più passa il tempo, più il sistema pensionistico obbligatorio, soprattutto per i giovani lavoratori, è precario. Ormai è noto a tutti che, per il futuro, non si potrà garantire ai giovani un'adeguata copertura pensionistica, quindi la strada verso la previdenza integrativa o complementare per integrare la pensione minima che lo Stato continuerà ad assicurare diventerà un percorso obbligatorio.
Se ne parlerà sabato 19 luglio a Paderno di Ponzano Veneto (Treviso) in un convegno organizzato dall'Inac sul tema: "Fondi integrativi e pensione complementare. Protagonisti della nuova previdenza".
Dopo il saluto del presidente provinciale Cia Giorgio Feston, interverranno al convegno Cinzia Boin, direttore Inac provinciale, Angelo Marta Direttore Inps Conegliano, Caludia Merlino, responsabile Relazioni sindacali Cia, Laura Ravagan coordinatore Regionale Inac. A conclusione del dibattito concluderà i lavori Alberto Giombetti presidente nazionale dell'Inac.

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