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ATTUALITA'
"Prezzi. Produzione, mercato, consumo": oggi a Roma il convegno
della Cia
Si è svolto oggi a Roma il convegno
promosso dalla Cia sul tema: "Prezzi: produzione, mercato, consumo".
I lavori sono stati introdotti da Mino Rizzioli, vicepresidente nazionale
della Cia. E' seguita una comunicazione di Paolo Surace, responsabile
Osservatorio della Cia (l'intervento integrale sarà pubblicato
nell'agenzia di domani). Al dibbattito son intervenuti: Mauro Bussoni,
segretario nazionale della Confesercenti, Roberto Fiammenghi, direttore
acquisti alimentari Coop Italia, Paolo Landi, presidente Adiconsum,
Arturo Semerari, presidente Ismea, Roberto Pasca di Magliano, direttore
generale del ministero delle Attività produttive, Demetrio
Corno, consigliere delegato per il mercato della Federalimentare.
I lavori sono stati conclusi dal presidente nazionale della Cia Massimo
Pacetti.
Nel corso del dibattito, ampio e articolato sono stati evidenziati
particolari aspetti sui quali si sono trovati tutti d'accordo: stabilità
dei prezzi, più trasparenza e informazione per i consumatori,
rapporti più stretti e maggiore collaborazione nell'intera
filiera agro-alimentare.
Tre mesi di siccità
e caldo costati 90 euro in più a ogni italiano.
La
Cia lancia lOperazione prezzi chiari contro le speculazioni
Rincari degli ortofrutticoli,
consumi super per acque minerali, bevande e di energia
elettrica per il maggior uso di condizionatori, di refrigeratori:
queste alcune voci che hanno pesato di più sulla
spesa delle famiglie. Più collaborazione nella filiera agro-alimentare
per un percorso di garanzia dei prezzi a tutela dei consumatori.
Tre mesi di caldo e di siccità sono costati
finora ad ogni italiano 90 euro in più. Aumenti dei prezzi
dei prodotti alimentari e di quelli ortofrutticoli in particolare,
vertiginosa crescita negli acquisti di acque minerali e bevande, incrementi
nei consumi dellelettricità per il maggior uso di condizionatori
e refrigeratori: sono queste alcune delle voci che hanno
pesato in queste settimane di gran calura e di carenza
dacqua sulla spesa quotidiana delle famiglie. Sono i dati forniti
oggi a Roma durante il convegno sui prezzi promosso dalla Cia. Unoccasione
durante la quale è stata lanciata lOperazione prezzi
chiari finalizzata per fare trasparenza nellintera filiera
agro-alimentare (produzione, trasformazione e distribuzione). Quella
trasparenza che finora è stata una vera a propria zona
dombra. Questo per garantire, informandolo, sia il consumatore
sia tutte le varie componenti del mercato attraverso le quali si arriva
alla formazione del prezzo finale.
Bisogna evitare -è stato affermato dal presidente della
Cia Massimo Pacetti- che emergenze come quella attuale della siccità
portino ad alimentare tensioni artificiose e speculazioni che alla
fine alterano lintero sistema e accrescono le spese degli italiani
già alle prese con una non facile situazione congiunturale.
Sta di fatto che proprio la grave siccità di questi giorni
ha contribuito ad alleggerire le tasche degli italiani, oltre che
a prosciugare fiumi e laghi e a distruggere gran parte delle produzioni
agricole.
Le ultime rilevazioni dimostrano, infatti, che soprattutto i prezzi
ortofrutticoli, , sono in continua crescita. Gli ortaggi sono aumentati
in un mese del 23 per cento, la frutta del 19 per cento. Numerosi
altri prodotti agro-alimentari, in un anno, sono aumentati di oltre
il 25 per cento. Unica eccezione sono quelli zootecnici, scesi addirittura
del 2,3 per cento in quattro settimane.
Le improvvise e vistose variazioni di prezzi, specie quando
si tratta di prodotti alimentari, danneggiano -ha sostenuto il vicepresidente
della Cia Mino Rizzioli- gli agricoltori e i consumatori. Gli agricoltori
sono colpiti nel loro reddito e per unattività a rischio
crescente. I consumatori sono invece colpiti nella loro capacità
di acquisto e disorientati di fronte a scelte che appaiono sempre
meno tranquille.
Di qui lesigenza di trasparenza e informazione. Insomma, una
vera tracciabilità lungo tutta la filiera del prezzo.
Si tratta di un percorso di garanzia che la Cia con lOperazione
prezzi chiari vuole al massimo valorizzare.
Una tracciabilità dei prezzi ha rilevato Pacetti-,
per prodotto, per tipologia di consumo, per tipologia di vendita,
per provenienza, per aree di produzione e di consumo.
In questo contesto i vari Osservatori prezzi (ministero delle Politiche
agricole-Ismea, ministero delle Attività produttive, Unioncamere)
dovrebbero rappresentare strumenti per un progetto di trasparenza
e informazione e non semplici progetti fini a se stessi.
La Cia, quindi, ha lanciato questa operazione chiedendo
il contributo di tutti i soggetti della filiera agro-alimentare. Non
si vuole uno strumento operativo, ma un impegno serio e concreto per
rimettere ordine in un sistema, appunto, quello dei prezzi, che oggi
si presenta confuso, caotico e impenetrabile.
Un sistema che causa distorsioni al mercato, accresce la spesa quotidiana
degli italiani e alimenta linflazione.
Quanto
ci costano tre mesi di caldo e siccità
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90 euro in più per ogni italiano
(rincari dei prodotti ortofrutticoli, maggiori acquisti di acque
minerali e bevande, incremento nei consumi di energia elettrica
per luso dei condizionatori)
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Aumenti nei prezzi di frutta e verdure
tra il 5 e il 40 per cento
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| Prodotti |
Luglio 2003 rispetto a luglio
2002 - variazione percentuale |
| Pesche |
+ 30 |
| Albicocche |
+ 22 |
| Prugne |
+ 42 |
| Susine |
+ 30 |
| Pere |
+12,5 |
| Mele |
+ 5 |
| Fragole |
+ 15 |
| Angurie |
+ 28 |
| Ciliegie |
+ 5 |
| Fagiolini |
+ 30 |
| Lattuga |
+ 27 |
| Peperoni |
+ 15 |
| Melanzane |
+ 13 |
| Pomodori |
+ 15 |
| Patate |
+ 25 |
5 miliardi di danni per lagricoltura
Cali della produzione di:
- cereali (25 per cento)
- frutta (40 per cento)
- ortaggi (35 per cento)
- riso (25 per cento)
- mais (30 per cento)
- barbabietola da zucchero (25 per cento)
- uva (10-20 per cento)
- olive (30-40 per cento)
- latte (10-20 per cento)
In autunno possibili rincari nellordine del 10-20 per cento
per molti prodotti agro-alimentari (pasta, pane, riso, formaggi, vino,
olio, arance, mandarini, limoni)
Pacetti: tracciabilità dei prezzi
per lo sviluppo delle filiere agro-alimentari
e per garantire i consumatori
Una tracciabilità
nei prezzi, per prodotto, per tipologia di consumo, per tipologia
di vendita, per provenienza dei prodotti, per aree di produzione e
di consumo. E questo lobiettivo che si pone la Confederazione
italiana agricoltori con lOperazione prezzi chiari
per fronteggiare speculazioni e tensioni artificiose specialmente
nei momenti di grandi emergenze come quello attuale della siccità.
E quanto ha affermato il presidente dellOrganizzazione
Massimo Pacettti a conclusione del convegno promosso a Roma sul tema
dei prezzi.
Una tracciabilità
-ha aggiunto Pacetti- che tenga sempre e comunque conto del rapporto
stretto che deve esserci tra prezzo e competizione del sistema che
non affossi i consumi. Questo senza richiami a alleanze astratte,
ma sulla base di analisi economiche e comportamentali si potrà
garantire la sicurezza alimentare e la tutela dei consumatori e il
reddito degli operatori della filiera.
La siccità di questi ultimi giorni -ha rilevato il presidente
della Cia- non ci deve far perdere di lucidità nella ricerca
di soluzioni praticabili e che coinvolgano tutte le parti delle filiere
agro-alimentari. A tutto questo non sono certo indifferenti i ritardi
nella predisposizione di interventi strutturali di ammodernamento
e costruzioni di reti irrigue; di una politica della gestione della
risorsa idrica. Tema su cui torneremo a discutere nel prossimo futuro
inquadrando il discorso in un più vasto ambito che non può
che essere quello Mediterraneo.
Gli stessi Osservatori sui prezzi -ha detto il presidente della
Cia- non si debbono limitare a registrare laccaduto. Compito
di questi organismi ministeriali è quello di prevedere le dinamiche,
di porre elementi di chiarezza, attivando tutti gli strumenti consentiti
in una economia di mercato. Invochiamo una operazione trasparenza
nei prezzi. Auspichiamo la chiarezza nei comportamenti degli operatori.
Vogliamo che sia chiaro quello che è prodotto in Italia e quello
che sconta i maggiori costi delle importazioni.
Ecco perché oggi -ha concluso Pacetti- abbiamo voluto
un confronto a più voci. Il riposizionamento dei prezzi non
può lasciare sul campo morti e feriti. Non può determinare
posizioni di vantaggio costruite sullemergenza e non sulla leale
e aperta competizione di mercato.
Rizzioli: sui prezzi
aprire una fase moderna coinvolgendo tutti i protagonisti della filiera
Nella sua introduzione, il vicepresidente della
Cia Mino Rizzioli ha affermato che "la grave attuale emergenza
della siccità e le analisi congiunturali hanno messo in evidenza
il fronte dei prezzi che continua a mostrare evidenti tensioni e ad
accrescere un certo malessere tra i consumatori, che si sono visti
costretti a ridurre i consumi. Quello dei prezzi è, quindi,
un problema assai complesso, la cui soluzione non è certo facile.
Lintero sistema si presenta alquanto articolato e ad esso fanno
capo più soggetti".
"Con il convegno odierno -ha detto- non si vuole individuare
il colpevole degli aumenti che si sono determinati in particolare
con lintroduzione delleuro allinizio del 2002. Si
vuole, al contrario, affrontare la questione in tutti i suoi particolari
aspetti e con il contributo dei vari rappresentanti della filiera,
dalla produzione alla trasformazione, alla distribuzione, individuare
quei punti critici che favoriscono quelle spirali artificiose dei
rincari attraverso la partecipazione degli attori coinvolti nel ricorrente
problema dellaumento dei prezzi, siano essi allorigine
(elettrico, dei carburanti,) per i produttori, sia per la variabilità
dei prezzi alla vendita (frutta, ortaggi) sui banchi per i consumatori".
"Abbiamo voluto questa iniziativa sui prezzi -ha aggiunto Rizzioli-
convinti che solo il dialogo e la capacità di reazione di un
sistema organizzato e ben strutturato aumenta la fiducia nello stesso
e costruisce solide garanzie per le parti chiamate in causa.
Lobiettivo, in sostanza, è essere quello di sgombrare
il campo dalle inutili e dannose polemiche, dagli stucchevoli scaricabarili
tra i soggetti interessati e riportare il discorso sui giusti binari,
favorendo un dialogo costruttivo che permetta di aprire una fase nuova.
Il tutto per rafforzare tre indispensabili direttrici: la stabilità
dei prezzi, una maggiore trasparenza e informazione e rapporti più
stretti di collaborazione lungo tutta la filiera: produzione, mercato
e consumo".
Il vice presidente della Cia ha continuato affermando che "lagricoltura
italiana è sempre più orientata alla qualità
e alla diversificazione della produzione. Vengono così immessi
sul mercato prodotti che rispecchiano precise caratteristiche. Quello
che però manca è un sistema organizzato che permetta
un maggiore potere contrattuale e costi più ridotti. La concentrazione
dellofferta diventa, pertanto, uno snodo cruciale sia per rafforzare
il ruolo, troppe volte marginale, dei produttori agricoli che per
rendere più competitivi.
In tale contesto vanno comunque considerati alcuni elementi: la produzione
con i suoi costi; la trasformazione con i suoi costi; la commercializzazione".
"Il mercato -ha proseguito- è il motore per lo sviluppo
dellagricoltura. Occorrono, però, regole, trasparenza,
un organizzazione più efficiente e solida che si sviluppi
nellinterprofessione e si saldi con la piccola e grande distribuzione
in un stretto rapporti per favorire la massima chiarezza. Il tutto
per rendere il mercato realmente in grado di rispondere sia alle esigenze
economiche che a quelli dei consumatori.
Con lOperazione prezzi chiari vogliamo contribuire
ad aprire una pagina nuova e certamente moderna, senza per questo
stravolgere le regole del mercato, ma coinvolgendo tutti in unazione
in grado di stemperare le tensioni, soprattutto in momenti di emergenza
come lattuale, di ridurre linflazione, di favorire un
andamento equilibrato in tutta la filiera, di rispondere alle mutate
esigenze dei consumatori".
A tal proposito Rizzioli ha concluso citando una dichiarazione del
senatore Giuseppe Medici: Dove esiste uneconomia di mercato,
sia pure limitata dalle inevitabili formazioni di tipo più
o meno monopolistico, ogni mattina moltitudini di persone domandano
beni che, rispondendo alle loro esigenze specifiche di consumatori
diretti o compratori di beni da trasformare, consentono la realizzazione
di iniziative che nascono da esigenze di vita. Sul mercato, quindi,
si manifestano ogni giorno centinaia di milioni di atti che sono la
libera espressione di scelte dei cittadini, che in tal modo esercitano
una delle loro fondamentali libertà.
Dpef: ignorato il patto per lItalia
Il vicepresidente vicario della Cia, Giuseppe Politi, commenta
il Dpef presentato dal governo alle parti sociali.
E palese la discontinuità del
governo rispetto al patto per lItalia sottoscritto nel luglio
del 2002, e come siano stati ignorate le indicazioni in esso contenute.
Questo il primo commento espresso vicepresidente vicario della Cia,
Giuseppe Politi dal al termine della presentazione, da parte del governo,
del Documento di programmazione economico finanziario alle parti sociali,
nel corso dellincontro svoltosi questa mattina a Palazzo Chigi.
E impossibile -ha detto Politi- dare un giudizio compiuto
sul documento. Infatti non si conoscono assolutamente né i
dettagli né gli interventi strutturali né tanto meno
le annunciate materie di riforma.
Lagricoltura italiana -ha affermato Politi- necessita
nellimmediato di una tempestiva azione di governo che possa
arginare lemorragia patita dal settore a causa delle calamità.
Ora -ha concluso il vicepresidente vicario della Cia- è
necessario individuare e ricostruire gli snodi intorno a cui far ripartire
la crescita delleconomia nazionale, in particolare puntando
sul sistema delle piccole e medie imprese.
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DAL
TERRITORIO
Puglia: riunione della
Cia a Barletta sull'uva da tavola
Il vicepresidente vicario della Cia Puglia, Dino Petruzzi, ha partecipato
ad un incontro a Barletta (Bari) organizzato dalla Cia provinciale
con alcuni operatori del settore dell'uva da tavola. Alla riunione
erano presenti, tra gli altri, il presidente provinciale della Cia
Francesco Caruso, il presidente zonale e produttore di uva Giuseppe
Di Pace, il presidente della cooperativa ortofrutticola "Progresso
Agricolo" di Fasano, Nicola Pentassuglia, il responsabile delle
vendite presso la Gdo dell'Associazione ortofrutticola Assodaunia,
Piero Cupertino.
L'incontro è servito ad aprire un confronto sulle possibilità
di commercializzazione del prodotto barlettano e sullo smaltimento
delle uve di seconda scelta prodotte a causa di danni climatici. Le
intemperie ed il peggioramento del clima inducono infatti la produzione
di oltre 4 milioni di quintali di uva non adatta alla commercializzazione
di qualità. Il problema è anche evitare che tale massa
di prodotto possa intraprendere, con l'aiuto di complicità
varie, la strada della vinificazione, danneggiando il mercato dell'uva
da vino.
"Attrezzarsi associandosi" ha detto Petruzzi "è
l'unico modo per garantire il reddito ai produttori. Gli ultimi eventi
hanno causato preoccupazioni e paura di repentine cadute del mercato.
Molti produttori, spaventati, hanno preferito svendere sul campo il
proprio prodotto anziché rischiare danneggiamenti atmosferici
o crisi di mercato, riuscendo a malapena a recuperare i costi di produzione.
L'uva di Barletta, alla pari di quella del sud-est barese, può
essere la fonte di reddito principale per i viticoltori di queste
zone, a patto di organizzare al meglio la produzione con la specificazione
di appositi disciplinari che permettano il raggiungimento degli standard
richiesti dal mercato. La bravura dei produttori barlettani va solo
incanalata verso una strutturazione dell'offerta confacente le richieste
sempre più qualificate che provengono dai distributori. Le
aziende produttrici devono sempre più stringere i loro rapporti
per aggregare in maniera significativa l'offerta e per autoregolamentare
la produzione".
L'ampia discussione ha fornito una prima messa a punto sui problemi
territoriali del settore. Sia Pentassuglia che Cupertino hanno dato
la loro massima disponibilità a contribuire su un piano più
specifico e concreto, mettendo a disposizione la loro esperienza e
la loro conoscenza del settore ortofrutticolo, in un rapporto sinergico
che faccia da ponte tra le varie realtà ortofrutticole della
provincia.
D'altro canto Di Pace e Caruso hanno manifestato la volontà
della Cia ad organizzare i produttori, con l'impegno a cercare di
superare le ambiguità che spesso si riscontrano nel rapporto
con gli stessi commercianti-raccoglitori.
Appuntamento a breve con un incontro programmato dalla Cia Puglia
per il 22 luglio con il vicepresidente nazionale Rizzioli e la responsabile
nazionale del settore Roncolini.
Siccità: in Puglia la Cia incontra
l'Assessore regionale
La Cia Puglia, insieme alla Cia di Taranto, di
Brindisi e di Lecce, ha chiesto ed ottenuto, per Venerdì 18 Luglio
2003, un incontro urgente con lAssessore Regionale allAgricoltura
Nino Marmo, per affrontare la grave situazione di disagio in cui versano
le aziende ricadenti nel comprensorio del Consorzio di Bonifica dellArneo.
"E' necessario ed impellente -afferma il presidente provinciale
della Cia di Taranto Nicola Spagnuolo- che la Regione Puglia adotti
un intervento straordinario per garantire la campagna irrigua in corso.
La situazione è drammatica e rischia di degenerare a causa del
malcontento sempre più diffuso tra gli agricoltori che, pur avendo
regolarmente prenotato e pagato lacqua, si ritrovano con le bocchette
asciutte poiché i pozzi sono stati privati della fornitura di
energia elettrica. Il blocco dellirrigazione pone a rischio migliaia
di ettari di colture tipiche della zona e di conseguenza il reddito
e la stessa sopravvivenza di molte aziende agricole, già duramente
provate dalle avversità atmosferiche e dalla crisi di mercato.
Lincontro di Venerdì diventa pertanto cruciale per le sorti
di tante aziende agricole, il cui prodotto non è ancora andato
totalmente perduto. Infatti in questa fase sia le colture olivicole
che viticole, ma soprattutto quelle ortofrutticole non possono fare
a meno dellirrigazione, pena la perdita totale del prodotto".
"A tal proposito la Cia chiederà con forza interventi urgenti
e straordinari per risolvere la questione nellimmediato, perché
ritiene che non è il momento di tentennamenti o indecisioni.
Inoltre -conclude Spagnuolo- è auspicabile una soluzione definitiva,
in tempi brevi, delle problematiche relative ai Consorzi di Bonifica".
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APPUNTAMENTI
Il sistema
lattiero caseario tra nuove regole e mercato. Forum dellOsservatorio
economico della Cia a Mantova
Giovedì 17 luglio a Mantova economisti e operatori del settore
a confronto sulle prospettive del latte italiano. Concluderà
i lavori il vicepresidente nazionale della Confederazione italiana
agricoltori Mino Rizzioli
Oltre allemergenza di questa estate torrida che ha fatto calare
di quasi il 20% la produzione, il settore lattiero caseario è
alle prese in questi mesi con le nuove regole per la gestione delle
quote e con la recente decisione europea che, nellambito della
revisione della Pac, proroga il sistema delle quote sino al 2015.
Nuove regole che arrivano in un contesto congiunturale complesso e
segnato da una sempre maggiore concorrenza a livello comunitario e
internazionale.
Su questi temi si confronteranno giovedì 17 luglio, presso
la sede della Cciaa di Mantova (Via P.F. Calvi, 28), economisti e
operatori del settore nellambito del forum Il settore
lattiero caseario tra nuove regole e mercato, organizzato dallOsservatorio
economico di Mantova promosso dalla Confederazione italiana agricoltori.
Interverranno, tra gli altri, Fabio Del Bravo dellIsmea, Massimo
Mangiavacchi di Unalat, Fausto Marri di Assolatte, Valerio Orlandini
della Granarolo e Vito Orsatti del Consorzio latterie sociali mantovane
Virgilio insieme a Enzo Mastrobuoni della Cia nazionale.
Sarà unimportante occasione -a giudizio di Mario
Lanzi, presidente della Cia Lombardia, che aprirà i lavori
del forum di giovedì- per un confronto tra tutti i soggetti
della filiera latte sulle prospettive del latte italiano che sconta,
tra le tante difficoltà, anche il mancato consolidamento di
proficui rapporti interprofessionali, un fattore che rischia di compromettere
il rilancio di un settore così importante per lintera
economia agro-alimentare italiana.
Le conclusioni del forum saranno affidate a Mino Rizzioli, vicepresidente
nazionale della Confederazione italiana agricoltori.
Fondi integrativi e pensione complementare:
convegno Inac a Treviso
Più passa il tempo, più il sistema pensionistico obbligatorio,
soprattutto per i giovani lavoratori, è precario. Ormai è
noto a tutti che, per il futuro, non si potrà garantire ai
giovani un'adeguata copertura pensionistica, quindi la strada verso
la previdenza integrativa o complementare per integrare la pensione
minima che lo Stato continuerà ad assicurare diventerà
un percorso obbligatorio.
Se ne parlerà sabato 19 luglio a Paderno di Ponzano Veneto
(Treviso) in un convegno organizzato dall'Inac sul tema: "Fondi
integrativi e pensione complementare. Protagonisti della nuova previdenza".
Dopo il saluto del presidente provinciale Cia Giorgio Feston, interverranno
al convegno Cinzia Boin, direttore Inac provinciale, Angelo Marta
Direttore Inps Conegliano, Caludia Merlino, responsabile Relazioni
sindacali Cia, Laura Ravagan coordinatore Regionale Inac. A conclusione
del dibattito concluderà i lavori Alberto Giombetti presidente
nazionale dell'Inac.
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